PODCAST · arts
Interviste agli artisti
by Piccolo Teatro di Milano
"Complemento di Relazione"Stagione 2025-2026Interviste agli artisti
-
10
VARIAZIONI SUL MODELLO DI KRAEPELIN | Intervista a Davide Carnevali
Davide Carnevali mette in scena uno spettacolo sulla memoria, sull’identità e sulla possibilità di ricostruire il passato. Dalla storia personale di un uomo che sta smarrendo la traccia della propria vita fino alla storia collettiva d’Europa: cosa accade quando non sappiamo più raccontare ciò che siamo e ciò che siamo stati? Con Fabrizio Bentivoglio, Camilla Semino Favro e Simone Tangolo.Emil Kraepelin è lo psichiatra che diede nome al morbo di Alzheimer all’inizio del secolo scorso. Ma questo non è solo uno spettacolo sull’Alzheimer: è uno spettacolo sull’identità europea, la sua memoria storica e il nostro rapporto con il passato. Chi soffre di un processo di demenza degenerativa chiama le persone con nomi differenti, dimentica la funzione degli oggetti, annulla lo scorrere del tempo. Nella sua mente, dettagli reali ed elementi immaginari si fondono e si confondono, in una libera associazione che sconvolge l’organizzazione logica del mondo attraverso il linguaggio. La storia si scompone in una serie di variazioni, vere e false allo stesso tempo; la parola lascia spazio alla presenza fisica, a scapito del razionale, a vantaggio dell’immaginario. E in ciò si rivela tutto il potenziale della teatralità.Dopo Ritratto dell’artista da morto e Limited Edition, Davide Carnevali continua la sua esplorazione dei processi che regolano le narrazioni, mettendo in luce come la Storia sia sempre una ricostruzione soggettiva del passato, che rimuove ciò che è doloroso e mantiene ciò che è conveniente ricordare.Scritto nel 2008, Variazioni sul modello di Kraepelin è stato premiato nel 2009 al Theatertreffen Stückemarkt di Berlino e al Premio Riccione per il Teatro; nel 2012, alle Journées de Lyon des Auteurs de Théâtre. In questi anni è stato tradotto in una decina di lingue e messo in scena in diversi teatri di tutto il mondo. In Italia è pubblicato da Einaudi.18 marzo - 3 aprile 2026Teatro Grassi
-
9
MIRACOLO A MILANO | Intervista a Claudio Longhi e Lino Guanciale
Miracolo a Milanodi Vittorio De Sica e Cesare Zavattini trasposizione teatrale Paolo Di Paolo regia Claudio Longhi scene Guia Buzzi costumi Gianluca Sbicca luci Manuel Frenda visual design Riccardo Frati dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida assistente alla drammaturgia Davide Gasparro assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgioassistente costumista Marta Solaricon Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Lino Guanciale, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Triveroe con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarinie le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
-
8
RESTO QUI | Intervista a Francesco Niccolini
Marco Balzano racconta la storia di una coppia di sudtirolesi di lingua tedesca, diventati italiani alla fine della Prima guerra mondiale, a Curon in Val Venosta, tra gli anni del ventennio fascista e la costruzione della diga che avrebbe sommerso il paese, lasciando solo la punta del campanile a perenne memoria dell’accaduto.Trina ed Erich. Una giovane donna, un uomo. Due voci. Due testimoni. Due vittime. Siamo a Curon in Val Venosta. Pochissimi chilometri dal confine con l’Austria e la Svizzera. Il bellissimo romanzo di Marco Balzano Resto qui diventa un racconto teatrale a due personaggi e molte più voci, grazie ai corpi e alla maestria di Arianna Scommegna e Mattia Fabris: sono Trina ed Erich, testimoni, vittime, all’occorrenza sono pure carnefici. Trina ed Erich sono i testimoni di un’intera comunità spazzata via in nome del progresso e di una diga inaugurata nel 1950, esattamente 75 anni fa, che non è servita quasi a nulla, se non a cancellare la vita di alcune centinaia di famiglie che avevano resistito a tutto, compreso Prima e Seconda guerra mondiale, cambio di nazionalità, fascismo e opzioni per scegliere se restare italiani o emigrare in Germania. «Attraverso un incastro drammaturgico di parti narrate e dialoghi, si dipana questo ennesimo pasticciaccio brutto della storia d’Italia. Un allestimento semplice, snello: come avrebbe scritto Melville, antico e malinconico. Storia di mani sporche e tenacia, rabbia violenza e rimorsi. Disegni. Storia di donne e uomini semplici che non hanno accettato la resa e ora – davanti al Tribunale dell’Umanità e per una figlia che non c’è più – ripercorrono la loro lunga e umiliante sconfitta» scrive Francesco Niccolini, autore e regista del testo teatrale. I due protagonisti, marito e moglie, raccontano ognuno a modo proprio una versione della storia: tra Fontamara e Rashomon, saranno due versioni in parte coincidenti, in altra parte tasselli diversi e complementari che andranno a comporre il quadro livido e doloroso, ma pieno di dignità, da offrire al pubblico. Perché si può perdere la battaglia, ma non essere degli sconfitti: proprio questo accade a Trina.3 - 15 marzo 2026Teatro Studio Melato
