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El an de la brentana
by METS
El an de la brentanaProduzione Mets - Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre!”Ideazione Armando Tomasi e Luca FaoroProgettazione e coordinamento Lorenza CorradiniRicerca, interviste e testi Marco Romano e Sara SartoriRiprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara SartoriIllustrazioni di Edoardo MarchesiniAlluvioni, tempeste, eventi naturali estremi. In alcune valli trentine le chiamano le brentane. Arrivano improvvise, devastano il territorio. Causano morti e feriti. Distruggono case e attività produttive. Poi arrivano i soccorsi e nasce tanta solidarietà. Bisogna rimboccarsi le maniche, lavorare sodo, ricostruire e voltare pagina. Per raccontare questi eventi abbiamo attraversato la Val d’Adige e quella di Fiemme, passando per il Primiero, la Valsugana e la Val di Sole. A volte ricordare è doloroso. Lo abbiamo visto e sentito dagli occhi e dalle parole di Alma e Lorenzo, di Angelo
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Episodio 1 - Dimaro - "Noi siamo ancora qui"
«Noi siamo ancora qui»Val di Sole, 29 ottobre 2018. Sono giorni di tempesta e pioggia incessante. A Dimaro il rio Rotian esonda e sconquassa. «Puoi essere preparato a gestire le emergenze quanto vuoi», racconta il sindaco, «ma quando la natura manifesta la sua potenza, è tutto imprevedibile». Per Carmen, il marito, la figlia e tantissime altre persone imprigionate nelle loro case dal fiume di fango, sono ore di paura. «Torneremo da qui?», pensa uno dei soccorritori mentre con i suoi compagni corre a prestare aiuto. La vita è sospesa a un filo. Nelle settimane successive Alessandra, una bambina di sette anni, fa un disegno. C’è una montagna con la cima rossa e un torrente che scende minaccioso. C’è una linea nera e un bruco avvolto dal fango. Oltre quel confine c’è un sole che splende.Produzione Mets-Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, Asklepios e Needle in a HaystackUn ringraziamento speciale ad Alessandra che ci ha regalato il suo disegno; al Servizio prevenzione rischi della Provincia autonoma di Trento per le registrazioni dell’epoca e a tutte le persone che ci hanno generosamente raccontato questa storia.
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Episodio 2 - Zambana - "La montagna frana sulle case"
«La montagna frana sulle case»Val d’Adige, Zambana, 1955. Dopo varie avvisaglie, un enorme pezzo di roccia si stacca dalla Paganella. L’anno dopo una frana invade il paese. Bisogna correre, scappare. Adulti e bambini devono lasciare tutto, cambiare posto e vita. La chiesa, abbracciata dai sassi, è salva. Si costruisce un paese nuovo ma qualcuno resiste e rimane, come Camillo e Franca. Il cuore di tutti batte ancora per il vecchio campanile, e tanti si impegnano per tenere vive le usanze. «È il giardino dell’Eden» dice Davide, che di Zambana vecchia è innamorato. Se la mattina non vede la Paganella, gli «viene male». Produzione Mets - Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre” Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, Persephone, Amphitrite e Needle in a Haystack.
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Episodio 3 - Ischiazza - "Sbocciava di tutto, era il paradiso"
«Sbocciava di tutto, era il paradiso» Val di Fiemme, 4 novembre 1966. L’alluvione travolge Maso e Ischiazza e non c’è altro da fare che abbandonarli. Ci vivevano un centinaio di persone. C’erano campi, prati e animali. Era tutto in miniatura, e chi cercava lavoro, prendeva la mulattiera nel bosco e se ne andava. Lorenzo, Narcisa, Italo e Franca raccontano la vita essenziale di allora e come la brentana sia stata complice di un destino già segnato. Oggi sulle rive dell’Avisio di quella vita antica rimangono solo ruderi, rovi e sterpaglie. Il nuovo è a monte, è il Villaggio Svizzero costruito per dare una casa a chi l’aveva persa. Produzione Mets - Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, From the Suburbs, Out of time, Little Changes e Needle in a Haystack. Un ringraziamento ad Andrea Cocco per la voce del conduttore del Tg.
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Episodio 4 pt.1 - Stava - "Maledetti i vostri bacini!"
