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il posto delle parole

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

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    Chiara Di Nuzzo "L'imprevisto del viaggio"

    Chiara Di Nuzzo"L'imprevisto del viaggio"Piccola guida per chi teme di smarrirsiediciclo editorewww.ediciclo.itPartiamo dal titolo. L'imprevisto del viaggio esce nella collana "Piccola filosofia di viaggio" di Ediciclo, e già nel titolo dichiara la sua scommessa: prendere sul serio ciò che di solito liquidiamo come semplice fastidio — il contrattempo, il piano saltato, il treno perso — e farne il cuore stesso dell'esperienza del viaggiare.Chiara Di Nuzzo, psicologa specializzata in psicologia del viaggio, parte da una domanda tutt'altro che scontata: perché temiamo così tanto ciò che non possiamo controllare, quando è proprio l'imprevisto a mostrarci, meglio di qualunque itinerario perfetto, chi siamo davvero? Il libro si muove nella tensione tra il desiderio di avventura e la paura dell'ignoto, due spinte che convivono in ogni viaggiatore e che l'autrice non cerca di sciogliere, ma di far dialogare."Quando qualcosa si inceppa, l'imprevisto amplifica l'ignoto — ma allo stesso tempo rende visibili costumi, fragilità e soluzioni."È in questo doppio movimento che si gioca il senso del libro: il contrattempo come lente che mette a fuoco risorse — pratiche, emotive, relazionali — che nella routine del viaggio "organizzato" restiamo abituati a non vedere. Non una teoria astratta, ma un percorso che nasce dall'osservazione diretta di chi il viaggio lo vive e lo accompagna professionalmente da anni.Con un taglio agile e una voce personale — la stessa che da tempo anima il blog travelpsych.it — il volume alterna riflessione psicologica ed esperienza di viaggiatrice, proponendosi come una piccola guida per attraversare l'ansia da partenza, la perdita di controllo, il disorientamento in un luogo che non risponde alle aspettative, e uscirne con qualcosa in più di quanto si era partiti a cercare. Non un manuale di soluzioni preconfezionate, ma un invito a trattare l'imprevisto come materiale prezioso — forse il più prezioso — della propria crescita, dentro e fuori dal viaggio.Chiara Di Nuzzo è psicologa e viaggiatrice — o meglio, come ama definirsi lei stessa, "viaggiatrice e psicologa". Specializzata in psicologia del viaggio, applica strumenti di matrice cognitivo-comportamentale all'ansia da partenza, alla paura di volare e ai piccoli e grandi blocchi che possono accompagnare chi si mette in movimento.Ha fondato Travel Psych®, progetto che intreccia consulenza psicologica e cultura del viaggio attraverso il blog travelpsych.it, percorsi di accompagnamento individuale e corsi rivolti a viaggiatrici e viaggiatori, tra cui "Bagaglio a mano". Vive e lavora tra i suoi spostamenti e Milano. L'imprevisto del viaggio è pubblicato da Ediciclo Editore nella collana "Piccola filosofia di viaggio".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  2. 999

    Davide Stolfi "La gratitudine delle assenze"

    Davide Stolfi"La gratitudine delle assenze"bookabookwww.bookabook.itTra i palazzi di piazzale Siena, dove le luci restano accese e i silenzi pesano, Ludovico vive in equilibrio precario tra ciò che è stato e ciò che non riesce a diventare. Le sue giornate scorrono uguali, strette tra la casa e la presenza ingombrante della madre, dentro un tempo che sembra fermo.Poi arriva Viola, una giovane inquieta, che porta con sé un disordine che non chiede permesso. Si incontrano per caso, in un ascensore. Un istante, uno sguardo, e qualcosa si incrina.Quello che nasce tra loro non ha un nome. Non è amore, non è amicizia. È qualcosa che sposta gli equilibri, tracciando segni sottili ma incancellabili.Così comincia:Milano, sempre lì che si rifà il trucco, ma ogni tanto sbava il mascara e simula stoicismo imperturbabile. Clacson, motorini che sfiorano gli specchietti con la grazia di un colpo di tosse, gente che corre senza mancare l’appello alla rubrica consueta La dottrina della frenesia, il barista sotto casa ha cambiato persino il tipo di brioche, lo scopro dal primo morso; meno burro, più aria stantia di ordine indubbiamente previdente, in un talk show locale avrebbero denunciato: aumentano i prezzi, diminuisce la sostanza, tutto torna. Il caffè ustiona ma siccome mi lascio coinvolgere da una certa propensione metropolitana, seguendo l’attitudine conformista, lo bevo comunque perché fa parte del palinsesto; poi nella tasca destra chiavi (nemmeno di preciso so quali ho afferrato), imbrocco finalmente l’altro braccio della giacca mentre sono già in ascensore, mia madre dorme impassibile, tanto vale essersene andati spediti. Maglione marrone castagna ma non è tempo di vendemmia, jeans blu comprensibili se hai avuto tre minuti per pensare a cosa scegliere da indossare, uniforme da uomo che non ha certamente voglia di prediligere opzioni multiple o forse è la tenuta da battaglia di chi ha capito che le possibilità sono un trucco dell’epoca, un modo per farti credere che hai voce in capitolo mentre ti schiacciano con la suoneria di un WhatsApp alle sette e quindici del mattino.Davide Stolfi è nato a Vigevano nel 1988. Lavora a Milano in ambito sanitario e scrive romanzi, spesso attraversati da musica e cinema. Ha pubblicato “Un bacio agli imprevisti” e “Agricoltura del desiderio”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  3. 998

    Paolo Bosca "Fare utopia"

    Paolo Bosca"Fare utopia" Edizioni Nottetempowww.edizioninottetempo.itFestival del Pensare Contemporaneo, PiacenzaVenerdì 25 settembre 2026, ore 18:30Coltivare l'altroveL'utopia come gesto concreto, tra campi, vigne e comunitàPaolo Boscawww.pensarecontemporaneo.itStretti tra un presente soffocato dalle distopie reali e un futuro che si prospetta come un vicolo cieco, la soluzione è una scommessa radicale: puntare sull’utopia, non più come un’invenzione letteraria o un modello astratto da contemplare, ma come un gesto concreto da compiere, qui e ora, nella terra che calpestiamo. Spaziando dalle campagne del Salento che rinascono grazie a collettivi di rigenerazione territoriale ai vigneti abbandonati della Val di Susa presidiati dai No TAV per realizzare, attraverso la protesta, una diversa modalità di convivenza; dalla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, dove il lavoro agricolo degli attivisti ha impedito la costruzione di un aeroporto, agli orti urbani che fioriscono nei luoghi incolti delle periferie metropolitane, questo saggio mostra come le manifestazioni contemporanee di dissenso condividono l’esigenza di uno spazio d’azione trasformativa e suggerisce, pertanto, una teoria dell’utopia che ponga al centro pratiche di collaborazione tra umani e non-umani, e che miri a ridefinire i limiti geografici dell’agire sociale.Paolo Bosca racconta di battaglie condotte sul campo che dimostrano come ogni evoluzione autentica abbia bisogno di terra fertile per mettere alla prova i desideri e nutrire alternative all’esistente, ragionando sugli strumenti che, oggi più che mai, appaiono essenziali per coltivare nuovi immaginari in grado di riconquistare il potere di trasformare il mondo.Paolo Bosca (Asti, 1996) vive a Venezia, dove collabora con l’Università IUAV. Dopo una formazione filosofica e alcuni anni di lavoro in editoria, ha cominciato a occuparsi di cibo e dell’impatto delle pratiche agricole sulla comprensione dell’ecologia, conseguendo presso le università di Pollenzo e Torino un dottorato in Estetica che coniuga approccio teorico e lavoro sul campo. Ha preso parte a ricerche e manifestazioni artistiche collettive presso varie istituzioni ed è autore di numerosi articoli pubblicati su riviste italiane e straniere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  4. 997

    Francesco Musolino "Rosso Panarea"

    Francesco Musolino"Rosso Panarea"edizioni e/owww.edizionieo.itRosso Panarea rovescia l’immaginario turistico delle Eolie, mettendo in luce gli aspetti più oscuri e conferma Giorgio Garbo come uno dei grandi protagonisti del noir contemporaneoUn noir mediterraneo che intreccia l’indagine classica al racconto dei nostri tempi, affrontando la misoginia online, i femminicidi come fenomeno sistemico e il ruolo centrale giocato dai media nella spettacolarizzazione della cronaca neraUn mese dopo i fatti di Giallo Lipari, l’azione si sposta a Panarea, l’isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Dopo un evento di beneficenza, viene ritrovato il corpo di Amodie, giovane modella all’apice della notorietà. Il suo corpo giace su una spiaggia: non è un gesto impulsivo, ma il primo atto di un macabro rituale. A condurre l’indagine è l’ispettore Giorgio Garbo, milanese trasferito alle Eolie, un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L’inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell’isola, tra influencer, giornalismo d’assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in una merce da sfruttare. Il cuore oscuro del romanzo apre le porte dei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa.Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista, scrittore e podcaster. Collabora con Libero, La Stampa, L’Espresso, Gazzetta del Sud. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo L’attimo prima (Rizzoli), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019) e dal libro per ragazzi Miti e storie del mare (La Nuova Frontiera Junior, 2023). Per E/O ha firmato i noir mediterranei Mare mosso (2022, Selezione Premio Scerbanenco), Giallo Lipari (2025) e Rosso Panarea (2026). Collabora con la Scuola Holden ed è l’ideatore del progetto non profit @Stoleggendo, nonché TEDx speaker.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  5. 996

    Patrizia Tosini "Palazzo Parisani Rondanini alla Rotonda"

    Patrizia Tosini, Enrico ParlatoPalazzo Parisani Rondanini alla RotondaStoria di una residenza aristocratica romana.Officina Librariawww.officinalibraria.netAttraverso i saggi di sei studiosi, il volume racconta la storia di palazzo Parisani Rondanini alla Rotonda, nei pressi del Pantheon, residenza romana del cardinale Ascanio Parisani (Tolentino, 1500 circa – Roma, 1549), creato di Casa Farnese, che ne acquistò i nuclei principali a partire dal 1531 e lo fece decorare al tempo del pontificato di Paolo III (1534-1549). L’edificio, oggi di proprietà privata, ospita diversi ambienti elegantemente affrescati che vengono qui pubblicati e analizzati in molti casi per la prima volta. Una sala al piano terra decorata a grottesche è quanto rimane del precedente proprietario, Silvestro Gigli (Lucca, 1463 – Roma, 1521), vescovo di Worcester e agente a Roma della corte di Inghilterra, che probabilmente ne fu il primo illustre inquilino nel secondo decennio del XVI secolo, come ricorda lo stemma Tudor al centro della volta. Al piano nobile, i sontuosi affreschi del salone della Crociata – opera di Raffaellino del Colle e del suo atelier – celebrano la memoria della prima impresa bellica contro i Saraceni intrapresa da papa Urbano II nel 1095, alludendo alla politica contro gli infedeli promossa al tempo di papa Farnese. Nelle altre stanze i fregi ad affresco sono dedicati alle origini mitologiche di Roma generata dalla stirpe di Enea e furono realizzati dalla bottega di Luzio Romano, attiva negli anni Quaranta a Castel Sant’Angelo al soldo del castellano Tiberio Crispo (Roma, 1498 – Sutri, 1566), che pure abitò il palazzo. Alla fine del XVI secolo i successivi proprietari hanno poi lasciato il segno in più tarde decorazioni pittoriche, tra cui il cardinale Alfonso Gesualdo (Calitri, 1540 – Napoli, 1603) e Giovan Francesco Aldobrandini (Firenze, 1545 – Varasdino, 1601), ai quali si deve la committenza degli affreschi nelle due cappelline. Il volume esplora infine la storia dell’edificio nel Novecento, secolo che, tra conferenze e rassegne artistiche, vide una movimentata vita culturale. Dal 2000 il piano nobile, dopo un importante intervento di restauro, è stato affittato alla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), che lo occupa ancora oggi.Patrizia Tosini è professoressa ordinaria di Storia dellʼarte moderna allʼUniversità di «Roma Tre». I suoi studi ruotano intorno ale arti figurative della Controriforma. Per Officina Libraria ha co-curato, tra gli altri, l'edizione critica delle Vite di Giovanni Baglione (2023).Enrico Parlato è professore di Storia dell’arte moderna dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). La cultura figurativa del Quattrocento romano, l’antiquaria e la riscoperta dell’antico hanno costituito il nucleo originario dei suoi interessi di ricerca, dedicata all’attività romana di Filippino Lippi e di Antonio Averlino, detto il Filarete.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  6. 995

    Guglielmo Incerti Caselli "Manu Scribere"

    Guglielmo Incerti Caselli"Manu Scribere"Festival della scrittura a manowww.manuscribere.itTorna Manu Scribere, il festival dedicato alla scrittura manuale come patrimonio dell'umanità, in programma a Bologna dal 18 al 20 settembre 2026. Tre giorni tra seminari, laboratori e incontri pensati per adulti, ragazzi e bambini, con l'obiettivo di valorizzare la scrittura a mano come gesto identitario e culturale, in un dialogo continuo tra neuroscienze e grafologia. Il festival, giunto alla sua quinta edizione, si propone anche di sostenere il riconoscimento della scrittura a mano come patrimonio da tutelare, in un tempo in cui digitale e manoscrittura devono trovare nuovi equilibri.Le giornate si svolgono in tre sedi storiche della città: la Biblioteca dell'Archiginnasio, nella Sala Stabat Mater di Piazza Galvani, la Biblioteca Salaborsa, nell'Auditorium Enzo Biagi, e il Teatro Storico di Villa Aldrovandi Mazzacorati. L'inaugurazione è prevista per venerdì sera; sabato il programma si articola in seminari dalle 9:30 alle 17:30 e in laboratori pratici per adulti e bambini, mentre domenica il festival si chiude alle 10:30 con l'evento conclusivo. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti.Il filo conduttore di questa edizione è "Scrivere da campioni", un percorso che intreccia scrittura, grafologia e sport, tra passione, vittorie e sfide personali. Tra gli appuntamenti più attesi, domenica 19 settembre alle 11:20, l'incontro "Un messaggio di resistenza e di speranza", con le calciatrici della nazionale femminile afghana Fatima Haidari e Susan Khojasta, in dialogo con la giornalista Cristina Giudici sul valore dello sport come strumento di emancipazione e cambiamento sociale.Guglielmo Incerti Caselli è grafologo ed educatore del gesto grafico, è stato presidente dell'AGI - Associazione Grafologica Italiana e direttore artistico del Festival Manu Scribere. Diplomato in Grafica Pubblicitaria alla Scuola d'Arte Cova di Milano, ha conseguito nel 2010 la certificazione di Consulente Grafologo presso l'AGI, specializzandosi in grafologia professionale e familiare; nel 2012 ha ottenuto la certificazione di Educatore del Gesto Grafico con ANGRiS, per poi specializzarsi nel 2017 in grafologia dell'età evolutiva.Prima di dedicarsi interamente alla grafologia, ha lavorato per 23 anni in Garzanti Editore come responsabile della pubblicità. Nel 1995 ha fondato lo Studio ICG di grafica e comunicazione e nel 2003 è diventato direttore creativo dell'agenzia La Fabbrica. È stato inoltre docente di Analisi Grafica presso la Scuola di Editoria Pia Marta.Accanto al lavoro di grafologo, Guglielmo Incerti Caselli ha un percorso sportivo lungo e radicato, iniziato ben prima della carriera nella grafologia. Dal 1993 è istruttore CONI, un ruolo che ha esercitato dedicandosi soprattutto ai giovani: per anni è stato allenatore delle giovanili di calcio, seguendo la formazione tecnica e umana di squadre di ragazzi, prima di passare a un ruolo dirigenziale come Direttore Sportivo, incarico ricoperto per dodici anni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  7. 994

