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il posto delle parole

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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    Monica Pareschi "Ragazze squattrinate" Muriel Spark

    Monica Pareschi"Ragazze squattrinate"Muriel SparkAdelphiwww.adelphi.itChiudere in una residenza edoardiana che ha visto tempi migliori un gruppo di ragazze smaniose di tuffarsi nelle delizie e nelle trappole della vita adulta in una metropoli appena uscita dalla guerra, documentarne le infatuazioni, gli eccessi, le goffaggini, le piccole e grandi défaillance: parrebbero i solidi presupposti di una commedia brillante. È quanto promette, sulle prime, questo romanzo, che diventa tuttavia ben di più e ben altro nelle mani di una scrittrice che ha fatto della commistione di toni e del depistaggio il suo marchio di fabbrica. In una Londra metafisica e postbellica, segnata dalle bombe e dai razionamenti non meno che dai fremiti che si accompagnano alle prospettive di pace, le giovani donne del May of Teck, benemerita fondazione per lavoratrici sotto i trent’anni, si scambiano cioccolato e crema idratante, bollini della tessera annonaria e confidenze sugli amori in corso o solo fantasticati, e un unico vestito davvero elegante, mentre giungono gli echi delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Saranno questi, insieme ad altri indizi più vicini, reali e letterari, a suggerire la presenza di forze oscure in agguato e a farci presagire l’evento atroce e insondabile che segnerà la loro vita e quella di chi gravita intorno a loro. Un ticchettio minaccioso, come di una bomba pronta a esplodere, che risuona fin dalle prime pagine di un romanzo che è esso stesso un ordigno esplosivo raffinato e spiazzante.Muriel Spark (Edimburgo, 1918 – Firenze, 2006) è stata una delle voci più originali e taglienti della letteratura britannica del Novecento. Nata da padre ebreo e madre cristiana, dopo gli studi si trasferì per alcuni anni in Rhodesia, per poi tornare in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, quando lavorò per i servizi segreti britannici. Nel dopoguerra si dedicò alla poesia e alla critica letteraria, diventando redattrice del Poetry Review; nel 1954 si convertì al cattolicesimo, passaggio che considerò decisivo per la propria vocazione di romanziera.Esordì nella narrativa con The Comforters (1957) e raggiunse la fama internazionale con The Prime of Miss Jean Brodie (1961, La ragazza di talento), da cui fu tratto anche un celebre film. Tra le altre opere principali: Memento Mori (1959), The Girls of Slender Means (1963), The Mandelbaum Gate (1965, premiato con il James Tait Black Memorial Prize), The Public Image (1968) e The Driver's Seat (1970). Il suo stile, ironico e spiazzante, unisce precisione formale e un gusto quasi crudele per il paradosso morale.Visse a lungo a New York e poi a Roma, dove nel 1968 conobbe l'artista Penelope Jardine: insieme si stabilirono infine in Toscana, a Civitella in Val di Chiana. Fu insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui l'Ingersoll Foundation T.S. Eliot Award (1992) e il David Cohen British Literature Prize (1997); nel 1993 fu nominata Dama Comandante dell'Impero Britannico.Monica Pareschi vive a Milano e da oltre vent'anni traduce autori di lingua inglese: tra gli altri Charlotte Brontë, Edith Wharton, Doris Lessing, Willa Cather, J.G. Ballard, Bernard Malamud, Shirley Jackson, Paul Auster, Alice McDermott, Hisham Matar, Mark Haddon, Muriel Spark e, più di recente, Claire Keegan, Christopher Isherwood, Tom Crewe, Ken Greenhall ed Emma Cline.Nel 2020 ha vinto il Premio Gregor von Rezzori per la traduzione di Cime tempestose di Emily Brontë (Einaudi, 2019); nel 2023 il Premio Fondazione Capalbio per la traduzione di Piccole cose da nulla di Claire Keegan. Insegna traduzione letteraria all'Università Cattolica di Brescia e lavora come editor freelance.È autrice di È di vetro quest'aria (Italic, 2014, Premio Renato Fucini) e della raccolta di racconti Inverness (Polidoro, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Maria Luisa Frisa "After. Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985"

    Maria Luisa Frisa"After. Un percorso di lavoro"Fendi / Karl Lagerfeld 1985Fino al 25 ottobre 2026 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, la mostra che rilegge e riporta in vita l'esposizione inaugurata nello stesso museo il 5 ottobre 1985, allora voluta da Karl Lagerfeld per celebrare i primi vent'anni del suo sodalizio con Fendi.Il progetto, promosso da Fendi in occasione dei cento anni della maison, è ideato da Maria Grazia Chiuri e curato da Maria Luisa Frisa. L'inaugurazione, il 9 luglio, ha coinciso con la sfilata Fendi Couture ospitata nelle sale della Galleria dedicate al Novecento.La mostra segue il più fedelmente possibile la struttura narrativa concepita da Lagerfeld quarant'anni fa, articolata nelle sezioni Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer: un percorso che non racconta l'abito finito, ma il processo che lo precede, tra schizzi, prove, ripetizioni e ossessioni creative.In sala tornano oggetti e documenti originali dall'archivio Fendi e da quello storico della Galleria — modelli in carta, tele preparatorie, cartelle di campionari, disegni — sostituiti solo dove mancanti da riproduzioni fedeli. Chiude il percorso una selezione dell'ampia rassegna stampa del 1985, occasione per riflettere su come sia cambiato, in quarant'anni, il modo in cui i musei italiani raccontano la moda.Riproporre una mostra che ha fatto epoca significa indagare la storia della moda e farla rivivere attraverso una ricontestualizzazione critica, ha spiegato la curatrice Maria Luisa Frisa: il titolo After segnala proprio questo doppio movimento, tra ciò che è stato e ciò che, da quella storia, può ancora nascere.Informazioni pratiche Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Viale delle Belle Arti 131, Roma 10 luglio – 25 ottobre 2026, da martedì a domenica ore 9:00–19:00, lunedì chiuso Ingresso incluso nel biglietto della GalleriaMaria Luisa Frisa è nata a Venezia e si è formata a Firenze, dove si è laureata in Storia dell'arte. Negli anni Ottanta fonda con Stefano Tonchi la rivista Westuff, cronaca della scena underground fiorentina tra moda, teatro d'avanguardia e voglia di uscire dalla provincia. Nel 1987 Giorgio Armani la chiama a occuparsi del progetto Emporio Armani Magazine e della comunicazione dell'immagine del marchio.Dal 2005 è professoressa ordinaria allo IUAV di Venezia, dove ha fondato e diretto il corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali. Teorica e curatrice, è stata presidente di AISM (Associazione Italiana Studi di Moda) e ha diretto la collana Moda per Marsilio, curando numerose mostre e i relativi cataloghi. È autrice di Le forme della moda (il Mulino) e curatrice di I racconti della moda (Einaudi, 2024). Cura oggi After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Daniele Balicco "Ultima lezione: XX secolo" Daniel Link

    Daniele Balicco"Ultima lezione: XX secolo"a cura di Giuseppe Episcopotraduzione dallo spagnolo di Camilla CattarullaCronopio Edizioniwww.shopcronopio.itChe cosa significa insegnare il Novecento quando il Novecento sembra finito, ma continua a tornare sotto nuove forme? In questa Ultima lezione, Daniel Link trasforma il congedo da una lunga esperienza didattica in un intenso gesto critico e autobiografico: nessun nostalgico commiato, ma una presa di posizione sul presente.Attraversando letteratura, filosofia, filologia, politica, cultura di massa, tecnologie digitali e crisi dell'umanesimo, Link interroga, insieme, il senso stesso delle discipline umanistiche nell'epoca dell'intelligenza artificiale, dei nuovi fascismi, della disgregazione del legame comune e il significato della lettura come pratica collettiva e dissidente. Questo libro è una dichiarazione di metodo e una forma di resistenza. è anche un invito a riconoscerci, ancora, come “la specie che vive nei testi e grazie ai testi”  Daniel Link è scrittore, saggista e una delle voci più radicali della critica argentina contemporanea. Ha insegnato Letteratura del XX secolo all'Università di Buenos Aires. Ha curato edizioni fondamentali di Rodolfo Walsh e Rubén Darío. Tra i suoi libri più importanti: Suturas. Imágenes, escritura, vida, La lógica de Copi e, nella traduzione francese pubblicata da Gallimard, Autobiographie d'un lecteur argentin.Daniele Balicco è professore associato di Letterature comparate all'Università Roma Tre, dove insegna Teoria e critica della letteratura e delle arti visive, teoria del capitalismo e psicanalisi. Dal 2016 al 2018 ha insegnato all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi ed è membro del direttivo scientifico del Centro Studi "Franco Fortini" di Siena. Tra i suoi libri: Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico (Manifestolibri, 2007), Nietzsche a Wall Street. Letteratura, teoria e capitalismo (Quodlibet, 2018), Umanesimo e tecnologia. Il laboratorio Olivetti (Quodlibet, 2021) e, da poco, Franco Fortini, Del copywriting come genere letterario. Gli anni all'Olivetti (Quodlibet, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  4. 997

    Francesco Occhetta "Il filo nascosto"

    Francesco Occhetta, Davide Maggi"Il filo nascosto"Cinque princìpi per un mondo più umanoBUR Rizzoliwww.rizzolilibri.it“La terra è di tutti, non solo dei ricchi, dunque quando aiuti il povero tu restituisci il dovuto, non elargisci un tuo dono.” Queste le parole ardenti di sant’Ambrogio che il Cardinale Gianfranco Ravasi ci ricorda nella sua prefazione, e che inquadrano perfettamente il motivo profondo di questo libro. Perché nel tempo della tecnica e della IA, della crisi dei legami e della democrazia, abbiamo tutti la responsabilità di ricostruire ciò che è umano, oggi. In questo orizzonte i cinque principi della Dottrina sociale della Chiesa – dignità della persona, bene comune, sussidiarietà, solidarietà e destinazione universale dei beni – emergono come una bussola per orientare la coscienza personale e sociale dei popoli e promuovere pensiero, comportamenti, riforme e leggi. Cucendo un “filo nascosto” tra le prassi e le metriche di questi principi e le storie di vita di coloro che hanno cercato di metterli in pratica (dal primo presidente della Repubblica Ceca Václav Havel a Nelson Mandela, dalla partigiana e politica Tina Anselmi al presbitero Luigi Sturzo, all’imprenditore Adriano Olivetti e altri), gli autori svelano la strada sulla quale università e imprese, amministrazioni pubbliche e Terzo settore, corpi sociali e realtà ecclesiali possono – e devono – camminare insieme. Per generare scelte, politiche e stili di vita a difesa della dignità umana.Francesco Occhetta, gesuita, è segretario generale della Fondazione vaticana Fratelli tutti e docente alla Pontificia Università Gregoriana. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Milano, ha conseguito la licenza in Teologia morale a Madrid, il dottorato in Teologia morale a Roma e una specializzazione in Diritti umani a Padova. Giornalista dal 2000, scrittore dal 2008 al 2020 della rivista La Civiltà Cattolica, ha creato la Fondazione «Comunità di Connessioni» per formare le giovani generazioni all'impegno sociale e politico.Davide Maggi è economista e commercialista, docente di Economia alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. È presidente della Fondazione Comunità Novarese ed è autore, insieme a Francesco Occhetta, del libro "Il filo nascosto. Cinque principi per un mondo più umano" (Bur Rizzoli), con prefazione del cardinale Gianfranco Ravasi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Angelo Angelastro "Il doppio arcano"

    Angelo Angelastro"Il doppio arcano"Passigli Editoriwww.passiglieditori.itNel quarto centenario della morte, una commissione di esperti annuncia il ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio nel cimitero di Porto Ercole, ponendo fine a secoli di incertezze sul destino del grande pittore. Giornalisti da tutto il mondo accorrono alla conferenza stampa per seguire l’eccezionale evento, ma all’esaltazione generale non partecipa Morgan Van Dijk, l’inviato del quotidiano olandese «Dagblad», che coglie molte contraddizioni nel resoconto ufficiale. Il suo ironico corsivo e l’inchiesta personale che decide di portare avanti contro il parere della sua testata suscitano sdegno fra quanti rivendicano il merito della scoperta, e in breve tempo la sua vita si trova coinvolta in un vortice di intimidazioni e minacce. Come se non bastasse, l’impatto con le opere più trasgressive e la storia maledetta di Caravaggio finisce per minare l’equilibrio personale di Van Dijk, il quale arriva a scoprire verità nascoste che non aveva mai avuto il coraggio di indagare…A chi nuoce che venga alla luce la vera fine del pittore lombardo? Chi è il misterioso individuo che fa spiare ogni mossa del giornalista ostacolandone le ricerche? Con questa sua ultima pubblicazione, Angelo Angelastro ci offre non solo un thriller di grande impatto che tiene con il fiato sospeso sino all’ultima pagina, ma anche la prova che la storia del nostro Paese non smette mai di affascinare e suscitare interrogativi anche a distanza di secoli. Giornalista a ventun anni nella redazione pugliese de «l’Unità», Angelo Angelastro ha lavorato in Rai dal 1977, dedicandosi alle cronache della cultura e dello spettacolo. Nel 1994 approda al Tg1, testata per la quale ha svolto le funzioni di inviato in Italia e all’estero, intervistando i grandi protagonisti della musica, della letteratura, del cinema e del teatro. Nominato caporedattore, ha diretto dal 2001 al 2007 la “Redazione Società” del primo telegiornale italiano. Oltre ad aver curato molti Speciali ha ideato due Rubriche: “Tg1 Incontri” e “Tg1 Persone”.Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Mon-di miei” (Bolis, 2013), “Il bel tempo di Tripoli” (E/O, 2015) e “Le ultime tarantate” (Congedo, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  6. 995

    Fernanda Rossini "Flannery O'Connor. Diari"

    Fernanda Rossini"Diari"Matematica avanzata e Diario di preghiera.Flannery O'ConnorEdizioni Areswww.edizioniares.itPrefazione di Benedetta CentovalliTraduzione di Fernanda Rossini e Alessandro Matone«Voglio vivere – non funzionare». Sono diari di lotta, come li definisce Benedetta Centovalli nella sua Prefazione, i due quaderni che Flannery O’Connor tiene durante gli anni di studio prima a Milledgeville poi a Iowa City e che sono riuniti per la prima volta in questa edizione a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone.Il primo quaderno, pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 e finora inedito in Italia, corre lungo quaranta giorni, tra dicembre 1943 e febbraio 1944, e si intitola Higher Mathematics. Due anni separano questo primo diario da A Prayer Journal sulla cui copertina campeggiano le due date “Gennaio 1946 – Settembre 1947”.In questi diari la “lotta” di Flannery O’Connor si esprime in un dialogo libero e serrato con Dio in cui dalle vicende normali della quotidianità emergono desideri, delusioni e mortificazioni, la volontà di far coincidere il suo essere cattolica e artista, e una tensione all’infinito che il limite della vita insieme sconfessa ed esalta.E proprio nel senso della dipendenza da Dio e nella consapevolezza che la sua vita fa parte di un disegno più grande, il suo essere scrittrice trova significato e bellezza: «Caro Dio, voglio scrivere un romanzo, un buon romanzo».Flannery O’Connor (1925-1964) cresce tra Savannah e Milledgeville, in Georgia. In contatto con alcune delle figure letterarie più importanti del Novecento, la sua vocazione artistica, che si manifesta con sorprendente precocità, matura nel corso di scrittura creativa alla University of Iowa. Il 1952 è l’anno in cui esordisce con il suo primo romanzo Wise Blood (La saggezza nel sangue) e in cui le viene diagnosticato il lupus, una malattia che eredita dal padre. La sua carriera letteraria prende rapidamente il volo grazie ai racconti raccolti nel 1955 in A Good Man Is Hard to Find and Other Stories (Un brav’uomo è difficile da trovare ed altre storie). La seconda raccolta di racconti sarà pubblicata postuma nel 1965 con il titolo Everything That Rises Must Converge (Punto Omega); mentre il suo secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti), è pubblicato nel 1960. L’edizione dei suoi Collected Works vince il National Book Award (1972) e nel 1979 esce il film Wise Blood diretto da John Huston e tratto dall’omonimo romanzo. Oggi Flannery O’Connor è considerata una delle più grandi scrittrici americane del Novecento. In catalogo Ares anche Flannery O’Connor. Vita, opere, incontri di Fernanda Rossini, con un invito alla lettura di Daniele Mencarelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  7. 994

