PODCAST · society
Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta
by Giuseppe Cocco
PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Un museo ad Ardea «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Dunque ad Ardea è sorto un museo - e tale è, seppure si celi sotto il nome più modesto di raccolta - unico nel suo genere, in Italia, né per una sola ragione, e basterebbe, ma pure non per una sola ragione la quale è che si tratta di un museo che raccoglie le opere di un artista vivente e operante, una specie di studio aperto al pubblico o, dunque qualcosa che non fa solo rimemorare ma spinge verso il futuro, è aperto nel futuro. In secondo luogo, questo museo, è un atto di affetto, che da vivi ben pochi hanno potuto fruire, in quanto che è stato suscitato, sotto l'egida, e direi lo pseudonimo, di un gruppo di amici, dalla compagna e ispiratrice dell'artista, che, diciamolo francamente, aveva tutto l'interesse di tenere le opere per sé e per i propri figli. Luoghi narranti narrati e citati: Ardea - Museo Manzù - Manzù (Giacomo)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La notte a piazza Navona «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Piazza Navona, ieri sera ed ora lunedì, come un lago d'ombra, come quando, nei secoli passati, la facevano divenire un lago; ma ora non c'erano navi, c'era gente, e tanta, gente seduta, gente in piedi. E conversavano.Le luci erano modeste, la luna illuminava anche la parte alta.La gente conversava.Non un rumore più forte, l'acqua silenziosa del lago d'ombra sfiorava la suola delle scarpe, le luci sfioravano la testa, come quell'area leggera che veniva dal mare.La gente conversava, sedeva, camminava; per un momento ebbi uno strizzo al cuore: non era forse la Piazza Navona delle notti di oscuramento, durante l'ultima guerra?Ma ora c'erano le luci, anche se discrete, e non solo il lume delle stelle e della luna.E non c'era l'angoscia della guerra, degli allarmi.Ma ecco cosa c'era, il silenzio di quelle notti senza consolazione e senza automobili, in cui si camminava e si riscopriva la Roma del Piranesi e del Pannini.Ci si poteva fermare, guardare, discorrere: ecco Sant'Agnese, così sfalsata rispetto alla Fontana di Fiumi, si vedeva arrivare fino in fondo alla scalinata, senza quella barriera d'auto automobili.Luoghi narranti narrati e citati: Piazza Navona (Roma) - S. Agnese (in Agone - Roma) - Fontana dei Fiumi (Roma) - Piranesi (Giovanni Battista) - Pannini (Giovanni Paolo) - Piazza del Campo (Siena)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il Lazio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Il Lazio è la regione più ignota d'Italia: si crede che il Lazio sia Roma e tutti conoscono Roma, ma il Lazio non è Roma, così ingrandito come s’è, usurpa una parte all'Abruzzo, una parte alla Campania e se non ha preso qualcosa la Toscana è forse perché da quel lato lì c'è la parte più povera, l'alta Maremma. Ma il Lazio così ignoto, al di fuori di Roma è una regione bellissima e misteriosa, antica come l'universo e la razza umana.Non c'è stato trovato, a Saccopastore, l'uomo di Neanderthal, e fossili insigni come l'Elefans Primigenius?La sua ricchezza di leggenda, che anch'essa è riprova di antichità, forse non ha paragoni in Italia. Basta pensare al favoloso Circeo, alla leggenda di Enea, ai primi secoli della Nuova Roma: basti pensare al sottofondo etrusco, e, in epoca più recente, alla macchia d'Orlando, a questa tradizione di un Orlando Laziale. Luoghi narranti narrati e citati: Lazio - Saccopastore (uomo di Neanderthal) - Circeo (monte) - Belli Giuseppe Gioacchino - Pascarella Cesare - Trilussa - Albano (Laziale) - Marino - Lago di Vico - Lago di Bolsena - Viterbo - Palazzo dei Papi (Viterbo) - Macchina di Santa Rosa (Viterbo) - Nepi - [Castel] Sant’Elia - Rocca di Papa - Ostia [Lido] - Ostia Antica - Tarquinia (Necropoli) - Cerveteri (Necropoli) - Tarquinia - Palazzo Vitelleschi (Tarquinia) - Tuscania - Chiesa di S. Pietro (Tuscania) - Chiesa di S. Maria Maggiore (Tuscania) - Montefiascone - Chiesa di S. Margherita (Cattedrale di Montefiascone) - Chiesa di S. Flaviano (Montefiascone) - Bulicame (Viterbo) - Abbazia di S. Martino al Cimino - Abbazia di Fossanova - Abbazia di Casamari - Ciociaria - Alatri - Veroli - Anagni - Cattedrale di Anagni - Museo [della Cattedrale] di Anagni - Palestrina - Tempio della Fortuna (Palestrina) - Tivoli - Tempio della Sibilla (Tivoli) - Frascati - Villa d’Este (Tivoli) - Villa Aldobrandini (Frascati) - Villa Falconieri (Frascati) - Villa Mondragone (Frascati) - Via Pontina - NinfaViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Sepino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Fascinosa Sepino, piccola città romana annidata in una vigna, e fortunatamente c'è la città e c'è la vigna. Ma quante altre cose.Sepino era stata costruita a metà di un tratturo.Ora quasi non si sa più cosa fosse un tratturo, ma il tratturo è stato per secoli come l'arteria verde delle pecore per passare, nell'inverno o nell'estate, dal monte al piano.Quelli di Puglia non esistono più, ma di questo molisano ne sussiste un pezzo e questo pezzo oculatamente è stato salvato, prima e dopo l'ingresso a Sepino.Luoghi narranti narrati e citati: SepinoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Magia di un tempio nel prato «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Nel Molise, questo splendido paese che gli italiani non conoscono - i molisani sono appena trecentomila - c'è un luogo dal nome pittoresco, Pietrabbondante, in cui è stato silenziosamente scavato, restaurato, sistemato, un'antichità Italica rarissima, un tempio con annesso un teatro. Siamo fra il II e il I secolo a.C., il tempio nasce con tre celle come era il tempio di Giove Capitolino a Roma; gli dei che abitavano le tre celle non si sa quali fossero, l'epoca del culto doveva essere l'estate, perché qui siamo a mille metri d'altezza, e il freddo in questo culmine fra i monti e altopiani non invita certo a venire a spettacoli all'aperto nell'inverno. il caso è di Pietrabbondante potrebbe pure rientrare in questo genere, anche se c'è molto di più che rocchi smozzicati e coccetti.Luoghi narranti narrati e citati: Pietrabbondante - Santuario Italico di Pietrabbondante - Tempio di Giove Capitolino - PescolancianoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Termoli «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Termoli, questo nome che pare germogli: sul litorale adriatico un promontorio che doveva sorgere dal pianoro molisano con uno scatto improvviso, e ora da lontano neppure ci se ne accorge, separato com'è dalla forte edilizia che lo sviluppo industriale gli ha creato intorno.Certo, tutto non si può avere e bisogna pur vivere.Ma il piccolo e aereo nucleo della città vecchia è ancora rimasto abbastanza la sua effige di borgo di pescatori, contenuto dagli altri bastioni su un mare tenue, limpido e di qua e di là a perdita d'occhio.All'ingresso di questa che è una vera città murata c'è il castello Svevo, che di svevo ha ormai solo il mastio, come un rigido gabinetto bianco sulla cima: che si aspetta ad abbattere quella sconcezza?Le altre quattro torri del castello sono tonde, invece che quadrate, e affondano nelle fiancate come un imbuto nel collo di una damigiana; due palme alte e svelte agitano i ventagli contro le mura.Luoghi narranti narrati e citati: Termoli - Troia - Siponto - Orvieto - Duomo di Orvieto - Cattedrale di Larino - LarinoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La chiesa di S. Pietro ad Alba Fucense «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Non saranno molti a sapere dove si trovi un luogo dal nome così suggestivo come Alba Fucense; e si dice luogo, perché la città antica, a cui il nome corrispondeva, è scomparsa da un pezzo, e di quella medievale ben poche sono le rovine, seppure quanto mai romantiche, sull'alto cucuzzolo. Ma questa peregrina località che, per gli scavi condotti nel sito della città romana, e soprattutto per restauro felicissimo della chiesa di San Pietro, diverrà perfino una meta turistica, non è neppure di difficile accesso; a pochi chilometri da Avezzano, in due ore si raggiunge da Roma.Il luogo è di una grandiosità naturale e illimitata: forse da nessun altro posto è possibile vedere vicinissimo un monte così alto e grande come il Velino: parte dal suolo diritto come un muro.Intorno, la catena del Sirente, a grandi falcate, recinge pianori fitti di mandorle: quasi al centro spicca (e siamo più di mille metri) il colle su cui sorgono la chiesa di San Pietro e le rovine di Alba.Luoghi narranti narrati e citati: Chiesa di S. Pietro (Alba Fucens) - Alba Fucens - Ponte