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Pagine Esteri
by Pagine Esteri
In un’era di saturazione dell’informazione, segnata dal lento e in apparenza inesorabile declino della carta stampata e dalla moltiplicazione di siti simili per contenuti e finalità, in prevalenza pubblicitarie, è sempre più arduo per chi naviga in rete poter approfondire temi di importanza centrale e arrivare a una maggiore comprensione dei motivi che sono dietro a guerre, crisi economiche, sollevazioni popolari, flussi migratori, sfruttamento del lavoro, forme nuove e vecchie di schiavitù, successi e arretramenti nell’emancipazione femminile in aree del mondo che pure sentiamo nominare ogni giorno. La superficialità di gran parte dell’informazione in Internet, specie quella disponibile sui social, non aiuta a migliorare la conoscenza di culture diverse e lontane. Pagine Esteri, rivista online di approfondimento storico-politico-culturale, procede in controtendenza e offre ai suoi lettori una informazione solida e indipendente dal Medio Oriente, dall’Africa, dal Mediterran
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Crisi nel Golfo. Anche il cloud e l’intelligenza artificiale sono un bersaglio
I droni iraniani a basso costo hanno messo in crisi l’ambizione delle monarchie arabe sunnite di diventare il terzo pilastro dell'IA dopo Stati Uniti e Cina
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La Cina entra finalmente nella partita mediorientale
Di fronte all'estremismo di Trump e di Israele, la Cina non può più stare a guardare la destabilizzazione di una regione sempre più importante per i suoi approvvigionamenti energetici e per i suoi commerci.
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Wonder cabinet, la produzione culturale in tempo di guerra
È un laboratorio multifunzionale a Betlemme con stretti legami con l'Italia. La struttura è stata progettata dagli architetti palestinesi Elias e Yousef Anastas. Intervista alla direttrice Ilaria Speri.
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Attacco all'alleato Iran, come risponderà Pechino?
Attacco all'alleato Iran, come risponderà Pechino?La Cina chiede la fine delle ostilità e il rispetto della sovranità territoriale di Tehran. L'aggressione a un membro dei brics e della Shanghai cooperation organization rappresentanta un problema inedito per la Cina, che potrebbe fare saltare la visita di Donald Trump a fine mese
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206
In Cina è l'ora dell'anno del cavallo. Perché il 2026 sarà cruciale
Il partito comunista atteso da una serie di sfide: dare labbrivio al quindicesimo piano quinquennale in una situazione di rallentamento economico, poi il vertice tra Di e Trump, mentre continua la campagna anticorruzione negli apparati civili e militari.
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205
Perché Xi Jinping purga i vertici dell'esercito
L'arresto del vice capo della commissione centrale militare Zhang Youxia evidenzia la volontà del presidente cinese di mantenere il controllo assoluto su un esercito obbediente. Più che per Taiwan i militari secondo Xi devono servire a fronteggiare qualsiasi minaccia interna sostenuta dall'esterno. Il Podcast di Michelangelo Cocco
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204
Le liste nere di Trump: Washington cancella il diritto di viaggiare anche degli italiani
Nel dicembre 2020 la giornalista Geraldina Colotti con un passato giudiziario ormai chiuso e una lunga esperienza in America Latina, viene bloccata all’aeroporto di Fiumicino senza spiegazioni formali. Un’inchiesta legale porta alla scoperta di un sistema di liste nere statunitensi che, ben oltre i confini degli Stati Uniti, limita il transito, l’ingresso e la libertà di movimento di persone ritenute indesiderate perché sostengono Paesi sanzionati da Washington, come il Venezuela.
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203
SIRIA. Un anno di celebrazioni, tra problemi atavici e l'incertezza del futuro
A Damasco e nelle più importanti città del Paese si celebra il primo anniversario della caduta di Bashar al-Assad e della presa del potere da parte del gruppo dell'autoproclamato presidente Ahmad al-Sharaa.
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202
Non solo New York. Mamdani scuote l'establishment democratico
Il neosindaco ha dimostrato che la sinistra può e deve tornare a fare la sinistra se vuole battere Donald Trump e mettere in crisi il dominio dell'oligarchia capitalista. L'intervista alla giornalista Giovanna Branca inviata a New York.
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Vertice Usa-Cina. Trump canta vittoria ma il successo politico è di Pechino
Cina e Stati Uniti trovano l'accordo su terre rare, fentanyl e soia. L'intesa favorisce un disgelo commerciale ma è prigioniera della competizione strategica tra i due Paesi. La corrispondenza da Shanghai è di Michelangelo Cocco.
