L’oblò

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L’oblò

Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .

  1. 200

    Le regole del gioco e il telefono senza fili

    C’è stato un gran giro di telefonate ieri, dai capigruppo di maggioranza verso quelli di opposizione. Quasi tutti i destinatari però hanno riagganciato subito: grazie mille, ma di legge elettorale non abbiamo nessuna intenzione di parlare.

  2. 199

    Lo Youth test di Parma e la partecipazione dei giovani

    Il referendum di marzo ha dimostrato che, quando sentono coinvolto il proprio futuro, i giovani sanno mobilitarsi e partecipare alla vita pubblica. Ora spetta alla politica trovare gli strumenti per farlo: a Parma, il sindaco Michele Guerra ci sta provando con l’introduzione dello Youth test.

  3. 198

    L’incubo Hantavirus, Hollywood e la prevenzione

    La vicenda della nave argentina su cui si è verificato un focolaio di Hantavirus sembra la trama di un film americano di fantascienza. O almeno lo sarebbe sembrato prima del Covid: ora conosciamo i rischi e le cautele da adottare. Siamo migliorati nella reattività e collaborazione tra Paesi e organismi diversi, ma dobbiamo lavorare ancora alla prevenzione degli spillover.

  4. 197

    Rubio dal papa, tra Cuba, Medio Oriente e migranti

    Mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio si prepara ad incontrare Leone XIV, dall’altra parte dell’Atlantico il suo superiore, Donald Trump, continua a mistificare la posizione del pontefice. Ai giornalisti alla Casa Bianca ieri ha ripetuto imperterrito, cito: “Per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l'Iran non può possedere un'arma nucleare”. Ma quando mai il papa può aver giustificato un’arma nucleare, all’Iran o a chiunque altro?

  5. 196

    I possibili perché del nuovo attacco di Trump al Papa

    Venerdì il segretario di Stato americano, Marco Rubio, sarà a Roma. Una visita a papa Leone che dovrebbe ricucire i rapporti col Vaticano dopo gli attacchi di qualche settimana fa del presidente Trump. Ieri però, quasi alla vigilia della partenza, il capo della Casa Bianca è tornato a criticare aspramente il pontefice. Ci sono diverse letture possibili, sul perché di questo nuovo, gratuito attacco.

  6. 195

    Meloni e Trump, il lungo addio (o solo un arrivederci?)

    C’era un elefante nella stanza ieri alla riunione della comunità politica europea in Armenia, presenti 47 leader del continente e l’ospite extra Ue Mark Carney, il premier canadese. L’elefante nella stanza, espressione usata dal presidente francese Macron, in uso nella lingua inglese per indicare un problema evidente che si cerca di ignorare, era chiaramente l’imprevedibile presidente americano Donald Trump.

  7. 194

    Il decreto lavoro e quell’84 per cento di italiani spaventati dal carovita

    In occasione del Primo Maggio, la settimana scorsa, come di consueto il governo ha sfornato un decreto dedicato al lavoro. E nella giornata della Festa dei Lavoratori la premier Giorgia Meloni ha diffuso un post sui social dove rivendica alcuni buoni risultati sull’argomento. Ammettendo però, lei stessa, che c’è ancora molto da fare.

  8. 193

    Gaza su Youtube e la condanna di Meloni

    Questa volta, la marina israeliana non ha nemmeno aspettato che le barche della Global Sumud Flotilla si avvicinassero alle acque di Gaza: è intervenuta al largo della Grecia intercettando 21 imbarcazioni con a bordo 179 attivisti, tra cui 24 italiani. Come sei mesi fa: ma stavolta, il governo italiano ha tempestivamente condannato l’accaduto.

  9. 192

    L’ironia di re Carlo e l’ego di Trump

    Chi l’avrebbe mai detto che re Carlo III d’Inghilterra, che per decenni abbiamo visto come il principe eterno in attesa del trono, sempre all’ombra della carismatica mamma regina Elisabetta, sarebbe riuscito, unico finora, nell’impresa di tenere a bada l’ego smisurato di Donald Trump. Con un’arma semplice e molto british: l’ironia.

  10. 191

    La vicenda Minetti e Meloni in campo per difendere Nordio

    Dal caso Almasri alla gaffe di Giusy Bartolozzi agli affari di Delmastro, fino al tonfo del referendum, i guai per Giorgia Meloni passano spesso dal ministero della Giustizia. Ma anche stavolta, davanti alla vicenda della grazia a Nicole Minetti, la premier scende in campo in prima persona per difendere il ministro Nordio.

  11. 190

    Calenda, le pulizie al Senato e il decreto Primo maggio

    In una lettera Carlo Calenda ha chiesto al presidente del Senato di verificare se sia vero che il personale di pulizia del Senato è pagato 7,50 euro l’ora, riaprendo il tema dei salari bassi. Su cui il governo prova a intervenire oggi con il decreto Primo maggio.