di Pavia - Ponte di Santa Trinita (Firenze) - Chiesa di S. Gereone (Basilica di Colonia) - Chiesa di S. Maria in Campidoglio (Basilica di Colonia) - Chiesa dei SS. Apostoli (Basilica di Colonia)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La fontana delle 99 cannelle a L’Aquila «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Che questa fontana abbia a novantanove cannelle, né una di più né una di meno; che questo numero rispecchi quello dei castelli dalla cui unione, sotto Federigo, sarebbe nata L'Aquila, nel cuore d'Italia; sono tutte notizie che vanno da contorno ad una realtà così diversa da quella delle altre fontane, da rendere, questa, un esemplare unico che sta fra la fontana, i giochi d'acqua, il teatro. Ma la scena, in realtà, non è di dove si guarda; la scena è questo squadrato e irregolare trapezio datato nel 1272 e finito qualche secolo dopo, con i suoi getti sommessi, i suoi colori focati scambiati come in una scacchiera.Luoghi narranti narrati e citati: Fontana delle 99 cannelle - L’Aquila - Fonte Gaia di Jacopo della Quercia - Villa d’Este (Tivoli)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il paliotto di Nicola da Guardiagrele a Teramo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È un curioso destino che i due maggiori artisti del Rinascimento abruzzese, il Delitio e Nicola di Guardiagrele compaiano come degli apporti, sradicati dalla loro terra, anche se, per Nicola di Guardiagrele si possegga una serie di opere sicure e datate che ci permettono di seguirlo quasi passo passo. Ma non serve lo stesso, perché quando nel 1413 lo troviamo con l'Ostensorio di Francavilla, non è affatto facile collocarlo in una determinata corrente culturale: si può solo dire che ha una generica formazione gotica, ma solo per gli stilemi architettonici dello stesso ostensorio, e una sicura ma sporadica conoscenza dell’oreficeria tedesca.Luoghi narranti narrati e citati: Paliotto di Nicola da Guardiagrele - Teramo - Ostensorio di Francavilla - Croce astile di Lanciano - Paliotto di Sant’Ambrogio (Milano) - Altare argenteo di PistoiaViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Immagine di Spoleto «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo volume sull'immagine e storia urbana di Spoleto segue - a due anni di distanza - quello sulla rocca che illustrò compiutamente, durante il restauro uno dei monumenti più singolari del tardo Medioevo, opera di un architetto umbro che ha lasciato altre e importanti opere e non solo in Umbria: Matteo Gattaponi, come si chiamava per tradizione, o Gattacapponi come la ribattezzato un documento. È difficile che di una fortezza, com'era rocca di Spoleto, cassero e castello-palazzo insieme, si conosca l'autore e unico autore come in questo caso: non ultima ragione dell'interesse che suscita, non solo per la bella Spoleto, ma per la storia dell'architettura, e in quel volgere di tempo, che già in Italia attenua il Gotico e prelude a un'aurea Rinascimentale.Luoghi narranti narrati e citati: Spoleto - Rocca di Spoleto - Tempietto del Clitunno - Chiesa di San Salvatore (Spoleto) - Chiesa di San Pietro (Spoleto) - Duomo di Spoleto - Cividale (del Friuli) - Benevento - Ponte delle Torri (Spoleto) - Festival dei Due Mondi (Spoleto)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Quel Pinturicchio sembra appena dipinto «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È quasi impossibile chiedere di più ad un restauro, di quanto è stato ottenuto per gli affreschi del Pinturicchio nella cappella Baglioni di Santa Maria Maggiore a Spello.Lo stato in cui si trovavano era avvilente, perché una brodaglia marroncina era stata stesa sopra per uniformare, nel cospicuo magistero di uno sciagurato restauratore di molti decenni fa, i toni evidentemente troppo brillanti poi le infiltrazioni d'acqua, le muffe avevano fatto il resto.A vederli in quello stato, nessuno poteva immaginare che sarebbero tornati chiari e squillanti come quelli, di poco posteriore, della Libreria Piccolomini a Siena.Questi di Spello sono firmati e datati nel 1501, seguono quindi di poco gli affreschi Borgia e in genere quelli romani, eccettuata la Cappella Bufalini all’Ara Coeli, che è anteriore di un bel po' appunto.Luoghi narranti narrati e citati: Cappella Baglioni di Santa Maria Maggiore (Spello) - Spello - Libreria Piccolomini (Siena) - Cappella Bufalini all’Ara Coeli (Roma)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Miracolo di Assisi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Raramente accade di provare un'emozione così intensa da una visita ad un monumento che si conosce a menadito e che è stato solamente restaurato. Ma in quella «restauro» può annidarsi un abisso, spalancarsi una voragine.Solo che si pensi all'infame del restauro (ma perché usare questa parola onesta?) di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, vandalicamente storpiata, mutilata, avvilita.Tutto il contrario di quanto avvenuto nella Basilica inferiore ad Assisi, perché di questa si tratta, e che, dopo anni di intralci messi in opera dalla Corte dei Conti, l'Istituto Centrale del Restauro, con la Sovrintendenza alle gallerie dell'Umbria, ha restituito ad un fulgore che nessuno, io credo, poteva pensare che fosse neanche possibile, molto più che non si tratta di un fulgore posticcio, ottenuto con metodi subdoli e ridipinture insidiose, ma davvero è soltanto riportando alla luce le superfici pittoriche, quali, quasi miracolosamente, si erano conservate sotto uno spesso strato di polvere, carbonati, muffe.Luoghi narranti narrati e citati: Assisi - Santa Maria di Collemaggio (Basilica de L'Aquila) - Basilica inferiore (di San Francesco d’Assisi)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Perugia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Se Diana era dagli antichi detta triforme, «trivia», come la chiama Dante, Perugia, che è Etrusca, Romana, Medievale, Rinascimentale e Barocca andrebbe messa sotto il segno del cinque, questa bellissima città, dei più vasti orizzonti, con l'aria quasi di montagna e asciutta come una giornata di sole. E così la sentirono e la rappresentarono i suoi due più grandi pittori, il Perugino e Raffaello, che, va bene era di Urbino, ma che nei suoi dipinti giovanili respira aria di Perugia e l'azzurro montanino dei suoi cieli senza macchia ornati di filatteri quasi danzanti.Come tutte le città più antiche, alle quali la nostra civiltà attuale ha posto solo un cappello presuntuoso di deleteri edifici, Perugia ha un fondo di civiltà contadina, vera dunque, radicata nel vino e nell'olio e in quell'odore di mosto e di vinaccia che di ottobre espandeva quel gentile afrore nei vicoli della città vecchia ancora rimasti come nelle vecchie fotografie Alinari, appena arginato dalle porte medievali ancora erte all'intorno del nucleo veramente augusto; e di dicembre quel profumo di olio appena scritto nelle oliviere suburbane, che odore dell'infanzia, quando, bambini, si andava col babbo a mangiare il pane unto e ci si beveva il vino nuovo appena svinato, in quell'aria grassa e calda impregnata d'uva, e uscendo ci si portava fuori come un'impronta.Luoghi narranti narrati e citati: Perugia - Porta San Pietro (Perugia) - Chiesa di Sant’Ercolano (Perugia) - Rocca Paolina (Perugia) - Palazzo dei Priori (Perugia) - Cattedrale (Perugia) - Corso Vannucci - Fontana Maggiore (Perugia) - Duomo di Perugia - Chiesa di San Bernardino (Oratorio - Perugia) - Pinacoteca Nazionale di PerugiaViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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L’isola Maggiore del Trasimeno «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un'isola che è come un pezzo di bosco che ha rotto gli armi gli ormeggi e si è staccato da riva.Verde, un verde gentilmente cenereo, con appena qualche cipresso e molti ulivi che accendono quel cinereo d'argento.Sulle acque del lago che sanno di laguna e delle leggere crespe riflettono un cielo appena cilestrino con un sottofondo di seta, avana, quest'isola, che è preceduta da un'isola minore, più ricca di alberi nobili, con i pini e cipressi, è un approdo come sottovoce, una presenza appena dichiarata, di maggiore non ha che l'estensione rispetto alle altre due.Luoghi narranti narrati e citati: Lago Trasimeno - Isola Maggiore (Trasimeno) - Passignano (sul Trasimeno) - Tuoro (sul Trasimeno)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Una città d’arte che odora di tartufi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Città di Castello, sulle rive del Tevere che nasce poco più in su, ma più pedemontana che rivierasca, fredda e limpida, che parla un italiano che sta, come pronuncia, fra le Marche e la Romagna e la Toscana; con una bella razza contadina, forte gentile, e produce tartufi, squisiti e bianchi come quelli di Alba, e castagne e miele scuro, di castagno, amarognolo e ricco di tutte le cose che fanno bene; e soprattutto tabacco che ha bisogno di questo clima caldo e leggermente umido d'estate, donde, nella piana del Tevere queste belle prese di foglie verdi tenere come l'insalata e che diventano tanti bei soldoni per i tifernati, come si chiamano, con voce dotta, gli abitanti di Città di Castello.Luoghi narranti narrati e citati: Città di Castello - Tartufo di Città di Castello - Fiera del Tartufo di Città di Castello - Alcamo - Palazzo Vitelli alla Cannoniera - Chiesa di Morra - Palazzo Bufalini - Perugia - Arezzo - Borgo Sansepolcro - MonterchiViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Alla sorgente del Tevere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
