Scrittrici dell'altro mondo 2025-2026

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Scrittrici dell'altro mondo 2025-2026

Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e

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    Lalla Romano. Con aerea semplicità

    Pittrice prima, scrittrice poi, e infine autrice di romanzi per immagini, Lalla Romano ha attraversato tutto il Novecento – è nata in provincia di Cuneo nel 1906 e morta a Milano nel 2001. La sua scrittura indaga la memoria, i rapporti umani, le relazioni intime e i gesti quotidiani, in maniera asciutta, essenziale. Ha saputo raccontare il rapporto complesso tra una serva e una padrona, ma anche la crudele leggerezza della relazione con un figlio o la profondità estrema di un matrimonio. Si tratta di racconti che partono dalla vita vissuta dell’autrice, per diventare, però, esperienza collettiva e condivisa, squarci di esistenze inventate e realissime. Si tratta, certo, di una narrazione borghese, ma capace di metterne in luce i vizi, i lati oscuri e le piccolezze con esatta lucidità. Una scrittura che permette di rompere quelle “barriere pareti silenzio” che erigiamo “per attutire l’amore”.Carlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli Studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona, con cui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft, di cui ha recentemente curato la traduzione di Mary Wollstonecraft e la nascita del pensiero dell’uguaglianza (Mondadori, 2025), e su cui ha scritto Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft (ETS 2021). Nel 2023 ha pubblicato Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo (ETS), e Dolce o violenta che sia. Elena Giannini Belotti (Olià/Electa, 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa. 

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    Mariana Enríquez. La violenza dei corpi e sui corpi

    “Non so se riuscirei a dormire, se non venisse a trovarmi. Tutti loro, i miei morti tristi, sono una mia responsabilità”. Così, in I miei morti tristi, tradotto e pubblicato nella raccolta Un luogo soleggiato per gente ombrosa da Marsilio (2025), Mariana Enríquez dà corpo a uno spazio liminale per noi e i nostri mostri, o forse per noi, che siamo i nostri mostri.Scrittrice e giornalista, nata e cresciuta in Argentina, Mariana Enríquez è considerata una delle esponenti contemporanee del gotico costituito da una soggettività politica. Le sue storie intrecciano i paesaggi ‘reali’, marcati da profonde disuguaglianze (esito delle violenza del patriarcato, del colonialismo, della dittatura…), con fantasmi, streghe e brandelli di corpi animati, e ci permettono di stare là dove è evidente che non esista nessun confine chiaro tra queste dimensioni. Attraverso le sue più recenti pubblicazioni in lingua italiana, proveremo a discutere di corpi e delle loro vendette, della risonanza affettiva prodotta dall’orrore del quotidiano e della sua potenza politica. Arianna Mainardi è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).

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    Antonia Pozzi "e mi piaceva più del mare vero"

    Antonia Pozzi (1912-1938) è stata una poeta, fotografa, filosofa, insegnante e alpinista. È stata, anche, profondamente milanese: le elementari alla Ruffini, il ginnasio e il liceo al Manzoni, la laurea in Filosofia con una tesi su Flaubert alla Statale segnano le tappe di una crescita intellettuale ed emotiva che si nutre degli incontri con Antonio Banfi, Enzo Paci, Remo Cantoni e Dino Formaggio e con le guide alpine con cui condivide le gite in montagna, soprattutto in Valsassina. Le poesie di Antonia Pozzi legano insieme una prospettiva diaristica, intima e una dimensione radicalmente relazionale, di apertura e incontro. Un intreccio che si unisce alla natura, che assume una forza soggettiva. In questo senso Pozzi ci porta a guardare dentro di noi per abitare il mondo, in una posizione “in riva alla vita/ come un cespo di giunchi/ che tremi/ presso un’acqua in cammino”. Carlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli Studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona, con cui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft, di cui ha recentemente curato la traduzione di Mary Wollstonecraft e la nascita del pensiero dell’uguaglianza (Mondadori, 2025), e su cui ha scritto Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft (ETS 2021). Nel 2023 ha pubblicato Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo (ETS), e Dolce o violenta che sia. Elena Giannini Belotti (Olià/Electa, 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.  Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.  

