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UMM
by Unione Montana Mombarone
L’UMM, Unione Montana Mombarone, è composta da 4 Comuni: Andrate, Carema, Nomaglio e Settimo Vittone.E’ un Territorio molto variegato: si parte dalle pianure del fondo valle ad un’altezza di poco più di 200 m slm, sulla sinistra idrografica della Dora Baltea e, passando attraverso pascoli e Foreste incontaminate, si arriva alle montagne, fra cui il Mombarone, che superano i 2.300 metri di altezza.Potrai scegliere se Rilassarti osservando Panorami mozzafiato, acculturarti visitando Musei e Monumenti (anche del FAI) gratuiti, passeggiare lungo i Centri storici o sui numerosi Itinerari immersi nella Natura o praticare tantissimi Sport outdoor!Inoltre potrai trovare Negozi con prodotti del Territorio e Locali, o Feste organizzate dalle Associazioni, che propongono ricette uniche preparate con Prodotti tipici mantenendo le antiche tradizioni!Infine in estate, a pochissimi chilometri dalla pianura, potrai trovare refrigerio mentre in inverno potrai praticare tanti Spo
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Prodotti Locali Settimo Vittone
Le nostre abitudini alimentari possono essere considerate specchio rivelatore della vita che conduciamo e della particolare mentalità che quest’ultima ci induce a sviluppare I fast food, i surgelati, i forni a microonde, le merendine prodotte a livello industriale sono quindi tante tessere che compongono un unico mosaico, quello raffigurante le nostre giornate vissute in lotta contro il tempo, mentre imprimiamo alle varie attività un ritmo talvolta frenetico, spesso caotico, sempre stressante E’ però innegabile che, come il modo di vivere influisce sulla nostra alimentazione, così il modo di alimentarci influisce sulla nostra vita, esercitando un ruolo di primo piano per quanto concerne la salute, la forma fisica e, secondo numerosi medici e ricercatori, influenzando addirittura i nostri stati d’animo Negli ultimi anni abbiamo così assistito allo svilupparsi di una maggiore sensibilità verso l’argomento “corretta alimentazione” e di un crescente interesse nei confronti della cucina macrobiotica e vegetariana; sono nate inoltre molteplici linee di prodotti dietetici o comunque a base di ingredienti genuini, quali farine di cereali integrali, legumi, frutta e verdure prive di additivi chimici e spesso provenienti da coltivazioni biologiche Ormai, anche quanti non operano scelte alimentari rigorose riconoscono l’importanza di una dieta ricca di frutta, verdure e fibre e che limiti l’utilizzo indiscriminato delle carni, dei grassi, di alimenti saturi di coloranti, aromatizzanti e conservanti artificiali In realtà, però, non è stato scoperto niente di nuovo perché la tradizione italiana è ricca di piatti di questo tipo, che preferiscono, ad esempio, le proteine vegetali a quelle animali ed i sapori genuini a quelli artefatti Si tratta della cucina che ha caratterizzato la vita “a misura d’uomo” delle generazioni passate e che ha continuato a sopravvivere soprattutto nelle zone agricole e montane, dove si conserva un più forte legame con le antiche tradizioni Locali In Canavese l’importanza di preservare queste tradizioni è particolarmente sentita ed i paesi facenti parte dell’Unione Montana Mombarone, come Settimo Vittone, hanno fatto tesoro delle antiche ricette Locali Si tratta di piatti semplici ma originali, nati dalla creatività delle massaie che sapevano combinare abilmente gli ingredienti di cui disponevano: i prodotti dell’orto, la farina di grano macinata a pietra, le erbe di montagna, i formaggi… Molte di queste ricette sono state tramandate oralmente, di generazione in generazione, altre sono state appuntate, con linguaggio semplice ed immediato su qualche quaderno; possono senz’altro essere catalogate come “cucina povera” pur contenendo tutti i valori nutrizionali esaltati dalla moderna scienza dell’alimentazione e distinguendosi per il loro sapore particolare, frutto anche di fantasiosi abbinamenti di aromi che le rendono ancora oggi molto apprezzate Non è un caso, infatti, che i paesi dell’Unione Montana Mombarone, Settimo Vittone in primis, ospitino numerosi Ristoranti che continuano a proporre con grande successo questi piatti tratti dalla più genuina tradizione popolare www.turismomombarone.it
