PODCAST · education
SGUARDI APERTI
by Matteo De Simone
Per chi non ha paura di guardare oltre l'orizzonte...
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L’eclissi del senso: l’emergenza dell'analfabetismo funzionale nell'era dei social
Analizziamo una realtà che spesso preferiamo non vedere, ma che condiziona il respiro profondo del nostro Paese: la capacità di comprendere il mondo in cui viviamo.Spesso ci vantiamo di essere nell'era dell'informazione totale, ma i numeri ci dicono altro. In Italia, stiamo affrontando quella che molti definiscono una "asinità contemporanea", una crisi invisibile che non riguarda chi non sa leggere, ma chi — pur sapendo farlo — non riesce più a interpretare il senso di ciò che ha davanti.
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DigComp 3.0: la rivoluzione dell'intelligenza artificiale trasversale.
facciamo un salto nel futuro della cittadinanza digitale. Il DigComp, sapete che è la nostra "bussola" europea per le competenze digitali. La bussola è appena stata ricalibrata. È uscito il DigComp 3.0, la quinta edizione del framework, che arriva per rispondere a un mondo che dal 2022 a oggi è cambiato radicalmente. Perché passare dal DigComp 2.0 (e dalla versione 2.2) al 3.0? Perché oggi non basta più saper usare un computer; dobbiamo saper interagire con l’Intelligenza Artificiale e proteggere il nostro benessere in un ambiente sempre più complesso.
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"IL QUANTITATIVE EASING: cos'è e a cosa serve?"
Parliamo di finanza e di politica monetaria per capire cos'è esattamente il Quantitative Easing e perché è diventato così fimportante per la nostra economia? Il Quantitative Easing (QE), tradotto spesso come "alleggerimento quantitativo", è una politica monetaria non convenzionale ed ultra-espansiva. In parole semplici, consiste nell'acquisto su larga scala di titoli (principalmente titoli di Stato, ma anche obbligazioni private) da parte di una banca centrale, come ad esempio, la BCE. Ma attenzione: non si tratta di "stampare banconote" nel senso fisico del termine. Nella sua forma contemporanea, il QE si basa sulla creazione di moneta elettronica. La Banca Centrale utilizza questo nuovo denaro per acquistare attività finanziarie dalle banche commerciali, accreditando loro la liquidità necessaria direttamente sui loro conti di riserva.
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"La dittatura del funzionare e il coraggio di restare umani": dialogo con Padre Gianfranco Pasquariello
Viviamo in un’epoca che sembra averci tolto il piacere di essere "imperfetti". Ci muoviamo in un mondo che ci chiede costantemente di "funzionare", lasciando pochissimo spazio alla stanchezza, alla fatica e a quella fragilità che, invece, è la nostra caratteristica più autenticamente umana.Ma cosa significa, oggi, avere a che fare con la vita reale? Quella fatta di giorni, di imprevisti e di quella incompiutezza che cerchiamo sempre di nascondere?Cercheremo il "senso" non nei massimi sistemi, ma nelle pieghe del quotidiano, scoprendo come la nostra vulnerabilità possa diventare la bussola per orientarci.Infine, ci chiederemo che cos’è davvero l'essenziale. In un rumore costante di notifiche e scadenze, come si rivela la verità di un incontro attraverso l’ascolto?Per rispondere alle nostre domande abbiamo raggiunto al telefono un ospite straordinario che Si definisce “innamorato dell’amore”. È psicologo e pastore di anime. Da sempre Sostegno per i più fragili: Padre Gianfranco Pasquariello.
