EPISODE · Apr 2, 2026 · 31 MIN
Alle origini di uno stereotipo: Hieronymus Megiser e le sue fonti «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
FRA EDEN E BARBARIE: LA CALABRIA FRA CINQUE E SEICENTO«Questa magnifica provincia è fertile oltre misura. Non vi cresce, infatti, solo tutto ciò che serve alle necessità della vita, ma anche tutto ciò che serve al piacere e a superfluo. Tutti i monti le valli sono utili e non improduttivi. Vi cresce in grande abbondanza ogni tipo di frumento, vino e frutta, tutto della miglior qualità. Lo stesso dicasi per l'olio, il formaggio, lo zucchero, il miele, la cera, lo zafferano, il cotone, l'anice, il coriandolo in gran quantità, come pure per la resina, la pece, la trementina e lo storace. Non mancano miniere [...]. C’è moltissima canapa e lino e v’è più seta in questa regione che nel resto d'Italia; cosa meravigliosa, vi piove dal cielo abbondante la manna. Vi si trovano pure bagni termali [...]. Sulle sponde di entrambi i mari, come pure all'interno, vi si trovano i più bei giardini di limoni, cedri ed aranci di ogni tipo. Il paese è ricchissimo di corsi d'acqua, grandi e piccoli, come pure, sulle colline dell'Appennino, di fonti boschi di pini, acidi, larici e querce dove crescono il fungo agarico, candido e profumato, che riluce di notte. Vi si trovano pure pascoli e riserve di caccia [...]. Anche il mare è pescosissimo e in molti punti vi crescono i coralli bianchi e rossi [...]»Questa descrizione, tratta dal volume “Delitiae Neapolitanae” di Hiromimus Megiser apparso a Lipsia nel 1605, non si riferisce, come a tutta prima potrebbe sembrare, ad un mitico paese dell'età dell'oro, ma la Calabria della fine del ‘500. Il Megiser, che nell'inverno del 1588 era bibliotecario della comunità degli studenti tedeschi di Padova, aveva sicuramente una conoscenza diretta dell'Italia centro settentrionale; della Calabria deve però avere avuto una conoscenza indiretta, anche se non è da escludere che, in occasione del viaggio che lo portò in Sicilia e a Malta, possa avere toccato taluni suoi centri costieri.In questa sua opera egli ripropone, come si legge già nel lungo, ridondante, barocco titolo dell'opera, notizie e dati desunti in parte da pubblicazioni di storici e geografi italiani, in parte da una conoscenza diretta del paese.Luoghi narranti narrati e citati: Castel di Paula (Paola) - Castel di Sant’Eufemia (Castello della Valle) - Santa Eufemia - Nicastro - Maida - Laconia (Acconia ?) - Castello di Pizzo (Castello Murat) - Bagnara (Calabra) - CosenzaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggiatori-tedeschi-in-calabria-dal.html Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa, compresi i tedeschi qui presi in considerazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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FRA EDEN E BARBARIE: LA CALABRIA FRA CINQUE E SEICENTO«Questa magnifica provincia è fertile oltre misura. Non vi cresce, infatti, solo tutto ciò che serve alle necessità della vita, ma anche tutto ciò che serve al piacere e a superfluo. Tutti i monti le valli sono utili e non improduttivi. Vi cresce in grande abbondanza ogni tipo di frumento, vino e frutta, tutto della miglior qualità. Lo stesso dicasi per l'olio, il formaggio, lo zucchero, il miele, la cera, lo zafferano, il cotone, l'anice, il coriandolo in gran quantità, come pure per la resina, la pece, la trementina e lo storace. Non mancano miniere [...]. C’è moltissima canapa e lino e v’è più seta in questa regione che nel resto d'Italia; cosa meravigliosa, vi piove dal cielo abbondante la manna. Vi si trovano pure bagni termali [...]. Sulle sponde di entrambi i mari, come pure all'interno, vi si trovano i più bei giardini di limoni, cedri ed aranci di ogni tipo. Il paese è ricchissimo di corsi d'acqua, grandi e piccoli, come pure, sulle colline dell'Appennino, di fonti boschi di pini, acidi, larici e querce dove crescono il fungo agarico, candido e profumato, che riluce di notte. Vi si trovano pure pascoli e riserve di caccia [...]. Anche il mare è pescosissimo e in molti punti vi crescono i coralli bianchi e rossi [...]»Questa descrizione, tratta dal volume “Delitiae Neapolitanae” di Hiromimus Megiser apparso a Lipsia nel 1605, non si riferisce, come a tutta prima potrebbe sembrare, ad un mitico paese dell'età dell'oro, ma la Calabria della fine del ‘500. Il Megiser, che nell'inverno del 1588 era bibliotecario della comunità degli studenti tedeschi di Padova, aveva sicuramente una conoscenza diretta dell'Italia centro settentrionale; della Calabria deve però avere avuto una conoscenza indiretta, anche se non è da escludere che, in occasione del viaggio che lo portò in Sicilia e a Malta, possa avere toccato taluni suoi centri costieri.In questa sua opera egli ripropone, come si legge già nel lungo, ridondante, barocco titolo dell'opera, notizie e dati desunti in parte da pubblicazioni di storici e geografi italiani, in parte da una conoscenza diretta del paese.Luoghi narranti narrati e citati: Castel di Paula (Paola) - Castel di Sant’Eufemia (Castello della Valle) - Santa Eufemia - Nicastro - Maida - Laconia (Acconia ?) - Castello di Pizzo (Castello Murat) - Bagnara (Calabra) - CosenzaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggiatori-tedeschi-in-calabria-dal.html Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. È col terremoto del 1783...
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