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La Turna Settimo Vittone
Grazie all'iniziativa del comune di Settimo Vittone e del negozio di sport XL Mountain nasce nel 2009 l'idea di rivalorizzare un terreno agricolo abbandonato, creando una moderna falesia di arrampicata e un'area sportiva; si possono trovare le seguenti attività: arrampicata, parco avventura, e-bike, ristoro e centri estivi. Arrampicata: La roccia di Montestrutto è di formazione magmatica e ha subito metamorfismi da alta pressione/bassa temperatura, è stata erosa dal Ghiacciaio Baltico e in seguito lambita dalla Dora Baltea. Caratteristiche particolarmente favorevoli: Sito ameno con avvicinamento nullo Ben esposto a sud- sud/ovest frequentabile tutto l'anno Adatto a tutti sopratutto grazie alla conformazione rocciosa che ha consentito la creazione di numerosi itinerari dal facile al medio-difficile Pareti con altezza variabile, da pochi metri fino a 80 m L'arrampicata risulta varia presentando placche, tratti articolati, muri verticali e anche qualche bella fessura di stile granitico, con roccia sempre aderente. Parco avventura: Nasce nel 2014, adiacente all'Area Sportiva La Turna il Parco Avventura che porta il suo stesso nome; è situato all'interno di un bosco di rovere ed è ancorato esclusivamente su roccia, seguendo le norme UNI EN 15567-1 E 2 e utilizzando il sistema kong di linea vita continua. Sono presenti 6 percorsi di varie difficoltà; tutto il materiale necessario per l'attività viene fornito in loco (imbrago- casco) e l'utilizzo dell'attrezzatura data in dotazione è limitato a 3 ore consecutive. E-bike: Con la Turna-bike puoi noleggiare le e-bike e scoprire il nostro territorio in modo innovativo e divertente: si può pedalare in autonomia, scaricando l'app Komoot sul proprio cellulare (tracciati dati dal gestore), oppure, con richiesta anticipata, con il supporto di una guida che vi accompagna; i percorsi che abbiamo selezionato sono piacevoli, sempre su strade secondarie e studiati da chi conosce il territorio. Il materiale fornito in loco per l'attività è: e-bike e caschetto. Ristoro: Bar ristoro Vertical rock nasce nel 2009 con l'apertura al pubblico dell'area sportiva la Turna: immerso nel verde e nella tranquillità del bosco di castagni offre a tutti i frequentatori un attimo di pace e serenità; si possono trovare sia spuntini veloci come insalate miste, panini, piadine e toast farciti a piacimento che piatti caldi e merende sinoire a base di affettati, formaggi locali e piatti tipici. Tutti i cibi sono freschi, preparati sul momento e utilizzando maggiormente materie prime a km 0 e di stagione. Centro estivo: Dal 2010 nasce all'interno dell'Area Sportiva La Turna il centro estivo "Sport Estate" che si connota come luogo educativo, contesto di esperienza, apprendimento, gioco e socializzazione; l'obiettivo è quello di offrire ai partecipanti l'occasione di vivere un'esperienza di tempo libero ricca di significato e opportunità; durante le settimane si spazia da attività prettamente ludico- sportive ad attività manuali e ludico-espressive, tenendo ovviamente conto delle esigenze e degli interessi specifici di ogni diversa fascia d'età. www.turismomombarone.it
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Pieve San Lorenzo Settimo Vittone
