PODCAST · kids
Grembo, racconti di pancia
by Anna Acquistapace
Ciao, io sono Anna Acquistapace e questo è Grembo, racconti di pancia. Ti parlerò di genitorialità e di tutti quegli aspetti che, a volte, o forse troppo spesso, non vengono a galla. Abbiamo una visione edulcorata della maternità: le donne devono saper conciliare saggiamente genitorialità, relazioni, lavoro. In questo podcast voglio dare voce a persone che raccontano la loro storia di maternità e paternità senza filtri e senza giudizi.Non dispenseremo consigli o buone pratiche, e questa è una promessa. L’obiettivo è aiutare, ispirare, avvicinare e far sentire meno sole le persone.
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Ep. 40 Diana Caputo, Arianna Ciucci: Ovunque lo desideri
Conoscere il proprio corpo: la maternità può essere anche questo:un’occasione preziosa per tornare a conoscerci e per riscoprire il nostro corpo.E se parliamo di allattamento, ci accorgiamo che è un vero e proprio viaggio dentro la cultura del femminile, una cultura della quale, negli anni, abbiamo un po’ perso l’alfabeto. Non siamo più abituate a vedere un corpo, una mamma,che allatta. Spesso anche gli spazi fisici non sono pensati per accogliere quello che è un gesto di nutrimento e di cura, anche perché diciamocela tutta, quante volte questi spazi coincidono con luoghi non troppo consoni come i bagni?Diana è mamma di due bambine, Adele e Carolina, che ha allattato entrambe per un anno e mezzo. Due storie di allattamento che lei ha definito “storie di amore”, in cui la meraviglia e lo stupore sono diventati la spinta per condividere la sua esperienza e per creare cerchi di mamme: momenti di incontro e di sostegno molto preziosi.Diana è infatti “mamma peer” e si è formata per offrire supporto e sostegno ad altre mamme, con consigli pratici ma anche con la consapevolezza dei propri limiti e di quando è importante rivolgersi a professionisti. Le mamme peer sono figure davvero importanti, perché sanno accompagnare con empatia e condivisione chi sta vivendo lo stesso percorso.In questo episodio, insieme all’ostetrica Arianna Ciucci, abbiamo parlato anche di ritorno all’intimità e di come conciliarlo con l’allattamento. Abbiamo affrontato il tema dei cambiamenti del seno dopo l’allattamento e ci siamo interrogate su un passaggio delicato per molte donne: il rientro al lavoro. Se lo si desidera e si ha la possibilità, continuare ad allattare quando si torna al lavoro può sembrare non semplice: in fin dei conti è “lavoro nel lavoro”. In questa intervista abbiamo evocato un’immagine molto bella che vi riporto: quella poppata al rientro a casa può diventare un momento bellissimo, di riconnessione con il proprio bambino o bambina. Uno di quei momenti che è bello custodire, con cura, in un angolino della memoria.***"Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è prodotto da Nidi Fioriti, una Fondazione che cammina accanto ai genitori nel tempo unico dell’infanzia e che trasforma i territori in comunità educanti.Questo episodio è parte del progetto "racconti di latte" ed è sostenuto da Inglesina, che ringrazio. Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione video è di Andrea Sanna.
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Ep. 39 Fabiana Pellizzari, Denis Colloridi e Arianna Ciucci: Allattare gemelli: fiducia, cuscini e lavoro di squadra
Allattare al seno due gemelli, è possibile?Nonostante possa sembrare un’impresa impossibile, ho incontrato una mamma, Fabiana, che mi ha raccontato che, sì, è possibile. Anzi, che è passata progressivamente da unallattamento misto a un allattamento esclusivo al seno.Come ha fatto?Lo scoprirete ascoltando questo episodio ma posso anticiparvi che pazienza, perseveranza, una pila di cuscini e una buona squadra fanno la differenza. In questa intervista troverete anche un papà, Denis, che ha fatto notevolmente la differenza e che ha dimostrato in modo molto chiaro che un padre durante l’allattamento non è l’ultima ruota del carro, anzi. Con il supporto dell’ostetrica Arianna Ciucci, abbiamo parlato di allattamento e epidurale, di posizioni e supporti per allattare i gemelli, di bonding mentre si allatta ma anche di telefonate alle amiche: perché le ore sedute ad allattare possono essere tante, tantissime, e non abbiamo bisogno di sentircicolpevolizzate per la stanchezza di quello che a tutti gli effetti è un lavoro.Allo stesso tempo abbiamo ricordato di quanto sia importante ritornare ad osservare i nostri bambini, con attenzione e con uno sguardo amorevole. Quella che ascolterete è quindi una storia di latte, ma anche di fiducia: nel proprio corpo, nei propri bambini e nelle persone che camminano accanto a noi.Perché, come spesso accade quando arrivano dei figli, il segreto non è fare tutto da soli.È camminare insieme, come stanno facendo Fabiana e Denis. ***"Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è prodotto da Nidi Fioriti, una Fondazione che cammina accanto ai genitori nel tempo unico dell’infanzia e che trasforma i territori in comunità educanti.Questo episodio è parte del progetto "racconti di latte" ed è sostenuto da Inglesina, che ringrazio. Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione video è di Andrea Sanna.
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Ep. 38 Ilaria Magrinelli, Arianna Ciucci: Qui siamo
In questo racconto di latte infatti mi sono sentitaveramente accompagnata, perché al mio fianco avevo due professioniste che ogni giorno lavorano con tante coppie in attesa e nel post partum: Arianna Ciucci, ostetrica,e Ilaria Magrinelli, mamma,educatrice perinatale e ideatrice dello Spazio Gaia. Se c’è una parola che riassume questo episodioche state per ascoltare direi “stare”. Un verbo che Ilaria ha fatto suo non solo perla sua storia di mamma e le sue storie di allattamento ma anche come consiglio per tutte quelle coppie, mamme, papà, che accompagna ogni giorno nel suospazio.La sua storia di latte è iniziata in salita: nonostante la sua preparazione, si è ritrovata con grandi fatiche, tanti nottibianche, una bambina che non aveva nessuna intenzione di essere lasciata in una culletta, un seno provato da ragadi sanguinanti, e un dolore che, se Ilaria chiude gli occhi, riesce ancora a percepire. Eppure la piccola Sofia cresceva bene, quindi dov'era il problema? Il problema è che nessuno si interessava alla sua mamma. Ed è da questa esperienza che Ilaria capisce quanto sia importante giocare d’anticipo, prepararsi e avvisare i genitori: non c’è bisogno di ricordare la parte bella e meravigliosa della genitorialità. Lo scoprirete voi stessi. C’è invece bisogno di qualcuno che vi dia qualche strumento in più nella cassettadegli attrezzi, nel caso in cui il cammino diventi più impervio.Per questo scegliete con cura i corsi di preparazione alla nascita, che includano una parte consistente dedicataall’allattamento. E poi ascoltate fino in fondo questo episodio. Perché troverete già qualche indicazione utile. ***"Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è prodotto da Nidi Fioriti, una Fondazione che cammina accanto ai genitori nel tempo unico dell’infanzia e che trasforma i territori in comunità educanti.Questo episodio è parte del progetto "racconti di latte" ed è sostenuto da Inglesina, che ringrazio. Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione video è di Andrea Sanna.
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[ESTRATTO] Elisa Galli: io avevo paura dell'amniocentesi
Nell’ep. 37 di @_grembo, Elisa Galli ripercorre un momento “sospeso”. È sul lettino, il monitor è acceso, l’ago entra e arriva un istinto improvviso, potentissimo, che dice: «scappa»!Una scena intima e corporea che rivela tutte le difficoltà che ha incontrato, tra rinvii e sospiri.🤰 L’amniocentesi è un esame diagnostico che può spaventare già solo come idea, come analisi clinica in sé e anche per gli scenari e le aspettative che possono cambiare. Durante la #gravidanza, Elisa ha scelto questa procedura per avere informazioni più precise ed escludere una piccola percentuale di possibilità di sindrome di Rett. Ascolta tutta la storia su Spotify e su tutte le piattaforme audio.
