EPISODE · Jun 6, 2025 · 8 MIN
55 - Il rischio ai tempi dell'omica
from Novità per il mondo dell'Oncologia · host Paolo Pronzato, Genova
Un nostro podcast del 4 aprile si intitola “Governare l’incertezza”; a questo argomento torniamo: di particolare interesse anche quando nella pratica clinica quotidiana dobbiamo decidere sulla terapia adiuvante per pazienti con carcinoma del colon operato.È una questione di stima del rischio da cui non si può prescindere, perché le chemioterapie adiuvanti postoperatorie offrono maggiori vantaggi assoluti solamente se il rischio è elevato. Claire Gallois lavora sui dati di due trials randomizzati, PETACC-8 e IDEA-France, e dei loro studi traslazionali collegati: analisi transcrittomiche sono in grado di chiarire il quadro e -anche qui- governare l’incertezza?Effettivamente un modello prognostico può essere sviluppato a partire dall’analisi transcrittomica separata del tumore e del microambiente tumorale. Vengono sviluppati due score: il primo con un approccio simile a quello dell’Oncotype per il tumore mammario (e quindi fondato soprattutto sulla valutazione della proliferazione); il secondo basato sulla conta dei Macrofagi M2 e dei Linfociti T. Questo “Immunoprolifetaive Score” -se associato al DNA circolante- diventa un potente indicatore prognostico capace di discriminare pazienti con carcinoma del colon in stadio III con rischio di recidiva inferiore al 20% da pazienti con rischio superiore al 75%.BibliografiaGallois C, et al. Prognostic Models From Transcriptomic Signatures of the Tumor Microenvironment and Cell Cycle in Stage III Colon Cancer From PETACC-8 and IDEA-France Trials. J Clin Oncol 2025; 43:1765-1776Rousseau B & A Cercek A. Entering the Era of Multidimensional Prognostication for Personalized Risk Assessment in Stage III Colon Cancer. J Clin Oncol 2025
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Un nostro podcast del 4 aprile si intitola “Governare l’incertezza”; a questo argomento torniamo: di particolare interesse anche quando nella pratica clinica quotidiana dobbiamo decidere sulla terapia adiuvante per pazienti con carcinoma del colon operato.È una questione di stima del rischio da cui non si può prescindere, perché le chemioterapie adiuvanti postoperatorie offrono maggiori vantaggi assoluti solamente se il rischio è elevato. Claire Gallois lavora sui dati di due trials randomizzati, PETACC-8 e IDEA-France, e dei loro studi traslazionali collegati: analisi transcrittomiche sono in grado di chiarire il quadro e -anche qui- governare l’incertezza?Effettivamente un modello prognostico può essere sviluppato a partire dall’analisi transcrittomica separata del tumore e del microambiente tumorale. Vengono sviluppati due score: il primo con un approccio simile a quello dell’Oncotype per il tumore mammario (e quindi fondato soprattutto sulla valutazione della proliferazione); il secondo basato sulla conta dei Macrofagi M2 e dei Linfociti T. Questo “Immunoprolifetaive Score” -se associato al DNA circolante- diventa un potente indicatore prognostico capace di discriminare pazienti con carcinoma del colon in stadio III con rischio di recidiva inferiore al 20% da pazienti con rischio superiore al 75%.BibliografiaGallois C, et al. Prognostic Models From Transcriptomic Signatures of the Tumor Microenvironment and Cell Cycle in Stage III Colon Cancer From PETACC-8 and IDEA-France Trials. J Clin Oncol 2025; 43:1765-1776Rousseau B & A Cercek A. Entering the Era of Multidimensional Prognostication for Personalized Risk Assessment in Stage III Colon Cancer. J Clin Oncol 2025
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