La Pieve di S. Lorenzo e il Battistero di S. Giovanni Battista, collocati sull’altura anticamente fortificata che sovrasta il borgo, sono uno dei più importanti complessi pre-romanici del Piemonte; il sito comprende anche il cosiddetto Castello Vecchio, ridotto in parte a rudere nella porzione più antica corrispondente alla torre di guardia, e il Castello Nuovo edificato nel XVII secolo in seguito alla distruzione del castello vecchio. All’interno dell’antica area castellata si trovano anche sarcofagi alto-medievali. Il complesso monumentale, “Segnalato FAI“, è il risultato di un’evoluzione costruttiva e di impianto che originariamente vedeva l’edificio del Battistero e quello della Pieve collocati a quote differenti nel rispetto dell’antica orografia del luogo; entrambi risalenti al periodo pre-romanico (IX-X sec.), al momento non si hanno notizie certe su una fondazione più antica. I lavori di scavo archeologico iniziati nel luglio 2014 e tuttora in corso stanno apportando nuove e interessanti conoscenze intorno a tale problematica e al rapporto tra i due edifici, fondendosi con le “leggende” che riguardano Settimo Vittone, il suo territorio e la sua storia. Il Battistero ha un impianto ottagonale semplice all’esterno e con nicchie ricavate nella muratura all’interno, mentre un’abside rivolta a nord-est rompe l’impianto centrale. La Pieve è una struttura ad aula unica voltata a botte, con due cappelle laterali e abside rettangolare. I due edifici subirono importanti interventi e vennero uniti tramite un corridoio di collegamento nel XIV sec.; all’interno si trovano notevoli cicli di affreschi databili dal XIII al XV sec.. Le recenti indagini archeologiche, che sono ancora in corso e che hanno interessato l’interno e parte dell’esterno del Battistero e in piccola parte il corridoio di collegamento con la Pieve, stanno avendo esiti di particolare rilievo per la storia dell’edificio battesimale e la sua evoluzione. L’emergere di un fonte battesimale ad immersione, in ottimo stato di conservazione, testimonianza di genere rara in Piemonte; l’esistenza di strutture murarie non note in precedenza, l’individuazione nel terreno di riempimento, di tombe privilegiate, permettono di accrescere maggiormente l’importanza e la curiosità per questo “piccolo gioiello” architettonico e per il territorio cui appartiene.www.turismomombarone.it
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Terrazzamenti Nomaglio
Il paesaggio “di pietra” di Nomaglio costituisce un unicum che colpisce lo sguardo degli osservatori; la zona si caratterizza come un paesaggio terrazzato nato grazie a un microclima decisamente favorevole, sul soleggiato versante alla sinistra orografica della Dora Baltea, in cui le Comunità Locali, sicuramente dal Medioevo, ma secondo alcuni già dai tempi della dominazione romana, hanno saputo ricavare spazi per svolgere attività agricole di eccellenza. Il versante inizialmente roccioso, levigato dai ghiacciai alpini dell’era quaternaria, è stato rimodellato nel corso dei secoli dall’azione umana, costruendo innumerevoli muri di contenimento utilizzando le pietre depositate dal ghiacciaio nel suo ritrarsi e ricavandone altre attraverso piccole attività di cava sul posto; in seguito, gli spazi racchiusi dai muri a secco sono stati riempiti con terra prelevata nei boschi limitrofi e portata a spalle con le gerle soprattutto dalle donne. La coltivazione per eccellenza, oltre a quella del Castagno, anticamente come al giorno d’oggi, è la vite, soprattutto con le uve nebbiolo; la viticoltura Locale sin dalle origini trova massima espressione nel sistema della pergola, localmente chiamata tupiun, che forma con il terrazzamento un tutt’uno di grande impatto visivo, in particolare quando il sostegno verticale frontale è costituito dai pilun, pilastri circolari in pietra con la funzione di trattenere il calore durante il giorno per sprigionarlo gradualmente di notte, favorendo così la maturazione delle uve nebbiolo, tardive per natura. In passato, le coltivazioni del Castagno e della vite erano affiancate da un’importante orticoltura di nicchia, che produceva le primizie vendute nei principali mercati locali. Accanto a terrazzamenti, tupiun e pilun, il paesaggio è caratterizzato dai tracciati della viabilità connettiva: selciati e gradinate interamente in pietra che consentono di raggiungere i diversi spazi coltivati; laddove il versante ripiana leggermente si scorgono piccoli edifici rustici in muratura a secco di uso rurale, il cui piano terra, in genere voltato, era destinato al ricovero di un massimo di tre o quattro capi di bestiame. Questo paesaggio unico è frutto di un secolare lavoro dell’uomo, che lo ha costruito pietra su pietra permettendo con notevoli sforzi lo sviluppo di una florida economia agricola, la cui riscoperta al giorno d’oggi risulta determinante per invertire il processo di abbandono dei terrazzamenti cui si è assistito nei decenni scorsi e, in parte, si assiste ancora.www.turismomombarone.it
