Il Terzo Giorno - La mostra a Parma

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Il Terzo Giorno - La mostra a Parma

Il Terzo Giorno è il primo grande passo di Parma come Capitale della Cultura 2020. La mostra vuole offrire alla città uno sguardo nuovo e inaspettato sul tema della sostenibilità: 40 grandi artisti internazionali tra Arte e Natura.Abbiamo raccolto i commenti del curatore Didi Bozzini in esclusiva durante l'allestimento della mostra: scopri dalla sua viva voce le opere dei grandi artisti in mostra: Gilberto Zorio, Jan Fabre, Jimmie Durham, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, John Isaacs, Gavin Turk, Ryan Mendoza.La mostra è al Palazzo del Governatore, Parma, fino al 1° luglio.Per informazioni e ticket: http://www.ilterzogiorno.itSeguici su Facebook, Twitter e Instagram per tutti gli aggiornamenti.

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    Jonas Burgert, Koen Vanmechelen, Dinos e Jake Chapman, Jane Alexander

    Didi Bozzini racconta Jonas Burgert, Koen Vanmechelen, Jake e Dinos Chapman, Jane Alexander e la post-umanità.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 11 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche (1)Koen Vanmechelen (1965) è un artista concettuale. Il suo lavoro affronta due temi princi- pali, diversità e identità bioculturali. Nei tre progetti 'Cosmopolitan Chicken Research Project', 'Cosmogolem' e 'The Walking Egg', l’artista ha intrapreso una complessa ricerca sulla fertilizzazione puntando a creare generazioni di galline ibride, coinvolgendo esem- plari regionali e internazionali e incrociandoli a livello mondiale.«Polli e uova, causa e conseguenza, costruzione e distruzione. L’uovo come simbolo del futuro ma anche come retaggio del passato e limite da superare. La fecondazione e l’ar- ricchimento arrivano sempre dall’esterno, e non si sa mai con esattezza quale ne sarà il risultato. Il mio è un progetto che invita a riflettere su questioni attuali come la globaliz- zazione, il meticciato, il razzismo, la manipolazione genetica e la clonazione».Negli ultimi dieci anni l’artista ha collaborato con scienziati di diverse discipline, e questo gli è valso il conferimento della laurea honoris causa presso l'Università di Hasselt (2010) e il premio Golden Nica Hybrid Art nel 2013.Note Biografiche (2)Nati in Inghilterra, Dinos a Londra nel 1962, Jake a Cheltenham nel 1966, alla fine dei loro corsi di studio nel 1992, prima alla University of East London e poi al Royal College of Art, intraprendono un sodalizio artistico. La loro arte non è un gioco di orrore e trasgressione fatto per stupire o per scandalizzare, quanto piuttosto una complessa riflessione su un mondo che, in forme diverse, ripropone gli orrori da sempre registrati dalla storia.I due artisti denunciano le ipocrisie dell’epoca contemporanea, sfidando i tabù sociali e politici, abbattendo ogni barriera concettuale, provocando il pubblico con humor graffiante. Tra gli artisti più irriverenti nel novero degli Young British Artists, Jake e Dinos catturano l’attenzione della critica con Disasters of War (1993), un diorama composto da sculture di plastica basate su una serie di incisioni di Goya, uno degli artisti, con Dalì e Bosch, al quale i due fanno spesso riferimento. Attraverso una pratica che si avvale di opere grafiche, sculture, installazioni, i Chapman indagano i temi della morale, della politica, della religione, della violenza e della sessualità creando mondi in cui inquietanti creature convivono con citazioni dalla storia dell’arte, fatti di cronaca e riferimenti alla cultura popolare. Hanno tenuto mostre nei principali musei del mondo, dalla Tate Britain di Londra al PS1 di New York con partecipazioni alle Biennali di Venezia e Sidney.Note Biografiche (3)Nata a Johannesburg nel 1959, Jane Alexander vive e lavora a Cape Town. Fin dai suoi esordi negli anni ’80, quando il Sud Africa era ancora sotto il regime dell’apartheid, si è mostrata sensibile a tematiche socio-politiche e a tutte le forme e strutture dell’esercizio del potere, dell’oppressione e del controllo. Le sue sculture sono realizzate con gesso, fibra di vetro, vernici, oggetti trovati, di tanto in tanto osso e ‘oggetti di scena’ come sedie, panchine, munizioni, recinzioni, machete e falci. Il suo universo di uomini-animali esemplifica la gamma di motivazioni che guidano l’agire umano e che vanno dalla razionalità all’istinto, ricollocando appunto l’uomo all’interno del mondo animale. Nonostante la matrice locale dei temi alla base del lavoro dell’artista, l’apartheid, il cambiamento sociale e politico post-coloniale e la presunta democratizzazione, l’opera prevarica il localismo tematico e sfocia in una riflessione universale sulla crescente ossessione globale per la sicurezza e le nuove forme di oppressione ed isolamento di gruppi etnici e minoranze. Le figure umanoidi trasmettono un senso di spersonalizzazione e annichilimento: il corpo umano dalla testa di cane, di scimmia, di uccello o di coniglio, gli sguardi vitrei persi nel vuoto, sembrano quasi la materializzazione realistica di un subconscio onirico. L’installazione “African Adventure 1999-2002” fa parte della collezione permanente della Tate Modern di Londra, nella sezione dedicata ad Artisti e Società.Note Biografiche (4)Jonas Burgert nasce nel 1969 a Berlino e studia presso l'Universität der Künste. Le sue opere rispecchiano una visione dell’esistenza umana come rappresentazione teatrale. La sua ricerca ha a che fare con ogni sfera della ragione, dell’immaginazione e del desiderio e si traduce in tele spesso imponenti, affollate di figure fantastiche dalle proporzioni diverse: scimmie e zebre, scheletri e arlecchini, amazzoni e bambini. Questi dinamici scenari pittorici generano un senso di forte inquietudine in chi guarda: i soggetti raffigurati indossano maschere e costumi, ci sono pareti e pavimenti che si squarciano rivelando cumuli di corpi o pozze di liquidi. Scandagliare compulsivamente la realtà è la passione e l’ossessione dell’artista. Burgert privilegia l’analisi dei grandi temi esistenziali, in un percorso di approfondimento che non disdegna di avventurarsi in territori ignoti per esplorare sentimenti, emozioni, ossessioni, demoni. Lo spettatore si confronta con un mondo caotico, che riecheggia la confusione e l’ansia degli eventi del presente e rimane senza un saldo punto di appoggio.