    Sara Due Torri "Casa d'acqua Casa di pietra"

    Sara Due Torri"Casa d'acqua Casa di pietra"Storia quasi vera del lago di PontechianaleIllustrazioni di Carola ZerboneFusta Editorewww.fustaeditore.itCasa d’acqua, casa di pietra è un albo illustrato che racconta una storia vera: il borgo di Chiesa, in alta Val Varaita, sommerso negli anni Quaranta dalle acque della diga di Pontechianale. La vicenda corre su due voci che si intrecciano: Stelo, una bambina che vede arrivare dalla città il «Progresso» – la diga, l’energia, le case da abbandonare – e Samu, una giovane trota che esplora il lago e finisce per nuotare tra le case sommerse. Sullo sfondo la guerra, l’emigrazione, l’intera comunità che trasloca portandosi dietro mobili, ricordi e perfino i propri morti. Un paese che sparisce sott’acqua e una bambina che, dal tetto della casa nuova, ritrova il padre e guarda il lago: una perdita che diventa bellezzaSara Due Torri, nasce a Genova, laureata in Antropologia ed Etnologia all’Università di Siena, è docente di Scuola Secondaria. Autrice, regista e coreografa, lavora da anni nel teatro e nella danza: crea e conduce rassegne di spettacoli, laboratori e incontri di lettura per bambinə e adolescenti. Nel 2018 capita per caso a Pontechianale: da allora la Val Varaita è la sua seconda casa. Casa d’Acqua Casa di Pietra è il suo primo libro.Carola Zerbone (1983) è un'illustratrice genovese. La sua opera spazia dal disegno editoriale alla pittura murale e tessile. Ha pubblicato per editori italiani e stranieri: Mondadori, Assimil, KairosDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  8. 993

    Stefano De Martino "Troia, l'eterna illusione"

    Stefano De Martino"Troia, l'eterna illusione"Edizioni del Mulinowww.mulino.itTerra di re, eroi e dei. Tra realtà e leggenda, gloria e inganno, il racconto di una città che non ha mai smesso di bruciare. Troia non è soltanto un luogo del passato: è un ponte tra storia e mito, un simbolo universale capace di attraversare i millenni e di rinnovare il proprio potere evocativo. Queste pagine accompagnano il lettore in un viaggio suggestivo articolato in tre tappe – la scoperta, la città, la memoria – con l’intento di restituire vita, tra verità archeologica e immaginario collettivo, a una delle vicende più affascinanti del mondo antico. Con Heinrich Schliemann ci addentreremo tra le rovine e i tesori che egli riportò alla luce, rivivendo l’entusiasmo della scoperta ma anche le ombre di una controversia ormai leggendaria con il governo ottomano. Ci spingeremo poi nel cuore della città, per indagare chi fossero i troiani e come si svolgesse la loro vita quotidiana, dalle origini nel III millennio a.C. fino all’età classica. Infine, seguiremo le tracce della memoria di Troia attraverso i secoli, da Omero ad Alessandro Magno fino ad Atatürk, senza tralasciare le moderne rappresentazioni cinematografiche che continuano a farne un’icona senza tempo.Stefano de Martino è presidente del Centro ricerche archeologiche e scavi per il Medio Oriente e l’Asia di Torino, e già docente di Ittitologia nell’Ateneo torinese. Tra i suoi saggi: «Micenei e Ittiti» (con L. Godart, Einaudi, 2025), «La civiltà degli Ittiti» (Carocci, 2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  9. 992

    Paolo Gamberini "Il post-teismo è ancora cristiano?"

    Paolo Gamberini"Il post-teismo è ancora cristiano?"Editrice Morcellianawww.morcelliana.netDi fronte alla secolarizzazione e alle recenti scoperte scientifiche, il cristianesimo attraversa una crisi di credibilità. L’idea di un Dio personale, separato dal mondo, che pianifica il corso della storia e interviene arbitrariamente nella creazione, è per molti difficilmente conciliabile con la cosmologia e la fisica quantistica, che descrivono l’universo come esito di processi evolutivi e la realtà come struttura di relazioni. Per dialogare con la modernità, la fede ha bisogno di linguaggi e paradigmi nuovi, radicati nella tradizione ma aperti al confronto con la scienza. Il post-teismo propone un’immagine di Dio come forza creativa che permea la realtà, l’evoluzione della natura e la storia degli uomini: tutto il mondo è in Dio, ma Dio non si esaurisce nel mondo. La questione se il post-teismo possa ancora dirsi cristiano dipende da come si definisce l’essenza del cristianesimo, in continuo cambiamento e capace, nel corso dei secoli, di ripensarsi senza tradire il cuore del proprio messaggio: Dio si svuota della sua divinità per incarnarsi nell’uomo e così rendere l’uomo e il mondo simili a sé.Paolo Gamberini, professore straordinario presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, ha insegnato a lungo negli Stati Uniti, a Berkeley, Chicago, Boston, San Francisco e Philadelphia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Deus duepuntozero. Ripensare la fede nel post-teismo (Gabrielli, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  10. 991

    Mario Bozzo "Premio per la Cultura Mediterranea"

    Mario BozzoPremio per la Cultura MediterraneaFondazione CaricalIl Premio per la Cultura Mediterranea compie vent'anni. Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, il riconoscimento è nato per valorizzare studiosi, giornalisti, scrittori, poeti e traduttori che con il loro lavoro contribuiscono ad approfondire la conoscenza delle diverse espressioni culturali del Mediterraneo, anche nelle loro implicazioni più attuali. In due decenni si è affermato come uno dei più autorevoli osservatori multidisciplinari dedicati al Mare Nostrum e alle sue trasformazioni sociali e geopolitiche.La XX edizione, quella del ventennale, è dedicata al tema dell'intelligenza artificiale. Le terne finaliste sono state annunciate lo scorso giugno a Matera, nell'ambito dell'evento "Un mare di musica. Un racconto del Mediterraneo". A selezionarle è stata una giuria internazionale presieduta da Mario Bozzo e composta da Felicita Cinnante, Arnaldo Colasanti, Paolo Collo, Shahrzad Houshmand Zadeh, Martine Van Geertruijden, José Manuel Martín Morán, Karima Moual e Ayse Saracgil.I finalisti della XX edizioneSocietà Civile: Oscar Camps, fondatore della Ong Proactiva Open Arms; Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise; Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.Scienze dell'Uomo: Massimo Cacciari, filosofo e saggista; Antonella Fioravanti, biologa molecolare; Marina Valensise, scrittrice e consigliera delegata della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico.Cultura dell'Informazione: Milena Gabanelli, giornalista, autrice e conduttrice televisiva; Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica; Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal.Traduzione: Liljana Cuka Maksuti (lingua albanese); Yasmina Mélaouah (lingua francese); Elvira Mujčić (lingue bosniaca, croata e serba).Narrativa: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Feltrinelli); Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo); La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore).Narrativa Giovani: La grande sete di Erica Cassano (Garzanti); Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli); Bellagio di Monica Savaresi (Feltrinelli). Il vincitore sarà scelto da una giuria di oltre 300 studenti e studentesse delle scuole superiori.A questi si aggiunge il Premio Speciale della Fondazione Carical, riservato ogni anno a una personalità di rilievo internazionale originaria della Calabria o della Basilicata, che sarà annunciato in seguito.La giuria ha inoltre assegnato un Premio Speciale a Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese nata nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, per il volume Il mio cuore libero, la forza di una madre (Garzanti).La cerimonia di premiazione si terrà il 16 ottobre al Teatro "Alfonso Rendano" di Cosenza. Nelle scorse edizioni il riconoscimento è stato assegnato, tra gli altri, ad Amos Oz, David Grossman, Enzo Bianchi, Andrea Riccardi, Gustavo Zagrebelsky, Domenico Starnone, Mathias Énard, Gianni Amelio, Salvatore Settis, Alberto Angela, Andrea Purgatori, 'Ala' al-Aswani, Ismail Kadare, Luciano Canfora, Aldo Cazzullo, Lucia Goracci, Francesca Mannocchi e Luis García Montero.Mario Bozzo è il fondatore e presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, che guida dal 1996 anche come presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania (Fondazione Carical). Ha alle spalle una lunga carriera nel settore bancario, iniziata come amministratore della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania nel 1988 e proseguita come vicepresidente dell'istituto.Alla guida della Fondazione Carical ha promosso numerose iniziative culturali e sociali rivolte al territorio calabrese e lucano, tra cui progetti di sostegno alla lettura tra i giovani nelle scuole della regione. Per l'impegno a favore della ricerca oncologica sostenuta dalla Fondazione ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il premio "Airc – Credere nella ricerca"; è stato inoltre insignito della "Melagrana d'Argento" della città di Cosenza.Sotto la sua presidenza, il Premio per la Cultura Mediterranea ha nel tempo ospitato e premiato figure come Amos Oz, David Grossman, Ismail Kadare e Salvatore Settis, affermandosi come punto di riferimento per il dialogo culturale tra le due sponde del Mediterraneo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  11. 990

    Isabella Guanzini "Essere all'ascolto"

    Isabella Guanzini"Essere all'ascolto"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itL’egemonia dello sguardo ha a lungo modellato il nostro modo di pensare, privilegiando immagini, visioni e trasparenze come metafore della conoscenza. Lunedì 27 luglio alle ore 21:00, a Seniga (BS), presso Palazzo Ferrante (Villa Zani), in via Umberto I n. 2, Isabella Guanzini terrà la lectio magistralis Essere all’ascolto, una riflessione sul primato dell’udito e dell’esperienza sonora nella formazione dell’umano, dove l’ascolto si rivela come forma originaria di apertura, ricezione e relazione con l’altro. In caso di maltempo l’incontro si terrà presso Oratorio di S. Apollonio, via Umberto I n. 2, Seniga (BS).La nostra cultura appare da tempo segnata dall’egemonia dello sguardo. Non è un caso che il linguaggio occidentale privilegi metafore visive: “avere un punto di vista”, “mettere a fuoco”, “vedere chiaro”, “illuminare un problema”, oppure parlare di una “visione del mondo”. Anche la conoscenza viene spesso descritta nei termini della luce e della visibilità, nel senso di un sapere che rischiara e rende trasparente la realtà. Eppure, la nostra esistenza è immersa in un incessante paesaggio sonoro: non ancora venuto al mondo, prima ancora di vedere, l’essere umano è raggiunto da voci, battiti, ritmi, tonalità e silenzi. La voce dell’altro precede l’immagine e lascia tracce profonde nell’inconscio e nella memoria corporea. Siamo fin dall’inizio esseri all’ascolto, con l’orecchio teso, abitanti ricettivi di un universo sonoro che ci precede, ci attraversa e ancora ci attende.È possibile considerare il nostro rapporto con il mondo dal punto di vista dell’ascolto? Ha senso iniziare ad accostare le cose a partire dal loro timbro, dalla loro voce, dal loro specifico “colore sonoro”? Interrogare questa gerarchia dei sensi, mostrando come l’ascolto costituisca una delle esperienze fondamentali della relazione con l’altro e con il mondo, significa pensare il nostro essere come capace non solo di visione, ma anche di accoglienza, risonanza ed esposizione. L’occhio infatti afferra, ma l’orecchio riceve. In un’epoca affollata di schermi e saturata da immagini, tornare all’ascolto significa forse recuperare una diversa forma di porosità e presenza al mondo, sensibile alle sue vibrazioni e al richiamo di altri sensi. Isabella GuanziniNata a Cremona, è filosofa e teologa. Laureata in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano, Guanzini ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Research Platform Religion and Transformation in Contemporary Society dell'Università di Vienna e il dottorato in Studi umanistici presso il Dipartimento di Scienze storiche e religiose dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2019 è professore ordinario di Teologia fondamentale all’Università di Linz (KU Linz) e docente di Storia della Filosofia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano.Tra i suoi scritti: Lo spirito è un osso. Postmodernità, materialismo e teologia in Slavoj Zizek, Cittadella 2010; L'origine e l'inizio. Hans Urs von Balthasar e Massimo Cacciari, ETS 2012; Il giovane Hegel e Paolo. L'amore fra politica e messianismo, Vita e Pensiero 2013; Il neognosticismo. I semi teologici di Francesco, San Paolo Edizoni 2019; Desiderare, (con D. Galimberti), Cittadella 2022. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile (2017, nuova ed. 2025), tradotto in tedesco e in spagnolo, e Filosofia della gioia. Una cura per le malinconie del presente 2022. In uscita: Il segreto dell’altro, Vita e Pensiero 2026.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Martina Micciché "Sorellanza"

    Martina Micciché"Sorellanza"Femminismo e antispecismoil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comSorellanza nasce da una domanda scomoda: e se le oppressioni che viviamo non fossero separate, ma parti di un’unica logica di dominio? Quali legami possono nascere tra vite oppresse?Nei capannoni alle periferie delle nostre città, animali senza nome escono trasformati in carne. Tra le mura domestiche, violenze silenziose culminano in femminicidi. In ogni angolo del pianeta, scelte politiche ed economiche producono devastazione e diseguaglianza. Fenomeni diversi, stesso paradigma: c’è chi vive e chi è sacrificabile. Il punto di contatto è la disumanizzazione – delle identità femminili, queer o razzializzate – spesso descritta con il lessico riservato agli animali. Non si tratta di una metafora, ma di un sistema.In questo manifesto transfemminista e antispecista, Martina Miccichè costruisce una teoria radicale a partire dalla sofferenza e dalla resistenza. Percorre i luoghi della costrizione – allevamenti, zoo, prigioni – e li attraversa con dati e testimonianze. Ma va oltre: mostra soggettività umane e non umane capaci di lottare insieme, dentro collettivi e rifugi in cui praticare un’alleanza più che umana.Sorellanza è un invito a restituire a ciascuna vita un’esistenza piena e senza compromessi. Perché, se non condivisa, la libertà rimane un nome senza corpo.Martina Miccichè (Milano, Comasina, 1992) è giornalista, scienziata politica, fotoreporter e attivista. Scrive di diseguaglianze, crisi climatica e trans‐femminismo per diverse testate. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Femminismo di periferia (2024) e Realismo patriarcale (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Angelo Musso "Ascendente"