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Chiesa San Bartolomeo Nomaglio
La Parrocchiale di San Bartolomeo, in stile barocco, fu costruita intorno al 1690, sulle rovine di un tempio molto antico: è ad una sola navata e presenta all'interno quattro altari in marmo ed uno in stucco marmorizzato, pavimenti di marmo e finestre istoriate; la facciata è caratterizzata da due affreschi raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, realizzati dal pittore Achille Paracchini nel 1946 e da una statua, dentro una nicchia, di San Bartolomeo del 1845. A fianco della Chiesa si staglia la snella forma della torre campanaria in pietra.www.turismomombarone.it
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Ecomuseo della Castagna Nomaglio
L'amministrazione comunale di Nomaglio ha avviato dal 1996 un progetto di recupero e valorizzazione delle testimonianze di cultura materiale presenti sul suo Territorio e, in quest'ambito, nasce l'Ecomuseo della Castagna, dedicato alla coltura di questo frutto, per secoli un vero e proprio albero del pane nelle zone montane. L'Ecomuseo della Castagna di Nomaglio è un ecomuseo diffuso sul territorio che consente di comprendere il ciclo di produzione della castagna nonchè l'importanza sociale e culturale che questo frutto ha avuto nella vita del paese; il fulcro del sistema ecomuseale è il mulino ad energia idraulica ben inserito in un percorso segnalato che, partendo dalla piazza centrale del paese, sale ai castagneti da frutto dove è possibile vedere: castagni centenari, le antiche casette (benne) in cui si ritiravano le foglie, le ricciaie dove si smaltiscono i ricci vuoti e gli essiccatoi dove si trasformavano le castagne fresche in prodotto secco per prolungarne la conservazione. L’Ecomuseo dispone di un antico Mulino ad energia idraulica, tuttora funzionante, utilizzato per la macina delle castagne da cui si ottiene la farina utilizzata per la produzione di prodotti gastronomici. Il paese, i boschi, i castagneti, le mulattiere, sono i tasselli di uno specchio in cui la Comunità Locale si riflette per riconoscersi, per cercare i valori che l'hanno fondata e dallo specchio, sulla base dei valori fondanti, si proietta nel futuro.www.turismomombarone.it
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Terrazzamenti da San Rocco Carema
Carema si caratterizza come un paesaggio terrazzato nato grazie a un microclima decisamente favorevole, sul soleggiato versante alla sinistra orografica della Dora Baltea, in cui le comunità locali, sicuramente dal Medioevo, ma secondo alcuni già dai tempi della dominazione romana, hanno saputo ricavare spazi per svolgere attività agricole di eccellenza; in passato, la coltivazione della vite era affiancata da un’importante orticoltura di nicchia, che produceva le primizie vendute nei principali mercati locali. Il versante, inizialmente roccioso, levigato dai ghiacciai alpini dell’era quaternaria, è stato rimodellato nel corso dei secoli dall’azione umana, costruendo innumerevoli muri di contenimento utilizzando le pietre depositate dal ghiacciaio nel suo ritrarsi e ricavandone altre attraverso piccole attività di cava sul posto; in seguito, gli spazi racchiusi dai muri a secco sono stati riempiti con terra prelevata nei boschi limitrofi e portata a spalle con le gerle soprattutto dalle donne. La coltivazione per eccellenza, anticamente come al giorno d’oggi, è la vite, soprattutto con le uve nebbiolo; la viticoltura locale, sin dalle origini, trova massima espressione nel sistema della pergola, localmente chiamata tupiun, che forma con il terrazzamento un tutt’uno di