«Ti porterò dove non sei mai stato - mi disse Burri - ed è un posto bellissimo». Si era vicino a Città di Castello in cui la specie di Alpe, dove sembra di stare così lontani dal mondo, su un gioco da cui non si vedeva che dorsi selvosi e l'aria è come se avesse sedimentato altrove.Arriva pulita e quasi filtrata: magari con un vento che fa la barba al prato e piega i castagni.«Ti porterò in un posto dove non sei mai stato».Ed io sapevo che non sarebbe stato né una città né un museo e neppure una chiesa.Ma la strada era lunga.Lì finiva il turismo ufficiale, con la macchina al piede.Ora ci si doveva arrampicare.La rampa era subito ripida ma calcolata: e di colpo, come ad alzare un sipario, un'ombra, un fresco, le rame di faggi, la terra umida.La luce si fa anche più scura, la terra più fonda, i tronchi come dei giganti africani: ecco la sorgente, ma come una brocca che versi acqua, col beccuccio, su una bocca che ha sete.È un'acqua limpidissima e fresca, non celata: ha la trasparenza di una pietra preziosa, quello scintillio interno che non è dei vetri ma dei cristalli: come l'acqua di un pozzo, sembra nera, e finisce in silenzio come se la terra si dissanguasse.Luoghi narranti narrati e citati: Tevere - Sorgenti del TevereViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Visita a Burri «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un monte con un vello fitto come una pecora e che ora leggermente cangia sul giallo, e poi altri monti dietro, al lato, davanti: anzi davanti uno dietro l'altro come dipinti su scenari trasparenti.Ma non un largo, una valle, una fuga aerea: tutto sta denso ed erto davanti agli occhi, e molti sono molti modesti, infatti nel punto dove siamo, c'è come una stella, e la dietro ha cominciato la Toscana, e la sull'altro versante c'è Cortona e prima ancora Borgo San Sepolcro. Poi ci si gira, e come scoccassero dalle punte della rosa dei venti, Perugia, Città di Castello, le Marche infine a cavallo dell'Appennino.In basso il Tevere, naturalmente.Ma solo gli occhi della fantasia vedono tutte queste cose: o quelli di Burri, ma allora non sono gli occhi, è il cuore. Burri vede col suo cuore radicato a questa terra più dei castagni.Luoghi narranti narrati e citati: Alberto Burri (scultore) - Città di Castello - Rocca di Spoleto - Cortona - Borgo San Sepolcro - Perugia - Grizzana - Giorgio Morandi (pittore)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il palazzo dei Consoli di Gubbio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo splendido palazzo dei Consoli di Gubbio per la mole della grandiosità non ha altri rivali che il palazzo Vecchio di Firenze e palazzo Comunale di Siena, e, cosa rarissima, per un palazzo gotico, si pregia anche del nome di almeno due architetti, Angelo da Orvieto che lo condusse fra il 1332 e il 1336 fino alle due bifore che il primo piano e Gattapone da Gubbio a cui sicuramente si deve l’aggiunta della parte sinistra che costituisce una seconda facciata verso la vallata; è probabile però che tutto il progetto del palazzo si debba ad Angelo da Orvieto, architetto di grande finezza, che si conosce per altri due palazzi la Città di Castello, quello del Podestà, ora del governo e l'altro del comune.Luoghi narranti narrati e citati: Palazzo dei Consoli (Gubbio) - Gubbio - Palazzo Vecchio (Firenze) - Palazzo Comunale di Siena - Palazzo del Podestà di Città di Castello - Palazzo del Comune di Città di Castello - Rocca di Spoleto - Consiglio di Spagna (Bologna)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Assisi capitale dell'Umbria terra di spiritualità
L'Umbria è una terra spirituale. Una terra di sante e di santi, di eremi, di chiese e di conventi.Paesaggi dolci di ulivi e foreste di lecci su pendii montani invitano al raccoglimento, sono scenari perfetti per vite d’ascesi e di preghiera.Una terra, l'Umbria, da sempre legata ai valori della Pace, oggi nobilmente espressi nella grande Marcia che un'immensa moltitudine di genti, diverse per etnia, cultura, religione, effettua ogni anno da Perugia ad Assisi.E proprio ad Assisi nacque la “Carta per i diritti della natura"; ad Assisi cominciò, nel 1983, il "Pellegrinaggio per la pace" promosso da Pax Christi; ad Assisi si riunirono, il 27 ottobre 1986, a pregare per la pace i capi delle Chiese cristiane insieme a musulmani, ebrei, buddisti, induisti, scintoisti, animisti: un evento storico Assisi è un po' la capitale di quest'Umbria dello spirito è la città di Chiara e di Francesco e non si può far finta che non sia così.Luoghi narranti narrati e citati: AssisiVISITA DI ASSISILuoghi narranti narrati e citati: Basilica di San Francesco - Rocca Maggiore - Abbazia di San Pietro - Monastero delle benedettine di San Giuseppe - Chiesa di Sant Maria Maggiore - Piazza del Comune - Chiesa Nuova - Oratorio di San Francesco Piccolino - Via San Francesco - Loggia dei Maestri Comacini - Palazzo Vallemani - Pinacoteca Comunale - Portico del Monte Frumentario - Fonte Oliviera - Arco del Seminario - Fonte Marcella - Chiesa di Santo Stefano - Foro Romano - Tempio Romano della Minerva - Palazzo del Capitano del Popolo - Palazzo dei Priori - Volta Pinta - Basilica di Santa Chiara - Duomo di San Rufino - Quartiere di Porta Perlici - Anfiteatro Romano - Eremo delle CarceriSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast di «Penisolabella» https://www.youtube.com/playlist?list=PLhtFBXQzHfxSp5qPDeZhwc3RMHQZpcQ33Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Tenera Umbria «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È l'Umbria il cuore dell'Italia. Ancora più territoriale delle marche di confine, come il Piemonte e la Lombardia, che hanno una via d'acqua, come un braccio secolare per giungere al mare.E il Piemonte sta ad un passo dalla Liguria, Milano avrà i suoi porti fluviali, ma l'Umbria può contare solo su fiumiciattoli come il Tevere ai suoi primi passi, il Tupino, la Nera, il Velino, e un lago come una boccata d'aria, un velo d'acqua su un prato, il Trasimeno.Con ciò il sangue dell'Umbria è verde, non rosso, verde per pianure tiepide, prode boscose, su cui si è spesa la retorica ma senza riuscire a intaccarlo.Le sue città sono asserragliate come castelli, in cima ai poggi, come ostensori di edifici nuovi e sgarbati, si apre al visitatore in modo semplice e accogliente.Luoghi narranti narrati e citati: Umbria - Tevere (fiume) - Tupino (fiume Topino) - Velino (fiume) - Trasimeno (lago) - Perugia - Fontana Maggiore (Perugia) - Duomo di Perugia - Tempio Malatestiano (Rimini) - Valdichiana (Val di Chiana) - Cortona - Orvieto - Duomo di Orvieto - Todi - Montefalco - Città della Pieve - Narni - Terni - Spoleto - Foligno - Trevi - Spello - Assisi - Festival dei Due Mondi (Spoleto) - Subasio (monte) - Gubbio -Palazzo dei Priori (Gubbio) - Corsa dei Ceri di Gubbio - Urbino - Città di Castello - Alberto Burri (scultore)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Tre piccole isole Egadi per un arcipelago