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[ESTRATTO] Elisa Galli: il dono della fatica
In questo estratto dell'episodio di Grembo, Elisa Galli dialoga con Anna Acquistapace sul significato profondo del “dono”: stare a contatto con la fatica, con la disabilità, e ascoltare ciò che si muove dentro di noi.Musicoterapeuta e neuropsicomotricista, mamma di Lorenzo e di Mia, Elisa racconta come ha imparato ad accogliere la vita creando la propria armonia, senza eroismi, ma con presenza, consapevolezza e calma.Uno sguardo che si posa su temi delicati come l’amniocentesi, la Sindrome di Rett, i piani parto che cambiano, la conclusione dell’allattamento. Una famiglia in viaggio tra due regioni, relazioni che nascono grazie alla musica, un fratello che scopre lentamente l’unicità della sorella.Una conversazione intima e autentica sulla fragilità come spazio di trasformazione.
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Ep. 37 Elisa Galli: A poco a poco: musica, maternità e disabilità
Elisa è una forza della natura: neuropsicomotricista, musicista e mamma di Lorenzo. La musica attraversa tutta la sua vita — nel lavoro con i bambini, nella musicoterapia e nell’amore che l’ha unita ad Andrea.Con lei parliamo di maternità, tra attese e paure, di disabilità e inclusione - non come gesto di concessione, ma come dono reciproco che ci ricorda quanto siamo tutti unici.E poi di un tema poco raccontato: la fine dell’allattamento. Un passaggio delicato, senza checklist, in cui trovare la propria armonia. ***"Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è prodotto da Nidi Fioriti, una Fondazione che cammina accanto ai genitori nel tempo unico dell’infanzia e che trasforma i territori in comunità educanti.Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione video è di Andrea Sanna.
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Ep. 36 Giampaolo Cerri: l'estraneità vinta
La storia di Giampaolo è la storia di un cuore grande. Ho voluto aprire questo spazio alla sua voce non solo perché è padre, anzi, “babbo”, di cinque figli biologici, ma perché la sua famiglia è diventata nel tempo un luogo di accoglienza e di amore condiviso.Giampaolo e sua moglie Annagrazia sono genitori affidatari e adottivi: hanno scelto di aprire la loro casa a 9 bambini e bambine. Ma cosa significa affido? E in che cosa si differenzia dall’adozione?Cosa li ha spinti a rimettersi in gioco con bambini piccoli, dopo aver già cresciuto i loro figli?Quali equilibri si sono creati tra fratelli e sorelle, e come ha resistito la coppia - non solo agli arrivi, ma anche alle partenze?Perché, per definizione, l’affido è temporaneo, ma, lo capirete voi stessi all'interno di questa intervista, l’amore per un figlio - biologico, affidatario o adottivo che sia-, rimane per sempre. Come in ogni famiglia, non mancano momenti di fatica o di difficoltà.Per questo Giampaolo ricorda l’importanza di non essere soli, ma di farsi accompagnare: da amici che vivono esperienze simili o da realtà come l’associazione Cometa, che sostiene la loro famiglia lungo il cammino.Se aprite il sito di Cometa troverete scritto: “Accogliere per scoprire sé stessi": una frase significativa, che ricorda quanto un gesto di accoglienza e di amore, come l’affido, ci permetta di conoscerci sempre di più, nel profondo. La storia di Giampaolo racconta di tante nascite.Racconta di traiettorie che si incrociano e cambiano direzione, di bambini e bambine che entrano nella vita di qualcuno per restarci, per sempre.Una storia che lui descrive come una vertigine: quella di vincere ogni forma di estraneità attraverso l’amore.Un racconto che spero possa ispirarci e farci assaporare una nuova prospettiva dei nostri racconti di pancia.
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Ep. 35 Chiara Dallatomasina: mia figlia mi ha salvata
“Mia figlia mi ha salvata”.Queste parole, dette da Chiara, mi sono rimaste addosso per molto tempo.Le porto con me, insieme alla gratitudine per la sua voce, la sua storia e per la fiducia che mi ha dato nel decidere di affidare la sua storia al mio microfono. Chiara è mamma di due bambini, Bianca e Filippo. Pochi mesi dopo la nascita della sua primogenita, scopre di avere un tumore al seno, molto aggressivo. A farle intuire che qualcosa non andava, è stata proprio la sua bambina: da un giorno all’altro ha smesso di attaccarsi al seno. Quel piccolo gesto, quel rifiuto improvviso, era dovuto al cambiamento del sapore del latte, causato dall’insorgere della malattia.E così, il tempo che avrebbe dovuto essere dedicato solo alla conoscenza reciproca, al recupero del parto, al costruire un nuovo equilibrio familiare, per Chiara si è trasformato nel periodo più tosto della sua vita.Eppure, quando lo racconta, lo fa con la consapevolezza che quell’anno è stato quello che ha vissuto più intensamente di tutti, con l’obiettivo di assaporare ogni singolo momento, di lottare per la vita, la sua, e per esserci pienamente come mamma. In questo racconto, siamo lontani dalla retorica della “guerriera” così come dalla pornografia del dolore. In questo episodio ci sono stati tanti momenti di pausa, di sospiri, ci siamo guardate negli occhi. Abbiamo celebrato la vita, la forza, la determinazione di una donna che non si è fermata alla prima diagnosi, tra l’altro sbagliata, ma che ha seguito il suo istinto, quello che sempre più spesso tendiamo a non ascoltare. Se sei sensibile a questi temi, prenditi il tempo giusto per ascoltare: questo episodio tocca corde profonde.Allo stesso tempo Chiara ci ha offerto uno sguardo autentico, sincero e senza filtri su un binomio che solo pronunciarlo ad alta voce fa venire i brividi: maternità e malattia.Un tema necessario, che merita spazio, perché è parte di molte vite. E noi, qui, celebriamo la vita.**Grembo, racconti di pancia è un podcast di Anna Acquistapace ed è prodotto da Nidi Fioriti.Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy, il montaggio è di Andrea SannaQuesto episodio è stato registrato durante il Festival di Nidi Fioriti a Milano.
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Ep. 34 Denise Robles, Arianna Ciucci Allattamento è un affare di famiglia
“L’allattamento è un percorso di fiducia, fiducia verso sé stessi e verso il proprio bambino.”Prendo in prestito le parole dell’ostetrica Arianna per riassumere la storia di Denise. Una storia intensa e sfaccettata, che ha preso forme diverse con ognuno dei suoi tre figli.Denise è una mamma giovane, in controtendenza con un Paese in cui la maternità arriva sempre più tardi. E questa sua scelta non l’ha certo messa al riparo da sguardi curiosi o commenti fuori luogo. Ma bastava vederla allattare per capire che non poteva essere la baby sitter dei suoi bambini: era, semplicemente, la loro mamma.Attraverso il suo racconto di latte abbiamo percorso storie uniche e molto diverse tra loro. Mi sono emozionata nell’ascoltare la sua esperienza di diversi giorni in terapia intensiva: in quello spazio, l’allattamento è stato lo strumento per rendere Denise una mamma protagonista e non solo in attesa. E proprio di TIN abbiamo parlato con Arianna, che ci ha aiutato a guardare a quel tempo così delicato con occhi nuovi: liberandosi dal senso di colpa, destruttunado l’immagine idealizzata che si ha del proprio bimbo e restituendo dignità al vissuto dei genitori. Abbiamo parlato del valore del sostegno e dei gruppi di mamme: perché le storie condivise contano, vedere altre donne allattare conta, ricevere il giusto supporto conta.Perché l’allattamento è anche un affare di famiglia, dove ogni membro può e deve sostenere la mamma.Ed è proprio per questo che siamo qui.
