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Musica e Mondo

La musica come punto di vista sul mondo. Sono Giovo, racconto del pianeta terra attraverso le sette note.

  1. 22

    Damasco balla di nuovo: la Siria dopo Assad tra rave e bombe

    Damasco, tre immagini in 48 ore. Mercoledì sera un dj set in centro: consolle, luci, gente che balla, una scena che fino a diciannove mesi fa era impensabile. Giovedì pomeriggio una bomba esplode in un caffè del quartiere al-Marjah, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia: almeno sei morti. E martedì il presidente Ahmed al-Sharaa ha completato il primo parlamento della Siria post-Assad. Una pista da ballo, una bomba, un parlamento, dentro un chilometro quadrato. Di chi è il paese nuovo? Un passo indietro. L'8 dicembre 2024 il regime di Bashar al-Assad è crollato dopo cinquantaquattro anni di potere della sua famiglia e quasi quattordici di guerra civile, mezzo milione di morti. A rovesciarlo un'offensiva lampo guidata da Hay'at Tahrir al-Sham, gruppo islamista nato come costola siriana di al-Qaeda. Il suo capo, l'ex jihadista al-Jolani, oggi si fa chiamare col suo vero nome, Ahmed al-Sharaa, ha messo giacca e cravatta ed è stato ricevuto da Trump alla Casa Bianca. Il nuovo parlamento, però, non è eletto: il presidente ne nomina un terzo, propone le leggi e può bloccarle. Chi conosce la storia siriana vede una bandiera rossa grande come una casa. E qui entra la musica, perché la guerra siriana è stata anche una guerra di canzoni. Nel 2011 l'inno delle piazze nacque a Hama: "Yalla irhal ya Bashar", vattene Bashar. Fu attribuito a Ibrahim Qashoush, un pompiere ripescato dal fiume con la gola tagliata e le corde vocali strappate. Dall'altra parte c'era George Wassouf, la voce del potere. E poi Asala Nasri, damascena, schierata con la rivoluzione e ripagata con quindici anni di esilio. Oggi c'è una terza Siria, quella dei rave nei centri commerciali abbandonati, dove una generazione balla per la prima volta. Ballare a Damasco nel 2026 è un atto politico, esattamente come lo era cantare a Hama nel 2011. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  2. 21

    Terremoto in Venezuela: Danny Ocean, le popstar dell'esilio e il silenzio di Dudamel

    La Guaira, costa nord del Venezuela. Mercoledì 23 giugno la terra trema due volte, a quaranta secondi di distanza: magnitudo 7,2 e 7,5, quello che i sismologi chiamano un doppietto. È la scossa più forte che il paese ricordi da centoventisei anni. A La Guaira crollano un centinaio di palazzi, Caracas resta al buio. I morti sono migliaia, più di cinquantamila persone risultano disperse, settantamila famiglie senza casa. Le squadre di soccorso sono poche e senza mezzi, e la gente prende le pale da sola. Sotto le macerie mancano ancora sette calciatori delle nazionali giovanili, il più giovane di sedici anni. Ma il Venezuela non è un paese normale. A gennaio le forze statunitensi hanno catturato il presidente Nicolás Maduro e lo hanno portato a New York sotto processo. Al suo posto c'è Delcy Rodríguez, che governa trattando con Washington. Trump ha detto che gli Stati Uniti gestiranno il Venezuela e il suo petrolio. Ecco perché le navi che arrivano oggi con gli aiuti sono le stesse di chi sei mesi fa ha rovesciato il governo. Il terremoto è geologia, ma il numero dei morti è anche politica. E la musica? Il Venezuela vive il suo momento più grande dagli anni Ottanta, ma nato in esilio: Danny Ocean, Elena Rose, Mau y Ricky hanno sfondato fuori perché dentro il paese era crollato. Quando arriva il terremoto, sono loro la prima rete di emergenza: aprono i telefoni, coordinano i soccorsi, raccolgono donazioni. Dall'altra parte c'è El Sistema, il programma pubblico che insegna musica classica ai bambini poveri, e la sua stella Gustavo Dudamel, accusato di aver accompagnato il potere col silenzio. Da una parte il pop dell'esilio che ha rotto col regime, dall'altra la classica di Stato. E oggi quello stesso Stato tratta con chi è venuto a occupare il paese. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  3. 20

    Amapiano, xenofobia e la guerra tra poveri in Sudafrica

    Due mesi fa, su questa newsletter, vi abbiamo raccontato dei movimenti anti-immigrati in Sudafrica: un dj radiofonico entrato a cavallo nel centro di Durban alla guida di una folla armata di fruste e scudi zulu contro i migranti, e di Operation Dudula, in zulu "cacciare via", con la sua colonna sonora fatta di maskandi, le chitarre acustiche dei minatori. Oggi, 30 giugno, scade un ultimatum. Alcuni gruppi nazionalisti hanno dato ai migranti irregolari una data per lasciare il Paese. Lo Stato dice che questo ricatto non vale nulla, ma la paura non aspetta i tribunali. Johannesburg è blindata. A Yeoville, quartiere di migranti, un gruppo ha dato fuoco all'angolo dove dormono i senzatetto. Più di venticinquemila persone sono già state rimpatriate verso Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico. Quattro persone sono morte nelle violenze delle ultime settimane. Il presidente Cyril Ramaphosa parla di vigilantismo, giustizia fatta in casa. Ma di fondo c'è la fame: la disoccupazione supera il trenta per cento, l'ANC di Mandela ha promesso lavoro e mantenuto poco, e la rabbia trova il bersaglio più povero. È una guerra tra poveri. E qui torna la musica. Il mondo balla l'amapiano, il suono che il Sudafrica esporta ovunque, nato nelle township di Soweto e Pretoria e venduto come la musica di un'Africa unita. Ma le stesse township che l'hanno inventato oggi sono il fronte di una guerra tra africani. L'inno nazionale si chiama Nkosi Sikelel' iAfrika, "Dio benedica l'Africa". Si cantava contro l'apartheid. Adesso si canta marciando contro altri africani. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  4. 19

