EPISODE · Jul 16, 2021 · 3 MIN
AGGRESSIVITÀ E DIFESA
from SPIRITUAL EVOLUTION · host Yuri Estini
Il desiderio di nuocere, di ferire un altro, con la parola, con un gesto, o ancor più profondamente , è forte nella maggioranza di noi; è comune e paurosamente piacevole. Lo stesso desiderio di non essere feriti provoca quello di ferire gli altri; far male agli altri è un modo di difendere se stessi. Questa auto-difesa assume forme peculiari, che dipendono dalle circostanze e dalle tendenze. Com'è facile ferire un altro e quanta delicatezza ci vuole per non ferire! Feriamo gli altri, perché noi stessi siamo feriti, siamo così ammaccati dai nostri stessi conflitti e dai nostri dolori. Più siamo torturati nell'intimo, maggiore è l'impulso di essere violenti esteriormente. L'intima agitazione ci spinge a cercare una protezione esterna; e più uno si difende, maggiore è l'aggressione a danno degli altri. Che cosa mai difendiamo, a che mai facciamo tanto attentamente la guardia? Certo è l'idea di noi stessi , a qualunque livello. Se non custodissimo l'idea, il centro di accumulazione, non ci sarebbe "io" e "mio". Saremmo allora sensibili all'estremo, vulnerabili ai modi del nostro stesso essere, tanto il conscio quanto quello nascosto; ma poiché la maggior parte di noi non desidera scoprire il processo dell'io , offriamo resistenza a ogni intromissione nell'idea di noi stessi. L'idea di noi stessi è interamente superficiale, ci accontentiamo di illusioni. Il desiderio di far male a un altro è un istinto profondo. Accumuliamo risentimento, che fornisce una vitalità particolare, un sentimento di azione e di vita; e ciò che si è accumulato deve essere speso attraverso ira, insulti, svilimento, ostinazione e attraverso i loro opposti. E' questo accumulo di risentimento che ha bisogno di perdono, il quale diviene superfluo, se non c'é tesaurizzazione di colpi ricevuti. Perché tesaurizziamo lusinghe e insulti, ferite e affetto? Senza questo accumulo di esperienze e delle loro reazioni, noi non esistiamo; non siamo nulla se non abbiamo nome, affetti, credenze. E' la paura di essere nulla che ci spinge ad accumulare; ed è questa stessa paura , conscia o inconscia che sia, che, nonostante le nostre attività cumulative, provoca la nostra disintegrazione, la nostra distruzione. Se possiamo renderci conto della verità di questa paura, allora è la verità che ci libera da essa, e non la nostra risoluta determinazione di essere liberi. Jiddu Krishnamurti (Aggressività e difesa)
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Il desiderio di nuocere, di ferire un altro, con la parola, con un gesto, o ancor più profondamente , è forte nella maggioranza di noi; è comune e paurosamente piacevole. Lo stesso desiderio di non essere feriti provoca quello di ferire gli altri; far male agli altri è un modo di difendere se stessi. Questa auto-difesa assume forme peculiari, che dipendono dalle circostanze e dalle tendenze. Com'è facile ferire un altro e quanta delicatezza ci vuole per non ferire! Feriamo gli altri, perché noi stessi siamo feriti, siamo così ammaccati dai nostri stessi conflitti e dai nostri dolori. Più siamo torturati nell'intimo, maggiore è l'impulso di essere violenti esteriormente. L'intima agitazione ci spinge a cercare una protezione esterna; e più uno si difende, maggiore è l'aggressione a danno degli altri. Che cosa mai difendiamo, a che mai facciamo tanto attentamente la guardia? Certo è l'idea di noi stessi , a qualunque livello. Se non custodissimo l'idea, il centro di accumulazione, non ci sarebbe "io" e "mio". Saremmo allora sensibili all'estremo, vulnerabili ai modi del nostro stesso essere, tanto il conscio quanto quello nascosto; ma poiché la maggior parte di noi non desidera scoprire il processo dell'io , offriamo resistenza a ogni intromissione nell'idea di noi stessi. L'idea di noi stessi è interamente superficiale, ci accontentiamo di illusioni. Il desiderio di far male a un altro è un istinto profondo. Accumuliamo risentimento, che fornisce una vitalità particolare, un sentimento di azione e di vita; e ciò che si è accumulato deve essere speso attraverso ira, insulti, svilimento, ostinazione e attraverso i loro opposti. E' questo accumulo di risentimento che ha bisogno di perdono, il quale diviene superfluo, se non c'é tesaurizzazione di colpi ricevuti. Perché tesaurizziamo lusinghe e insulti, ferite e affetto? Senza questo accumulo di esperienze e delle loro reazioni, noi non esistiamo; non siamo nulla se non abbiamo nome, affetti, credenze. E' la paura di essere nulla che ci spinge ad accumulare; ed è questa stessa paura , conscia o inconscia che sia, che, nonostante le nostre attività cumulative, provoca la nostra disintegrazione, la nostra distruzione. Se possiamo renderci conto della verità di questa paura, allora è la verità che ci libera da essa, e non la nostra risoluta determinazione di essere liberi. Jiddu Krishnamurti (Aggressività e difesa)
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AGGRESSIVITÀ E DIFESA
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