    Maurizia Balmelli "Babel Festival, Bellinzona"

    Maurizia BalmelliBabel Festival, Bellinzonawww.babelfestival.comMaurizia Balmelli ritorna a Il Posto delle Parole — questa volta da Bellinzona, dove è ospite della XXI edizione di Babel Festival.Babel Festival, giunto quest'anno alla sua ventunesima edizione, si svolge a Bellinzona dal 16 al 20 settembre 2026 attorno al tema "Lingue per mondi possibili". La rassegna dedicata alla letteratura e alla traduzione è quest'anno guidata dalla nuova direzione artistica di Anna Schlossbauer e Lara Ricci, e mette al centro la capacità delle parole di immaginare — e forse costruire — mondi diversi da quello che abitiamo.Nell'ultima giornata di festival, sabato 20 settembre alle 10:30 al Teatro Sociale, Maurizia Balmelli dialoga con lo scrittore Wilfried N'Sondé nell'incontro "Innamorati come plancton. Che errore l'antropocentrismo!". Un confronto che muove dalla traduzione e dalla narrativa per interrogare la presunta centralità dell'essere umano nel racconto del mondo, tra ecologia, linguaggio e immaginazione.Maurizia Balmelli è traduttrice letteraria dal francese e dall'inglese. Ha tradotto, tra gli altri, Suttree di Cormac McCarthy, per cui ha ricevuto il Premio Von Rezzori nel 2010, e Cuore di bestia di Noëlle Revaz, Premio Terra Nova 2014, oltre ad Alma di J.M.G. Le Clézio. Si è formata anche nel teatro fisico alla scuola di Jacques Lecoq. Era già stata ospite de Il Posto delle Parole in occasione dell'uscita di Ermellino bianco e altri racconti di Noëlle Revaz.Wilfried N'Sondé è nato il 28 dicembre 1968 a Brazzaville, Repubblica del Congo, e si è trasferito in Francia nel 1973, crescendo nella periferia di Parigi. Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato come musicista ed educatore a Berlino. Ha esordito nella narrativa nel 2007 con Le Cœur des enfants léopards, accolto con il Premio dei cinque continenti della Francofonia e il Premio Senghor della creazione letteraria. Nel 2018 ha vinto il Premio Ahmadou-Kourouma con il romanzo Un océan, deux mers, trois continents. La sua scrittura torna spesso sui temi dell'identità, del meticciato culturale e della condizione umana.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  8. 993

    Diego Masiello "il Sentiero Beato Bonifacio"

    Diego Masiello"Il Sentiero Beato Bonifacio"ediciclo editorewww.ediciclo.itNe abbiamo parlato con Diego Masiello, tra i curatori de "Il Sentiero Beato Bonifacio", la guida che ripercorre a piedi il cammino e le tracce di don Francesco Bonifacio tra Italia, Slovenia e Croazia. Il volume nasce da un lavoro collettivo — una quindicina tra storici, geologi, naturalisti e giornalisti, tra cui Ezio Barnabà, Giulio Bartoli, Sergio Dolce, Stefano Furlani, Federico Grim, Kristjan Knez, Mate Mekiš, Erik Moratto, Paolo Paronuzzi, Mario Ravalico, Fabiana Scheriani, Franco Stener, Dennis Visintin e Marino Vocci, con le mappe curate da Cesare Tarabocchia — coordinato da Masiello.Il percorso descritto nella guida misura 110 chilometri divisi in sei tappe, da Trieste a Cittanova (Novigrad), passando per Muggia, Isola, Pirano, Buie, Grisignana e Verteneglio: un cammino che intreccia escursionismo e memoria storica, riconosciuto nel 2025 dal Ministero del Turismo come itinerario ufficiale, percorribile a piedi o in bicicletta.Francesco Bonifacio, a cui il sentiero è dedicato, era un sacerdote nato a Pirano nel 1912, figura di convivenza tra le comunità italiane e slave dell'Istria. Fu rapito e ucciso nel 1946 nei pressi di Grisignana; proclamato beato nel 2008, la sua vicenda è oggi al centro di un cammino di memoria condivisa tra i tre popoli che si affacciano su quei territori.Diego Masiello è anche ospite de Il Posto delle Parole, che gli ha dedicato un'intervista.Diego Masiello, nato a Trieste nel 1959, è stato ispettore del Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia, con 35 anni di servizio, e responsabile del Centro didattico naturalistico di Basovizza; viaggiatore ed escursionista, ha firmato per Ediciclo anche "Il cammino Via Flavia" e "La Via Flavia a piedi" (con Alberto Fiorin), "Istria sui sentieri delle orchidee" (con Loris Dilena), "Nei boschi del monte Nevoso" (con Fabio Fabris) e "Cherso e Lussino".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  9. 992

    Paolo Farina "i Dialoghi di Trani"

    Paolo Farina"L'arte di di insegnare ovvero d'essere felici"i Dialoghi di Traniwww.idialoghiditrani.itI Dialoghi di Trani festeggiano quest'anno il quarto di secolo: la XXV edizione si tiene a Trani dall'11 al 26 settembre 2026, con un'appendice ad Atene l'8 ottobre, sul tema "Complessità". Dentro il programma trova spazio anche Dialoghi Off, la sezione curata dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS che dal 12 al 20 settembre porta il festival nelle scuole e nei luoghi di comunità della città, con appuntamenti gratuiti dedicati a memoria, diritti, nuovo welfare e didattica.In questa cornice si inserisce l'incontro con Paolo Farina, venerdì 18 settembre 2026 dalle 10:30 alle 12:30, al Liceo Statale "Francesco De Sanctis" di Trani, in collaborazione con il CPIA BAT "Gino Strada". L'incontro con l'autore, dal titolo "L'arte di insegnare, ovvero l'arte d'essere felici", interroga se la scuola possa diventare "un luogo di felicità possibile, condivisa, generativa": al centro la relazione educativa intesa come cura della libertà altrui, più che come semplice trasmissione di contenuti, e una pedagogia costruita su gratitudine, responsabilità e desiderio.Paolo Farina è anche ospite de Il Posto delle Parole, che gli ha dedicato un'intervista in occasione della sua partecipazione al festival.Il libro. "L'arte di insegnare ovvero d'essere felici" (Odysseo, 9 aprile 2026) non è un manuale didattico né un saggio accademico convenzionale: è una riflessione che intreccia pedagogia, interrogazione antropologica ed etica, attraversando la scuola dall'interno. Il testo lavora sulla distinzione tra istruzione ed educazione, sull'autorevolezza relazionale contrapposta all'autorità formale, sulla figura del docente come "maestro di domande" e sulla felicità come criterio educativo. Autobiografia, memoria professionale e riflessione teorica si alternano attraverso storie di maestri e alunni che funzionano da dispositivi di pensiero; chiude il volume un'appendice con pratiche laboratoriali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  10. 991

    Lucia Benedos "Manu Scribere"

    Lucia Benedos"Manu Scribere"www.manuscribere.itManu Scribere, il festival della scrittura a mano ideato e diretto da Guglielmo Incerti Caselli per l'Associazione Grafologica Italiana (AGI), torna a Bologna dal 18 al 20 settembre 2026 per la sua quinta edizione. Il tema di quest'anno, Scrivere da campioni. Scrittura e grafologia nello sport tra passione, vittorie e sfide personali, attraversa tre giornate di incontri, laboratori e un'inaugurazione teatrale, distribuiti tra la Biblioteca Salaborsa, la Biblioteca dell'Archiginnasio e il Teatro storico di Villa Aldrovandi Mazzacorati, con ingresso libero fino a esaurimento posti.Tra gli appuntamenti del festival, sabato 19 settembre alle 17:45, nell'Auditorium Enzo Biagi della Biblioteca Salaborsa, si tiene l'incontro «Bartali due volte eroe». Il grande atleta e l'immenso uomo, dedicato a Gino Bartali. Al centro, la doppia natura del campione toscano: leggenda del ciclismo e insieme figura di silenziosa integrità morale, per l'attività clandestina di salvataggio di ebrei perseguitati durante l'occupazione nazifascista che gli è valsa, nel 2013, il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni da parte dello Yad Vashem. Ne discutono l'antropologo Marco Aime e Maurizio Bresci, presidente dell'Associazione Museo Gino Bartali, mentre Lucia Benedos analizza la scrittura del campione per farne emergere, attraverso il gesto grafico, tratti di carattere che la sola cronaca sportiva non racconta.Lucia Benedos è grafologa, perito grafologo del Tribunale di Milano e socia dell'Associazione Grafologica Italiana (AGI). Affianca all'attività di consulenza grafologica peritale quella di orientamento professionale e selezione del personale. Tra i suoi lavori, una ricerca durata due anni sugli scritti di padre Benigno Calvi, giovane carmelitano scomparso nel 1937, condotta sui documenti conservati presso il Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Trezzo d'Adda: undici anni di scrittura, dal 1926 al 1937, analizzati per ricostruirne l'evoluzione calligrafica e linguistica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  11. 990

    Franco Dinelli "Poteri e Non Violenza" i Dialoghi di Trani

    Franco Dinelli"Poteri e non violenza"i Dialoghi di Traniwww.idialoghiditrani.itMercoledì 16 settembre 2026, ore 18:00Incontro con l’autorecon Francesco Dinelli e Alessandro CobianchiPoteri e Non Violenza. Organizzare la speranzaLa vera sfida, oggi, è pensare quale risposta nonviolenta possa essere attuata da parte dei singoli e delle comunità, quali le possibili strade e quali i processi educativi che possono essere promossi per istituire nella società un’autentica resistenza popolare generativa e pacifista.A cura del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola - ETS"Poteri e non violenza. Organizzare la speranza" Edizioni NerbiniIn un’epoca di crisi strutturale che da tempo investe l’Occidente, il volume intende offrire approfondimenti molteplici sulla questione del potere quale elemento decisivo di tale crisi: ne esplora i vari ambiti in cui si manifesta o si cela e le modalità con cui si forma e accresce. Quale risposta nonviolenta può essere attuata da parte dei singoli e delle comunità? La scelta della nonviolenza attiva, là dove autenticamente vissuta e praticata, è in grado essa stessa di esercitare un grande potere trasformativo, personale e collettivo. Essa pone al centro la partecipazione e la responsabilità che contrastano le concentrazioni di potere, contro ogni sistema oppressivo e contro la preparazione e l’attuazione di qualsiasi guerra. Il testo è stato pensato quale laboratorio di idee e di pratiche, e si connota per essere un work in progress aperto. Auspichiamo che possa essere utilizzato quale strumento per dibattiti e lavori di gruppo, in modo tale che la riflessione continui e sia generativa di impegno condiviso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  12. 989

    Emilio Rigatti "A Kabul per una luce accesa"

    Emilio Rigatti, Amedeo Lovisolo"A Kabul per una luce accesa"ediciclo editorewww.ediciclo.itC'è un momento, nella vita, in cui la paura di restare fermi ad aspettare pesa più della paura di partire. È da questo bivio che nasce "A Kabul per una luce accesa", il nuovo libro scritto a quattro mani da Emilio Rigatti e Amedeo Lovisoni per Ediciclo Editore.Tutto comincia con una proposta che arriva, come scrive Rigatti, "come un meteorite": attraversare 25.000 chilometri, dal Friuli fino all'Afghanistan, a bordo di una Willys del 1953 ricostruita pezzo per pezzo dallo stesso Lovisoni, affiancata da due moto Yamaha. Ad accettarla è un uomo di settant'anni che porta con sé una diagnosi di tumore metastatico e la lucidità di chi ha smesso di cercare buone ragioni per rimanere a casa ad aspettare notizie migliori.Il viaggio attraversa Balcani, Turchia, Iran, Afghanistan e Asia Centrale in un centinaio di giorni: caldo che scioglie l'asfalto, meraviglie architettoniche, una fucilazione sfiorata, talebani che accolgono i viaggiatori con più cortesia del previsto, guasti meccanici a ripetizione e l'inventiva necessaria per rimettersi in marcia ogni volta. A Herat il gruppo incontra Somaya Moniry, la prima donna afghana autorizzata a lavorare come guida turistica; a Kabul tre giovani donne chiedono aiuto ai viaggiatori solo per poter entrare in un giardino pubblico. Piccoli episodi che raccontano la condizione femminile afghana più di tanti reportage.Non è un libro sull'eroismo del viaggiare, né un instant book sull'Afghanistan. È il diario di un'amicizia e di una scommessa: continuare a guardare il mondo con curiosità anche quando il tempo sembra stringersi. Rigatti scrive con l'ironia asciutta che i suoi lettori conoscono da vent'anni di libri di viaggio lento; Lovisoni porta la competenza tecnica e la passione per una Via della Seta fatta di siti dimenticati e itinerari fuori mappa. Un libro di viaggio che è anche una riflessione su cosa significhi, a una certa età e in certe condizioni, scegliere ancora la strada invece del divano.Emilio Rigatti è insegnante in pensione, scrittore e cicloviaggiatore. Ha pubblicato con Ediciclo numerosi titoli dedicati al viaggio lento, tra cui "La strada per Istanbul" (Premio Albatros 2002), "Minima Pedalia", "Se la scuola avesse le ruote", "Dalmazia Dalmazia" e "Ichnusa". Negli ultimi anni ha affiancato alla bicicletta la passione per il kayak, che definisce "una bicicletta galleggiante".Amedeo Lovisoni è divulgatore storico e viaggiatore specializzato in Asia Centrale e Medio Oriente. Ha percorso migliaia di chilometri alla ricerca di siti archeologici dimenticati lungo la Via della Seta, raccontati anche nel progetto Instagram "Offroad History". In questo libro è il capitano della spedizione e l'artefice della ricostruzione della Willys del 1953.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  13. 988

    Lara Ricci "Babel Festival"

