Voci che Raccontano  - Human Library contro il razzismo

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Voci che Raccontano - Human Library contro il razzismo

A marzo 2026 si è svolto il progetto “Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo”, promosso da Storie di Mondi Possibili APS e finanziato da UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nell’ambito della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.L’iniziativa ha coinvolto circa 600 studenti di diverse scuole superiori di Roma, con l’obiettivo di promuovere un’educazione antidiscriminatoria attraverso la metodologia della Human Library.In questo approccio, persone con esperienze dirette di discriminazione – i “libri viventi” – hanno dialogato con gli studenti, favorendo ascolto, empatia e riflessione critica. In questo podcast presentiamo le diverse storie, i diversi ”libri viventi”, che ci hanno offerto uno sguardo sulle molteplici forme di discriminazione che abitano la nostra società, affrontando il tema del razzismo in relazione a fattori come genere, orientamento sessuale, religione,  background migratorio, e altri…. Ma nel

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    Oltre l’odio: memoria e resistenza palestinese

    Leen è una giovane donna palestinese originaria di Gaza City, dove è nata e cresciuta. Nel 2020 si è trasferita in Italia per studiare, ma a causa della guerra scoppiata nell’ottobre 2023 ha deciso di rimanere. Da allora ha vissuto un forte senso di impotenza, non sapendo come aiutare la propria famiglia e il suo popolo, spingendola però a iniziare a raccontare pubblicamente la sua storia come testimonianza personale e collettiva della condizione palestinese. Ha scelto di studiare public diplomacy nell’ambito delle relazioni internazionali per comprendere le ragioni della mancata attenzione e riconoscimento della sofferenza del suo popolo a livello globale. Ha collaborato con l’Università di Siena nell’International Mobility Office, contribuendo a progetti di scambio con università palestinesi, e successivamente si è trasferita a Roma per continuare il suo impegno. A Roma lavora con la Fondazione Pangea, partecipando a iniziative di supporto concreto, tra cui una campagna a favore di un centro antiviolenza a Gaza che offre assistenza e uno spazio sicuro a donne sopravvissute ai bombardamenti e rimaste sole con i propri figli. Nel suo racconto, Lin ripercorre la storia familiare segnata dalla Nakba del 1948, quando suo padre fu costretto a lasciare la propria casa. Descrive la condizione di profughi vissuta da generazioni nella Striscia di Gaza, sottolineando la mancanza di libertà di movimento e il desiderio irrealizzato di visitare altri territori palestinesi come Gerusalemme o la Cisgiordania. Esprime una riflessione critica sul conflitto israelo-palestinese, evidenziando la percezione di un sistema di isolamento e disinformazione nella società israeliana, alimentato anche dalla paura storica dell’Olocausto. Racconta di aver conosciuto solo la guerra e la violenza da parte israeliana, senza riuscire a comprendere l’origine dell’odio. Infine, sottolinea il ruolo della comunità internazionale e l’importanza dell’informazione e del boicottaggio economico come strumenti di pressione. Invita a una maggiore consapevolezza quotidiana, evidenziando come l’industria bellica influenzi non solo la Palestina ma anche altri contesti globali, collegando la sua lotta a quella di altri popoli del Sud del mondo.  Questa è una delle storie del progetto Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo, realizzato dall'associazione Storie di Mondi Possibili, col finanziamento di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nel quadro della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1

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    In cammino per restare vivo