  12. 189

    La coperta di Linus della destra e la percezione degli italiani

    Per un italiano su due, il decreto sicurezza approvato alla Camera venerdì scorso sta lì a dimostrare che gli interventi precedenti del governo consacrati al tema sicurezza non hanno funzionato. A dirlo, un sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato oggi su La Stampa. Non esattamente un grande successo, considerato che, in un momento difficile per il governo, voleva essere la coperta di Linus del tema caro alla destra da cui ripartire.

  13. 188

    Meloni, il coraggio dell’Europa e lo stato dei conti pubblici

    “L’Europa deve essere molto più coraggiosa”, dice la premier Giorgia Meloni. Al Consiglio europeo informale di Cipro, iniziato ieri, arriva per cercare risposte, spiega, alla crisi energetica. E per spronarle, soprattutto, all’indomani della pessima notizia per cui l’Italia resta in procedura d’infrazione, perché non è riuscita a scendere sotto il 3 per cento di rapporto deficit-Pil.

  14. 187

    Se io avessi previsto tutto questo. Omaggio a Guccini

    A Reggio Emilia ha aperto una mostra dedicata a Francesco Guccini, straordinario interprete e narratore di un pezzo della nostra storia collettiva. Sono andata a trovarlo: dalla guerra alla passione per l’America al Trump di oggi, il suo sguardo sempre lucido e ironico sul mondo.

  15. 186

    La Russa e quello strano modo di festeggiare il 25 aprile

    Ci avviciniamo al 25 aprile, la Festa della Liberazione. Anche quest’anno, la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, ci spiega la sua teoria su come la vorrebbe celebrare.

  16. 185

    Scade la tregua, la roulette di Trump

    Dopo 53 giorni di guerra, diceva ieri Trump che si potrebbe chiudere un accordo oggi a Islamabad. Che sia una possibilità reale o una delle sue boutade, seguite da repentino cambio d’idea e minacce tonanti, lo capiremo solo vivendo. Con lui, sembra sempre di dover puntare alla roulette.

  17. 184

    Il volenteroso Macron e la figliol prodiga Meloni

    Venerdì scorso, fresca di clamorosa rottura con l’amico Donald Trump, la premier Giorgia Meloni ha partecipato alla riunione dei Volenterosi a Parigi. Dimostrando per la prima volta un inusitato entusiasmo.

  18. 183

    Meloni e Trump, c’eravamo tanto amati

    Anche la nostra premier Giorgia Meloni, che Trump finora aveva coperto di complimenti - è brava, è capace, è una grande alleata - è finita dietro la lavagna del volubile presidente americano. Ha osato per la prima volta criticarlo, e tanto è bastato per definirla inaccettabile e poco coraggiosa.

  19. 182

    Nel Medioevo di Trump lo scontro tra guelfi e ghibellini

    “Quando un’autorità politica attacca un’autorità morale - ha dichiarato ieri padre Antonio Spadaro - significa che c’è una dichiarazione di impotenza. Il discorso di Leone è un discorso libero, non imprigionabile nella retorica trumpiana”. E forse è proprio questo che l’egocentrico capo della Casa Bianca non sopporta.

  20. 181

    Finisce l’era Orban: vince l’Europa, perdono i sovranisti

    E’ finita la lunga stagione di Viktor Orban alla guida dell’Ungheria. Lo sfidante Peter Magyar, cresciuto nel suo partito e diventato avversario, lo ha ampiamente sconfitto ieri nelle urne ottenendo i due terzi del Parlamento. Saranno tristi Trump, che aveva inviato a Budapest il vicepresidente Vance in persona a sostenerlo, e anche il leader russo Putin, che fino a ieri aveva in Orban il suo miglior alleato in Europa.

  21. 180

    Io sono Giorgia, sono coraggiosa e ci metto la faccia

    Ve la ricordate la Giorgia Meloni di prima di Palazzo Chigi, quella dei comizi “io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana” e via discorrendo? Non ha pronunciato queste parole, naturalmente, ieri, ma nel suo intervento in Parlamento mi ha ricordato quella postura.

  22. 179

    «Scaramucce» di bombe e sangue

    Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo per la tregua in Iran, ieri, e abbiamo capito che il cessate il fuoco non vale per il Libano. Dove Israele ha scaricato una pioggia di bombe e distruzione: almeno 254 morti e 1165 feriti.

  23. 178

    Il discorso di Trump alla classe media americana

    La guerra in Iran e i dazi, a un anno esatto dal Liberation day con cui Donald Trump li impose a mezzo mondo, stanno avendo conseguenze pesanti anche in America. Ce le spiega benissimo Alberto Simoni, corrispondente da Washington de La Stampa.