    Lara Ricci"Babel Festival"www.babelfestival.comIl Posto delle Parole incontra Lara Ricci, giornalista e dal 2026 co-direttrice artistica di Babel Festival, il festival internazionale di letteratura e traduzione di Bellinzona. Con lei, alla guida della manifestazione per la prima volta insieme ad Anna Schlossbauer, parliamo del senso di dirigere oggi un festival che ha fatto della traduzione — e dell'incontro fra lingue diverse — la propria ragione d'essere.Babel Festival nasce a Bellinzona come appuntamento dedicato alla letteratura e alla traduzione, e nel 2026 arriva alla sua ventunesima edizione. Cinque giorni, dal 16 al 20 settembre, che si allargano oltre la città ticinese coinvolgendo anche Lugano e Monte Carasso, in luoghi che intrecciano cultura e paesaggio: l'Antico Convento delle Agostiniane, la cantina Manimatte, il laboratorio Nephos, il Teatro Sociale.Il titolo scelto per questa edizione, "Lingue per mondi possibili", dichiara fin da subito l'ambizione del programma: interrogare come il linguaggio non si limiti a descrivere la realtà, ma contribuisca a costruirla, orientando il pensiero e le strutture sociali che abitiamo. Un tema che assume un significato particolare in un tempo di crescente polarizzazione, quando tradurre — "condurre attraverso", secondo l'etimologia latina della parola — torna a essere un gesto necessario per costruire comprensione reciproca fra culture e visioni del mondo distanti.Il programma della ventunesima edizione affronta il tema da più prospettive. Si parla di lingua dell'oppressione con Műkoma wa Ngũgĩ, Ubah Cristina Ali Farah e Saba Anglana; si guarda con sguardo femminista a Ursula K. Le Guin e Verena Stefan, di cui viene presentata anche una nuova pubblicazione; le neuroscienze cognitive entrano in dialogo con la letteratura grazie a Lorenzo Ciccione e Sandrine Zufferey. Fra gli incontri più attesi, quello con lo scrittore palestinese Nasser Abu Srour. Il festival propone inoltre una proiezione cinematografica (A fox under a pink moon) e la mostra fotografica White noise, oltre a sette laboratori di traduzione — inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e, novità di quest'anno, arabo — a cui si aggiunge un focus sulle implicazioni professionali dell'intelligenza artificiale per chi traduce. Non manca una programmazione pensata per i più piccoli, e trova spazio anche Tornasole, un progetto audio in sei episodi da trenta minuti.A guidare questa edizione, la prima sotto la loro direzione condivisa, sono Anna Schlossbauer e Lara Ricci, con la presidenza di Henry Peter. Una co-direzione che è essa stessa, in un certo senso, un atto di traduzione: due sguardi, due percorsi professionali diversi, chiamati a comporre insieme la voce di un festival che da vent'anni fa dialogare lingue e culture.È da qui che parte la conversazione con Il Posto delle Parole: dal significato di dirigere per la prima volta un festival così stratificato, dalle scelte che hanno guidato il programma di questa edizione, dal ruolo che la traduzione può giocare oggi come strumento di comprensione — non solo linguistica — fra mondi diversi.Lara RicciGiornalista italocanadese, Lara Ricci lavora da oltre vent'anni nell'informazione culturale e scientifica. Dal 2007 cura le pagine di letteratura e poesia di Domenica, l'inserto culturale del Sole 24 Ore; in precedenza, dal 2001 al 2007, si è occupata delle pagine di scienza e tecnologia dello stesso supplemento. Entrata al Sole 24 Ore nel 2000, ha maturato esperienze professionali anche alla CNN di Atlanta e alla Rai. Insegna giornalismo all'Università di Losanna. Laureata con lode in Scienze Ambientali, si è formata all'Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino di Milano. È autrice del saggio di divulgazione scientifica Droghe e Dipendenze (2005), per cui ha ricevuto il Premio Voltolino per la divulgazione scientifica nel 2004, e ha curato il volume Verdeggiando. Male erbe e altre delizie di Pia Pera (2019). Sue poesie sono apparse sulla rivista Poesia di Crocetti Editore. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  14. 987

    Maurizio Liberti "Libri a Castello"

    Maurizio Liberti"Libri a Castello"Racconigi (Cuneo)La kermesse ha aperto domenica scorsa, 13 settembre, con una doppia proposta: nel pomeriggio, alle 17, la presentazione del taccuino di viaggio di Stefano Faravelli "Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante" (EDT), con l'inaugurazione della mostra "Specchi del Giappone", visitabile fino al 1° novembre nel Salone d'Ercole. In serata, alle 21, sul piazzale del castello è andato in scena uno spettacolo teatrale sui Sonetti di Shakespeare con Roberta Belforte e Davide De Luca: tappa conclusiva di "Sonetti di Mezza Estate", il progetto itinerante che ha portato Shakespeare nei luoghi più suggestivi del Piemonte.Lunedì 14 settembre è stata la volta di Emanuele Filiberto di Savoia, che ha presentato "La Regina di maggio", intervistato da Beppe Gandolfo di Mediaset, seguito dalla firma copie.Stasera, martedì 15 settembre, sul palco Giusy Ferreri: dopo una lunga carriera da cantautrice, debutta nella narrativa con "Le voci interrotte", un noir nato dall'amore per Edgar Allan Poe che segna l'esordio dell'investigatrice Minerva. A dialogare con lei, Attilio Celeghini di LaPresse. Al termine, firmacopie.Domani sera, mercoledì 16 settembre, chiude la rassegna Marianna Aprile, giornalista de La7, con "La promessa" (Rizzoli): un saggio che ripercorre la storia del voto alle donne in Italia, dal suffragio femminile fino alla prima donna a Palazzo Chigi. Con lei, Natalia Ceravolo di Radio Capital.Tutti gli appuntamenti sono alle 21 sul piazzale antistante il Castello di Racconigi, ingresso libero senza prenotazione (in caso di maltempo, Ala Mercatale Eventi, via Carlo Costa 11).L'ideatore e direttore artistico della rassegna è Maurizio Liberti, del Gruppo di Lettura di Carmagnola: è lui a guidare anche "Letti di Notte", lo storico festival letterario carmagnolese, e "Sonetti di Mezza Estate", il progetto teatrale itinerante su Shakespeare. Per Liberti la missione è chiara: portare la letteratura fuori dai luoghi convenzionali, dentro le residenze storiche del territorio, creando contaminazioni tra le arti e offrendo al pubblico un'occasione gratuita di incontro con la cultura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  15. 986

    Valeria Patruno "Racconti dal mare" i Dialoghi di Trani

    Valeria Patruno"i Dialoghi di Trani"www.idialoghiditrani.itI Dialoghi di Trani tornano per la loro venticinquesima edizione, un anniversario che allarga il consueto perimetro pugliese fino ad Atene, Francoforte e Bruxelles: il festival si sviluppa a Trani dall'11 al 26 settembre, per poi proseguire con gli appuntamenti internazionali fino all'8 ottobre 2026. Il tema scelto per questa edizione speciale è "Complessità", parola che i Dialoghi hanno deciso di interrogare in tutte le sue forme: politiche, sociali, culturali, e prima ancora umane.Dentro questa cornice si inserisce Dialoghi OFF, la sezione della rassegna curata dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, pensata per portare il festival fuori dai suoi luoghi simbolo — il porto, i palazzi storici — e dentro le scuole e i presìdi di cittadinanza attiva della città. È in questo spazio che trova posto l'incontro con Valeria Patruno, autrice di "Racconti dal mare" (ERF Edizioni).L'appuntamento è fissato per venerdì 18 settembre 2026, dalle 9:00 alle 10:30, al Liceo Statale "Valdemaro Vecchi" di Trani. Patruno ne parlerà insieme a Licia Positò, con la collaborazione del Gruppo Educhiamoci alla Pace OdV: un incontro pensato soprattutto per gli studenti, ma aperto a chiunque voglia ascoltare.Al centro della conversazione ci saranno le voci raccolte nel libro — uomini e donne che hanno attraversato il Mediterraneo per sottrarsi alla privazione dei propri diritti — e il modo in cui quei racconti di viaggio, di attraversamento e di lotta si intrecciano con il grande tema di questa edizione: la complessità di un mare che è insieme confine, memoria e ferita aperta, e che continua a interrogare la responsabilità di chi lo guarda dalla riva."Racconti dal mare" è il libro che Valeria Patruno pubblica nel 2026 per ERF Edizioni, nella collana Radici. Raccoglie testimonianze di donne e uomini che hanno lasciato i propri paesi per sfuggire alla privazione dei diritti: resoconti di viaggi, di attraversamenti e di lotta, restituiti senza idealizzazioni. Il Mediterraneo è il vero protagonista del libro, descritto come un luogo di contraddizioni che custodisce insieme memorie e ferite, e che non smette di interrogarci sulla nostra responsabilità di fronte a chi lo attraversa.Valeria Patruno è nata a Bari nel 1975 e si è laureata in Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano. Per oltre quindici anni ha lavorato nella cooperazione internazionale in aree ad alto rischio di violazione dei diritti umani; dal 2018 si occupa di cooperazione territoriale europea, con un focus su sostenibilità marina e ambientale, senza mai abbandonare l'impegno per i diritti umani. "Racconti dal mare" è il suo quinto libro, dopo "La macchina per cucire. Viaggio nelle periferie dei diritti" (2017), "Il giallo è un colore neutro" (2019), "Il colore dell'essere" (2020) e "Io sono Libertà" (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  16. 985

    Diego Caloi "Tocatì Festival"

    Diego Caloi"Tocatì Festival"www.tocati.itVerona si prepara ad accogliere Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada, giunto alla sua ventiquattresima edizione. Venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre 2026, il quartiere di Veronetta si trasformerà in un grande spazio urbano dedicato al gioco tradizionale come espressione culturale viva, capace di generare incontro, partecipazione e nuove relazioni tra le persone e le comunità.  Dopo il successo del 2025, il Tocatì rinnoverà il suo sguardo contemporaneo sul gioco ed eleggerà come paese ospite d’onore, l’Irlanda, che sarà protagonista di un ricco programma in grado d’intrecciare pratiche ludiche, musiche e danze.  Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada è promosso da Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona, con il sostegno della Regione del Veneto e sotto il patrocinio dell’UNESCO e dell’ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura (MIC). La partecipazione irlandese è realizzata in collaborazione con il Consolato Generale d’Irlanda e con Gaelic Games Europe, organismo di governo della Gaelic Athletic Association (GAA) in Europa. Tra i giochi tradizionali irlandesi che animeranno le strade e le piazze di Veronetta vi saranno il Gaelic Football, sport simbolo dell’identità irlandese che combina elementi del calcio e del rugby in una dinamica di squadra intensa e spettacolare; l’Hurling, uno degli sport più antichi d’Europa, riconosciuto come parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, nel quale i giocatori colpiscono ad alta velocità una sliotar (palla) utilizzando un hurley (bastone piatto in legno); il Camogie, versione femminile del gioco dell’Hurling; il Rounders, gioco con mazza e palla dalle antiche radici irlandesi, considerato uno dei progenitori del baseball americano e tuttora praticato in tutta l’isola attraverso club e campionati federali organizzati dalla GAA; e il GAA Handball, sport tradizionale irlandese in cui i giocatori colpiscono una piccola palla contro una parete con la mano, cercando di superare l’avversario grazie ad abilità, velocità e precisione.Il Poc Fada è una tradizionale competizione irlandese, nella quale i giocatori colpiscono una sliotar lungo un percorso di lunga distanza cercando di completarlo con il minor numero possibile di colpi utilizzando un hurley. La versione più nota è l’All-Ireland Poc Fada, che si svolge nelle montagne di Cooley (Contea di Louth). La distanza è di circa 5 chilometri attraverso terreno montuoso, suolo accidentato e spazi aperti. La competizione moderna ha avuto inizio negli anni Sessanta ed è ispirata a un’antica leggenda. Tra gli altri giochi tradizionali figurano lo Skittle, gioco rurale dell’Ulster in cui bastoni vengono lanciati contro birilli di legno; e il Ból an bhóthair, tradizionale gioco di strada praticato nelle contee di Cork e Armagh, in cui una palla di metallo viene lanciata lungo strade di campagna. Sarà inoltre presente una vivace sezione dedicata ai giochi da pub, con carte e freccette, che riflettono la dimensione sociale e la convivialità tipiche della cultura irlandese. A dialogare con i giochi e sport tradizionali irlandesi saranno i giochi italiani selezionati per questa edizione. Un incontro che in alcuni casi diventa vero e proprio dialogo tra culture: è il caso della Boccia su strada di Urbino e del Ból an bhóthair irlandese, due tradizioni lontane che condividono la stessa vocazione — lanciare una sfera lungo un percorso di strada, sfidando distanza e precisione in un rito conviviale che dimostra come il gioco sappia attraversare i confini. Accanto a loro, la Morra di Barbariga (Brescia), sfida di rapidità e intuizione basata sul conteggio delle dita; i Trampoli di Schieti, antica tradizione di equilibrio su palchi di legno; il Penacio della Lessinia Veronese, gioco di lancio tipico delle valli veronesi; e il Lancio dello Stoccafisso di Varazze (Savona), competizione popolare dal carattere ironico e conviviale. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla musica e alle arti performative irlandesi. I workshop di Uillean Pipes (cornamuse irlandesi) e di clàirseach (arpa celtica) meritano un rilievo speciale: entrambe le tradizioni sono riconosciute come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, in perfetta coerenza con la vocazione di Tocatì come Buona Pratica UNESCO per la salvaguardia del patrimonio immateriale. Il programma includerà inoltre un workshop di danza tradizionale irlandese e un laboratorio di cucina irlandese, per scoprire i sapori e i gesti della tradizione culinaria d’Irlanda. Questa ventiquattresima edizione porta con sé un significato del tutto speciale. Tocatì è l'unica Buona Pratica UNESCO in Italia per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, e si svolge all'interno del sistema delle mura di Verona, Patrimonio Mondiale dell'umanità. Per la prima volta nella storia del festival si crea così un sistema unico: una buona pratica riconosciuta, in una città patrimonio mondiale, che accoglie pratiche irlandesi anch'esse tutelate come l'hurling, le Uillean Pipes e l'arpa celtica. Un allineamento raro, che fa di questa edizione un momento di straordinaria ricchezza culturale. Il Tocatì trascinerà un’intera città in festa. Il programma offrirà, inoltre, giochi da tavoliere, e spazi urbani dedicati ai bambini, insieme a spettacoli di teatro, musica e danza, mostre e visite guidate, il Forum della cultura ludica, incontri e conferenze, fino all’Osteria del Gioco, dove tradizione gastronomica e convivialità diventano parte integrante dell’esperienza. Oltre 100 attività in programma per tre giorni di festa diffusa nel quartiere di Veronetta, dove ogni vicolo, ogni piazza e ogni cortile diventa palcoscenico di un patrimonio vivo che appartiene a tutti. Il 2026 porterà anche una novità importante: l'apertura di Casa Tocatì, un nuovo spazio nel Parco delle Colombare pensato come centro permanente dedicato al gioco e allo sport tradizionale. Nato per salvaguardare, valorizzare e trasmettere le tradizioni ludiche italiane, il centro promuoverà la partecipazione e la trasmissione intergenerazionale di queste pratiche, trasformando la cultura del gioco in un'esperienza educativa, sociale e inclusiva rivolta a scuole, famiglie e comunità. Verona avrà così un nuovo hub culturale capace di attivare dialogo tra comunità e valorizzazione del territorio, in coerenza con i principi della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale del 2003. L'apertura sarà annunciata nei prossimi mesi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  17. 984

    Rosanna Gaeta "i Dialoghi di Trani"

