EPISODE · Nov 6, 2022 · 10 MIN
56 - XXII Domenica dopo Pentecoste
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Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di DioDom Prosper Guéranger, nel suo commento alla Messa odierna della XXII domenica dopo Pentecoste, ci dice che alcuni degli antichi commentatori associano questa Messa ai tempi dell’anticristo. Mentre l’anno liturgico si avvicina alla fine, dicono, la Chiesa pone davanti alla mente dei suoi figli il pensiero dell’uomo del peccato, destinato a sorgere e ad ingannare molti alla fine del mondo. Ora, se Dio nostro Padre permetterà a questo avversario di Cristo di sorgere in quel momento e fare tanto male, non è perché la Sua carità verso il mondo si sarà raffreddata, poiché Dio è carità, e non può cambiare. È piuttosto perché la carità dell’uomo si è raffreddata; come Cristo predisse nella grande profezia che presto ascolteremo, poiché le iniquità si moltiplicano, la carità di molti si raffredderà. Quando non ci sarà più abbastanza carità sulla terra per impedirne la venuta, allora arriveranno i tempi dell’anticristo.Ma poiché il giorno e l’anno preciso della sua venuta non sono noti, la Chiesa vuole che i suoi figli in ogni tempo stiano all’erta, e ancor più man mano che il tempo si avvicina. Perciò, nell’Introito della Messa di oggi, pone queste parole sulle nostre labbra: Se consideri le nostre colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? La prima condizione per resistere alle tentazioni, specialmente alle tentazioni crudeli o sottili degli ultimi giorni, è di non confidare nella nostra giustizia, ma piuttosto, di dire a Dio: presso di Te è la propiziazione; cioè, “presso di Te è Gesù Cristo, che è la propiziazione (ossia la vittima di espiazione) dei nostri peccati”.
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Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di DioDom Prosper Guéranger, nel suo commento alla Messa odierna della XXII domenica dopo Pentecoste, ci dice che alcuni degli antichi commentatori associano questa Messa ai tempi dell’anticristo. Mentre l’anno liturgico si avvicina alla fine, dicono, la Chiesa pone davanti alla mente dei suoi figli il pensiero dell’uomo del peccato, destinato a sorgere e ad ingannare molti alla fine del mondo. Ora, se Dio nostro Padre permetterà a questo avversario di Cristo di sorgere in quel momento e fare tanto male, non è perché la Sua carità verso il mondo si sarà raffreddata, poiché Dio è carità, e non può cambiare. È piuttosto perché la carità dell’uomo si è raffreddata; come Cristo predisse nella grande profezia che presto ascolteremo, poiché le iniquità si moltiplicano, la carità di molti si raffredderà. Quando non ci sarà più abbastanza carità sulla terra per impedirne la venuta, allora arriveranno i tempi dell’anticristo.Ma poiché il giorno e l’anno preciso della sua venuta non sono noti, la Chiesa vuole che i suoi figli in ogni tempo stiano all’erta, e ancor più man mano che il tempo si avvicina. Perciò, nell’Introito della Messa di oggi, pone queste parole sulle nostre labbra: Se consideri le nostre colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? La prima condizione per resistere alle tentazioni, specialmente alle tentazioni crudeli o sottili degli ultimi giorni, è di non confidare nella nostra giustizia, ma piuttosto, di dire a Dio: presso di Te è la propiziazione; cioè, “presso di Te è Gesù Cristo, che è la propiziazione (ossia la vittima di espiazione) dei nostri peccati”.
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