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La SCUOLA 4.0 tra crisi demografica e IA: dialogo con il prof. Stefano Quaglia
La scuola italiana si trova a un bivio storico. Mentre il PNRR spinge l'acceleratore verso la "Scuola 4.0" e l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale, il sistema deve fare i conti con un inverno demografico che ha già sottratto un milione di voci ai nostri banchi.Insieme al prof. Stefano Quaglia — già Preside, Direttore dell’USP di Verona e profondo umanista — esploriamo le crepe e le luci di questo "cantiere dell'anima". Dalla crisi delle competenze matematiche (il "grande malato" del nostro sistema) alla scommessa del modello 4+2 nella filiera tecnologica, ci interroghiamo sul rischio di un collasso della scuola pubblica a favore di un'élite privata fondata solo sulle competenze tecniche.È possibile innovare senza smarrire la nostra tradizione umanistica? Come può una classe docente "matura" farsi interprete dei nuovi linguaggi digitali?Un dialogo necessario per guardare oltre la polvere dei gessetti e scorgere la sagoma della scuola che verrà.
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Scuola 4.0: dal PNRR all'Intelligenza Artificiale. Intervista al prof. Vito Carlo Castellana (Coordinatore nazionale GILDA-UNAMS)
A farci compagnia per rispondere alle nostre domande, in collegamento telefonico, un ospite che non ha certo bisogno di presentazioni: il Coordinatore Nazionale della federazione GILDA-UNAMS prof. Vito Carlo CastellanaCi immergeremo nel cuore pulsante della nostra società: la scuola. Ma non ne parleremo attraverso i numeri della burocrazia, bensì attraverso le sfide di chi quella scuola la abita ogni giorno e con le proprie azioni cerca di renderla un posto migliore per Docenti e alunni.Siamo in un momento di trasformazione profonda. Il PNRR ha inondato le aule di risorse senza precedenti, portando digitalizzazione e nuovi ambienti di apprendimento, la cosiddetta 'Scuola 4.0'.Esploreremo i nodi gordiani dell'istruzione italiana. Parleremo di formazione: è possibile conciliare l'aggiornamento costante con la libertà di insegnamento? come possiamo superare quella resistenza all'innovazione che spesso caratterizza un corpo docenti anagraficamente maturo?Cercheremo quel punto di equilibrio dove l'innovazione non snatura la solidità dello studio.Affronteremo l'elefante nella stanza: l'Intelligenza Artificiale, che è già negli zaini degli studenti.A farci compagnia per rispondere alle nostre domande, in collegamento telefonico, un ospite che non ha certo bisogno di presentazioni: il Coordinatore Nazionale della federazione GILDA-UNAMS prof. Vito Carlo Castellana.
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La Scuola senza voti: cambiamento radicale o utopia?
Oggi affrontiamo un tema sempre più dibattuto che sta suscitando reazioni contrastanti: la scuola senza voti. È davvero possibile immaginare un futuro scolastico libero dai numeri e concentrato maggiormente sui contenuti? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un simile approccio? Cerchiamo di fare chiarezza analizzando le diverse prospettive emerse dalle ricerche sul tema.
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Il QUIET QUITTING (le dimissioni silenziose) nella Scuola: un fenomeno dilagante
Vogliamo puntare i riflettori sul "Quiet Quitting" come fenomeno generale nel mondo del lavoro e come questa tendenza si manifesta in un contesto cardine della nostra società: la scuola e l'istruzione.Quiet Quitting, o "dimissioni silenziose", lo ricordiamo, non significa lasciare formalmente il posto di lavoro. Significa piuttosto un disimpegno graduale, un concentrarsi sul fare il minimo indispensabile per soddisfare i requisiti della propria mansione, senza sforzi extra, orari prolungati o progetti aggiuntivi. Alcuni insegnanti preferiscono chiamarlo semplicemente "lavorare in base al contratto" o "agire secondo il proprio stipendio", definendo il termine "quiet quitting" come un "termine assurdo inventato dai dirigenti per far sembrare che fare il lavoro per cui si è pagati sia una strana tendenza".Ma perché questo fenomeno sta prendendo piede anche tra gli insegnanti? Le fonti suggeriscono una serie di motivazioni profonde e complesse.