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    John Isaacs (parte 3)

    Didi Bozzini racconta John Isaacs.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 10 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheJohn Isaacs (Lancaster,1968) è un artista eclettico che dopo gli inizi vicini al linguaggio dissacrante degli Young British Artists, ha sviluppato in maniera coerente un interesse verso la poesia e il potere evocativo dell’oggetto, quasi sempre creato o ricreato attraver- so diverse tecniche scultoree. In più di venti anni di attività ha utilizzato tecniche espressive differenti, pittura, scultura, collage, fotografia, e materiali di diversa natura: tessuto, cera, bronzo, neon e ceramica. Mantiene, della sua formazione scientifica, una particolare sensibilità per l’esplorazione e la comprensione dei misteri della natura umana. Il suo variare da un elemento all’altro si lega ad un’incessante ricerca nell’ignoto mondo della natura, esplorando le complesse tematiche che si legano alle incognite del destino, ai paradossi dell’esistenza, alle diffi- coltà della vita moderna. Le sculture spesso grottesche, affascinanti e tecnicamente perfette, sono una critica verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi, il consumismo, l’inquinamento. Tra le sue opere più note “The architecture of empathy”, una grande scultura in marmo di Carrara realizzata nel 2013 che riproduce in maniera perfettamente riconoscibile le forme della “Pietà” di Michelangelo, ma ricoperte e celate da un panneggio marmoreo.

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    Dorothea Lange

    Didi Bozzini racconta Dorothea Lange.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 8 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheDorothea Lange nasce nel 1895 a Hoboken, nel New Jersey. Dopo aver frequentato la Columbia University e i corsi di Clarence H. White, comincia la carriera da freelance a San Francisco. Nel 1934, affiancata dall'economista P. Taylor, riceve dal governo americano l'incarico di documentare le misere condizioni dei lavoratori agricoli stagionali. L'inchiesta, di cui rimane testimonianza nel volume Dorothea Lange: Farm security photographs, 1935-39, avrebbe ispirato il romanzo più famoso di J. Steinbeck, Furore. Nel 1942, dopo l’attacco dei giapponesi a Pearl Harbor, un’agenzia del governo la incarica di fotografare la deportazione nei campi di internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese. Negli anni cinquanta Dorothea Lange lavora spesso per la rivista Life, ed Edward Steichen la include nella storica mostra The family of man. Nel 1947 collabora alla nascita della celebre agenzia Magnum e nel 1952, è tra i fondatori della rivista “Aperture”.Qualche mese dopo la sua morte, l’11 ottobre 1965, il Moma di New York ne espone una grande retrospettiva, la prima dedicata a una donna nella storia del museo.

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    Ryan Mendoza

    Didi Bozzini racconta Ryan Mendoza.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 7 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheNato nel 1971 a New York, la storia personale di Mendoza si intreccia successivamente ai due estremi dell’Europa, Napoli e Berlino, le due città in cui fino ad oggi ha vissuto e lavo- rato. Nelle sue opere rappresenta teatralità complesse, modella anatomie, dosa colori, calibra luci, attinge a un ricco archivio di memorie, confondendo antica sapienza pittorica e azzardi contemporanei. L’attenzione dell’artista si concentra particolarmente sui ritratti nei quali compie stravolgimenti e alterazioni: esibisce sproporzioni prospettiche, rivela dissonanze anatomiche, manifesta distonie tra i personaggi in primo piano e gli sfondi. I suoi personaggi appaiono «posseduti» , non a caso il titolo della personale del 2010 al Muse d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli è “The possessed”. Una parte fondamentale della sua ispirazione deriva da vecchie fotografie comprate nei flea market e dalle quali prende in prestito suggestioni ed immaginari. Nel 2015 l’artista ha pubblicato il suo primo romanzo “Tutto è mio” presso Bompiani, un racconto autobiografico che è cronaca affettiva, lucida e lancinante. Negli ultimi due anni ha suscitato grande clamore l’operazione compiuta acquistando la casa di Rosa Parks che Mendoza ha trasportato dagli Stati Uniti in Europa per esporla prima a Rotterdam e poi a Berlino.