  24. 177

    Il centrosinistra e come infilarsi in un tunnel dopo una vittoria

    Primarie o federatore? Come scegliere il leader è il problema che angustia il centrosinistra. Dove però, ed è già una novità, da dopo il referendum sembra che tutti diano per scontato di voler costruire insieme una coalizione. Fino a qualche tempo fa, non sembrava certo nemmeno quello.

  25. 176

    Le dimissioni di Santanché e i panni sporchi lavati in pubblico

    Ci sono volute quasi ventiquattr’ore perché la ministra del Turismo Daniela Santanché si convincesse, ma alla fine le dimissioni richieste pubblicamente dalla premier Meloni sono state rassegnate ieri attraverso una lunga lettera pubblica diffusa alle agenzie. Come si dice, i panni sporchi lavati fuori casa.

  26. 175

    La valanga di No travolge Delmastro, Bartolozzi, Santanché

    Il referendum che non avrebbe avuto conseguenze sul governo, parola della premier alla vigilia del voto, ne ha già avuto una. Anzi tre: le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, quelle della capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusy Bartolozzi, e le pressioni sulla ministra Santanché perché pure lei lasci il suo posto.

  27. 174

    L’affluenza alta e il voto pro o contro Meloni

    Chi avrà vinto il referendum lo capiremo solo oggi, dopo l’apertura delle urne. Ma per una volta, chiunque abbia favorito, rallegriamoci dell’alta affluenza.

  28. 173

    Meloni e la difesa di Delmastro “poco accorto“

    Due notizie si prendono la scena in questa vigilia di referendum. La morte del Senatur, il fondatore della Lega Umberto Bossi, e il caso Delmastro. Poco accorto, secondo la benevola premier. Io direi talmente poco accorto che farebbe bene a dare le dimissioni.

  29. 172

    Referendum, fuori sede esclusi e l’incognita degli italiani all’estero

    Mancano ormai pochi giorni al voto del referendum sulla magistratura. Chi sta già votando, per corrispondenza, sono gli italiani all’estero: un’incognita quanti saranno e che orientamento prevalente avranno. Peccato per i fuori sede: non consentito stavolta il voto in luogo diverso dalla residenza.

  30. 171

    Melonez a caccia di giovani e il dialogo con le toghe a posteriori

    In questi sgoccioli di campagna elettorale, la premier partecipa al podcast di Fedez e Mr Marra. E il ministro Nordio promette collaborazione ai magistrati in caso di vittoria del Sì: peccato non ci sia stata sulla riforma.

  31. 170

    Le minacce di Trump e il No dell’Europa

    Diciassette giorni dopo l’inizio della guerra in Iran, ieri un Donald Trump scatenato ha minacciato gli alleati: devono accorrere ad aiutarlo nello stretto di Hormuz, ha tuonato, altrimenti il futuro della Nato sarà molto negativo. La solitamente tremebonda Europa, stavolta ha detto No.

  32. 169

    Le conseguenze del referendum

    Come era facile da immaginare nonostante le puntute smentite iniziali, a una settimana dal voto possiamo tranquillamente constatare che il referendum sulla magistratura si è politicizzato moltissimo. Non è più solo un quesito per decidere se sorteggiare o meno i componenti del Csm, ma anche su questo governo.

  33. 168

    Meloni, la clava e la chat

    Nella stessa giornata, la premier Giorgia Meloni chiama tutti i leader di opposizione per tentare di creare un clima migliore, e poi a una manifestazione per il Sì al referendum attacca duramente la magistratura. La clava e la chat, nelle stesse ore.

  34. 167

    Referendum, un sorteggio senza parità di genere

    Il referendum sulla giustizia sta diventando una competizione tutta politica in cui la posta in gioco è difendere il governo – per chi vota Sì - o tentare di infliggergli una sconfitta – per chi vota No. Ma a voler restare al merito, c’è un aspetto poco discusso della riforma che mi sembra interessante: la mancanza di un meccanismo per garantire parità di genere.

  35. 166

    La lezione di Meloni e il plotone d’esecuzione

    Ieri la premier Giorgia Meloni ha diffuso un video di quasi 14 minuti per sostenere il Sì al referendum. Cercando di contenere i toni e giurando che la riforma non è ?contro i magistrati?. Peccato che, nello stesso tempo, la capa di gabinetto del ministro Nordio chiedeva di votare Sì per togliere di mezzo la magistratura.

  36. 165

    Non condivido e non condanno, come Ponzio Pilato

    In attesa che la premier Giorgia Meloni riferisca sulla guerra in Iran in Parlamento mercoledì, ieri sera ne ha parlato alla trasmissione Fuori dal coro. E l’abbiamo scoperta nella versione Ponzio Pilato: non condivido e non condanno.

