EduTech Frontiers

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EduTech Frontiers

EduTech Frontiers è il viaggio sonoro di INDIRE e IUL dentro le trasformazioni che stanno ridisegnando scuola, università e formazione.Ogni episodio ci porta “oltre frontiera”, dove tecnologie, idee e persone sperimentano nuovi modi di imparare e di insegnare.Nella cornice della Rome Future Week, esploriamo il futuro dell’educazione: storie, progetti e visioni che non offrono risposte facili, ma piste da seguire per costruire oggi le competenze di domani.

  1. 12

    MakerCamp: learning by making

     «I bambini imparano meglio non quando assorbono informazioni, ma quando le usano per costruire qualcosa che sentono proprio.» — Seymour PapertC’è una rivoluzione silenziosa che passa dalle mani: pezzi di LEGO che diventano bracci robotici, intere città scolastiche ricreate in Minecraft. È la didattica del learning by making: imparare sperimentando, sbagliando, ricominciando — trasformare ogni aula in un’officina di idee dove la chimica dell’invenzione incontra la fisica dell’entusiasmo.Ne parliamo con Marco Vigelini, anima di MakerCamp, società che sviluppa esperienze ad impatto positiva con alcuni dei giochi più famosi al mondo. Con lui entreremo nei mondi condivisi di Minecraft, Fortnite e Roblox, dove una missione di gioco diventa laboratorio STEAM e dove il “game over” è solo l’inizio di una nuova strategia: quella resilienza emotiva positiva che, come ricorda Jane McGonigal, trasforma il fallimento in carburante per la creatività.Scopriremo come il making sviluppi soft skill preziose — pensiero critico, problem-solving, collaborazione — e perché la scuola, per preparare al lavoro che verrà, debba valorizzare proprio queste competenze “umanamente digitali”. Parleremo di docenti che passano da spiegare a co-progettare, di reti tra scuole e hub maker territoriali, di come un videogioco possa diventare ponte tra orientamento e futuro professionale.Mettete da parte penna e quaderno: oggi la lezione si scrive con motori, mattoncini e pixel in movimento.

  2. 11

    Festivaldegiovani®: un'aula a cielo aperto dove costruire il futuro

    «I bambini di oggi faranno tutte le scoperte di domani; non devono solo sapere ciò che possiamo insegnare loro, devono essere in grado di fare un passo in più.» — Maria MontessoriQuesto è lo spirito che anima il Festival dei Giovani: non un semplice evento, ma un grande laboratorio a cielo aperto dove ragazzi e ragazze sperimentano, creano, discutono, mettono alla prova idee capaci di spingersi “un passo in più” rispetto ai programmi scolastici.Con la fondatrice Fulvia Guazzone entriamo in un ecosistema che mescola workshop sull’orientamento al lavoro e hackathon per la sostenibilità, live-show artistici e talk su parità di genere, momenti di mindfulness e dibattiti di cittadinanza attiva.Scopriremo come il Festival trasformi piazze e teatri in aule senza pareti, in cui Gen Z e Alpha dialogano con imprenditori, creator, amministratori pubblici, costruendo reti che restano vive molto oltre i giorni dell’evento. Parleremo di tecnologie immersive che avvicinano le STEM alla creatività, di indicatori nuovi per misurare l’engagement giovanile, di salute mentale come prerequisito per apprendere, e di come il Festival rifiuti il “soluzionismo tecnologico” a favore di un’innovazione che tiene insieme corpi, emozioni, comunità. 