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    Simone Racheli

    Didi Bozzini racconta Simone Racheli.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 6 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheSimone Racheli nasce a Firenze nel 1966, frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma in pittura. Nel 1994 si trasferisce a Roma e in seguito a Parma, dove vive e lavora. Installatore, scultore e disegnatore, ha esposto in Italia e all'estero. E’ stato invitato alla Biennale nel 2011, Padiglione Emilia Romagna, e inserito nella collezione permanente del M.E.F.I.C., il museo di scultura figurativa di Murcia. Da un lato, l’artista riprende le più antiche tecniche di descrizione anatomica, e persino i materiali più classici quali la cera, dall’altro lato si confronta con le rivoluzioni che idee conso- lidate come quella di corpo o di organo hanno subito ad opera delle biotecnologie e ne raffigura i possibili quanto perturbanti risultati.

  6. 20

    Roger Ballen

    Didi Bozzini racconta Roger Ballen.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 5 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheRoger Ballen nasce a New York nel 1950, ma da più di trent’anni vive e lavora in Sud Africa. È tra i fotografi più influenti del ventunesimo secolo e le sue fotografie attraversa- no oltre quarant’anni di storia. I sui lavori provocano gli spettatori ad affrontare un viaggio nella mente. Il suo stile particolare si è evoluto gradualmente; dagli anni ‘90 sviluppa un nuovo linguaggio che l’artista descrive con le parole ‘documentary fiction’. Dopo il 2000, le persone che scopre e documenta ai margini di Johannesburg diventano protagoniste delle serie Outland (2000) e Shadow Chamber (2005). Nei successivi lavori, Boarding house (2009) e Asylum of the Birds (2014) il confine tra fantasia e realtà è sempre più impercettibile, l’artista crea elaborati set utilizzando schizzi, dipinti, collage e tecniche scultoree. Il contributo di Ballen non si limita alla fotografia di posa ma è autore di accla- mati cortometraggi (tra cui I fink you freeky, video clip del 2012 creato per il gruppo Die Antwoord). Ultimi suoi lavori in data sono The House project , Theater of the Apparitions e Ballenesque.

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    John Isaacs (parte 2)

    John IsaacsDidi Bozzini racconta John Isaacs.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 4 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheJohn Isaacs (Lancaster,1968) è un artista eclettico che dopo gli inizi vicini al linguaggio dissacrante degli Young British Artists, ha sviluppato in maniera coerente un interesse verso la poesia e il potere evocativo dell’oggetto, quasi sempre creato o ricreato attraver- so diverse tecniche scultoree. In più di venti anni di attività ha utilizzato tecniche espressive differenti, pittura, scultura, collage, fotografia, e materiali di diversa natura: tessuto, cera, bronzo, neon e ceramica. Mantiene, della sua formazione scientifica, una particolare sensibilità per l’esplorazione e la comprensione dei misteri della natura umana. Il suo variare da un elemento all’altro si lega ad un’incessante ricerca nell’ignoto mondo della natura, esplorando le complesse tematiche che si legano alle incognite del destino, ai paradossi dell’esistenza, alle diffi- coltà della vita moderna. Le sculture spesso grottesche, affascinanti e tecnicamente perfette, sono una critica verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi, il consumismo, l’inquinamento. Tra le sue opere più note “The architecture of empathy”, una grande scultura in marmo di Carrara realizzata nel 2013 che riproduce in maniera perfettamente riconoscibile le forme della “Pietà” di Michelangelo, ma ricoperte e celate da un panneggio marmoreo.

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    Gavin Turk

    Didi Bozzini racconta Gavin Turk.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 4 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheGavin Turk, nato nel 1967, rappresenta una figura preminente all’interno della generazione di artisti a lui contemporanei, pioniere in molte forme di scultura tra cui il bronzo dipinto, la cera, i riferimenti “distorti” al passato artistico e l’uso dei rifiuti nell’arte.Le installazio- ni e sculture di Turk contemplano i concetti di autorialità, autenticità e identità. E’ sensibile al tema del “mito” dell’artista e della paternità dell’opera. Diventa celebre nel 1991 per la sua tesi di diploma al Royal College of Art con l’opera denominata “Cave” che consiste solamente in una stanza imbiancata contenente una targa commemorativa “Gavin Turk ha lavorato qui 1989-91”. Immediatamente guadagna notorietà e viene incluso in numerose esibizioni degli Young British Artists. Le sue opere sono da allora collezionate ed esposte nei più importanti musei e gallerie del mondo.Turk è stato recentemente incaricato di realizzare sculture pubbliche tra cui “L'Âge d'Or” (2016), situata nell’ala sud del Press Centre Building nell’ Olympic Park, e “Nail”, una scultura di dodici metri situata al One New Change di Londra a fianco della St. Paul’s Cathedral.

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    Andrea Marescalchi

    Didi Bozzini racconta Andrea Marescalchi.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 13 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheAndrea "Bobo" Marescalchi nasce a Roma il 14 Settembre del 1954. Frequenta il liceo artistico di Firenze e successivamente l'Accademia delle Belle Arti, che abbandonerà dopo pochi mesi. Lavora come assistente di Alighiero Boetti e Sol Lewitt. Inizia nel 1975 con dei lavori di grafica, si interessa all'arte calligrafa orientale e si allena a replicare la velo- cità del gesto scrittorio approfondendo e studiando tecniche e materiali. Sviluppa uno stile in cui l’oggettività dell’immagine si lega ad elementi inaspettati: carte da gioco, quadrati magici, forme geometriche, numeri simbolici che si sovrappongono a colori (giallo, blu e rosso soprattutto) sull’immagine di base eseguita a china, con toni di nero e grigio. È affascinato dalla matematica, dalla simbologia numerica, dalla ripetitività e dalla perfezione aritmetica. Nel 2002 si stabilisce nello studio di Borgo Albizi a Firenze dove continuerà a lavorare fino agli ultimi giorni della sua vita. Muore a Firenze il 5 Dicembre del 2015.