    Angelo Musso"Ascendente"Destino, libero arbitrio, psicologia degli archetipiEdizioni Nisrochwww.edizioninisroch.itL’astrologia può essere letta non solo come pratica divinatoria, ma come linguaggio simbolico capace di mettere in relazione esperienza umana, immagini archetipiche e ricerca di senso. In questo volume, Angelo Musso dedica la propria indagine all’Ascendente zodiacale, interpretato come una delle chiavi più significative per comprendere la struttura profonda della personalità.Lontano da una visione rigidamente deterministica, Ascendente considera i segni zodiacali non come forze esterne che dominano l’uomo, ma come immagini interiorizzate, capaci di agire sull’inconscio e di influenzare il modo in cui ciascuno interpreta eventi, relazioni e scelte fondamentali. Attraverso lo studio del segno solare e dell’Ascendente, il lettore viene guidato in un percorso di consapevolezza psicologica e spirituale, orientato alla comprensione delle proprie potenzialità, dei propri limiti e delle proprie risorse interiori.Il libro attraversa le basi dell’astrologia, il significato dell’oroscopo, dello zodiaco, delle case astrologiche e del grafico di nascita; approfondisce poi il rapporto tra Ascendente, destino, libero arbitrio, identità e psicologia. Ampio spazio è dedicato ai dodici Ascendenti, al rapporto con il Discendente e alle 144 combinazioni tra segno zodiacale di nascita e Ascendente. In appendice sono presenti anche tavole semplificate per il calcolo dell’Ascendente.Ne emerge una possibile psicologia degli archetipi astrologici, nella quale destino e libero arbitrio non si oppongono rigidamente, ma si incontrano nel processo di conoscenza di sé.Angelo Musso è psicologo clinico e psicoterapeuta, allievo dell'astrologo Peter Van Wood. È autore di Ascendente. Destino, libero arbitrio, psicologia degli archetipi, pubblicato nel 2026 da Nisroch Editore (Macerata). Nel libro dedica la propria indagine all'Ascendente zodiacale, interpretato come una delle chiavi più significative per comprendere la struttura profonda della personalità. Lontano da una visione rigidamente deterministica, considera i segni zodiacali non come forze esterne che dominano l'uomo, ma come immagini interiorizzate, capaci di agire sull'inconscio e di influenzare il modo in cui ciascuno interpreta eventi, relazioni e scelte fondamentali. Ampio spazio è dedicato ai dodici Ascendenti, al rapporto con il Discendente e alle 144 combinazioni tra segno zodiacale di nascita e Ascendente, con tavole semplificate per il calcolo dell'Ascendente in appendice. Ne emerge una possibile psicologia degli archetipi astrologici, nella quale destino e libero arbitrio non si oppongono rigidamente, ma si incontrano nel processo di conoscenza di sé.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  14. 987

    Maurizio Ternavasio "Il futurismo a Torino e in Piemonte"

    Maurizio Ternavasio "Il futurismo a Torino e in Piemonte"Storia di un'avventura straordinariaNeos Edizioniwww.neosedizioni.it Il 20 febbraio 1909 è una data storica della cultura internazionale: su iniziativa del poeta Filippo Tommaso Marinetti nasce il Futurismo. L’atto è ufficialmente sancito dalla pubblicazione del relativo manifesto sul quotidiano francese “Le Figaro”.Un’avanguardia aggressiva che esaltava la velocità, l’avvento della civiltà industriale e dell’era tecnologica, l’interventismo in ogni ambito. Con la loro furia incendiaria volevano far detonare i castelli chiusi della vecchia arte e le “menti in putrefazione”, mettendo al bando quello che chiamavano “passatismo”, ossia gli stantii romanticismi, l’immobilismo, la retorica accademica e il culto delle cose antiche.Se Milano è stata la capitale culturale del Futurismo, Torino ne ha rappresentato il centro più fervido per quanto riguarda industria e tecnologia, con le sue fabbriche automobilistiche ed aeronautiche, e con il Lingotto della Fiat , “prima invenzione costruttiva futurista” (Marinetti).Maurizio Ternavasio ricostruisce la vicenda del Primo Futurismo (1909-1917) e del Secondo (1918-1939) in Piemonte, in particolare a Torino, soffermandosi non solo su letteratura, poesia, pittura e scultura, ma passando in rassegna tutti gli ambiti della nuova estetica: architettura, grafica pubblicitaria, fotografia, danza, cinema, musica, moda e anche gastronomia (in città c’erano due ristoranti: la Taverna del Santopalato e Il sollazzo gastrico).Torino ha avuto un ruolo di primissimo piano nella diffusione e nell’affermarsi del Futurismo a partire dall’8 marzo 1910, quando al Teatro Chiarella di via Principe Tommaso viene organizzata la grande “serata futurista”: la terza in assoluto dalla nascita del movimento dopo quelle di Trieste e di Milano. Nel cuore del quartiere di San Salvario si svolse un evento sovversivo e sfrontato: performance che rompevano gli schemi con, sullo sfondo, bizzarre scenografie dalle forme geometriche e colori vivaci. I giochi di ombre e luci che si accendevano e si spegnevano a sorpresa davano l’impressione che le opere pittoriche e le sculture mostrate al pubblico galleggiassero quasi nello spazio. Lì venne presentato per la prima volta il Manifesto dei pittori futuristi, firmato anche dal torinese Giacomo Balla.Altro evento fondamentale fu l’Esposizione futurista internazionale, che si tenne dal 27 marzo al 27 aprile del 1922 al Winter Club, elegante e raffinata sala da ballo negli spazi sotterranei del Caffè Romano, in Galleria Subalpina, con esposte le opere di 43 artisti – tra cui Prampolini e Depero – di tutta Italia, accomunati dal voler dipingere, con la loro tavolozza vivace ed enfatica, ciò che si pensa e non ciò che si vede.Se nel 1918 la morte di Umberto Boccioni segna la fine del Primo Futurismo, il 5 marzo del 1923 nasce, in una mansarda di via Sacchi 54, la sezione torinese del Secondo Futurismo, la cui anima guida fu Fillia (al secolo Luigi Colombo, originario di Revello, in Provincia di Cuneo), personalità eclettica e geniale, pittore, poeta, scenografo, brillante animatore culturale, critico d’arte, polemista e autore di romanzi futuristi (La morte della donna, L’ultimo sentimentale e L’uomo senza sesso), nonché ideatore di ben sette riviste tra le quali “La città futurista” e “La Città Nuova”. Intorno a sé riuscì a coagulare un gruppo di artisti, tra cui il bulgaro Nicolay Diulgheroff, lo scultore Mino Rosso (che condivideva con Fillia la soffitta dell’elegante palazzina di via Cardinal Maurizio 30), Pippo Oriani, Ugo Pozzo (le cui opere sono state esposte al Guggenheim di New York e al Pompidou di Parigi), Tullio Alpinolo Bracci (in arte Kiribiri), Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini) e l’architetto Alberto Sartoris. A caratterizzarli fu la capacità di sperimentare forme d’arte diverse e innovative, come l’aeropittura, la moda e l’arredamento, dedicandosi all’inizio degli anni Trenta anche alla cucina. Il Futurismo potrebbe apparire un movimento essenzialmente “maschile” ma così non fu: le donne seppero essere protagoniste e non certo secondarie. Basta pensare a Benedetta Cappa, figura chiave del Futurismo piemontese, moglie di Marinetti e artista che ha saputo interpretare con estrema originalità gli aneliti del movimento, sperimentando pittura (il Tattilismo, evoluzione multi-sensoriale del Futurismo), letteratura e scenografia, e partecipando a ben cinque edizioni della Biennale di Venezia (nel 1930 fu la prima donna ad avere un’opera pubblicata nel catalogo dell’importante rassegna). Ma non solo: Regina, al secolo Regina Cassolo Bracchi, autrice di sculture in alluminio, leggere, geometriche e “aeree”, in perfetta sintonia con il mito futurista della macchina e del volo; Barbara, ovvero la novarese Olga Biglieri, una delle prime aviatrici italiane (aveva conseguito il brevetto a soli diciotto anni dopo aver iniziato a volare all’Aeroclub di Cameri); la pittrice Maria Luisa Lurini, conosciuta con lo pseudonimo di Marisa Mori, allieva di Felice Casorati; la poetessa Térésah, ovvero Corinna Teresa Gray Ubertis, nata a Firenze da una famiglia alessandrina di Frassineto Po, importante figura della vita culturale torinese (fu anche giornalista, pittrice, autrice di teatro); Cesarina Gualino, nata Cesarina Gurgo Salice, ballerina e pittrice, moglie dell’industriale, collezionista e mecenate torinese Riccardo Gualino, la cui scuola di danza consentì di far esibire nel 1926 a Torino i Ballets Russes di Sergei Diaghilev. L’Autore dedica poi capitoli specifici ad ogni arte e ai principali protagonisti di ciascun ambito: la fotografia (i fotomontaggi di Maggiorino Gramaglia); la musica (Alfredo Casella, ricordato da una lapide sulla facciata della casa natale in via Cavour 41); il cinema (l'unico film a tutti gli effetti futurista girato e ambientato a Torino è stato “Velocità/ Vitesse”, scritto e diretto nel 1930 dal pittore Pippo Oriani, con la collaborazione del futuro sceneggiatore di fumetti Guido Martina e dell’attrice nonché pittrice Tina Cordero); la pubblicità, non solo con Diulgheroff (Cordial Campari) e Pippo Oriani (che lavorò per la Leone),  ma anche con Fedele Azari, detto “Dinamo”, aeropittore e aviatore nato a Pallanza (frazione di Verbania, allora facente parte della Provincia di Novara), che sperimentò il volantinaggio aereo (nel maggio 1920 inondò Milano, Torino e Genova con dei manifestini della Fiera campionaria internazionale, sorvolando le città a bordo di un dirigibile).Il 29 febbraio 1920 sul giornale “Roma Futurista” venne pubblicato il Manifesto della moda femminile futurista, firmato da Volt5 (Vincenzo Fani), che intendeva bandire tutto ciò che poteva essere riconducibile alla pura femminilità, inserendo capi tipicamente maschili come la giacca, i cappelli o la cravatta. In conformità alla dichiarazione di Balla, secondo il quale «si pensa e si agisce come si veste», i futuristi rigettavano le vecchie convenzioni sartoriali, optando per abiti anti-borghesi, aggressivi ed eccentrici («Idealizzeremo nella donna le conquiste più affascinanti della vita moderna (...). Faremo dei decolletés a zig-zag, maniche diverse l’una dall’altra, scarpe di forma, colore e altezza differenti»). In ambito maschile, furono lo scrittore Ignazio Scurto e lo scultore e pittore Renato Di Bosso a ideare la cravatta futurista, un grembiulino di metallo appeso ai becchetti della camicia.Il 28 dicembre 1930 sempre Marinetti firma sulla “Gazzetta del Popolo”, insieme a Fillia, il Manifesto della cucina futurista. Dagli stravaganti menù futuristi la pastasciutta è bandita, in quanto vivanda passatista, mentre vengono serviti antipasti intuitivi, aerovivande tattili con rumori e odori, Carne-plastico, Ultravirile, Pollofiat, Dolcelastico…Famoso il banchetto futurista che si tenne l’8 marzo 1931 alla Taverna del Santopalato, in via Vanchiglia 2, ad un passo da Piazza Vittorio. Il menù fu realizzato a mano da Depero, Fillia, Ugo Pozzo, Prampolini, Balla e Oriani, gli arredi color rosso vivo vennero ideati dalla coppia Fillia-Diulgheroff. Oggi al suo posto c’è la Trattoria Toscana, che all’interno conserva gelosamente la riproduzione del menù futurista della serata d’apertura.Maurizio Ternavasio, giornalista professionista che ha lavorato per quindici anni a “La Stampa”, è nato a Torino nel 1961 e abita nel quartiere Borgo Po. Maturità classica e laurea in Giurisprudenza, ha quattro figli. Il primo dei suoi libri, Macario, vita di un comico, è uscito nel 1998. In seguito ha scritto biografie sul mondo dello spettacolo, dell’arte e dell’esoterismo, volumi di cronaca nera e di sport, saggi su Torino e i suoi quartieri, testi su paesi famosi, libri di racconti, romanzi e gialli. In ambito architettonico è stato autore di Carlo Mollino. La biografia (Lindau, 2008) e di Pietro Fenoglio. Vita di un architetto (Araba Fenice, 2014).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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    Alessio Rega "La tela di Svevo"

    Alessio Rega"La tela di Svevo"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itSvevo Altomare ha settant’anni, una carriera artistica consacrata dalla critica e un passato che continua a reclamare spazio nei suoi pensieri. Ritiratosi nella sua Molfetta, vive tra la pittura, la nostalgia e il ricordo di Sophie, l’unica donna che abbia mai amato davvero. Quando gli viene commissionato un dipinto della Madonna per una celebrazione cittadina, la sua esistenza apparentemente immobile è scossa dall’incontro con Anna Desio, una giovane arpista all’inizio di una brillante carriera internazionale. Anna è talentuosa, inquieta, combattuta tra il desiderio di libertà e una vita già tracciata da aspettative, affetti e convenzioni.Tra i due nasce un rapporto intenso e difficile da definire, fatto di dialoghi profondi, reciproche fascinazioni e domande che mettono in discussione certezze consolidate. Mentre Anna cerca il coraggio di scegliere il proprio futuro, Svevo si trova costretto a fare i conti con i rimpianti, il tempo che passa e le ferite che non si sono mai rimarginate.La tela di Svevo è un romanzo elegante e malinconico sull’amore, sull’arte e sulla libertà di essere sé stessi, anche quando il prezzo da pagare sembra troppo alto.Alessio Rega (Bari, 1984) editore. Ha fondato il Gruppo Editoriale Les Flâneurs. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e si è occupato di numerosi progetti di comunicazione per enti e aziende. Ha partecipato all’organizzazione di festival letterari ed eventi culturali. Nel 2014 ha esordito con il romanzo di formazione Giro di vita.  Alcuni suoi testi sono stati inseriti all’interno di saggi e raccolte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  16. 985

    Marianella Sclavi "Elogio dei tre saperi"

    Marianella Sclavi"Elogio dei tre saperi"Il dialogo tra cittadini, politici e tecnici per mandare al diavolo tutti i despoti e i dispotismi.Bordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itQuando politica, tecnica e cittadinanza smettono di parlarsi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma cosa accade quando imparano davvero ad ascoltarsi? Questo libro racconta una storia controcorrente: quella di Nantes, città-laboratorio in cui il dialogo fra cittadini, professionisti ed eletti è diventato metodo di governo. Marianella Sclavi ci accompagna in un’indagine storico-etnografica e insieme militante, che ricostruisce le “radici molteplici” di una democrazia capace di apprendere dai conflitti invece di soffocarli. Attraverso ritratti di protagonisti, esperienze urbane, pratiche istituzionali e quindici “ricette” di democrazia deliberativa, emerge un’idea forte: senza il sapere d’uso delle persone comuni, il sapere tecnico e il potere decisionale della politica restano monchi. Solo il loro intreccio genera innovazione, giustizia sociale e intelligenza collettiva. Un viaggio dentro una città che ha osato cambiare la politica, dimostrando che la democrazia non è un ideale astratto, ma una pratica quotidiana da coltivare.Marianella Sclavi è una delle accademiche italiane più apprezzate a livello internazionale, avendo insegnato a lungo Etnografia urbana, Arte di ascoltare e Gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano. Da sempre sensibile in materia di politiche abitative e risoluzione pacifica delle conflittualità, ha analizzato questi temi nella maggior parte dei suoi lavori, fra i quali sono ormai assurti al rango di “classici” dell’etnografia Avventure Urbane. Progettare la città con gli abitanti (Eleuthera 2002), Arte di ascoltare e mondi possibili: come si esce dalle cornici di cui siamo parte (Bruno Mondadori 2003) e Costruire una pace. Per imparare a non credere nella fatalità delle guerre (Bruno Mondadori 2007).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  17. 984

    Cristiano Trevisan "Ruggeri e la giovane scomparsa"