  37. 164

    Da Almasri all’Iran, Meloni evita il Parlamento

    E’ normale che ci sia preoccupazione per una guerra che continua a estendersi, e che il governo sia chiamato a riferire in Parlamento. La premier Giorgia Meloni però non ci è andata, ha preferito rassicurare il Paese per radio. Previste le sue comunicazioni l’11 marzo.

  38. 163

    L’Europa tra incudine Iran e martello Trump

    A cinque giorni dall’attacco di America e Israele all’Iran, l’Europa si trova a dover decidere cosa fare, in questa guerra esplosa ai suoi confini che la minaccia sempre più da vicino. E come spesso avviene, rischia di andare in ordine sparso.

  39. 162

    Tony, Giuseppi e il dibattito italiano mentre il mondo brucia

    Mentre il conflitto in Medio Oriente si espande, e il presidente francese Macron annuncia uno storico piano di deterrenza nucleare esteso all’Europa, nel nostro Parlamento l’audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto è finita in una quasi rissa tra maggioranza e opposizione.

  40. 161

    Le previsioni sulla guerra di Trump e i dubbi dei Maga

    A sentire Donald Trump, nel suo primo anno di seconda presidenza americana ha già concluso otto guerre. E ne ha iniziata una, sabato scorso, contro l’Iran. Dallo sviluppo imprevedibile e i tempi incerti: tra i suoi sostenitori questa iniziativa non piace per niente.

  41. 160

    Via i collegi e no alle preferenze, viva il popolo che decide

    Puntuale come un treno giapponese, anche in questa legislatura, a un anno dalle Politiche, la maggioranza al governo sforna una proposta di riforma del sistema di voto.

  42. 159

    Gli interventi selettivi della premier Meloni

    Mi è molto chiaro cosa pensi la nostra premier, Giorgia Meloni, di Sanremo e anche della mancata presenza del comico Andrea Pucci. Molto meno so invece di cosa pensi del terremoto successo in America sui dazi.

  43. 158

    La marcia per Quentin e la violenza politica in Francia

    Era stata presentata solo come una marcia in omaggio alla vittima, quella organizzata sabato da gruppuscoli di estrema destra a Lione. E’ stata molto più di così, è stata una manifestazione molto, molto politica, contro tutta la sinistra.

  44. 157

    Questi giorni di cenere e l’impegno civile della musica

    Ieri la rockband irlandese U2 ha inaspettatamente diffuso cinque nuove canzoni e una poesia. E’ atteso un loro album quest’anno, e arriverà, ma per ora ci regalano queste tracce che parlano di Iran e Palestina, di Minneapolis e Ucraina. Canzoni che, dice il loro carismatico frontman, Bono Vox, “non potevano aspettare, erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento”.

  45. 156

    La cronaca usata come clava contro i magistrati

    La migliore dimostrazione del fatto che le posizioni sul referendum sulla giustizia si stanno avvicinando, e che quella che il governo considerava una passeggiata rischia di diventare una maratona dal risultato incerto, è l’ennesimo attacco ai magistrati di Giorgia Meloni.

  46. 155

    Il Board per Gaza che fa litigare in Italia e in Europa

    Si litiga in Italia, sul famoso Board of peace per Gaza di Donald Trump. Ma provoca tensioni fortissime anche in Europa. Come quasi tutte le iniziative del presidente americano.

  47. 154

    Merz, il Board per Gaza e la scelta di Meloni

    Da quando Donald Trump è entrato in carica come presidente degli Stati Uniti, tanti osservatori chiedono alla premier Giorgia Meloni di dire chiaramente da che parte sta. Con il Tycoon, ideologicamente a lei vicino ma che considera l’Europa un continente in declino, o con l’Unione europea che prova a reagire e a rispondere a tono agli attacchi scomposti dell’alleato americano? Ecco, mi sa che dopo questo weekend non c’è più bisogno di chiederglielo.

  48. 153

    Le regole, il casco dell’atleta ucraino e il bimbo del bus

    Come annunciato, ieri è stato squalificato l’atleta ucraino che voleva gareggiare alle Olimpiadi con un casco che ritrae vari volti di sportivi suoi compatrioti morti in guerra. “E’ il prezzo della nostra dignità”, ha commentato amaro.

  49. 152

    Lo sbarco di Nordio in tv e la politica nel referendum

    Entra nel vivo la campagna elettorale del referendum sulla giustizia. E con i sondaggi che danno un recupero del No, corrono ai ripari dal governo: stasera da Bruno Vespa il ministro della Giustizia Carlo Nordio si confronterà con il presidente del comitato società civile per il No Giovanni Bachelet.

  50. 151

    Il ciclone Vannacci su destra e sinistra

    Per la prima volta oggi il governo metterà la fiducia sul decreto per inviare armi all’Ucraina. Non lo aveva mai dovuto fare prima: a cambiare le carte in tavola è stato il nuovo partito del generale Roberto Vannacci.

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