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    Alighiero Boetti

    Didi Bozzini racconta Alighiero Boetti.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 12 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheAlighiero Boetti nasce il 16 dicembre del 1940 a Torino. Del 1967 la prima esposizione alla galleria Christian Stein di Torino e poi un'altra alla Bertesca di Genova, quasi l'atto di nascita dell'Arte Povera, visto che è in quell'occasione che Germano Celant traccia le coordinate del movimento. Dal 1972 si reca almeno due volte l'anno in Afghanistan. Disegna, e le donne afgane compongono su quei disegni arazzi ricamati. Sono anche gli anni dei cartoni a penna biro “Mettere al mondo il mondo”: l'artista coinvolge la manualità di altre persone nel completare i disegni. Arrivano le prime mostre personali all'estero: al Kunstmuseum di Lucerna poi alla Kunsthalle di Basilea, nel 1974 e nel 1978. Alighiero Boetti ha esposto nelle mostre più emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969) a Contemporanea (1973), da Identité italienne (1981) a The italian metamorphosis 1943-1968 (1994). Alla metà degli anni Ottanta scrive con la sinistra, crea mosaici, in Giappone realizza lavori su carta di riso, riproduce a matita copertine di riviste e periodici. Il 1990 è l'anno della consacrazione alla Biennale di Venezia: avrà una sala personale e il Premio speciale della giuria. Quando la rassegna “Sonsbeek '93” espone il suo autoritratto all'artista viene diagnosticata la malattia che lo condurrà alla fine. Alighiero Boetti muore il 24 aprile del 1994 a Roma.

  11. 15

    Nobuyoshi Araki

    Didi Bozzini racconta Nobuyoshi Araki.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 11 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheNobuyoshi Araki nasce a Tokyo il 25 maggio del 1940, riceve la sua prima macchina fotografica all'età di 12 anni. Nel 1963 si laurea presso l’Università di Chiba in fotografia e cinema e lavora nel campo della pubblicità. Compie il suo debutto fotografico con la serie Satchin, premiata al concorso Taiyo per giovani fotografi. Fra i temi più delicati presi in esame da Araki spicca l’antica pratica giapponese della legatura erotica definita Kinbaku-bi. Le figure femminili immortalate dall’artista esprimono un erotismo in bilico tra piacere e sofferenza, offrendo al pubblico un’esperienza visiva di forte impatto. Nel 1971 pubblica la raccolta "Sentimental Journey", in cui la sua vita personale, in particolare il matrimonio e la luna di miele con la moglie Yoko Aoki, vengono riportate in forma di diario. Araki scatta a colori e in bianco e nero, utilizza la luce naturale e anche quella artificiale del flash. Impiega molte tecniche sperimentali tra cui il collage, il fotomontaggio, il colore applicato a mano e lavora con negativi che sono volutamente danneggiati. Le aree urbane di Tokyo sono ritratte nella documentazione "Tokyo lucky hole" nata tra il 1983 e il 1985 nel quartiere a luci rosse di Shinjuku. Tra i soggetti privilegiati da Araki, i fiori appaiono insistentemente nei progetti degli anni '90 rappresentando una fusione tra eros e morte.

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    Mario Giacomelli

    Didi Bozzini racconta Mario Giacomelli.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 10 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheMario Giacomelli nasce il'1° agosto 1925 a Senigallia. Comincia come tipografo, prima operaio poi con un’impresa in proprio. La Tipografia Marchigiana di via Mastai diverrà un punto di riferimento di artisti, critici, studiosi. Con una Bencini Comet S del 1950 scatta le sue prime foto. Come “L’approdo”: una scarpa trasportata dalle onde sulla battigia. Vince il Concorso Nazionale di Castelfranco Veneto del ’55. E dal 1955 l'obiettivo sarà quello della mitica Kobell Press, da cui non si separerà più. Nascono le serie Lourdes (1957), Puglia (1958), Zingari (1958), Loreto (1959), Mattatoio (1960), Pretini (1961/63). Il Moma di New York acquisisce l’intera serie “Scanno” e alcune immagini della serie “Pretini”. Nello stesso anno Giacomelli è alla Biennale di Venezia con la serie “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”. Nel 1966 conosce Alberto Burri, nasce un'amicizia che influenzerà l'opera di quel periodo. Torna alla Biennale di Venezia nel 1978. La collabora- zione col poeta Francesco Permunian inaugura una stagione in cui lo spunto costante è la poesia: Montale, Leopardi, Cardarelli, Dickinson, Luzi,Borges. La costa adriatica di Senigallia torna protagonista della sua produzione. Nel 1986 muore la madre, uno shock che lo porta ad un ripiegamento su se stesso, le sue foto si fanno introspettive, intimistiche. Domina la chiave autobiografica. Non si muove più dalle Marche, ma la sua fama viaggia in tutto il mondo. La serie “Vita del pittore Borsari” e gli autoritratti e muri corrosi di “Poesie in cerca d’autore” sono scenari completamente costruiti da lui. Mario Giacomelli muore Il 25 novembre del 2000.

