EPISODE · Oct 3, 2025 · 11 MIN
72 - Un'aspirina in più
from Novità per il mondo dell'Oncologia · host Paolo Pronzato, Genova
L’11 luglio ci eravamo occupati dell’impatto favorevole dell’attività fisica strutturata sulla prognosi del carcinoma colorettale operato. Ed è ora la volta di un altro studio positivo che non riguarda specifici farmaci antitumorali. Infatti, un gruppo guidato dal Karolinska di Stoccolma, ha pubblicato i risultati di un trial randomizzato in cui pazienti operati per carcinoma colorettale (staio I, II e III) sono stati randomizzati ad aspirina (160 mg) oppure placebo.Era nota l’attività “chemiopreventiva” di aspirina, particolarmente proprio per quanto riguarda i tumori del grosso intestino. I risultati di studi randomizzati precedenti offrivano risultati discordanti e controversi. La pathway di PI3KCA presenta mutazioni in circa un terzo dei casi di tumore colorettale e l’ipotesi dello studio è che l’effetto favorevole dell’aspirina possa emergere solo nei casi con mutazione. Il risultato favorevole è “centrato” dal trial (ALASCCA): l’aspirina ha determinato una riduzione del rischio di recidiva tra i pazienti con mutazioni hotspot di PI3KCA in esone 9 e 20 (ma l’effetto sembra analogo anche nel caso di alterazioni geniche diverse della pathway). L’HR per il tasso di recidive è molto buono (circa 0,50); il beneficio assoluto è limitato (7% con aspirina e 14% con placebo) essendo stati arruolati pazienti anche a basso rischio. Molto importante anche il rilevamento delle tossicità (16,8% di eventi avversi seri con aspirina 11,6% con placebo). BibliografiaMartling A, et al. Low-Dose Aspirin for PI3K-Altered Localized Colorectal Cancer. N Engl J Med 2025;393:1051-1064
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L’11 luglio ci eravamo occupati dell’impatto favorevole dell’attività fisica strutturata sulla prognosi del carcinoma colorettale operato. Ed è ora la volta di un altro studio positivo che non riguarda specifici farmaci antitumorali. Infatti, un gruppo guidato dal Karolinska di Stoccolma, ha pubblicato i risultati di un trial randomizzato in cui pazienti operati per carcinoma colorettale (staio I, II e III) sono stati randomizzati ad aspirina (160 mg) oppure placebo.Era nota l’attività “chemiopreventiva” di aspirina, particolarmente proprio per quanto riguarda i tumori del grosso intestino. I risultati di studi randomizzati precedenti offrivano risultati discordanti e controversi. La pathway di PI3KCA presenta mutazioni in circa un terzo dei casi di tumore colorettale e l’ipotesi dello studio è che l’effetto favorevole dell’aspirina possa emergere solo nei casi con mutazione. Il risultato favorevole è “centrato” dal trial (ALASCCA): l’aspirina ha determinato una riduzione del rischio di recidiva tra i pazienti con mutazioni hotspot di PI3KCA in esone 9 e 20 (ma l’effetto sembra analogo anche nel caso di alterazioni geniche diverse della pathway). L’HR per il tasso di recidive è molto buono (circa 0,50); il beneficio assoluto è limitato (7% con aspirina e 14% con placebo) essendo stati arruolati pazienti anche a basso rischio. Molto importante anche il rilevamento delle tossicità (16,8% di eventi avversi seri con aspirina 11,6% con placebo). BibliografiaMartling A, et al. Low-Dose Aspirin for PI3K-Altered Localized Colorectal Cancer. N Engl J Med 2025;393:1051-1064
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