“15 anni in viaggio, una chitarra e un disco chiamato ‘You’ll Be Fine’”: Sean Albain a Volume episode artwork

EPISODE · May 19, 2026 · 24 MIN

“15 anni in viaggio, una chitarra e un disco chiamato ‘You’ll Be Fine’”: Sean Albain a Volume

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‘You’ll Be Fine’. Una rassicurazione, ma anche una promessa che a volte proviamo a fare a noi stessi. È questo il titolo del primo album di Sean Albain, cantautore scozzese classe 1988 protagonista di un viaggio in solitaria attraverso i continenti durato oltre quindici anni, con addosso una chitarra e poco altro. “Quando avevo diciott’anni mio padre è morto in moto. Aveva appena comprato questa chitarra per imparare a suonarla… allora l’ho presa io. Diciannove anni fa ho scritto uno dei brani presenti nel disco”. Così Sean Albain racconta l’inizio della sua avventura musicale: una storia fatta di viaggi, strada, lavori precari e continui spostamenti, fino ad arrivare vicino Milano, dove ha registrato il suo primo album. Un disco indie folk dal respiro internazionale, che funziona quasi come un diario: ogni brano è un frammento diverso del suo viaggio intorno al mondo. Tra le tracce anche ‘August (Not In My Name)’: “È una canzone dedicata ad August Landmesser, il tedesco che in una celebre foto resta a braccia conserte mentre tutti fanno il saluto a Hitler. È un’immagine potentissima. Mi fa pensare a quanto sia importante non seguire la folla: anche quando hai paura, devi trovare il coraggio di seguire il tuo cuore”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il il MiniLive di Sean Albain.

‘You’ll Be Fine’. Una rassicurazione, ma anche una promessa che a volte proviamo a fare a noi stessi. È questo il titolo del primo album di Sean Albain, cantautore scozzese classe 1988 protagonista di un viaggio in solitaria attraverso i continenti durato oltre quindici anni, con addosso una chitarra e poco altro. “Quando avevo diciott’anni mio padre è morto in moto. Aveva appena comprato questa chitarra per imparare a suonarla… allora l’ho presa io. Diciannove anni fa ho scritto uno dei brani presenti nel disco”. Così Sean Albain racconta l’inizio della sua avventura musicale: una storia fatta di viaggi, strada, lavori precari e continui spostamenti, fino ad arrivare vicino Milano, dove ha registrato il suo primo album. Un disco indie folk dal respiro internazionale, che funziona quasi come un diario: ogni brano è un frammento diverso del suo viaggio intorno al mondo. Tra le tracce anche ‘August (Not In My Name)’: “È una canzone dedicata ad August Landmesser, il tedesco che in una celebre foto resta a braccia conserte mentre tutti fanno il saluto a Hitler. È un’immagine potentissima. Mi fa pensare a quanto sia importante non seguire la folla: anche quando hai paura, devi trovare il coraggio di seguire il tuo cuore”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il il MiniLive di Sean Albain.

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