-
7
ORGASMO | Intervista a Niccolò Fettarappa
L’ultimo orgasmo avrà luogo sulla Terra a settembre del 2030. A stabilirlo è l’agenda politica dell’Unione Europea. Che cosa è successo, a questo nostro mondo, se ovunque dilaga la crisi del desiderio? La risposta è nello spettacolo con cui Niccolò Fettarappa – classe 1996, – debutta al Piccolo: l’ufficio ha preso il posto dell’orgasmo e l’unico piacere ammesso è quello lavorativo.Ironico, surreale, caustico, inquietante. Niccolò Fettarappa, classe 1996, autore, attore e regista, è per la prima volta al Piccolo con un titolo che è una dichiarazione di intenti. In uno scenario in cui l’agenda dell’Unione Europea ha stabilito che entro il 2030 avrà luogo l’ultimo orgasmo sulla terra, l’Italia viene invasa da un’orda di orsi, dagli smodati appetiti sessuali. Una coppia in crisi sopravvive all’inerzia di inutili e spenti pomeriggi, leggendo giornali e facendo ginnastica in salotto, mentre un giornalista e uno zoologo incaricato dal governo fanno luce sul mistero degli orsi… «Non si fa più sesso – dichiara Fettarappa –. Lo dicono le statistiche e io posso confermarlo. A constatarlo sono psicologi, psichiatri, sociologi. Un’epidemia di pigrizia sessuale, una inedita e preoccupante crisi del desiderio che colpisce principalmente le coppie di giovani amanti. Cosa è successo? Questa rapida deflazione dell’eccitazione va di pari passo con l’aumento del consumo di narcotici, antidepressivi o farmaci stimolanti che rendono più prestanti nel mondo del lavoro. Mentre questa anestesia di massa dilaga, la febbre lavorativa aumenta. L’ufficio prende il posto dell’orgasmo, il solo piacere ammesso è quello a scopo produttivo. Stiamo assistendo a un annientamento erotico dell’individuo senza precedenti: l’uomo diventa un astratto ente numerico e perde familiarità col retroterra selvaggio del desiderio.»24 - 29 marzo 2026Teatro Studio Melato
-
6
RITORNO A CASA | Intervista a Massimo Popolizio
Tra umorismo e tragedia, Massimo Popolizio porta in scena il celebre testo di Harold Pinter che, a sessant’anni dalla sua prima rappresentazione, mantiene intatta la propria forza nell’esplorare le dinamiche distorte, i rapporti di potere, la violenza e la disgregazione delle relazioni familiari.Massimo Popolizio dirige e interpreta Ritorno a casa, celebre testo di Harold Pinter del 1964, un vero e proprio “gruppo di famiglia in un interno”. Ne sono protagonisti il padre Max – ruolo che Massimo Popolizio riserva a se stesso –, ex macellaio e frequentatore di ippodromi, il fratello Sam, che guida un taxi non suo e al quale Max dà costantemente del parassita, i figli di Max, Lenny, trentenne ex “pappa”, mitomane che si vanta di avventure erotiche violente, Joey, aspirante pugile professionista, in realtà il più fragile della famiglia. Il precario equilibrio familiare è sconvolto dall’arrivo notturno di un altro figlio, Teddy, affermato professore di filosofia, che dopo sei anni torna dagli Stati Uniti con l’enigmatica moglie Ruth, madre dei loro tre figli, per presentarla ai parenti. Unica figura femminile in un contesto maschile, Ruth accende desideri e scatena dinamiche conflittuali, facendo evolvere la sua apparente fragilità in una strategia di controllo e potere. Ciò che accadrà ribalterà l’equilibrio già precario di quella comunità. Grazie a un testo che ha i tratti di una sceneggiatura cinematografica, Massimo Popolizio traduce il cinismo, la cattiveria, l’humour di Pinter – qui al loro vertice – in una messinscena “pericolosamente” divertente. Muovendosi tra umorismo e tragedia, svela le tensioni psicologiche della scrittura pinteriana, nel suo portare alla luce inquietanti verità sulla natura umana e sulle dinamiche di potere all’interno della famiglia.10 febbraio - 1 marzo 2026Teatro Grassi
-
5
ESCAPED ALONE | Intervista a lacasadargilla
Caryl Churchill, tra le massime drammaturghe inglesi viventi, sceglie lo scandalo gioioso della vecchiaia femminile in un mondo di perpetua giovinezza. Nel nuovo spettacolo de lacasadargilla, quattro imprevedibili signore sorseggiano tè e immaginano catastrofi in un insolito pomeriggio estivo. Un singolare racconto intorno all’inquietudine profonda che il nostro mondo produce in ogni istante della vita.Dopo Anatomia di un suicidio di Alice Birch, vincitore di cinque Premi Ubu, lacasadargilla sceglie la scrittura di Caryl Churchill, una delle più importanti e innovative drammaturghe britanniche contemporanee. In scena in Italia per la prima volta, Escaped Alone racconta un’agile e acutissima immagine di una piccola apocalisse tutta umana, vista con gli occhi divertiti di quattro imprevedibili signore.Sally, Vi, Lena – amiche di lunga data – e la Signora Jarrett – la nuova arrivata – si capiscono al volo, senza