  3. 10

    IUL: l'Ateneo digitale learning first

    «I programmi formativi brevi e mirati stanno diventando alternative valide alla laurea-monolite, perché il lavoro cambia più velocemente di qualsiasi syllabus.»La vecchia idea di un titolo “terminale” — un sigillo che dura tutta la vita — scricchiola. Le aziende iniziano a leggere i CV alla ricerca di competenze dimostrabili, non di pergamene in bacheca, e l’università è chiamata a reinventarsi: non più stazione di arrivo, ma stazione di servizio continua, dove tornare e rifornirsi di nuove skill. È qui che entra IUL, ateneo digitale nato con un DNA “ learning-first ”: percorsi modulari, micro-credential, mentori che affiancano lo studente in tempo reale e partnership con imprese, pubbliche amministrazioni, centri di ricerca. Un’università che parla la lingua del lavoro di domani, ma non rinuncia al rigore accademico; che scarta le lezioni-monologo e costruisce formati brevi, pratici, certificabili, capaci di sedimentarsi in un portfolio in continua evoluzione.Con Carlo Medaglia esploriamo come si progetta un’offerta che coniughi autonomia e accompagnamento, perché il valore di una laurea non evapori, ma si arricchisca di badge, esperienze, mentorship; e capiremo perché, nell’era delle macchine intelligenti, la posta in gioco sono proprio quelle doti irriproducibili — creatività, pensiero critico, collaborazione — che l’università ha il compito di coltivare per trasformare, insieme allo studente, anche il tessuto produttivo e la società che lo circonda.

  4. 9

    Seedble: l'importanza della mentalità imprenditoriale

    «Diventa prioritario coltivare capacità unicamente umane – mentalità imprenditoriale, resilienza, curiosità – che le macchine non possono replicare.»Viviamo in un’epoca in cui imparare non è più un’attività che si esaurisce in aula o in gioventù. È un processo continuo, diffuso, ibrido. Ma come si costruiscono competenze davvero trasversali? Come si educano curiosità, spirito critico e mentalità imprenditoriale in un mondo dove le tecnologie evolvono più in fretta dei programmi scolastici?Ospite di questa puntata di EduTech Frontiers è Andrea Solimene, CEO di Seedble: un abilitatore che accende ecosistemi, costruisce startup, e connette scuole, università, imprese e corporate per sperimentare nuovi modelli di apprendimento. Con lui parliamo di come un mindset imprenditoriale non sia solo utile per fondare un’impresa, ma per affrontare con resilienza ogni sfida del futuro, di come, attraverso hackathon, laboratori d’idee e programmi si possa allenare il mindset imprenditoriale fin dai banchi.Ma parleremo anche di Inclusione che crea innovazione – iniziative come SIStech e mentoring per donne rifugiate, perché l’accesso all’innovazione passa dalla diversità dei talenti.Scopriremo perché scuole, università e imprese possono diventare “laboratori di futuro” solo quando collaborano, sperimentano e mettono la persona – non la tecnologia – al centro del processo di apprendimento.

  5. 8

    Start to Impact: il digitale che crea impatto

    L’educazione non cambia il mondo: cambia le persone che cambieranno il mondo.» — Paulo FreireÈ questa l’idea che anima Start2Impact: trasformare ogni percorso di apprendimento in un motore di cambiamento concreto, dove competenze digitali e sensibilità sociale procedono insieme. Infatti viviamo in un’epoca in cui “essere connessi” non basta più: serve capire, progettare, incidere. Start2Impact nasce per questo: trasformare la passione dei giovani per il digitale in progetti reali che migliorano comunità, aziende e ambiente.Con Virginia Tosti esploreremo un modello formativo che unisce corsi tech, progetti reali e mentoring continuo, mettendo i giovani al centro di sfide che riguardano ambiente, inclusione e innovazione. Racconteremo come si costruisce un percorso dove il fallimento è laboratorio, il feedback è quotidiano e l’obiettivo non è solo trovare lavoro, ma creare impatto sociale e ambientale.Parleremo di auto-impiego digitale, di come i social ridisegnano motivazioni e carriere, delle soft-skill — empatia, comunicazione, resilienza — che faranno la differenza nel prossimo decennio. Mettete in pausa le notifiche: sta per iniziare un viaggio dove imparare significa cambiare se stessi — e un pezzetto di mondo attorno a noi.