Davanti alla costa trapanese, emerge l'arcipelago delle Egadi. Sogno di tufo è Favignana, la maggiore, sede di antiche tonnare; selvaggia e sconosciuta è la minore, Levanzo, scrigno di pitture antiche; remota e lontana è Marettimo, che disegna il confine occidentale dell'arcipelago.Come in un Eden sospeso sulle onde, ogni ora del giorno scocca la sua magia sulle Egadi, colorando l'arcipelago con pennellate lucenti, quasi fosse sempre la data della creazione.Quando viene sera che la lontana Marettimo si porta via il sole, tra carezze di favonio e fruscii di risacca, la luce ribolle sull'orlo del mare e le isole scintillano nei loro bordi frastagliati.Luoghi narranti narrati e citati: Isole Egadi - Isola di Favignana - Isola di Levanzo - Isola di MarettimoITINERARI1° Itinerario: Periplo di Marettimoda/a Scalo Vecchio di Marettimo - Tempo necessario: Mezza giornataLuoghi narranti narrati e citati: Scalo Vecchio - Grotta del Cammello - Punta Troia - Castello di Punta Troia - Grotta del Tuono - Grotta delle Sirene - Cala Bianca - Punta Libeccio - Punta Cretazzo - Punta Galera - Punta Bassana - Spiaggia di Cala Conca - Cala delle Sarde - Cala Martino - Porto di Marettimo2° Itinerario: Grotta del Genovese a Levanzoda/a Levanzo - Tempo necessario: 2-3 oreLuoghi narranti narrati e citati: Grotta del Genovese3° Itinerario: Cala Minnola e la Torre Saracena a Levanzoda/a Levanzo - Tempo necessario: 3 ore circaLuoghi narranti narrati e citati: Cala Minnola - Torre Saracena4° Itinerario: Percorso archeologico di Favignanada/a Cimitero di Favignana - Tempo necessario: 3 ore circaLuoghi narranti narrati e citati: Cimitero di Favignana - Grotta del Pozzo - Baia di San Nicola - Tonnara di FavignanaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast di «Penisolabella» https://www.youtube.com/playlist?list=PLhtFBXQzHfxSp5qPDeZhwc3RMHQZpcQ33Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Le Colline Trevigiane del Prosecco in tre itinerari
Viaggio sulle Colline Trevigiane, fra cantine bellezze medievali sparse tra Valdobbiadene, Conegliano e Vittorio Veneto, in un tutt'uno di vigneti e casolari, borghi e castelli. Uscendo dalla gola di Fener, il Piave compie un'ampia ansa verso sinistra ramificandosi in mille rivoli, quasi ad impossessarsi dell'intera spianata.A Nord del fiume si apre una moltitudine di colline, così tante che a vista d'occhio risulta impossibile contarle, un susseguirsi di emergenti rotondità, disegnate a ridosso della vasta piana ghiaiosa, ammantate di vigne e sovrastate dalla lunga catena delle Prealpi Venete.Luoghi narranti narrati e citati: https://it.wikipedia.org/wiki/Colline_del_Prosecco_di_Conegliano_e_ValdobbiadeneITINERARI1° Itinerario: del Cartizzeda/a Valdobbiadene - lunghezza 39 kmLuoghi narranti narrati e citati: https://it.wikipedia.org/wiki/Valdobbiadene - https://www.coneglianovaldobbiadene.it/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_dei_Cedri_(Valdobbiadene) - https://www.colvetoraz.it/san-pietro-di-barbozza-nel-cuore-delle-colline-di-valdobbiadene/ - https://confraternitadivaldobbiadene.it/ - https://www.varaschin.com/ (con cella vinaria visitabile contattando il Gran Maestro della Confraternita del Prosecco al tel. 0423.981363) - https://areale.eu/borgo/santo-stefano-valdobbiadene (borgo di Valdobbiadene) - https://www.colvetoraz.it/ - https://www.casalinaprosecco.it/it/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Combai (frazione comune Miane) - https://it.wikipedia.org/wiki/Campea (frazione comune Miane) - https://it.wikipedia.org/wiki/Soligo_(Farra_di_Soligo) (frazione di Farra di Soligo) - https://it.wikipedia.org/wiki/Farra_di_Soligo - https://it.wikipedia.org/wiki/Torri_di_Credazzo - https://www.qdpnews.it/guide-del-territorio-farra-di-soligo-territorio/san-vigilio-di-col-san-martino-piccola-chiesa-millenaria-tra-le-colline-del-conegliano-valdobbiadene/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Col_San_Martino (frazione di Farra di Soligo) - https://www.proseccomuliana.it/guia-la-perla-della-docg/ (di Valdobbiadene) - https://www.ilfollo.it/ (Agriturismo con Cantina) - https://bisol.it/bisol/ - https://www.prosecco.it/it/saccol-il-cuore-antico-del-cartizze/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Barbaro - https://it.wikipedia.org/wiki/Maser_(Italia) - https://www.villadimaser.it/it-IT/la-villa/collezione-carrozze (villa di Maser)2° Itinerario: del Marzeminoda/a Conegliano (Piazza Cima) - lunghezza 38 kmLuoghi narranti narrati e citati: https://it.wikipedia.org/wiki/Conegliano - https://www.damacastellana.it/ (Conegliano: Festa Dama con pedine viventi) - https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Conegliano (Castello di Conegliano) - https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_enologica_di_Conegliano (di Conegliano) - https://it.wikipedia.org/wiki/Par%C3%A8_(Conegliano) - https://it.wikipedia.org/wiki/Susegana - https://www.cantine-collalto.it/?age-verified=e8e3a25f3b - https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_San_Salvatore (di Susegana) - https://it.wikipedia.org/wiki/Collalto_(Susegana) (frazione di Susegana) - https://it.wikipedia.org/wiki/Barbisano (frazione di Pieve di Soligo) - https://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_Soligo - https://it.wikipedia.org/wiki/Solighetto (frazione di Pieve di Soligo) - https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Brandolini_d%27Adda (d’Adda a Solighetto) - https://www.museionline.info/musei/museo-toti-dal-monte - https://www.prosecco.it/it/consorzio/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Refrontolo - https://it.wikipedia.org/wiki/Molinetto_della_Croda (museo aperto sabato pomeriggio e domenica) - https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro_di_Feletto (aperta nei festivi o su appuntamento col parroco, tel. 0138.486817) - https://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_San_Pietro_(San_Pietro_di_Feletto) - https://www.bepindeeto.it/ - https://it.wikipedia.org/wiki/Rua_di_Feletto (frazione di San Pietro di Feletto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Collalbrigo3° Itinerario: i Colli di Vittorio Venetoda/a Vittorio Veneto - lunghezza 54 kmLuoghi narranti narrati e citati: https://it.wikipedia.org/wiki/Serravalle_(Vittorio_Veneto) (quartiere di Vittorio Veneto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Veneto - https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_Cenedese - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_Battista_(Vittorio_Veneto) (Vittorio Veneto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Giustina_(Vittorio_Veneto) (Vittorio Veneto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Giustina_(Vittorio_Veneto) (Chiesa di Santa Giustina) - https://it.wikipedia.org/wiki/Revine (frazione di Revine Lago) - https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_San_Francesco_da_Paola_(Revine) (Revine) - https://it.wikipedia.org/wiki/Laghi_di_Revine_Lago - https://it.wikipedia.org/wiki/Cison_di_Valmarino (Borghi più Belli d’Italia) - https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Cison (Castello di Cison o Castelbrando) - https://www.magicoveneto.it/trevisan/CisonValmarino/Rujo-La-Via-Dei-Mulini-Via-dell-Acqua-Cison-Valmarino.htm (anche dell’Acqua) - https://it.wikipedia.org/wiki/Valmareno_(Follina) (frazione di Follina) - https://it.wikipedia.org/wiki/Follina (Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club) - https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Santa_Maria_(Follina) (Follina) (6.30-12 e 14.30-19) - https://it.wikipedia.org/wiki/Farr%C3%B2 (frazione di Follina) - https://it.wikipedia.org/wiki/Rolle_(Cison_di_Valmarino) (frazione di Cison di Valmarino) - https://it.wikipedia.org/wiki/Arfanta (frazione di Tarzo) - https://it.wikipedia.org/wiki/Corbanese (frazione di Tarzo) - https://it.wikipedia.org/wiki/Cozzuolo (frazione di Vittorio Veneto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Carpesica (frazione di Vittorio Veneto) - https://www.bellenda.it/ - https://it.wikipedia.org/wiki/San_Giacomo_di_Veglia (frazione di Vittorio Veneto) - https://it.wikipedia.org/wiki/Cordignano - https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_MaggioreSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast di «Italia del Gusto e dei Prodotti Tipici Italiani» https://www.youtube.com/playlist?list=PLhtFBXQzHfxQG13manLUqs1O3T60dTuyvDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Saluzzo il marchesato reso famoso dal Decamerone