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L’Animatore Digitale nella scuola: che ruolo ha e perchè è importante?
L'animatore digitale è un insegnante, un docente interno alla scuola che viene scelto dal dirigente scolastico. È importante puntualizzare subito che non è il tecnico che aggiusta i computer. Questa è una precisazione utile perché il piano Nazionale Scuola digitale, il famoso pnsd del 2015, lo definisce “figura di sistema”; il che significa che svolge un ruolo strategico, non solo operativo all’interno dell’istituzione scolastica. Egli lavora in team con il dirigente scolastico e anche con il dsga, il direttore amministrativo, per coordinare tutta la parte di innovazione digitale della scuola. Un ruolo di coordinamento forte. Ma nel concreto cosa fa l’animatore digitale? Scopriamolo insieme...
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Le competenze digitali degli insegnanti: il DigCompEdu
Il DigCompEdu, acronimo di Digital Competence Framework for Educators, è un quadro di riferimento europeo sviluppato dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea. Il suo obiettivo è fornire un modello coerente per aiutare i docenti e i formatori degli Stati Membri dell'Unione Europea a verificare e sviluppare la propria "competenza pedagogica digitale". Non si tratta solo di saper usare la tecnologia, ma di saperla integrare efficacemente nei processi di insegnamento e apprendimento. Questo quadro si basa sul lavoro precedente del framework DigComp, pensato per le competenze digitali dei cittadini europei
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La Crisi nell'Educare: Una Sfida per Famiglia e Scuola
Educare, un verbo che nella sua radice latina, educere, significa "tirare fuori", estrarre il potenziale latente di una persona. È un compito fondamentale, eppure la pedagogia contemporanea si trova ad affrontare una crisi profonda nel suo intento. Si parla di una crisi nell'educare. Ma cosa significa questo in pratica?Significa che è diventato arduo trasmettere valori, conoscenze e competenze in un mondo che si trasforma a una velocità vertiginosa e in direzioni spesso imprevedibili. Lo scenario attuale è così saturo di variabili interconnesse da rendere persino difficile immaginare una strategia educativa efficace. Le sfide educative non sono statiche; sono in continuo divenire, evolvono rapidamente, e i percorsi per affrontarle sembrano ancora incerti e difficili da identificare chiaramente.In questo quadro complesso e per certi versi smarrito, chi sono gli attori principali chiamati in causa per rispondere a questa crisi? Tradizionalmente, e ancora oggi, i compiti educativi primari sono affidati alla famiglia e alla scuola. Eppure, proprio queste due istituzioni centrali si trovano ad affrontare sfide enormi.
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VAMPING, PHUBBING e FOMO (Fear Of Missing Out): intervista a Don Giovanni Fasoli - II parte
"Sentiamo spesso parlare di un mondo connesso, ma cosa significano realmente termini come Nomofobia, Vamping, FOMO – Fear of Missing Out e Phubbing? Queste parole descrivono specifiche dinamiche psicologiche e comunicative che si innescano nel rapporto tra noi e i dispositivi digitali.""Molti si chiedono: siamo di fronte a conseguenze esclusivamente negative, forse acuite dal periodo pandemico? Oppure questi fenomeni sono espressione di veri e propri stili di vita che meritano di essere approfonditi?""Questo viaggio di comprensione è particolarmente rivolto a chi quotidianamente è a contatto con le nuove generazioni – pensiamo a genitori, educatori e insegnanti. Capire il mondo virtuale e reale è fondamentale per educare e per essere a fianco dei nostri ragazzi anche online."Ad aiutarci in questo percorso di consapevolezza e comprendere meglio queste dinamiche, abbiamo l'onore di ospitare oggi in collegamento telefonico Don Giovanni Fasoli. Sacerdote, psicologo, counsellor ed educatore sociale, Don Giovanni è un esperto in psicologia dello sviluppo, pedagogia della realtà virtuale e psicologia digitale. Parleremo con lui dei temi trattati nel suo libro “NOTTE DIGITALE?"Le fonti suggeriscono che è necessario fare un salto di consapevolezza, alzare lo sguardo e, senza pregiudizio, comprendere ciò che sta accadendo. L'obiettivo è accorgerci che, anche nella 'notte digitale' più oscura, i nostri ragazzi sono stelle preziose che navigano e illuminano.
