EPISODE · Jun 30, 2026 · 4 MIN
Amapiano, xenofobia e la guerra tra poveri in Sudafrica
from Musica e Mondo · host Giovo
Due mesi fa, su questa newsletter, vi abbiamo raccontato dei movimenti anti-immigrati in Sudafrica: un dj radiofonico entrato a cavallo nel centro di Durban alla guida di una folla armata di fruste e scudi zulu contro i migranti, e di Operation Dudula, in zulu "cacciare via", con la sua colonna sonora fatta di maskandi, le chitarre acustiche dei minatori. Oggi, 30 giugno, scade un ultimatum. Alcuni gruppi nazionalisti hanno dato ai migranti irregolari una data per lasciare il Paese. Lo Stato dice che questo ricatto non vale nulla, ma la paura non aspetta i tribunali. Johannesburg è blindata. A Yeoville, quartiere di migranti, un gruppo ha dato fuoco all'angolo dove dormono i senzatetto. Più di venticinquemila persone sono già state rimpatriate verso Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico. Quattro persone sono morte nelle violenze delle ultime settimane. Il presidente Cyril Ramaphosa parla di vigilantismo, giustizia fatta in casa. Ma di fondo c'è la fame: la disoccupazione supera il trenta per cento, l'ANC di Mandela ha promesso lavoro e mantenuto poco, e la rabbia trova il bersaglio più povero. È una guerra tra poveri. E qui torna la musica. Il mondo balla l'amapiano, il suono che il Sudafrica esporta ovunque, nato nelle township di Soweto e Pretoria e venduto come la musica di un'Africa unita. Ma le stesse township che l'hanno inventato oggi sono il fronte di una guerra tra africani. L'inno nazionale si chiama Nkosi Sikelel' iAfrika, "Dio benedica l'Africa". Si cantava contro l'apartheid. Adesso si canta marciando contro altri africani. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news
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Due mesi fa, su questa newsletter, vi abbiamo raccontato dei movimenti anti-immigrati in Sudafrica: un dj radiofonico entrato a cavallo nel centro di Durban alla guida di una folla armata di fruste e scudi zulu contro i migranti, e di Operation Dudula, in zulu "cacciare via", con la sua colonna sonora fatta di maskandi, le chitarre acustiche dei minatori. Oggi, 30 giugno, scade un ultimatum. Alcuni gruppi nazionalisti hanno dato ai migranti irregolari una data per lasciare il Paese. Lo Stato dice che questo ricatto non vale nulla, ma la paura non aspetta i tribunali. Johannesburg è blindata. A Yeoville, quartiere di migranti, un gruppo ha dato fuoco all'angolo dove dormono i senzatetto. Più di venticinquemila persone sono già state rimpatriate verso Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico. Quattro persone sono morte nelle violenze delle ultime settimane. Il presidente Cyril Ramaphosa parla di vigilantismo, giustizia fatta in casa. Ma di fondo c'è la fame: la disoccupazione supera il trenta per cento, l'ANC di Mandela ha promesso lavoro e mantenuto poco, e la rabbia trova il bersaglio più povero. È una guerra tra poveri. E qui torna la musica. Il mondo balla l'amapiano, il suono che il Sudafrica esporta ovunque, nato nelle township di Soweto e Pretoria e venduto come la musica di un'Africa unita. Ma le stesse township che l'hanno inventato oggi sono il fronte di una guerra tra africani. L'inno nazionale si chiama Nkosi Sikelel' iAfrika, "Dio benedica l'Africa". Si cantava contro l'apartheid. Adesso si canta marciando contro altri africani. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news
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