PODCAST · true crime
Sottoterra
by Fondazione Corriere della Sera
Gli anni della paura in Italia. Quasi trenta: dalla fine dei Sessanta alla fine di Novanta. La lunga stagione dei sequestri di persona a scopo di estorsione. In Lombardia ad aprire la strada sono i corleonesi, imitati da tutte le bande. I mafiosi però si ritirano presto dall’affare (per non inimicarsi gli imprenditori con i quali cominciano ad accordarsi) e lasciano campo libero alla ‘ndrangheta. Sono i criminali calabresi, allora, a fare dei rapimenti un’industria, sull’asse Settentrione-Aspromonte, drenando le risorse del boom economico, accumulando capitali illeciti, investendoli nuovamente nella droga, moltiplicandoli. Un assalto al Nord che terrorizza le famiglie più ricche ma spaventa anche la borghesia, perché la rete dei sequestratori ha maglie larghe (e i basisti non sempre sono accurati). Quasi 700 vittime, donne, uomini, ragazzini; di cui 81 mai tornati a casa. Un trauma privato e collettivo: dall’assassinio di Cristina Mazzotti nel 1975, all’infinito rapimento di Cesare Cas
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Gli anni della paura in Italia. Quasi trenta: dalla fine dei Sessanta alla fine di Novanta. La lunga stagione dei sequestri di persona a scopo di estorsione. In Lombardia ad aprire la strada sono i corleonesi, imitati da tutte le bande. I mafiosi però si ritirano presto dall’affare (per non inimicarsi gli imprenditori con i quali cominciano ad accordarsi) e lasciano campo libero alla ‘ndrangheta. Sono i criminali calabresi, allora, a fare dei rapimenti un’industria, sull’asse Settentrione-Aspromonte, drenando le risorse del boom economico, accumulando capitali illeciti, investendoli nuovamente nella droga, moltiplicandoli. Un assalto al Nord che terrorizza le famiglie più ricche ma spaventa anche la borghesia, perché la rete dei sequestratori ha maglie larghe (e i basisti non sempre sono accurati). Quasi 700 vittime, donne, uomini, ragazzini; di cui 81 mai tornati a casa. Un trauma privato e collettivo: dall’assassinio di Cristina Mazzotti nel 1975, all’infinito rapimento di Cesare Cas
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