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La NOMOFOBIA: la paura di rimanere senza telefono cellulare.: intervista a Don Giovanni Fasoli - I parte
"Sentiamo spesso parlare di un mondo connesso, ma cosa significano realmente termini come Nomofobia, Vamping, FOMO – Fear of Missing Out e Phubbing? Queste parole descrivono specifiche dinamiche psicologiche e comunicative che si innescano nel rapporto tra noi e i dispositivi digitali.""Molti si chiedono: siamo di fronte a conseguenze esclusivamente negative, forse acuite dal periodo pandemico? Oppure questi fenomeni sono espressione di veri e propri stili di vita che meritano di essere approfonditi?""Questo viaggio di comprensione è particolarmente rivolto a chi quotidianamente è a contatto con le nuove generazioni – pensiamo a genitori, educatori e insegnanti. Capire il mondo virtuale e reale è fondamentale per educare e per essere a fianco dei nostri ragazzi anche online."Ad aiutarci in questo percorso di consapevolezza e comprendere meglio queste dinamiche, abbiamo l'onore di ospitare oggi in collegamento telefonico Don Giovanni Fasoli. Sacerdote, psicologo, counsellor ed educatore sociale, Don Giovanni è un esperto in psicologia dello sviluppo, pedagogia della realtà virtuale e psicologia digitale. Parleremo con lui dei temi trattati nel suo libro “NOTTE DIGITALE?"Le fonti suggeriscono che è necessario fare un salto di consapevolezza, alzare lo sguardo e, senza pregiudizio, comprendere ciò che sta accadendo. L'obiettivo è accorgerci che, anche nella 'notte digitale' più oscura, i nostri ragazzi sono stelle preziose che navigano e illuminano.
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“Ascoltarsi per Ascoltare, Accogliere per Costruire“
L'importanza dell'ascolto autentico e dell'accoglienza incondizionata come fondamenta per costruire ponti solidi con gli altri e, soprattutto, con noi stessi.Il titolo di questa puntata è un invito all'azione: “Ascoltarsi per Ascoltare, Accogliere per Costruire“. Spesso, presi dal ritmo frenetico della vita, ci dimentichiamo di dedicare tempo e attenzione al nostro mondo interiore, un passo fondamentale per poterci poi sintonizzare realmente con le esigenze e le emozioni di chi ci circonda.Ad accompagnarci in questo viaggio di scoperta c'è una voce esperta e preziosa, quella della dottoressa Marta Leo, in collegamento telefonico da Salerno, in rappresentanza dell'associazione di volontariato FILOTEA, un'organizzazione che da anni si dedica al sostegno psicologico e al benessere della comunità. Con lei vedremo come l'ascolto attivo e l'accoglienza possano diventare strumenti potenti per la crescita personale e la costruzione di relazioni significative.
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Il DEBITO PUBBLICO: cos'è e quali sono le sue implicazioni
Il debito pubblico rappresenta l'esposizione finanziaria di uno Stato e di altri enti pubblici nei confronti di diversi soggetti economici. In parole semplici, sono i soldi che lo Stato ha preso in prestito per far fronte alle proprie spese quando queste superano le entrate derivanti da tasse e imposte.Questi prestiti avvengono principalmente attraverso l'emissione di titoli di stato, come i BTP, i CCT, i BOT e i CTZ. Quando lo Stato emette questi titoli, promette di restituire la somma ricevuta più un interesse entro una certa scadenza.È fondamentale distinguere il debito pubblico dal deficit (o disavanzo). Il deficit si verifica in un determinato periodo di tempo (solitamente un anno) quando le uscite totali dello Stato sono superiori alle entrate totali. Il debito pubblico, invece, è l'accumulazione di questi deficit nel corso degli anni. Immaginate una vasca da bagno: il deficit è come il rubinetto che versa più acqua di quella che il tappo fa defluire, mentre il debito è il livello totale dell'acqua nella vasca.Nel calcolo del deficit, inoltre, oltre alla differenza tra entrate e uscite (il saldo primario), vanno aggiunti gli interessi che lo Stato deve pagare sul debito accumulato in precedenza.