    Cristiano Trevisan"Ruggeri e la giovane scomparsa"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it«Hai letto i giornali?» chiese lei, rompendo l’imbarazzo. Prima di rispondere, Ruggeri aprì la falda del cappotto grigioverde e le sporse un pacchetto di sigarette. Aspettò che due unghie smaltate se ne servissero e rispose: «Non leggo i giornali, lo sai. Perché, cos’è successo?». Mentre rispondeva così, sentì montare dentro di sé un senso di allerta. Neanche Vera leggeva i giornali e, se ne aveva aperto uno, doveva essere successo qualcosa di grave, considerò tra sé. «Giorgina, la mia amica… è scomparsa» disse gravemente. Le sue labbra carnose fremevano per la commozione e una lacrima sfuggì allo sbarramento delle palpebre mentre la sigaretta se la fumava il vento... Vera proseguì: «Io e Giorgina siamo come due sorelle; prima, ci sentivamo più volte al giorno, senza contare i messaggi e la chat. Poi però, dopo che è partita, a poco a poco, col passare del tempo, la sentivo sempre più strana, più lontana… Alla fine, i contatti si sono diradati, ha cominciato a non rispondermi al telefono sino a che… – altre due lacrime le percorsero le guance e, con voce rotta dall’emozione, continuò – sino a che non l’ho più sentita. Si è… si è come volatizzata… non capisco… da giorni il telefono è staccato, alla mail e ai messaggi non mi risponde e, soprattutto, anche l’altro telefono, quello che teneva sempre acceso per le emergenze e di cui solo io ho il numero… suona a vuoto».Ruggeri e la giovane scomparsaInverno. Le montagne sono di una bellezza inquieta, come la giovane cameriera scomparsa senza spiegazioni. Leone Ruggeri è chiamato a indagare in un paese gelato che osserva e tace,  dove nessuno è davvero innocente.Giorgina è arrivata da poco nel villaggio montano di Le Clocher per lasciarsi alle spalle un passato difficile e dare inizio a una nuova vita, quando sparisce senza lasciare traccia.L’ex ispettore Ruggeri, ora investigatore privato a Torino, i cui demoni lo hanno seguito quando ha dovuto lasciare la Polizia, accetta di occuparsi del caso; sospetta che la donna non se ne sia andata volontariamente e inizia a indagare nella comunità del paese fra chi l’ha osservata, chi l’ha desiderata, chi l’ha giudicata. Nessuno pare davvero innocente: ogni incontro apre una crepa, ogni silenzio pesa più di una confessione e il passato di lei sembra aver acceso tensioni pronte a esplodere.Nel frattempo anche Petunia ha bisogno di essere ritrovata.Con una prosa tesa e precisa, attenta alle ombre dell’animo umano ma anche capace di inattesa leggerezza, il romanzo intreccia indagine e ritratto psicologico. Il paesaggio montano non è solo sfondo, ma presenza viva e inquieta, mentre la ricerca della verità diventa una riflessione sul peso delle scelte, sulla colpa e sulla possibilità – o impossibilità – di ricominciare.Cristiano Trevisan, nato a Torino nel 1972, dopo aver frequentato il liceo classico Cavour di Torino, si è laureato in Giurisprudenza presso l’ateneo torinese.È giudice penale presso il Tribunale ordinario di Torino.Ha esordito con  il romanzo Hic, Paola Caramella edizioni, nel 2026Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  18. 983

    Riccardo Nota d'Elogio "La logica dell'infinito"

    Riccardo Nota D'Elogio"La logica dell'infinito"Per esserci sempreSperling & Kupferwww.sperling.it«Ho passeggiato in un futuro che ignoro, tra ciò che avverrà quando io non ci sarò. Oggi sono vivo. E vivere nel presente è affidare alla mente il compito di affrontare il domani, quello in cui esisterò, e anche quello in cui la mia traiettoria sarà dissolta. Non parlo di morte, parlo di memoria: alla memoria nessuno di noi è indifferente.»Una storia di nostalgia, di strappi e cuciture, di contraddizioni. Ernesto è un ex avvocato penalista che ha abbandonato la professione, un esercizio di sopravvivenza etica in cui ha imparato a stare perennemente in bilico tra i dubbi e i rimorsi. Sullo sfondo ci sono Napoli, Sorrento, il mare, e tutt'intorno racconti, storie, incontri che sembrano casuali e che si rivelano crocevia di scelte importanti. Tutto è legato, c'è sempre una logica: qualcosa muove i fili della nostra esistenza, qualcosa che va oltre la realtà che percepiamo. Presente, passato e futuro sono uniti, come lo sono la vita e la morte, il prima e il dopo. Un incontro in particolare spingerà il protagonista a fare di questa consapevolezza la sua vita e poi il suo mestiere, un'attività che ha a che fare con i sogni e i desideri, un ponte tra l'oggi e l'aldilà. Con uno stile intenso e una narrazione che si snoda tra riflessioni e colpi di scena, l'autore ci trascina in un mondo in cui tutto si mescola: i ricordi, i sapori, i profumi dell'infanzia, il passato, il futuro e infine il presente, che scopre nell'altrove il suo senso più profondo.Riccardo Nota d'Elogio è nato a Napoli nel 1977 e oggi vive a Ferrara. Avvocato dal 2008, ha sempre esercitato la professione forense nel settore penale e nel 2011 ha aperto lo Studio Legale Nota d'Elogio. Uomo dal carattere intraprendente e curioso, è il fondatore di Volo, una realtà innovativa e ambiziosa che intende esaudire i sogni e i desideri di chi oggi non c'è più, di chi non è riuscito, non ha potuto o non ha voluto realizzarli in vita. C'è chi lo ha definito con affetto «un sognatore concreto ai limiti del visionario». Con il suo ultimo libro, La logica dell'infinito, ha scelto di attraversare un territorio che appartiene più all'etica che al diritto: quello della coscienza. Nei cinque racconti che compongono l'opera, dà voce al desiderio di restituire alla morte un volto umano, di concederle il diritto di dialogare con la vita, senza paura né superstizione. Grande appassionato di calcio e con un debole per il mondo dei motori, coltiva nel tempo libero l'interesse per la scrittura e per l'equitazione. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  19. 982

    Francesco Baucia "William Faulkner. Il vortice dell'origine"

    Francesco Baucia"William Faulkner. Il vortice dell'origine"Edizioni Areswww.edizioniares.it“Ascoltare, sentire, vedere. Questa la triade che si rinnova nella voce di Faulkner, nella sua capacità di generare voci… Non c’è sguardo che non sia anche un urlo.”Inarrestabile nella foga creativa così come nelle passioni autodistruttive, il premio Nobel William Faulkner (Mississippi, 1897-1962) raccoglie il soffio della storia della sua terra, un Sud orgoglioso e violento, e lo trasforma, attraverso la lezione del romanzo modernista, in un grande universo letterario. Cronista e visionario, Faulkner inquieta e commuove; in lui convivono nostalgia e gusto di vivere, disperazione e speranza. Lo spiega in questo vivacissimo profilo Francesco Baucia, che sonda anche il Faulkner sceneggiatore, “spalla” di Howard Hawks, uno dei grandi registi del suo tempo: la scrittura del romanziere statunitense è infatti eminentemente cinematografica, sempre magnetica, e percorsa da una tensione polarizzante che costringe il lettore a confrontarsi incessantemente con il segreto delle sue parole, le contraddizioni dell’America e del «teatro del Sud».William Faulkner nacque a New Albany, nel Mississippi, nel 1897, e crebbe a Oxford, la cittadina che sarebbe diventata il modello della sua immaginaria contea di Yoknapatawpha, ambientazione di gran parte della sua narrativa.Considerato uno dei massimi scrittori americani del Novecento, Faulkner rivoluzionò la tecnica narrativa attraverso l'uso del flusso di coscienza, la frammentazione temporale e la molteplicità dei punti di vista, elementi che caratterizzano capolavori come L'urlo e il furore (1929), Mentre morivo (1930), Luce d'agosto (1932) e Assalonne, Assalonne! (1936). La sua opera scava nella storia e nelle contraddizioni del Sud degli Stati Uniti, tra eredità della schiavitù, decadenza aristocratica e trasformazioni sociali.Nel 1949 gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura, e nel corso della carriera vinse anche due Premi Pulitzer, per La città (1957) e I gonfaloni (1962). Lavorò inoltre come sceneggiatore a Hollywood, collaborando tra gli altri con Howard Hawks.Morì nel 1962 a Byhalia, nel Mississippi, lasciando un'eredità letteraria che ha profondamente influenzato la narrativa mondiale successiva, da Gabriel García Márquez a Toni Morrison.Francesco Baucia (Asti, 1984) è dottore di ricerca in Scienze linguistiche e letterarie all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha pubblicato i romanzi L’ultima analisi (Sedizioni, 2013) e La notte negli occhi (Lindau, 2020), la raccolta di studi su Cormac McCarthy Luci dall’abisso (Vita e Pensiero, 2024, con F. Bellini) e il saggio narrativo Discipline occidentali (Castelvecchi, 2025). Collabora con il manifesto e doppiozero, ed è autore di sceneggiature televisive.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  20. 981

    Roberto Danovaro "Abissi"

    Roberto Danovaro"Abissi"L'ultima frontieraMondadori Libriwww.mondadori.itSotto la superficie del mare si estende il più grande ecosistema della Terra, un mondo vastissimo, buio e silenzioso, in parte ancora sconosciuto: sono gli abissi. Per millenni abbiamo immaginato gli ambienti marini profondi come luoghi remoti, irraggiungibili, sostanzialmente privi di vita. Oggi però, grazie a robot subacquei e droni sottomarini, l’esplorazione di questo universo oscuro ha rivelato quanto esso sia fondamentale per comprendere l’origine stessa della vita sulla Terra, e come a quelle profondità estreme sia possibile osservare organismi straordinari, capaci di sopravvivere nonostante l’enorme pressione, le temperature proibitive e l’assenza totale di luce. Ma gli abissi custodiscono anche fondali ricchi di metalli rari, offrono potenziali fonti energetiche e oggi sono attraversati da cavi transoceanici cui è affidato il traffico dati globale. Rappresentano cioè una nuova geografia del potere: sono diventati una frontiera, e come ogni frontiera attirano ambizioni e competizione. Roberto Danovaro, tra i massimi esperti internazionali di biologia marina e degli ecosistemi profondi, ci guida in un viaggio affascinante alla scoperta di un universo ancora ignoto, dalle prime esplorazioni con i batiscafi ai robot «morbidi» ispirati agli animali del mare profondo, dalla corsa ai metalli rari alle tensioni economiche tra superpotenze, dai data center sottomarini alle possibili soluzioni per la transizione energetica. Perché gli abissi non sono un altrove: sono il cuore nascosto del pianeta. E il futuro dell’umanità dipende anche da ciò che sceglieremo di fare (o non fare) laggiù.Roberto Danovaro, biologo marino, è uno dei maggiori esperti internazionali di ecosistemi profondi. È stato presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, tra i più prestigiosi istituti di ricerca sul mare al mondo, e ha ricoperto ruoli di primo piano in organismi scientifici europei e internazionali. Ordinario all’università Politecnica delle Marche, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  21. 980

    Gianfranco Vinay "Armonie cosmiche"

    Gianfranco Vinay"Armonie cosmiche"La Musica delle Sfere nel XX e XXI secolo.Prefazione di Filippo Martelliil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comQuello della Musica delle Sfere è uno dei miti più longevi della cultura occidentale: un’idea nata tra i pitagorici dall’intreccio di matematica, astronomia, filosofia e musica, che immagina l’universo come un sistema regolato da proporzioni armoniche, all’interno del quale il movimento dei corpi celesti produrrebbe una melodia sublime. In Armonie cosmiche, Gianfranco Vinay ripercorre questa tradizione millenaria per concentrarsi sulla sua sorprendente rinascita nel XX e XXI secolo.Attraverso un ampio itinerario di opere e poetiche, il volume analizza le visioni cosmiche di Schönberg e Skrjabin, le descrizioni dei pianeti di Holst, le esplorazioni dello spazio acustico di Varèse e Stockhausen, le mappe sonore ispirate alle costellazioni, fino alle più recenti sperimentazioni elettroniche e ai lavori in cui i suoni delle stelle diventano veri e propri strumenti, parte integrante della performance dal vivo. E mentre questo sguardo si allarga, il libro segue le trasformazioni dello spazio dell’ascolto, dove l’immaginario cosmico si riflette nella metamorfosi della sala da concerto, sempre più concepita come ambiente immersivo, capace di avvolgere l’ascoltatore e di aprire il suono a una dimensione quasi infinita.Dalle utopie mistiche delle avanguardie alle connessioni tra composizione, fisica e tecnologia, la Musica delle Sfere emerge come una costellazione di pratiche in cui il rapporto tra suono e universo si rinnova continuamente. In questa prospettiva, Vinay apre un nuovo campo di ricerca: l’«astromusicologia», luogo d’incontro tra saperi e linguaggi, in cui la musica torna a interrogare il cosmo e, insieme, se stessa.Gianfranco Vinay (Torino, 1945), musicologo, ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Torino e Musicologia all’Université Paris 8. Ha pubblicato numerosi studi di carattere storico, analitico ed ermeneutico soprattutto sulla musica del xx secolo. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2024 Musica al presente. Su Stravinskij (assieme a Massimiliano Locanto).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  22. 979

    Daniele Savino "Sui sogni" Thomas Browne

    Daniele Savino"Sui sogni"Thomas BrowneNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itScritto da uno dei geni più sfuggenti e poliedrici del XVII secolo, il saggio Sui sogni è un trattato in miniatura sull’interpretazione dei sogni caratterizzato da anticipazioni junghiane, visioni melanconiche e radici che affondano nell’antica oniromanzia e nella medicina moderna.Thomas Browne  (1605-1682), scrittore eclettico, filosofo e medico formatosi tra Oxford, Montpellier, Padova e Leida, visse prevalentemente a Norwich, dove fu nominato cavaliere da Carlo II Stuart. Il successo di Religio Medici lo spinse a dedicarsi a un’attività letteraria in cui confluiscono un genio sibillino ed elusivo e una sapienza onnivora nella quale tutto, dalla botanica alla metafisica, dalla cabala all’archeologia, contribuisce a dar forma a un mosaico nelle cui tessere si possono scorgere, quasi in filigrana, simboli ermetici e misteriosi geroglifici ancora indecifrati. Daniele Savino  ha studiato filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, conseguendo in seguito l’abilitazione all’insegnamento nei licei e un master in studi biblici e approfondendo gli studi di archeologia biblica a Gerusalemme. Ha curato opere di S. Johnson, J.G. Hamann, Lord Bolingbroke, A. Cowley, T. Browne, O. Goldsmith, G. Spencer Cavendish, A. Verri, J. Evelyn e H. Fielding.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  23. 978

    Vincenzo Mazzaferro "Il torculare di Erofilo"

    Vincenzo Mazzaferro"Il torculare di Erofilo"La realtà è solo una storia da 0 a 987Mursia Editorewww.mursia.com«Solo se la ricerca e la cura delle malattie cresceranno nel solco umile e profondo del coraggio e del corretto agire del medico attento alle vicende umane potremo, tutti insieme, sperare di guarire.»Dall’antica Alessandria d’Egitto, dove il greco Erofilo disseziona per primo il corpo umano per cercare le ragioni del suo funzionamento, inizia il viaggio che, attraverso i secoli, arriva tra i banchi di quattro studenti universitari uniti dal sogno di cambiare il mondo. Diventati medici, Anna, Francesco, Mario e Umberto devono però affrontare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale che sta ridisegnando la scienza. Quando uno di loro sarà chiamato ad affrontare il peso delle proprie scelte, le loro strade si incroceranno di nuovo, costringendoli a misurarsi con etica e responsabilità. Tra la precisione dei numeri e l’incertezza della biologia, passato e presente si intrecciano in un romanzo che esplora l’urgenza del restare umani mentre la tecnologia ci obbliga a ridefinire il senso del curare.Vincenzo Mazzaferro (Novara, 1957) è medico chirurgo, ricercatore e professore all’Università degli Studi di Milano. Formatosi negli Stati Uniti, è tornato all’Istituto Nazionale dei Tumori, dove ha aperto per primo la strada della cura di alcuni tumori con il trapianto di fegato. L’attenzione alle implicazioni sociali della medicina, della ricerca e dell’etica del lavoro ha da sempre alimentato il suo impegno e la sua passione per le scienze della vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  24. 977

