EPISODE · Jan 9, 2026 · 10 MIN
86 - Bravo!
from Novità per il mondo dell'Oncologia · host Paolo Pronzato, Genova
BRAVE, cioè “coraggioso”. Pier Franco Conte ancora una volta ha portato a termine un trial clinico multicentrico assai impegnativo per concezione e svolgimento: questa volta ha riguardato la immunoterapia adiuvante postoperatoria con avelumab in pazienti con tumore mammario triplo negativo (TNBC) in fase non metastatica.Lo studio di fase III A-BRAVE non ha raggiunto il suo obiettivo primario: l’HR di 0,81 per Disease Free Survival con avelumab rispetto al controllo per i pazienti con TNBC ad alto rischio di ricaduta non è risultata statisticamente significativa, con risultati coerenti nella popolazione ITT e nelle pazienti con iRD dopo chemioterapia neoadiuvante (endpoint co-primari).Non è difficile però osservare segnali molto interessanti che derivano dall’analisi dei risultati di questo studio e finiscono con il rafforzare l’approccio immunoterapico al TNBC, quale già adottato nella pratica clinica usuale con la terapia perioperatoria a base di pembrolizumab (associato a chemioterapia in fase neoadiuvante): vedi a tal proposito il numero 30 di questa rubrica (OS Benefit del 13 dicembre 2024). Particolarmente suggestivo il vantaggio in sopravvivenza: avelumab potrebbe ridurre il rischio di morte in queste pazienti con prognosi sfavorevole e il risultato richiede quanto meno conferma in studi più ampi.BibliografiaPF Conte, et al. A-BRAVE trial: a phase III randomized trial with anti-PD-L1 avelumab in high-risk triple-negative early breast cancer patients. Ann Oncol 2025; 36: 492-150
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BRAVE, cioè “coraggioso”. Pier Franco Conte ancora una volta ha portato a termine un trial clinico multicentrico assai impegnativo per concezione e svolgimento: questa volta ha riguardato la immunoterapia adiuvante postoperatoria con avelumab in pazienti con tumore mammario triplo negativo (TNBC) in fase non metastatica.Lo studio di fase III A-BRAVE non ha raggiunto il suo obiettivo primario: l’HR di 0,81 per Disease Free Survival con avelumab rispetto al controllo per i pazienti con TNBC ad alto rischio di ricaduta non è risultata statisticamente significativa, con risultati coerenti nella popolazione ITT e nelle pazienti con iRD dopo chemioterapia neoadiuvante (endpoint co-primari).Non è difficile però osservare segnali molto interessanti che derivano dall’analisi dei risultati di questo studio e finiscono con il rafforzare l’approccio immunoterapico al TNBC, quale già adottato nella pratica clinica usuale con la terapia perioperatoria a base di pembrolizumab (associato a chemioterapia in fase neoadiuvante): vedi a tal proposito il numero 30 di questa rubrica (OS Benefit del 13 dicembre 2024). Particolarmente suggestivo il vantaggio in sopravvivenza: avelumab potrebbe ridurre il rischio di morte in queste pazienti con prognosi sfavorevole e il risultato richiede quanto meno conferma in studi più ampi.BibliografiaPF Conte, et al. A-BRAVE trial: a phase III randomized trial with anti-PD-L1 avelumab in high-risk triple-negative early breast cancer patients. Ann Oncol 2025; 36: 492-150
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