EPISODE · Aug 23, 2025 · 22 MIN
23. Lo zaino di un’educatrice ambientale: cosa portare e cosa lasciare
from Educazione ambientale per tutti - il podcast di Due Passi In Natura · host Due Passi In Natura - Benedetta
Estate in cammino - Cosa c’è davvero nello zaino di un’educatrice ambientale? In questa puntata conclusiva della rubrica Estate in cammino ti porto con me a scoprire non solo gli strumenti pratici che porto sempre in Valtellina - dai binocoli agli albi illustrati, dalle carte della biodiversità al kit di primo soccorso - ma anche scelte più consapevoli come l’abbigliamento tecnico, che per me è parte dell'educazione ambientale. Vestirsi in montagna significa rispettare il proprio corpo e il contesto naturale: per questo scelgo capi di qualità che durano nel tempo, riducono l’impatto e mi permettono di lavorare in sicurezza.Scelgo l'abbigliamento di Columbia, con cui collaboro, per il lavoro e le passeggiate di piacereScelgo l'artigianato di Eleonora Elle e L'amoreèovunque per la vita di tutti i giorni. Ma lo zaino non è solo fisico: c’è anche quello metaforico, fatto di conoscenze, metodo e strumenti che ogni educatore ambientale dovrebbe avere. Obiettivi chiari, programmazione, attività radicate nelle scienze naturali e non improvvisate. Tutti elementi che fanno parte del mio percorso Achillea, dove dedico una sezione proprio alla costruzione dello “zaino invisibile” degli educatori.E poi c’è lo zaino emotivo, quello che riempiamo con pazienza, curiosità, capacità di ascolto, voglia di mettersi in discussione. Ma che dobbiamo anche imparare a svuotare da ciò che non serve: la rigidità, il bisogno di controllo, la competizione, l’ansia di dimostrare sempre qualcosa.Questa puntata è un invito a chiederti: cosa porti con te quando cammini in natura con un gruppo? E cosa invece sarebbe meglio lasciare a casa? Le risposte non arrivano subito, ma iniziare a farsi la domanda è già il primo passo verso un’educazione ambientale che lasci davvero un segno.
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Estate in cammino - Cosa c’è davvero nello zaino di un’educatrice ambientale? In questa puntata conclusiva della rubrica Estate in cammino ti porto con me a scoprire non solo gli strumenti pratici che porto sempre in Valtellina - dai binocoli agli albi illustrati, dalle carte della biodiversità al kit di primo soccorso - ma anche scelte più consapevoli come l’abbigliamento tecnico, che per me è parte dell'educazione ambientale. Vestirsi in montagna significa rispettare il proprio corpo e il contesto naturale: per questo scelgo capi di qualità che durano nel tempo, riducono l’impatto e mi permettono di lavorare in sicurezza.Scelgo l'abbigliamento di Columbia, con cui collaboro, per il lavoro e le passeggiate di piacereScelgo l'artigianato di Eleonora Elle e L'amoreèovunque per la vita di tutti i giorni. Ma lo zaino non è solo fisico: c’è anche quello metaforico, fatto di conoscenze, metodo e strumenti che ogni educatore ambientale dovrebbe avere. Obiettivi chiari, programmazione, attività radicate nelle scienze naturali e non improvvisate. Tutti elementi che fanno parte del mio percorso Achillea, dove dedico una sezione proprio alla costruzione dello “zaino invisibile” degli educatori.E poi c’è lo zaino emotivo, quello che riempiamo con pazienza, curiosità, capacità di ascolto, voglia di mettersi in discussione. Ma che dobbiamo anche imparare a svuotare da ciò che non serve: la rigidità, il bisogno di controllo, la competizione, l’ansia di dimostrare sempre qualcosa.Questa puntata è un invito a chiederti: cosa porti con te quando cammini in natura con un gruppo? E cosa invece sarebbe meglio lasciare a casa? Le risposte non arrivano subito, ma iniziare a farsi la domanda è già il primo passo verso un’educazione ambientale che lasci davvero un segno.
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23. Lo zaino di un’educatrice ambientale: cosa portare e cosa lasciare
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