    Maria Silvia Vaccarezza "Santi influencer"

    Maria Silvia Vaccarezza"Santi influencer"L'etica ai tempi dei socialFandango Libriwww.fandangolibri.itDalla crisi climatica ai diritti LGBTQIA+, dalla violenza di genere alle guerre, ogni battaglia morale oggi passa da Instagram, TikTok, YouTube. A guidarla sono figure che non sono più soltanto celebrità o creator, ma veri e propri modelli etici digitali. Milioni di follower, prese di posizione obbligate, campagne benefiche, hashtag morali: l’esemplarità si è spostata online. Ma cosa succede quando virtù e branding si intrecciano?Quando la beneficenza convive con il profitto? Quando chi è competente su un tema si sente chiamato a pronunciarsi su tutto? Il “pandorogate” ha rivelato la fragilità di questo nuovo pantheon e ha segnato l’inizio di una stagione di scandali digitali dominando l’informazione pubblica.Ma il problema è più profondo: stiamo ridefinendo chi ammiriamo, chi imitiamo, chi consideriamo moralmente autorevole. Con rigore filosofico Maria Silvia Vaccarezza indaga il fenomeno degli influencer come nuovi “santi” laici, tra virtù e signaling, polarizzazione e responsabilità pubblica.Senza moralismi e senza nostalgia per il passato, questo libro offre una guida per orientarsi in una trasformazione culturale che riguarda tutti.Perché ignorare il cambiamento dei nostri modelli di riferimento non lo fermerà. Capirlo, forse sì.Maria Silvia Vaccarezza è professoressa associata di Filosofia morale all’Università di Genova. La sua ricerca verte principalmente su questioni di etica delle virtù, in particolare saggezza ed esemplarità morale, filosofia delle emozioni e filosofia dell’educazione. Tra le sue pubblicazioni recenti, Esempi morali. Tra ammirazione ed etica delle virtù, il Mulino, Bologna 2020; Le sfide dell’etica (con M. De Caro e S.F. Magni), Mondadori Education, Milano 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  25. 976

    Franco Baldasso "Verso quale redenzione"

    Franco Baldasso"Verso quale redenzione"Democrazia, letteratura e memoria dopo il fascismoMarsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSe c’è una questione che ancora oggi in Italia travalica i confini tra discorso pubblico e dibattito accademico, questa è la mancanza di una memoria condivisa del fascismo a cui possa far seguito una valutazione critica della sua eredità culturale. Verso quale redenzione si concentra sul periodo storico in cui tale disaccordo ha raggiunto l’apice: quello della transizione verso il post-fascismo, tra la caduta di Mussolini nel luglio del 1943 e la vittoria della Democrazia Cristiana sulle sinistre nelle elezioni del 1948. Franco Baldasso indica nelle pratiche letterarie dei primi anni del dopoguerra uno dei principali veicoli del dissenso intellettuale, gettando nuova luce sul ruolo delle politiche culturali del tempo nell’istituzionalizzare le memorie collettive e marginalizzare il disaccordo. Autori come Morante, Carlo Levi, Moravia, Saba, Flaiano e Malaparte, insieme ad altri oggi ingiustamente ritenuti di secondo piano come Berto, Brancati o Zincone, hanno al contrario concentrato la propria scrittura nel segnalare anche da opposte posizioni politiche le continuità culturali tra la nuova democrazia e il fascismo. Nei loro scritti hanno così rilevato come i pregiudizi sociali, razziali e di genere propri del regime totalitario fossero sopravvissuti alla sua fine istituzionale e alla morte di Mussolini.Franco Baldasso insegna Italian Studies al Bard College di New York, dove dirige l'Italian Program e lo Study Abroad Program in Italy. Ha completato il PhD in Italian Studies alla New York University nel 2014. È Fellow dell'American Academy in Rome, dopo aver ricevuto il Rome Prize 2019 per gli Italian Studies moderni. Allegoria onlineBard CollegeI suoi principali interessi di ricerca riguardano la letteratura, l'arte e la storia delle idee del Novecento: le complesse relazioni tra Fascismo e Modernismo, l'eredità della violenza politica in Italia e l'idea del Mediterraneo nelle estetiche moderne e contemporanee. Allegoria onlineÈ autore di due volumi: Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone (Edizioni Pendragon, 2007) e Curzio Malaparte, la letteratura crudele. Kaputt, La pelle e la caduta della civiltà europea (Carocci, 2019). Ha inoltre curato, con Valerio Angeletti, L'America inedita di Paolo Milano (Mimesis, 2022) e, con Franca Sinopoli, il volume Eredità culturale e memoria dei totalitarismi (Pearson, 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  26. 975

    Andrea Settis Frugoni "L'alleggerimento delle vernici" Paul Saint Bris

    Andrea Settis Frugoni"L'alleggerimento delle vernici"Paul Saint BrisTraduzione: Giuseppe Giovanni AllegriBarta Edizioniwww.barta.it«Ogni nuova visione modificava l’immagine che se ne faceva. Ogni volta gli sembrava di scoprire nuovamente l’espressione di quel viso dolce e impenetrabile per attribuirle un umore diverso, un nuovo significato. E anche se ne conosceva ogni screpolatura, in fondo lei rimaneva un enigma, vasto e insondabile quanto il cosmo».In questo romanzo – definito «una pepita» da Amélie Nothomb e vincitore in patria di oltre 20 premi letterari – seguiamo le vicissitudini di Aurélien, curatore capo della sezione Dipinti del Louvre, intellettuale nostalgico che coltiva l’ideale della bellezza e vede nel museo un rifugio dove proteggersi dal frastuono del mondo contemporaneo.La nuova direttrice del museo, Daphné, pragmatica fino alla spregiudicatezza, gli affida una missione tanto azzardata quanto temuta: il restauro della Gioconda, per riportarla allo splendore dei colori originali, togliendo la patina degli interventi conservativi susseguitisi nei secoli. Ma dove finisce il restauro di un’opera d’arte e dove inizia il tradimento?A malincuore, per scongiurare danni peggiori, Aurélien parte alla ricerca di un restauratore abbastanza audace da affrontare il capolavoro. E proprio nella terra di Leonardo, in Toscana, incontrerà Gaetano, personalità intensa e libera. Di fronte a Monna Lisa, il restauratore misurerà il proprio talento con quello del genio di Vinci, mentre tutto il mondo trattiene il respiro e alla tavolozza si aggiunge il colore di una trama nell’ombra. Una trama innamorata.Paul Saint BrisFotografo, regista, direttore artistico e scrittore. Proveniente da una famiglia profondamente radicata nella storia dell’arte, Paul è il nipote di Jean Saint Bris, erede della tenuta di famiglia del Clos Lucé, nei pressi di Amboise, dove Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi anni della sua vita. Appassionato di Rinascimento italiano, studia la funzione delle immagini e lo sguardo che la società contemporanea rivolge loro. Questo è il suo primo romanzo.«Un incontro vero con un’opera d’arte può avvenire solo in un tête-à-tête, in una forma di intimità tra opera d’arte e spettatore. E se puoi guardare la Gioconda abbastanza da vicino ti trovi nello stesso “luogo” in cui si trovava Leonardo mentre dipingeva. In questo senso, simbolicamente, il dipinto è uno specchio. Mi piace quest’idea». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  27. 974

    Stefano Vicario "Essere o non essere"

    Stefano Vicario"Essere o non essere"La nuova indagine del re degli stracciLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euIncapace di perdonarsi per l’uccisione della moglie e della figlia mentre era con l’amante e di cominciare una nuova vita con il magistrato Anna Ungaro, l’ex avvocato Andrea Massimi sta continuando a vivere come barbone nello scompartimento di un treno abbandonato insieme al malato psichiatrico Lillo e all’ex direttore d’orchestra Aldo, quando la veggente cieca Flora gli affida una missione: aiutare Micio, un gigante moldavo, a scoprire cosa è successo al suo compagno, il pugile Maskim, scomparso misteriosamente lasciando una lettera di addio molto sospetta. Confrontando la lettera con altri biglietti di Maksim, Andrea appura che la lettera è un falso, e decide di infiltrarsi nella Botte, la squallida palestra dove si allenano e vivono i lottatori clandestini sotto il ferreo controllo del mafioso Tenerezza, ridotto in sedia a rotelle. Disposto a tutto pur di far luce sulla vicenda, Andrea decide di offrirsi per un incontro suicida di kickboxing. Nel frattempo, Anna ha conosciuto un nuovo collega simpatico e avvenente.In questa terza e ultima (forse) indagine Stefano Vicario continua il suo viaggio dentro una Roma nascosta e ai margini della legalità, eppure ricca di situazioni inaspettatamente autentiche, in compagnia di un personaggio mai scontato e maledettamente vero.Stefano Vicario, nato a Roma nel 1953, è sceneggiatore e regista. Debutta nel 1973 come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e di altri registi come Damiano Damiani. Si specializza nelle produzioni televisive e cura la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui di Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni e molti altri. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni di grande successo (Tutto l’Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche diretto un lungometraggio cinematografico nel 2001 intitolato Sottovento! con Claudio Amendola e Anna Valle, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Del 2018 è sua la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri. Presso La nave di Teseo nel 2021 è uscito il romanzo Il re degli stracci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  28. 973

    Giovanni Semi "E' il capitalismo bellezza!"

    Giovanni Semi"E' il capitalismo bellezza!"L'estetica all'assalto delle cittàEinaudi Editorewww.einaudi.itLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itDomenica 19 Luglio alle ore 21 Giovanni Semi presenta "E' il capitalismo bellezza!" a Lungomare di Libri, presso Largo Vito Maurogiovanni a Bari.Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell’immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un’atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre piú presenti attorno a noi. È l’evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall’imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un’evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre piú simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono piú nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.Giovanni Semi è sociologo e vive e lavora a Torino. Si è occupato di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni. Ha pubblicato Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (2015) e Breve manuale per una gentrificazione carina (2023). Per Einaudi ha pubblicato È il capitalismo, bellezza! L'estetica all'assalto delle città (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  29. 972

    Gastone Breccia - L'età della "pace ibrida"

    Gastone BrecciaL'età della "pace ibrida"Le democrazie alla provaScholé - Morcelliana www.morcelliana.netTradizionalmente intesa come strumento per ricomporre l’ordine e ristabilire la pace, oggi la guerra si combatte sempre più spesso nella zona grigia di azioni pianificate per non oltrepassare mai la soglia del conflitto aperto, volte a controllare l’informazione e colpire l’opinione pubblica dell’avversario, la sua economia, i suoi servizi. Questa guerra ibrida si consuma al di sotto dell’orizzonte, tremendo ma riconoscibile, della violenza armata. Rende impossibile attribuire responsabilità e minaccia i fondamenti dei regimi democratici, la trasparenza delle relazioni internazionali, la fiducia reciproca necessaria a un accordo. Alla categoria di guerra ibrida il volume accosta quella, innovativa, di pace ibrida: equilibrio temporaneo in uno stato di ostilità permanente e non – secondo il progetto che era già di Immanuel Kant – cooperazione fondata sul diritto.Gastone Breccia insegna Civiltà bizantina e Storia militare antica all’Università di Pavia. Tra le sue pubblicazioni: A patti con il nemico. Storia del mondo in 30 trattati di pace (Marsilio, 2026); Corea. La guerra dimenticata (il Mulino, 2025); Trafalgar. La battaglia navale (Einaudi, 2024); L’ultimo inverno di guerra. Vita e morte sul fronte dimenticato (il Mulino, 2024); La grande storia della guerra. Uomini, Stati e imperi in lotta (Newton Compton, 2020). Per Einaudi ha curato L’arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz (2009).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  30. 971

    Luigino Bruni "L'Italia tra le righe"

    Luigino Bruni"L'Italia tra le righe"Tre scrittori per capire l'economia e la sua animaMarietti1820www.mariettieditore.itQuanti modi ci sono per parlare dell’economia di un paese? La parola letteraria e le analisi economiche, considerate spesso agli antipodi fra gli “strumenti” a disposizione degli intellettuali e degli studiosi per raccontare la storia,nel libro di Luigino Bruni trovano un terreno di sintesi e armonia nelle opere di Ignazio Silone, Carlo Levi e Giovannino Guareschi. E oggi? Le crisi contemporanee hanno ancora un lessico comune con le opere dei tre autori? Il libro va alla ricerca di categorie universali e di lunga durata che sappiano fare, con la letteratura, i conti in tasca al mondo.Luigino Bruni, già autore per EDB e Marietti di numerosi libri, è economista, saggista e giornalista, professore ordinario di economia politica presso l’Università Lumsa di Roma e editorialista di Avvenire. I suoi interessi per l’etica, gli studi biblici e la letteratura ne fanno una figura di economista unica nel panorama intellettuale italiano. Per Marietti1820 ha pubblicato La Ferita dell’altro. Economia e relazioni umane (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  31. 970

    Raul Montanari "I morti hanno sempre ragione"

    Raul Montanari"I morti hanno sempre ragione"Baldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itAutunno 2024: Andrea, ventottenne, riceve la notizia della morte improvvisa dei genitori, che da qualche tempo si sono trasferiti da Milano in un paesino di montagna. Non crede a un incidente e va a vivere nella stessa casa dei suoi per scoprire cosa è veramente accaduto, senza immaginare quali conseguenze avrà questa decisione. L’indagine privata di Andrea si trasforma ben presto in qualcosa di diverso, come se il suo scopo originario si smarrisse nel groviglio di crudeltà, violenze e reciproche sopraffazioni che dal condominio in cui abitavano i genitori si allargano a tutto il paese. Nell’avventura che attende il protagonista non mancano squarci di serenità, momenti di tenerezza e umorismo, incontri capaci di attraversare l’arcobaleno delle relazioni umane, dai colori cupi a quelli luminosi: Luca, Miriam, il prete don Carlo, i misteriosi ragazzi del bosco. L’ultimo colpo di scena sorprenderà il lettore e il caso verrà risolto nel modo più inatteso, ma solo a libro chiuso verrà meno l’inquietudine di essersi affacciati su una voragine di cui non si scorge il fondo.Raul Montanari ha pubblicato una trentina fra romanzi, saggi e libri di racconti. Fra i più noti, i romanzi La perfezione (1994, premio Linea d’Ombra), La prima notte (2008), Strane cose, domani (2009, Premio Bari, Premio Siderno e Premio Strega Giovani), Il regno degli amici (2015, premio Vigevano), La vita finora (2018, premio Provincia in giallo), Il vizio della solitudine (2021, premio Como), Il disegno magico (2023) e il saggio Il Cristo zen (2012). Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto Nelle galassie oggi come oggi, insolito bestseller nel campo della poesia. Ha firmato opere teatrali, sceneggiature e importanti traduzioni dalle lingue classiche e moderne, da Sofocle a Shakespeare, da Poe a Cormac McCarthy. Dirige a Milano una scuola di scrittura creativa fra le più quotate in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  32. 969