    La musica è tutta finta? James Blake, l'AI e Spotify

     Recensioni pagate, ascolti gonfiati dai bot, canzoni scritte dall'intelligenza artificiale. Il musicista James Blake dice che nella musica niente è più vero. E i dati gli danno ragione. James Blake, ha 37 anni, nel 2013 ha vinto il Mercury Prize e ha lavorato con Beyoncé, Kendrick Lamar e Frank Ocean. L'industria musicale la vive dall'interno. E su Instagram scrive una cosa pesante: non fidarti delle recensioni, le pagano le etichette; non fidarti dei commenti, sono profili falsi; non fidarti degli ascolti in streaming, pagano "fattorie di bot" per gonfiarli. Un bot è un software che finge di essere una persona. La tesi più grande si chiama teoria dell'internet morto: gran parte di quello che vediamo online non lo fanno più gli umani, ma le macchine. Sembrava paranoia, ma uno studio del 2025 dice che più della metà del traffico internet è prodotto da bot. Nella musica non è più una teoria. A New York un uomo ha generato con l'AI centinaia di migliaia di canzoni e, con account finti che le ascoltavano in loop, ha incassato otto milioni di dollari di diritti. La band dei Velvet Sundown ha superato il milione di ascoltatori al mese su Spotify, poi si è scoperto che non esisteva. La piattaforma Deezer dice che ad aprile 2026 il 44% dei brani caricati ogni giorno è fatto dall'intelligenza artificiale. Perché succede? Diversi libri provano a dargli un nome: il "tecnofeudalesimo" di Yanis Varoufakis, la "merdificazione" di Cory Doctorow, gli "artisti fantasma" di Spotify raccontati da Liz Pelly, il colonialismo dell'AI di Karen Hao. A maggio 2026 interviene anche Papa Leone XIV con un'enciclica. E mentre il governo britannico prova a permettere alle aziende di addestrare l'AI sulle canzoni senza permesso, mille musicisti rispondono con un disco fatto di soli studi di registrazione vuoti. La cosa più potente che hanno: il silenzio. Tag james blake, intelligenza artificiale, musica ai, spotify, deezer, bot, teoria internet morto, velvet sundown, yanis varoufakis, tecnofeudalismo, cory doctorow, enshittification, liz pelly, karen hao, papa leone xiv, keir starmer, diritto d'autore, is this what we want, streaming, podcast italiano Carosello, 4 parti 1/4 Si chiama James Blake, ha 37 anni, ha vinto il Mercury Prize e lavorato con Beyoncé e Kendrick Lamar. L'industria la vive dall'alto. E su Instagram scrive: non fidarti delle recensioni, le pagano le etichette. Non fidarti dei commenti né degli ascolti, sono bot, software che fingono di essere persone. Chiude così: nel 2026 non c'è un solo pezzo del sistema che non sia falso. 2/4 C'è un nome per questo: teoria dell'internet morto. Quasi tutto, online, lo fanno le macchine. Uno studio del 2025 dice che più della metà del traffico internet è prodotto da bot. E nella musica è una sentenza: a New York un uomo ha generato con l'AI centinaia di migliaia di canzoni, le ha fatte ascoltare a account finti e ha incassato otto milioni di dollari. I Velvet Sundown hanno superato il milione di ascoltatori al mese, poi si è scoperto che non esistono. Su Deezer, ad aprile 2026, il 44% dei brani caricati ogni giorno è fatto dall'AI. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  5. 18

    Kenya, Ruto e le proteste: gospel contro rap

    Le piazze del Kenya si stanno riempiendo di nuovo. Il motivo è una correzione alla legge di bilancio: nuove tasse sul pane, sui trasferimenti di denaro via telefono e sulla connessione internet. I manifestanti dicono che sono le stesse tasse provate nel 2024, solo con un altro nome. Il governo non decide da solo: il Fondo Monetario Internazionale, l'organismo che presta denaro agli Stati indebitati, chiede al Kenya di tagliare il debito. E il presidente William Ruto scarica quel costo sui beni di prima necessità. A pagare sono soprattutto i giovani: quasi sette disoccupati su dieci hanno meno di trentacinque anni. Qui entra la musica, perché in Kenya racconta la classe sociale meglio di qualsiasi cosa. "Anguka Nayo" è dei Wadagliz, un duo del quartiere popolare di Nairobi. Il loro genere si chiama arbantone, musica giovane e di strada. È il suono dei poveri delle città, ed è quello che riempie le piazze. Anche Bien, ex voce dei Sauti Sol, la band pop più famosa del paese, grida "Ruto Must Go". Nel 2022 Ruto aveva vinto come candidato degli "hustler", di chi sopravvive con piccoli lavori. Oggi i suoi stessi elettori lo chiamano "Zakayo", come Zaccheo, l'esattore delle tasse del Vangelo. Ruto è un cristiano evangelico, prega in pubblico e canta gospel. Nel 2025 ha voluto costruire una megachurch dentro il palazzo presidenziale, ma la Costituzione dice che il Kenya è laico, e un tribunale ha bloccato i lavori. Persino i vescovi cattolici gli hanno restituito una donazione. Così il cerchio si chiude: da una parte il gospel del presidente, dall'altra l'arbantone e il rap dei quartieri. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  6. 17