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Ep. 33 Benedetta Bellotti, Arianna Ciucci: allattamento non è solo nutrizione
Allattamento non è solo nutrizione. È il titolo che ho scelto per questo episodio, in cui ho incontrato Benedetta – detta Benni – per ascoltare e condividere la sua storia di latte.Insieme abbiamo ripercorso le sue due esperienze di nascita e di allattamento: diverse, sorprendenti e profondamente trasformative, come le ha descritte lei stessa.La storia di Benni comincia con una gravidanza tanto desiderata quanto cercata. Lei la racconta con una voce dolce, ma dietro quella dolcezza c’è una forza incredibile: Benni è determinata, e non si è lasciata fermare da chi le diceva che il suo corpo – troppo esile con un seno troppo piccolo – non sarebbe stato “adatto” ad allattare. Con tenacia ha attraversato difficoltà e dolori, scegliendo di proseguire, con il giusto accompagnamento e di vivere fino in fondo questa esperienza.Avete mai sentito qualcuno dire: “Non avevo latte, per questo non ho allattato”? Con l’ostetrica Arianna Ciucci abbiamo scoperto insieme un dato importante: solo il 3% delle donne è nella condizione di non produrre latte o di non produrlo a sufficienza. Questo ci mostra quanto sia cruciale la cultura che circonda l’allattamento, e quanto ancora sia necessario smontare miti e pregiudizi ereditati da un’epoca in cui il latte in formula era considerato l’unica strada possibile.La storia di Benni però non parla solo di nutrimento, ma anche di cura. Non soltanto verso i suoi due bambini, ma anche verso altri piccoli, grazie alla donazione del suo latte alla banca del latte. L’immagine del latte come un filo che unisce non solo madre e figlio, ma anche famiglie diverse, ci restituisce l’idea di una comunità che ci sostiene, che nutre e che cresce insieme. E se pensiamo a quel famoso villaggio che serve per crescere un bambino, direi che questo è un bellissimo punto di partenza. **“Grembo, racconti di pancia” è un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti. Questo episodio è parte di un progetto speciale dedicato all’allattamento ed è stato realizzato insieme a Inglesina, che ringrazio. Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy, la produzione video è di Andrea Sanna.Grazie a Young&Folks per avermi ospitata nel loro spazio per la registrazione di questo episodio.Se l’episodio vi è piaciuto scrivimelo nei commenti e se ti va lascia 5 stelline su Spotify!
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Ep. 32 Giorgia Chiarello, Arianna Ciucci Allattamento: partire prima, partire meglio
Giorgia è una mamma che, ancora prima di avere suo figlio tra le braccia, aveva già iniziato a cercare risposte.Perché — come ci ha ricordato Arianna — la preparazione fa la differenza.Anche perché l’allattamento inizia due minuti dopo il parto. Non dopo giorni, non con calma: subito.Eppure, anche quando ci si prepara, restano molte — a volte troppe — zone d’ombra.Ci si ritrova a fare i conti con parole nuove e concrete: ragadi, montata lattea, paracapezzoli. Parole che, prima le conosciamo, prima ci permettono di trovare il nostro spazio, il nostro modo, dentro il mondo dell’allattamento.Con Arianna abbiamo sottolineato un aspetto che vale la pena ripetere, sempre: Se c’è dolore, non è normale.Il corpo ce lo dice. Ci manda un segnale. E invece di ignorarlo, stringere i denti o colpevolizzarci, possiamo fermarci, ascoltarlo, capire cosa non sta funzionando — e soprattutto chiedere aiuto.Giorgia ha raccontato delle difficoltà iniziali, ma anche delle scoperte che arrivano nel tempo: come quando si capisce che il seno non è l’unica risposta a ogni pianto, e che anche la madre può dire la sua, trovare strumenti, voce, presenza.Ci ha regalato l’immagine memorabile di poppate in mezzo alla neve — lei, il suo bambino e nient’altro. Ci ha raccontato di una fase in cui l’allattamento restituisce forza fisica ed emotiva, un benessere profondo, reale. E un sacco di ossitocina, l’ormone dell’amore. Perché l’allattamento non è solo nutrizione. È relazione. Una relazione tra due corpi che si incontrano, si ascoltano, si rispettano.È stata una conversazione densa, intima, fatta di parole ma anche di pause.Le storie di latte di Giorgia, con i suoi Ettore e Pietro, sono state uniche.Come uniche e irripetibili sono le storie di ognuna di noi. E proprio per questo, non serve rincorrere modelli ideali, lontani dalla realtà.Come ci ha ricordato l’ostetrica Arianna: lavoriamo di squadra.Facciamo entrare a gamba tesa i nostri partner nel percorso della nascita e dell’allattamento.Perché la navigazione sia condivisa. E perché nessuna debba sentirsi sola.***Grembo racconti di pancia un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti. Questo episodio è parte di progetto speciale dedicato all'allattamento ed è stato realizzato insieme ad Inglesina, che ringrazio.Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy, la produzione video è di Andrea Sanna.Grazie a Young&Folks per avermi ospitato nel loro spazio per la registrazione di questo episodio. Se l'episodio vi è piaciuto, scrivimelo nei commenti e se ti va lascia 5 stelline su Spotify!
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Ep. 31 Elena Cortinovis: il bene al quadrato
Oggi vi porto con me a scoprire la storia di Elena: mamma di due bambine, Ginevra e Letizia, gemelle monocoriali arrivate nella sua vita con tutto lo stupore e la meraviglia che i gemelli sanno portare. E quando si parla di gemelli, in me si accende sempre un fascino indescrivibile: quello per una vita che raddoppia, un cuore, oltre che una pancia, che si fa grande abbastanza da contenere il doppio dell’amore. Un bene al quadrato! Elena poi ha fatto della Disciplina Dolce il suo stile di vita e oggi la condivide con tanti genitori in cerca di modelli educativi alternativi, in controtendenza rispetto a una società che ancora troppo spesso crede nella punizione e nella coercizione come unici strumenti efficaci. Ma “Disciplina Dolce” non significa “tutto facile”.La sua gravidanza è stata segnata da difficoltà, e il sogno di un parto naturale ha lasciato spazio a un cesareo andato a buon fine – anche se le cose avrebbero potuto prendere un’altra piega. Anche l’allattamento, che Elena desiderava profondamente, è stato abbandonato dopo una frase detta forse con leggerezza: «Ma con due gemelle vuoi anche allattare?».Quel rimpianto ha fatto male, ma col tempo ha lasciato spazio all’accettazione, al perdono.Accettare gli inciampi, restare fedeli ai propri valori. È questo l’augurio che Elena ha scelto per sé, e che oggi condivide con tutti noi.**Grembo è un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti. Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy, la produzione audio-video è di Andrea Sanna, la registrazione è di Giuliano Toffano, le foto sono di Cristian Rossi. Questo episodio è stato registrato live durante il Festival di Nidi Fioriti a Seregno, il 20 giugno 2025.
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Ep. 29 Andrea Loreni: il papà rampante
Andrea è un papà che cammina su un filo. E no, non è un modo di dire. Di mestiere, Andrea è un funambolo. Ha percorso chilometri nel vuoto, sospeso su funi tra i templi giapponesi o tra i grattacieli di Milano. Eppure, se gli chiedi quale sia stata l’esperienza più intensa della sua vita, lui ti risponde: la nascita di sua figlia.Per questo ho voluto incontrarlo e ascoltare il suo racconto di paternità. Gli ho chiesto cosa abbia significato essere accanto a sua moglie Claudia durante il travaglio e il parto. Andrea si è commosso nel rivivere il momento in cui la piccola Frida è venuta al mondo. E di fronte alla classica domanda “Chi taglia il cordone ombelicale?”, lui e Claudia hanno risposto con fermezza: “Nessuno. Cordone e placenta vengono a casa con la nostra bambina”. Una scelta consapevole, nata da una profonda ricerca e dalla volontà di vivere quel passaggio con pienezza.Ma la nostra conversazione non si è fermata lì. Ho voluto affrontare anche un tema spesso evitato e un po’ tabù: la morte, un aspetto che molti di noi prendono in considerazione proprio quando diventano mamma e papà. Perché essere genitori significa anche questo: confrontarsi con la fragilità della vita, con il bisogno di proteggerla e, allo stesso tempo, accettarne i limiti.Andrea è un papà funambolo, sempre in equilibrio e mi auguro che il suo racconto vi arrivi come un invito a vivere ogni passo con consapevolezza e presenza.**Grembo è un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti. La musica è di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione è di Andrea Sanna.Ringrazio Alice Previtali per avermi ospitato per la registrazione di questo episodio!
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Ep. 28 Sara Compagni: il corpo sa
Il mio corpo tornerà come prima?Questa è la domanda che molte donne si pongono quando iniziano a riflettere sul proprio corpo e sulla gravidanza. Un cambiamento inevitabile, che può comprensibilmente spaventare. Quello che però spesso si dimentica è che la gravidanza è una condizione temporanea: cosa sono 9 mesi rispetto ad una vita intera? E infatti, c’è un cambiamento di vita ben più duraturo: l’arrivo di un figlio, che è decisamente un progetto più a lungo termine. Sappiamo però che questo progetto può arrivare in modo inaspettato: è questo il caso di Sara, che rientra in quella piccola percentuale di casi in cui la pillola non fa il suo effetto.E se parliamo di corpi, Sara se ne intende: è un’allenatrice, e il suo lavoro le ha insegnato a leggere e comprendere il movimento, la forza, il cambiamento. Con lei ho parlato della sua trasformazione, non solo fisica, ma anche mentale. Abbiamo ripercorso insieme i mesi dell’attesa e il momento del parto, un cesareo d’urgenza: un’esperienza che avrebbe potuto essere diversa, più serena, se solo avesse avuto attorno un personale medico più attento e accogliente. Perché sappiamo quanto una gravidanza e un parto possano essere sfidanti. E Sara ha sperimentato quanto differenza possa fare il supporto che si riceve: con le persone giuste accanto, il percorso resta impegnativo, ma può essere affrontato con maggiore forza e consapevolezza."Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti.Questo episodio è stato realizzato insieme ad Inglesina, che ringrazio per il sostegno.La musica è di Pablo Sepulveda Godoy.La produzione è di Andrea Sanna.