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CINA. A Pechino al via il Comitato centrale
Da oggi il leader Xi Jinping e altri leader del Partito comunista si riuniscono per definire gli obiettivi per i prossimi cinque anni. La corrispondenza da Shanghai di Michelangelo Cocco.
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Testimonianza da Gaza: in migliaia ritornano verso le case distrutte
"Dobbiamo cominciare a ricostruire. Ma dobbiamo ricostruire noi stessi prima, la nostra anima". Sami Abu Omar, cooperante di Gaza, ci racconta le prime ore del cessate il fuoco e la situazione nella Striscia di Gaza.
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198
Dal 7 ottobre è cambiato il mondo ma Trump non considera i palestinesi
Manifestazioni oceaniche globali dicono che il mondo vuole realizzare i diritti dei palestinesi. Ma il piano del presidente Usa, celebrato da governi arabi e occidentali, non offre garanzie a un popolo che chiede libertà e la fine dell'occupazione. Ne discutono insieme, Eliana Riva e Michele Giorgio
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Tsunami politico in Giappone, l'ultranazionalista Sanae Takaichi sarà premier
Seguendo la tendenza politica che si registra in buona parte dei Paesi occidentali, anche il Giappone svolta verso destra. E lo fa con l'ultraconservatrice Sanae Takaichi, 64 anni, che ha clamorosamente sconfitto il favorito Shinjiro Koizumi alle elezioni per la presidenza del Partito liberaldemocratico (Pld) che domina la politica giapponese da decenni. Al ballottaggio, Takaichi ha raccolto maggiori consensi tra i deputati fedeli agli esclusi al primo turno, battendo Koizumi per 185 voti contro 156. Sarà la prima donna premier del Giappone. Ascoltiamo la corrispondenza da Shanghai del giornalista e analista Michelangelo Cocco.
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196
All'Onu la via alternativa della Cina a Trump
Pechino si candida a guidare il sud del mondo e propone le sue iniziative globali. Per la prima volta, la Cina promette di ridurre le emissioni di gas serra. Contro Donald Trump che nega l'esistenza di una crisi climatica, il presidente Xi Jinping ha dichiarato, durante la conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che il suo Paese cercherà di ridurre le emissioni di almeno il 7-10 percento entro il 2035. Ascoltiamo la corrispondenza da Shanghai di Michelangelo Cocco.
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195
Flotilla Sumud: "No al piano del governo Meloni, la missione per Gaza va avanti"
La portavoce Maria Elena Delia: "La proposta del governo italiano non apre un corridoio umanitario permanente per Gaza, è solo una iniziativa estemporanea con il fine di fermare la GSF"
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194
Cina-Usa: TikTok destinata a finire alla Oracle dell’amico di Trump
Previsto oggi il colloquio tra Trump e Xi Jinping. Il social cinese vale 200 miliardi di dollari e negli Usa ha 170 milioni di utenti. L'accordo potrebbe portare a sviluppi nelle difficili relazioni tra Washington e Pechino
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Testimonianza da Gaza: "È una catastrofe"
Pagine Esteri ha raggiunto nel campo di tende di Mawasi, a sud di Gaza, Sami Abu Omar, direttore del centro culturale italo-palestinese Vik. Le sue parole riassumono il dramma della popolazione palestinese, travolta dall'offensiva israeliana su Gaza City.
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SUMUD FLOTILLA: Maria Elena Delia: "Siamo determinati a raggiungere Gaza"
Intervista alla portavoce italiana della GSF diretta verso le acque della Striscia di Gaza. "Le minacce del ministro Ben Gvir ci preoccupano, ma non rinunciamo alla nostra missione a sostegno della popolazione di palestinese. Il diritto internazionale è dalla nostra parte".
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La Handala si avvicina a Gaza. La testimonianza di Antonio Mazzeo
Dopo sei giorni di navigazione, la piccola nave Handala si avvicina a Gaza dove conta di portare aiuti umanitari e la solidarietà della società civile internazionale alla popolazione palestinese allo stremo.
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190
Trump pronto a compiacere Netanyahu, ma la tregua a Gaza è lontana
Oggi l'incontro tra il presidente americano e il premier israeliano. In agenda oltre a un possibile cessate il fuoco nella Striscia, c'è anche la politica comune contro l'Iran. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio a Gerusalemme.
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La Cina paciera del sud globale
Istituita a Hong Kong l'Organizzazione internazionale per la mediazione, un altro tassello del soft power cinese per unire il sud del mondo contro il protezionismo di Trump
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Sudan sempre più nel baratro. L'incubo dei droni
Il paese africano, devastato da due anni di guerra civile, fa ora i conti con le mire con gli appetiti degli Emirati che non rinunciano a controllare le sue riserve dell'oro.