    Abelardo de la Espriella: come la destra ha vinto in Colombia (e con quale musica)

    La Colombia ha scelto il suo nuovo presidente: Abelardo de la Espriella, avvocato milionario soprannominato "El Tigre", ha vinto per meno di un punto percentuale e porta il Paese verso una svolta a destra. Ma per capire il sentimento di chi lo ha votato bisogna guardare alla musica. Da una parte il vallenato e la música popular, colonne sonore del Paese reale e delle classi popolari. Dall'altra il rock militante, l'avanguardia urbana e gli artisti che hanno accompagnato l'esperienza della sinistra di Gustavo Petro. In questa puntata raccontiamo come generi musicali, identità sociali e conflitti di classe abbiano attraversato una delle elezioni più divisive della storia colombiana. E perché, ancora una volta, la rabbia popolare è stata intercettata dalla destra.Il voto si capisce anche attraverso le voci che hanno accompagnato questa frattura: Silvestre Dangond, Pipe Bueno e Marbelle sul lato della destra, mentre Doctor Krápula e Systema Solar hanno (inefficacemente) rappresentato l’immaginario dell'area vicina al candidato sostenuto dall'ex presidente Petro, insieme a Edson Velandia. Nel mezzo, le grandi popstar come Karol G, Maluma e Feid hanno scelto la neutralità, lasciando un vuoto simbolico in un paese sempre più spaccato. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  7. 16

    K-pop e Corea del Nord: i transfughi del gruppo 1VERSE

    Cheorwon, Corea del Sud, un'ora e mezza da Seul, appoggiata al confine con la Corea del Nord. Pochi giorni fa qui è finito un festival musicale, il DMZ Peace Train. La DMZ è la zona demilitarizzata, la striscia di terra piena di mine e filo spinato che divide le due Coree dal 1953. Le band hanno suonato a poche centinaia di metri da lì, tra cui Thurston Moore dei Sonic Youth. Tutti cantavano di pace, ma nessuno ha pronunciato la parola riunificazione. In Corea la musica racconta questa frattura da sempre. C'è Arirang, una melodia antica cantata da secoli sia al Nord sia al Sud: parla di chi parte e non torna, è il lamento delle famiglie separate dalla guerra. E qualcosa si muove. Il 17 giugno Seul ha annunciato che sposterà più a nord la Civilian Control Line, un confine militare interno che da settant'anni tiene i civili lontani dalla frontiera. A deciderlo è Lee Jae Myung, il nuovo presidente (a suo dire) progressista, che ha già spento gli altoparlanti della propaganda. Dal lato Nord, invece, Kim Jong Un nel 2024 ha dichiarato le due Coree "due Stati ostili", ha demolito l'Arco della Riunificazione e ha modificato l'inno. Ma Kim non si ferma ai simboli: dal 2024 ha mandato più di ventimila soldati a combattere per la Russia in Ucraina. Detto questo, sul Nord l'Occidente racconta molte balle, dallo zio di KJU dato in pasto ai cani al taglio di capelli obbligatorio. A smentirle ci sono i 1VERSE, gruppo K-pop con due membri fuggiti dal Nord, che da bambini ascoltavano di nascosto la musica del Sud. Quella musica ha attraversato il confine che le mine tengono chiuso. La politica, quel confine, non l'ha mai aperto. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  8. 15

    Israele riconosce il Somaliland: la colonna sonora di una (non) nazione

    Domenica scorsa, a Gerusalemme, durante un pranzo di Stato, c'era un ospite speciale: Abdirahman Mohamed Abdullahi, detto Irro, presidente del Somaliland. Era la prima volta nella storia che un capo di Stato del Somaliland metteva piede ufficialmente in un altro Paese. Ma cos'è il Somaliland? È un territorio nel Corno d'Africa, a nord della Somalia, sul Golfo di Aden. Il nord era una colonia britannica, il sud una colonia italiana. Nel 1960 il nord fu indipendente per cinque giorni, poi si unì al sud per formare la Somalia. Quell'unione, per molti al nord, fu un errore. Negli anni Ottanta il dittatore Siad Barre bombardò Hargeisa dall'aria e uccise decine di migliaia di civili: il genocidio degli Isaaq. Per questo nel 1991 il nord dichiarò di nuovo l'indipendenza. Da allora il Somaliland funziona come uno Stato, con governo, moneta ed elezioni. Da trentacinque anni. Eppure quasi nessuno lo riconosce. Perché allora Israele, e perché adesso? Il Somaliland sta a trenta chilometri da Bab el-Mandeb, un passaggio cruciale per le navi, vicino allo Yemen di Ansar Allah, (gli Houthi), impegnati nell'Asse della Resistenza iraniano-palestinese. Israele cerca un appoggio in quel mare, e il Somaliland vende pezzi di sé da anni. Netanyahu inquadra il riconoscimento dentro gli Accordi di Abramo, durante l'offensiva a Gaza. Israele riconosce al Somaliland il diritto di essere nazione, ma ai palestinesi lo nega. E in mezzo c'è la musica di Sahra Halgan, la cantante diventata simbolo di un (non) Paese. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  9. 14

