EPISODE · Dec 16, 2025 · 18 MIN
Audio - «Gli uomini neri minacciano la democrazia in Croazia»
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di Maria PappiniDal ritorno dei simboli di Ante Pavelic alle manifestazioni antiserbe, dagli attacchi agli antifascisti croati al negazionismo sul campo di sterminio di Jasenovac, l’ambasciatore croato Drago Kraljević lancia l’allarme. Analizzando la comparsa in pubblico dei nuovi fascisti, spiega perché non si tratta di un fenomeno marginale di estremismo di destra, tipo CasaPound o Forza Nuova. E conclude dicendo che esaltare gli eredi di Ante Pavelic è uno schiaffo all’identità storica della Croazia.IN BREVEMinaccia costituzionale Per l’ex ambasciatore croato in Italia, Drago Kraljević, il ritorno pubblico di simboli ustascia in Croazia non è folklore estremista. È una minaccia diretta all’ordine costituzionale e all’identità antifascista dello Stato.Origini Stato croato La Repubblica di Croazia non discende dallo Stato fantoccio di Ante Pavelić, ma dall’ antifascismo. Tollerare saluti e icone ustascia significa negare il certificato di nascita dello Stato.Campo di battaglia della memoria Il negazionismo su Jasenovac e la relativizzazione dei crimini ustascia riaprono ferite storiche e alimentano tensioni interne e regionali, soprattutto nei rapporti con Serbia e Bosnia-Erzegovina.Ambiguità delle istituzioni Secondo Kraljević, l’ambiguità delle istituzioni favorisce l’estremismo. Le leggi esistono, ma senza volontà politica restano lettera morta davanti all’odio e alla violenza simbolicaAntifascismo fondamento democratico Per l’ambasciatore, l’antifascismo non è un’opzione ideologica, ma un fondamento costituzionale. Difenderlo significa preservare la coesione democratica e impedire la normalizzazione del totalitarismo.Maria Pappini Nata nel 1987, ha conseguito una laurea magistrale in Scienze del Governo presso l’Università di Torino e un master in Histoire des théories économiques et managériales in Lyon. Dopo più di dieci anni come account manager in diversi settori e attivista politica, nel 2023 decide di riprendere gli studi presso l’Università Statale di Milano frequentando il corso di Scienze Storiche. È autrice di una tesi magistrale sul conflitto tra serbi e albanesi in Kosovo.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
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di Maria PappiniDal ritorno dei simboli di Ante Pavelic alle manifestazioni antiserbe, dagli attacchi agli antifascisti croati al negazionismo sul campo di sterminio di Jasenovac, l’ambasciatore croato Drago Kraljević lancia l’allarme. Analizzando la comparsa in pubblico dei nuovi fascisti, spiega perché non si tratta di un fenomeno marginale di estremismo di destra, tipo CasaPound o Forza Nuova. E conclude dicendo che esaltare gli eredi di Ante Pavelic è uno schiaffo all’identità storica della Croazia.IN BREVEMinaccia costituzionale Per l’ex ambasciatore croato in Italia, Drago Kraljević, il ritorno pubblico di simboli ustascia in Croazia non è folklore estremista. È una minaccia diretta all’ordine costituzionale e all’identità antifascista dello Stato.Origini Stato croato La Repubblica di Croazia non discende dallo Stato fantoccio di Ante Pavelić, ma dall’ antifascismo. Tollerare saluti e icone ustascia significa negare il certificato di nascita dello Stato.Campo di battaglia della memoria Il negazionismo su Jasenovac e la relativizzazione dei crimini ustascia riaprono ferite storiche e alimentano tensioni interne e regionali, soprattutto nei rapporti con Serbia e Bosnia-Erzegovina.Ambiguità delle istituzioni Secondo Kraljević, l’ambiguità delle istituzioni favorisce l’estremismo. Le leggi esistono, ma senza volontà politica restano lettera morta davanti all’odio e alla violenza simbolicaAntifascismo fondamento democratico Per l’ambasciatore, l’antifascismo non è un’opzione ideologica, ma un fondamento costituzionale. Difenderlo significa preservare la coesione democratica e impedire la normalizzazione del totalitarismo.Maria Pappini Nata nel 1987, ha conseguito una laurea magistrale in Scienze del Governo presso l’Università di Torino e un master in Histoire des théories économiques et managériales in Lyon. Dopo più di dieci anni come account manager in diversi settori e attivista politica, nel 2023 decide di riprendere gli studi presso l’Università Statale di Milano frequentando il corso di Scienze Storiche. È autrice di una tesi magistrale sul conflitto tra serbi e albanesi in Kosovo.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
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