EPISODE · Jul 21, 2025 · 7 MIN
61 Piccole cellule
from Novità per il mondo dell'Oncologia · host Paolo Pronzato, Genova
Persino il carcinoma polmonare a piccole cellule finisce con riservare sorprese favorevoli con l’introduzione di nuovi farmaci.Per decenni si è utilizzata la sola chemioterapia, sian in prima che in seconda linea; poi una priva innovazione con l’aggiunta dell’immunoterapia in prima linea. Nonostante questi avanzamenti, la sopravvivenza mediana rimane di circa 12 mesi per i casi in stadio IV.Nel trial IMforte pazienti con SCLC in fase avanzata sono stati randomizzati alla terapia convenzionale più o meno lurbinectedina + atezolizumab come terapia di mantenimento dopo la prima linea; lo studio ha centrato il doppio endpoint previsto (PFS e OS). Lurbinectedina è un analogo della trabectedina e quindi di un estratto marino, con differenze farmacocinetiche, ma analogo meccanismo d’azione antiproliferativo.È ben nota la scarsa attività della chemioterapia in seconda linea: nel trial recentemente pubblicato sul New Engl J Med, la chemioterapia è superata dall’Anticorpo Monoclonale Bispecifico Tarlatamab. Tarlatamab è un T-cell engager, cioè a dire uno dei due target specifici è CD3 dei linfociti T, mentre l’altro e Delta-like-ligand 3 (DDL3) espresso sulla maggioranza delle cellule neoplastiche.BibliografiaPaz-Ares L, et al. Efficacy and safety of first-line maintenance therapy with lurbinectedin plus atezolizumab in extensive-stage small-cell lung cancer (IMforte): a randomised, multicentre, open-label, phase 3 trial. The Lancet 2025; 405: 2129-2143Mountzios M et al. Tarlatamab in Small-Cell Lung Cancer after Platinum-Based Chemotherapy. New Engl J Med 2025; DOI:10.1056/NEJMoa2502099Choudhury NJ & Garassino M. Lurbinectedin with atezolizumab maintenance therapy in extensive-stage small-cell lung cancer. The Lancet 2025; 405: 2104-2106.
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Persino il carcinoma polmonare a piccole cellule finisce con riservare sorprese favorevoli con l’introduzione di nuovi farmaci.Per decenni si è utilizzata la sola chemioterapia, sian in prima che in seconda linea; poi una priva innovazione con l’aggiunta dell’immunoterapia in prima linea. Nonostante questi avanzamenti, la sopravvivenza mediana rimane di circa 12 mesi per i casi in stadio IV.Nel trial IMforte pazienti con SCLC in fase avanzata sono stati randomizzati alla terapia convenzionale più o meno lurbinectedina + atezolizumab come terapia di mantenimento dopo la prima linea; lo studio ha centrato il doppio endpoint previsto (PFS e OS). Lurbinectedina è un analogo della trabectedina e quindi di un estratto marino, con differenze farmacocinetiche, ma analogo meccanismo d’azione antiproliferativo.È ben nota la scarsa attività della chemioterapia in seconda linea: nel trial recentemente pubblicato sul New Engl J Med, la chemioterapia è superata dall’Anticorpo Monoclonale Bispecifico Tarlatamab. Tarlatamab è un T-cell engager, cioè a dire uno dei due target specifici è CD3 dei linfociti T, mentre l’altro e Delta-like-ligand 3 (DDL3) espresso sulla maggioranza delle cellule neoplastiche.BibliografiaPaz-Ares L, et al. Efficacy and safety of first-line maintenance therapy with lurbinectedin plus atezolizumab in extensive-stage small-cell lung cancer (IMforte): a randomised, multicentre, open-label, phase 3 trial. The Lancet 2025; 405: 2129-2143Mountzios M et al. Tarlatamab in Small-Cell Lung Cancer after Platinum-Based Chemotherapy. New Engl J Med 2025; DOI:10.1056/NEJMoa2502099Choudhury NJ & Garassino M. Lurbinectedin with atezolizumab maintenance therapy in extensive-stage small-cell lung cancer. The Lancet 2025; 405: 2104-2106.
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