A trent’anni da Budapest | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Dec 8, 2024 · 3 MIN

A trent’anni da Budapest | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

Nella settimana che ci lasciamo alle spalle, qualcuno ha voluto ricordare quel 5 dicembre del 1994 in cui, esattamente trent’anni fa, veniva sottoscritto dai massimi rappresentanti di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e – ironia della sorte – Russia, il cosiddetto “Memorandum di Budapest”: l’accordo diplomatico con il quale i suddetti Paesi si impegnavano a garantire l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, in cambio della cessione al Cremlino, da parte di quest’ultima, delle circa duemila testate nucleari strategiche (e delle altre tremila tattiche) rimaste in suo possesso dopo la fine dell’Unione Sovietica. Si, perché - anche se adesso la cosa può sembrare quasi incredibile - il Paese che attualmente, ogni giorno, per difendersi è costretto ad elemosinare aiuti militari da Londra a Washington, in realtà – se a Budapest non si fosse lasciato ammaliare da promesse pronunciate, evidentemente, con un eccesso di faciloneria – oggi sarebbe ancora la terza potenza nucleare del mondo...E certo - almeno pensiamo noi - prima di intraprendere “operazioni militari speciali” nei suoi confronti per “denazificarne” la classe politica, Vladimir Putin ci avrebbe pensato ben più di una volta… Non c’è che dire, dalla storia dobbiamo aver imparato davvero pochino se ci stupiamo nell’osservare un Paese nazista e guerrafondaio che rinuncia spontaneamente alla possibilità di minacciare o di aggredire popoli vicini o lontani facendo uso delle sue terribili armi atomiche… Comunque, a motivare anche i Paesi occidentali verso la definizione di un accordo come quello di Budapest, contribuì sicuramente il timore – a quei tempi abbastanza diffuso – che dal frazionamento dell’arsenale nucleare sovietico potessero nascere conflitti e situazioni politicamente ingestibili, qualora parti di esso fossero finite a disposizione di Stati disinteressati al mantenimento della pace mondiale. E forse, l’ingenuità, dimostrata in quei frangenti dai governi occidentali, può in qualche modo trovare una sorta di giustificazione pure nel fatto che il loro interlocutore moscovita allora si chiamava Boris Eltsin ed era un politico molto diverso da quello che c’è, invece, oggi. Per parte sua, Putin, da ormai una decina d’anni, al fine di giustificare le sue mire espansionistiche verso ovest, sostiene che l’Ucraina di oggi nulla abbia a che vedere con quella di trent’anni fa, essendo, al contrario, uno Stato nuovo e diverso e con il quale la Russia non ha mai firmato alcun documento vincolante. Insomma, considerato come sono andate e come stanno tuttora andando le cose, c’è forse da stupirsi se Zelensky continua a chiedere garanzie più credibili sul fatto che, in futuro, a nessuno verrà nuovamente in mente di invadere il suo Paese? Putin: “Un nuovo Stato sorge con cui non abbiamo accordi" Il 4 marzo dello stesso anno il presidente russo Vladimir Putin spiega che quella che all’epoca sta avvenendo a Kiev è una sorta di rivoluzione, tale per cui l’Ucraina del 2014 non è lo stesso Stato con cui la Russia aveva firmato il Memorandum 20 anni prima: “Un nuovo Stato sorge, ma con questo Stato e nei suoi confronti noi non abbiamo firmato alcun documento vincolante”. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

Nella settimana che ci lasciamo alle spalle, qualcuno ha voluto ricordare quel 5 dicembre del 1994 in cui, esattamente trent’anni fa, veniva sottoscritto dai massimi rappresentanti di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e – ironia della sorte – Russia, il cosiddetto “Memorandum di Budapest”: l’accordo diplomatico con il quale i suddetti Paesi si impegnavano a garantire l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, in cambio della cessione al Cremlino, da parte di quest’ultima, delle circa duemila testate nucleari strategiche (e delle altre tremila tattiche) rimaste in suo possesso dopo la fine dell’Unione Sovietica. Si, perché - anche se adesso la cosa può sembrare quasi incredibile - il Paese che attualmente, ogni giorno, per difendersi è costretto ad elemosinare aiuti militari da Londra a Washington, in realtà – se a Budapest non si fosse lasciato ammaliare da promesse pronunciate, evidentemente, con un eccesso di faciloneria – oggi sarebbe ancora la terza potenza nucleare del mondo...E certo - almeno pensiamo noi - prima di intraprendere “operazioni militari speciali” nei suoi confronti per “denazificarne” la classe politica, Vladimir Putin ci avrebbe pensato ben più di una volta… Non c’è che dire, dalla storia dobbiamo aver imparato davvero pochino se ci stupiamo nell’osservare un Paese nazista e guerrafondaio che rinuncia spontaneamente alla possibilità di minacciare o di aggredire popoli vicini o lontani facendo uso delle sue terribili armi atomiche… Comunque, a motivare anche i Paesi occidentali verso la definizione di un accordo come quello di Budapest, contribuì sicuramente il timore – a quei tempi abbastanza diffuso – che dal frazionamento dell’arsenale nucleare sovietico potessero nascere conflitti e situazioni politicamente ingestibili, qualora parti di esso fossero finite a disposizione di Stati disinteressati al mantenimento della pace mondiale. E forse, l’ingenuità, dimostrata in quei frangenti dai governi occidentali, può in qualche modo trovare una sorta di giustificazione pure nel fatto che il loro interlocutore moscovita allora si chiamava Boris Eltsin ed era un politico molto diverso da quello che c’è, invece, oggi. Per parte sua, Putin, da ormai una decina d’anni, al fine di giustificare le sue mire espansionistiche verso ovest, sostiene che l’Ucraina di oggi nulla abbia a che vedere con quella di trent’anni fa, essendo, al contrario, uno Stato nuovo e diverso e con il quale la Russia non ha mai firmato alcun documento vincolante. Insomma, considerato come sono andate e come stanno tuttora andando le cose, c’è forse da stupirsi se Zelensky continua a chiedere garanzie più credibili sul fatto che, in futuro, a nessuno verrà nuovamente in mente di invadere il suo Paese? Putin: “Un nuovo Stato sorge con cui non abbiamo accordi" Il 4 marzo dello stesso anno il presidente russo Vladimir Putin spiega che quella che all’epoca sta avvenendo a Kiev è una sorta di rivoluzione, tale per cui l’Ucraina del 2014 non è lo stesso Stato con cui la Russia aveva firmato il Memorandum 20 anni prima: “Un nuovo Stato sorge, ma con questo Stato e nei suoi confronti noi non abbiamo firmato alcun documento vincolante”. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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A trent’anni da Budapest | Il Punto della Settimana

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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