Scienza dell'esperienza

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Scienza dell'esperienza

Approfondimenti e informazioni per recuperare un ruolo attivo e consapevole nella cura di sé nell’affrontare le problematiche di salute più frequenti, e a volte, più drammatiche. Approfondimenti per mettere in luce il legame, troppo spesso ignorato, tra sintomi, segni, ed esperienza vissuta, in altre parole le nostre emozioni, il nostro modo di comprendere il mondo e quello che ci sta accadendo. Perché ogni cura, per essere realmente efficace, ha bisogno del coinvolgimento attivo della persona ‘in carne ed ossa’.L’approccio fenomenologico post-razionalista è un ambito di ricerca e pratica clinica che connette saperi in apparenza lontani quali la fenomenologia ermeneutica, le neuroscienze, la psicologia cognitiva e la sociologia per ri-definire e ricomprendere l’esperienza pratica di vita, la traiettoria dell’identità personale, e fornire un senso ‘esistenziale’ e storico alla sofferenza e ai sintomi clinici più diffusi nella pratica clinica.Tale ri-c

  1. 9

    L'approccio fenomenologico alla psicoterapia di gruppo. Intervista alla dott.ssa Imma D'Errico

    La presente intervista alla dott.ssa Imma D'Errico — psichiatra e psicoterapeuta — esplora un approccio originale alla psicoterapia di gruppo basato sull’integrazione tra fenomenologia, arti performative e dimensione corporea. L’intervento, sviluppato in collaborazione con l’esperta in arti performative Tita Tummillo, è frutto di oltre quindici anni di attività clinica, prevalentemente in contesti di salute mentale e riabilitazione. L’articolo illustra i fondamenti teorici del metodo, le implicazioni cliniche, le modalità operative e le sfide che emergono nella conduzione dei gruppi terapeutici.Buon ascolto!

  2. 8

    Quale realtà per la psicologia? Riflessioni ontologiche con il dott. Vittorio Conti

    In questo podcast parliamo di psicologia come 'scienza dell'esperienza personale', ossia di una psicologia fenomenologicamente orientata che mette al centro delle proprie indagini l'esperienza quotidiana di esserci che tutti facciamo come base ontologica fondamentale per la pratica clinica e per la ricerca. Oltre le aprorie di un naturalismo che ci concepisce come 'cose' prodotte da 'meccanismi' e sovrascirve la realtà, sempre emotiva, che noi siamo a livello esistenziale.Ne parliamo con il dott. Vittorio Conti, docente a contratto presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e docente incaricato associato presso l'Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana, didatta presso la Scuola di Psicoterapia cognitivo post-razionalista (IPRA).Buon ascolto!

  3. 7

    Microbiota Intestinale, Emicrania e Disturbi Psicologici - Approfondimento dalla ricerca

    Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha evidenziato una comunicazione bidirezionale tra l’intestino e il cervello, nota come asse intestino-cervello. Questa connessione è mediata da vari percorsi, tra cui il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario. Il microbiota intestinale, gioca un ruolo cruciale in questa comunicazione, influenzando l’infiammazione e il metabolismo dei neurotrasmettitori, sostanze chimiche essenziali per la nostra salute mentale.In questo podcast, primo di una lunga serie, approfondiamo l'argomento, partendo da una review dell'International Journal of Molecular Sciences (clicca qui, per leggerlo) e andiamo a vedere il ruolo del microbiota intestinale ripsetto all'Emicrania e ai disturbi mentali più comuni.Podcast realizzato dal dott. Edgardo Reali e dalla dott.ssa Claudia Lanni. 

  4. 6

    Dolore e cervello: il ruolo cruciale delle emozioni. Intervista al dott. Ernesto Losavio

    In questo podcast, parliamo di dolore da un punto di vista neurofisiopatologico con il dott. Ernesto Losavio, Primario della U.O. di Neurologia Riabilitativa ed Unità Spinale dell'ICS Maugeri di Bari.E vediamo il dolore da un punto di vista neurologico e clinico, vedendo come le emozioni giochino un ruolo cruciale nella sua intensità, espressione e gestione. D'altra parte, il dolore è un fenomeno soggettivo ed è importante avere sempre uno sguardo globale, capace di contestualizzare la sua insorgenza all'interno della cornice di una vita concreta in modo da non ridurre il problema alla sola dimensione farmacologica.Con il conseguente rischio che la situazione si possa cronicizzare o auto-alimentare attraverso un uso inadeguato dei farmaci. Buon ascolto.