    Silvia Ferrara "Il profumo degli dèi"

    Silvia Ferrara, Laura Bellinato"Il profumo degli dèi"Fragranze del Mediterraneo anticoEdizioni del Mulinowww.mulino.itL’olio profumato si diffondeva nei templi come una presenza invisibile, ungeva i corpi delle regine e dei re, addolciva la pelle dei vivi e preparava quella dei morti. Tra le note persistenti di quella fragranza millenaria possiamo ascoltare l’eco di un mondo scomparso.C’era una volta, tra le stanze di un palazzo miceneo, una tavoletta d’argilla diversa dalle altre: i segni incisi in lineare B custodivano i segreti di un profumo antichissimo. Poche parole e nessuna istruzione: olio da bollire, coriandolo, cipero, rosa, salvia, miele, vino. Da queste liste scarne prende avvio un viaggio travolgente che ci conduce nei palazzi di Cnosso e Pilo, tra archivi e laboratori dove il profumo era materia preziosa, rituale quotidiano, segno di potere e di bellezza. Tracce minime che parlano di artigiani, scribi, reti commerciali mediterranee, pratiche religiose e cura del corpo, restituendo l’immagine di una società raffinata: i micenei producevano olii e aromi con grande maestria e competenza sensoriale. Entreremo così nel cuore di una delle più antiche industrie del profumo, in un intreccio di dati archeologici e scambi con l’Egitto, Cipro e le culture del Mediterraneo orientale. Fino a spingerci oltre, a dare nuova vita a tracce antiche per ricreare i profumi scomparsi, restituendo odore e corpo a un sapere di migliaia di anni fa. Silvia Ferrara insegna Civiltà egee all’Università di Bologna. Ha studiato allo University College di Londra e all’Università di Oxford. Per Feltrinelli ha pubblicato «La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose» (2019), «Il salto. Segni, figure, parole: viaggio all’origine dell’immaginazione» (2021) e «Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi misteriosi» (2026). Laura Bellinato è dottoranda in Filologia egea all’Università di Bologna e ricercatrice nel progetto Sapience Fis (Symbols, Preliteracy and Code Evolution), coordinato da Silvia Ferrara. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  33. 968

    Ivan Cotroneo "Grande"

    Ivan Cotroneo"Grande"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itSabato 18 luglio 2026, ore 22:00Largo Vito MaurogiovanniIvan CotroneoGrande (La Nave di Teseo)con l’autore dialoga Antonella Gaeta, La RepubblicaErnesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni.Nel corso di un’estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d’agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell’assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all’estremo.Ivan Cotroneo torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l’universale, l’affetto e l’attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure.Un libro audace, un viaggio che mette al centro della storia il corpo e attraversa la tenerezza di un figlio, la commedia umana, l’emozione e la ricerca di sé nell’amore degli altri.Ivan Cotroneo è nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista, ha tradotto Michael Cunningham e Hanif Kureishi, ha pubblicato Il re del mondo, La kryptonite nella borsa, Cronaca di un disamore, Un bacio e 14 giorni (con Monica Rametta). Ha creato acclamate serie televisive originali tra le quali Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Sorelle, Sirene, È arrivata la felicità, oltre a Una mamma imperfetta, La compagnia del cigno e La vita che volevi, che ha anche diretto.  Per il cinema ha collaborato con registi come Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino,  Riccardo Milani, Renato de Maria e diretto La kryptonite nella borsa, Un bacio, Quattordici giorni. Per il teatro ha scritto e diretto le commedie Amanti, La denuncia, Scandalo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  34. 967

    Ippolita Avalli "Il figlio del Papa"

    Ippolita Avalli"Il figlio del Papa"Cesare BorgiaMursia Editorewww.mursia.com«Un libro che mi ha affascinato. Si vede che l’autrice ha lavorato su questi personaggi e ne ha ricavato una galleria di figure originali.» Dacia Maraini«Fay ce que dois, avien que pourra.» «Fa’ ciò che devi, avvenga ciò che vuole.» Cesare BorgiaCostretto alla tonaca quando avrebbe voluto impugnare una spada, Cesare Borgia non è nato per obbedire, ma per conquistare. Dalle stanze dorate del Vaticano ai campi insanguinati della Romagna, la sua ascesa è fulminea, con l’ambizione di unire l’Italia sotto un’unica corona. Ma il potere ha un prezzo. Mentre la madre Vannozza lo vede consumarsi nella smania e Lucrezia, la sorella adorata, ne condivide splendori e ombre, il sogno di dominio si trasforma in una corsa contro il destino. Un grande romanzo in cui tradimenti, alleanze, passioni brucianti e rovinose cadute scandiscono la vita di un uomo deciso a essere sovrano di sé stesso, anche a costo di perdere tutto.Ippolita Avalli è nata a Milano e vive a Roma. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui La dea dei baci finalista al Premio Strega. Ha scritto per il teatro e per il cinema, collaborando, tra l’altro, alla sceneggiatura de La città delle donne di Federico Fellini e al testo della canzone L’addio di Franco Battiato. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  35. 966

    Marco Pautasso "Lungo Mare di Libri"

    Marco Pautasso"Lungo Mare di Libri"www.lungomaredilibri.itStorie, culture, geografie e conoscenze si dispiegano e si intrecciano come trame, in un mondo sempre più complesso e in rapido mutamento: sarà “Le trame del mondo”, il tema filo conduttore della sesta edizione di Lungomare di Libri a BariLa manifestazione letteraria che trasforma il capoluogo pugliese in una grande libreria a cielo aperto affacciata sul mare – grazie al lavoro dei librai – e in una fiera dell’editoria indipendente pugliese – grazie agli editori del territorio – si svolgerà da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026.Si snoderà, come da tradizione, lungo la muraglia sul mare (via Venezia) e nei luoghi simbolo della città, dove troveranno spazio librerie, case editrici e le aree dedicate agli appuntamenti: da Piazza del Ferrarese al Fortino Sant’Antonio, fino a Largo Vito Maurogiovanni, dall’ex Mercato del Pesce allo Spazio Murat.Al centro della manifestazione l’idea del libro come strumento essenziale per orientarsi nella realtà, mappa indispensabile per decifrare il presente, attraverso l’intreccio di racconti, riflessioni, analisi e prospettive. Librai ed editori, indispensabili tessitori di storie, contribuiscono a rendere il festival un luogo di scoperta e condivisione, uno spazio vivo di incontro e confronto e, soprattutto, un presidio di resistenza culturale, dove il libro diventa un bene comune.Diverse saranno le tipologie di incontri che animeranno la manifestazione. Dialoghi, presentazioni editoriali di romanzi e saggi, reading, momenti di approfondimento, attività per bambine e bambini e consigli di lettura si alterneranno nell’arco di tre giorni, dal pomeriggio alla sera inoltrata, con proposte che traggono ispirazione non solo dal tema “Le trame del mondo”, ma anche dalle più recenti novità editoriali di saggistica e narrativa.Tra le ospiti e gli ospiti attesi sul lungomare barese: Ascanio Celestini con il nuovo libro “Pasolini. Una vita, anzi due” (Laterza); Matteo Bussola con il nuovo romanzo “Il sole nelle pozzanghere” (Einaudi); Farian Sabahi con un incontro dedicato alla situazione in Iran e un omaggio all’illustratrice Marjane Satrapi; Matteo Lancini autore del saggio “Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti” (Raffaello Cortina); Mario Del Pero con "Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump” (Il Mulino); Leo Ortolani con il graphic novel “Tapum” (Feltrinelli Comics); Ivan Cotroneo, autore di “Grande” (La Nave di Teseo); Giovanni Semi con il saggio “È il capitalismo, bellezza. L'estetica all'assalto delle città” (Einaudi); Nadeesha Uyangoda con "Acqua sporca" (Einaudi); Antonio Vassallo con il romanzo di testimonianza “Negli occhi di Giovanni. Storia di un ragazzo di Capaci” (Il Castoro); Damiano Rizzi con il saggio "Adolescenza, parliamone. Educare all'amore per disarmare la violenza" (Piemme); Michele Emiliano con il giallo “L’alba di San Nicola” (Solferino); Franco Faggiani con il romanzo “La luce del primo mattino” (Fazi); Majid Bita autore dell’albo illustrato “Un sequestro lungo 10.000 anni” (Canicola); Francesco Carofiglio con il romanzo “Camillo il piccolo topo di biblioteca” (Garzanti); Fulvio Frezza con “Claudio Baglioni. Metamorfosi di un cantautore” (Florestano Edizioni); l’attrice Nunzia Antonino con il reading tratto da “Nate dalla tempesta” di Alessia Coppola (Fazi).Dopo il successo del 2025, Il Post tornerà a Lungomare di libri, con un incontro dedicato alla politica e alla società, quest’anno con Valerio Valentini, autore della newsletter Montecit e Nicola Ghittoni, conduttore di Morning.Agli incontri con gli autori si affiancheranno due approfondimenti sul mondo dell’editoria: il convegno “Leggere fa sistema. Perché all'Italia serve una nuova legge sul libro” sarà curato dal Forum del Libro e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Chiara Faggiolani e Della Passarelli (ADEI), Fabio Del Giudice (AIE), Alessandro Laterza (Casa editrice Laterza), Della Passarelli (ADEI), Vincenzo Santoro (ANCI); l’altro convegno, dal titolo “Le librerie salveranno le città? Chi salverà le librerie?” sarà organizzato dalla neonata Associazione A.L.B.A. sul ruolo dei librai nelle città e nella promozione e produzione culturale.Novità del 2026 è il progetto podcast “Marea. Storie di librerie a Bari” , realizzato in collaborazione con Ticket to Read di Margherita Schirmacher. La prima stagione sarà composta da 26 episodi della durata di circa 15 minuti ciascuno. Un viaggio tra le librerie di Lungomare di libri, alla scoperta delle particolarità che le contraddistinguono, tra storie, aneddoti e consigli di lettura. Le puntate saranno disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le piattaforme di streaming a partire dal mese di luglio 2026.28 librerie di Bari e del territorio barese , alcune riunite nell’associazione A.L.B.A. (IG: @a.l.ba_libreriebaresi), accoglieranno lettrici e lettori, turiste e turisti lungo la muraglia del lungomare (via Venezia), all’interno delle tipiche casette bianche in legno che contraddistinguono la manifestazione, con un’esposizione di libri degli autori e delle autrici ospiti, ma anche con altre proposte editoriali, dalle novità ai classici per adulti, bambine e bambini. Diverse attività di animazione e performance per grandi e piccoli prenderanno vita davanti alle casette delle librerie. Dopo il successo dello scorso anno, anche per questa edizione, in occasione dei due appuntamenti dedicati ai consigli dei librai , sabato 18 e domenica 19 luglio, i titoli suggeriti saranno offerti in dono al pubblico attraverso un sorteggio in diretta.32 editori indipendenti pugliesi, diversi dei quali riuniti nell'associazione APE (associazionepuglieseditori.it), si racconteranno al pubblico attraverso le loro autrici e i loro autori e le tante novità editoriali nei rinnovati spazi dell’ex Mercato del Pesce e dello Spazio Murat.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  36. 965

    Sara Catella "Perché non esiste più la panna montata che mangiavo da bambina?"

    Sara Catella"Perchè non esiste più la panna montata che mangiavo da bambina?"Edizioni Casagrande, Bellinzonawww.edizionicasagrande.comAttraverso un inventario di oggetti, odori e gusti perduti, l’autrice del fortunato Le malorose racconta un’infanzia tra Svizzera e Italia alla fine del secolo scorso.Una riflessione sulla memoria, l'identità e i saperi trasmessi di donna in donna, di generazione in generazione.Una donna sale in macchina e si mette in viaggio, diretta a sud. Conosce il percorso: l’ha compiuto più e più volte da bambina, tra gli anni Ottanta e Novanta: figlia di madre svizzera e padre italiano, ogni estate lasciava il canton Ticino con i nonni paterni per passare le vacanze nella loro terra d’origine, l’Abruzzo. Ripetendo, adulta, quel percorso, in lei riaffiora un mescolarsi di impressioni infantili legate a due culture e due paesi: il gusto dei gelati con panna montata di ’Micucc; il sentore pungente del sapone fatto in casa mescolando olio d’oliva, soda caustica e cenere; i colori delle api e delle arnie dei nonni materni; il frusciare di guaine, sottovesti e grembiuli avvinghiati intorno al corpo della bisnonna; la superficie lucida delle fotografie di famiglia scattate poco prima della sua nascita: «Sono le immagini della mia infanzia – anche se io non ci sono».E in effetti nel corso del suo viaggio la donna prende coscienza di quanto profondamente si venga plasmati da una storia famigliare che si è svolta in gran parte prima e senza di noi, al punto che sente risuonare dentro di sé il dolore dei nonni costretti a emigrare, gli aspri insegnamenti sulla maternità e il corpo femminile ricevuti da madre, nonne e bisnonne, l’impulso a tramandare delle antenate – impulso che in lei si trasforma in scrittura.Attraverso un inventario di oggetti rievocati sul filo dei cinque sensi, Sara Catella – già autrice del fortunato Le malorose – ci cala dentro la sua infanzia, con un racconto autobiografico che è anche romanzo di formazione. Sara Catella è una scrittrice svizzero-italiana, luganese di origine e oggi residente a Berna. Ha esordito nel 2022 con Le malorose. Confidenze di una levatrice (Edizioni Casagrande), e in seguito ha pubblicato l'albo illustrato Histoire un peu gourmande (con Cécile Koepfli, Askip, 2024), oltre a diversi racconti apparsi su riviste e antologie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  37. 964

    Marianna Napolitano "Camminare il silenzio"

    Marianna Napolitano"Camminare il silenzio"Itinerari religiosi e civili in Italia.Introduzione di Alberto MelloniEDB Edizioni Dehoniane Bolognawww.edb.itCamminare il silenzio è una guida in 39 itinerari che si snodano in ogni regione d’Italia, per camminatori esperti o principianti. I cammini conducono ai luoghi delle diverse fedi che oggi disegnano il profilo religioso del paese e a quelli delle memorie che ne rinsaldano il sentimento civile e democratico. Dalle coste alle cime più alte, attraverso sentieri, parchi e riserve, la bellezza del patrimonio materiale e immateriale accompagna il viandante lungo vie che si trasformano passo dopo passo in paesaggi interiori, dove la scelta del silenzio regala spazi alla riflessione in un tempo sempre più frastornato dai rumori di un mondo inquieto.I 39 luoghi/itinerari raccontati nel libroCammino di Oropa Valdostano — Valle d'Aosta, PiemonteVia delle Genti — PiemonteStrada dei Valdesi in Piemonte — PiemonteCammino Induista — LiguriaCammino dei Santuari del Mare — LiguriaCammino Agostiniano — LombardiaCammino della Via Valeriana — LombardiaCammino di San Vili — Trentino-Alto AdigeUltimo Cammino di Sant'Antonio — VenetoCammino Celeste — Friuli Venezia GiuliaCammino Ortodosso del Friuli — Friuli Venezia GiuliaCammino della Memoria da Trieste a Muggia — Friuli Venezia GiuliaCammino Sikh — Emilia-RomagnaCammino di Fossoli — Emilia-RomagnaViae Misericordiae — Emilia-Romagna, ToscanaVia Matildica del Volto Santo — Emilia-Romagna, ToscanaCammino di Barbiana — Emilia-Romagna, ToscanaVia Francigena Toscana — Toscana, LazioCammino Buddhista — ToscanaCammino della Pace — UmbriaTraccio di San Venanzo — UmbriaCammino dei Cappuccini — Marche, UmbriaCammino del Ghetto di Roma — LazioVia Francigena nel Sud (tratto laziale) — Lazio, CampaniaCammino di Bonaria — SardegnaCammino Grande di Celestino — AbruzzoCammino Medievale — MoliseCammino delle Chiese Pentecostali Africane — CampaniaCammino di San Matteo — CampaniaVia Francigena nel Sud (tratto pugliese) — PugliaVia Peuceta – Cammino Materano — Basilicata, PugliaBasilicata Coast to Coast – Tra Fede e Pollino — BasilicataCammino di San Francesco di Paola — CalabriaCammino Ebraico di Calabria — CalabriaCammino dei Valdesi di Calabria — CalabriaVia dei Frati — SiciliaCammino della Legalità — SiciliaItinerarium Rosaliae — SiciliaCammino Musulmano di Sicilia — SiciliaMarianna Napolitano è ricercatrice a tempo determinato (RTD-A) dal 2023 presso il DESU – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha curato il volume Camminare il silenzio. Itinerari religiosi e civili in Italia, pubblicato da EDB (Edizioni Dehoniane Bologna) nel giugno 2026, con introduzione di Alberto Melloni e presentazione di Bernardo Gianni, e copertina firmata da Lorenzo Mattotti. Il libro raccoglie 39 itinerari che attraversano tutte le regioni italiane, intrecciando percorsi delle diverse tradizioni religiose presenti oggi in Italia (cattolica, ortodossa, valdese, ebraica, buddhista, induista, sikh, musulmana, pentecostale) con cammini della memoria civile e democratica, dedicando inoltre attenzione alle Riserve della Biosfera UNESCO.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  38. 963