Le lanterne appese alle dimore patrizie, i pesanti portoni riccamente decorati e le infinite scalette che inseguono le rampe dell'abitato su per la collina, tutto sembra appartenere a un'epoca lontana, ma non dimenticata. Tutte le strade ci guidano, come in un viaggio della memoria, ai tempi del Marchese di Saluzzo: 14 Marchesi in quattrocento anni, quelli compresi tra il 1142 e il 1548, cruciali e favorire la crescita economica e culturale della città.La fama di Saluzzo molto deve a Boccaccio, che nell'ultima novella del "Decamerone" immortalò la fiaba del Marchese Gualtieri e della sua sposa Griselda. Luoghi narranti narrati e citati: Saluzzo - Casa di Silvio PellicoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La piazza di Ascoli Piceno «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Sicuramente Ascoli, non se ne dolga Urbino, è la più bella città delle Marche, una delle più belle d'Italia. Urbino è splendida, ma è un palazzo, non una città.Ascoli non ha un palazzo, ma ha cento palazzi di un livello, di una qualità, di una signorilità indubitabile; però non ha un palazzo come quello di Urbino.A ognuno il suo, e ad Ascoli la sua stupenda Piazza del Popolo. Luoghi narranti narrati e citati: Ascoli Piceno - Urbino - Piazza del Popolo (Ascoli Piceno) - San Francesco (Ascoli Piceno) - Palazzo del Popolo (dei Capitani del Popolo - Ascoli Piceno) - Pasticceria Meletti (Caffè di Ascoli Piceno)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il Laurana di Urbino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Luciano Laurana è stato un grandissimo architetto che resta quasi un enigma per la sua formazione, apparendo e scomparendo come una meteora. Essendo dalmata di origine è logico supporgli una prima educazione veneziana, dove cioè il Rinascimento preludia fortemente insinuato di Gotico; ma a parte che i più tipici edifici rinascimentali di Venezia sono posteriori o coevi dell'attività del Laurana ad Urbino, in questa sua attività nulla resta di Gotico, neanche uno stilema, e tutto richiama invece il Brunelleschi.Ma sia stato il Laurana a Firenze, e si debba riconoscere in lui lo Schiavone, dalmata cioè, di cui parla il Vasari fra gli allievi del Brunelleschi, prima di andare a Urbino, quando fu chiamato dal grande Federigo, qualche esempio almeno di architettura aveva dovuto darlo, forse a Napoli verso il 1446, oppure si deve attenersi alla sola notizia certa che lo dà nel 1465 a Mantova, dove potete vedere iniziato il San Sebastiano dell'Alberti ma non ancora il Sant'Andrea?Certo avrà conosciuto il Tempio Malatestiano di Rimini e forse il campanile del duomo di Ferrara con quella opposizione del pilastro la colonna che si ritroverà nel cortile supremo del Palazzo Ducale di Urbino. Luoghi narranti narrati e citati: Urbino - San Sebastiano (Mantova) - Tempio Malatestiano (Rimini) - Duomo di Ferrara (Cattedrale di San Giorgio) - Arco Aragonese del Castelnuovo (Napoli) - Rocca Costanza (Pesaro) - Palazzo di Urbino - Cortile della Cancelleria (Roma) - Cortile del Laurana (Palazzo di Urbino) - Sagrestia Vecchia di S. Lorenzo (Basilica di Firenze) - Cappella dei Pazzi del Brunelleschi (Firenze)Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Triangolo magico «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Prima che Chianciano prendesse l’abbrivio attuale, la regione depressa fra Siena, Orvieto, Perugia sembrava destinata a stagnare ai margini delle grandi carovaniere del turismo. Indubbiamente gli eletti si configuravano elettissimi: quelli che si spingevano a Pienza, a Montepulciano, a Monte Oliveto Maggiore, ad Asciano.O quelli, generalmente di altre estrazioni, ossia archeologica, che si arrestavano a Chiusi, e visitando le tombe ed il museo, incocciavano poi nei coralli travolgenti di Liberale da Verona e di Gerolamo da Cremona: stupore, incredulità, meraviglia.Luoghi narranti narrati e citati: Chianciano - Pienza - Montepulciano - Monte Oliveto Maggiore (Abbazia) - Asciano - Sant’Anna in Camprena (Monastero) - Montalcino - MonticchielloViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Belvedere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Ora si dette che lo scopo del breve viaggio non fosse stata una gita in campagna, ma una chiesetta, un antico romitaggio, decorata di affreschi che da quarant’anni si restaurano, e speriamo che questa sia la volta buona.Ma il paesaggio balzò in primo piano e la fece da padrone. Così, prima di arrivare alla chiesetta di Belvedere, i giochi erano fatti.La strada, a mezza costa, con un filare di querce verso valle, sotto scende abbastanza veloce, ma coltivata, con l'assidua modestia delle viti e degli ulivi.Si fronteggia Città della Pieve.Ma la bellezza non è tanto la vastità, la gittata aerea di questo pendio e di questa valle, quanto l'incredibile turchino delle colline, e come questo turchino cominci dove si attenderebbe ancora il verde, e sia intenso, e preparato dai bagliori rossastri della terra, proprio come quei fondi azzurri che, nel Trecento, per rappresentare il cielo, venivano preparati in terra rossa. Luoghi narranti narrati e citati: Val d’Orcia - Monte Cetona - Monte Amiata - Monte Capanne - Monte Cimino - Città della Pieve - Castiglioncello sul Trinoro - Cetona - Pozzuoli - OrvietoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La montagna di bronzo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Da lontano è d’un azzurro di pensiero e si vede dal mare, si vede tutto intero per un raggio lunghissimo, perché è il monte più alto della Toscana, e non si eleva da una catena ma si erge come un massiccio centrale in un gregge di colline e collinette che digradano lentamente. Il suo profilo è quello del Vesuvio, delle Epomeo a Ischia, del Cimino, del Vulture, di tutti i vulcani spenti infine, con la cima arrotondata e il fianco disteso come una figura di sarcofago etrusco.Probabilmente quando si sollevò la Toscana era un mare, un lago, o una palude, e fu un'isola, come Ischia. Ma isola è ancora, anche se, invece dell'acqua, è circondato per un arco di cerchio dalla distesa giallognola, come sabbia, delle Crete, con pochi appezzamenti verdi, o più scuri di terra lavorata. Non si immagina che sia così verde, così folto e ricciuto. Nessuna montagna è più verde, più vestita, più impenetrabile e intonsa dell’Amiata.Luoghi narranti narrati e citati: Amiata (monte) - Vesuvio - Epomeo (monte) - Cimino (monte) - Vulture (monte) - Abbadia San Salvatore - Piancastagnaio - Santa Fiora - Arcidosso - Acquapendente - Saturnia (Terme di) - Macchia Faggeta - Peschiera di Santa FioraViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Talamone «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Per questa gente il nome di Talamone susciterà tutt'al più un ricordo dantesco, quando Dante, per ironizzare sulla mania di grandezza dei senesi, profetizza - e fu facile profeta - il fallimento del tentativo con cui Siena provava a sostituirsi alla potenza marinara di Pisa, ormai in declino, facendosi un porto a Talamone.Il porto, a dir vero, c'era già come c'è ora, un porto tondo come quelli nati da un cratere e sprofondato, ed un colore meraviglioso, ancorché Talamone non si trovi molto a sud. Luoghi narranti narrati e citati: TalamoneViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Ultimo lembo di Maremma «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un fiume largo immobile come un canale olandese, e l'Olanda occhieggia anche dalla piana livellata, dagli argini rialzati: ma ci sono monti azzurrognoli all'orizzonte e un cielo di un celeste tenero e terso, già simile al Meridione. Siamo in Maremma, non in Olanda.L'acqua dell'Ombrone, così devastatrice quando è in piena, ora non è neppure melmosa, e riflette la luce in modo estatico, laminare, anche solenne.Perché solenne è questo ultimo lembo di Maremma, dove si arriva per una strada di sassi e il mare non si vede finché non si è sulla battima, e un vento fresco di maestrale flagella gentilmente.Luoghi narranti narrati e citati: Maremma - Padule della Trappola - Abbazia di San Rabano - Punta Ala - Parco del Circeo - Parco Nazionale d’Abruzzo - Parco del Gennargentu - Parco dell’UccellinaViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Piombino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
PIOMBINO è stata elevata a Principato alla fine del Cinquecento.Così, per molti secoli, e attraverso tante vicende, Piombino restò come un'altra minuscola San Marino: e questo spiega come, seppure risentisse di Pisa, non appare proprio, anche per quel po' di arte che sia rimasto, terra Pisana.Due passi da Piombino, FOLLONICA è, si voglia o no, terra Senese e voleva entrare nella provincia di Siena, staccandosi da Grosseto, ma non ce l'ha fatta. Ma i senesi ci vanno lo stesso a fare i bagni, e Follonica sa industriarsi per rendersi sempre più sgradevole.Già non possedeva grandi bellezze, ma la spiaggia, il golfo-lunato con Punta Ala da una parte e Piombino dall'altra.Ed ecco che hanno costruito le case sulla spiaggia, e la passeggiata al mare è una passeggiata di tetti: il mare si vede appena sopra le tegole, come la corda tesa per il salto in alto.Ecco in che modo si è conciata Follonica, e perfino un grattacielo, provinciale, sgradevole e che si vede da tutte le parti.Credevo proprio non ci fosse nient'altro da osservare oltre queste edilizia sguaiata invece ecco che scappa fuori un monumento così curioso che è impossibile tacerne.È la chiesa, diavolo, dedicata a San Leopoldo.La chiesa ha tutto il pronao in ghisa, con un fregio, colato in ghisa, nel tenero ostile del Bartolini, che non sembra vero, sembra di sognare che sia in quella materia invece che nel marmo gelido e funerario che il tempo predilesse.