  5. 5

    Sessualità e psicologia clinica: quali pregiudizi occorre superare? Ne parliamo con la dott.ssa Paola Tomasello

    La dott.ssa Paola Tomasello è psicoterapeuta, sessuologa e formatrice.Attualmente svolge attività clinica, di formazione e di ricerca.Di seguito le domande che faremo alla dott.ssa Paola Tomasello:A differenza della precedente edizione, nel DSM-5 i disturbi sessuali non sono più conglobati in una stessa categoria ma in tre categorie distinte: le Disforie di Genere, le Parafilie, le Disfunzioni Sessuali.Ce ne vuoi parlare? Cosa si intende con questi termini?Parlare di ‘disfunzioni sessuali’ rimanda a una visione meccanicista, in cui dobbiamo ‘funzionare’. Anche se, da un punto di vista fenomenologico, potremmo dire che la sessualità, l’eccitazione, il piacere piuttosto ‘accade’, quando ci si lascia andare. Da un punto di vista fenomenologico, quali sono le caratteristiche salienti di queste esperienze? Quali le differenze tra i generi?Nel DSM-5, sono state aggiunte disfunzioni sessuali specifiche per genere, e, per le donne, il Disturbo da Desiderio Sessuale e il Disturbo di Eccitazione Sessuale sono stati combinati in un unico disturbo: Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile. Ce ne vuoi parlare?Il vaginismo e la dispareunia, che erano spesso coesistenti e difficili da distinguere, sono stati conglobati nel disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione. La proposta di riunirli in un unico disturbo è stata dettata dalla reale difficoltà di differenziare questi due disturbi nella pratica clinica. Da che cosa dipende?Nella tua esperienza clinica, ci sono pregiudizi particolari e/o idee del senso comune che possono favorire l’emergere di problemi clinici? Quali? Ce ne vuoi parlare?

  6. 4

    Psicologia e Diabete. Quale ruolo per la psicologia negli interventi sanitari?

    Quale ruolo per la psicologia in ambito medico? Questa sarà una domanda costante che ci porremo costantemente nel podcast Scienza dell'esperienza. Nella seconda parte di una lunga e approfondita chiacchierata con il dott. Catello Parmentola (ascolta la prima parte, cliccando qui), già componente della commissione che ha redatto il codice deontologico italiano degli Psicologi e ha 'fondato', insieme ad altri illustri colleghi, i confini professionali pratici, reali, di questa professione, parliamo del ruolo che la psicologia può avere in diversi ambiti sanitari.Nel suo percorso professionale, il dott. Parmentola ha promosso, 'inventato', e sviluppato la presenza dello psicologo in diabetologia, al fine di favorire la cura e la presa in carico della persona, o meglio, la 'calibratura' sulla soggettività al fine di favorire l'efficacia terapeutica degli interventi sanitari.Iniziativa nata dall'insoddisfazione e dai palesi limiti di un approccio biomedico che vuole occuparsi solo di un pancreas, lasciando nella più oscura insignificanza i piani della vita della persona in cura.Senza una parallela presa in carico dei bisogni della persona, la cura specialistica diviene una cura sul paziente, in cui l'ascolto della persona portatrice della condizione viene messa in secondo piano, come se la dimensione soggettiva non avesse un impatto reale sulla salute globale e/o sulla comparsa e intensità degli stessi sintomi fisici e psicologici imposti dalla condizione di malattia.Una persona coinvolta nella cura di sé è, nella pratica clinica, un alleato fondamentale per lo specialista. E ha un impatto importante sugli esiti di salute di progetti terapeutici pensati per affrontare patologie complesse, croniche, che richiedono un approccio multidisciplinare, in cui il ruolo attivo della persona è essenziale. Tuttavia, una persona è attiva nella cura di sé, solo quando questo serve a raggiungere obiettivi concreti che coinvolgono la propria vita concreta.Il piano esistenziale della persona stessa. Compito dello psicologo diviene quindi l'ascolto di questa soggettività, la 'calibratura' di questa soggettività rispetto alla capacità della persona di rispondere ai propri bisogni, continuando ad avere la possibilità di vivere e di avere una propria autonomia.In questo podcast, parliamo di questo e di molto altro ancora, stimolati dalle domande della nostra rete professionale.

  7. 3

    Storia (epistemologica) della psicologia italiana. Intervista al dott. Catello Parmentola

    Riprende il podcast Scienza dell'Esperienza. Nell'episodio di oggi intervistiamo il dott. Catello Parmentola, psicologo e psicoterapeuta, componente della Commissione Deontologia dell’Ordine Nazionale che estese il primo Codice Deontologico degli Psicologi italiani.Parmentola è autore di un testo uscito nel 2022: "La storia della psicologia italiana. Per connettere, identificare, appartenere", nel quale ripercorre la storia della psicologia italiana, soffermandosi su alcuni punti di svolta, che dalle origini ci hanno condotto fino alla legge istitutiva del 1989 e alla legge 3/2018 che ha fatto rientrare la psicologia tra le professioni sanitarie.Con lui parliamo di epistemologia e ci interroghiamo sull'oggetto della psicologia e sul ruolo dello psicologo nel mondo e nell'ambito sanitario (che viene approfondita in una seconda parte dedicata di questo approfondimento).Buon ascolto

  8. 2

    Per una Medicina Umana. Quale ruolo per la fenomenologia in ambito medico?