    Arnaud viene dalla Costa d’Avorio e la sua storia inizia con una minaccia che segna per sempre la sua vita: un conflitto familiare legato a pratiche rituali lo costringe a fuggire dopo la morte improvvisa del padre. Ancora giovanissimo, lascia tutto e intraprende un viaggio lungo e pericoloso attraverso diversi paesi africani, fino ad arrivare in Algeria. Qui vive nell’ombra, senza documenti, tra lavori precari, paura costante e i primi episodi di razzismo, che lo feriscono profondamente. Ma la situazione peggiora quando capisce che non può restare né tornare indietro: l’unica strada è continuare, attraversando il deserto e poi la Libia, dove affronta violenze, fame e condizioni disumane nei centri di raccolta per migranti. Ridotto allo stremo, Arnaud sopravvive grazie a un gesto di solidarietà inatteso: un ragazzo sconosciuto lo sceglie e lo salva, condividendo con lui cibo, lavoro e la possibilità di continuare il viaggio. È grazie a questo incontro che riesce a imbarcarsi su un gommone diretto verso l’Italia, in una traversata drammatica che si conclude con il salvataggio da parte della marina italiana, pochi istanti prima che l’imbarcazione affondi. Arrivato in Italia, Arnaud ricomincia da capo: studia, si forma e cerca di costruirsi una nuova vita, ma continua a confrontarsi con episodi di discriminazione. Nonostante questo, mantiene uno sguardo aperto e umano, radicato nei valori di rispetto con cui è cresciuto. La sua storia prende una svolta inaspettata quando incontra il regista Matteo Garrone, che si ispira al suo racconto per il film Io Capitano. Partecipare al progetto lo costringe a rivivere traumi profondi, ma allo stesso tempo gli permette di trasformare la sua esperienza in testimonianza. Oggi Arnaud è un sopravvissuto e un testimone: la sua vita, segnata da dolore e resistenza, diventa una storia condivisa che dà voce a chi quel viaggio lo ha vissuto davvero.Questa è una delle storie del progetto Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo, realizzato dall'associazione Storie di Mondi Possibili, col finanziamento di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nel quadro della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1

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    Creare per Rinascere

    Matteo ha quasi trent’anni, molti interessi e passioni, ed è una persona che porta dentro una continua ricerca: sta ancora cercando il suo posto nel mondo con creatività, esplorando la musica, il teatro e la lettura come strumenti per conoscersi e raccontarsi.La sua storia è segnata da un’infanzia e un’adolescenza difficili, tra continui traslochi, instabilità familiare e anni di bullismo che lo hanno isolato e fatto sentire “sbagliato”. Etichettato come diverso, Matteo finisce per interiorizzare quel ruolo, diventando il bersaglio su cui gli altri proiettano frustrazioni e violenza. In assenza di relazioni sicure, trova rifugio nei videogiochi, uno spazio protetto in cui esistere senza giudizio.La scuola, invece, rappresenta un luogo di sofferenza: esclusione, umiliazioni e mancanza di supporto da parte degli adulti lo portano ad allontanarsi sempre di più, perdendo fiducia in sé stesso e nelle proprie possibilità. Per anni cresce con la convinzione di non avere valore.La svolta arriva grazie all’incontro con un amico. Attraverso questa relazione, Matteo inizia lentamente a ricostruire sé stesso, sviluppando capacità relazionali e imparando a riconoscere e comunicare le proprie emozioni.È un percorso lungo, ancora in corso, fatto di fragilità ma anche di importanti conquiste.Oggi Matteo si definisce un sopravvissuto: una persona che, nonostante le ferite, ha scelto di non arrendersi. Attraverso l’arte – il teatro, la musica rap, la scrittura – trova finalmente uno spazio per esprimersi e trasformare il dolore in qualcosa di condivisibile. La sua è una storia di resistenza e rinascita.  Questa è una delle storie del progetto Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo, realizzato dall'associazione Storie di Mondi Possibili, col finanziamento di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nel quadro della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1

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    Storia di un Bacio e di una Lotta