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Cina-Palestina. Pechino sostiene Gaza ma è prudente con Israele
Non corrispondono al vero le voci di aiuti cinesi paracadutati alla popolazione della Striscia. Pechino però è ferma nel sostegno ai palestinesi e appoggia la risoluzione dell'ultimo vertice arabo. Ma per interessi economici e strategici evita di contrastare la politica americana di sostegno a Israele.
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186
Israele celebra l'occupazione di Gerusalemme
Migliaia di israeliani sfilano nel "giorno di Gerusalemme" per affermare il controllo totale della città da parte dello stato ebraico. Prevista anche la "marcia delle bandiere" nella zona palestinese. Provocazioni e violenze a danno della popolazione araba. Da Gerusalemme, il podcast di Michele Giorgio
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185
Astensionismo e sfiducia: il voto argentino premia ancora Milei
L'Argentina è nel pieno del processo elettorale delle elezioni provinciali che sono iniziate il 13 aprile e si concluderà a settembre. Poi ad Ottobre sarà la volta del rinnovo di mezzo parlamento.Fino ad ora è emerso che nonostante il consenso di Milei sia in calo ad essere davvero in crisi sono il Pro, il partito dell'ex presidente Macri, e le opposizioni a sinistra.In questo contesto si alza il tasso di astensionismo ma anche il peso elettorale della Libertà Avanza il partito del presidente Milei. Il podcast di Andrea Cegna.
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184
Libia: Calma precaria dopo gli scontri di ieri. Ucciso un capo delle milizie.
SOMMARIO L’eliminazione di Abdulghani al Kikli, detto “Ghaniwa”, era pianificata da tempo. Questo il commento di molti a Tripoli dopo l’omicidio del comandante del Support Force Apparatus SSA, un delle milizie armate più potenti. Di ciò e degli scontri violenti di ieri nella capitale libica abbiamo parlato con Ahmad Kashbur, cooperante a Tripoli ed osservatore degli sviluppi politici nel paese.
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183
India-Pakistan. "Siamo solo all'inizio dell'escalation militare"
Nuove motivazioni e interessi si aggiungono alle storiche narrazioni delle due parti. L'Europa chiede moderazione, ma si è già schierata con New Dehli. Intervista a Claudio Avella fotoreporter in India e collaboratore di Pagine Esteri
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MESSICO. I legami sistematici tra violenza criminale e stato
In Messico la violenza è strutturale, è ciò che governa i territori. Una violenza sistemica agita da diversi attori, e con diverse modalità ma con lo stesso obiettivo: controllare il territorio, estrarre ricchezza, e ridisegnare il Messico. Una guerra iniziata negli anni ’60 del secolo scorso e che con intensità diverse è arrivata al 2006 quando si è fatta quotidiana e aperta, non coinvolge più solo attivisti e attiviste politiche. È una guerra totale, che spaventa la popolazione. Ne parliamo con le ricercatrici italiane in Messico Emanuela Borzachiello e Lucia Linsalata.
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181
Guerra commerciale USA-CINA, Pechino risponde colpo su colpo
La Cina ha deciso di rialzare le tariffe al 125% sui prodotti americani in risposta alla decisione di Donald Trump di portare i dazi sull'import da Pechino al 145%. Mentre la guerra dei dazi innescata dal presidente Usa Trump diventa più aspra contro la Cina e segna per un attimo il passo contro l'Ue, Xi Jinping porge la mano all'Europa con l'idea di creare un asse contro le "prepotenze unilaterali" (degli Usa). Ascoltiamo la corrispondenza da Shanghai del nostro collaboratore Michelangelo Cocco.
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180
Libano 1975. Le ferite mai rimarginate della guerra civile
50 anni dopo l'inizio del conflitto settario e politico interno, segnato da massacri e da decine di migliaia di civili e miliziani uccisi, il pericolo di una nuova guerra civile appare remoto sebbene sia sempre evocato. I libanesi ora fanno i conti prima di ogni altra cosa con le conseguenze e le devastazioni provocate dagli attacchi israeliani nel sud del paese e nella capitale. Ne abbiamo parlato con il giornalista e analista Lorenzo Trombetta a Beirut, esperto di Libano e Siria.