  13. 13

    Matt Collishaw

    Didi Bozzini racconta Matt Collishaw.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 4 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche - Matt CollishawNato a Nottingham nel 1966, è considerato uno tra i massimi esponenti degli Young British Artists. Le sue opere mirano apertamente a indurre nello spettatore uno shock visivo, basti pensare a ‘Bullet hole’, la controversa opera d’esordio esposta nel 1988 a Freeze e raffigurante un cranio con una ferita d’arma da fuoco. Accade così che nelle sue opere il male assuma spesso sembianze di rara potenza estetica: nella serie di collage “Insecticides”, coloratissime ali di farfalla nascondono i cadaveri di insetti schiacciati. La bellezza del lavoro di Collishaw attira per poi respingerci con più forza non appena percepiamo interamente l’opera, come gli scatti della serie “Last meal on death row”, in cui l’artista reinterpreta il genere seicentesco della natura morta fotografando gli ultimi pasti dei condannati texani alla sedia elettrica. Nel 2015 presenta alla galleria Borghese di Roma tre dipinti di Caravaggio: San Gerolamo, la Madonna dei Palafrenieri e Davide con la testa di Golia, che appaiono e scompaiono dietro le superfici di grandi specchi incorniciati così da creare l’effetto di immagini evanescenti, come fantasmi tremolanti, come fossero illu- minate dalle fiammelle di molte candele.

  14. 12

    John Isaacs

    Didi Bozzini racconta John Isaacs.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 4 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheJohn Isaacs (Lancaster,1968) è un artista eclettico che dopo gli inizi vicini al linguaggio dissacrante degli Young British Artists, ha sviluppato in maniera coerente un interesse verso la poesia e il potere evocativo dell’oggetto, quasi sempre creato o ricreato attraver- so diverse tecniche scultoree. In più di venti anni di attività ha utilizzato tecniche espressive differenti, pittura, scultura, collage, fotografia, e materiali di diversa natura: tessuto, cera, bronzo, neon e ceramica. Mantiene, della sua formazione scientifica, una particolare sensibilità per l’esplorazione e la comprensione dei misteri della natura umana. Il suo variare da un elemento all’altro si lega ad un’incessante ricerca nell’ignoto mondo della natura, esplorando le complesse tematiche che si legano alle incognite del destino, ai paradossi dell’esistenza, alle diffi- coltà della vita moderna. Le sculture spesso grottesche, affascinanti e tecnicamente perfette, sono una critica verso la nostra società, con i suoi eccessi e sprechi, il consumismo, l’inquinamento. Tra le sue opere più note “The architecture of empathy”, una grande scultura in marmo di Carrara realizzata nel 2013 che riproduce in maniera perfettamente riconoscibile le forme della “Pietà” di Michelangelo, ma ricoperte e celate da un panneggio marmoreo.

  15. 11

    Tracey Snelling (2a parte)

    Didi Bozzini racconta Tracey Snelling.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 3 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche - Tracey Snelling Nasce a Oakland in California nel 1970 e si laurea presso l’Università del Nuovo Messico. I suoi lavori sono il risultato di un insieme di tecniche tra cui fotografia, modellismo e installazioni multimediali. Indaga il mondo e l’esperienza umana, ricreando luoghi e frammenti di vita. I suoi soggetti sono vecchie insegne di motel, parcheggi desolati, edifici fatiscenti con colori e luci ”still life”. Le proiezioni sulle finestre sono scene di vecchi film. Nel 2008 realizza per Selfridges un’installazione su larga scala, “Woman on the run”, una narrazione thriller multimediale la cui protagonista è una combinazione tra una femme fatale e un’eroina noir. Tracey Snelling riproduce una realtà americana fatta di scenografie che mescolano souvenir, curiosità e voyeurismo.

  16. 10

    Olivo Barbieri

    Didi Bozzini racconta Olivo Barbieri.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 3 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheOlivo Barbieri nasce a Carpi nel 1954 e negli anni ‘70 frequenta la facoltà di Pedagogia e il DAMS di Bologna. A partire dal 1971 si dedica alla fotografia concentrando le sue ricerche iniziali sull’illuminazione artificiale delle città. “Flippers 1977-1978” è la prima serie del fotografo, realizzata in una fabbrica abbandonata di pinball machines. Il lavoro viene esposto in una mostra personale alla Galleria Civica di Modena nel 1978. Barbieri è noto per un uso particolare della tecnica del tilt-shift, fotografia di panorami che appaiono come miniature. Nel 1999 un gran tour dal sud al nord d’Italia lo porta a fotografare stadi, costruzioni vecchie e recenti rappresentate come giganteschi videogiochi, mentre è del 2000 un altro viaggio italiano, quello all’interno dei tribunali: atrii, scale, aule bunker dei palazzi di giustizia rappresentano un nuovo soggetto oltre modo mediatizzato. Sempre nel 2000 realizza opere che nascono in Oriente, in Tibet, con immagini di templi dagli sfondamenti sottilmente allucinatori e dai contrasti di colori che sottendono una stratificazione di campi visivi. Nel 2013 pubblica con la casa editrice americana Aperture il volume “Site Specific” che raccoglie il lavoro pluridecennale dell’artista.

  17. 9

    Tracey Snelling

    Didi Bozzini racconta Tracey Snelling.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 2 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche - Tracey Snelling Nasce a Oakland in California nel 1970 e si laurea presso l’Università del Nuovo Messico. I suoi lavori sono il risultato di un insieme di tecniche tra cui fotografia, modellismo e installazioni multimediali. Indaga il mondo e l’esperienza umana, ricreando luoghi e frammenti di vita. I suoi soggetti sono vecchie insegne di motel, parcheggi desolati, edifici fatiscenti con colori e luci ”still life”. Le proiezioni sulle finestre sono scene di vecchi film. Nel 2008 realizza per Selfridges un’installazione su larga scala, “Woman on the run”, una narrazione thriller multimediale la cui protagonista è una combinazione tra una femme fatale e un’eroina noir. Tracey Snelling riproduce una realtà americana fatta di scenografie che mescolano souvenir, curiosità e voyeurismo.