    Paolo Brusasco "Ninive"

    Paolo Brusasco"Ninive"Mito e realtàLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euLa città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici?Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, Ninive. Mito e realtà mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica.Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  39. 962

    Gianfranco Pasquino "Il bello della politica"

    Gianfranco Pasquino"Il bello della politica"Idee, comportamenti, protagonistiEdizioni del Mulinowww.mulino.itLa politica non è solo l’attività dei politici di professione: è anche e soprattutto ciò che gli uomini e le donne hanno fatto, fanno e faranno per organizzare le loro vite nella «polis» ovvero nel sistema politico nazionale e internazionale. Perciò nella politica c’è del bello; un bello che riguarda la discussione continua su regole, istituzioni, idee e ideologie come pure sui comportamenti e sui protagonisti. Un dialogo in divenire seguito da soluzioni sempre diverse a sfide e problemi; un bello sempre mutevole che qui l’autore mostra in modo suggestivo, sistematico ma non pedante, spaziando fra tematiche come il liberalismo, l’italianità, il corporativismo, l’etica e molto altro. Sguardi, analisi critiche e idee di un decano della scienza politica. Gianfranco Pasquino, torinese, professore emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, è socio dell’Accademia dei Lincei. Con Norberto Bobbio e Nicola Matteucci ha diretto il «Dizionario di Politica» (1976; 6a ed. 2024). Nel 1970 il Mulino pubblicò il suo primo libro «Modernizzazione e sviluppo politico», ne sono seguiti molti altri. I più recenti sono la quinta edizione del «Nuovo corso di scienza politica» (2023), «Sistemi democratici comparati» (con M. Valbruzzi, 2024) e «Le parole della politica» (nuova ed. 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  40. 961

    Davide De Luca "Carte da decifrare"

    Davide De Luca"Carte da decifrare"Fondazione Arteawww.fondazioneartea.orgCARTE DA DECIFRARE / Busca,12 e 18 luglio 2026Nona edizione per la rassegna di letteratura e musica Carte da decifrare, che torna a Busca con due appuntamenti inediti, dove parole e note si intrecciano e dialogano sotto forma di reading, esperienze sonore e visite guidate esclusive in due luoghi unici e inestimabili del patrimonio storico-artistico piemontese: la prestigiosa Collezione di arte contemporanea La Gaia e, novità 2026, il Parco Museo dell’Ingenio, un antico Convento dei Frati Cappuccini, oggi centro culturale dedicato alla storia del lavoro, della creatività e dell’ingegno umano.Ospiti di quest’anno: Donatella Di Pietrantonio con Teho Teardo e Nicola Lagioia con Enrico Gabrielli e Alessandro Grazian. Domenica 12 luglio / ore 18.00➝ Busca – Collezione La GaiaDONATELLA DI PIETRANTONIOTEHO TEARDO, elettronicaLE ETÀ FRAGILIReading musicale da L’età fragile (Einaudi) + visita guidataDonatella Di Pietrantonio racconta la storia di Amanda, la quale torna improvvisamente nel paese d’origine, vicino a Pescara, dopo aver lasciato Milano. Sua madre Lucia comprende subito che qualcosa l’ha profondamente segnata e, mentre cerca di proteggerla, riaffiorano i ricordi di un tragico evento avvenuto trent’anni prima ai piedi del Dente del Lupo, dove tre ragazze scomparvero e Lucia si salvò per un caso. In un intreccio di passato e presente, tra segreti familiari, ferite che attraversano le generazioni e il difficile rapporto tra madri e figlie, L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio racconta la vulnerabilità che accompagna ogni età della vita e il confronto con un passato che non smette di chiedere ascolto. Un romanzo intenso, sulla paura, sulla memoria e sulla possibilità di ricostruirsi quando si è più esposti al mondo, vincitore del Premio Strega 2024, che prenderà vita in un reading di grande intensità emotiva grazie alle musiche originali di Teho Teardo, compositore, musicista e sound designer tra i più eclettici e visionari della scena musicale contemporanea.Prima e dopo il reading è prevista una visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia. Durata complessiva dell’attività circa 2,5 ore. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE: Il pubblico è suddiviso in due gruppi con partenza da Piazza Mariano. Gruppo I: partenza ore 16:45Trasporto con navetta a La Gaia ➝ visita guidata alla Collezione ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ rientro con navetta (ore 19.15 ca)Gruppo II: partenza ore 17.30Trasporto con navetta a La Gaia ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ visita guidata alla Collezione ➝ rientro con navetta (ore 20 ca)BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 11 luglio, ore 23:59, salvo esaurimento posti).Gratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a [email protected] consentito solo con servizio navetta con partenze da Piazza Fratelli Mariano.Acquista qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/le-eta-fragili.aspxSabato 18 luglio / ore 20.30➝ Busca – Parco Museo dell’Ingenio NICOLA LAGIOIAENRICO GABRIELLI, pianoforte, fiatiALESSANDRO GRAZIAN, chitarraCOME SI DIVENTA CIÒ CHE NON SI ÈUna lezione sull’imparare a fare le coseNessuno racconta con facilità come ha imparato a fare ciò di cui è capace. Nasciamo sprovvisti di tutto, l’apprendistato è lungo, pieno di ostacoli, frustrazioni, episodi ridicoli. È difficile capire cosa accade di preciso tra il momento in cui non siamo capaci di fare qualcosa e l’attimo trascorso il quale quella medesima cosa cessa di essere per noi un problema. Si attraversa un confine invisibile, una commessura, oltre il quale non siamo più noi stessi. In certi casi, racconta Nicola Lagioia, l’arte – e persino il mondo che si muove intorno ai libri – in questo processo di trasformazione può svolgere un ruolo davvero imprevisto.Ad accompagnare la lezione d’autore le musiche originali di Enrico Gabrielli, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore discografico, noto soprattutto per essere membro nonché fondatore dei Calibro 35 in duo con Alessandro Grazian.BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 18 luglio, ore 11:00) oppure presso la biglietteria del Parco Museo dell’Ingenio, dalle ore 19:30 del giorno dello spettacolo, salvo esaurimento postiGratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a [email protected] qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/come-si-diventa-cio-che-non-si-e.aspxDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  41. 960

    Andrea Tagliapietra "Filosofi lungo l'Oglio"

    Andrea Tagliapietra"la pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare sé stessi"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itAnche quest'anno il Festival Filosofi lungo l'Oglio fa tappa a Castegnato. Andrea Tagliapietra, scrittore, filosofo e docente dell'università Ca' Foscari di Venezia, terrà una lectio magistralis dal titolo «La pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare sé stessi». L'incontro di martedì 22 è fissato alle ore 21 in piazza Dante. Andrea Tagliapietra"Il gesto più antico"Filosofia e icone del pudoreDonzelli Editorewww.donzelli.itChe fine ha fatto il pudore nell'epoca dei social, dei corpi esibiti, dell'intimità messa in piazza? In un tempo che ci vuole esposti, sempre visibili, sempre connessi, Andrea Tagliapietra riflette in questo saggio su una virtù inattuale e potentissima. Gesto antico che distingue l'essere umano dall'animale, gesto minimo ma ostinato, capace di difendere dall'omologazione dello sguardo e della parola, il pudore – fuori da ogni nostalgia moralistica – diventa qui un elemento chiave per interrogare la nostra epoca. Tagliapietra ne ripercorre le forme nel tempo: dalla vergogna dei miti antichi alla confessione cristiana, dal segreto inconoscibile al fondo di ogni essere umano alla pornografia dell'algoritmo. Perché, come scrive l'autore, «il pudore mette alla prova una società senza segreti», protegge ciò che non può essere detto né mostrato: la singolarità irriducibile di ciascuno. Virtù o sentimento, passione o concetto, il pudore appare così come risorsa, spazio di libertà, argine di resistenza alle maschere che il potere e la società impongono. Mostrare tutto non è libertà, ma obbedienza a un nuovo precetto: quello dell'esposizione continua, della trasparenza senza resto. La forza del pudore sta nell'apparente semplicità di un gesto di diniego che troviamo riproposto, prima ancora che nei testi della filosofia o della letteratura, nei capolavori dell'arte – da Masaccio e Botticelli ad Artemisia Gentileschi, da Courbet a Munch –, che in questo libro si intarsiano con la scrittura in un dialogo continuo tra parola e immagine.Andrea Tagliapietra, ordinario di Storia della filosofia, insegna all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha fondato Crisi (Centro di ricerca interdisciplinare di storia delle idee) e, con Massimo Cacciari, Icone (Centro europeo di ricerca di storia e teoria dell’immagine). Per i tipi della Donzelli ha pubblicato I cani del tempo (2022), La metafora dello specchio (2023), Il lettore e lo spettatore (2024). Nel 2004, con La virtù crudele. Filosofia e storia della sincerità, ha vinto il Premio Viareggio-Répaci per la saggistica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  42. 959

    Matteo Lupoli "Ecologia e politica del turismo balneare"

    Matteo Lupoli"Ecologiaa e politica del turismo balneare"Natura e lavoro a buon mercato a Rimini e DurazzoOrthotes Editricewww.orthotes.comIl turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell’economia globale. Eppure, al di là delle cifre e delle retoriche promozionali, la sua crescita porta con sé contraddizioni che tendono a essere rappresentate come effetti collaterali inevitabili: la precarietà del lavoro, la privatizzazione degli spazi costieri, il consumo intensivo di suolo e risorse, la marginalizzazione delle comunità residenti. Questo volume si propone di mostrare come questi presunti effetti collaterali non siano affatto tali, ma costituiscano gli assi strutturali su cui si regge l’intera industria turistica. Prendendo come casi di studio Rimini e Durazzo, due coste e due momenti distinti di uno stesso processo storico, il libro analizza le condizioni materiali ed ecologiche che rendono possibile la vacanza balneare di massa, attraverso la prospettiva dell’ecologia-mondo arricchita dal dialogo con l’ecologia politica, la sociologia del turismo e le analisi della governamentalità neoliberale. Un futuro desiderabile potrebbe non coincidere con l’abolizione del turismo, né con il suo semplice rinverdimento, ma con la capacità di immaginarne uno sviluppo meno estrattivo e più equo.Matteo Lupoli è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna. Collabora stabilmente con il Cidospel (Centro internazionale di documentazione e studi sociologici sui problemi del lavoro) e si occupa principalmente dello studio delle relazioni tra trasformazioni del lavoro, degradazione ambientale e crisi ecologica. Attivista prima che ricercatore, ha scritto vari contributi per riviste, giornali e blogDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  43. 958

    Federico Campagna "Altrimondi"

    Federico Campagna"Altrimondi"Lezioni dal passato per sopravvivere alla StoriaEinaudi Editorewww.einaudi.itPer millenni i popoli del Mediterraneo hanno affrontato guerre, persecuzioni e catastrofi naturali: tante piccole apocalissi. Ma ogni volta che il loro mondo veniva distrutto, sapevano migrare verso un «altrove» dove vivere fosse di nuovo possibile.Si spostavano da costa a costa, come i migranti di oggi alla ricerca di un futuro migliore, ma soprattutto viaggiavano con l’immaginazione al di là dei confini tracciati dalla Storia. Osavano spingersi verso quel luogo invisibile dove non smettono mai di nascere nuove concezioni del mondo e della vita.Questo libro segue i loro viaggi, partendo dalle battaglie cosmiche con cui gli dèi e gli eroi mesopotamici ed egizi diedero avvio alla creazione dell’universo. Supera i confini orientali della Persia, lungo lo strano percorso tracciato dal personaggio di Alessandro Magno nelle storie dei cantori popolari. Attraversa i secoli tumultuosi della Tarda Antichità in compagnia di mistici e visionari, avventurandosi nel tempo dell’ascesa dell’Islam e delle crociate. Solca le onde che furono testimoni delle avventure di migliaia di corsari, pirati e schiavi nella prima Modernità, per poi approdare tra i sogni e le tragedie del XX secolo. E si conclude sulle coste del Mediterraneo dei giorni nostri, dove il resto di questa storia si sta ancora scrivendo.Federico Campagna (1984) è un filosofo italiano residente a Londra. Il suo pensiero si muove tra la metafisica, gli studi culturali e la teologia. Insegna Filosofia all'università ECAL di Losanna e al Royal College of Art a Londra, è fellow del Warburg Institute di Londra, dirige la scuola di arte e filosofia Agora a Ginevra, e lavora presso gli editori Verso Books e Timeo. Ha ottenuto un dottorato presso il Royal College of Art di Londra sul rapporto fra la tradizione metafisica e il design dei mondi virtuali. In Italia ha pubblicato Magia e tecnica e Cultura profetica. Per Einaudi ha pubblicato Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  44. 957

    Guido Quarzo "Maciste in giardino"

    Guido Quarzo"Maciste in giardino"Ancora Libriwww.ancoralibri.itUn giorno nel giardino di Nico arriva una talpa, una talpa così grande che suo papà la chiama Maciste, come il protagonista di alcuni film ambientati ai tempi degli antichi romani. Per catturare un animale così, però,ci vuole una persona speciale. Allora a casa di Nico viene chiamato Gino Bandiera, anche lui un Maciste a suo modo perché è un gigante e come la talpa è mezzo cieco. Ma è anche un ex campione di pugilato, cosa che Nico è destinato a scoprire presto.Un racconto di una grande firma della letteratura per l’infanzia, amatissimo dai giovani lettori.Per lettori dagli 8 anni.Guido Quarzo è molto amato da insegnanti e ragazzi e molto attivo negli incontri di lettura presso scuole e biblioteche. Con questo romanzo l’autore è stato finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 20171995: Premio Andersen miglior autore1996: Premio Cento2013: Premio Andersen2022: Premio Rodari alla carrieraDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  45. 956

    Maurizio Fantoni Minnella "Que viva Latinoamerica!"