È stata una bella idea di portarmi a SCARLINO: non ci avrei mai pensato, non ricordavo quanto fosse storico il luogo. Salirci e come arrampicarsi sul vello di una pecora, tanto son finiti gli ulivi, densi scuri, quest’ulivi leccini della Maremma.Si arriva ad un paesino tutto rimpastato nell'Ottocento, con le sue finestrine, i suoi portoncini, quel decoro che in Toscana sa sempre di fagioli lessi e di buongiornoalei. In fondo è bene che il nome di POPULONIA sia rimasto solo a quel minuscolo paesino in alto sul promontorio, col suo cassero, il suo maschio, le sue stradette pulite, e sotto, i boschi e tanti ulivi. È bene che, sul mare, abbia cambiato nome e si chiami Baratti, un nome qualunque, da tre braccia una lira, e anche un po’ cialtrone, come si addice al tono della Maremma.Ma quando si arriva là, si resta senza fiato. A SUVERETO c'è lo stupido grattacelino che sconcia il profilo povero e antico del paese. Poi, subito all'ingresso, una chiesetta sul genere del San Giovanni di Campiglia, forse più antica, ma meno ornata.Ma il paese è grazioso.In alto ha un Palazzo Comunale con una scala esterna assai bella, nel disinvolto uso di archi di vario raggio e di colonne ora più alte ora più basse.E poi diverse case che rivelano la struttura tipica delle case-torri pisane, con i montanti di pietra e fra mezzo le finestre, polifore a Pisa, modestamente bifore a Suvereto.Luoghi narranti narrati e citati: Elba (isola) - Isola d’Elba (storia) - Cavoli (spiaggia) - Rodi (isola) - Piombino - Porto Azzurro (Portolongone) - Follonica - Scarlino - Cala Martina - Populonia - Baratti - Maremma - Tomba dei Carri (Necropoli di Populonia) - Campiglia Marittima - Suvereto - Massa (Marittima) - S. Gimignano - CertaldoViaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Agnone la patria delle campane
Agnone, anno 1753: la città delle campane conta ben dieci fonderie. Oggi ne è rimasta solo una, la stessa che agli albori dell'anno mille fu la prima fabbrica di campane nel mondo.Nel 1924 Pio XI concesse agli uomini della fonderia il permesso di “innalzare e imprimere lo stemma di sua Santità" e da allora è nota come la Pontificia Fonderia Marinelli.Quindi da un millennio Marinelli si tramandano di padre in figlio l'arte di creare campane.Luoghi narranti narrati e citati: Agnone - Pontificia Fonderia MarinelliDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Trasimeno misterioso
Nell'anno 217 a.C., il 24 giugno, i soldati del console Caio Flaminio Nepote avanzano incolonnati lungo l’unica via percorribile a ridosso della costa settentrionale del Lago Trasimeno.Sono le prime ore della mattina e i Romani si muovono del tutto ignari della tragedia che li travolgerà di lì a poco. Rapidamente, con un'azione perfettamente concentrata, i cartaginesi di Annibale calano dalle colline sui nemici serrandoli in una morsa senza scampo.L’imboscata miete fra i romani ben 15.000 vittime, ed è solo una fra le tante testimonianze storiche delle tormentate vicende che vedono protagonisti il lago Trasimeno e le sue popolazioni.Decisamente questa terra contesa fra stati confinanti, nodo strategico di tre comuni medievali (Firenze, Siena, Perugia) e continuamente riattraversata dagli eserciti più disparati, ha rispettato la sua vocazione di terra di frontiera.Luoghi narranti narrati e citati: Lago Trasimeno - Castiglione del Lago - Sant’Arcangelo (sul Trasimeno)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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A S. Antimo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Sant'Antimo, presso Castelnuovo dell'Abate (Montalcino), si presenta in fondo ad una breve vallata e di contro a colline piuttosto ripide: le colline costituiscono come un grande astuccio, in cui la bellissima chiesa si colloca con l'articolata abside e il campanile, tutto in un grigio luminoso di travertino e di alabastro. Scomparso il convento benedettino (l'insediamento primo era del IX secolo), ora solo la chiesa, con pochi altri testi del chiostro, sta saldamente come alla fonda di un golfo disseccato.La campagna d’intorno ha la modestia e la bellezza della campagna toscana di collina, dove piove poco e i prati non si sprecano.Luoghi narranti narrati e citati: (Abbazia) S. Antimo - Castelnuovo dell’Abate - MontalcinoSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Marsala un vino ricco di storia
Il gusto è inimitabile, per il caratteristico profumo di ginestra e mandorla, insaporito da piccolissime quantità di catrame, è un ideale vino da dessert e da meditazione, che può sopportare decenni l'invecchiamento. È il Marsala, figlio di una terra oggi arida ma un tempo rigogliosa di foreste, ricca e produttiva, come Fenici, Greci, Romani e Arabi ci tramandano.Luoghi narranti narrati e citati: Marsala - Vino Marsala - Strada del Vino Marsala - Cantine Florio - Museo del Vino Marsala - Grotta della Sibilla Lilibetana - Parco Archeologico Lilibeo - Rovine Fenicie di Mozia - Isola di San PantaleoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La piazza di Pienza «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questa piazza modesta, assai più piccola di qualche grande chiostro monastico, ad esempio quello di Santa Maria degli Angeli a Roma o della Certosa di Pavia, è un luogo capitale per l'arte del Rinascimento, e il più antico insieme urbanistico della nuova architettura Fiorentina. Voluta dal Papa umanista Pio II, che intese esaltare il suo luogo di nascita, l'antico castello di Corsignano, cambiandogli anche il nome; realizzata da un grande artista fiorentino, Bernardo Rossellino, attivo anche a Roma, dove forse, sotto Niccolò V, lo conobbe Enea Silvio Piccolomini; fu realizzata quasi completamente in tre anni, dal 1459 al 1462.E se alcuni edifici come il palazzo Borgia, ora vescovile, furono riadattati, la Cattedrale e il palazzo Piccolomini vennero costruiti ex novo.Così nulla meglio di queste memorabili costruzioni si attesta la fisionomia del Rinascimento e l'apertura di mente di un grande umanista.Luoghi narranti narrati e citati: Piazza di Pienza - Pienza - Chiostro di Santa Maria degli Angeli (Roma) - Chiostro della Certosa di Pavia - Castello di Corsignano (Pieve) - Palazzo Borgia (Vescovile di Pienza) - Cattedrale di Pienza (Duomo) - Palazzo Piccolomini (Pienza) - Duomo di Siena - Cappella dei Pazzi - Cortile di San Damaso (Città del Vaticano) - Palazzo Rucellai (Firenze) - Palazzo Pretorio (Comunale di Pienza) - Palazzo Piccolomini (Pienza)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Da Siena all’abbazia di S. Galgano «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo itinerario, da Siena all'Abbazia di San Galgano, può farsi da due o tre strade, che sempre passano attraverso una campagna collinosa di coltivo e di boschi, una campagna non tipicamente senese, ma molto toscana, come ancora doveva essere la zona nel periodo medievale, che vide sorgere l’insediamento dei monaci di San Galgano, e questo ebbe un'importanza fondamentale per la storia dell'arte senese. Noi passeremo da prima per l'itinerario che, dalla nuova strada che conduce a Grosseto, porta a Torri, un paesino che si è formato intorno ad un'antica abbazia vallombrosana, di cui resta quasi soltanto la chiesa e un chiostro bellissimo; il resto dell'abitato si svolge con una straduzza che deve seguire l'antico tracciato delle mura.Per arrivarci c'è un bel viale di cipressi, che sale fino all'antica abbazia, di forme architettoniche nobilissime, che riecheggeranno in molti edifici di dugenteschi di Siena.Luoghi narranti narrati e citati: Siena - Abbazia di San Galgano - Grosseto - Torri (di Siena) - Montarrenti (Castello) - Abbazia di Santa Mustiola di Torri (Pieve) - Chiesa di S. Francesco (Basilica di Siena) - Chiesa di S. Domenico (Basilica di Siena) - Chiesa di S. Agostino (Siena) - Duomo di Siena - Cave di Marmo di Montarrenti (Cave della Montagnola Senese) - Ponte della Pia - Chiesa di Montesiepi (Eremo) - Chiusdino - Abbazia di Fossanova - Abbazia di Casamari - Abbazia di S. Martino al Cimino - Reliquiario di San Galgano detto di Frosini - Aeroporto di Ampugnano - Pieve di San Giovanni Battista (Ponte allo Spino) - (Villa) Farnesina di Roma - Palazzo Ducale di Urbino - Villa delle Volte AlteSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (3a parte) - Ferdinand Gregorovius