    In questa puntata, parliamo di psicologia, di umanizzazione delle cure sanitarie, di cambio di paradigma nell’ambito della salute e della sanità pubblica a partire dalla fenomenologia. Lo facciamo con il dott. Stefano Marchese, psicologo, educatore e psicoterapeuta, docente IPRA. Lavora nel campo della cronicità e della patologia organica, sostenitore di reti e della funzione pubblica dell’intervento psicologico, costruttore di possibilità, libero professionista.Buon ascolto!Per approfondire i contenuti del podcast “Per una Medicina Umana. Quale ruolo per la fenomenologia in ambito medico?”:FONDAMENTI DI PSICOTERAPIA FENOMENOLOGICALa sofferenza dei pazienti non è omologabile a un guasto da riparare. Non si tratta di ripristinare la funzionalità di un organismo ancora inteso – sulla base dell’ontologia antica che si declina variamente fino a Kant e a Fichte, e attraverso la loro influenza sulla fisiologia ottocentesca arriva alle neuroscienze – come quel che permane e dev’essere ogni volta compreso alla luce di una qualsivoglia teoria e di principi invarianti che si suppone reggano lo sviluppo di ciascuno. Ma è pensabile di collocarsi fuori da un simile paradigma? Il sé si può cogliere scientificamente, e curare, senza presupposti teorici vincolanti e modelli a priori? È quanto si prefigge la psicoterapia fenomenologica, di cui Giampiero Arciero, Guido Bondolfi e Viridiana Mazzola delineano qui i fondamenti, con un rigore epistemico e degli snodi metodici diversi da quelli delle scienze naturali. Se, in questa prospettiva, la psicologia diventa scienza dell’esperienza personale e del suo significato, l’accesso all’altro, alla sua assoluta singolarità, deve affidarsi anche alla subtilitas, la finezza di spirito raccomandata dagli ermeneuti. E mentre il dominio della cura si apre a convitati inusuali per le terapie della psiche, dai Padri del deserto a Heidegger, una concettualità rinnovata sgretola le paratie tra il senso e i fatti, i processi psichici e gli avvenimenti, sovvertendo la metafisica corrente dell’intersoggettività: la motilità della vita si attualizza già sempre in contesti di significatività, il corporeo si dilata oltre i confini della carne, perché partecipa alla relazione con l’altro prima di ogni mediazione empatica. L’affrancamento dalle psicoterapie scientifiche abituate a strappar via l’esperienza dalla vita ha oggi il nome di fenomenologia.FONDAMENTI DI PSICOTERAPIA FENOMENOLOGICA GIAMPIERO ARCIERO, GUIDO BONDOLFI, VIRIDIANA MAZZOLATentiamo una preliminare definizione di ‘vita umana’: un movimento storico e identitario che caratterizza un soggetto che fa esperienza, un soggetto capace di ‘essere colpito’ dall’esperienza umana, esserne assoggettato, in modo tale da poter intervenire nella propria vita attraverso la realizzazione o meno di progetti tesi ad attuare se stesso, principalmente tramite il linguaggio che raccoglie la possibilità di ‘essere colpito’ e di progettarsi in un racconto.LA PSICOLOGIA CLINICA COME SAPERE FONDAMENTALE PER (SAPER) VIVERE E (SAPER) MORIRE STEFANO MARCHESESempre dallo stesso articolo, il rapporto tra fenomenologia, psicologia e vita:“Questa articolazione non viene tenuta in considerazione nel processo di monitoraggio dei parametri biologici che finiscono per essere considerati le uniche premesse per il mantenimento dello stato in vita: in realtà costituisce ciò senza cui una vita non può definirsi ‘umana’ e non esiste come tale.Il concetto nasce dall’applicazione di un metodo fenomenologico denominato da Heidegger indicazione formale che prevede tre semi di senso o momenti dell’esplicitazione in fenomeno di un oggetto.Il primo senso è quello del contenuto: un oggetto che si manifesta, che ci colpisce.Il secondo senso è quello del riferimento, la rete potenziale e differenziale dei rimandi a cui quell’oggetto è relato, compreso il modo in cui colpisce il soggetto di esperienza, l’orizzonte delle significativitàIl terzo senso, quello dell’attuazione, è il modo concreto in cui si realizza nella storia quell’oggetto.

  9. 1

    Emicrania e cronicizzazione: quale ruolo per la psicologia? Intervista alla dott.ssa Claudia Lanni

    In questo primo episodio di ‘Scienza dell’esperienza‘, podcast di approfondimento su psicologia e medicina, secondo un approccio fenomenologico e postrazionalista, parliamo di Emicrania e Cefalee. Lo facciamo con la dott.ssa Claudia Lanni, psicologa, psicoterapeuta, specialista in Psicoterapia Cognitivo-Neuropsicologica, dal 2012 impegnata nello studio e approfondimento della cura e prevenzione della cronicizzazione delle cefalee in collaborazione con il Centro Cefalee dell’ Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Buon ascolto.

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