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Ep. 27 Elisabetta Pesenti: mamma in carriera
Oggi vi svelo il segreto per allungare le vostre giornate. Si parla tanto di quante cose cambiano quando si diventa genitori. Eppure c’è una cosa che non cambia mai: la durata delle vostre giornate. Quando si diventa mamme o papà quelle 24 ore sembrano non bastare mai. E allora come fanno quei genitori che hanno più di un figlio? Magari due, tre, quattro?L’ho chiesto a Elisabetta Pesenti, mamma di 4 bambini che hanno 13, 11, 7 e 4 anni. Con lei ho ripercorso 4 storie di parto completamente diverse tra di loro, che vanno dal parto in ospedale, iper-medicalizzato al parto in casa, più intimo e silenzioso. Storie di parto tutte accomunate dallo spettacolo della vita e da quel momento indelebile in cui gli sguardi si incrociano per la prima volta.In questo episodio abbiamo parlato di come conciliare la maternità con la carriera, di come aggiornare costantemente la lista delle priorità e di quanto sia importante non irrigidirsi in schemi e convinzioni. Perché si sa, i figli ci insegnano continuamente a rivedere e adattare i nostri piani.Vi dicevo che oggi vi svelerò il segreto per allungare le vostre giornate. Ma per scoprirlo, dovrete arrivare fino alla fine di questo episodio. Sono sicura che vi sorprenderà.
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Ep. 26 Claudia Casanova: inspira, espira
Uno tsunami: così potremmo descrivere l’impatto che la piccola Bianca ha avuto nella vita di Claudia, diventata mamma appena due mesi fa.La gravidanza e il parto sono ancora esperienze vivide dentro di lei e insieme le abbiamo ripercorse passo dopo passo, con la lentezza necessaria per dare spazio anche ai momenti più difficili. Perché questa storia di nascita arriva dopo il dolore di una gravidanza extrauterina, un'esperienza dolorosa da superare, ma che non ha fermato Claudia nel suo desiderio di maternità.In questo episodio abbiamo parlato di quanto il benessere fisico e quello mentale siano profondamente connessi: per Claudia, lo yoga è stato un alleato prezioso in questo percorso. Abbiamo anche sfatato un mito ancora troppo diffuso: il cesareo non è un “piano B”. Non siamo meno mamme se partoriamo con un cesareo, né se l’allattamento non inizia come vorremmo.Quella di Claudia è una storia di grande consapevolezza, un viaggio che la sta portando – giorno dopo giorno – a costruire il suo nuovo ruolo: quello di mamma. ** "Grembo, racconti di pancia" è un podcast di Anna Acquistapace ed è sostenuto da Nidi Fioriti, un'iniziativa che coltiva l'alleanza scuola-famiglia-territorio.Questo episodio è stato realizzato insieme a Inglesina. Ringrazio MM Studio per avermi ospitato in questa location
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Ep. 25 Elisa Pella: una casa sicura
Quante volte da ragazze ci hanno trasmesso il timore di rimanere incinta? Siamo cresciute così: con la convinzione che fare un figlio sia un qualcosa di estremamente semplice. Eppure oggi in Italia si stima che il 15% delle coppie non riesca ad avere un figlio. A scoprirlo, molte volte, lo si fa quando nel momento in cui si è alla ricerca di un figlio. È questa la storia di Elisa Pella, che sui social trovate con la pagina “Il genitore consapevole” e che oggi ha condiviso il percorso che l’ha portata a diventare mamma di Emma. Elisa mi ha raccontato il momento in cui le è stato detto che non avrebbe potuto avere figli in assenza di un supporto esterno. Lo choc per quella notizia e le lacrime hanno però lasciato spazio ad un percorso che l’ha portata a scavare dentro di sè, dentro quel desiderio di diventare mamma, a superare le paure, a imparare a “stare” nel disagio, a lasciare da parte ideali e paragoni con le altre famiglie. Voglio veramente un figlio? A quanto sono disposta? Domande che spesso non ci si pone, quando un figlio arriva in modo naturale. In questo episodio abbiamo parlato anche di benessere, di aspettative e anche di quelle domande inopportune, come “quando arriva il fratellino?” Ecco, in questo episodio vi daremo anche la risposta perfetta.
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Ep. 24 Federica Zagari: primipara attempata a chi?
C’è un’etichetta che spesso risuona nelle stanze d’ospedale o durante le ecografie e le visite. Identifica le donne alla loro prima gravidanza, dopo i 35 anni: “Primipara attempata”. Una definizione che, seppur basata su motivi scientifici, sembra spesso carica di giudizi, ignorando i molteplici motivi per cui oggi molte donne scelgono di rimandare la maternità. Carriera, indipendenza economica, ricerca di un equilibrio personale o familiare – sono solo alcune delle ragioni che influenzano questa decisione. Allora perché dobbiamo ascoltare queste etichette, che riducono la complessità delle nostre scelte a un mero dato anagrafico? Federica è l’esempio perfetto di chi ha deciso di andare oltre queste definizioni e rompere gli stereotipi. Prima incontrando un compagno, e poi marito, molto più giovane di lei. E poi, dando alla luce tre figli all’età di 38, 39 e 43 anni. Infine diventando mamma per la quarta volta, a 53 anni con l’arrivo del piccolo Brando: una storia di affido che doveva essere temporaneo e che contro ogni possibilità e aspettativa, si sta trasformando in adozione. Federica mi ha raccontato il suo straordinario percorso verso la creazione della sua famiglia, che ama definire una vera e propria "tribù". Un villaggio che continua a crescere, perché la sua esperienza di maternità l'ha ispirata anche a intraprendere un’avventura imprenditoriale, mettendo sempre i bambini al centro. Siete pronti ad ascoltare la sua incredibile storia? E poi vedremo… chi è davvero “attempata”? *** Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy Il montaggio e le riprese video sono di Francesco Carella ** Questo episodio è stato prodotto insieme a Inglesina
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Ep. 23 Anna Solé: oltre le notti insonni
“Mio figlio non dorme” “Usa la melatonina” Questo è il suggerimento che Google ti dà. E se ti è capitata l’ennesima notte insonne è probabile che tu abbia digitato queste parole, che sono forse un vero e proprio grido di aiuto. Invece qualcuno oggi mi ha dato una risposta diversa: “tutti i bambini finiscono per dormire”. È la frase che mi ha detto Anna Solé, che ha fatto del sonno la sua battaglia e la sua vocazione lavorativa. Anna è mamma di due bambini, Marc e Eric. Il primo l’aveva soprannominato “pacchettino regalo”: per la sua semplicità di gestione, perché dovunque lo metteva, stava. Con il secondo invece la storia è stata diversa: un periodo di attesa difficile, un cesareo d’urgenza e diversi giorni in terapia intensiva. E poi la mancanza di sonno. Ecco, se dall’arrivo di un figlio, le vostre notti sono più lunghe di prima, vi consiglio di ascoltare questo episodio. La cosa che più vi sorprenderà sarà ascoltare la voce di Anna che trasuda di felicità, di benessere. Ed effettivamente è così: nonostante i momenti di difficoltà,,il baby blues, la depressione post partum, i giorni in terapia intensiva… Anna finisce sempre con il sorriso. In questo episodio abbiamo parlato tanto di sonno e di quanto sia connesso al nostro benessere ma abbiamo anche capito quanto sia importante liberarsi dal senso di colpa e di performance: accettare la propria vulnerabilità, chiedere aiuto non è un segno di debolezza ma di grande coraggio. Se anche voi state lottando con notti insonni e cercate un po’ di conforto, questo episodio fa per voi.
