EPISODE · Mar 12, 2026 · 26 MIN
Carlo Altini "Thomas Hobbes. Elementi di legge naturale e politica"
from il posto delle parole · host livio partiti
Carlo Altini"Thomas Hobbes. Elementi di legge naturale e politica"Olschki Editorewww.olschki.itQuesta opera di Hobbes costituisce il primo laboratorio sistematico della sua filosofia. Lo scopo è chiaro: individuare un fondamento razionale per la conoscenza non solo della natura, ma anche della politica. Qui la lezione di Galileo fonda l’intera scena teorica: la dimensione materialistico-meccanicistica propria della nuova scienza naturale permea l’universo hobbesiano nella sua totalità, in polemica con Aristotele e la Scolastica, giungendo a delineare un quadro organico dei rapporti tra filosofia naturale e filosofia morale, tra scienza e politica, tra antropologia e psicologia che sarà decisivo per l’impalcatura del pensiero moderno.Thomas Hobbes (1588-1679) è uno dei più grandi pensatori dell’epoca moderna. Nato nel Wiltshire, nel sud-ovest dell’Inghilterra, compie i suoi studi a Oxford, ma non intraprende la carriera universitaria; grazie al suo ruolo di precettore presso la famiglia Cavendish ha comunque la possibilità di accedere a un patrimonio librario di prim’ordine e di compiere numerosi viaggi nel continente, entrando in contatto con importanti intellettuali dell’epoca, come Galilei, Descartes, Mersenne, Boyle, Spinoza, Bramhall e Wallis.L’opera che lo rende noto in tutta Europa come pensatore eterodosso è il De cive (1642), ma sarà il Leviathan, pubblicato nel 1651, a conferirgli l’immortalità.Sua massima aspirazione è la composizione di un sistema filosofico radicalmente antiaristotelico, in grado di tenere insieme teologia, filosofia prima, filosofia naturale, antropologia e filosofia civile: esso prenderà forma nel 1655 con il De corpore e, nel 1658, con il De homine, i quali, insieme al De cive, costituiscono i suoi Elementa philosophiae.“Archivio Thomas Hobbes. Testi e Studi” nasce con due intenti reciprocamente in dialogo. Il primo, di taglio storico-filosofico, mira a presentare una prospettiva critica e aggiornata sull’opera di Hobbes e sulla sua ricezione: in un’ottica di rigore scientifico, la collana ospita nuove traduzioni dei testi hobbesiani e dei suoi principali interpreti, corredate da un ampio apparato critico e bibliografico, con l’intento di offrire sia edizioni di saggi mai tradotti, sia nuove edizioni di opere già presenti in Italia, ma ormai datate e di difficile reperibilità. Il secondo intento, di matrice filosofico-politica, mira a individuare nel pensiero di Hobbes uno snodo fondamentale per la comprensione della modernità, dalle sue origini alla sua crisi, nei suoi vari aspetti metafisici, scientifici, antropologici, religiosi e politici. L’intreccio tra le due prospettive produce un contributo di riflessione storico-critica in grado di illuminare alcuni caratteri della nostra contemporaneità – dalle relazioni di potere nello spazio globale al ruolo dell’umano nell’era del digitale – sulla cui interpretazione possono avere ancora presa, per similitudine o per differenza, le categorie filosofiche moderne, notevolmente modellate da Hobbes.Carlo Altini è professore ordinario di Storia della filosofia nell’Università di Modena e Reggio Emilia, direttore del Convegno nazionale dei dottorati di ricerca in filosofia e componente della direzione della rivista «Filosofia politica». Nelle sue ricerche si è occupato delle origini, degli sviluppi e della crisi della modernità filosofica e politica, ricostruendo la storia e la teoria di alcuni concetti (progresso, utopia, democrazia, sovranità, potenza/potere, guerra/pace) e analizzando il contributo di alcuni pensatori moderni e contemporanei (tra cui Machiavelli, Hobbes, Harrington, Spinoza, Clausewitz, Carl Schmitt, Karl Löwith, Gershom Scholem e Leo Strauss, di cui è uno dei maggiori specialisti a livello internazionale).