bisogno di finire un discorso, si interrompono correggendosi, o lasciano fluttuare un embrione di pensiero finché qualcun’altra non si inserisce con i suoi racconti. Nell’allegro chiacchiericcio delle quattro donne, fatto di un’irresistibile incontinenza verbale, i soliloqui della signora Jarrett – richiami diretti al pubblico a metà tra il presagio e l’anatema – sono il formidabile espediente drammaturgico con cui Escaped Alone agita il languore delle nostre vite, scompiglia preconcetti, piccole follie quotidiane e abitudini, ancorando ogni particolare dell’esistenza delle protagoniste a un minaccioso e vivissimo affresco del nostro presente. E così, mentre il pomeriggio volge al tramonto e le quattro amiche consumano il declino della loro vita sorseggiando tè, si annuncia con un inquieto ritornello anche il possibile tramonto di questa nostra umanità. 10 gennaio - 8 febbraio 2026Teatro Grassi
-
4
PER SEMPRE | Intervista ad Alessandro Bandini
Per sempre testi tratti da lettere e cartoline inedite di Giovanni Testori ad Alain Toubas, I Trionfi di Giovanni Testori, dediche private di Giovanni Testori ad Alain Toubasideazione, drammaturgia e creazione Alessandro Bandini con Alessandro Bandini dramaturg Ugo Fiore drammaturgia dello spazio Alessandro Sciarroni sguardo esterno Tindaro Granata disegno luci Giulia Pastore styling Ettore Lombardi produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale in collaborazione con Casa Testori, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, La Corte Ospitale di Rubiera con il sostegno di Inteatro Residenze, Fondazione Armunia partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara
-
3
L'ANGELO DEL FOCOLARE | Intervista a Emma Dante
L’angelo del focolare testo, regia, elementi scenici e costumi Emma Dante luci Cristian Zucaro con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Romaorganizzazione Daniela Gusmano coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Châteauvallon-Liberté, scène nationale, Les Célestins, Théâtre de Lyon, La Comédie de Clermont-Ferrand, Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère, Scène nationale Alès, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan, Théâtre Molière, Sète scène nationale archipel de Thau, Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées, Compagnia Sud Costa Occidentale, Carnezzeria
-
2
L'ANALFABETA | Intervista a Fanny&Alexander e Federica Fracassi
Una donna siede al suo tavolo di operaia, in una fabbrica di orologi, in Svizzera. È Ágota Kristóf. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto la donna ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. Ágota non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quell’idioma ignoto, che le è nemico. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo nei suoi romanzi. Ágota diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Siamo dentro a un sogno oppure al centro di un ricordo della sua infanzia? Dopo Trilogia della città di K. – prodotto dal Piccolo nella stagione 2023/24 e vincitore di cinque Premi Ubu, tra cui Miglior Regia e miglior spettacolo, e del Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro – Fanny & Alexander e Federica Fracassi tornano alla prosa scabra e tagliente della scrittrice di origine ungherese, costretta dalla vita a esprimersi in una lingua sconosciuta: «È una sfida. La sfida di un’analfabeta».23 ottobre - 2 novembre 2025Teatro Studio Melato
-
1
IL BARONE RAMPANTE | Intervista a Riccardo Frati
A grande richiesta torna lo spettacolo diretto e adattato per il teatro da Riccardo Frati: Cosimo Piovasco di Rondò, il giovane ribelle nato dalla penna di Italo Calvino, sale di nuovo sugli alberi di Ombrosa, scegliendo una vita “al di sopra” delle convenzioni.È in scena per il terzo anno consecutivo – dopo due stagioni di tutto esaurito – Il barone rampante diretto da Riccardo Frati, che ha anche adattato con rigorosa fedeltà il romanzo. E nuovamente il baroncino Cosimo – che dal 1957 abita l’immaginario dei giovani (e non solo) lettori del capolavoro di Italo Calvino – si arrampica sugli alberi di una Liguria “immaginaria”, allestita in teatro grazie a un sorprendente intreccio di pedane e passerelle. Delicato, lieve e commovente, lo spettacolo racconta la scoperta del mondo e l’iniziazione ai sentimenti di un ragazzo appassionato e sensibile, coerente a qualunque prezzo. «L’adolescente Cosimo, che incarna l’urgenza di migliorare il mondo intorno a sé – spiega Frati – mi fa pensare a tutti coloro che hanno il coraggio di scegliere un diverso punto di vista e di impegnarsi per il bene comune.»27 settembre - 12 ottobre 2025Teatro Grassi
No matches for "" in this podcast's transcripts.
No topics indexed yet for this podcast.
Loading reviews...
ABOUT THIS SHOW
"Complemento di Relazione"Stagione 2025-2026Interviste agli artisti
HOSTED BY
Piccolo Teatro di Milano
CATEGORIES
Loading similar podcasts...