«Maledetti i vostri bacini!»Val di Fiemme, 19 luglio 1985. A Stava è un giorno come un altro, poi all’improvviso uno schianto, un boato, una nuvola bianca che si gonfia. Un mostro di fango, alberi e detriti lanciato a novanta chilometri all’ora travolge e distrugge alberghi, case, capannoni, ponti. Sono crollati i bacini di decantazione della miniera di Prestavel. È il Vajont del Trentino. Muoiono 268 persone. Pietro, Alma, Romano e Franca rivivono con le lacrime agli occhi quegli istanti e quei giorni che hanno stravolto le loro vite per sempre. Produzione Mets - Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, Out of time, Asklepios e Needle in a Haystack. Ringraziamo la Fondazione Stava 1985 per il video RicordiStava e la musica Estate tratta dalle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, registrata dalla Fondazione in località Pozzole (dove sorgevano i bacini crollati) il 19 luglio 2015, nel trentennale della tragedia.
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Episodio 4 pt.2 - Stava - "Riprendersi in mano la vita"
«Riprendersi in mano la vita» Ricominciare a vivere? Che senso ha? C’è chi si ritira in sé stesso o si affida a Dio, e tanti combattono per capire e avere giustizia. Chi sono i colpevoli di questa distruzione, di questo dolore immenso? Come risarcire chi è sopravvissuto ma ha perso tutto? L’Associazione sinistrati di Stava nasce per provare a rispondere a queste domande. Dopo anni di indagini e processi, nessun colpevole sconterà mai un giorno di reclusione. Dove il mostro ha raso al suolo gli alberghi, nel 2002 nasce la Fondazione Stava 1985. L’obiettivo è tenere viva la memoria e provare a dare un senso a una tragedia che si poteva e doveva evitare. Produzione Mets-Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, Out of time, From the Suburbs e Needle in a Haystack. Ringraziamo la Fondazione Stava 1985 per il video RicordiStava e la musica Estate tratta dalle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, registrata dalla Fondazione in località Pozzole (dove sorgevano i bacini crollati) il 19 luglio 2015 nel trentennale della tragedia.
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Episodio 5 - Mezzano - "Presi in una morsa"
«Presi in una morsa» Mezzano, Valle di Primiero, 4 novembre 1966. In montagna nevica, a valle piove che dio la manda. Il Cismon rompe gli argini ed esonda. Scappano tutti, e scende pure una frana. Acqua, fango e detriti sono ovunque, il paese è semidistrutto. Aerei americani, esercito, alpini. Gli abitanti trovano ospitalità nelle case di amici e parenti, e i bambini vengono portati in un collegio distante cento chilometri. Staranno lì fino a giugno. Ivano, Elena e Danila ricordano bene quei giorni tremendi. Come racconta Angelo, segnano per tutti un prima e un dopo. Produzione Mets-Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, In the Memory, Amphitrite, From the Suburbs, e Needle in a Haystack.
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Episodio 6 - Strigno - "Una giornata da incubo"
«Una giornata da incubo» Valsugana, 4 novembre 1966. I fiumi che bagnano Strigno esondano uno dopo l'altro e travolgono tutto. Paolo sta facendo i compiti, Claudia gioca con un insolito rivolo che attraversa la piazza. Nereo ricorda l’acqua che scava buchi profondi. Sassi, legname e zolle di terra scendono veloci, fanno paura. Presa in mezzo al disastro, Rita scappa appena in tempo. Tra i tanti che aiutano accorrono pure i lupetti. Nelle parole di tutti ci sono la forza di essere andati avanti insieme e la necessità di curare il territorio. Produzione Mets - Museo etnografico trentino San Michele, per L’anno dei Musei dell'Euregio 2025: “Guardare oltre”. Ideazione Armando Tomasi e Luca Faoro Progettazione e coordinamento Lorenza Corradini Ricerca, interviste e testi Marco Romano e Sara Sartori Riprese sonore, montaggio e sonorizzazione Sara Sartori Copertina di Edoardo Marchesini Le musiche sono in Creative Commons da Fifty Sounds. I titoli di questo episodio sono: Morpheus, In the Memory, Persephone, The Clock of Life e Needle in a Haystack. Le cronache citate sono tratte dal libro di Attilio Pedenzini, Acqua dal cielo e dalla terra: Strigno, 4 novembre 1966, pubblicato nel Quadrimestrale di informazione dell’Amministrazione comunale di Strigno, numero 3, dicembre 2001.
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