    La canzone di Lucio Dalla che Vannacci non ha capito

    Quindici giugno, Auditorium della Conciliazione, Roma. Roberto Vannacci fonda il suo partito, Futuro Nazionale. Alla fine del discorso parte "Futura" di Lucio Dalla, e lui la presenta come una canzone che guarda avanti, proprio come loro. In platea sventolano le bandiere, ma quasi nessuno canta. Facciamo un passo indietro. Vannacci è il generale dell'esercito che nel 2023 pubblica da solo, su Amazon, il libro "Il mondo al contrario", pieno di posizioni retrograde. All'inizio non lo nota nessuno. Poi scatta (l'evitabilissima e controproducente) indignazione, parte un'inchiesta del Ministero della Difesa, e il meccanismo si ribalta: "hanno censurato il generale". Più lo attaccano, più cresce. A febbraio 2026 lascia la Lega e fonda Futuro Nazionale, a destra di Fratelli d'Italia. Le iniziali sono FN, come Forza Nuova. Il simbolo è una fiamma tricolore, come l'MSI. E cita con orgoglio la Decima Mas, il reparto militare legato alla Repubblica di Salò. E qui torna la canzone. "Futura" è del 1980. Dalla la scrisse a Berlino, davanti al Muro, e immagina due persone che decidono di avere un figlio nonostante la paura della guerra. Parla di abbattere i muri. Un partito che nei simboli guarda agli anni Venti prende come inno un brano che guardava avanti. Lo dice Gaetano Curreri degli Stadio, amico di Dalla. Lo dice la famiglia, che manda una diffida. E tra chi detiene i diritti c'è Sony Music. Quando un artista muore, chi decide cosa significa la sua musica? Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  10. 13

    Iran-Nuova Zelanda, le bombe di Minab e le canzoni del regime

    Si chiama Binesh Bolour, ma tutti lo conoscono come Gheysar. È un cantante pop iraniano, vive a Los Angeles da quasi quarant'anni. Dopo la rivoluzione islamica del 1979 molti artisti fuggirono lì, soprattutto le donne, a cui il regime vietò di cantare in pubblico. Gheysar ha perfino cantato a Tel Aviv, in Israele, una cosa che la legge iraniana vieta. Eppure giovedì scorso era a Teheran, a cantare per una festa religiosa del regime. Ha appena prodotto un brano con un centro legato ai Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare ideologico del potere. Tutto questo dentro una guerra precisa. Dal 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran, in barba ad ogni regola del diritto internazionale hanno colpito infrastrutture civili e ucciso la Guida Suprema Khamenei. Trump e Netanyahu lo hanno detto: l'obiettivo era far cadere il regime. Una orribile conseguenza è il bombardamento della scuola di Minab, uccidendo centinaia di bambine. Altra sofferenza per il paese dopo le migliaia di iraniani uccisi dal regime stesso durante le proteste, tra dicembre e gennaio. E qui torna la musica. Shervin Hajipour, il ragazzo che nel 2022 trasformò il lutto per Mahsa Amini nella canzone "Baraye" e vinse un Grammy, è la voce di una terza via: né col regime, né con gli americani, né coi monarchici di Reza Pahlavi, il figlio dell'ultimo Scià, esattamente come Marjane Satrapi, l'autrice di Persepolis morta poche settimane fa. Dalla partita dei mondiali Iran-Nuova Zelanda allo stadio di Los Angeles fino alle piazze di Teheran, in Iran ogni voce è costretta a schierarsi. O a fingere di non farlo. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  11. 12

    Taty Almeida, le Madri di Plaza de Mayo e la musica argentina

    Ieri sera a Buenos Aires è morta Taty Almeida, 95 anni. Con lei se ne va una delle ultime voci delle Madri di Plaza de Mayo, il movimento di donne che durante la dittatura argentina cercavano i figli scomparsi. Veniva da una famiglia aristocratica e militare, antiperonista, cioè ostile al movimento fondato da Juan Perón. Faceva la maestra, viveva lontana dalla politica. Poi, nel giugno 1975, suo figlio Alejandro, vent'anni, viene sequestrato dalla Triple A, un gruppo paramilitare di estrema destra. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Lei lo ha cercato per cinquant'anni. Nel 1976 un golpe militare instaura una dittatura che rapisce, tortura e fa sparire chiunque consideri sovversivo: si stima trentamila desaparecidos. Le Madri marciano ogni giovedì davanti al palazzo presidenziale chiedendo dove siano i loro figli. Questa storia è al centro di tanta musica argentina: León Gieco con "La Memoria" e "Sólo le pido a Dios", Charly García con "Los Dinosaurios", dove i dinosauri sono i militari. Oggi governa Javier Milei, presidente di estrema destra e ultraliberista, con posizioni che molti definiscono negazioniste sui desaparecidos: mette in dubbio il numero delle vittime e ha smantellato i luoghi della memoria. E la musica si è spaccata come il paese: da una parte la popstar Lali Espósito, attaccata da Milei, e cinquecento musicisti contro i suoi tagli alla cultura; dall'altra chi lo sostiene. Due Argentine. In mezzo, ieri sera, se n'è andata Taty Almeida. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  12. 11

    America 250: la fiera di Trump rimasta senza musica.