    Rosanna Gaeta"i Dialoghi di Trani"www.idialoghiditrani.comIl 2026 segna un traguardo importante per I Dialoghi di Trani, il festival culturale nato nel 2002 a Trani per iniziativa dell'associazione La Maria del Porto: la venticinquesima edizione. In un quarto di secolo la manifestazione si è imposta come uno dei principali appuntamenti italiani di cultura, letteratura e attualità, capace di richiamare ogni anno nella città pugliese scrittori, giornalisti, filosofi, scienziati e protagonisti della vita istituzionale per un confronto pubblico su un tema scelto di volta in volta come chiave di lettura del presente.L'edizione di quest'anno è dedicata alla parola "Complessità", intesa non come ostacolo ma come risorsa per interpretare un mondo che cambia rapidamente e per immaginare il futuro. Il programma si sviluppa a Trani dall'11 al 26 settembre 2026, con il cuore degli incontri concentrato tra il 17 e il 20 settembre nei palazzi storici e nelle piazze del porto, tra dibattiti, presentazioni di libri e conversazioni aperte al pubblico. Non manca Dialokids, la sezione dedicata ai più piccoli, storicamente parte integrante della manifestazione.Tra gli ospiti annunciati per il 2026 figurano nomi come Dacia Maraini, Gianrico Carofiglio, Marco Travaglio, Massimo Giannini, Gustavo Zagrebelsky, Ilaria Capua, Nicola Gratteri e Giorgio Zanchini, a conferma della vocazione del festival a mettere in dialogo letteratura, giornalismo, scienza e diritto. L'11 settembre si è aperta l'edizione con la cerimonia dell'undicesimo Premio Fondazione Megamark, riconoscimento dedicato alle opere prime della narrativa italiana.Per celebrare il traguardo dei 25 anni, I Dialoghi di Trani escono quest'anno anche dai confini pugliesi: appuntamenti collegati al festival sono previsti ad Atene l'8 ottobre e alla Fiera del Libro di Francoforte il 10 ottobre, a testimonianza di un respiro sempre più internazionale.Rosanna Gaeta è l'ideatrice e direttrice artistica de I Dialoghi di Trani fin dalla loro nascita, nel 2002. In venticinque anni ha guidato il festival dalla prima edizione fino al traguardo del 2026, costruendone l'identità attorno a un tema-chiave scelto ogni anno come chiave di lettura del presente. Sotto la sua direzione la manifestazione ha stretto collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali di primo piano, dalla Fondazione Treccani Cultura al Goethe-Institut, fino agli Istituti Italiani di Cultura all'estero, portando il festival oltre i confini pugliesi con tappe ad Atene, Francoforte e Madrid. Gaeta ha sempre rivendicato il legame profondo tra il festival e il proprio territorio, coinvolgendo scuole, artigiani e realtà locali in un progetto che intreccia cultura, cittadinanza attiva e responsabilità sociale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  18. 983

    Valentina Fortichiari "Mi sono conosciuto nel sogno" Guido Morselli

    Valentina Fortichiari"Mi sono conosciuto nel sogno"DiarioGuido MorselliEdizioni Adelphiwww.adelphi.itNuova edizione ampliata a cura di Valentina FortichiariPrefazione di Giuseppe PontiggiaA partire dal 1938, e pressoché sino alla morte, avvenuta nel luglio del 1973, Guido Morselli tenne un diario dove annotava le sue riflessioni sui temi più svariati. Puntigliosamente, da eterno dilettante – dietro il quale si celava un talento ben più saldo di quello di tanti illustri contemporanei –, Morselli prende spunto dalle letture, dagli incontri, dai fatti della vita per chiarire a sé stesso cosa pensare. E spesso pensa con la mente dei personaggi che ha creato, aiutandoci così a penetrare nel suo mondo speculativo e fantastico, e a comprendere i suoi procedimenti narrativi. Non solo: come ha notato Giuseppe Pontiggia, Morselli «rivive scene già descritte, le integra con una memoria visionaria, apprende particolari retrospettivi, conversa con i personaggi» – come se questi abitassero in permanenza il suo io plurimo. C’è difatti, in queste note di diario, una freschezza, un’acutezza, che subito ricolleghiamo al memorabile narratore dei romanzi e al delicato tessuto di pensiero che questi sottintendono. Come anche vi ammiriamo l’agilità mentale e il lucido equilibrio che gli consentono di elaborare posizioni teoriche – per esempio sulla crisi del romanzo – così originali e in anticipo sui tempi da condannarlo alla solitudine e all’emarginazione. Per lui, del resto, la vita spirituale implica due elementi: «una scelta, e la fedeltà a quello che si è scelto. Così nell’amore, così nei nostri rapporti coi luoghi e con le cose (non li possediamo, se non ci dedichiamo a essi con costanza, senza intermittenze); così nel conoscere». I sogni e le annotazioni di carattere più intimo, infine, aprono uno spiraglio prezioso sulla persona Guido Morselli: per usare ancora le parole di Pontiggia, «quando si esamina allo specchio, Morselli ha l’occhio visionario e oggettivo dei maestri dell’autoritratto. Sono le pagine più intense, e più importanti espressivamente, del diario».Guido Morselli nasce a Bologna il 15 agosto 1912 e muore suicida a Varese il 31 luglio 1973. Cresciuto a Milano, si laurea in giurisprudenza nel 1935, ma rinuncia presto a una carriera convenzionale per dedicarsi interamente alla scrittura, vivendo in modo appartato a Gavirate dal 1952 fino alla morte. In vita pubblica solo due saggi, Proust o del sentimento (1943) e Realismo e fantasia (1947), mentre tutti i suoi romanzi vengono rifiutati dagli editori: diventa così l'emblema dello scrittore "inedito" per eccellenza. Solo dopo la morte, grazie soprattutto ad Adelphi, la sua opera narrativa viene pubblicata e rivalutata come una delle voci più originali del Novecento italiano, con titoli come Dissipatio H.G., Il comunista, Divertimento 1889 e Contro-passato prossimo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  19. 982

    Carla Salmaso "Manu Scribere"

    Carla Salmaso"Manu Scribere"festival della scrittura a manoScrivere da campioniScrittura e grafologia nello sport tra passione, vittorie e sfide personali.Dal 18 al 20 settembre 2026, a Bolognawww.manuscribere.itSabato 19 settembre 2026, ore 16:30 - Bologna, Biblioteca Salaborsa, Auditorium Enzo BiagiGIOVANNI GALLI: il calcio come scuola di vita, tra sfide e valori condivisi.L’ex calciatore Giovanni Galli, campione del mondo nel 1982, e il giornalista Carlo Dignola, ci dimostreranno che il football non è solo un fatto di sport.Dalla voce di un protagonista che il calcio lo ha vissuto in prima persona, ascolteremo come questo sport possa insegnare valori fondamentali: disciplina, rispetto, lavoro di squadra e resilienza, elementi che si traducono in strumenti utili anche nella vita quotidiana. Il dialogo approfondisce le sfide affrontate nel percorso sportivo da Giovanni Galli e come esse abbiano contribuito a forgiarne il carattere e la personalità. A conferma che lo sport non è solo competizione e performance, ma anche occasione di crescita. La grafologa AGI Carla Salmaso metterà in evidenza come tutto ciò si ritrovi nei segni della sua scrittura. Giovanni Galli (1958) ex calciatore è un opinionista sportivo e dirigente sportivo. Con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982. Considerato uno dei migliori portieri italiani degli anni ’80 ha vestito le maglie di Fiorentina, Milan, con cui vinse sei trofei, Napoli, Torino, Parma e Lucchese, ritirandosi nel 1996. Conta 19 presenze nella nazionale italiana, con cui ha preso parte a un campionato d’Europa (Italia 1980) e a due campionati del mondo (Spagna 1982 e Messico 1986), disputando da titolare il Mondiale del 1986.Carlo Dignola giornalista, a lungo caposervizio Cultura e Spettacoli del quotidiano “L’Eco di Bergamo”, oggi co-dirige la rivista quadrimestrale di cultura civile “Nuova Atlantide”.Carla Salmaso, orientatrice grafologa, formatrice presso la Scuola grafologica morettiana di Verona e direttrice di “Scrittura. Rivista di problemi grafologici”. Di Carla Salmaso"Sono orientatrice e accompagno alle scelte gli adolescenti e le loro famiglie, in particolare a quelle che devono compiere dopo la scuola secondaria di primo e di secondo grado. Grafologa specializzata in ambito evolutivo, osservo la scrittura come comportamento capace di indicare tendenze e abilità individuali. Ho una laurea in lettere e una in discipline psicosociali: la mia formazione mi ha avvicinato ad un concetto nuovo di orientamento, quello olistico.È per me fondamentale considerare l’individuo parte di un tutto, estremamente complesso e continuamente mutevole, in cui le componenti umana, relazionale, emotiva e psicomotoria giocano un ruolo fondamentale, anche in fase di scelta.Ciò che mi muove è la consapevolezza che ognuno porta con sé un valore proprio, unico e irripetibile: l’individuazione di tale unicità e il far emergere le potenzialità individuali, rappresentano la mia ricerca quotidiana di un tesoro, ogni volta diverso e ogni volta infinitamente denso di sorprese.Mi occupo di progetti di orientamento scolastico e universitario rivolti a scuole pubbliche e paritarie.Mi appassiona la storia della grafologia e collaboro con riviste specializzate in ambito grafologico. Amo scrivere filastrocche e racconti per bambini. Sono formatrice presso la Scuola grafologica morettiana di Verona e mi interesso del ruolo della scrittura nello sviluppo cognitivo."Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  20. 981

    Antonio Iovane "L'italianissimo"

    Antonio Iovane"L'italianissimo"Mondadori Editorewww.mondadori.itÈ il 29 giugno 1985, l’ultimo giorno da presidente della Repubblica per Sandro Pertini, e nel cortile d’onore ministri, corazzieri e personale del Quirinale sono schierati per salutarlo con un commiato solenne. Solo che Pertini non si presenta. Non è nel suo studio. Sembra scomparso. Quando, dopo una lunga ricerca, viene ritrovato, il capo dello Stato annuncia con la consueta fermezza: Ho deciso di restare. Il Paese, dice, ha ancora bisogno di lui. La prevista giornata degli addii diventa un giro di giostra tra discorsi a reti unificate, i litigi con la moglie Carla e col segretario generale Antonio Maccanico, gli incontri con Eugenio Scalfari, Bettino Craxi e papa Wojtyla, i confronti a distanza sempre più ravvicinata con gli amici e i ricordi di una vita che non smette di interrogarlo. Che farà, Sandro Pertini? Davvero è deciso ad asserragliarsi al Quirinale? Prendendo spunto da un episodio reale – il ritardo al saluto in chiusura del suo settennato – Antonio Iovane costruisce un romanzo tra realtà e finzione per raccontare Pertini l’italianissimo, un uomo aureolato di storia che cerca disperatamente un ponte tra passato, presente e futuro, lo specchio in cui guardarci per provare a capire come rinascere oggi.Antonio Iovane è nato il 18 maggio 1974 a Roma, dove vive. Con minimum fax ha pubblicato il romanzo Il brigatista (2019) e La seduta spiritica (2021). Per Mondadori sono usciti, nella collana Strade blu, Un uomo solo (2022), sulle ultime ore di Luigi Tenco, e Il carnefice (2024), la storia di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Realizza podcast per OnePodcast (Nera, Il cielo sopra Ustica, Operazione Portobello). Per la tv è autore del programma Blu notte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  21. 980

    Veronica Galli "Una casa da svuotare"

    Veronica Galli"Una casa da svuotare"Mondadori Editorewww.mondadori.itAlla domanda di un’amica, che le chiede come sta, Bianca risponde: «Come una che torna da una guerra». La guerra di Bianca è quella contro Valerio, dal quale dopo anni si sta separando, contro la famiglia, dalla quale si è sempre sentita “espulsa”, contro se stessa, per aver scelto di chiudersi in una trincea di silenzio e pensieri bui. Bianca torna a casa perché la sorella Lucrezia è sparita. La madre e il padre la cercano, il marito e i figli la aspettano. L’unica che Lucrezia vuole vedere, in un giorno di sole a Monterosso, però, è Bianca. Si riallaccia un dialogo tra sorelle che si specchiano l’una nei fallimenti e nelle difficoltà dell’altra. Entrambe strette in relazioni sentimentali e famigliari che credevano di volere. Veronica Galli scrive con stile essenziale e dominio sicuro la storia di una famiglia che è prima di tutto la storia di tre donne, madri, sorelle, di fronte a quelle scelte che somigliano da vicino a un vuoto da riempire.Veronica Galli è nata nel 1991 a Carrara ed è cresciuta a Sarzana, in Liguria. Dopo la laurea in Scienze linguistiche e letterature straniere e il diploma in Scrittura per il cinema e la televisione, ha lavorato come story editor, sceneggiatrice e produttrice creativa per diverse produzioni italiane. Vive a Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  22. 979

    Marco Cassardo "Camera singola"

    Marco Cassardo"Camera singola"Mondadori Editorewww.mondadori.itGiovanni è un bibliotecario vicino alla pensione, segnato da una malinconia tenace e dall’attenzione felina del libertino. Guidato da un impulso erotico infallibilmente selettivo, si è sempre mosso nell’universo femminile con un’antica e sciolta destrezza, la solitudine perseguìta come un’ossessione e scandita da rituali appaganti. Ma cosa accade a un uomo che ha sempre vissuto di desiderio quando il desiderio comincia a spegnersi? I fatti della vita lo costringono a rimodulare il rapporto con le donne, a partire dalla madre, affetta da demenza e ricoverata in una casa di riposo. Ci sono nuove conoscenze, nuove tentazioni, i fantasmi del passato, la galleria degli amori: torna tutta una vita, dall’infanzia in avanti, fino al presente, scandita da quella che l’autore chiama senza mezzi termini “la morte del cazzo”. Marco Cassardo si muove in questi meandri, e pochi hanno saputo spingere la scrittura dentro una materia così scomoda, con una sorta di sorriso e di impietosa grazia.Marco Cassardo è nato a Torino e vive a Milano. Con Mondadori ha pubblicato Eravamo immortali (2023), vincitore del premio SuperMondello. In precedenza ha pubblicato i romanzi Belli e dannati (1998), Va a finire che nevica (2006), Mi manca il rosso (2009) e Un uomo allegro (2014).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  23. 978

    Fabrizio Allione, Riccardo Milanesi "Tutta un'altra storia"