  6. 7

    Gameful: imparare facendo e divertendosi

    «I giochi soddisfano bisogni umani fondamentali: ci danno obiettivi chiari, una speranza concreta di successo e una connessione sociale.» — Jane McGonigalSe la scuola tradizionale spesso premia la risposta giusta alla prima occasione, il gioco celebra l’esatto contrario: provi, fallisci, riprovi — e ogni volta il sistema ti restituisce feedback immediato e una nuova possibilità di riuscire. Da questa “resilienza gioiosa” nasce la missione di Gameful, fondata da Salvatore Mica, che trasforma lezioni e percorsi aziendali in esperienze di game-based learning dove badge, livelli e missioni non sono cosmetica, ma architettura pedagogica.Con Salvatore esploreremo come si progetta un percorso in cui la matematica diventa una caccia al tesoro, la cybersecurity un GDR cooperativo e l’onboarding aziendale un’avventura episodica. Vedremo piattaforme che tracciano progressi in tempo reale, docenti che passano da spiegare a “masterizzare” la sessione di gioco e competenze — pensiero critico, collaborazione, autonomia — che fioriscono quando la motivazione è intrinseca.Ma soprattutto guarderemo avanti: a una scuola dove ogni studente entra con la stessa energia con cui accende una console e dove imparare diventa un’avventura personalizzata, significativa, memorabile.Pronti a premere Start? Il livello che stiamo per giocare si chiama “imparare facendo, divertendosi davvero”.

  7. 6

    BoostedAI: l'intelligenza artificiale a scuola

    Gli algoritmi di valutazione, se addestrati su dati storici distorti, possono perpetuare – o persino amplificare – le disuguaglianze esistenti.»È l’avvertimento che accompagna ogni discussione seria sull’intelligenza artificiale a scuola: la promessa di un apprendimento personalizzato convive con il rischio di rendere invisibili i bias dietro una riga di codice.Oggi a EduTech Frontiers incontriamo Claudia Caperna, fondatrice di Boosted AI: una startup che prova a stare esattamente su quella linea di confine, costruendo sistemi di adaptive learning capaci di modellare il percorso didattico sul singolo studente, ma con un’ossessione per la trasparenza e l’etica. Perché – come ricorda l’UNESCO – «l’AI deve integrare le dimensioni umane e sociali dell’apprendimento, non sostituirle.»Parliamo di come un modello predittivo possa suggerire il prossimo esercizio perfetto, ma anche di come si disinnesca il pregiudizio nascosto nei dataset; di feedback immediato che libera tempo per la relazione docente-studente; di scuole che sperimentano dashboard in tempo reale.E guarderemo avanti: quali salti tecnologici attendono l’AI educativa? Quali competenze serviranno a chi, domani, dovrà non solo usare questi strumenti, ma progettarli in modo responsabile?Mettetevi comodi: sta per iniziare un viaggio tra algoritmi, umanità e la possibilità concreta di una scuola aumentata, ma ancora profondamente centrata sulle persone.

  8. 5

    Epicode: imparare oggi, deployare domani

    «Il 77 % dei datori di lavoro dichiara che nei prossimi anni investirà prima di tutto nell’upskilling della propria forza lavoro, per poter collaborare con l’intelligenza artificiale.» — Future of Jobs Report, WEFLa corsa alle competenze non conosce pit-stop: linguaggi, framework, tool nascono, cambiano, si estinguono mentre la pagina del curriculum è ancora calda di stampa. In questo scenario la laurea tradizionale non basta più a “segnalare” valore: le aziende vogliono prove concrete, portfolio, progetti funzionanti.Ed è qui che entra Epicode: una piattaforma di career acceleration che condensa l’università in un bootcamp di realtà, dove il codice è nuovo alfabeto e la regola è «imparare oggi, deployare domani». Lezioni live, mentori in chat h24, soft-skill training e — soprattutto — un placement che misura il successo in contratti firmati, non in slide scaricate.Con il team di Epicode esploriamo perché il coding sia diventato passaporto per (quasi) ogni settore, quali skill digitali affiancheranno Python e JavaScript nei prossimi cinque anni, e come l’IA stia già riscrivendo il manuale dei bootcamp: da tutor che personalizza il percorso a copilota che corregge il bug prima ancora che compaia sullo schermo.