    Washington, National Mall. Il 4 luglio gli Stati Uniti compiono 250 anni e Donald Trump ha deciso che la festa la organizza lui: la Great American State Fair, sedici giorni gestiti da Freedom 250, una fondazione creata dalla Casa Bianca. Non è l'ente ufficiale del compleanno — quello è bipartisan e si è visto congelare decine di milioni, finiti invece alla creatura del presidente. A fine maggio vengono annunciati i concerti: Martina McBride, Bret Michaels, i Commodores, Young MC, Vanilla Ice. A tutti era stato detto: evento non politico. In 48 ore il cartellone crolla, si ritirano praticamente tutti. Trump reagisce su Truth Social e trasforma l'apertura in un comizio MAGA, mentre sul prato sud della Casa Bianca spunta un'arena UFC per il suo ottantesimo compleanno. Tutto questo mentre gli USA sono in guerra con l'Iran e l'ICE fa irruzioni spettacolarizzate nelle città. Ma domenica suonerà un'altra musica: il movimento No Kings e il contro-concerto Rise Up, Sing Out con Patti Smith, Bette Midler e Jane Fonda. Due feste, due Americhe. E per la prima volta il consenso di Trump cala. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  13. 10

    Nuova Zelanda: il kingmaker, la sfidante e la gara di cori

    Nuova Zelanda, cinque milioni di abitanti. A novembre si vota, ma la domanda non è chi vincerà: è chi deciderà chi vince. Da trent'anni quell'uomo è Winston Peters, ottantun anni, leader populista di New Zealand First, il kingmaker che nel 2017 ha incoronato la laburista Jacinda Ardern e nel 2023 la destra di Christopher Luxon. Ora una sfidante lo attacca frontalmente: Qiulae Wong, trentasette anni, nata alle Fiji da famiglia cinese, lo ha chiamato "freno a mano" della Nuova Zelanda e vuole rubargli il ruolo. E qui entra la musica. Il governo Luxon ha appena salvato i fondi di The Big Sing, la più grande competizione corale del Paese: novemila studenti, duecentottanta cori, trecentomila dollari firmati a cinque mesi dal voto. Ma la musica neozelandese, in questi anni, è stata soprattutto dall'altra parte. Stan Walker, la più grande popstar māori, ha cantato davanti ai quarantaduemila che marciavano contro la riscrittura del Trattato di Waitangi. Gli Alien Weaponry portano il metal in lingua māori nei festival europei. E Lorde si è schierata da tempo su posizioni opposte alla destra di governo. A novembre vedremo se i cori salvati dal governo pesano più delle canzoni che cantano contro. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  14. 9

    Belfast in fiamme e il fascio-rapper che non esiste.

    Belfast, 8 giugno. Un uomo viene aggredito con un coltello e perde un occhio. L'aggressore è un richiedente asilo sudanese, arrestato per tentato omicidio. Un bruttissimo caso di cronaca. Ma poi il video finisce online: lo rilanciano Tommy Robinson ed Elon Musk. La sera dopo Belfast brucia. Auto e case incendiate, famiglie delle minoranze etniche cacciate di casa. I disordini si allargano a Portadown, Derry, Glasgow, Edimburgo. E qui entra la musica. La colonna sonora è un rapper bianco con look da skinhead: Danny Bones, nazionalismo, razzismo e islamofobia. Ha scalato la classifica hip hop di iTunes. C'è solo un dettaglio: Danny Bones non esiste, è generato dall'intelligenza artificiale. È quella che gli studiosi chiamano slopaganda: contenuti infiniti prodotti dall'IA, dove la verità non conta, conta solo diventare virali e monetizzare. Da Tommy Robinson a Rupert Lowe e i suoi piani di deportazioni di massa, fino al fronte opposto: Bob Vylan, Kneecap, Massive Attack, PinkPantheress. La domanda non è solo chi mette le mani su Belfast. È chi mette le mani sulle nostre orecchie, e con quale voce, vera, finta o di Elon Musk. ci sta parlando. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  15. 8

    Chi non salta comunista è: il nuovo maccartismo (Ludwig, Angie Corine e Manuel Minervini, il nuovo sindaco di Molfetta)

    "Chi non salta, comunista è". Lo dice il dj Ludwig al Nameless Festival, prima del drop. E su TikTok sono meme su meme contro i comunisti. In Spagna Vox conquista i giovani anche grazie a rapper popolarissimi: El Jincho e Angie Corine, che con "Viva el Comunismo" ha macinato milioni di stream ironizzando sugli stereotipi della sinistra. Sfottere i comunisti fa like, condivisioni e quindi soldi. Lo sa bene Welcome to Favelas, vicina all'entourage di Elon Musk. Stiamo assistendo al ritorno del maccartismo: il fenomeno che negli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, prese il nome dal senatore Joseph McCarthy. Bastava un'accusa per rovinarti. E colpì anche gli artisti: nel 1950 l'opuscolo Red Channels elencava 151 nomi, tra cui Pete Seeger, Leonard Bernstein, Lena Horne. Poi un'inversione di tendenza: Molfetta, terra di Caparezza, ha un nuovo sindaco di Rifondazione Comunista, Manuel Minervini. Dai meme ai festival, dai rapper spagnoli alle elezioni locali, la parola "comunista" è tornata ovunque. Ma più che raccontare cosa sia il comunismo, serve a costruire paure e identità. Perché a volte le ideologie contano meno dell'algoritmo che le trasforma in bersaglio. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  16. 7