    Jean Pierre Moreno, giovane rifugiato politico nicaraguense arrivato in Italia nel 2018, è un attivista impegnato nella difesa dei diritti civili. La sua storia personale, segnata dalla fuga dal regime autoritario del Nicaragua, diventa la base del suo coraggio e della sua determinazione nel reagire alle ingiustizie. Una sera, mentre festeggia il compleanno con il suo compagno e alcuni amici, Jean Pierre si trova al centro di un episodio di violenza omofoba nella stazione di Valle Aurelia a Roma. Un uomo li aggredisce verbalmente e poi fisicamente, incapace di accettare un semplice gesto d’affetto tra due persone. L’intera scena viene ripresa da un amico e il video diventa rapidamente virale, trasformando un atto di odio in un caso pubblico. Nonostante le prove evidenti, il percorso legale si rivela lungo e frustrante: le forze dell’ordine mostrano resistenze nel riconoscere la natura discriminatoria dell’aggressione, arrivando persino a modificare il verbale. Dopo anni, il caso si conclude con una semplice multa, senza il riconoscimento di un’aggravante per crimine d’odio. Parallelamente, il video diventa simbolo di una battaglia più ampia: quella per il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQ+ in Italia, in un momento politico cruciale segnato dal dibattito sulla legge contro l’omotransfobia.Jean Pierre, attraverso il suo attivismo e il lavoro con associazioni e media, contribuisce a sensibilizzare l’opinione pubblica, sottolineando il divario tra una società civile spesso solidale e una politica ancora indietro.La vicenda rafforza in lui una consapevolezza profonda: i diritti non sono mai garantiti una volta per tutte, ma vanno difesi ogni giorno. Anche un gesto semplice come un bacio può diventare un atto politico, un’affermazione di libertà e dignità contro ogni forma di odio.Questa è una delle storie del progetto Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo, realizzato dall'associazione Storie di Mondi Possibili, col finanziamento di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nel quadro della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1

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    Nel Mezzo tra Due Mondi

    Shiva è una donna iraniana che sei anni fa si è trasferita in Italia, lasciando un lavoro che amava profondamente: creare turismo esperienziale e sostenibile nei villaggi remoti del deserto, portando benefici diretti alle comunità locali. In Iran il suo lavoro le dava un forte senso di utilità e appartenenza, ma la sua vita cambia quando incontra un turista italiano, che diventerà suo marito. Costretti da leggi restrittive a sposarsi per poter vivere insieme, affrontano ostacoli burocratici e culturali, tra cui l’imposizione della conversione religiosa. Arrivata in Italia, Shiva scopre che la difficoltà dell’immigrazione non è solo la distanza da casa, ma soprattutto la perdita di identità: la lingua limita la sua espressione, la cultura le è estranea, e il suo passato professionale non viene riconosciuto. Si ritrova a fare lavori precari che non la rappresentano, mentre lotta per integrarsi in una società che spesso definisce le persone in base al lavoro che svolgono. Il suo percorso è segnato anche da esperienze di discriminazione, sia esplicita sia più sottile, e dal peso di un privilegio ambiguo legato al suo matrimonio con un cittadino italiano. Shiva riflette sul razzismo nascosto e sulle dinamiche di esclusione che attraversano la società, riconoscendo come anche lei, a volte, abbia inconsapevolmente riprodotto gli stessi meccanismi. Tra conflitti interiori, adattamento culturale e ricerca di spazio, Shiva affronta una rinascita: da professionista affermata a “neonata” in un nuovo paese. Nonostante le difficoltà, continua a impegnarsi nell’attivismo e sogna di ritrovare un senso di utilità, magari ricreando in Italia quel modello di turismo sostenibile che aveva costruito in Iran. La sua storia è un viaggio di identità, resistenza e speranza, che invita a una maggiore empatia e ascolto reciproco.Questa è una delle storie del progetto Voci che Raccontano – Human Library contro il razzismo, realizzato dall'associazione Storie di Mondi Possibili, col finanziamento di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, nel quadro della XXII Settimana di Azione contro il Razzismo, 14–22 marzo 2026.Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della XXII Settimana di azione contro il razzismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.11, Misura 4.11.3.1

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