  9. 4

    Scuolab: fare per capire

    «L’apprendimento fiorisce quando siamo immersi in Progetti che nascono dalle nostre Passioni, condivisi con i nostri Pari, e giocati con spirito di scoperta.» — Mitch ResnickLa chimica dello stupore, la fisica delle forze invisibili, la biologia dei mondi nascosti al microscopio: quante volte restano concetti astratti, confinati in formule alla lavagna, perché mancano spazi, strumentazioni o semplicemente tempo?Oggi a EduTech Frontiers entriamo in un laboratorio che non ha pareti né provette reali, ma ti fa odorare l’odore pungente dell’esperimento: Scuolab, startup EdTech italiana che porta la realtà virtuale dentro le STEM.Con il team di Scuolab parliamo di didattica esperienziale che trasforma l’«imparare» in «fare per capire», di accessibilità per quei licei senza laboratorio o per scuole di montagna che devono fare i conti con limiti di spazio, budget e sicurezza.Approderemo poi alle prossime frontiere: l’intelligenza artificiale che affianca docente e studente come tutor personale, adattando la simulazione al ritmo di ognuno; la co-progettazione con insegnanti che chiedono ambienti su misura; e il sogno di una scienza finalmente democratica, dove il talento non dipende dal CAP ma dalla curiosità di esplorare.Prepariamoci : il laboratorio si accende, le pareti spariscono, la conoscenza diventa luogo da abitare.

  10. 3

    Indire: un laboratorio di futuro

    «Se si perdono i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.» — Don Lorenzo MilaniC’è un filo rosso che lega la Barbiana di ieri alle aule digitali di oggi: mettere ogni studente al centro, non come destinatario passivo, ma come mente curiosa da accompagnare. Ed è qui che entra in scena INDIRE, il più antico ente di ricerca educativa italiano, custode di un archivio di sperimentazioni che dalla carta stampata arrivano all’intelligenza artificiale.Con Samuele Calzone esploreremo come questo istituto, nato quasi un secolo fa, continui a reinventarsi per sfidare la scuola del XXI secolo.INDIRE lavora come un vero laboratorio di futuro: progetta aule senza cattedra fissa, stimola didattiche capovolte, porta la realtà virtuale nei percorsi delle Avanguardie Educative e sostiene le Piccole Scuole sparse tra montagne e isole, perché anche la geografia non sia più un limite all’apprendere. Al centro di tutto ci sono i docenti, formati con micro-percorsi online, comunità professionali e learning analytics che trasformano il dato in pratica quotidiana. Scopriremo cosa succede quando la ricerca esce dai report e accende la classe di domani.

  11. 2

    Lazio Innova: formazione all’imprenditorialità

    “Aiutami a fare da solo.” Lo diceva Maria Montessori. Oggi, più che mai, quella frase risuona nella scuola che vuole educare all’intraprendenza, all’autonomia, alla costruzione consapevole del futuro.In questa puntata incontriamo tre ospiti che rappresentano un’eccellenza pubblica: Lazio Innova, l’agenzia regionale che da anni connette scuole, imprese, giovani e territori attraverso la cultura dell’innovazione.Parliamo di formazione all’imprenditorialità e di come si possano accendere idee di impresa tra i banchi di scuola, già dalle superiori, ma anche nei FabLab, nei programmi sperimentali e nei percorsi universitari.Con noi:Monia Montana, responsabile del programma Startupper School AcademyStefano Gigli, referente dei FabLab Lazio, spazi in cui il saper fare diventa progettoEdoardo Maggiani, studente e testimone diretto di questo percorso trasformativo, del Liceo Scientifico via Roma 298 di GuidoniaUn' occasione per raccontare come nasce una vocazione imprenditoriale e perché, oggi, educare significa anche preparare al lavoro che ancora non esiste.

  12. 1

    Teaser

    Presentiamo il nostro podcast sul tema del Futuro dell'Apprendimento di cui parleremo con aziende, organizzazioni e istituzioni del settore. 10 interviste e 10 punti di vista su come ci formeremo domani.

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EduTech Frontiers è il viaggio sonoro di INDIRE e IUL dentro le trasformazioni che stanno ridisegnando scuola, università e formazione.Ogni episodio ci porta “oltre frontiera”, dove tecnologie, idee e persone sperimentano nuovi modi di imparare e di insegnare.Nella cornice della Rome Future Week, esploriamo il futuro dell’educazione: storie, progetti e visioni che non offrono risposte facili, ma piste da seguire per costruire oggi le competenze di domani.

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