    Mauvais Djo: le hit "Maladie" e "Pilé e la guerra del coltan

    Da settimane la classifica francese parla congolese. Mauvais Djo, franco-congolese cresciuto a Évry, spopola con "Maladie" e "Pilé". Con lui Leto, Theodora, Tiakola: versioni moderne della rhumba lingala, che fanno milioni di stream in tutta Europa. La Francia balla, canta e monetizza la cultura afro-congolese. Ma a qualche migliaio di chilometri il Congo orientale è ancora in guerra. L'M23, sostenuto secondo l'ONU dal Ruanda, controlla Rubaya, uno dei giacimenti di coltan più ricchi al mondo: il metallo dei nostri telefoni, dei chip, delle batterie "verdi". Mentre esplode un'epidemia di Ebola, Macron e Tshisekedi si sentono al telefono e parlano di "partenariato economico". Il punto non è l'Ebola. È il coltan. E mentre la Francia a New York dice di difendere la sovranità congolese, l'Unione Europea firma un accordo sulle materie prime proprio col Ruanda. I critici lo chiamano per quello che assomiglia a essere: Françafrique 2.0. Meno basi militari, più diplomazia economica, più accesso al coltan e al cobalto. Mentre la guerra continua a uccidere. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  17. 6

    Ghana: un mese senza tamburi e una legge anti-LGBTQ

    Per un mese ad Accra è stato vietato suonare: niente tamburi, niente altoparlanti, niente gospel amplificato. L'ordinanza dei capi del popolo Ga contro le mega-chiese evangeliche. Ma quando si è votata la legge anti-LGBTQ, Ga ed evangelici hanno smesso di litigare.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  18. 5

    Sazan: l'isola albanese e il (fu) dissing tra Noizy e Stresi

    Ivanka Trump la racconta come una caletta segreta trovata per caso durante una vacanza in barca. In realtà è Sazan, l'unica isola dell'Albania, davanti a Valona: cinquant'anni di base militare segreta, un parco marino con la foca monaca e i fenicotteri. E adesso un resort di lusso da un miliardo e seicento milioni di dollari, legato a Jared Kushner, genero di Trump. Da tre giorni migliaia di persone protestano a Tirana con fenicotteri gonfiabili in mano. "L'Albania non è in vendita", "Ivanka torna a casa". Il premier Edi Rama difende il progetto mentre le ruspe scavano. E dentro questa frattura politica c'è una vecchia faida tra due star del rap albanese: Stresi, schierato con l'opposizione e Noizy, l'uomo vicino al potere. Dieci anni di coltelli, pistole e arresti, poi la pace musicale. Ma due idee opposte di Albania. Su una cosa però governo e opposizione sono d'accordo: nessuna sanzione a Israele. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  19. 4

    Hellwatt Festival e il Terzo Polo: due cose che non si faranno

    Centomila biglietti, Kanye West e Travis Scott, un organizzatore che dice di aver lavorato per la figlia di Putin. Il festival Hellwatt a Reggio Emilia doveva essere l'evento dell'estate 2026: è finito con un divieto della Prefettura e una sfilza di comunicati scritti dall'AI. Partiamo da qui per raccontare un'altra cosa che fatica a esistere: il Terzo Polo. Renzi e Calenda (uno a favore del concerto di Kanye, l'altro contrario) Marattin, Boldrin. Quattro partiti che si dicono liberali, riformisti, europeisti, e che sul concerto cancellato hanno recitato copioni opposti. Ma sotto le liti a mezzo stampa c'è un'economia condivisa: meno tutele per i lavoratori, più libertà per le imprese, mercato prima di tutto. Una destra economica che in Italia non ha mai voluto chiamarsi con il suo nome. Dal Jobs Act al Decreto Dignità, dalle delocalizzazioni alla libertà di espressione: cosa tiene insieme — e cosa divide — l'arcipelago riformista italiano. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  20. 3

    Racailles on Tour: PSG, Rap e Champions League

    Il PSG ha vinto la Champions League. Seconda di fila. Ma questa non è una storia di calcio. È una storia di banlieue, di rap e di ragazzi che una parte di Francia voleva tenere fuori dalla porta. Da Zyed e Bouna a Aya Nakamura, da Sarkozy a Budapest. La periferia di Parigi ha sempre parlato. Ora ha vinto anche in Europa. Grazie a Elon Miloti per gli spunti. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  21. 2

    Vande Mataram: la canzone che divide l'India

    In Kerala uno scontro istituzionale ha riacceso una domanda vecchia di secoli: chi decide i simboli di una nazione? Al centro c'è Vande Mataram, inno della lotta anticoloniale diventato oggi arma del nazionalismo indù di Modi contro le minoranze e i governi locali che non si allineano.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  22. 1

    Egitto: condannato il rapper Marwan Pablo

    In Egitto l'opposizione è fuorilegge, le ONG sono bloccate, i prigionieri politici si contano a decine di migliaia. E quando tutto questo non basta, si arrestano i rapper e i cantanti di mahraganat, l'urban egiziano.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. ùIscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/ 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  23. 0