FERDINAND GREGOROVIUSMi è già occorso di dire che Castel del Monte, dagli Angioini in poi, fece parte della contea di Andria. Carlo I lo fece meglio fortificare che prima non fosse, e lo provvide di una guardia di trenta uomini.Le opere di fortificazione saranno consistite in mura e i fossi, dei quali oggi è scomparso ogni prestigio.Il castello venne posto in possesso dei Balzo, degli Aragonesi, dei Carafa.Per lungo tempo ancora si mantenne in condizioni abitabili.Da documenti ci viene fatto a prendere che il re Ferdinando I di Aragona, nell'anno 1459, allorché si fece incoronare a Barletta, soggiornò non meno di un mese a Castel del Monte.Sembra che il castello non sia più stato abitato dopo il saccheggio di Andria per opera di Lautrec.I primi a devastarlo devono essere stati allora i francesi.Luoghi narranti narrati e citati: Castel del Monte - Andria - Castello d’Astura (Torre Astura) - Palese - TraniSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (2a parte) - Ferdinand Gregorovius
FERDINAND GREGOROVIUSA me piace fermarmi a discorrere alquanto del destino dell'infelice moglie di Manfredi e dei figlioli: è un racconto che in parte si connette col castello che abbiamo visitato. Caduto Manfredi sul campo di battaglia a Benevento, la moglie Elena fuggì con i figli della fortezza saracena di Lucera, dove era rimasta, prendendo la via del mare.Intenzione sua era l'imbarcarsi e cercar salvezza presso i congiunti in Epiro.Sciaguratamente, venti contrari impedirono l'uscita delle galere dal porto di Trani; onde la regina, piena di fiducia, si pose sotto la protezione del castellano della città.Ma l'inquieto è pauroso uomo la consegnò, il 6 marzo 1266, ai cavalieri di Carlo Angioino che la seguivano.Essa fu in principio con i figli tenuta in custodia nel castello di Trani. I figli erano quattro: Beatrice, allora di 6 anni, Enrico di quattro, e più piccoli Federico ed Enzo. Luoghi narranti narrati e citati: Battaglia di Benevento (1266) - Fortezza saracena di Lucera - Porto di Trani - Castello di Trani - (Castel) Lagopesole - Castello di Nocera - Castellammare (di Stabia) - Salerno - Castello di Canosa - Castel del Monte - Andria - Battaglia di Tagliacozzo - Nocera (Superiore) - Vespro Siciliano - Castel dell'Ovo - Foggia - Anagni - Duomo di CanosaNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Una misura lirica «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Non so più scrivere su Siena. Questa città, in cui sono nato, mi sta dolente nel cuore: dolente e splendente.Sono passati tanti anni da quando non ci vivo più, e tutti gli anni ci ritorno, ora più volte anche in questo mese: ma non ci vivo. In città come Siena non si può vivere che nel ricordo, nella nostalgia o nella speranza.Perché è una città che fu una capitale, o meglio uno Stato-città, un punto di incrocio del Nord che andava a Sud, e quando non fu più città-Stato delle correnti del Nord smisero di attraversarla, Siena rimase come dentro un'urna, in cui seguitarono a vivere i suoi abitanti, seguitarono a parlare, i suoi abitanti, il loro toscano arcaico e campagnolo, seguitarono, i suoi abitanti, ad amare la loro urna piena di ceneri.E anch'io amo quest'urna, e sebbene non abiti più a Siena, i miei affetti, quasi tutti morti, sono ancora là: e i suoi sogni, quando sogno. Luoghi narranti narrati e citati: Siena - Salicotto - Piazza della Posta (Matteotti a Siena) - Santuario Cateriniano - San Gimignano - Viterbo - Cattedrale di Pienza - Firenze - Chianti - Montagnola (Senese) - Maremma - Crete Senesi - Rocca di Radicofani - Arezzo - Legnano - Ferrara - Palio di Siena - Piazza del Campo (Siena) - Palazzo Sansedoni (Siena) - Palazzo Sarasini (Chigi-Saracini a Siena) - Palazzo Vescovile (Siena)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (1a parte) - Ferdinand Gregorovius
FERDINAND GREGOROVIUSDalle montagne della Puglia una lunga catena di colline si dirama, in direzione sud-est, nella Terra di Bari e, volgendo per Altamura e Gravina, va sin quasi alle prime alture che chiudono il Golfo di Taranto. Sono le Murge.Corrono lungo il confine della Basilicata, formando un paese montuoso, dalle linee uniformi, monotone, deserto ed incolto, parte rivestito di querceti, parte spogliato di alberi e brullo.Le pendici però offrono pascoli eccellenti; e qui da tempo immemorabile è il ritrovo di pastori e cacciatori.La catena giace parallela al mare, dal quale dista poche miglia appena.Da essa, già a grande distanza, dalla costa come dal piano, si vede emergere, quasi piramide, una verde linea, tutta nuda da alberi, e in vetta solo solo un castello, nessun altro edificio scorgendosi al di là né al di sopra. È il celebre Castel del Monte. Luoghi narranti narrati e citati: Altamura - Gravina (in Puglia) - Murge - Andria - Foggia - Gioia (del Colle) - Apricena - Avigliano - (Castel) Lagopesole - Castel del MonteNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il campanile di Pisa «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Forse, di tutti i monumenti italiani, la Torre pendente di Pisa è il più famoso. Perfino il Vasari, che non parlò di tanti monumenti medievali, non poté esimersi dal ricordarla: «Non perché - diceva - abbia in sé disegno o bella maniera, ma solamente per la sua stravaganza, non parendo a chi lo vede che gli possa in minima guisa sostenersi», da allora, c'è una letteratura ricchissima, sul Campanile.Ma, se l'interrogativo fondamentale è rimasto sempre il solito: «sarà stato o non sarà stato costruito pendente?», par strano che la preoccupazione, riguardo alla pendenza, sta invece di data recente: non sono neanche cinquant’anni che desta tante preoccupazioni.Luoghi narranti narrati e citati: Campanile di Pisa (Torre pendente) - Pisa - Camposanto di Pisa - Duomo (Pisa)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Valdarno «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
La Valle dell'Arno, di questo fiume che non è un fiume, ma «un fiumicello che nasce in Falterona», nella perifrasi affettuosa di Dante; la Valle dell'Arno è la meno valle di tutte, come l'Arno è il meno fiume di tutti, con quei secchi bianchi di ghiaia e ne fosse d'acqua come uno specchio rotto.Che differenza c'è, alla fine, dalle fiumare siciliane?Poca differenza davvero, e solo che la valle è più verde, con i tremuli flabelli dei pioppi, le viti rette dal testucchio, e queste vecchie chianine che pascolano e muovono la coda.Ma è la Valle dell'Arno, ed è meno la storia che c'è passata, della storia che ha prodotto, degli uomini che ha fatto nascere, della civiltà di cui è stata culla.E poi, andate a vedere lo Scamandro o l'Eurota? Credete forse che siano più grandi dell'Arno?Più piccoli sono, e quasi più piccolo è anche il Giordano che ancora fa scorrere tanto sangue, certo più sangue dell'acqua pigra e melmosa che convoglia.Luoghi narranti narrati e citati: Valdarno - Falterona - San Giovanni Valdarno - Palazzo Comunale (Palazzo d’Arnolfo di San Giovanni Valdarno) - Santa Maria delle Grazie (San Giovanni Valdarno) - Montemarciano - CortonaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Andria - Ferdinand Gregorovius da «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800»
FERDINAND GREGOROVIUSAd un'ora buona da Trani e Barletta è posta Andria, città della Terra di Bari assai popolosa di contadiname. L'imperatore Federico II l'amava di preferenza delle altre città pugliesi.Lì, nei pressi, edificò il più bello dei suoi castelli di caccia: Castel del Monte.Di tutti i monumenti degli Hohenstaufen nel mezzogiorno d'Italia, questo è, senza dubbio, il meglio conservato; onde il visitarlo fu lo scopo preciso del nostro soggiorno fatto due volte in Andria.Ma anche la terra è per sé stessa notevole, e la storia sua è parte non insignificante della storia del feudalesimo nel reame di Napoli in generale. Io voglio quindi dirne qui alcunché.Luoghi narranti narrati e citati: Trani - Barletta - Andria - Foggia - Castel del Monte - Castelfiorentino - Lucera - Duomo di Andria - Duomo di Foggia - Duomo di Trani - Molfetta - Bitonto - Duomo di Taranto - Taranto - Altamura - Castelnuovo (della Daunia) - Porta Sant'Andrea (Andria) - Chiesa di Sant'Andrea (Andria) - Rione Grotte di Sant'Andrea (Andria) - Chiesa Porta Santa (Andria) - Chiesa di San Francesco (Andria) - Chiesa di San Domenico (Andria) - Chiesa di Sant'Agostino (Andria) - Abbazia di Siponto - Terlizzi - Cerignola - Palazzo Torre(s) (Trani) - Duomo di San Riccardo (Andria) - Palazzo dei Duchi di Andria - luogo della Disfida di Barletta - Corato - Ruvo (di Puglia) - Contea di Conversano - Museo Jatta di RuvoNOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Il convento di S. Marco «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Se c'è un luogo in cui si può indicare il cuore della Firenze del Rinascimento, questo è il convento di San Marco. Qui si trovano riuniti Cosimo il Vecchio e il Savonarola, l'Angelico e Michelozzo: infine fra Bartolomeo.Ed è un luogo, anche come convento, luminoso e modesto, articolato con calma intorno ad un chiostro di convenienti dimensioni, con quelle colonne ioniche come per la prima volta si vedono nella Trinità di Masaccio.Ora è stato tutto restaurato, dalle capriate bellissime ai sublimi affreschi dell'Angelico.È stato restaurato con uno sponsor: ma così discreto che il suo nome non si vede da nessuna parte, e, a domandarlo, non lo sanno dire.Questa straordinaria descrizione va rispettata e neanche io lo dirò.Luoghi narranti narrati e citati: Firenze - Convento di San MarcoSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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L'Arcangelo sul Gargano (2a parte) - Ferdinand Gregorovius da «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800»