grande impatto visivo, un unicum che colpisce lo sguardo degli osservatori, in particolare quando il sostegno verticale frontale è costituito dai pilun, pilastri circolari in pietra con la funzione di trattenere il calore durante il giorno per sprigionarlo gradualmente di notte, favorendo così la maturazione delle uve nebbiolo, tardive per natura. Accanto a terrazzamenti, tupiun e pilun, il paesaggio è caratterizzato dai tracciati della viabilità connettiva: selciati e gradinate interamente in pietra che consentono di raggiungere i diversi spazi coltivati; laddove il versante ripiana leggermente, si scorgono piccoli edifici rustici in muratura a secco di uso rurale, il cui piano terra, in genere voltato, era destinato al ricovero di un massimo di tre o quattro capi di bestiame. Questo paesaggio unico è frutto di un secolare lavoro dell’uomo, che lo ha costruito pietra su pietra permettendo con notevoli sforzi lo sviluppo di una florida economia agricola, la cui riscoperta al giorno d’oggi risulta determinante per invertire il processo di abbandono dei terrazzamenti vitati cui si è assistito nei decenni scorsi e, in parte, si assiste ancora.www.turismomombarone.it
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Cappella San Defendente Carema
La frazione Airale sorge a 2 km dal capoluogo, a fianco del torrente Chiussuma, al confine con il territorio comunale di Settimo Vittone. Dalla Statale 26 una strada sale verso la borgata, di origine antica, sovrastata dai ruderi del castello di Castruzzone; l'impianto viario ed urbanistico è rimasto inalterato, nonostante siano state inserite costruzioni recenti. La cappella di Airale è una chiesetta barocca del 1842, dedicata a San Defendente; a occuparsi della cura della chiesetta ci pensano, a turno, le famiglie dei residenti che organizzano, all’inizio di gennaio, la festa patronale, con pranzo sociale e tornei di calcio balilla e di pinnacolawww.turismomombarone.it
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Gran Masun Carema
La Gran Masun è una massiccia casaforte di epoca altomedioevale, la cui presenza denota l’esigenza difensiva del borgo di Carema; è una costruzione in pietra che rispecchia un’architettura di tipo comacino-ticinese. Secondo la tradizione vi aveva sede il presidio militare e vi si amministrava la giustizia: sulla casa infatti domina una torretta, probabilmente di vedetta, e il sotterraneo fu forse l’antica prigione, di cui pare esista ancora una botola (trabocchetto) per i casi di sommaria giustizia medioevale; vi è inoltre un’ampia cantina che veniva utilizzata per la conservazione del vino. Le finestre, piccole, munite di inferriate e architrave a cuspide, sono sostenute soltanto da pietre squadrate e senza cemento. Sulla facciata, sopra l’ultima finestra in alto, è visibile uno stemma sabaudo con quattro diversi disegni; sotto il cornicione si notano resti di sculture e di altri stemmi. All’interno della massiccia struttura medioevale è ospitato il museo che è un vero e proprio centro di valorizzazione del vino e della viticoltura di Carema, capace di offrire al pubblico un’emozionante e coinvolgente esperienza immersiva multisensoriale; il percorso museale infatti, attraverso le moderne tecnologie multimediali e le esperienze visive, uditive e olfattive, permette al visitatore di conoscere tutti gli aspetti del vino Carema e di intraprendere un “viaggio” sul suo territorio, per scoprirne natura, cultura, storia e architettura.www.turismomombarone.it
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La Serra Andrate