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Ep. 22 Marta Pagnini: la medaglia più bella
Ci sono storie che fanno sognare per la loro unicità e anche se distanti da noi, ci entusiasmano e ci ispirano perché raccontano di vite straordinarie. La vita di un’atleta professionista è un perfetto esempio di questo. Durante le recenti olimpiadi di Parigi siamo rimasti incantati dalle imprese straordinarie che abbiamo visto. Oggi abbiamo l’opportunità di entrare in una di queste vite: quella di Marta Pagnini, ginnasta, e campionessa olimpica a Londra 2012, ora mamma del piccolo Darian. Marta ha condiviso con me la sua storia di maternità che è arrivata dopo una carriera sportiva brillante ma anche dopo 8 anni di amenorrea, una condizione comune tra le atlete di alto livello caratterizzata dall’assenza di ciclo mestruale. La natura umana però è sorprendente: quando Marta decide di affrontare l’avventura della maternità, il suo corpo si rimette in moto, e il piccolo Darian non tarda ad arrivare. Marta mi ha raccontato della sua trasformazione in mamma, un percorso che non ha interrotto i suoi progetti professionali. Tra un allattamento e l’altro, mentre si occupa dei suoi impegni come giudice o nell’organizzazione delle olimpiadi invernali di Cortina, Marta si destreggia nella sua nuova realtà, sostenuta da una squadra speciale: la sua famiglia. Anche se non sono mancate le salite, - dalle notti con poco sonno agli ostacoli fisici come la sua patologia, la scoliosi - Marta non ha mai perso la sua determinazione e grinta, qualità che l’hanno accompagnata in pedana e che ora ritroviamo nella sua vita da mamma. ** Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy Il montaggio e le riprese video sono di Francesco Carella ** Questo episodio è stato prodotto insieme a Inglesina
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Ep. 21 Erika Zeni (Psicomotrimamma): O adesso o mai più
“O adesso o mai più”: questo pensiero ci accompagna spesso nei momenti cruciali della vita come decidere di avere un figlio, cambiare lavoro, fare quel viaggio che tanto avevi sognato o trasferirsi in un altro paese. È proprio quest’ultimo il caso di Erika, in arte Psicomotrimamma,che quando è diventata mamma, per la prima volta, ha deciso di trasferirsi all’estero, e non proprio dietro casa: in Burundi, Africa. Quante volte abbiamo sentito dire che con un figlio certi sogni diventano impossibili? Erika mi ha dimostrato il contrario. Insieme a suo marito Davide, ha realizzato un progetto di vita che li ha portati in un continente che molti descrivono come capace di rubare il cuore, facendo nascere il famoso "mal d’Africa". Certo, le fatiche non sono mancate: bisognava costruire quel famoso villaggio, ricreare una routine, stabilire nuove abitudini. Erika mi ha raccontato che la definizione di casa non è necessariamente legata a 4 mura. In realtà, si è trovata così bene in questo nuovo contesto, che l’arrivo della seconda figlia Rachele, è stato qualcosa di estremamente naturale. E anche se questo capitolo burundese si è chiuso e la famiglia ha dovuto rifare le valigie e ripartire, quella sensazione di casa, di vita a 4, rimarranno sempre con loro. In questo episodio abbiamo anche parlato di quel senso di inadeguatezza che si vive di fronte a un neonato di cui non comprendiamo appieno i bisogni. Abbiamo raccontato di due storie di parto completamente diverse tra loro, abbiamo condiviso le difficoltà della di coppia e di nuovi equilibri familiari. Abbiamo sfatato il mito che viaggiare in aereo con i neonati è difficilissimo. Vi invito ad ascoltare questo episodio da qualsiasi luogo vi troviate. Non importa se avete sempre vissuto nella vostra città, se siete expat all'estero, o se desiderate partire con tutta la famiglia. Con la sua calma, determinazione e autenticità, Erika vi farà viaggiare con la mente e vi dimostrerà che la maternità non è un freno ai vostri desideri.
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Ep. 20 Ella Marciello: la sofferenza non ci rende più “mamme”
Vi è mai capitato di sentire questa frase: “La gravidanza non è una malattia”?Il più delle volte, viene detta come una forma di incoraggiamento, con le migliori intenzioni. Tuttavia questa frase nasconde una realtà più complessa. Molte donne trascorrono i primi mesi, buona parte o addirittura tutta la gravidanza in uno stato di grande malessere. E già in quel periodo, le donne vengono introdotte ad una forma di normalizzazione del dolore: “È normale stare male i primi tre mesi. È normale avere male dopo il parto, è normale una lacerazione con un travaglio così rapido.” E così via. In questo episodio ho chiesto a Ella Marciello di raccontarmi la sua storia di parto, che è stata tutt’altro che idilliaca. Ella ha sofferto di iperemesi gravidica, ovvero nausea e vomito gravi fino alla vigilia del parto. Mi ha detto che no: non è normale associare sempre la parola sofferenza alla maternità, Il rischio è di interiorizzare quel dolore e perpetuare l’idea che la figura materna debba essere perennemente devota al sacrificio.Attraverso la sua storia, Ella ha ricordato che non va stigmatizzato il dolore così come non va detto alle madri “ è così per tutte” E ancora, è vero che si partorisce dalla notte dei tempi, la differenza è “come”.In questo episodio abbiamo anche parlato di come crescere un figlio libero dai pregiudizi, di come far fronte ad una diagnosi di neurodivergenza. E abbiamo concluso evocando alcuni regali che ogni madre vorrebbe realmente ricevere… Provate a pensarci su e vediamo se desiderate lo stesso…
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Ep. 19 Martina Tescari: sognando Zeno
“ll padre è, chi padre fa, come mamma è, chi mamma fa.” Con queste parole Martina mi sta raccontando la differenza tra padre e donatore. Una distinzione che non verrebbe mai messa in discussione se a utilizzare la PMA, la procreazione medicalmente assistita, fosse una coppia eterosessuale. Martina invece è unita civilmente a Sara e per diventare genitori hanno viaggiato a Barcellona, dove grazie al metodo ROPA (ricezione di ovociti della partner), hanno potuto optare per una maternità condivisa. Sappiamo già delle difficoltà che le famiglie arcobaleno affrontano nel nostro Paese, ma oggi vorrei invitarvi all’ascolto di questo episodio rompendo ulteriormente con i tabù, che tanto ci stanno stretti. Ad esempio vi sorprenderà scoprire che Martina e Sara sono considerate effettivamente le mamme del loro bambino in un registro particolare: quello della loro parrocchia. La storia di Martina racconterà non solo del viaggio verso la genitorialità, ma anche delle difficoltà di un post partum complicato e di una narrazione sincera e autentica dei primi tempi da genitore. Allo stesso tempo, sentirete tutta la sua determinazione nel voler condividere questo percorso perché sia di ispirazione e di aiuto per altre donne e coppie che si trovano in situazioni simili. Condividere queste storie è fondamentale per costruire una società più empatica e inclusiva, dove ogni famiglia può trovare il proprio spazio e riconoscimento. Anzi, come ha detto recentemente qualcuno di importante: “c’è spazio per tutti”. E per trovare questo spazio, partiamo dai diritti. *** Grembo racconti di pancia è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace Il montaggio è di Francesco Carella, le musiche di Pablo Sepulveda Godoy *** Questo episodio è stato registrato durante il Festival di We World. Grazie per avermi ospitata!