    Fabrizio Allione, Riccardo Milanesi"Tutta un'altra storia"Scrivere e raccontare nell'era dell'intelligenza artificiale.Prefazione di Giovanni Boccia ArtieriCodice Edizioniwww.codiceedizioni.itRaccontiamo storie in ogni momento. Al bar con amici e amiche, al telefono, persino in un colloquio di lavoro: crediamo di riportare i fatti ma li stiamo selezionando e ordinando. Le storie ci permettono di cooperare, di dare senso alla nostra esperienza, a volte di manipolare la realtà. Oggi, tuttavia, non siamo più i soli capaci a farlo: anche le macchine sono in grado di raccontare. In forma imperfetta, consumando risorse, con implicazioni etiche aperte, ma è indubbio che riescano a farlo. Più che un nuovo medium, l’intelligenza artificiale generativa è un’attrice che finge di agire come un soggetto attivo, ridefinendo così i concetti stessi di creatività e immaginazione. Partendo da una panoramica sulle discipline narratologiche che da decenni studiano il rapporto tra l’Homo sapiens e le storie, Fabrizio Allione e Riccardo Milanesi estendono il dibattito sull’intelligenza artificiale all’ambito narrativo, introducendo la prospettiva delle nuove artificial humanities, un campo di studi che esplora i potenziali contributi delle scienze umane alla comprensione e allo sviluppo dell’IA. Accanto alla cornice teorica, il libro entra nel vivo delle pratiche: prompting, cowriting e le trasformazioni che stanno investendo l’editoria e il lavoro creativo. A partire da esempi concreti di macchine che diventano co-autrici, si arriva agli agenti narrativi che aprono uno scenario inedito in cui il rapporto con l’IA comincia ad assumere caratteristiche che riproducono una vera e propria relazione.Fabrizio AllioneDocente e autore, ha collaborato alla realizzazione di documentari tv e cinema, e partecipa al primo MA in creative writing e artistic research presso ArtEZ University of the Arts, nei Paesi Bassi, dove sta conducendo un progetto di ricerca e scrittura sull’IA.Riccardo MilanesiInsegna Transmedia storytelling alla Sapienza di Roma, al Politecnico di Torino e alla Scuola Holden. Progetta ecosistemi narrativi che integrano IA generativa e strategie di comunicazione per media e istituzioni culturali. Ha pubblicato Transmedia Experience (2020) e Alternate Reality Game (2021) con FrancoAngeli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  24. 977

    Andrea Appetito "Ottobre"

    Andrea Appetito"Ottobre"Edizioni Peoplewww.peoplepub.it"Ottobre": vincitore del Premio Marco Tiberi per la Narrativa.In una città industriale immaginaria e avvelenata chiamata D., un gruppo di adolescenti emarginati – Angelo, Sorellina, Ivan e Cučka – sopravvive tra miseria, prostituzione e sogni di rivoluzione. La morte tragica della madre di Angelo e Sorellina nell'incendio di una fabbrica chimica, causato dall'avidità del magnate Santini, diventa la miccia che accende la sete di giustizia dei protagonisti. Mentre il fratello lavora in un night club travestito da angelo, Sorellina, tra le macerie della fabbrica distrutta, studia Lenin e progetta la rinascita: creare il primo soviet della città. Così il gruppo – tra masturbazioni adolescenziali, dialoghi taglienti e utopie – prepara un gesto simbolico di ribellione che arriverà a scuotere le fondamenta di un mondo corrotto. Andrea Appetito – Nato a Roma nel 1971, ha pubblicato il libro Cluster Bomb (Altrastampa 2002) e partecipato all’antologia di racconti su Roma Allupa allupa (DeriveApprodi 2006) e al libro collettivo El impasse de lo político (Bellaterra 2011). Il suo testo teatrale L’eredità è stato tradotto in portoghese e messo in scena a Rio de Janeiro nel 2006. Ha realizzato cortometraggi come ¿Quién es Pilar? (2005) e il film-documentario L’ora d’amore, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2008. È coautore della sceneggiatura Emma e Maria, finalista al Premio Solinas nel 2014. Presente nell’antologia Sorridi: siamo a Roma (Ponte Sisto 2016), ha scritto i romanzi Tomàs (Effigie 2017) e I Figli della Notte (Lamantica 2024), oltre alla raccolta di racconti Vietato calpestare le rovine (Effigie 2019). Attualmente, insegna filosofia e storia in un liceo nella provincia di Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  25. 976

    Paolo Antonio D'Andrea "La profondità del cinema"

    Paolo Antonio D'Andrea"La profondità del cinema"Piccola guida per immergersi nei filmediciclo editorewww.ediciclo.itC'è un viaggio che non richiede di muoversi di un centimetro, eppure può portarci più lontano di qualsiasi altro spostamento fisico. È il viaggio del cinema, ed è il tema al centro di La profondità del cinema, il nuovo libro di Paolo Antonio D'Andrea pubblicato da Ediciclo Editore all'interno della collana "Piccola filosofia di viaggio" — il primo titolo della serie dedicato interamente al grande schermo.D'Andrea parte da un'immagine semplice e potente: lo spettatore come "viaggiatore immobile". Come scrive l'autore, "il corpo non va da nessuna parte. Eppure, nessun altro dispositivo ha prodotto un'esperienza di viaggio altrettanto potente." Il cinema, in questa prospettiva, non è evasione ma immersione: più ci si addentra in un film, più si scende in profondità dentro se stessi.Per raccontare questa discesa, l'autore costruisce un'allegoria efficace, quella del palombaro: la profondità della sua immersione diventa la misura dell'esplorazione interiore che il cinema può offrire. Un'idea che il libro sviluppa attraversando tre autori molto diversi tra loro. John Ford rappresenta la discesa più superficiale, quella legata allo spazio esterno e all'epica del western. Josef von Sternberg introduce il tema dell'artificio e del desiderio come pura immagine. David Lynch, infine, segna il punto di massima profondità, dove paesaggio e inconscio finiscono per coincidere.Non è però soltanto un saggio di teoria del cinema. D'Andrea intreccia la riflessione critica con la memoria autobiografica, come nell'episodio, raccontato nel libro, legato a Il grande silenzio di Sergio Corbucci: le distese innevate del film, che da bambino l'autore credeva ambientate in Alaska, si rivelano poi essere le Dolomiti — Cortina, Auronzo di Cadore, Misurina. Un piccolo aneddoto che diventa esempio perfetto di come il cinema sappia trasformare una geografia inventata in un luogo interiore, vissuto come reale.Paolo Antonio D'Andrea lavora dal 2016 nella formazione cinematografica: è responsabile didattico di Cinemazero a Pordenone, dirige il festival FMK e insegna storia e semiologia del cinema all'Università di Trieste. La sua competenza da educatore si sente in tutto il libro, capace di restare rigoroso senza mai perdere la leggerezza e il piacere del racconto.La profondità del cinema è, in fondo, un invito a guardare i film in un altro modo: non per sapere dove ci portano le storie, ma per scoprire fin dove siamo disposti a scendere dentro noi stessi.Paolo Antonio D'Andrea si occupa dal 2016 di formazione e organizzazione di eventi in ambito cinematografico. Per Cinemazero di Pordenone cura l'offerta didattica e le iniziative dedicate ai classici, dirige il festival di cortometraggi FMK, coordina le attività del progetto Cinemazero Young Club e il team di traduzione audiovisiva del Pordenone Docs Fest e si occupa, da responsabile, dell'organizzazione della storica FilmFair delle Giornate del Cinema Muto. Dal 2018 al 2021 è stato cultore della materia (Storia e Semiologia del Cinema) presso l'Università di Trieste. Docente e saggista, la sua attività di ricerca si concentra sulla storia, il linguaggio e la critica del cinema.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  26. 975

    Alberto Rollo "Le attitudini"

    Alberto Rollo"Le attitudini"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itAlberto Rollo ci regala una storia di formazione sentimentale, umana, una vera e propria nascita alla vita, ma anche il racconto vibrante di una stagione culturale che è uno stato dell’anima.Un armadio in un palazzo nobiliare salentino e una cassetta metallica a Dresda sono gli scrigni che hanno sottratto un carteggio alle distruzioni della Storia, un tesoro giunto, per gli accidenti del caso, nelle mani di uno studioso del Settecento. Quelle scolorate carte raccontano al professore dell’orfana Marianna Di Dio, detta Nenna, e di Bruno Röder, studente all’Università di Jena. I loro passi si incrociano nell’irripetibile momento delle rivoluzioni, quando un vento di libertà travolse tutti i giovani Werther d’Europa col suo carico di possibilità e idealismo. Capelli di carbone, occhi normanni, Nenna copre nella sua piccola vita uno spazio immenso per un’analfabeta nata nella disgrazia. La bellezza che nessun velo può nascondere la porta a Napoli, a servizio della marchesa di Scantara, e poi nelle grazie della moglie dell’ambasciatore inglese, la scandalosa Lady Hamilton. Nenna impara, assapora il fermento culturale che incendia il mondo, conosce l’amore, un amore fatto di timidi incontri e letture appassionate, e poi di distanza. Di ritorno dal Grand Tour, Bruno trova ad aspettarlo Schiller, Fichte, Schlegel, Novalis, tutte le scintille di una rivoluzione dello Spirito pronta a deflagrare. Ma la fanciulla bella come il fiore del cappero è un’ossessione che non si placa. Per anni riempiono lettere ostinate, Bruno e Nenna; di lontano costruiscono un sentimento pieno di libri e paesaggi, certezze e smarrimenti, attraverso un’epoca e il suo tramonto. Si può essere giovani per sempre? La generazione di Bruno e Nenna si è spinta fino alle soglie del sogno, di una eterna, misteriosa primavera.Alberto Rollo (Milano, 1951) è attualmente consulente per la narrativa Mondadori. Ha tradotto narratori inglesi e angloamericani. Ha esordito con Un’educazione milanese (Manni Editori 2016, finalista Premio Strega, Premio Alvaro-Bigiaretti, Premio Pisa). Hanno fatto seguito il monologo in versi L’ultimo turno di guardia (Manni Editori 2020) e i romanzi Il miglior tempo (Einaudi 2021), Il grande cielo (Ponte alle Grazie 2022) e Billy il Cane (Ponte alle Grazie 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  27. 974

    Giorgio Chiarva "Il banchiere galantuomo"

    Giorgio Chiarva"Amedeo Peter Giannini. Il banchiere galantuomo"Francesco Brioschi Editorewww.brioschieditore.itGenova, 1869. A bordo di una delle numerose navi cariche di immigrati che ogni giorno abbandonano l’Europa ci sono Luigi e Virginia Giannini, diretti oltre oceano in cerca di una vita migliore. Ad accoglierli è la California dove, prima a San Josè e poi a San Francisco, la giovane coppia insieme al figlio, Amadeo Peter, riuscirà a fare fortuna. Proprio a San Francisco inizierà l’avventura di Amadeo: qui il giovane Giannini fonderà la Bank of Italy, la prima banca popolare ad azionariato diffuso la cui missione è quella di prestare denaro e fiducia a chi non può dare altre garanzie se non la propria voglia di fare. Con il succedersi degli eventi della sua vita, si ripercorrono anche le tappe fondamentali della storia del XX secolo: dal terremoto di San Francisco del 1906 alla Grande Guerra, dall’epoca d’oro di Hollywood al crollo della borsa del ’29, dall’ascesa dei totalitarismi alla tragedia della seconda guerra mondiale. Il banchiere Galantuomo è il ritratto di un uomo che, scontrandosi con i grandi banchieri della costa Est per trasformare la sua Bank of Italy nel colosso mondiale Bank of America, ha saputo prima immaginare e poi creare una nuova idea di finanza. Una finanza che dà una possibilità anche ai più deboli. Giannini ha permesso la nascita di Hollywood, della HP Computers, la costruzione del Golden Gate Bridge, ha finanziato il New Deal e il Piano Marshall. Ha creato la Giannini-Bank of America Foundation che è stata il primo Health Care aziendale. Un romanzo biografico che appassiona e commuove, la storia di un grande uomo dalla caparbietà vincente. Un uomo spinto da un’etica popolare ancora oggi unica e da un’incrollabile fiducia nella sua visione del futuro.Giorgio Alarico Chiarva, classe 1951, laurea in Architettura, è attualmente industriale de legno di professione. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche sia come amministratoreche come giornalista. Ha pubblicato tre libri. Il banchiere Galantuomo esce in una nuova edizione ampliata che ripercorre tutta la vita di A. P. Giannini.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  28. 973

    Armando Besio "Il bello dell'orrido"

    Armando Besio"Il bello dell'orrido"Prosegue con un calendario autunnale “Il bello dell’Orrido”, rassegna curata da Armando Besio che propone conversazioni con protagonisti della cultura contemporanea. Inserita nel progetto BAC Bellano Arte Cultura, la nuova stagione porta sul palco del Cinema di Bellano (a ingresso gratuito, ore 18.00) gli incontri con Andrea Vitali, Ben Pastor e Bruno Giussani: dialoghi aperti, nei quali il racconto individuale degli ospiti si intreccia a temi collettivi – poesia e quotidianità, passione per il thriller e per le storie noir, innovazioni tecnologiche e resistenza digitale – in un continuo rimando tra parola, poesia e pensiero critico. Proseguendo il filone dello scorso anno, sabato 26 settembre torna sul palco Andrea Vitali, con l’incontro “Le migliori poesie della nostra vita”: il confronto tra Vitali –  vero e proprio “ospite di casa” – e Besio si sposta dal romanzo (tema affrontato lo scorso anno) alla poesia. La scelta dei componimenti è guidata dall’introspezione, alterna sentimenti di dolore e perdita a desideri e speranza di consolazione. Un appuntamento che è ormai una felice consuetudine letteraria, supportata dalla conoscenza di lunga data dei due interlocutori. Nato a Bellano nel 1956, Andrea Vitali ha studiato medicina all’Università Statale di Milano e fino al 2008 ha lavorato come medico di base a Bellano. Dopo quel momento ha dedicato tutto il suo impegno alla scrittura, tornando eccezionalmente all’attività medica solo nel 2020 durante la pandemia. Come scrittore ha esordito nel 1989 con Il procuratore, premiato con il Montblanc, e da allora ha pubblicato senza interruzioni numerosi romanzi, principalmente con Garzanti e Rizzoli. Prolifico e costante, con la sua scrittura ha costruito una vera e propria “commedia umana”, quasi sempre ambientata a Bellano, dove ironia e malinconia si intrecciano: la grande Storia resta sullo sfondo, mentre il paese, con le sue contraddizioni, le sue singolarità e le sue relazioni personali e affettive, diventa il cuore pulsante dei suoi racconti. Accanto ai romanzi, Vitali ha sperimentato anche altre forme di scrittura: per l’editore Cinquesensi ha firmato diciannove libri, corredati dalle illustrazioni di Giancarlo Vitali, suo amico pittore (di cui è stato medico curante). A breve sulla RAI andrà in onda l’attesissima serie tv, ispirata ai suoi romanzi e alla figura del giovane maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò. Si prosegue sabato 24 ottobre con una serata dedicata a Ben Pastor, scrittrice noir di fama internazionale e docente di scienze sociali nelle università americane: “La signora in giallo” è il titolo dell’incontro, che si concluderà con una gialla risottata in compagnia dell’autrice e del pubblico. L’occasione editoriale è data dall’arrivo in libreria de Lo specchio del pellegrino(Sellerio, 2026), ultimo romanzo con Martin Bora, uno dei personaggi più amati nei gialli storici pubblicati da Sellerio. Il protagonista è infatti un ufficiale della Wehrmacht tedesca, collaboratore dei servizi segreti, diviso tra l’obbedienza alla divisa e l’avversione agli orrori del nazismo. Ben Pastor, nata a Roma ma naturalizzata americana, è considerata tra le voci più autorevoli del giallo storico contemporaneo e una delle scrittrici capofila del cosiddetto "Postmodernismo", come attestato anche dall’apprezzamento e dagli studi del principale critico letterario statunitense, Fredric Jameson, della Duke University. L’appuntamento conclusivo, intitolato “Manuale di resistenza digitale”, saràsabato 28 novembre con Bruno Giussani, giornalista, podcaster e per vent’anni direttore europeo e curatore globale delle conferenze TED. Punto di partenza del dialogo con Besio è La mente sotto assedio. Come non lasciarsi manipolare nell’era dell’intelligenza artificiale (Edizioni Casagrande, 2026), un saggio che indaga la nostra complessa relazione con l’intelligenza artificiale e le tecnologie algoritmiche, capaci oggi di raccogliere i nostri dati, analizzare le nostre emozioni e persino falsificare la realtà attraverso testi, suoni e immagini ingannevoli. Giussani porta a riflettere su questi cambiamenti in atto, e propone un atteggiamento personale e collettivo di “resistenza digitale”, per imparare a decifrare questi meccanismi e a usare le nuove tecnologie senza esserne utilizzati.  Un incontro utile ad ampliare la visione sullo sviluppo della tecnologia e ad analizzare i suoi possibili utilizzi.  PERCORSO BAC BELLANO ARTE CULTURACome già negli scorsi anni, gli appuntamenti al cinema sono preceduti dal percorso accompagnato a cura dei Custodi del Patrimonio di Bellano alla scoperta dell’itinerario BAC: Orrido di Bellano, San Nicolao Arte Contemporanea, Museo Giancarlo Vitali, Chiesa di Santa Marta, Chiesa dei Santi Nazaro e Celso. Prenotazione obbligatoria a [email protected] Cinema di Bellano - inizio ore 18.00,ingresso libero.sabato 26 settembreAndrea Vitali Le migliori poesie della nostra vita sabato 24 ottobre Ben Pastor La signora in giallo sabato 28 novembre Bruno Giussani Manuale di resistenza digitale Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  29. 972