La Serra morenica di Ivrea è un rilievo morenico di origine glaciale risalente all’epoca del Pleistocene, nel periodo Quaternario; appartiene al vasto complesso dell'Anfiteatro morenico di Ivrea ed è la più grande formazione del genere esistente in Europa. Ha origine sulle pendici meridionali della Colma di Mombarone, nel territorio di Andrate, in provincia di Torino, e si dirige con percorso quasi rettilineo verso sud-est per circa 20 km fino a sfrangiarsi nelle alture che circondano il Lago di Viverone in provincia di Biella e di Vercelli. Dal punto di vista geomorfologico è costituita da una serie di creste sub-parallele la più alta delle quali raggiunge un dislivello massimo di 600 metri rispetto alla pianura interna dell'Anfiteatro morenico nella zona di Andrate; questo dislivello si riduce gradualmente verso est fino a toccare i 250 metri circa nei pressi di Zimone. La cresta principale si situa al confine tra la Provincia di Torino e quella di Biella; tra i cordoni morenici che la fiancheggiano in territorio Biellese scorrono alcuni corsi d'acqua, i più rilevanti dei quali sono i torrenti Olobbia e Viona, entrambi tributari dell'Elvo. Buona parte della Serra morenica è inclusa in un sito di interesse comunitario della Regione Piemonte denominato Serra di Ivrea, designato inoltre come Zona Speciale di Conservazione; la zona della Serra costituisce inoltre un Geosito. Per circa tre quarti è ricoperta da boschi di latifoglie, interrompono la continuità della copertura forestale alcune aree a pascolo, qualche residua zona coltivata, qualche piccolo specchio d'acqua e, sui versanti esposti a sud, ampie porzioni di vigneto; oltre che di una zona ricca di biodiversità la Serra è anche molto rilevante dal punto di vista paesaggistico e geomorfologico, in quanto costituisce il migliore esempio europeo di morena laterale originatasi durante le glaciazioni. La Serra è comodamente visitabile a piedi, in mountain bike o a cavallo inoltrandosi per le varie stradine forestali e sentieri che la attraversano; viene inoltre percorsa dagli itinerari escursionistici di lunga percorrenza Alta Via dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea e Grande traversata del Biellese. www.turismomombarone.it
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Chiesa San Pietro in Vincoli Andrate
La parrocchiale di San Pietro in Vincoli è circondata da una piazza alberata ed è situata in uno dei più panoramici luoghi del paese; venne costruita nel 1717, come indica la data posta sulla facciata, e ospita un organo di Carlo Silvestro Velatta, realizzato negli anni attorno al 1780 e restaurato una dozzina di anni fa. La tradizione vuole che l'antica parrocchiale sia stata edificata sulla sepoltura di San Giovenale, martire ed evangelizzatore che operava nella zona. L’aula unica è divisa da quattro colonne, conduce ad un presbiterio arricchito da lesene con specchiatura rossa, capitelli in stile misto e baldacchino dipinto in rosso e oro; qui si trova anche l’altare maggiore a due gradili in laterizio, con specchiature a finto marmo rosso, cornici, piani neri e volute a definirne il profilo, coronato da un ciborio. La pala in cornice dorata raffigura l’Assunta tra i Santi Pietro e Sebastiano. Ai lati del presbiterio due ricchi altari in laterizio con alzata decorata da particolari dorati, l’uno dedicato alla Madonna in Maestà, l’altro al Rosario.www.turismomombarone.it
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Museo Civiltà Contadina Andrate
Il museo etnografico dispone di una ricca collezione di oltre settecento oggetti e attrezzi che testimoniano la vita e il lavoro di una comunità montana; nelle sale l'esposizione è organizzata e presentata sotto forma di laboratori tematici, in modo che il visitatore possa meglio ricordare e comprendere le attività del passato. I diversi laboratori sono dedicati alle attività agricole (la fienagione, la lavorazione del latte, gli attrezzi agricoli...), alle attività artigianali presenti in una comunità rurale (il fabbro, il falegname, il muratore....) e agli ambienti della casa contadina (la cucina, la camera da letto, la cantina...). Una parte dell'esposizione presenta la documentazione della vita contadina andratese attraverso una raccolta di cinquanta immagini fotografiche. Nel parco attrezzato esterno sono visibili mezzi agricoli dell’Ottocento e del primo Novecento, un torchio a barra e alcune parti di un’antica fucina attiva in paese fino al 1964.www.turismomombarone.it
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