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EPISODE · Oct 6, 2024 · 3 MIN

7 Ottobre | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

Domani è il 7 ottobre. Ed è una ricorrenza che – per chi scrive - si presenta incomprensibilmente accompagnata da tutta una serie di sondaggi che testimoniano della presa di distanza (se non addirittura della condanna) che le opinioni pubbliche occidentali hanno assunto nei confronti di Israele. Si dirà che, in fondo, non c’è nulla di nuovo...chi di voi, infatti, ricorda un governo israeliano – di destra o di sinistra che fosse – il quale non sia stato, sistematicamente, oggetto di critiche da parte dei media europei qualunque iniziativa prendesse? Abbiamo letto, in queste ore, anche di un autorevole commentatore di casa nostra che, in un suo pamphlet, ha recentemente rimproverato agli Israeliani di essere molto più bravi a muoversi sui campi di battaglia, di quanto lo siano su quelli della comunicazione: forse, a suo giudizio, se avessero pubblicato integralmente i video in cui si vedono dei terroristi esaltati che decapitano bambini e li “cucinano” al forno, certi spiriti sensibili di casa nostra ci avrebbero pensato due volte prima di lasciarsi andare a parlare incautamente di “genocidio” a Gaza. Noi, invece, siamo più pessimisti e, come abbiamo già detto più volte in questa rubrica, pensiamo che per il cittadino medio europeo Israele abbia sempre e comunque torto qualunque cosa faccia, compresa quella che magari egli maggiormente gradirebbe. D’altra parte, circa duemila anni di deicidio, di pozzi avvelenati e di diffusione di pestilenze e malanni di ogni genere, non devono poi risultare così facili da rimuovere dai nostri DNA… Certo la popolazione araba che vive nella Striscia di Gaza (ma pure quella di Cisgiordania), negli ultimi dodici mesi, ha dovuto subire indicibili lutti e sofferenze ed ha pertanto, giustamente, beneficiato di una vastissima solidarietà politica e morale. Sul versante opposto, invece, spiace riscontrare come siano state ben poche le voci pacifiste e umanitarie che – almeno nel nostro Paese – si sono levate per deplorare la pessima abitudine di Hamas di utilizzare i civili come scudi umani per barricare istallazioni militari e depositi di armi che vengono, infatti, quasi sempre collocati in prossimità di scuole ed ospedali. Molto più comodo paragonare Netanyahu a Hitler, mostrando, invece, il più completo disinteresse per i circa cento ostaggi israeliani che, da ormai un anno, sono rinchiusi nei sotterranei di Gaza a fungere da pesantissima moneta di scambio, tenuta nelle sue tasche, dal leader palestinese Yahya Sinwar. Sia chiaro, riteniamo più che legittime le pressioni che Europa e America esercitano su Tel Aviv affinché vengano limitati al massimo i danni a civili ignari ed innocenti, ma – per una più giusta ripartizione dei torti e dei meriti – ci piacerebbe anche che certi estremisti pro-pal, quando indicono una manifestazione, dedicassero un minuto di raccoglimento non soltanto alla memoria di Nasrallah, ma anche a quella delle migliaia di civili siriani che le sue milizie di Hezbollah – unitamente a quelle di Putin – hanno sterminato quando, pochi anni fa, si trattò di sostenere e mantenere in vita quel fulgido esempio di democrazia che è il regime di Bashar el Assad. Ma si sa, nei confronti dell’ebreo, pesa sempre un pregiudizio ancestrale che, forse, non sarà mai estirpato dalle nostre coscienze. __________________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

Domani è il 7 ottobre. Ed è una ricorrenza che – per chi scrive - si presenta incomprensibilmente accompagnata da tutta una serie di sondaggi che testimoniano della presa di distanza (se non addirittura della condanna) che le opinioni pubbliche occidentali hanno assunto nei confronti di Israele. Si dirà che, in fondo, non c’è nulla di nuovo...chi di voi, infatti, ricorda un governo israeliano – di destra o di sinistra che fosse – il quale non sia stato, sistematicamente, oggetto di critiche da parte dei media europei qualunque iniziativa prendesse? Abbiamo letto, in queste ore, anche di un autorevole commentatore di casa nostra che, in un suo pamphlet, ha recentemente rimproverato agli Israeliani di essere molto più bravi a muoversi sui campi di battaglia, di quanto lo siano su quelli della comunicazione: forse, a suo giudizio, se avessero pubblicato integralmente i video in cui si vedono dei terroristi esaltati che decapitano bambini e li “cucinano” al forno, certi spiriti sensibili di casa nostra ci avrebbero pensato due volte prima di lasciarsi andare a parlare incautamente di “genocidio” a Gaza. Noi, invece, siamo più pessimisti e, come abbiamo già detto più volte in questa rubrica, pensiamo che per il cittadino medio europeo Israele abbia sempre e comunque torto qualunque cosa faccia, compresa quella che magari egli maggiormente gradirebbe. D’altra parte, circa duemila anni di deicidio, di pozzi avvelenati e di diffusione di pestilenze e malanni di ogni genere, non devono poi risultare così facili da rimuovere dai nostri DNA… Certo la popolazione araba che vive nella Striscia di Gaza (ma pure quella di Cisgiordania), negli ultimi dodici mesi, ha dovuto subire indicibili lutti e sofferenze ed ha pertanto, giustamente, beneficiato di una vastissima solidarietà politica e morale. Sul versante opposto, invece, spiace riscontrare come siano state ben poche le voci pacifiste e umanitarie che – almeno nel nostro Paese – si sono levate per deplorare la pessima abitudine di Hamas di utilizzare i civili come scudi umani per barricare istallazioni militari e depositi di armi che vengono, infatti, quasi sempre collocati in prossimità di scuole ed ospedali. Molto più comodo paragonare Netanyahu a Hitler, mostrando, invece, il più completo disinteresse per i circa cento ostaggi israeliani che, da ormai un anno, sono rinchiusi nei sotterranei di Gaza a fungere da pesantissima moneta di scambio, tenuta nelle sue tasche, dal leader palestinese Yahya Sinwar. Sia chiaro, riteniamo più che legittime le pressioni che Europa e America esercitano su Tel Aviv affinché vengano limitati al massimo i danni a civili ignari ed innocenti, ma – per una più giusta ripartizione dei torti e dei meriti – ci piacerebbe anche che certi estremisti pro-pal, quando indicono una manifestazione, dedicassero un minuto di raccoglimento non soltanto alla memoria di Nasrallah, ma anche a quella delle migliaia di civili siriani che le sue milizie di Hezbollah – unitamente a quelle di Putin – hanno sterminato quando, pochi anni fa, si trattò di sostenere e mantenere in vita quel fulgido esempio di democrazia che è il regime di Bashar el Assad. Ma si sa, nei confronti dell’ebreo, pesa sempre un pregiudizio ancestrale che, forse, non sarà mai estirpato dalle nostre coscienze. __________________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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7 Ottobre | Il Punto della Settimana

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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