  18. 8

    Bodys Isek Kingelez

    Didi Bozzini racconta Bodys Isek Kingelez.Le sue opere sono al Piano 2, in Sala 1 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche Bodys Isek Kingelez (1948-2015) è uno scultore della Repubblica Democratica del Congo. Ha vissuto e lavorato a Kinshasa dove si è trasferito nel 1970. A partire dal 1985 si dedica interamente a ciò che lui stesso definisce "extreme maquet- tes", edifici in miniatura ispirati a una crescita dell’architettura radicale che riflette la ri- nascita delle nazioni africane dopo il colonialismo. Tutto il suo lavoro si concentra nella produzione di modellini di città utopiche. Realizzati con materiali di riuso - carta, cartone e legno - gli edifici risaltano per le loro particolari strutture e le vivide tonalità dei colori che rendono l'intera opera distante dal grigiore tipico di molte metropoli reali alle quali l'artista si riferisce. Kingelez progetta città ideali, prive di polizia ed esercito dove le persone vivono in armonia, pace e giustizia. Tra i suoi progetti, Ville Fantôme (1995) è strettamente connessa alla città di Kinshasa, non solo per alcune analogie visive ma an- che per lo stesso materiale utilizzato, preso direttamente dal tessuto urbano. Le opere Kingelez sono state esposte in numerose e importanti mostre collettive: “Magi- ciens de la Terre” al Centre Pompidou di Parigi nel 1989, più recentemente “The American Effect” al Whitney Museum of American Art, nel 2003. Nel 2002, ha esposto a Documen- ta XI, Kassel e alla Biennale di São Paulo. Nel maggio 2018 sarà il primo artista africano nero ad essere protagonista di una mostra personale retrospettiva antologica al MOMA di New York.

  19. 7

    Eric Poitevin

    Didi Bozzini racconta Eric Poitevin.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 9 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche Éric Poitevin, nato nel 1961, vive e lavora a Longuyon nel nord-est della Francia. Rivisita, attraverso il mezzo fotografico, i differenti generi della storia dell'arte: paesaggio, natura morta, ritratto, nudo. L'inquadratura stretta, la luce diffusa, lo sfondo monocromo contri- buiscono ad offrire un punto di vista il più neutro possibile. I suoi primi lavori nel 1985 affrontano il tema della memoria attraverso i ritratti di veterani della prima guerra mondiale. A Roma, borsista residente a Villa Medici nel 1989, realizza una serie di ritratti della curia. Dopo una residenza artistica nel campo di Bel-Val nelle Ardenne, presenta una mostra al Musée de la Chasse et de la Nature di Parigi alla sua riapertura, nel 2007. Fin dalle prime opere, le sue fotografie invitano alla contemplazione, riferendosi all'idea di un mondo immobile e immutabile in cui la neutralità riflette la ricerca di una verità profonda. Gli sono state dedicate numerose mostre personali, tra cui quelle a Le Plateau (Parigi) nel 2004 e al Musée Bonnat (Bayonne) nel 2008.

  20. 6

    Nils-Udo, Olivo Barbieri e Pietro Gilardi

    Didi Bozzini racconta Nils Udo, Olivo Barbieri e Pietro Gilardi.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 8 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche (1)Nils-Udo, nato nel 1937, ha creato arte ambientale fin dagli anni '60. É considerato uno dei più importanti esponenti dell’Art in Nature. Nils-Udo compone, organizza e fotografa i più diversi materiali reperibili in natura. Nel 1994 in Francia crea una spirale vivente comprendente varie specie di mais per celebrare il 500°anniversario dell'introduzione del grano in Europa. Tra le opere più note di Udo troviamo “Clemens Clay-Nest”, una grande scultura che riproduce un nido di uccello su ampia scala. "Mentre ero accovacciato sul bordo alto del nido, ho pensato: sto costruendo la mia casa, e sarà una casa tanto silen- ziosa da sentire suonare la foresta e sarà a cielo aperto".Note Biografiche (2)Olivo Barbieri nasce a Carpi nel 1954 e negli anni ‘70 frequenta la facoltà di Pedagogia e il DAMS di Bologna. A partire dal 1971 si dedica alla fotografia concentrando le sue ricerche iniziali sull’illuminazione artificiale delle città. “Flippers 1977-1978” è la prima serie del fotografo, realizzata in una fabbrica abbandonata di pinball machines. Il lavoro viene esposto in una mostra personale alla Galleria Civica di Modena nel 1978. Barbieri è noto per un uso particolare della tecnica del tilt-shift, fotografia di panorami che appaiono come miniature. Nel 1999 un gran tour dal sud al nord d’Italia lo porta a fotografare stadi, costruzioni vecchie e recenti rappresentate come giganteschi videogiochi, mentre è del 2000 un altro viaggio italiano, quello all’interno dei tribunali: atrii, scale, aule bunker dei palazzi di giustizia rappresentano un nuovo soggetto oltre modo mediatizzato. Sempre nel 2000 realizza opere che nascono in Oriente, in Tibet, con immagini di templi dagli sfondamenti sottilmente allucinatori e dai contrasti di colori che sottendono una stratificazione di campi visivi. Nel 2013 pubblica con la casa editrice americana Aperture il volume “Site Specific” che raccoglie il lavoro pluridecennale dell’artista.Note Biografiche (2)Piero Gilardi nasce a Torino nel 1942, dove vive e lavora. Dagli Anni Sessanta ha imposta- to la sua ricerca incentrandola sulla relazione fra arte e natura. Nel 1963 inaugura la sua prima mostra personale “Macchine per il futuro” e due anni più tardi realizza le prime opere in poliuretano espanso, i “Tappeti-natura”, che espone a Parigi, Bruxelles, Colonia, Amburgo, Amsterdam e New York. A partire dal 1968 interrompe la produzione di opere per partecipare all’elaborazione teorica delle nuove tendenze artistiche della fine degli anni ’60: Arte Povera, Land Art, Antiform Art, e collabora alla realizzazione delle prime rassegne internazionali allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Kunsthalle di Berna. Dal 1969 conduce svariate esperienze di creatività collettiva nelle periferie urbane in varie parti del mondo: Nicaragua, Riserve Indiane negli USA e Africa. Nel 1981 riprende l’attivi- tà espositiva creando installazioni e promuovendo workshops con il pubblico.Dal 1985 si dedica all’elaborazione del Progetto IXIANA che, presentato al Parc de la Villette di Parigi, prefigura un parco tecnologico nel quale il grande pubblico può speri- mentare in senso artistico le tecnologie digitali. Nel corso degli anni ’90 sviluppa una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attività internazionale. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, costituisce l’associazione internazionale Ars Technica. E promuove a Torino le mostre internazionali Arslab: Metodi ed Emozioni (1992); I Sensi del Virtuale (1995) e I labirinti del corpo in gioco (1999). Ha promosso il progetto del PAV, il Parco d’Arte Vivente, aperto a Torino nel 2008, centro sperimentale d’arte contemporanea, luogo d’incontro fra artisti e pubblico e centro di ri- cerca attento al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia.