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Ep. 18 Cristina Cotorobai (Cotoncri): per una genitorialità meno impattante
Negli ultimi tempi, c’è una preoccupazione che si è aggiunta nella vita dei futuri genitori: ha senso fare figli in crisi climatica? Sono partita da questa domanda insieme a Cristina Cotorbai, conosciuta come Coton Cri, green influencer e mamma della piccola Blu. In un futuro sempre più incerto dal punto di vista dell’emergenza climatica, abbiamo voluto superare le ansie e i sensi di colpa, che sappiamo essere elementi comuni anche alla genitorialità. In questo episodio abbiamo parlato di cosa serve realmente per prepararci all’arrivo di un figlio. Ho chiesto a Cristina se sia giusto imporre una dieta vegana a un bambino o a una bambina. Abbiamo anche affrontato il tema del denaro e di quanto il tema del vivere sostenibile abbia a che vedere con il privilegio. Come vedete, domande complesse ma ho voluto approfittare della presenza di Cristina che ogni giorno si occupa di questi temi, per piantare qualche seme, non solo in senso figurato. Se anche tu vuoi iniziare a compiere piccoli passi per una genitorialità molto impattante, ti consiglio di partire dall’ascolto di questo episodio. Ti prometto sarà di grande ispirazione. _ Grembo è un podcast LUZ di Anna Acquistapace Le musiche sono di Pablo Sepulveda Godoy Le riprese sono state realizzate all'interno del Festival Ensemble, da Sauro Sorana Il montaggio è di Francesco Carella
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BONUS track
In questo episodio vi racconto un progetto ispirato da questo podcast: "Ensemble, il festival #nofilter sulla genitorialità". Vi aspetto il 4 e 5 maggio 2024 alla Stecca3, Milano Per partecipare e scoprire il programma, tutti i dettagli sono qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-ensemble-il-festival-nofilter-sulla-genitorialita-875861263617
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Ep. 17 Martina Pennisi: due mamme, due bambini
Perché alcune famiglie vanno spiegate più di altre? Quando si parla di una famiglia omogenitoriale, composta da due mamme o due papà, spesso si associa questa definizione a quella di “famiglia non-tradizionale”. Io vorrei che si parlasse semplicemente di famiglia, ma invece oggi dovremo un po’ spiegare. La storia di Martina è quella di una famiglia composta da due mamme e due figli. Due gemelli, per la precisione, e infatti le ho chiesto innanzitutto come si sopravvive! Nonostante Martina sia in coppia con un’altra donna, molte persone hanno sentito l’irrefrenabile necessità di attribuirle un’etichetta maschile, di padre. Quell’etichetta che deve barrare a mano, ogni volta che Martina compila un foglio all’anagrafe o un documento ufficiale relativo ai suoi bambini. Ma la buona notizia è che le leggi nel nostro Paese arrivano in ritardo rispetto alle persone: e quelle si stanno dimostrando di gran lunga più aperte e accoglienti. In questo episodio abbiamo dato anche uno sguardo al futuro. Come dice Martina, ogni genitore deve avere la possibilità di vivere la propria genitorialità indipendentemente dal genere o dal ruolo che ha all’interno del suo nucleo familiare.
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Ep. 16 Stella Pulpo: genitorialità e sessualità
“La parte che più mi ha offesa è stato avere di fronte qualcuno che non credeva quando io spiegavo cosa stava succedendo al mio corpo” Quando una donna si avvicina al mondo della maternità, impara tante parole nuove: percentili, puerperio, primipara, colostro, meconio, test di apgar, co-sleeping, baby wearing… E poi ce n’è una, che si spiega da sola: violenza ostetrica. In realtà questa parola, che è importante integrare nel proprio vocabolario, ha una definizione che va oltre gli abusi fisici e che rientra nell’ambito psicologico. Stella Pulpo, autrice del blog “memorie di una vagina” mi ha raccontato di una violenza che ha a che vedere con la mancanza di ascolto. Abbiamo parlato della sua storia di parto, del fare pace con i nuovi tempi, con le nuove priorità, di fare pace con sé stessa. Le ho chiesto se e come cambia la vita sessuale dopo l’arrivo dei figli. E Stella mi ha risposto con una contro-domanda: Qual è quell’aspetto della nostra vita che non cambia con l’arrivo dei figli?
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Ep. 15 Daniele Marzano (guidasenzapatente): Io, papà spatentato
Si dice spesso che nessuno ti insegna a diventare genitore, anzi che ci vorrebbe un corso, una patente.Daniele ha deciso insieme alla sua compagna Mickol che in realtà il loro cammino di genitorialità sarebbe stato una "Guida senza patente", perché è solo così, guidando senza patente e senza freni che si può vivere la parte più bella della vita. Papà di tre bambini, tre maschi, Daniele non sentiva le coordinate che tipicamente vengono associate alla paternità, cucite su di lui. E per vivere al meglio la parte più bella di questo viaggio, ha voluto liberarsi di quelle sovrastrutture e stereotipi che tanto gli stavano stretti. Gli ho chiesto di raccontarmi cosa significa crescere dei figli maschi all’interno del valore della parità di genere.Abbiamo parlato di educazione affettiva e della necessità di manifestare le proprie emozioni.Tra un cambio pannolino che si è rivelato un momento di cambio incredibile di vita e una battaglia per mettere i fasciatoi anche nei bagni degli uomini, Daniele sta abbattendo muri e pregiudizi per una narrazione della paternità diversa e più attinente al reale.
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Ep.14 Zaira Schauwecker: oltre al rosa e al blu
La parità di genere può far paura? Sembra una domanda bizzarra la mia eppure molte volte, quando si parla di questo tema, ci sono tanti preconcetti. In questo episodio vi presento la storia di Zaira Schauwecker e del suo percorso di maternità che si è realizzato dopo diversi tentativi di PMA. Zaira ha approfondito i temi della parità di genere perché si è resa conto di come gli stereotipi di genere si riversino su bambine e bambini, ancor prima che nascano. In questo episodio abbiamo parlato dei gender reveal party e di come queste feste veicolino un’immagine stereotipata di genere, dalle principesse e unicorni alle pistole e razzi. Ma non ci siamo fermate al blu e al rosa, abbiamo parlato anche di rientro al lavoro, della connessione tra la cura dell’ambiente e la parità di genere, di accudimento -tra biologia e cultura- e di gonne indossate da bambini (con annesse reazioni).Le bambine e i bambini possono scegliere tra le opzioni che gli diamo in quanto società e in quanto famiglia. Ma si può davvero parlare di libertà di scelta quando le opzioni sono tanto stereotipate? Vi invito ad ascoltare questa storia perché penso vi suggerirà delle nuove domande e magari delle nuove opzioni da offrire.
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Ep. 13 Valentina Schifilliti (larotten): un’infanzia dalla quale non dover guarire
“Quando sarai mamma cambierai idea” “Dici così adesso, ma poi ne riparliamo” Quante volte ci è capitato di ascoltare queste frasi ancor prima di diventare genitore? E quante volte invece ci siamo ritrovati a smentire queste affermazioni, magari proprio con la nostra esperienza? Quando Valentina, meglio conosciuta come La Rotten, è diventata mamma di Mia, ha scritto un nuovo capitolo della sua vita, senza cadere nella narrazione edulcorata della maternità. Anche perché le zone d’ombra esistono e non dobbiamo per forza ometterle o raccontarle in modo diverso. Basta perseguire una narrazione onesta, autentica. Con Valentina abbiamo parlato di temi importanti come l’uso della tecnologia da parte dei più piccoli, l’identità digitale, il consenso, i nuovi e vecchi modelli educativi a confronto. “Un’infanzia dalla quale non dover guarire” questa frase è diventata il titolo di questo episodio e sarebbe bello che questa promessa che Valentina ha fatto a sua figlia, diventi un regalo per tutte le generazioni che verranno. PS al momento della registrazione di questo episodio Valentina non ricordava dove avesse letto questa frase. Ora posso dirvi che queste parole appartengono a Camilla Stellato, a cui va tutta la nostra gratitudine.
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Ep. 12 Irene Alison: la madre attesa
La storia di Irene è quella di un viaggio iniziato nel 2019, che da Bogotà ha portato a Roma la piccola Lina Isabel. Quando si parla di adozione, solitamente pensiamo a percorsi lunghi, a volte difficili, che culminano nell’incontro con il proprio figlio o figlia. Ma da dove partire? A chi rivolgersi? Per Irene la vera sfida è iniziata dal momento successivo all’incontro con sua figlia, quando da un giorno all’altro si è sentita ripetere le parole “mamma, mamma, mamma”, facendola vivere in bilico tra un desiderio finalmente avverato e una sensazione di schiacciamento in un ruolo per il quale, lo sappiamo bene, non abbiamo un vero manuale d’istruzioni. In questo episodio abbiamo parlato adozione ma anche di aspettative della società sul ruolo di madre. Abbiamo detto forte e chiaro che è normale avere un po’ di nostalgia della nostra vita precedente. La maternità è un cammino in continua costruzione, e la storia di Irene ci aiuta a fare chiarezza non solo sul tema dell’adozione ma anche a creare una narrativa più autentica della maternità.