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    Donna Haraway. "Fare storie": la pratica materialista del pensiero

    Biologa, filosofa e pensatrice eterodossa e infedele, Donna Haraway ci ha insegnato a fare storie, a non accontentarci delle narrazioni della modernità e a concepirne altre, con la volontà di confondere i confini e la responsabilità di costruirli, nei saperi, nelle relazioni, nelle pratiche. Seguendo i fili che dal “Manifesto Cyborg” e “Le promesse dei mostri” portano dritti allo “Chthulucene”, un'era da immaginare e costruire che costituisce il centro dell’ultima opera di Haraway, tracceremo il percorso teorico di una studiosa che, da una prospettiva femminista, ha contribuito come pochi altri alla comprensione di quei grovigli di relazioni e significati che chiamiamo “natura”, “cultura”, “tecnologia”.  Clara Ciccioni è dottoressa di ricerca in Storia e Scienze Sociali e ricercatrice indipendente. Si interessa principalmente di comunicazione e processi culturali, di sociologia della scienza e della guerra come prodotto culturale. Ha collaborato come editor e traduttrice con diversi editori italiani. È editor della collana NOT di NERO Edtions.Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.  

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    Gertrude Stein. Io sono gli altri

    Gertrude Stein ha saputo intrecciare vita e esperienza nei suoi testi fino a diventare una figura sacra della cultura di inizio Novecento. A partire da Autobiografia di Alice B. Toklas (1933) e Autobiografia di tutti (1937), che insieme formano la sua stessa autobiografia, indagheremo il modo in cui Stein ha saputo scandagliare la frammentazione della soggettività moderna. Parleremo anche del suo ritratto di Picasso (1938), una sorta di ideale contraltare di quei testi, che interroga l'identità maschile al tempo delle avanguardie. Attraverso un approccio ironico e una scrittura che aderisce alla vita tramite l'andamento della lingua parlata, Stein sovverte la narrativa biografica.A cura di Camilla PietrabissaCamilla Pietrabissa è docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università di Venezia. Fa parte del centro di ricerca Labim – Laboratorio dell'Immagine dell'Università IUAV, e della redazione del progetto collaborativo di edizione critica online dell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert. Ha scritto numerosi saggi e articoli sull'arte moderna in prospettiva ecocritica, sulla dimensione spaziale dell'arte e sulla teoria dei media artistici.Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni. A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri. 

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    Clarice Lispector. Sperimentazioni oltre le soglie dell'umano

    Clarice Lispector (1920-1977) è una delle voci più importanti e originali della letteratura brasiliana del secondo Novecento. La sua scrittura, che intreccia linguaggio poetico, narrativo e filosofico, porta il segno di un radicale straniamento e si avventura in un continuo attraversamento di confini: fra l’umano e l’animale, fra la realtà e l’immaginazione, fra vissuto interiore dei personaggi e relazioni umane, fra modernismo europeo e cosmologie indigene. A partire da Vicino al cuore selvaggio, primo romanzo scritto a ventitré anni che ottenne subito un enorme successo, Lispector mette in scena un mondo emotivo e percettivo in continuo mutamento e sull’orlo dell’assurdo, arrivando in La passione secondo G.H. a raccontare l’esperienza surreale che porta la protagonista a mangiare uno scarafaggio, mentre in Acqua viva la voce narrante si immerge in un flusso ritmico e onirico di immagini e meditazioni sul tempo, sul corpo, sulla perdita e sulla gioia.Alberica Bazzoni è ricercatrice in Critica letteraria e letterature comparate all’Università per Stranieri di Siena e Hon. Research Fellow all’Università di Oxford. Ha conseguito il dottorato in letteratura italiana all’Università di Oxford e ha poi svolto incarichi di ricerca e insegnamento nel Regno Unito e in Germania. È autrice di Il presente vivo. Temporalità del divenire e del trauma in Lispector, Ortese e Philip (Mimesis 2025) e di Scrivere la libertà: corpo, identità e potere in Goliarda Sapienza (ETS 2022). I suoi interessi di ricerca vertono sulle letterature comparate, la teoria della letteratura, la traduzione e gli studi femministi, queer e decoloniali. La sua ricerca più recente esplora gli immaginari letterari del trauma e della resistenza.

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