    Maurizio Fantoni Minnella"Que viva Latinoamerica!"Gli anni in viaggio attraverso il continente 1985-2026Odoya www.odoya.itDal continente che fu di Simón Bolívar, José Martí e di Ernesto Che Guevara, un viaggio reale e insieme letterario che ha inizio nel lontano 1985 e che si conclude nel 2026. «Quarant’anni in viaggio attraverso il continente» come recita il sottotitolo del volume, un periplo di esperienze, riflessioni sulla cultura, incontri con scrittori, registi, musicisti e gente comune, dal Nicaragua sandinista al Messico zapatista passando attraverso il Venezuela chavista, il Cile dell’Estallido Social, la Bolivia degli altopiani, l’Ecuador di Oswaldo Guayasamín, e ancora, la Cuba del tardo castrismo, il Guatemala della cultura maya, l’Argentina di Atahualpa Yupanqui, e il Brasile di Salvador de Bahia e di Rio de Janeiro, mescolando felicemente il memoir con la narrazione di viaggio, il romanzo con il saggio, proiettati nel vasto mondo fantastico e tragico, immaginifico e quotidiano di “Nuestra América”.IL CORPO E L’ANIMA DELL’AMERICA LATINA DI SIMÓN BOLÍVAR.JOSÉ MARTÍ, ERNESTO CHE GUEVARA, GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ, TRA VITA QUOTIDIANA E POLITICA, POESIA, NARRAZIONE E MEMORIA, IN UN VIAGGIO LUNGO QUARANT’ANNIMaurizio Fantoni Minnella, scrittore, studioso di narrativa latinoamericana e di viaggio, pubblicista, saggista cinematografico e regista, ha al suo attivo la pubblicazione di alcune opere narrative – come L’era volgare; Il tempo di Rachid. Storie d’immigrati e Il viaggiatore delle catastrofi – e di molti saggi cinematografici, tra cui: Bad Boys. Dizionario critico del cinema della ribellione giovanile; Non riconciliati. Politica e società nel cinema italiano dal neorealismo a oggi; Paradise Now. Sulle barricate con la macchina da presa; Spezzare l’assedio. Il cinema del conflitto israelo-palestinese.Ha realizzato ventotto documentari, tra cui Caos totale. La marcia perduta di Gaza; Benvenuti nel ghetto; Libertà di Hevi. Una vita per il Kurdistan; Case che resistono; Gaza a cielo aperto; Noi. I Neri; Esilio. La passione secondo Lucano; Libri di sabbia;  Fantasmi cileni. Frammenti di un golpe lontano.Ha scritto reportage culturali e di viaggio per diverse testate nazionali e internazionali, saggi monografici per riviste specializzate di cinema come Cinecritica. Ha pubblicato, insieme a don Andrea Gallo, Io non mi arrendo. Un’autobiografia in parole e immagini. Con il film Benvenuti nel ghetto ha raccontato la comunità transgender di Genova.Ha tenuto conferenze in varie città europee ed extraeuropee sulla città di Genova, la sua cultura e la sua storia.Per Odoya ha inoltre pubblicato Film documentario d’autore. Una storia parallela.www.fantoniminnelladoc.org.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  46. 955

    Claudio Gallo "Sulle scene" Emilio Salgari

    Claudio Gallo, Lorenzo Bassotto"Sulle scene"Emilio SalgariNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itSulle scene racconta e documenta l’intensa attività giornalistica di Emilio Salgàri come cronista e critico teatrale, svolta tra il 1883 e il 1885 sulle pagine de “La Nuova Arena” con lo pseudonimo di Emilius: un capitolo ancora oggi poco noto e, per larga parte, inedito. Figlio anomalo ed eclettico della Scapigliatura, melomane appassionato, Salgàri seguì opere, operette, balletti, spettacoli di fantocci meccanici, commedie e drammi messi in scena nei principali teatri veronesi e nelle piazze cittadine. Le sue recensioni non si limitavano alla musica o alle interpretazioni vocali: si addentravano nelle posture e nei movimenti degli attori, nelle scenografie, nei suoni di scena, fino al lavoro dei macchinisti. Per comprendere davvero l’originalità dello stile e dell’opera salgariana, non si può prescindere da queste esperienze giovanili, in cui già affiorano la sua precisione visiva e il suo gusto narrativo. Il volume propone una ricca selezione delle cronache redatte da Salgàri e numerose recensioni dedicate a Ida Aida Peruzzi, “la veneziana linguacciuta e spiritosa”, nelle quali è facile riconoscere la mano dello scrittore: Salgàri seguiva infatti le rappresentazioni della futura moglie sui palcoscenici di alcune compagnie melodrammatiche, restituendone con vivacità il talento e l’energia.Emilio Salgàri , nacque a Verona il 21 agosto 1862, in una famiglia piccolo-borghese. Giovanissimo lasciò la città e si iscrisse all’Istituto Nautico di Venezia, senza però conseguire il titolo di capitano di gran cabotaggio; in seguito amò attribuirsi viaggi e brevetti mai ottenuti, alimentando il mito della propria esperienza marinaresca. Tornò a Verona alla fine del 1882 e avviò una intensa attività giornalistica: collaborò con “La Nuova Arena” diretta da Ruggero Giannelli, firmando articoli di politica internazionale con lo pseudonimo di Ammiragliador e cronache teatrali come Emilius, mentre pubblicava i primi romanzi d’appendice. Nel 1885 passò a “L’Arena”, dove lavorò fino al 1893; quindi si trasferì a Torino per dedicarsi alla narrativa e ai rapporti con gli editori. Negli anni successivi consolidò la collaborazione con Antonio Donath, visse per un periodo a Genova e tornò infine a Torino. Contrariamente a una leggenda diffusa, non visse sempre in miseria: garantì alla famiglia, la moglie Ida e i figli Nadir, Fatima, Romero e Omar, una vita borghese decorosa e nel 1906 firmò con l’editore Enrico Bemporad un contratto di rilievo. Si tolse la vita il 25 aprile 1911, provato dalla malattia della moglie e da una crisi personale profonda.Claudio Gallo , già bibliotecario, docente di Storia del Fumetto presso l’Università degli Studi di Verona, direttore de “Ilcorsaronero”, rivista salgariana di letteratura popolare, è studioso dell’opera di Salgari di cui ha scritto, insieme a Giuseppe Bonomi, una rigorosa e innovativa biografia. Ha pubblicato numerose monografie e saggi alla letteratura per ragazzi del primo Novecento e alle origini del giallo italiano e del fumetto, alla poco conosciuta letteratura fantastica e inquietante dell’Ottocento.Lorenzo Bassotto  è attore, autore e regista, autore di drammaturgie per ragazzi. Da sempre si occupa di letteratura avventurosa ed è condirettore della rivista “Ilcorsaronero”. Lavora da anni tra teatro, formazione e progetti editoriali, con un percorso internazionale che intreccia narrazione, immagine e teatro d’oggetti. Collabora con musicisti e illustratori di fama mondiale e con editori di libri per l’infanzia e l’adolescenza, sviluppando progetti che uniscono ricerca scenica e cura artigianale del racconto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  47. 954

    Nicolò Petruzzella "La diga" Maylis De Kerangal, Joy Sorman

    Nicolò Petruzzella"La diga"Maylis De Kerangal, Joy SormanPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.ittraduzione di Elena Vozzi e Nicolò PetruzzellaTomi Motz, ingegnere solitario, viene incaricato dalla sua impresa di controllare l’impianto della diga di Seyvoz, la cui edificazione, negli anni Cinquanta, ha comportato la creazione di un lago artificiale e inghiottito il villaggio di montagna che si trovava là.Durante quattro giorni, Tomi ispeziona in lungo e in largo la zona. Sotto l’effetto di uno strano magnetismo, la sua missione è perturbata da una serie di disturbi sensoriali e psichici. Attorno a lui, il reale sembra dileguarsi: tutto vacilla, i luoghi e i comportamenti, i giorni e le notti, forse persino la sua stessa ragione.Avventurandosi fino alla frontiera del fantastico, questo romanzo scritto a quattro mani sonda le tracce di una catastrofe. Maylis De Kerangal e Joy Sorman vi fanno risuonare una memoria sommersa ma persistente, e affiorare stratificazioni temporali agganciate alle pieghe dello stesso paesaggio.Il romanzo nasce dalla storia della diga idroelettrica e dal lago artificiale di Chevril che nel 1952 inghiottì il ridente villaggio montano di Tignes, sacrificato sull’altare della modernità durante la ricostruzione nazionale del dopoguerra. Un disastro causato dall’uomo ed emblematico della recente storia industriale, francese e non solo - non senza evocare al lettore italiano il Vajont. Per dare vita al romanzo le autrici hanno trascorso parecchio tempo presso il lago di Chevril cercando di coglierne l’essenza; hanno poi scelto di restituirne la memoria, attraverso il registro del fantastico per farla riecheggiare, e riportarla in superficie.La collaborazione fra le loro voci non si dà come semplice somma, bensì in quanto fusione: una lingua comune, una terza lingua nata dai loro due alfabeti che crea un’opera inconfondibile, dal potente fascino evocatore.Se le autrici arrivano a esprimersi secondo una lingua comune, nel romanzo sono due i piani temporali che si alternano nella narrazione.La narrazione al presente funge da struttura del romanzo: lo avvolge in un'angoscia diffusa, nutrita da immagini antiche, non senza evocare atmosfere degne dell’hotel di Shining e ambientazioni montuose alla “Twin Peaks”, dove il malessere non nasce dalla distanza dalla realtà, bensì da una paranoia.La narrazione al passato riporta al momento della costruzione della diga di Seyvoz, alla vita immobile e rituale degli abitanti del paese, che si vedono comunicare l’esproprio delle proprietà in vista del programmato allagamento del villaggio. Allo scopo di tratteggiare un ricordo lacerante e vivido, le autrici fanno appello a un linguaggio scolpito da un lessico tecnico, il più vicino possibile ai corpi, agli operai delle dighe o agli abitanti de villaggio: un affresco dato per pennellate, frammenti di vita, che si stagliano sullo sfondo di una catastrofe (in)evitabile.§Figlia di un capitano, Maylis De Kerangal è nata nel 1967 a Tolone e ha trascorso l'infanzia nella città portuale di Le Havre. Autrice di svariati romanzi e racconti, ha ricevuto numerosi premi letterari in patria e all’estero, tra i quali spiccano il Prix Médicis, il Prix France Culture/Télérama, il Grand Prix de Littérature de l'Académie Française e il Gregor Von Rezzori.Nata a Parigi nel 1973, Joy Sorman è scrittrice e giornalista. Ha vinto con il suo primo romanzo Boys, boys, boys, manifesto per un femminismo virile, il Prix de Flore nel 2005. È autrice di numerosi libri, pubblicati in Francia da Gallimard, Le Seuil, Flammarion.§Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell’ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall’inglese per numerose case editrici.Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell’ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall’inglese per numerose case editrici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  48. 953

    Carlo Calabrò "Cemento e sangue"

    Carlo Calabrò"Cemento e sangue"Marsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSan Paolo è una città che cresce divorando se stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L’autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico. A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli.Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  49. 952

    Natascia Chiarlo "Anima Festival 2026"

    Natascia Chiarlo"Anima Festival 2026"www.animafestival.netL’Anima Festival, giunta alla sua undicesima edizione, si sta rivelando ancora una volta come una delle rassegne estive più amate del Piemonte, per la sua proposta artistica e per la cornice meravigliosa dell’Anfiteatro dell’Anima, un palcoscenico naturale visivamente abbracciato dalla cerchia delle Alpi, col Monviso da un lato e i dolci declivi delle colline langarole dall’altro. Dopo aver annunciato per l’estate del 2026 i concerti di Emma, Madame, Serena Brancale, Luca Carboni, Sal da Vinci e Riccardo Cocciante, oltre la serata comica con Max Angioni, la direzione artistica del Festival ha annunciato a sorpresa una grande novità. Sabato 5 settembre il palcoscenico piemontese ospiterà Alberto Angela, con la presentazione del suo nuovo libro, edito Mondadori, “CESARE. La conquista dell’eternità”. La serata doveva essere quella del concerto di Claudio Baglioni, che ha rimandato il tour al 2027 per problemi di salute. Ma la data non resterà vuota. Anzi. Ci sarà l'amatissimo e stimatissimo Angela. Paleontologo, naturalista, giornalista, divulgatore scientifico, scrittore e conduttore di numerosi programmi di successo trasmessi dalla RAI, racconta: “Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell’epoca cruciale per il destino di Roma e dell’Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. Alberto Angela torna in libreria con un’opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinarci in un’avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.” Sabato 5 settembre l’Anfiteatro dell’Anima aprirà già alle ore 19, per consentire al pubblico di arrivare con tutta calma, usufruendo dell’ampio parcheggio e dell’attrezzata zona ristoro. La presentazione del libro avrà inizio alle ore 21 e avrà durata di circa un’ora. Angela dialogherà con Alberto Infelise, giornalista de La Stampa. I posti saranno numerati e disponibili sul sito www.ticketone.it da lunedì 13 luglio 2026 alla cifra simbolica di sei euro (più diritti di prevendita) o direttamente al botteghino della location la sera stessa. Al termine della presentazione Angela sarà disponibile per un firmacopie per le prime trecento persone che si iscriveranno a un link presto disponibile sul sito ufficiale www.animafestival.net Natascia e Ivan Chiarlo dichiarano sull’evento: “Inseguivamo da anni il sogno di poter ospitare nel nostro anfiteatro un luminare della cultura come Alberto Angela. Siamo molto felici di essere riusciti nel nostro intento, che è un primo assaggio dell’ampliamento dell’offerta dell’Anima Festival. La direzione che vogliamo dare è infatti quella di costruire, anno dopo anno, un luogo di cultura a trecentosessanta gradi. I nomi e i cartelloni cambiano, le stagioni passano, il pubblico si rinnova e si amplia, ma il focus rimane quello di fare vivere al pubblico un’esperienza, facendo portare a casa un ricordo speciale che rimane nel tempo. È un luogo che continua a crescere, senza smarrire – ça va sans dire – la sua anima.”Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  50. 951

    Valerio Varesi "E' sangue di noi tutti"

    Valerio Varesi"E' sangue di noi tutti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itReggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l’imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d’oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell’Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant’anni che l’hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell’uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l’autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d’estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.«Valerio Varesi sottrae all’oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». AvvenireValerio Vares, giornalista e scrittore italiano (1959). Laureatosi in Filosofia, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985, collaborando come corrispondente di vari quotidiani, tra cui La Stampa, la Gazzetta di Parma e la Repubblica. Autore di romanzi gialli, ha esordito nella letteratura nel 1998 con Ultime notizie di una fuga, in cui compare per la prima volta la figura del commissario Soneri, protagonista di altri polizieschi di V., ai quali è stata ispirata una serie di sceneggiati televisivi dal titolo Nebbie e delitti. Tra gli altri libri con il commissario Soneri protagonista si ricordano: Il Fiume delle nebbie (2003), L'Affittacamere (2004), Le Ombre di Montelupo (2005), A mani vuote (2006), Oro, incenso e polvere (2007), La casa del comandante (2008), Il commissario Soneri e la mano di dio (2009), Il commissario Soneri e la strategia della lucertola (2014), Il commissario Soneri e la legge del Corano (2017), La paura nell'anima (2018), Reo confesso (2021) e Vuoti di memoria (2024). Nel 2002 ha vinto il  Premio Fedeli con il romanzo Il cineclub del mistero. Tra gli altri romanzi: Le Imperfezioni (2007), Il paese di Saimir (2009), Lo stato di ebbrezza (2015), Un marito (2018) e L'ora buca (2020). Per Giallo Mondadori ha pubblicato Vuoti di memoria (2024) e Lago Santo (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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