    Enciclica di Papa Leone: dissing a Palantir

    Papa Leone XIV presenta la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata all'intelligenza artificiale e al futuro dell'umanità. Il documento condanna le armi autonome guidate da AI e attacca senza mezzi termini le aziende tech legate all'estrema destra, come Palantir di Peter Thiel, che costruiscono strumenti di guerra con nomi tratti dal Signore degli Anelli. Nel frattempo, Chris Olah di Anthropic siede accanto al Papa per parlare di etica nell'AI, mentre la sua azienda è al centro della causa per violazione di copyright più grande della storia degli Stati Uniti: oltre 3 miliardi di dollari, intentata da Universal e Concord Music Group per l'uso illegale di oltre 20mila canzoni protette usate per addestrare Claude. Su Spotify esplode The Velvet Sundown, band con un milione di ascoltatori rivelatasi generata da un algoritmo, e la piattaforma risponde con un badge di verifica per gli artisti umani ma firma allo stesso tempo accordi con Universal per produrre musica AI. Montag, con il disco Dati del 2023, aveva già raccontato tutto questo, dedicando la canzone Open Access ad Aaron Swartz, sviluppatore della tecnologia RSS morto suicida durante una battaglia legale per violazione di copyright. Musica, potere, algoritmi e diritti: il filo esiste, e si è aggrovigliato parecchio. 🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/ 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  24. -1

    Terra dei Fuochi, rap e hyperpop. Con Domenico Modola.

    Ciao! Questa è Musica e Mondo: la newsletter che, ogni giorno (lun–ven), racconta la musica in relazione al mondo che la circonda. La trovi su Substack in versione scritta e sulle piattaforme di podcast in versione audio. Io sono Giovo e oggi parliamo di Napoli, terra dei fuochi e musica napoletana. Lo facciamo con Domenico Modola, giornalista napoletano, scrive su diverse testate occupandosi di conflitti, politica e lavoro e cura la newsletter Fiumana. Papa Leone visita Acerra, cuore del "triangolo della morte", e porta i riflettori su una crisi ambientale che va avanti da decenni: tumori, falde avvelenate, roghi tossici quotidiani e un governo che ha stanziato briciole per le bonifiche. Ma la Terra dei Fuochi non è solo dolore — è anche rabbia che diventa musica. Dal rap fino all'hyperpop caotico di Thru Collected e specchiopaura, la periferia napoletana e la sua provincia continuano a raccontarsi attraverso suoni sporchi e linguaggi nuovi. Questa puntata è un viaggio nella Napoli che non finisce sui depliant: ansiosa, digitale, ferita e viva.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack.Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/ 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Grazie a Domenico Modola: @mimmo_taki Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  25. -2

    Smoke on the Tokyo: la rockizzazione del conservatorismo giapponese

    Tokyo, Japan Music Awards: il "Cool Japan" diventa megafono dell'estrema destra. La premier nazionalista Sanae Takaichi usa la sua passione per l'heavy metal e l'incontro con Ian Paice (Deep Purple) come soft power, scatenando la rivolta della scena underground. Erede di Shinto Abe, revisionista e anti-diritti, Takaichi sfrutta questa "rockizzazione" per addolcire l'agenda del suo governo: reprimere i sindacati, abolire l'Articolo 9 costituzionale e riarmare il Giappone assecondando l'asse militare USA-Israele.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut... 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  26. -3

    Il DJ zulu a cavallo che vuole cacciare gli stranieri dal Sudafrica

    In Sudafrica c'è un movimento che prende a pugni i migranti per strada, chiude i loro negozi, li blocca fuori dagli ospedali. Si chiama Operation Dudula. Il suo cantante ufficiale, Matshivelela, fa maskandi, la musica tradizionale zulu delle miniere e delle township. Questo movimento ha un' unica visione: gli stranieri ci rubano il lavoro, fuori. Ma non è l'unico soggetto politico anti-migranti, c'è anche Ngizwe Mchunu, ex dj della radio più ascoltata del paese, che il 6 maggio è entrato a Durban a cavallo con migliaia di persone armate. Il Sudafrica è il paese di Mandela, quello che ha lottato contro l'apartheid con il supporto di tutta l'Africa. Adesso quella stessa rabbia, quelle stesse canzoni, vengono usate contro zimbabwani, mozambicani, nigeriani. Perché succede, chi ci guadagna e cosa c'entra la musica. Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  27. -4

    España sound: Sanchez va giù, la destra del PP e Vox suonano forte

    Quarta sconfitta regionale in sei mesi per i socialisti di Pedro Sánchez: il PSOE ottiene il suo peggior risultato storico in Andalusia con appena il 22,7% dei voti, mentre il PP di Moreno Bonilla perde la maggioranza assoluta e dovrà governare con Vox. Sorpresa della serata: Adelante Andalucía quadruplica i seggi. In questo episodio di España Sound analizziamo il terremoto politico spagnolo attraverso la musica — da Miguel Rios a Rosalía, da El Jincho ad Angie Corine — e facciamo luce su uno dei fenomeni più inquietanti della politica iberica: il Frente Obrero, partito rojipardo guidato da Roberto Vaquero che si dice marxista-leninista ma predica anti-immigrazione, anti-sindacalismo e transfobia. Sánchez è amato all'estero e bastonato in patria: ha un anno per ribaltare tutto prima delle elezioni generali del 2027. 🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack.Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut... 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  28. -5

    Indonesia HC: Bandung, dove il beatdown è ancora protesta

    Bandung, Indonesia. Agosto 2025: un blindato della polizia uccide Affan Kurniawan, moto-tassista di ventun anni, e il paese va a fuoco. Aprile 2026: nel palazzetto dello sport di un istituto universitario, centinaia di ragazzi fanno mosh pit su band beatdown/hardcore che vengono da Bali e da Giava. (Una su tutte i Kenya, band fortissima). Prabowo al potere, il beatdown come forma politica, la X straight edge sulle mani. La scena hardcore di Bandung è (anche) il modo in cui una città risponde ai duri colpi del governo. Background music: ‪@BeefDrew‬ 🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack.Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut... 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica.IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  29. -6