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SIRIA. Al Sharaa promette giustizia, ma le uccisioni di alawiti continuano
Il presidente autoproclamato della Siria, Ahmed Sharaa, ha dichiarato che le uccisioni negli ultimi tre giorni di centinaia di siriani alawiti rappresentano una minaccia all’unità del Paese e ha promesso di punire i responsabili, compresi i suoi stessi alleati, se necessario. Ma dalle regioni costiere giungono anche oggi notizie di uccisioni e saccheggi e di villaggi alawiti – considerati roccaforti dei sostenitori del presidente deposto Bashar Assad – dati alle fiamme da bande di miliziani sunniti alleati delle forze di sicurezza. Gli oltre 1500 morti di questi giorni, in gran parte civili, hanno gettato più di un’ombra sul futuro della Siria oggi governata da religiosi estremisti mentre i governi occidentali e le monarchie sunnite arabe continuano ad elogiare Ahmed Sharaa e a promettergli aiuti economici e sostegni politici. Sharaa sarebbe stato invitato alla conferenza dei donatori Bruxelles. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Trombetta, giornalista e analista, specialista di Siria e Libano.
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178
La Cina: no alla pulizia etnica
Pechino interviene contro l'idea di Trump di una Riviera senza palestinesi a Gaza. Il podcast di Michelangelo Cocco.
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La Siria due mesi dopo la caduta di Assad: speranze e timori
Regnano molte incertezze intorno al futuro del Paese e le intenzioni dei nuovi governanti. Nonostante le difficoltà della vita quotidiana, la povertà è molto diffusa, gran parte dei siriani guarda con cauto ottimismo ai prossimi mesi ed anni. Ne abbiamo parlato con l'attivista dei diritti umani Giovanna Cavallo, in questi giorni alla guida della delegazione italiana "Nuova Siria con gli occhi dei civili" giunta a Damasco nei giorni scorsi.
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"Trump vaneggia, i palestinesi non andranno via da Gaza"
Eliana Riva e Michele Giorgio di Pagine Esteri commentano, con il contributo da Gaza del palestinese Sami Abu Omar, il piano di Donald Trump di prendere il controllo della Striscia e di ricostruirla dopo aver cacciato via la sua popolazione. Un progetto che non solo i palestinesi considerano "folle" e che, invece, piace a Netanyahu, ai suoi ministri e tanti israeliani.
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175
UNRWA. L'agenzia dell'Onu costretta da Israele a cessare attività a Gerusalemme
Le leggi approvate dalla Knesset prevedono che israele non collabori più in alcun modo con l'Unrwa che assiste milioni di profughi palestinesi. L'agenzia oltre a dover uscire da Gerusalemme avrà forti limitazioni nelle sue operazioni di assistenza anche in Cisgiordania e a Gaza.
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174
"La guerra com'è", lo spettacolo di Elio Germano tratto dal libro di Gino Strada
“La guerra non è inevitabile. La guerra è solo una pessima abitudine”. Parole di Gino Strada portate in teatro dall’attore Elio Germano in tour con lo spettacolo “La guerra com’è”, tratto dal libro del fondatore di Emergency “Una persona alla volta”.Un testo che offre molti spunti di riflessione sull’inutilità dei conflitti e sulle drastiche conseguenze per la popolazione civile. Un pensiero che appare quasi rivoluzionario in un momento storico in cui nel mondo sono in corso più di cinquanta guerre.Ne abbiamo parlato con Simonetta Gola, responsabile della comunicazione di Emergency che ha lanciato la campagna “R1pud1a” per ottenere la piena attuazione dell’articolo 11 della Costituzione.
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173
"Tregua vicina a Gaza. Saranno liberati ostaggi e prigionieri palestinesi"
Dovrebbero essere definiti oggi gli ultimi dettagli dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Attesa della popolazione palestinese nella Striscia. In Israele la destra estrema si oppone all'intesa e parla di "resa".
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172
Passato Assad arriva il jihadista Al Julani: la Siria nell'incertezza, Israele si avvantaggia
Joe Biden, Ursula von der Leyen, il turco Erdogan e altri leader occidentali applaudono alla fine della dinastia Assad e si dichiarano pronti a collaborare per aiutare la Siria in politica e in economia. A Damasco, invece, si nutrono sentimenti contrastanti. Se la maggioranza dei siriani è felice per l'uscita di scena del regime al potere dagli anni '60, le minoranze, tutelate sino a ieri da Assad, temono il pugno di ferro dei nuovi padroni del Paese. I curdi guardano con preoccupazione alle mosse di Ankara contro la loro autonomia nel nord-est della Siria. Intervista al direttore di Pagine Esteri, Michele Giorgio.
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SIRIA. Caduta Hama, i jihadisti si lanciano verso Homs
Prosegue l'offensiva delle forze guidate da Hay'at Tahrir Al Sham che sta travolgendo oltre ogni previsione le forze governative siriane. L'eventuale caduta di Homs taglierebbe i collegamenti verso la costa e le basi russe. L'analisi del giornalista Lorenzo Trombetta, esperto di Siria e Libano.