  21. 5

    Sandra Vàsquez de la Horra

    Didi Bozzini racconta Sandra Vàsquez de la Horra.Le sue opere sono al Piano 1, in Sala 6 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheSandra Vasquez De La Horra nasce a Viña del Mar in Chile nel 1967. Studia comunicazio- ne visiva presso la University for Design a Viña del Mar. Dal 1995 al 1997 frequenta la Kunstakademie di Düsseldorf sotto la guida di Rosemarie Trockel e Jannis Kounellis. Nelle sue opere la grafite dei disegni viene cristallizzata dalla cera d’api. Il mondo onirico dell’artista si fonde con miti e leggende che spaziano tra l’America e l’Africa, continuando la tradizione surrealista presente in tanta arte dell’America Latina. I suoi disegni sono influenzati da film, fiabe, libri sulla botanica e sulla zoologia. Le sue immagini traggono ispirazione non solo dalla sfera personale ma anche da un tipo di esperienza universale, più vasta, risultando in questo modo estatiche, traumatiche e surreali. Spesso includono parole scritte in spagnolo, inglese, tedesco o un mix delle tre lingue. Il modo in cui l’artista combina testo ed immagini si avvicina all’estetica della poesia visiva. I suoi lavori si trovano nelle collezioni di grandi musei come il Centre Pompidou di Parigi o il MOMA di New York.

  22. 4

    Giovanni Anselmo

    Didi Bozzini racconta Il panorama intorno fin verso oltremare, di Giovanni Anselmo.L’opera è al Piano 1, in Sala 3 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheGiovanni Anselmo nasce a Borgofranco d’Ivrea nel 1934. A partire dalla metà degli anni ’60 abbandona la pittura per rendere visibile la “fisicizzazione della forza dell’azione”. Fa parte degli artisti riuniti dal critico Germano Celant nel 1967 nel gruppo dell’ Arte Povera. Le sue opere non insistono più sulla rappresentazione della realtà ma sono, esse stesse, realtà allo stato puro, grazie all’interazione di elementi primari e processi fisici. Anselmo realizza opere scultoree polimateriche che nascono dall’accostamento di elementi di natura diversa, quasi contraria (organici e inorganici, naturali e industriali), cercando di esaltare l’energia insita nella materia stessa. In “Senza titolo” del 1976, opera ricordata come “scultura che mangia l’insalata”, un cespo di lattuga si consuma gradualmente e determina lo spostamento del blocco di granito al quale è precariamente assicurato.Dai primi anni Ottanta compare nei suoi lavori l’utilizzo del blu oltremare, che definisce un orizzonte, linea di confine tra la condizione terrena e un’ altrove, invisibile. Nel 1990 vince il Leone d’oro alla Biennale di Venezia.Con il suo gesto essenziale, Anselmo allude alla possibilità di trovare un completamento a ciò che non si vede, portando la sfera di ciò che si percepisce a convergere con quella dell’intelletto, la sostanza con l’immaginazione, il microcosmo umano con il macrocosmo universale.