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Carlo Altini"Thomas Hobbes. Elementi di legge naturale e politica"Olschki Editorewww.olschki.itQuesta opera di Hobbes costituisce il primo laboratorio sistematico della sua filosofia. Lo scopo è chiaro: individuare un fondamento razionale per la conoscenza non solo della natura, ma anche della politica. Qui la lezione di Galileo fonda l’intera scena teorica: la dimensione materialistico-meccanicistica propria della nuova scienza naturale permea l’universo hobbesiano nella sua totalità, in polemica con Aristotele e la Scolastica, giungendo a delineare un quadro organico dei rapporti tra filosofia naturale e filosofia morale, tra scienza e politica, tra antropologia e psicologia che sarà decisivo per l’impalcatura del pensiero moderno.Thomas Hobbes (1588-1679) è uno dei più grandi pensatori dell’epoca moderna. Nato nel Wiltshire, nel sud-ovest dell’Inghilterra, compie i suoi studi a Oxford, ma non intraprende la carriera universitaria; grazie al suo ruolo di precettore presso la famiglia Cavendish ha comunque la possibilità di accedere a un patrimonio librario di prim’ordine e di compiere numerosi viaggi nel continente, entrando in contatto con importanti intellettuali dell’epoca, come Galilei, Descartes, Mersenne, Boyle, Spinoza, Bramhall e Wallis.L’opera che lo rende noto in tutta Europa come pensatore eterodosso è il De cive (1642), ma sarà il Leviathan, pubblicato nel 1651, a conferirgli l’immortalità.Sua massima aspirazione è la composizione di un sistema filosofico radicalmente antiaristotelico, in grado di tenere insieme teologia, filosofia prima, filosofia naturale, antropologia e filosofia civile: esso prenderà forma nel 1655 con il De corpore e, nel 1658, con il De homine, i quali, insieme al De cive, costituiscono i suoi Elementa philosophiae.“Archivio Thomas Hobbes. Testi e Studi” nasce con due intenti reciprocamente in dialogo. Il primo, di taglio storico-filosofico, mira a presentare una prospettiva critica e aggiornata sull’opera di Hobbes e sulla sua ricezione: in un’ottica di rigore scientifico, la collana ospita nuove traduzioni dei testi hobbesiani e dei suoi principali interpreti, corredate da un ampio apparato critico e bibliografico, con l’intento di offrire sia edizioni di saggi mai tradotti, sia nuove edizioni di opere già presenti in Italia, ma ormai datate e di difficile reperibilità. Il secondo intento, di matrice filosofico-politica, mira a individuare nel pensiero di Hobbes uno snodo fondamentale per la comprensione della modernità, dalle sue origini alla sua crisi, nei suoi vari aspetti metafisici, scientifici, antropologici, religiosi e politici. L’intreccio tra le due prospettive produce un contributo di riflessione storico-critica in grado di illuminare alcuni caratteri della nostra contemporaneità – dalle relazioni di potere nello spazio globale al ruolo dell’umano nell’era del digitale – sulla cui interpretazione possono avere ancora presa, per similitudine o per differenza, le categorie filosofiche moderne, notevolmente modellate da Hobbes.Carlo Altini è professore ordinario di Storia della filosofia nell’Università di Modena e Reggio Emilia, direttore del Convegno nazionale dei dottorati di ricerca in filosofia e componente della direzione della rivista «Filosofia politica». Nelle sue ricerche si è occupato delle origini, degli sviluppi e della crisi della modernità filosofica e politica, ricostruendo la storia e la teoria di alcuni concetti (progresso, utopia, democrazia, sovranità, potenza/potere, guerra/pace) e analizzando il contributo di alcuni pensatori moderni e contemporanei (tra cui Machiavelli, Hobbes, Harrington, Spinoza, Clausewitz, Carl Schmitt, Karl Löwith, Gershom Scholem e Leo Strauss, di cui è uno dei maggiori specialisti a livello internazionale).Diventa un supporter di questo podcast: <a...
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