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Ep. 11 Arwa Waheed: la cameretta vuota
Si parla di lutto perinatale quando si perde un bambino durante la gravidanza, il parto o qualche tempo dopo la nascita. Anche se ci sono definizioni più accurate in base al momento in cui il tutto accade, l’intensità di un dolore, comune a tante donne, non si misura in settimane di gestazione. Perché si parla così poco del lutto perinatale? Perché esiste ancora un tabù su questo argomento? Perché sono storie che raccontiamo a voce bassa? Per cercare anche io di rompere con questo tabù ho voluto incontrare Arwa, una mamma che dopo due interruzioni di gravidanza ha vissuto 9 mesi di attesa e un parto. Tutto nella norma, sembrava. Eppure il cuore del piccolo Almir ha cessato di battere pochi giorni dopo la sua nascita. “Uno su un milione” le dicono i medici. Ma statistiche di questo tipo non fanno altro che appesantire una notizia che rimarrà per sempre nella vita di questi genitori. C’è bisogno di coraggio per accettare un lutto perinatale e rialzarsi. Ce n’è ancora di più bisogno per testimoniare. Ma Arwa si è aperta al microfono di Grembo con grande coraggio: la sua storia vuole essere una luce che dà forza a lei e a tutte le donne che sono o potrebbero trovarsi in questa situazione. Un consiglio prima di iniziare: questo episodio tratta di argomenti molto sensibili e dolorosi: assicuratevi di ascoltarlo in buone condizioni. Se sei una mamma o un papà che sta vivendo un lutto perinatale, non fermarti a queste parole e ricerca un percorso approfondito con un professionista competente che ti possa aiutare nella guarigione. Ti segnalo in particolare https://www.ciaolapo.it/
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Ep. 10 Diego Di Franco: non chiamatemi "mammo"
Facciamo un esercizio: pensate ad un “detto” che riguarda la figura della mamma.A me viene subito in mente “Di mamma ce n’è una sola” oppure “la mamma è sempre la mamma”. Questi detti nascondono dietro di sé secoli di una cultura patriarcale che hanno affidato alla madre il ruolo di figura genitoriale di riferimento. Quando nasce un bambino, nonostante l’obbligo oggi in Italia, solo il 35% dei papà usufruisce del congedo parentale.Eppure aldilà dei numeri, è evidente che il cambio culturale sulla paternità è ormai in atto: i papà sono sempre più partecipi nella vita dei loro figli.Perché allora ci capita ancora di sentire definizioni infelici come “mammo” oppure “papà-baby sitter”?Diego di Franco, conosciuto anche come “Il Meraviglioso mondo dei papà”, ci ricorda che esiste già una parola bellissima per indicare la figura maschile che si occupa dei figli: papà.E a proposito di definizioni, Diego ne ha scelta una, in inglese, che è “Stay at home dad”.La sua storia infatti è quella di un papà che con l’arrivo dei figli ha scelto di stare a casa, mentre la moglie svolge la sua professione di ingegnera. In questo episodio abbiamo parlato di stereotipi di genere, di suddivisione dei compiti, di trend su TikTok che non fanno bene alla salute. E ancora, dell’immagine di una madre troppo idealizzata e quella di un padre troppo denigrato. La parità di genere inizia a casa e continua nella società. Sappiamo che ci vuole del tempo per far cadere uno ad uno gli stereotipi.Ma con la sua preziosa testimonianza, Diego sta dando un colpo di acceleratore.
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Ep.9 Annalisa Monfreda: come mi sono liberata dal carico mentale
Ripetiamolo tutti insieme: il multitasking non esiste!È impossibile fare due azioni contemporaneamente. È il nostro cervello che passa molto velocemente da un’azione all’altra. Oggi però, attraverso la storia di Annalisa Monfreda, vi vorrei raccontare di un altro nostro acerrimo nemico: il carico mentale.Annalisa è una donna emancipata, ha sposato un marito femminista e sta crescendo le sue due figlie libere. Nonostante questo quadro, che può sembrare idilliaco, lei stessa è caduta vittima dell’organizzazione mentale che c’è dietro ogni attività. In questo episodio abbiamo parlato di quanto sia necessario creare una narrazione più autentica. Ok alla straordinarietà di alcune donne, ma abbiamo bisogno anche del racconto di una normalità, una normalità autentica, non finta né mediata dai social. Ho chiesto ad Annalisa di raccontarmi come ha trovato l’equilibrio nella coppia, mantenendo i propri spazi e desideri. Non vi darò ora una risposta semplice perché voglio invitarvi ad ascoltare l'episodio. Ma posso anticiparvi un’immagine: “rendere visibile l’invisibile”.
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Ep.8 Francesca Ghelfi (leguminosa): relazioni nutrienti
Quando nasce un bambino sono molti i genitori che si sentono raccomandare pratiche e buone abitudini, soprattutto quando si parla di alimentazione.Si inizia fin dai primi attimi di vita, ci si ritrova davanti a due strade: allattamento al seno o biberon?Ho incontrato Francesca Ghelfi, in arte “Leguminosa”, mamma di due bambini e nutrizionista.Il cibo ci accompagna ogni giorno da quando nasciamo. Ma invece di pensare alle tabelle e ai modelli, Francesca mi ha ricordato che il cibo racchiude in sé storia, cultura, accoglienza e tutta una serie di valori che trasmettiamo ai nostri figli.Abbiamo parlato della sua missione che non è solo di suggerire i giusti nutrienti ma di far sentire accolti i bambini.Una cosa non scontata per la nostra generazione. In questo episodio abbiamo immaginato il futuro, quello che stiamo costruendo ogni giorno per i nostri figli attraverso le nostre scelte, non solo in termini di alimentazione. Per esempio, ci siamo dette che non basta avere una cucina giocattolo per sollevare automaticamente la responsabilità che hanno le donne nella cura domestica. Abbiamo parlato di spazio, di quanto sia importante pensare nuovamente la comunità per ritrovare quel villaggio che oggi non c’è più. I nostri bambini sono alla base della società: ricordiamoci del futuro. --"Grembo, racconti di pancia" è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace. Questo episodio è stato realizzato insieme a Mustela. Il montaggio è di Agustina Arevalos. Le musiche è "La jardinera"ed è interpretata da Pablo Sepulveda Godoy. L'illustrazione è di Giulia Rosa.
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Ep. 7 Matteo Bussola: la mia paternità inattesa
L’unica cosa che arriva nella tua vita per non andarsene più sono i figli. Questo pensiero può far paura, soprattutto se a farlo è una persona che nella vita ha una certezza: non voglio diventare genitore. Matteo Bussola non solo è diventato papà di tre bambine ma non ha voluto arrendersi alla narrazione che solitamente veniva accostata alla paternità. Si è liberato da quella che lui stesso ha definito come “la presunzione di sapere con incontrovertibile certezza quello che vogliamo e quello che ci serve”Ho chiesto a Matteo di raccontarmi come la sua vita si è trasformata, se è vero che la qualità del tempo che trascorriamo con i nostri figli è più importante della quantità. Abbiamo parlato di cose da maschi e cose da femmine. Gli ho chiesto perché suona strano sentire le parole: “sindaca”, “avvocata”, “ingegnera”.La sua paternità inattesa è stata l’esperienza che gli ha permesso di cambiare lo sguardo sul mondo, di definire nuove priorità, di acquisire tutta una serie di abilità che lo hanno fatto migliorare anche come professionista. Matteo è uno scrittore e illustratore. Vive di storie. E le storie formano il nostro immaginario, creano aspettative e contribuiscono a creare la realtà. Buon ascolto!---"Grembo, racconti di pancia" è un podcast originale LUZ, di Anna Acquistapace.Questo episodio è stato realizzato insieme a Mustela.Il montaggio è di Agustina Arevalos.La musica è "La jardinera" ed è interpretata da Pablo Sepulveda Godoy.L'illustrazione è di Giulia Rosa.