    Corrido di Stato: perché il Messico ha smesso di censurare la musica dei narcos

    Il paradosso di Junior H e dell'esplosione del corrido tumbado. Da genere oscurato dalle amministrazioni locali a fenomeno globale accolto a Palazzo Nazionale dalla presidente Claudia Sheinbaum. Cosa succede quando una musica nata per raccontare la strada e i cartelli del narcotraffico viene corteggiata dal governo? Tra le minacce di dazi di Trump, le tensioni a Sinaloa e le recenti contaminazioni con la scena trap italiana, un'analisi su un cortocircuito culturale in cui la metamorfosi istituzionale si ferma sempre alla frontiera. 🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut... 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  30. -7

    Proiettili & Karaoke: La Colonna Sonora delle Filippine

    Un assedio al Senato di Manila, un senatore ricercato per crimini contro l’umanità e una guerra alla droga che ha trasformato le periferie in carne da macello: nelle Filippine la crisi politica tra Marcos Jr. e i Duterte non è una “normale” disputa di palazzo, ma lo scontro tra due progetti di potere autoritario costruiti sulla violenza di Stato.In questo episodio di Musica e Mondo partiamo dalle migliaia di morti della “war on drugs” di Rodrigo Duterte e dalla fuga di Ronald “Bato” dela Rosa, ex capo della polizia e braccio operativo dei massacri, per capire come un intero paese sia precipitato in una faida spietata. Ma soprattutto, analizziamo l'infrastruttura culturale che ha reso possibile questa normalizzazione del terrore: la musica.Dall'uso sistematico di jingle elettorali nei karaoke alle popstar trasformate in ingranaggi della macchina della propaganda, l'industria musicale mainstream filippina ha spesso fornito la colonna sonora perfetta per coprire il rumore delle esecuzioni. In risposta a questo silenzio complice, esploriamo i circuiti underground e i collettivi hip hop che hanno deciso di campionare i colpi di pistola e le statistiche dei tribunali, trasformando i loro beat nell'unico resoconto crudo e reale per le strade di Manila.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/ 📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  31. -8

    Mabel Matiz e la guerra culturale di Erdoğan

    In Turchia il cantante Mabel Matiz è stato assolto dall’accusa di oscenità per la canzone Perperişan. Ma il caso dice molto più di un singolo brano: racconta come il governo di Erdoğan usi la “famiglia” come arma politica, e come in Turchia il controllo culturale passi anche attraverso la musica pop, il linguaggio del desiderio e l’identità queer.In questo episodio partiamo da qui per capire cosa c’è dietro il processo a Mabel Matiz, perché la sua musica è diventata un bersaglio e cosa rivela questo caso sulla Turchia di oggi.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack.Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut...📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica.IG: @giovodust / @musicaemondo_news Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  32. -9

    Macron, Armenia, Kenya. La canzone giusta, le mani sporche

    Il 5 maggio 2026, a Yerevan, Emmanuel Macron prende il microfono e canta La Bohème di Charles Aznavour.Dietro la batteria c'è Nikol Pashinyan, primo ministro dell'Armenia. È l'ottavo vertice della Comunità Politica Europea, il primo mai ospitato sul suolo armeno. La Bohème non è una canzone qualsiasi. L'ha scritta Aznavour, figlio di armeni fuggiti dal genocidio ottomano, cresciuto a Parigi. È una canzone sulla nostalgia, su un mondo perduto. Cantarla a Yereva, significa una contraddizione enorme: l'Europa firma da anni accordi sul gas con l'Azerbaigian, lo stesso paese che nel 2023 ha svuotato il Karabakh di oltre centomila armeni. Nel frattempo in Kenya, il cantante Bien-Aimé Baraza finisce nella bufera per una foto con Macron durante una visita ufficiale. I suoi fan lo accusano di tradimento. Lui si difende. Ma la rabbia dice qualcosa di preciso. Musica,soft power, memoria, diaspora: fino a dove un gesto simbolico può coprire una contraddizione politica?🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut...📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica. #DiljitDosanjh #India #Coachella #Musica #Punjab Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  33. -10

    Diljit Dosanjh nel mirino: musica, politica e gang in India. MUSICA e MONDO S1 E1

    Diljit Dosanjh è la più grande star della musica punjabi al mondo.Ha suonato al Coachella, riempito stadi in Nord America, venduto tour da 27 milioni di dollari.La notte tra l'11 e il 12 maggio 2025, qualcuno ha sparato davanti alla casa del suo manager in Haryana, India. Sui social è comparso un messaggio firmato dalla gang di Lawrence Bishnoi: "è un avvertimento". Il governo del Punjab aggiunge un dettaglio preciso: Dosanjh aveva rifiutato di avvicinarsi al BJP, il partito di Narendra Modi. Oggi parliamo di Diljit Dosanjh, cos'è la "saffronizzazione" della cultura indiana, e perché portare un turban sikh su un palco internazionale è diventato un atto politico — anche senza volerlo.🎵 Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo su Substack. Iscriviti qui → https://giovopolvere.substack.com/?ut...📩 Ogni giorno un fatto del mondo raccontato attraverso la musica.#DiljitDosanjh #India #Coachella #Musica #Punjab Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo. 🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio 📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack.IG: @giovodust / @musicaemondo_news

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