FERDINAND GREGOROVIUSIn sul primo albeggiare del 17 maggio eravamo già usciti in carrozza da Manfredonia. L'umanità pellegrinante ha trovato modo di compiere anche i suoi uffici religiosi più comodamente che non facessero gli antichi progenitori.Al promontorio, dove un tempo non si saliva che a piedi o sull'asino, ora si va per una spaziosa strada carrozzabile, tagliata nel calcareo alabastrino, la quale conduce sino in cima del monte, alla città dell'Arcangelo.Da Manfredonia al principiare dell'erta si impiega un'ora circa; e di qui poi, sino alla grotta, occorrono ancora due ore.Luoghi narranti narrati e citati: Manfredonia - Gargano - Foggia - San Severo - Lago di Lesina - Lago di Varano - Pantano Salso - Matinata (Mattinata) - Monte Sant'Angelo - Porto di Viesti (Vieste) - Peschici - Rodi (Garganico) - San Marco in Lamis - San Nicandro (Garganico) - Monte Saraceno - Rignano (Garganico) - San Giovanni Rotondo - Vico (del Gargano) - Cagnano (Varano) - Carpino - Ischitella - Città di Sant’Angelo - Grotta di San Michele - Castel SantAngelo (Roma) - Viesti (Vieste) - Bosco delle Umbrie (Foresta Umbra)NOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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I lungarni a Firenze «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Queste placide rive dell'Arno, trasformate in passeggio, anche se ormai vi trascorre un traffico infernale, sono forse della sembianza di Firenze l'immagine più viva e accattivante, il luogo dove ad un tratto dalle sue vie nobili e grigie, la città si apre all'immaginazione lungo un fiume che è più un letto di un fiume che un fiume, ma a che saggi accorgimenti di dire hanno trasformato quasi in un lago, a meno che la furia degli elementi non lo facciano divenire un terribile gorgo alluvionale. Ma quando è così tranquillo e sereno, azzurro più del cielo, bordato di verde, riesce a comunicare una pace rara, il congedo dei dolori quotidiani, e la nostra vita fruisce appena come la sua pura acqua fra le dighe che lo fanno sembrare tanto largo.Nessun fiume è simile a questo, anche se sia più grande, più ricco d'acqua, più maestoso.Luoghi narranti narrati e citati: Lungarni - Firenze - Chiesa di San Miniato (al Monte) - Campanile di Santa Croce - Campanile di Badia - Torre del Bargello - Ponte Vecchio - Crocifisso di CimabueSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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L'Arcangelo sul Gargano (1a parte) - Ferdinand Gregorovius da «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800»
FERDINAND GREGOROVIUSLa leggenda dell'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano è la seguente. A Siponto viveva un ricco uomo di nome Gargano, i cui armenti pascolavano sul promontorio.Un giorno un bel toro scomparve.Lunghe furono le ricerche di Gargano e dei suoi pastori in tutte le sinuosità e i burroni del monte, fino a che non lo ebbero ritrovato all'ingresso di una grotta.Pieno di furore per la molta pena durata, Gargano vuole uccidere il toro; ma il dardo scoccato gira sopra sé stesso e va a colpire il tiratore.Il fatto prodigioso viene raccontato al vescovo di Siponto, Lorenzo; e questi ordina un digiuno di tre giorni.L'ultimo giorno di penitenza, l'8 maggio dell'anno 493, apparve al vescovo l'Arcangelo Michele e gli annunziò, la grotta averla egli stesso consacrata, e dover quindi innanzi essere un luogo dedicato in onore di lui e degli altri angeli.Luoghi narranti narrati e citati: Siponto - Grotta dell’Arcangelo Michele al Gargano - Castel Sant’Angelo (Roma) - Sant’Angelo in Pescheria (Chiesa di Roma) - Portico d’Ottavia (Roma) - San Michele in Sassia (oggi Santo Spirito a Roma) - Santa Maria degli Angeli (Terme di Diocleziano a Roma) - San Michele in Affrisco (in Africisco a Ravenna) - San Michele di Pavia - (Le) Mont Saint-Michel - (Abbazia di) Michelsberg a Bamberga (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Ulm (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Hersbruck (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Besigheim (Monte San Michele)NOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Addio, Toscana «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questa campagna, voi la visualizzate subito, con i suoi cipressi, i suoi ulivi, i suoi filari, ordinata e pulita come una casa povera dove tutto è al suo posto.Ma non è così o non è solo così.Si può capire meglio, forse, guardando un cane che dorme, una vacca che, distesa, digruma, e si vede quella pelle spessa che segue il corpo e la ricasca, qui fa una piega o un montarozzo, ma senza stacco: continua al di sotto, perché è un corpo con i suoi muscoli e l’adipe, mentre le ossa sono come un fossile dentro la terra.Ora la campagna toscana è così, come una grossa bestia che riposa, e la terra segue i muscoli, li rimodella teneramente.Perché tenera e questa terra grossa e arida, di cui, come l'acqua dalla pietra di Mosè, scaturisce il vino più secco, l'olio più etereo.Senza gli aspri ed eroici dirupi della campagna laziale - quelle ambe affogate affogate con una capigliatura corvina di lecci, che si vedono fra Orvieto e Orte, ad esempio - i costoni pettinati dall'aratro battono ai piedi di monti modesti, ma verdi, intensamente pelosi come un pube: anch'essi quasi arrotondati da una mano che affettuosamente accarezzasse.Luoghi narranti narrati e citati: ToscanaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Terre d'Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/05/viaggio-nelle-terre-ditalia-con-cesare.html Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Manfredonia - Ferdinand Gregorovius da «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800»
FERDINAND GREGOROVIUSDi ritorno a Foggia, ci rimettiamo dopo brevissima sosta di nuovo in via per Manfredonia. Volevamo vedere l'unico monumento che ancora rimanga dell'eroico Re Manfredi.Le due città distano l'una dall'altra proprio come Roma e Tivoli.La strada corre attraverso la pianura, chiusa questa a manca dal lungo dorso del Gargano mentre a destra si distende a perdita d'occhio, confondendosi con l'orizzonte.Codesta pianura, onde Foggia è circondata, e la parte alta del tavoliere di Puglia.Essa ricorda assai dappresso la campagna di Roma, dove anche dall'ottobre alla primavera svagolano a migliaia le pecore, menate per pascolo dagli Abruzzi e dalla Sabina.Però, a differenza di quest'ultima, è più ricca di erba ed ha insieme qualcosa della steppa e, non offrendo alla vista che un piano perfetto, è meno pittoresca.Dal lato del Gargano è giù innanzi, verso Manfredonia, il tavoliere è quasi privo di alberi. Il finocchio selvatico dalle lunghe aste, coronate dei loro graziosi mazzolini di fiori color giallo d'oro, ha preso il posto degli alberi e degli arbusti.Qui, come nella campagna romana, lussureggiano pure l'asfodelo, il caglio, la menta e tutte quelle piante aromatiche tanto predilette dal bestiame.In alcuni punti era come un mare flessuoso e ondeggiante di fiori.Luoghi narranti narrati e citati: Foggia - Manfredonia - Tavoliere di Puglia - Campagna di Roma (Romana) - Gargano - Capitanata - Tratturi - Cerveteri - Cisterna (di Latina) - Terracina - Paludi Pontine (Agro Pontino) - (Monte) Sant’Angelo - Siponto - San Giovanni in Lamis (Abbazia di San Marco) - Santa Maria de Pulsano (Abbazia) - Pantano Salso - Barletta - Lago di Salpi - Santa Maria Maggiore (Basilica di Siponto) - Benevento - Trani - Barletta - Bari - Brindisi - Otranto - Carbonara (di Bari) - Monastero Sant'Angelo (Santuario)NOTA BIOGRAFICA AUTOREFERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo opuscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Puglia nell'800» https://penisolabella.blogspot.com/2026/06/viaggiatori-tedeschi-in-puglia-nell800.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Giuseppe Cocco
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