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Ep. 6 Zenos Room: il gioco è un lavoro serio
Il gioco è il lavoro del bambino: questo è uno dei mantra di Maria Montessori, che in questo episodio la sentirete chiamata in causa come “zia Mary”. A darle questo titolo è Anna, meglio conosciuta su Instagram come “ZenosRoom”. Mi ha raccontato in modo genuino, a volte molto diretto e senza filtri, di come ogni giorno si impegna affinché suo figlio possa vivere al meglio il momento del gioco.Lontano da un mondo instagrammabile, pinteristiano e beige, se scorrete il suo profilo Instagram troverete un arcobaleno di giochi, di libri, di idee ma anche di riflessioni molto serie che nascono dal suo quotidiano di mamma. Anna lavora ogni giorno per fare in modo che lo spazio fisico ma anche quello mentale sia ordinato e funzionale, lontano dal mito della performance. Nella nostra chiacchierata siamo passate dalla gestione delle emozioni a come affrontare episodi di bullismo fino al rischio di un trend come la “child free zone”. Anche se abbiamo parlato di mondo degli adulti e mondo dei bambini, la sensazione che ho avuto dal nostro incontro è che il mondo è comunque uno solo.Un mondo dove i bimbi devono essere trattati in quanto tali e non come adulti da plasmare.---Grembo, racconti di pancia è un podcast originale LUZ, di Anna AcquistapaceQuesto episodio è stato realizzato insieme a MustelaIl montaggio è di Agustina ArevalosLa musica è "La jardinera" ed è interpretata da Pablo Sepulveda GodoyL'illustrazione è di Giulia Rosa
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Ep. 5 Marta Valagussa: la mia battaglia contro la gestosi
Uno schema che si ripete: studi-laurea-fidanzamento-matrimonio-figli-lavoro.Quando vogliamo a fare in modo che la nostra vita sia una linea retta, rischiamo di perdere di vista le curve, gli spigoli, i cambi di direzione. Sono le aspettative che gli altri hanno su di noi che ci rallentano.Questa cosa, Marta, l’ha capita bene.Diventata mamma a 25 anni, ha dovuto affrontare una malattia, la preclampsia, detta anche gestosi. Ecco la prima aspettativa che non si realizza: quella di un corpo che, nonostante la giovane età, ha dovuto affrontare una malattia, la cui unica cura è il parto.Alessia nasce prematura e con lei nasce una mamma, che deve combattere il senso di colpa per non essere riuscita a tenerla in pancia un po’ di più. Poco dopo arriverà un’altra bambina, Elena.“L’amore si moltiplica”, vero, ma il tempo, quello no. Tutto può diventare ancora più complesso se nella coppia non si riesce a ritrovare quella complicità che ti aiuta a superare i momenti più difficili.In questo episodio abbiamo anche parlato di violenza, che ha molti volti, così come di egoismo, che non è necessariamente qualcosa di negativo.Vi invito ad ascoltare questo episodio tenendo a mente l’eredità che Marta vorrà lasciare alle sue figlie: non c’è alcuna aspettativa, crescete libere, di sbagliare, di tornare indietro e di ripartire.--Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna AcquistapaceIl montaggio è di Francesco Carella La musica è "La jardinera", interpretata da Pablo Sepulveda Godoy
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Ep.4 Alice Siracusano: ho capito che non volevo un figlio
Avere figli non deve essere un obbligo. Anche in tempi di denatalità. Nella scelta consapevole di non fare figli c’è ben poco di semplice perché da sempre le donne childless hanno dovuto trovare delle ragioni per giustificare le loro scelta. Mentre è difficile che succeda il contrario.Ho incontrato Alice Siracusano per farmi raccontare il percorso che l’ha portata a decidere che la maternità avrebbe preso un’altra forma rispetto al generare un figlio. In questo episodio abbiamo parlato del condizionamento che le donne vivono già dall’arrivo delle prime mestruazioni e dell’aspettativa implicita che questa cosa porterà ad altro.Abbiamo messo a fuoco la differenza tra il dovere di fare un figlio e il desiderio di averne.Abbiamo percorso la strada intrapresa da Alice, da sola ma anche insieme al suo compagno. Il desiderio di diventare madre, padre (o meno) può nascere dalla pancia. Ma deve essere esplorato, approfondito. Perché il “prendersi cura” può vivere anche attraverso altre forme. — Grembo è un podcast originale LUZ di Anna AcquistapaceIl montaggio è di Francesco CarellaLe grafiche sono di Agustina Arevalos La musica è “La jardinera”, una versione interpretata da Pablo Sepulveda GodoyL’illustrazione è di Giulia RosaSe ti è piaciuto questo episodio condividilo con i tuoi amici via WhatsApp, Facebook, Instagram, Telegram. Se vuoi scrivermi: [email protected] Mentre su Instagram mi trovi come: www.instagram.com/acquistapace.anna
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Ep. 3 Chiara Mirelli: mamma sola per scelta
Quanto può far paura diventare mamma da sola? Quanto tempo ci può volere? E quanto costa? La storia di Chiara, madre a 45 anni grazie all’ovodonazione, è l’esempio che quando si decide di avere un figlio, i timori e le paure possono lasciare spazio al coraggio e alla bellezza.
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Ep. 2 Gaia Rota (la tenda in salotto): la sua famiglia ribelle
Un biglietto per la Palestina in mano (per diventare fotoreporter di guerra) e un test di gravidanza positivo nell’altra. Quando la vita ti mette davanti a un bivio possiamo viverla come la rinuncia di una strada oppure come una possibilità che la vita ti sta offrendo. È questa la storia di Gaia, diventata mamma per la prima volta a 23 anni. Eppure quando la sua vita sembrava aver preso quella direzione, si è trovata a dove cambiare strada nuovamente. Le etichette però, si sa, non funzionano. Da mamma single, Gaia è diventata mamma di una famiglia numerosa, perché dall’incontro con Michele sono nati tre figli. Davanti a questo microfono abbiamo parlato di scelte, di crescita, della responsabilità nel crescere un figlio maschio e di identità digitale. Quando Gaia mi ha raccontato uno di quei momenti di bivio, mi è piaciuta l’immagine che mi ha descritto: quella del tramonto che ricadeva sulla giusta direzione che avrebbe preso di lì a poco: verso Lecco la sua città d’origine, dove sarebbe ritornata, dove c’era un ancora un po’ di luce.--Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna AcquistapaceIl montaggio è di Francesco CarellaLa musica è "La jardinera"una versione interpretata da Pablo Sepulveda Godoy
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Ep. 1 Gaia Spizzichino (normalize normal homes): una pancia normale
La normalità non fa notizia: è quella che viviamo ogni giorno. Eppure siamo sicuri che per questo sia meno interessante?I nove mesi di gravidanza sono il periodo in cui accogliamo una vita che cresce giorno per giorno dentro di noi.Ma è anche il tempo che ci è concesso per preparaci ad un cambio radicale della vita: diventare madre. Gaia è una sostenitrice convinta della normalità, ma la gravidanza per definizione è un evento straordinario per chi la vive! La incontro che è al settimo mese: è in attesa della sua prima figlia.In questo episodio racconterà di momenti di grande euforia e gioia, come quelli che accompagnano la scoperta di un test finalmente positivo, ma anche di timori e preoccupazioni, ad esempio di quello che sarà l’”evento parto”. Con la sua ironia e il suo particolare sguardo sul mondo, Gaia ci restituisce un po’ di sana realtà, di quella che è un’esperienza totalizzante della propria vita. Perché sì, è vero, quando si parla di maternità è facile diventare monotematici.Ma capiremo presto che la retorica della performance, che tutte le donne devono vivere, ha nel periodo della maternità un’ottima palestra.--Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna AcquistapaceIl montaggio è di Francesco CarellaLa musica è "La jardinera" una versione interpretata da Pablo Sepulveda Godoy
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Grembo, il trailer
Benvenut* su Grembo, racconti di pancia!In questo podcast vi accompagnerò attraverso storie di donne che condivideranno il loro racconto di pancia. Lo farò mettendo da parte i preconcetti per raccontare una maternità diversa, senza filtri, senza giudizi. Il Grembo è il luogo da cui tutti noi veniamo, il nostro porto sicuro. Ma è anche la nostra finestra sul mondo.-- Grembo è un podcast originale LUZ, di Anna AcquistapaceIl montaggio è di Francesco CarellaLa musica è "La jardinera" una versione interpretata da Pablo Sepulveda Godoy
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ABOUT THIS SHOW
Ciao, io sono Anna Acquistapace e questo è Grembo, racconti di pancia. Ti parlerò di genitorialità e di tutti quegli aspetti che, a volte, o forse troppo spesso, non vengono a galla. Abbiamo una visione edulcorata della maternità: le donne devono saper conciliare saggiamente genitorialità, relazioni, lavoro. In questo podcast voglio dare voce a persone che raccontano la loro storia di maternità e paternità senza filtri e senza giudizi.Non dispenseremo consigli o buone pratiche, e questa è una promessa. L’obiettivo è aiutare, ispirare, avvicinare e far sentire meno sole le persone.
HOSTED BY
Anna Acquistapace
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