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LIBANO. Forte tensione ma la tregua regge. Gaza teme di restare sola
Migliaia di libanesi sono già tornati ai loro villaggi, dove però incontrano mezzi corazzati e truppe dello Stato ebraico. Il giornalista di Gaza Safwat Kahlout spiega lo stato d'animo della popolazione della Striscia che resta sotto attacco.
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169
Israele rafforza l'occupazione di Gaza, ma in Libano Hezbollah è una spina nel fianco
L'esercito israeliano allarga e costruisce postazioni sui corridoi Netzarim e Filadelfia segnalando di voler restare nella Striscia, soggetta sempre a pesanti raid aerei che provocano decine di morti e feriti. In Libano invece le sue truppe incontrano la forte resistenza dei combattenti del movimento sciita e ciò potrebbe spingere Netanyahu ad accettare una tregua nelle prossime settimane. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, in collegamento da Gerusalemme.
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Speciale USA. Trump o Harris? Palestinesi indifferenti, Israele vuole il tycoon
Le presidenziali americane non suscitano emozioni nei Territori palestinesi occupati, dove è comunque forte il risentimento per l'appoggio militare di Washington allo Stato ebraico contro Gaza. Neyanyahu invece, spiega il nostro direttore Michele Giorgio, spera nella vittoria di Trump, un suo alleato inossidabile.
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166
Speciale USA. Cosa cambierà il voto per la Russia?
Nonostante Donald Trump si sia vantato, negli ultimi giorni di campagna elettorale, di avere avuto una politica dura nei confronti di Mosca durante la sua presidenza, buona parte dell'opinione pubblica russa spera in una vittoria dell'ex presidente repubblicano.Un piano di pace con l'Ucraina potrebbe in effetti essere più probabile con Trump alla Casa Bianca ma rimane il dubbio sulla fine delle sanzioni, obiettivo di primo piano per Vladimir Putin. Ne abbiamo parlato con Francesco Dall'Aglio*, studioso ed esperto di Europa orientale.
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HEZBOLLAH. Naim Qassem, leader di basso profilo nella continuità di Nasrallah
Intervista a Lorenzo Trombetta, analista e giornalista a Beirut, esperto di Libano e Siria.
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SIRIA. Intervista al cooperante Andrea Sparro
450.000 persone hanno attraversato i confini libanesi per entrare in Siria dopo l'inizio degli attacchi israeliani.
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Coloni alla carica: ricolonizziamo Gaza
Migliaia di israeliani di destra si sono riuniti nei pressi di Gaza per lanciare il loro piano di conferma dell'occupazione militare della Striscia e per parlare della ricostruzione degli insediamenti coloniali che fuono evacuati nel 2005. Alla manifestazione hanno preso parte deputati e alti rappresentanti della destra israeliana. Ne abbiamo parlato con il direttore di Pagine Esteri, Michele Giorgio.
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Un bagno di sangue a Gaza che si allarga a tutta la regione
Mentre Israele commemora le proprie vittime del 7 ottobre 2023, con iniziative e raduni in tutto il Paese, i palestinesi ricordano l'inizio di una catastrofe che ha raso al suolo Gaza, sfollando quasi l'intera popolazione e causando circa 42.000 morti tra cui circa 17.000 bambini. La comunità internazionale ha fallito tutti i tentativi di fermare una guerra che in realtà è cominciata molto prima del 7 ottobre 2023. Ne abbiamo parlato, da Gerusalemme, con il direttore di Pagine Esteri, Michele Giorgio.
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Israele si prepara ad attaccare l'Iran e colpire gli impianti petroliferi
L'Iran ha dichiarato che il potente attacco missilistico di ieri rappresentava una risposta agli omicidi del leader di Hamas Ismail Haniyeh, di quello di Hezbollah, Hassan Nasrallah e di alcuni comandanti della Guardia rivoluzionaria. Teheran ha aggiunto che non vuole che la guerra si allarghi. Ma Israele risponderà e lo farà duramente, attaccando i punti cardine dell'economia iraniana. Gli Stati Uniti provano a mediare l'intervento di Tel Aviv, nel tentativo di evitare un conflitto che avrebbe conseguenze gravissime. Ma, nonostante i moniti, la pressione di Washington non riuscirà a fermare Netanyahu che persegue invece un obiettivo ben più ambizioso: ridisegnare il Medio Oriente e distruggere i propri nemici. Ne abbiamo parlato con il direttore di Pagine Esteri, Michele Giorgio, in collegamento da Gerusalemme.
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