    Adriana Cavarero "Un'incertezza costitutiva" Festival Filosofia

    Adriana Cavarero"Un'incertezza costitutiva"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaDomenica 20 settembre 2026, ore 18:00lezione magistraleAdriana CavareroUn'incertezza costitutivaLa vulnerabilità dell'umanoAnche in diretta webModena Piazza Grande - Sito Patrimonio MondialeLa vulnerabilità costituisce la condizione originaria e inevitabile dell'esistenza umana? Attraverso una riflessione dedicata alla dimensione costitutivamente relazionale della vita, questa lezione mostrerà come fragilità, dipendenza dall'altro e impossibilità di un'autosufficienza assoluta non costituiscano limiti accidentali dell'esperienza individuale, ma elementi chiave per comprendere più profondamente la natura dell'umano e i legami che rendono possibile la convivenza.Adriana Caravero presiede il comitato scientifico dell’Hannah Arendt Center for Political Studies dell’Università di Verona, dove è stata professoressa ordinaria di Filosofia politica. Al centro del suo pensiero vi è una radicale interrogazione della vulnerabilità e della singolarità dell’umano, intese come condizioni originarie che espongono ogni esistenza alla contingenza, alla ferita e alla dipendenza dall’altro, così da manifestare il carattere fragile e irriducibilmente relazionale di ogni ordine politico e simbolico. Fra i suoi libri più recenti, Orrorismo. Ovvero della violenza sull’inerme (Roma, 2022) e Il canto delle sirene (Roma, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  30. 971

    Nicla Vassallo "Il caos dentro di sé" Festival Filosofia

    Nicla Vassallo"Il caos dentro di sé"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaDomenica 20 settembre 2026, ore 15:00lezione magistraleNicla VassalloIl caos dentro di séIntroduce: Massimo CacciariLa lezione tenta di chiarire la nozione di caos inerente ogni essere umano introspettivo e, quindi, portatore, oltre che di valori, di errori, nonché di aspirazioni al sapere: un essere umano che intende conoscere se stesso. In ciò l’intuizione svolge un ruolo di base: essa è epistemicamente affidabile?Nicla Vassallo  è professoressa di Filosofia teoretica presso l’Università di Genova, dove ha insegnato anche Filosofia della conoscenza ed Epistemologia, e ricercatrice associata presso l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM) del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), specializzatasi al King’s College London. È stata visiting professor presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Membro di consigli direttivi e comitati scientifici di numerose riviste specialistiche, oltre che di associazioni e fondazioni, è presente nel dibattito pubblico, ha scritto su riviste internazionali e ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra cui “la Repubblica”, “Corriere della sera” e il supplemento domenicale de “Il Sole 24 ore”. Ha dedicato diversi volumi e articoli in italiano e in inglese all’opera di Gottlob Frege, le sue ricerche riguardano la natura della conoscenza, le relazioni tra filosofia e scienza, e hanno coinvolto ampi settori dell’epistemologia, della filosofia della conoscenza, della metafisica, dei gender studies; negli ultimi anni ha indagato differenti aspetti dei rapporti affettivi e amorosi e gli stereotipi del sex&gender. Tra i suoi libri: Per sentito dire. Conoscenza e testimonianza (Milano 2011); Breve viaggio tra scienza e tecnologia, con etica e donne (Napoli-Salerno 2015); La Donna non esiste. E l’Uomo? Sesso, genere e identità (Torino 2018); Non annegare. Meditazioni sulla conoscenza e sull’ignoranza (Milano 2019); Fatti non foste a viver come bruti. Brevi e imprecisi itinerari per la filosofia della conoscenza (con Stefano Leardi, Milano 2021); Parla come mangi. Massa e potere (a cura di, Milano 2022); Donne, donne, donne (Milano 2023). Ha pubblicato la raccolta di poesie Orlando in ordine sparso. Poesie 1983-2013 (Milano 2013), centrata sulle tematiche dell’amore, dell’identità personale, del dolore e della bellezza, cui hanno fatto seguito Metafisiche insofferenti per donzelle insolenti (Milano 2017); Pandemia amorosa dolorosa (Milano 2021); Metafore dell’animo (Milano 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  31. 970

    Giacomo Jori "Canzoni" Giacomo Leopardi

    Giacomo Jori"Canzoni"Giacomo LeopardiOlschki Editorewww.olschki.itA cura di Giacomo Jori. Con la collaborazione di Ilaria Gallinaro e Valerio GigliottiBiblioteca | Istituto di Studi Italiani, Università della Svizzera ItalianaSi pubblica qui in edizione commentata il libro d’esordio di Giacomo Leopardi, le Canzoni, edite a Bologna nel 1824 e mai ripubblicate per oltre due secoli. È prevalso il prestigio dei Canti, fra i quali le dieci liriche sono accolte con modifiche. La filologia d’autore ha privilegiato fasi e varianti genetiche della poesia leopardiana. Una filologia attenta al libro come forma simbolica, che raccoglie le esperienze compiute nel tempo, restituisce ora la sincronia delle Canzoni, la loro dignità di primo capolavoro di un classico. Risaltano così, all’origine di quella parabola poetica, l’ispirazione civile e l’amor di patria come prima soluzione del problema filosofico e morale dell’amor proprio, che culminerà nel canto universale della Ginestra.Giacomo Jori è professore di Letteratura italiana e Storia della critica presso l'Istituto di Studi Italiani dell'Università della Svizzera italiana (USI) di Lugano, dove co-dirige le riviste «Lettere Italiane» e «Rivista di Storia e Letteratura Religiosa».I suoi studi si muovono lungo un arco che va da Torquato Tasso a Pier Paolo Pasolini, con un interesse costante per la poesia religiosa, la letteratura mistica e le forme della scrittura spirituale in età moderna, indagate con rigore storico-filologico. Si è occupato della fortuna del Mondo creato di Tasso (Le forme della creazione, 1995) e delle stampe secentesche del Laudario di Jacopone da Todi, e ha curato, con introduzione di Carlo Ossola, la monumentale antologia Mistici italiani dell'età moderna (Einaudi, «I Millenni», 2007).Per Olschki ha pubblicato le lettere inedite della carmelitana secentesca Maria degli Angeli («La santità in viaggio», 2012) e il volume collettivo Ponzio Pilato. Storia di un mito (2013); ha inoltre curato l'edizione degli scritti inediti di Mario Lattes sul ghetto di Varsavia (2021) e dedicato un saggio alla Pietà trionfante di Guarino Guarini (2020). Tra i suoi interessi più recenti, la lettura pasoliniana di Calderón.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  32. 969

    Fortunato D'Amico "Sotto il cielo di stelle"

    Fortunato D'Amico"Sotto il cielo di stelle"Costellazioni di arte, scienze e cultureFino al 18 ottobre 2026 la Valle d'Aosta si trasforma in un unico grande spazio espositivo diffuso con "Sotto il cielo di stelle. Costellazioni di arte, scienze e culture", mostra a cura di Fortunato D'Amico promossa dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta, in collaborazione con Moebius edizioni.Il progetto attraversa l'intero territorio regionale intrecciando arte contemporanea, astronomia, tecnologia e riflessione sul futuro, in un percorso che tocca musei, chiese, rifugi d'alta quota e osservatori scientifici. Non è una mostra sulla contemplazione romantica del cielo stellato, ma un'indagine sullo spazio come territorio ormai antropizzato: satelliti, droni, sistemi di sorveglianza e intelligenza artificiale entrano nel discorso dell'arte al pari delle costellazioni e dei miti che per secoli hanno popolato l'immaginario del cosmo.Il percorso si sviluppa in più sedi, ciascuna con una propria declinazione tematica. Al Castello Gamba di Châtillon la sezione "Stazione orbitante" mette in dialogo opere e installazioni con l'idea di un'orbita abitata e sorvegliata. Al MegaMuseo di Aosta la sezione "Archeologie del cielo futuro" ripensa il cielo come stratificazione di segni, tecnologie e futuri possibili. La Chiesa Valdese di Courmayeur e Les Maisons de Judith in Val Ferret completano il percorso diffuso, portando l'arte contemporanea fin dentro i luoghi simbolici e più remoti della montagna valdostana, mentre l'Osservatorio Astronomico e Planetario di Lignan, a Saint-Barthélemy, restituisce alla mostra il suo naturale contrappunto scientifico.A dare corpo al progetto sono opere di alcuni tra i protagonisti più riconosciuti dell'arte italiana contemporanea: Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Gilberto Zorio, Marco Nereo Rotelli, Massimo Uberti, Angelo Bonello, Daniela Pellegrini, Franco Perrotti e Giuliana Cunéaz. Linguaggi e generazioni diverse si misurano con uno stesso interrogativo: che cosa resta oggi dello sguardo umano rivolto al cielo, quando il cielo stesso è diventato infrastruttura, dato, immagine tecnologica."Sotto il cielo di stelle" nasce anche con un obiettivo più ampio: candidare la Valle d'Aosta a laboratorio permanente di arte contemporanea, capace di attivare una rete culturale diffusa sull'intero territorio regionale, oltre i confini dei singoli musei e delle singole stagioni espositive. Un progetto che unisce arte, scienza e paesaggio alpino in un'unica costellazione di significati, invitando il visitatore a percorrere la regione non solo come spazio geografico, ma come mappa di relazioni tra cielo, tecnologia e immaginazione.Fortunato D'Amico è curatore e storico dell'arte, laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dove si è formato all'arte contemporanea con Germano Celant e ha completato gli studi con Ernesto d'Alfonso con una tesi sui linguaggi simbolici barocchi legati all'astronomia e alla mitologia. Ha insegnato design e architettura ai Politecnici di Torino e Milano, dove mantiene tuttora incarichi nei corsi di architettura, ed è tra i promotori del Premio Internazionale Dedalo Minosse e del Vergilius d'Oro di Mantova. È curatore presso la Fondazione Pistoletto-Cittadellarte e presiede l'associazione "Pensare Globalmente Agire Localmente", impegnata sui temi dell'Agenda 2030. Tra i suoi progetti curatoriali figurano il MaCS Mazda Contemporary Space di Milano, l'evento collaterale "Culture Nature" alla XII Biennale di Venezia (2010), "Natura ConTemporanea" alla GAM di Genova (2013-2018) ed "Eternal Feminine | Eternal Change" alla Florence Biennale (2021). Ha condotto programmi televisivi su Sky ("Archibalena", "I Talenti"), scrive cataloghi e saggi per diverse case editrici e tiene conferenze presso università italiane e internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  33. 968

    Sergio Basso "Mao Zedong"

    Sergio Basso"Mao Zedong"L'uomo che ha inventato la Cina di oggiBUR Rizzoliwww.rizzolilibri.itLa Cina che tanto temiamo non è nata dal nulla: è la figlia legittima, ribelle e potentissima di Mao Zedong. Ma la famosa icona del Grande Timoniere è composta da un mosaico contraddittorio che gli storici hanno spesso fatto fatica a ricomporre. Chi era davvero Mao? In questa biografia, il regista e sinologo Sergio Basso restituisce al lettore italiano, forse per la prima volta in tutta la sua interezza, il volto dell’uomo che di volta in volta è stato studente impacciato, condottiero instancabile, amante bulimico, ambizioso poeta, rivoluzionario esigente, brillante retore e stratega spietato. Senza mai cadere in idolatrie o vuote critiche, con l’accortezza dello studioso e l’estro del cineasta, Basso dà voce a chi ha conosciuto da vicino Mao e la sua Cina, raccontandoci incalzante i luoghi, i dettagli quotidiani e i conflitti epici che ne hanno costellato il cammino. Prende così forma una cronaca serrata, che si legge come si guarda un film: piena di colpi di scena, vividi primi piani e panoramiche mozzafiato. “Mao Zedong. L’uomo che ha inventato la Cina di oggi” non è però solo la fedele ricostruzione dell’ascesa e della caduta di Mao: attraversando la Guerra Civile Cinese e la Lunga marcia, il Grande Balzo in Avanti e la Rivoluzione Culturale, queste pagine forniscono anche una bussola, oggi più che mai necessaria, per orientarsi nella storia recente del gigante asiatico.Sergio Basso (Milano, 1975) è regista, sceneggiatore e sinologo. Si forma tra Italia e Russia: diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, laurea in Lingue e Letterature Orientali a Ca' Foscari, e un diploma triennale in regia e recitazione alla GITIS di Mosca sotto la guida di Jurij Alschitz. Vive in Cina dal 1996, dove ha lavorato come assistente alla regia e dialoghista di Gianni Amelio sul set de La stella che non c'è.Regista di documentari e film di finzione, ha firmato tra gli altri Amori elementari (2014, coproduzione italo-russa, accompagnato dall'omonimo romanzo pubblicato da Salani) e Dimmi chi sono (2019-2020), musical alla Bollywood girato in un campo profughi in Nepal. Tra i documentari più noti: Long March Today, Chinese Sketchbook, Cercando Itaca e Il viaggio di carta. Il suo lavoro è stato premiato in festival internazionali (Locarno, Annecy, Pechino, Toronto) e ha ottenuto due volte il Premio per il Miglior Film Sportivo, oltre al Premio Solinas. Insegna regia e ha collaborato con istituzioni come il MAXXI, Il Sole 24 Ore e l'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia-Romagna, oltre che con Nazioni Unite e Save the Children.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  34. 967

