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Gotha - Processo agli invisibili
by Consolato Minniti
Un intreccio inconfessabile di poteri e relazioni tra ‘Ndrangheta, massoneria segreta di Licio Gelli, forze extraparlamentari eversive di destra e pezzi deviati dello Stato appartenenti non solo ai servizi di sicurezza, ma anche alle forze dell’ordine ed alla magistratura. Tutto questo – e molto altro – è documentato nella maxi inchiesta “Gotha”, il cui processo di primo grado, con rito ordinario, si è concluso il 31 luglio 2021. A distanza di due anni esatti, il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto dal giudice Silvia Capone, ha depositato le motivazioni della sentenza (7683 pagine) con cui sono stati inflitti oltre 156 anni di carcere. Un processo dalla portata storica, certamente tra i più rilevanti della storia giudiziaria italiana, con oltre 300 udienze, più di 50mila pagine di intercettazioni, decine di collaboratori di giustizia e testimoni. È un viaggio nel tempo che rimette in ordine i tantissimi tasselli della storia italiana degli ultimi 50 anni, a partire dallo storico s
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Se la 'ndrangheta diventa istituzione - Puntata finale
C'è stato un periodo, nella storia di Reggio Calabria, nella quale la 'ndrangheta ha provato a diventare istituzione. Secondo le risultanze della sentenza Gotha, è entrata nelle stanze del potere, ha condizionato la vita politica di una città e di un'intera regione: ma questo periodo potrebbe tornare? Ne parliamo con i nostri ospiti e intervistati nella puntata conclusiva del podcast "Gotha".
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Il tritolo e la lite
È un periodo molto delicato quello che va dalla fine del 2002 al 2004 per il neo sindaco Giuseppe Scopelliti. Il predestinato della politica reggina deve fare i conti con una serie di attentati che interessano Palazzo San Giorgio e che culminano con i panetti di tritolo ritrovati nel bagno della sede del Comune. Un evento che segnerà per sempre quegli anni, facendo assurgere Scopelliti a simbolo dell’antimafia. Ma per i pubblici ministeri quello altro non fu che una «pagliacciata» decisa da chi doveva ricordare determinate verità al sindaco. È di questo che si occuperà la seconda parte della puntata del podcast “Gotha, processo agli invisibili” dedicata all’ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, non indagato né imputato nel processo, ma al centro di una serie di trame che si incrociano con la sua carriera politica. Ed è proprio alla sua rielezione che è dedicata la seconda parte della puntata, ossia agli scontri anche feroci con Alberto Sarra. Se, per un verso, l’avvocato Paolo Romeo, ritenuto al vertice della cupola massonico-mafiosa reggina, si preoccupa che vi possa essere un’agenzia del centrosinistra che miri allo scioglimento del Comune per mafia «criminalizzando» un sistema di potere, per altro verso sono diverse le iniziative messe in campo per scongiurare una simile ipotesi. In un contesto nel quale Romeo si preoccupa sempre di limitare l’azione di Scopelliti, non permettendogli piena libertà di manovra, seppur in maniera indiretta e senza mai affrontarlo.Dalla ricostruzione di Consolato Minniti e dalle intercettazioni originali, ecco il racconto di quei giorni.
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Il predestinato - Giuseppe Scopelliti
Anno 1990. Mentre l’Italia sogna con le notti magiche del mondiale di calcio a Reggio Calabria un giovane e rampante politico assume il suo primo incarico di rilievo divenendo segretario provinciale del Fronte della Gioventù. È l’inizio di una folgorante carriera politica che lo porta, solo tre anni dopo, a ricoprire la poltrona di segretario nazionale del movimento. Un predestinato, insomma. È sindaco di Reggio Calabria e presidente della Regione. Poi un’inchiesta giudiziaria, il cosiddetto “caso Fallara”, spezza il suo sogno politico, portandolo alla condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione. Ne sconta una parte in detenzione, per poi scrivere un libro, “Io sono libero”, narrando come l’esperienza del carcere lo abbia cambiato e forgiato. Si tratta, com’è facile immaginare, di Giuseppe Scopelliti, protagonista della decima puntata del podcast “Gotha – processo agli invisibili”. È l’unico personaggio a cui viene dedicata una puntata che non sia indagato né imputato nel processo. Il perché è presto detto: la sua storia politica s’incrocia pericolosamente con quella di diversi protagonisti del procedimento arrivato alla sentenza di primo grado.
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I latitanti e le trattative
Davvero si tentarono delle trattative per catturare i latitanti promettendo in cambio favori? La nona puntata del podcast racconta quanto emerge dagli atti della sentenza del maxiprocesso reggino Gotha: le trame di professionisti e pezzi di Stato che contattavano personaggi della criminalità per stringere accordi. Fatti che rievocano la stagione dei sequestri di persona, una pagina ancora oscura. Ne ha parlato con noi il giornalista del Corriere della Sera, Carlo Macrì: «Lì ci furono trattative, ma solo per gli ostaggi del Nord».
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Il dirigente - Marcello Cammera
Secondo i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, il suo ufficio sarebbe stato un luogo privilegiato in cui far convergere interessi mafiosi in uno dei settori più delicati: gli appalti. Per lungo tempo è stato dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria. Ma a fronte dei 16 anni richiesti dall’accusa, il Tribunale di Reggio Calabria lo ha assolto dal reato più grave con formula piena: non aver commesso il fatto. Lui è Marcello Cammera ed è il protagonista dell’ottava puntata del podcast “Gotha – processo agli invisibili”.
