EPISODE · Mar 9, 2026 · 42 MIN
1.195 € al mese, senza contributi, senza 13ª: così l'Italia tratta i suoi cervelli migliori
from Uno Spaesato · host RdS
YOUTUBETitolo:1.195 € al Mese, Senza Contributi, Senza 13a: Così l'Italia Tratta i Suoi Cervelli MiglioriDescrizione:Raffaele è un dottorando di ricerca in intelligenza artificiale all'Università di Bari. Ha 8 anni di studi alle spalle. Guadagna 1.195,48 euro al mese. Senza contributi. Senza tredicesima. Senza buoni pasto. Lo Stato ha investito su di lui per formarlo, e adesso non ha i fondi per tenerlo. Un neolaureato magistrale che va in azienda prende il doppio. Raffaele lo sa e resta lo stesso. Per passione, per rabbia, per quello che lui chiama "piccio" — una testardaggine tutta barese di chi si rifiuta di arrendersi.Ha fatto 6 mesi di dottorato all'estero, all'Università di Kiel, nel nord della Germania, sul Mar Baltico. È partito convinto di trovare dei guru, delle menti superiori che gli avrebbero aperto la testa. Ha trovato spazi migliori, sì. Ma a livello di cervelli, di rigore scientifico, di preparazione, l'Italia non ha nulla da invidiare. Lo dice lui che l'ha visto con i propri occhi. E lo dice con una punta di rabbia, perché il problema non è la qualità delle nostre menti, il problema è che il Ministero non sa cosa farsene.Il PNRR ha creato un boom di dottorati. Migliaia di nuovi ricercatori formati con soldi pubblici. Adesso che stanno finendo il percorso, non ci sono più posizioni. Non ci sono fondi. Non c'è un piano. Risultato: l'Italia forma cervelli di altissimo livello e li regala a chi li vuole comprare a costo zero. Aziende estere, università private, istituti di ricerca fuori confine. Noi paghiamo la formazione, loro raccolgono il risultato.Raffaele vuole fare il professore. Vuole stare dall'altro lato dell'aula. Lo dice senza vergogna e senza paura. Sa che il percorso è lungo, sa che i suoi amici guadagnano il doppio, sa che previdenzialmente è come se non stesse lavorando. Ma alla fine della giornata si sente appagato. E questo, per lui, vale più di tutto il resto.Gli chiedo cosa direbbe a un ventenne che vuole andare via. La risposta: vai, ma poi torna. Ricordati chi ti ha formato, dove sono le tue radici. E poi aggiunge una cosa che mi ha colpito: altrove può essere dappertutto, perché uno può sentirsi non a casa anche stando a casa. E chi sta all'estero potrebbe scoprire che il suo altrove è proprio il punto da cui è partito.Questa è la storia di chi resta. Non per comodità, non per pigrizia. Per scelta. Per rabbia. Per amore.0:00 – Chi è Raffaele3:12 – 6 mesi all'Università di Kiel, nord della Germania4:06 – Il costo emotivo di stare lontano da casa5:04 – "Non sono un fautore dell'Italia è il miglior paese del mondo, ma resto"9:00 – La ricerca italiana non ha nulla da invidiare all'estero10:33 – Il "piccio": restare in Italia per rabbia e per amore11:18 – Lo Stato investe su di te e poi ti lascia andare via15:13 – Cosa funziona e cosa no nella ricerca italiana17:04 – Il boom del PNRR e i dottorati a fondo perduto18:51 – 1.195,48 euro al mese: lo stipendio di un dottorando19:52 – "Voglio vedermi dall'altro lato dell'aula"22:33 – Cosa pensa di chi parte25:39 – La più grande illusione sull'estero29:58 – Cos'è il successo per un ricercatore32:00 – La cosa da cambiare per non far scappare i giovani36:49 – "Vai, ma poi torna"38:43 – Cosa significa "altrove"—Questo è il The Vincenzo Martemucci Show. Qui do spazio a tutti. Chiunque abbia una storia da raccontare, un punto di vista, un'esperienza, me lo dica. Le porte sono aperte a tutti.
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