    Emanuela Fronza "Limiti della sovranità" Festival Filosofia

    Emanuela Fronza"Limiti della sovranità"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloVenerdì 18 settembre 2026, ore 20:30Emanuela FronzaLimiti della sovranitàLa giustizia internazionale sotto attaccoChe rapporto invale tra l'esercizio della potenza politica e i tentativi di sottoporre i conflitti a un ordine giuridico condiviso? Con una riflessione sul ruolo dei tribunali internazionali nella storia contemporanea, questa lezione analizzerà le strategie tramite cui le grandi dinamiche imperiali e gli equilibri tra Stati hanno costantemente messo alla prova la possibilità di costruire istituzioni capaci di limitare la violenza e di affermare principi di giustizia oltre la logica dei rapporti di forza.Emanuela Fronza è professoressa ordinaria di Diritto penale internazionale ed europeo presso l’Università di Bologna; è membro del Conseil Scientifique dell’Institut Robert Badinter di Parigi. I suoi studi vertono sul diritto penale contemporaneo e sulla giustizia internazionale, indagando il modo in cui gli ordinamenti giuridici affrontino violazioni estreme quali i crimini contro l’umanità, e vagliando la tutela delle istituzioni nel misurarsi con situazioni di crisi che mettono alla prova i fondamenti della convivenza. Fra i suoi libri più recenti, Memory and Punishment. Historical Denialism, Free Speech and the Limits of Criminal Law (Berlino, 2018) e Caos. La giustizia internazionale sotto attacco (con Marcello Flores, Roma-Bari, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  35. 966

    Enrico Colombo "Turner. L'incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano"

    Enrico ColomboAssessore alla Cultura, Como"Turner. L'incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano"Como, Pinacoteca civica e Palazzo del Broletto; fino al 27 settembre 2026Fino al 27 settembre 2026, Como ospita un evento espositivo di rilievo internazionale dedicato a William Turner (1775-1851), uno dei massimi interpreti della pittura romantica inglese. La mostra, dal titolo "Turner. L'incanto del lago di Como e del paesaggio italiano", è curata da Elizabeth Brooke e nasce da una collaborazione tra il Comune di Como e la Tate di Londra, l'istituzione che custodisce il più vasto corpus di opere dell'artista al mondo.Il percorso espositivo si sviluppa su due sedi storiche del centro cittadino, Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi, per un totale di undici opere originali: quattro dipinti a olio e sette acquerelli, tutti provenienti dalle collezioni della Tate.Alla Pinacoteca Civica trovano spazio i dipinti a olio, tra cui "Tivoli vista dal monte Catillo" e "Il ramo d'oro", ispirato a un celebre episodio dell'Eneide, affiancati da vedute storiche della Como ottocentesca che restituiscono il contesto urbano e paesaggistico dell'epoca in cui l'artista visitò la città.A Palazzo del Broletto sono invece raccolti i sette acquerelli dedicati al soggetto lariano, tra i quali "Bellagio vista da Menaggio", "Lago di Como" e "Como al tramonto": opere che testimoniano la rapidità di esecuzione e la sensibilità cromatica con cui Turner fissava sulla carta le impressioni luminose del paesaggio.La mostra ripercorre il rapporto tra Turner e l'Italia, e in particolare con il territorio lariano, che l'artista visitò più volte nel corso della sua vita, lasciandosi affascinare dalla luce e dalle atmosfere del lago fin dal celebre viaggio del 1819, per poi tornarvi con nuovi studi cromatici tra gli anni Trenta e i primi anni Quaranta dell'Ottocento. Il percorso restituisce così l'evoluzione dello sguardo di Turner, dagli schizzi dal vero fino alle composizioni più mature, in cui architettura e natura tendono a dissolversi in un'unica visione atmosferica.Ad arricchire l'esperienza di visita, Palazzo del Broletto ospita anche la proiezione del film immersivo "JMW Turner On the Wing", prodotto da Tate Digital, che accompagna il pubblico in un viaggio multimediale nella vita e nell'opera dell'artista.L'iniziativa si estende inoltre a San Pietro in Atrio, l'ex chiesa sconsacrata del centro storico, dove la sezione "Feeling Colour" mette in dialogo la sensibilità cromatica di Turner con la ricerca di due artisti contemporanei britannici, Jim Lambie, con l'installazione "Zobop", e David Batchelor, con l'opera "I love King's Cross and King's Cross loves me".Per l'intera durata della rassegna è disponibile un biglietto unico, il Tate Pass, valido 72 ore per l'accesso a tutte le sedi coinvolte nel progetto espositivo.Un'occasione unica per il pubblico italiano di ammirare da vicino capolavori normalmente conservati a Londra, e per riscoprire, attraverso lo sguardo di uno dei più grandi paesaggisti della storia dell'arte, la bellezza del lago di Como e del suo paesaggio.Enrico Colombo è assessore alla Cultura del Comune di Como dall'11 luglio 2022, nella giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese. Architetto di formazione, si è laureato in Scienze dell'Architettura ed è iscritto all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Como, dove esercita la libera professione dal 2013 con studio in città. Ha svolto un tirocinio formativo presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Lombardia, occupandosi del territorio comprendente le province di Como, Lecco e Sondrio.Da sempre attivo nella vita culturale cittadina, è socio della Società Archeologica Comense dal 2012 e ne ricopre il ruolo di segretario dal 2019. In questa veste ha curato numerose mostre dedicate alla storia e all'archeologia del territorio lariano. Con la delega alla Cultura, Colombo segue oggi i grandi progetti espositivi e gli eventi culturali della città, tra cui la mostra dedicata a William Turner ospitata da Palazzo del Broletto e dalla Pinacoteca Civica. TURNER. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italianoComo, Pinacoteca civica (via Diaz 84) e Palazzo del Broletto (piazza Duomo)Fino al 27 settembre 2026Orari: da martedì a domenica, ore 10-18Crediti immagine:Joseph Mallord William Turner, Il Lago di Como da Menaggio guardando verso Bellagio; 1819, acquerello su carta, mm 223 × 286; Londra, Tate; © TateDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  36. 965

    Alessandro Cassieri "La superba umiltà" Giuseppe Cassieri

    Alessandro Cassieri"La superba umiltà"Giuseppe CassieriIntroduzione di Alberto SinigagliaManni Editoriwww.mannieditori.itDon Giovanni in Sicilia - Il salto - Il tappo - Ebrei, cristiani e musulmani nella Cordova dell’anno MilleNel volume sono raccolti quattro inediti di Giuseppe Cassieri (Rodi Garganico, 1926 – Roma, 2008), scrittore, saggista, commediografo, introdotti da Alberto Sinigaglia.Don Giovanni in Sicilia, la trasposizione televisiva del romanzo di Vitaliano Brancati, il radiodramma degli anni Cinquanta Il salto, la sceneggiatura per la tv Il tappo e la conferenza Ebrei, cristiani e musulmani nella Cordova dell'anno Mille: una coesistenza possibile, del 1993.Come in generale nella sua produzione, in questi testi, che scandiscono diverse epoche del secondo Novecento, Cassieri affronta una società mai statica, con un approccio ironico, satirico, grottesco ma non di rado indulgente. I vizi dell'uomo contemporaneo, abbarbicato alla tradizione o soggiogato dalle mode di stagione, vengono sferzati senza mai ricorrere al moralismo. In una accezione della vita che prevede squarci di poetica serenità, di erotismo, di malcelato ottimismo.Come testimoniato dalle minute manoscritte di chi non ha mai rinunciato alla penna per esprimersi sulla carta, Cassieri ha esercitato una ricerca continua, ossessiva della perfezione stilistica, alternando le forme “alte” e “basse” del linguaggio. La sua prosa, sempre attenta ai mutamenti sociali, comunica leggerezza e carica corrosiva, ciò che definisce la cifra specifica di uno scrittore rimasto estraneo a tutte le correnti letterarie in voga dal dopoguerra.Giuseppe Cassieri nasce a Rodi Garganico il 23 gennaio 1926 e muore a Roma il 30 ottobre 2008. Dopo gli studi al collegio di Fermo e al convitto nazionale di Lucera, si laurea in Filosofia morale all'Università di Firenze nel 1947, con una tesi su Giambattista Vico seguita da Eugenio Garin.Giornalista e scrittore, collabora con testate come Il Mattino, La Nazione, Il Gazzettino, La Gazzetta del Popolo, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Stampa, Il Messaggero e L'Espresso, dove firma le rubriche "Kulturmarket" (Il Messaggero, anni Settanta) e "Da evitare" (L'Espresso, anni Ottanta), dedicate alle mistificazioni del mondo editoriale. Per il Terzo programma Rai scrive radiodrammi fin dalla fine degli anni Cinquanta e firma diversi originali televisivi.Esordisce nella narrativa con Aria cupa (1952, Mediterranea), romanzo che affronta anche un processo. Seguono Dove abita il prossimo (1954, Vallecchi), I delfini sulle tombe (1958, Vallecchi), La cocuzza (1960, Bompiani), Il calcinaccio (1962, Bompiani, finalista Premio Strega) e Le trombe (1965, Bompiani, finalista Premio Strega). Nel 1979 pubblica per Garzanti Ingannare l'attesa, finalista al Premio Campiello. Tra gli altri titoli, L'amor glaciale (1975, Garzanti), la pièce teatrale Un asino al patibolo (1977, Rai Eri, Premio Flaiano per il Teatro 1980) e la raccolta saggistica Kulturmarket (1977, Garzanti).La sua opera, tradotta negli Stati Uniti, in Polonia, Germania, Cecoslovacchia e Russia, è attraversata da un'ironia caustica che osserva il ridicolo, la stupidità, la codardia e il falso decoro della società contemporanea attraverso personaggi fragili e introversi. Ha pubblicato con Bompiani, Vallecchi, Feltrinelli, Garzanti, Mondadori, Rizzoli, Longanesi, Marsilio e Manni.Alessandro Cassieri nasce a Roma il 19 luglio 1956, figlio dello scrittore Giuseppe Cassieri. Si laurea in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma nel 1980 con 110 e lode e diventa giornalista professionista nel gennaio 1984.Muove i primi passi a Radio1 (1981-1983) durante il praticantato, poi lavora al settimanale L'Europeo. Nel 1989 entra nella squadra di Linea diretta di Enzo Biagi (Rai 1); l'anno seguente è al Tg3 diretto da Sandro Curzi e a Tv7 di Sergio Zavoli. Nel luglio 1991 viene assunto al GR2, e a dicembre dello stesso anno è nominato inviato speciale.Tra i suoi servizi più noti, l'intervista esclusiva a un latitante della P2 a San Paolo del Brasile (dicembre 1983), la copertura del G7 di Venezia (1987) e della prima Guerra del Golfo (1991). Corrispondente da Bruxelles dal 2000 e da Mosca dal 2003, segue anche il referendum in Crimea (marzo 2014) e l'invasione dell'Ucraina dal febbraio 2022. Dal 2008 al 2016 lavora al Tg1 diretto da Gianni Riotta, per poi guidare dal novembre 2016 al dicembre 2021 la redazione Rai di Parigi. In oltre trent'anni di carriera come inviato speciale ha lavorato in più di ottanta paesi. Collabora inoltre con la rivista Limes e con l'ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  37. 964

    Daniele Aristarco, Anna De Giovanni "Ogni giorno vale"

    Daniele Aristarco, Anna De Giovanni"Ogni giorno vale"Un anno di storie, idee, dirittiFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itApri una pagina e scegli un giorno. Potresti trovarci un dio romano con due facce, un pilota che avvista dischi volanti, una classe che inventa parole nuove, il nome di battaglia di una partigiana, una pioggia di stelle cadenti, una protesta che ha cambiato le cose, una poesia, una domanda scomoda. Le date importanti non sono pagine di storia da studiare, ma giornate da scoprire e rivivere. Perché, in fondo, a cosa serve il calendario, oltre a dirci che giorno è? A mostrarci che ogni giorno vale. E che possiamo metterlo a frutto, a cominciare da oggi.Dalla Giornata mondiale dell’Ambiente alla Notte di San Lorenzo, dalla Giornata internazionale della Donna al Natale. Dietro ogni ricorrenza c’è una storia, dietro ogni storia c’è qualcosa che riguarda tutti noi e che può farci fare un salto nel futuro.Daniele Aristarco è scrittore, saggista e divulgatore, autore di numerosi libri per ragazze e ragazzi, tradotti in molte lingue. Si occupa di formazione e tiene laboratori di teatro e di scrittura creativa. Viaggiatore instancabile, ama incontrare le sue lettrici e i suoi lettori. Per Feltrinelli ha pubblicato Tutto quello che brucia (2025) e Ogni giorno vale. Un anno di storie, idee, diritti (2026; con Anna De Giovanni).Anna De Giovanni lavora da anni nell’editoria, occupandosi di comunicazione culturale e di progetti legati al mondo dei libri e della scuola. Collabora con editori, festival e iniziative educative. Ogni giorno vale (2026; con Daniele Aristarco) segna il suo esordio come autrice.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  38. 963

    Anna Loretoni "Per la pace perpetua" Festival Filosofia

    Anna Loretoni"Per la pace perpetua"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloVenerdì 18 settembre 2026, ore 11:30Anna LoretoniPer la pace perpetuadi Immanuel KantÈ possibile immaginare una pace stabile in un mondo strutturalmente in conflitto? Attraverso la rilettura di Kant, questa lezione rifletterà sul tentativo di fondare razionalmente un ordine politico internazionale capace di limitare la guerra, interrogando le condizioni giuridiche e morali necessarie perché la convivenza tra gli Stati non dipenda soltanto da equilibri precari o rapporti di forza contingenti.Anna Loretoni è professoressa ordinaria presso la Scuola Sant’Anna di Pisa, dove è preside della classe accademica di Scienze sociali. Si dedica al rapporto tra diritti, differenze e cittadinanza democratica, analizzando il modo in cui le società contemporanee sono chiamate a ripensare i principi della convivenza politica alla luce di questioni chiave come il genere, il riconoscimento reciproco, la vulnerabilità individuale e la giustizia globale. Fra le sue pubblicazioni, Ampliare lo sguardo. Genere e teoria politica (Roma, 2015), oltre all’affermato manuale Filosofia politica (curato con Barbara Henry, Alberto Prini, Marco Solinas, Milano, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  39. 962

    Elena Molini "L'assassino è all'ultima pagina"