  23. 3

    Jimmie Durham

    Didi Bozzini racconta Untitled, di Jimmie Durham.L’opera è al Piano 1, in Sala 1 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche - Jimmie DurhamNato in Arkansas nel 1940, Jimmie Durham è scultore, saggista, poeta e attivista politico. Dopo avere studiato arte a Ginevra, nel 1973 Durham torna negli Stati Uniti e diviene un attivista dell’American Indian Movement, associazione a sostegno dei diritti dei Nativi americani. In questi anni si dedica esclusivamente all’attività politica e diviene direttore dell’International Indian Treaty Council e rappresentante alle Nazioni Unite. Dopo un de- cennio si trasferisce a New York e riprende contatto con il mondo delle arti visive. Nel 1987 Durham si trasferisce in Messico e nel 1994 è di nuovo in Europa. Tra le materie ricorrenti della sua pratica artistica troviamo la pietra e il masso, che considera massima espressione della forma scultorea in quanto elementi entropici in continua evoluzione. In molte opere i simboli della contemporaneità e del benessere, mobili, frigoriferi, automobi- li, appaiono schiacciati da pietre e massi. Durham ha pubblicato numerosi saggi su libri e periodici, tra cui Art Forum e Art Journal. Nel 1995 Phaidon pubblicò "Jimmie Durham", una panoramica completa della sua arte. Le mostre personali in Europa includono gallerie e musei come la Serpentine Gallery (2015), la Biennale di Venezia (2013, 2005, 2003, 2001 e 1999) e documenta (9, 13).

  24. 2

    Gilberto Zorio

    Didi Bozzini racconta Stella-Acidi , di Gilberto Zorio.L’opera è al Piano 1, in Sala 2 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote BiograficheGilbero Zorio nasce a Andorno Micca (Biella) nel 1944. Dal 1967 è uno dei primi esponen- ti dell'Arte Povera e nel 1968 partecipa alla mostra Arte Povera curata da Germano Celant presso la Galleria de' Foscherari di Bologna. Alambicchi, giavellotti, crogiuoli, canoe e stelle sono le icone ricorrenti di una riflessione incentrata sulla trasformazione, intesa da Zorio come modificazione della materia e passaggio di energia. Trasformazione spesso declinata attraverso l'uso di reazioni chimiche.Soprattutto la stella, comparsa per la pri- ma volta in “Autoritratto” del 1972, è simbolo primordiale che rimanda al mondo metafi- sico, riprodotta utilizzando materiali diversi (terracotta, piombo, rame) secondo dimen- sioni differenti e in relazione con i contesti in cui viene creata ed esposta. La sua prima personale è del 1969 a Parigi presso la Galleria Ileana Sonnabend, nel 1973 espone presso la Galleria Gian Enzo Sperone, nello stesso anno partecipa alla decima Quadrien- nale di Roma. Numerose le esposizioni monografiche di cui è stato oggetto, tra cui quella al Centre Georges Pompidou, Tate Modern, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Museum of Contemporary Art Sydney, Moca the Geffen Contemporary Los Angeles, Ca- stello di Rivoli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private tra cui Guggenheim Museum, Castello di Rivoli, Dia Chelsea, New York , GAM di Torino, Centre Georges Pompidou di Parigi.

  25. 1

    Jan Fabre

    Didi Bozzini racconta Croci nel silenzio della tempesta, insetti nella tempesta del silenzio, di Jan Fabre.L’opera è al Piano 1, in Sala 1 (Palazzo del Governatore).La mostra Il Terzo Giorno è a Parma fino al 1° luglio.Guarda questa e altre 116 opere di 40 grandi artisti a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 1° luglio. http://www.ilterzogiorno.itNote Biografiche - Jan FabreNasce ad Anversa nel 1958 e studia alla Royal Academy of Fine Arts e al Municipal Institute of Decorative Arts and Crafts di Anversa. Artista visivo, coreografo, regista, scrittore, Jan Fabre è una delle personalità più rilevanti della scena europea, promotore di una ricerca artistica completa. Giovanissimo, dirige il suo primo spettacolo Theater geschreven met een K is een kater, ad Anversa, cui segue, nel 1982, This is theatre like it was to be expected and foreseen (Questo il teatro come ci si doveva aspettare e prevedere). Lo spettacolo, la cui azione si svolge lungo ben otto ore, dal tramonto all’alba, sconvolge il pubblico e gli procura un’immediata notorietà. Due anni dopo, Fabre è già alla Biennale di Venezia con The power of theatrical madness, altro tour de force di cinque ore che definisce ancora più chiaramente il suo stile e conferma il carattere totalizzante e interdisciplinare della ricerca dell’artista belga, che spesso cura personalmente anche scenografie, luci e costumi. A “Documenta 8” a Kassel esordisce nella coreografia con Dance Sections, uno studio preliminare alla realizzazione di Das Glas im Kopf wird vom Glas, proposto a sua volta al Romaeuropa Festival del 1987 come prodromo della grandiosa opera-balletto The Minds of Helena Troubleyn. Jan Fabre conquista il grande pubblico con l’installazione "Tivoli" (1990) e con i lavori pubblici permanenti in siti di grande importanza storica: "Heaven of Delight" (2002) al Royal Palace a Bruxelles, "The Gaze Within (The Hour Blue)" 2011 – 2013 presso la Royal Staircase of the Museum of Fine Arts a Bruxelles e la sua ultima installazione presso la cattedrale di Anversa "The man who bears the cross" (2015).

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Il Terzo Giorno è il primo grande passo di Parma come Capitale della Cultura 2020. La mostra vuole offrire alla città uno sguardo nuovo e inaspettato sul tema della sostenibilità: 40 grandi artisti internazionali tra Arte e Natura.Abbiamo raccolto i commenti del curatore Didi Bozzini in esclusiva durante l'allestimento della mostra: scopri dalla sua viva voce le opere dei grandi artisti in mostra: Gilberto Zorio, Jan Fabre, Jimmie Durham, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, John Isaacs, Gavin Turk, Ryan Mendoza.La mostra è al Palazzo del Governatore, Parma, fino al 1° luglio.Per informazioni e ticket: http://www.ilterzogiorno.itSeguici su Facebook, Twitter e Instagram per tutti gli aggiornamenti.

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