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PARITÀ DI GENERE: IL Global Gender GAP Report 2025
In questa nostra analisi di oggi ci troviamo di fronte a un dato che fa molto riflettere: per arrivare alla piena parità di genere nel mondo pare ci vogliano ancora 123 anni. É più di un secolo, fa impressione, fa molta impressione. Una bambina che nascesse oggi la vedrebbe, forse, da molto anziana. Forse le strategie che usiamo non sono abbastanza efficaci, bisognerebbe fare qualcosa in più. Prendiamo come riferimento il Global Gender gap report 2025 del World economic forum. Sono state analizzate 148 economie, 148 paesi sotto la lente e l'idea è proprio questa: cercare di capire a che punto siamo, quali piccoli passi ci sono stati, ma soprattutto vedere dove le disuguaglianze sono più radicate, anche in quei paesi che consideriamo all'avanguardia.
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La filosofia politica di Montesquieu: capire "Lo spirito delle leggi"
Il punto di partenza di Montesquieu è quasi rivoluzionario per i suoi tempi, dice che le leggi non sono comandi arbitrari imposti dall'alto, non sono capricci insomma. Quindi le leggi si adattano al popolo - che si identifica con usi, costumi, con la sua storia - non viceversa. Quando gli uomini per regolare i loro rapporti hanno bisogno non di regole astratte, uguali per tutti, ma di qualcosa di più organico, ecco che nascono le leggi. Da qui Montesquieu arriva a identificare le tre forme di governo principali: La Repubblica che può essere Democratica o aristocratica;la monarchia e il dispotismo Ma la cosa geniale è che a ciascuna forma associa un principio animatore, una specie di passione umana dominante che la fa funzionare, che la mette in moto.
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Due Mondi, due Incubi: Orwell vs. Huxley
Mettiamo a confronto due giganti, due autori che hanno davvero scolpito la nostra idea di distopia: George Orwell con 1984 e Aldous Huxley con “il mondo nuovo” e poi anche “Ritorno Al Mondo nuovo”.L'idea è proprio di scavare un po' nelle loro visioni, visioni molto diverse di società oppressive.Diversissime. Partono da premesse simili: c'è una società totalitaria, ma arrivano a conclusioni quasi opposte sui metodi di controllo e forse anche sugli scopi
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Ipnocrazia: "L’IA e la ridefinizione della realtà"
Ipnocrazia è un neologismo che mette insieme ipnosi, quindi l'induzione di uno stato quasi alterato, e Cratos, il potere. L'idea di fondo è un tipo di governo che non si basa sulla forza, quella classica, ma sulla capacità di modellare la coscienza collettiva con suggestioni continue e costanti, finché, realtà e simulazione, quasi si sovrappongono. Il punto interessante è proprio questo cambio di paradigma che propone un potere che opera sulla percezione del mondo e spesso lo fa in modo quasi invisibile. E qui casca a pennello l'enigma Jianwei Xun, presentato come filosofo cinese, magari erede di Baudrillard , ma la sua esistenza reale pare sia dubbia e qui le fonti dicono una cosa clamorosa: Xun non sarebbe una persona fisica, ma un collettivo, un collettivo filosofico composto da umani e intelligenze artificiali. Il libro stesso è parte di un esperimento più grande.
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