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Il senatore - Antonio Caridi
L'ex senatore Antonio Stefano Caridi è stato assolto dopo cinque anni dall'accusa di associazione mafiosa: «Non è affiliato alla ‘Ndrangheta, non vi è prova di alcun patto o scambio». Ma per il Tribunale, Caridi è anche un «politico spregiudicato che non disegnava di ricevere voti dalla mafia e incontrare boss».Nel corso della puntata ci saranno estratti di intercettazioni originali, le parole dei collaboratori di giustizia e l'analisi del giornalista Pietro Comito che rifletterà anche sul rapporto generale tra 'ndrangheta e politica.
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Lo "spione" - Giovanni Zumbo
Zumbo, lo “spione” al confine tra Stato, servizi segreti e ‘Ndrangheta. La sesta puntata del podcast è dedicata all’ex commercialista e amministratore giudiziario, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe fatto parte di un sistema «capace di condotte fuori da ogni regola». Nel processo “Gotha” risponde di intestazione fittizia di quote societarie. Ma la sua storia racconta di visite al boss Pelle, auto con armi e segreti non ancora svelati. Ne parleremo con il suo difensore, l’avvocato Emanuele Genovese e con i giornalisti di Repubblica, Alessia Candito e Giuseppe Baldessarro.
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Il prete - don Pino Strangio
Don Pino Strangio, il prete «paciere tra le cosche» che sussurrava ai potenti. Il profilo dell’ex rettore del santuario di Polsi: dai tempi dei sequestri di persona alle presunte trattative per la cattura di latitanti, fino all’asserita appartenenza a logge massoniche coperte e ai rapporti con Paolo Romeo e Antonio Marra. L’analisi del giornalista di LaCNews24, Pietro Comito.
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L'uomo cerniera - Antonio Marra
L’avvocato Antonio Marra è una figura chiave del processo, rimasto a lungo nell’ombra. Lui si definisce “pesce di profondità” proprio per questa sua capacità di non farsi mai notare. Dalla sentenza emergono i suoi rapporti molto forti con Paolo Romeo e con le cosche di ‘Ndrangheta. Ma anche il suo ruolo di mediatore negli accordi tra crimine organizzato e pezzi delle istituzioni che trattano la cattura di latitanti in cambio di favori per i detenuti. A commentare la sentenza i giornalisti Alessia Candito e Pietro Comito.
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Il mediano della politica - Alberto Sarra
Uno «strumento nelle mani di Paolo Romeo e Giorgio De Stefano» per garantire alla ‘ndrangheta di infiltrare gli enti pubblici locali. Questo sarebbe stato, secondo il Tribunale di Reggio Calabria, l’ex sottosegretario alla Regione Calabria, Alberto Sarra, condannato a 13 anni di reclusione nell’ambito del processo “Gotha”. Per i giudici, il politico incarna il ruolo del santista. La puntata del podcast ripercorre la carriera politica, le relazioni politiche, quelle con soggetti di estrazione mafiosa e con esponenti dei servizi segreti. Un viaggio completato dalle parole dell’esperto cronista giudiziario Pietro Comito, già direttore di LaC News24.
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Il grande stratega - Paolo Romeo
Il Tribunale di Reggio Calabria lo definisce il «grande stratega della criminalità organizzata». Ma chi è davvero Paolo Romeo? La seconda puntata del podcast “Gotha, processo agli invisibili” è un viaggio che ripercorre i fatti ed i personaggi che hanno intrecciato la vita dell’avvocato ed ex parlamentare: dai moti di Reggio del 1970, vissuti da protagonista, al sostegno alla latitanza del terrorista nero Franco Freda; dalla massoneria segreta ai rapporti con politica e istituzioni che, secondo i giudici, sarebbero stati condizionati in più occasioni. Un intreccio perverso di poteri al centro del quale vi sarebbe stato proprio l’avvocato Romeo assieme all’altra figura di vertice dei riservati della ‘Ndrangheta, l’avvocato Giorgio De Stefano. Un viaggio che approfondiremo con il contributo dei giornalisti di Repubblica, Giuseppe Baldessarro e Alessia Candito e dell’inviato dell’Espresso, Gianfrancesco Turano.
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Il volto segreto della 'ndrangheta
All’interno della ‘Ndrangheta esiste una componente occulta, invisibile e sconosciuta persino agli stessi affiliati. Sono i cosiddetti “riservati”, uomini apparentemente per bene, professionisti impegnati anche nella politica o che occupano ruoli istituzionali di rilievo. Sono loro il volto segreto e inconfessabile che rappresentano il grimaldello che ha consentito alla ‘Ndrangheta di interagire con strutture massoniche segrete, forze politiche extraparlamentari eversive e pezzi infedeli dello Stato con l’obiettivo di contrapporsi alle istituzioni, infiltrarle e annientare le fondamenta ordinamentali dello Stato democratico.La prima puntata del podcast consentirà di comprendere il filo rosso lungo il quale si sono mossi gli imputati più importanti del processo “Gotha”, attraversando alcuni tra i fatti più rilevanti della storia recente d’Italia. Per la prima volta viene resa nota un’intercettazione in cui si parla apertamente di “massoneria segreta”. Un mondo che schiude orizzonti nuovi che vanno oltre la stessa ‘Ndrangheta, per comprendere cosa sia davvero oggi il sistema criminale più potente e temibile al mondo.
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