    Elena Molini, Fabrizio Luisi"L'assassino è all'ultima pagina"Mondadori Editorewww.mondadori.itA un passo dalla pensione, Margherita desidera soltanto una cosa: essere lasciata in pace. Libraia da una vita, con un carattere ruvido e il vizio di dire sempre ciò che pensa, ha imparato che i libri possono sorprendere, consolare, a volte salvare. Non immaginava, però, che potessero anche nascondere un assassino. Bartolomeo Scala appartiene al suo passato. E, come spesso accade con il passato, non ha la minima intenzione di restarci. Prima di morire, le ha fatto recapitare un volume impossibile: un libro che non è davvero un libro, ma un collage di ritagli tratti dai grandi classici della letteratura, costruito per parlare dopo la sua morte. Tra quelle pagine si nascondono un’accusa precisa e una sfida ancora più insidiosa: scoprire che cosa gli è accaduto davvero. Comincia così un’indagine diversa da tutte le altre, fatta di enigmi, rimandi letterari, trabocchetti e false piste. Un giallo in cui i libri non fanno da sfondo: suggeriscono, mentono, accusano. Margherita non sarà però l’unica a cercare la verità. In questo romanzo interattivo, sei chiamato anche tu a indagare insieme a lei. Per arrivare alla soluzione dovrai analizzare le citazioni con sospetto, riconoscere gli indizi, collegare frammenti lontani, accettare di sbagliare e ricominciare da capo. Perché in questa storia l’assassino è davvero all’ultima pagina. Ma solo chi avrà letto nel modo giusto potrà smascherarlo.Elena Molini è la titolare della Piccola Farmacia Letteraria di Firenze, dove, seguendo i dettami della biblioterapia, si consigliano i libri in base allo stato d’animo dei lettori, proprio come fossero dei medicinali. Con Mondadori ha pubblicato La Piccola Farmacia Letteraria (2020) e Piccola libreria con delitto (2021), e La bottega delle seconde occasioni (2024).Fabrizio Luisi è autore e game designer. Ha pubblicato i romanzi Millennials. Il mondo nuovo, Furioso. L’ultimo canto e, con Carlo Lucarelli e Pier Mauro Tamburini, Questo è il diario di Giulia (Mondadori). Con lo pseudonimo Leonardo Lupo, è tra i creatori della serie di libri-gioco Escape Book (Piemme).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  40. 961

    Valentina Gasparet "Pordenonelegge"

    Valentina Gasparet"Pordenonelegge"www.pordenonelegge.itTorna a Pordenone e in altri tredici comuni del Friuli Venezia Giulia la ventisettesima edizione di pordenonelegge, la Festa del libro con gli autori, in programma dal 16 al 20 settembre 2026. Cinque giorni di incontri, letture, dialoghi e presentazioni che confermano il festival come uno degli appuntamenti letterari più importanti in Italia, capace di intrecciare grande editoria internazionale, narrativa italiana, poesia e pensiero contemporaneo.L'edizione 2026 porta in scena oltre 350 eventi in una cinquantina di sedi, con più di 650 voci tra scrittori, saggisti, giornalisti e protagonisti della cultura internazionale. Il filo rosso è la "Festa del libro e della libertà": un invito a leggere il presente, tra conflitti, trasformazioni tecnologiche e nuove domande di senso, con la convinzione che la cultura non sia un rifugio ma una bussola per orientarsi nel proprio tempo.Ad aprire il festival, il 16 settembre al Teatro Verdi, sarà Salman Rushdie, che presenta il suo ultimo lavoro affrontando i "linguaggi della verità". A chiudere la kermesse, domenica 20 settembre, sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra gli ospiti internazionali di rilievo figurano Susan Choi, Andrew Sean Greer, Michel Houellebecq ed Eshkol Nevo, quest'ultimo insignito del Premio Crédit Agricole.La direzione artistica del festival è affidata a Gian Mario Villalta, con Alberto Garlini e Valentina Gasparet, mentre la Fondazione Pordenonelegge.it è presieduta da Michelangelo Agrusti e diretta da Michela Zin.Valentina GasparetNata a San Vito al Tagliamento (PN) nel 1973, laureata in Storia e Critica dell'Arte a Ca' Foscari, Venezia. Cura pordenonelegge fin dal 2002 insieme a Gian Mario Villalta e Alberto Garlini. Ha lavorato nella comunicazione e nell'ufficio stampa, tra cui il World Trade Center FVG e la Regione Friuli Venezia Giulia (2003-2007), e ha collaborato con emittenti televisive regionali, occupandosi anche di progetti dedicati alla letteratura per l'infanzia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  41. 960

    Barbara Codogno "Perseveranza"

    Barbara Codogno"Perseveranza"Apogeo Editore / RemWebwww.remweb.itBerto ha passato la vita a scansare la vita. Svogliato insegnante di matematica, marito crudele, padre assente, Berto è convinto che tutto ciò che gli è accaduto sia colpa degli altri e di un’esistenza che lo ha tradito. Una sera, durante un concerto, l’epifania: un violinista resiste alla tosse fino all’ultima nota. In quello sforzo Berto intravede ciò che lui non è mai stato capace di fare. Da quel momento il suo pensiero si avvita all’indietro in un monologo febbrile che scava nella memoria e nella colpa, tra violenza domestica, vigliaccheria quotidiana e omissioni irreparabili. Il passato ritorna come un’ossessione, il presente scivola via, la realtà si deforma fino ad allucinarsi. La perseveranza è la sua condanna: l’incapacità di interrompere il delirio, di riconoscere la responsabilità, di uscire dal recinto del proprio io. L’ostinazione a non vedere, a non rispondere mai delle proprie azioni.Barbara Codogno è nata a Padova, dove vive e lavora. Giornalista, scrive per le pagine culturali del Corriere del Veneto. Laureata in filosofia con una tesi su René Girard, negli anni ha continuato a indagare temi come il sacro, la violenza, il capro espiatorio e la mimesi, intrecciando filosofia, antropologia, mitologia e storia delle religioni. Critica e curatrice, si occupa anche di arte contemporanea. Ha scritto poesie, racconti e romanzi, e nel 2019 ha vinto il Concorso Letterario CartaCarbone Festival con il racconto I sandali nuovi. Per Apogeo Editore ha pubblicato la raccolta di poesie Metrolieder e Racconti americani, oltre al romanzo Perseveranza (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  42. 959

    Serenella Iovino "Gli animali che ti porti dentro"

    Serenella Iovino"Gli animali che ti porti dentro"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaSabato 19 settembre 2026, ore 20:30Serenella IovinoGli animali che ti porti dentroUn racconto della mente dal caos al cosmo, e ritornoCosa può insegnare il mondo animale a una civiltà chiamata a ripensare radicalmente il proprio rapporto con il pianeta? Seguendo una riflessione che intreccerà ecologia, filosofia ambientale e studio delle relazioni fra specie viventi, questa lezione mostrerà come osservare gli animali significhi interrogare nuove forme di convivenza, adattamento e cooperazione, riconoscendo nella vulnerabilità condivisa di tutti i viventi una possibile chiave per immaginare modelli più sostenibili di abitare il mondo.Serenella Iovino è James G. Hanes Distinguished Professor in Humanities alla University of North Carolina, Chapel Hill, dove ha inaugurato la prima cattedra congiunta di Italian studies ed Environmental Humanities; collabora con il quotidiano La Repubblica. Attraverso una ricerca che intreccia filosofia, ecologia e studi letterari, il suo lavoro analizza il rapporto tra esseri umani e mondo naturale, mostrando come i processi di trasformazione del pianeta rendano oggi necessario ripensare le relazioni tra viventi, materia e responsabilità collettiva. Autrice internazionale, fra i suoi libri più recenti in italiano, Paesaggio civile. Storie di ambiente, cultura e resistenza (Milano, 2022) e Gli animali di Calvino. Storie dall’antropocene (Roma, 2023, vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica, sez. scienze umane). Ecologia letteraria (Milano, 2006), considerato il libro-manifesto dell’ecocritica, è stato ripubblicato in veste ampliata nel 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  43. 958

    Andrea Vitali "Il piede nella fossa"

    Andrea Vitali"Il piede nella fossa"I casi del Maresciallo Ernesto MaccadòGarzanti Editorewww.garzanti.itAutunno 1931. Se non fosse per le stranezze di un paziente, la vita tra le corsie dell’ospedale Umberto I di Bellano scorrerebbe con la consueta routine. Invece Mentore Carcolati, il degente in questione, ha fatto una richiesta ben precisa, determinato ad abbandonare l’ospedale seduta stante se non verrà soddisfatta, anche a costo di mettere a repentaglio la propria salute e, non ultima, la reputazione del nosocomio. Così, il primario dottor Giulio Cesare Bombazza adesso è agitatissimo; suor Anastasia, suo braccio destro, corre di qui e di là senza sapere a che santo votarsi; il becchino Adelio Dilena, convocato dal Bombazza, fa il prezioso, calcolando se nel guaio in cui vorrebbero coinvolgerlo avrebbe o no da guadagnarci. Un fermento che ha cominciato ad affilare la curiosità inopportuna di qualche suora infermiera. Ma a parte tutto, quello che chiede il paziente è una cosa che si può fare? Perché va bene assecondare le sue comprensibili e umanissime ragioni, ma non sarà per caso un reato? Consultato di nascosto, il maresciallo Ernesto Maccadò se ne è lavato le mani: il primario e la suora facciano pure come vogliono, basta che non diano motivo di pettegolezzi o peggio; per il resto lui non vuole saperne nulla. Il tempo intanto stringe, perché l’intervento chirurgico cui il Carcolati deve essere sottoposto non può aspettare, e d’altra parte bisogna trovare un donatore per accontentare la sua richiesta capestro. Donatore di cosa? Di spazio, un angolino discreto, anche anonimo, purché in terra consacrata. Nell’attesa, ci si potrebbe affidare a un modernissimo frigidaire.Le storie che si intrecciano nella Bellano letteraria di Andrea Vitali non finiscono mai di stupire. Un luogo della fantasia che coglie sempre di sorpresa il lettore, trascinandolo in un vortice di vicende e personaggi inimmaginabili. Il piede nella fossa crea così un groviglio di destini che strappano più di un sorriso e al tempo stesso inteneriscono, avvolgendoci in quelle atmosfere lacustri tra le quali a ogni alba può davvero succedere qualunque cosa.Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest HemingwayDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  44. 957

    Viviana Gabrini "Noi e le altre"

    Viviana Gabrini"Noi e le altre"Storie di donne che non chiedono permessoCalibano Editorewww.calibanoeditore.comVoci diverse, esperienze uniche, una sola urgenza: raccontarsi. In queste pagine le donne diventano protagoniste delle proprie storie, attraversando identità in trasformazione, corpi che reclamano ascolto, relazioni difficili, perdite, desideri e conquiste. Dalla donna trans che trova una nuova famiglia alla ragazza senza ombra in cerca di sé, dalla satira distopica alle sfide del presente, un mosaico intenso e necessario di fragilità, coraggio e resistenza. Un coro autentico che rivendica il diritto di esistere e di essere ascoltate.Hanno partecipato a questa antologia:Claudia Ambrosini, Marta Bertazzoni, Elena Cristina Bolla, Miriam Bonetti, Paola Boselli, Antonia Buizza, Carmen Cedrati, Claudia Celé, Emanuela Citerio, Monica D’Amico, Maria Rosa Donati, Anna Ettore, Barbara Fettuccia, Giovanna Gabetta, Viviana E. Gabrini, Monica Gentili, Roberta Giudetti, Anna Martinenghi, Chiara Munda, Cinzia Petri, Maria Elena Poggi, Monica Rubin, Maria Rita Savini, Stefania Silvestro, Paola Vallatta, Antonella ZancaViviana E. Gabrini vive in Oltrepò Pavese. Atea, femminista, comunista e antifascista, agli esseri umani, mediamente, preferisce i gatti. Dal 2015 collabora con il blog letterario Sdiario, fondato da Barbara Garlaschelli, e periodicamente imperversa su blog e riviste online. Ha pubblicato raccolte, partecipato e coordinato antologie. Priva di pudore, calca palcoscenici, piazze e marciapiedi come teatrante. Dal 2020 ha una rubrica fissa all'interno del podcast Lennycast. L'insuccesso non le ha dato alla testa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  45. 956

    Marta Paraventi "Festival della Storia di Ancona"

    Marta Paraventi"Festival della Storia di Ancona"www.festivalstoriancona.itTorna alla Mole Vanvitelliana di Ancona il Festival della Storia, giunto alla sua ottava edizione: quattro giornate, dal 3 al 6 settembre 2026, con oltre trenta ospiti tra storici, studiosi, giornalisti, scrittori e intellettuali. Il tema scelto per il 2026 è "Follie": un filo conduttore che attraversa più di duemila anni di storia, dal potere paranoico alle utopie, dalla medicina alla politica, dall'arte alla letteratura, per indagare il confine mobile tra ragione e follia, normalità e devianza, visione ed eccesso.Il festival muove da un'idea precisa: la storia raramente si presenta come un racconto lineare della ragione, più spesso è il deposito di fratture, eccessi, ossessioni — ciò che, spesso solo a posteriori, chiamiamo follia. L'edizione 2026 invita così studiosi e pubblico a riflettere su scelte, idee e passioni che in un dato momento sono apparse necessarie o inevitabili, per rivelarsi poi errori o derive; ma anche su quelle giudicate folli dai contemporanei e rivelatesi col tempo lungimiranti o addirittura decisive. La follia, in questa prospettiva, diventa una vera categoria storica: ogni epoca produce le proprie, e attraverso di esse definisce se stessa.Diretto dallo storico e docente Fulvio Cammarano, il festival intreccia politica, arte, letteratura e scienza attraverso incontri, lezioni magistrali e dialoghi. Tra i protagonisti di questa edizione figurano Marcello Flores, Paolo Pombeni, Luigi Manconi, Federico Romero, Lucia Mascino, Mario Desiati e Luigi Mascilli Migliorini. Tutti gli eventi sono a ingresso libero e senza prenotazione.Il Festival della Storia è ormai un appuntamento stabile della proposta culturale della città ed è tra i progetti con il punteggio più alto del Bando Cultura 2026, per qualità, originalità e solidità della programmazione. Questa ottava edizione guarda già avanti: accompagna Ancona verso il 2028, quando la città sarà Capitale italiana della Cultura e il festival stesso festeggerà il suo decimo compleanno.Marta Paraventi è storica dell'arte, giornalista e docente. Si è laureata in Lettere moderne e specializzata in Storia dell'arte e delle arti minori all'Università di Bologna, perfezionandosi poi in gestione e valorizzazione dei beni culturali alla Scuola Normale di Pisa. Con la tesi dedicata all'iconografia della Madonna del Rosario ha vinto nel 1992 il Premio Giovanni Crocioni dell'Accademia Marchigiana di Scienze Lettere e Arti e una borsa di studio dell'Accademia di San Luca di Roma, svolta a Monaco di Baviera.Autrice di una quarantina di saggi di storia dell'arte, ha pubblicato il volume "I musei delle Marche" (Skira, 2007) ed è co-autrice, con Lucia Cataldo, de "Il Museo oggi". Dopo la libera professione nel campo dei beni culturali, dal 2000 al 2020 è stata funzionaria della Regione Marche con responsabilità apicali su musei, catalogazione, mostre, destination marketing e attività culturali. Nel 2014 ha curato "The Genius of Marche", progetto di valorizzazione del patrimonio culturale marchigiano attraverso due documentari prodotti da Ballandi Arts per Sky Arte HD, con Dante Ferretti e Giampiero Solari, voce narrante di Glauco Mauri.Docente di ruolo al Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Ancona, insegna oggi Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Dal 29 gennaio 2025 è assessora alla Cultura del Comune di Ancona, nominata dal sindaco Daniele Silvetti, con deleghe anche alle Fondazioni culturali, alle Politiche comunitarie e alla Macroregione Adriatico-Ionica. Tra le sue priorità dichiarate, la valorizzazione della Mole Vanvitelliana, della Pinacoteca, della Biblioteca comunale e del Teatro delle Muse.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  46. 955

    Nicola Gasparetto "Carlo Levi e il Polesine"

    Nicola Gasparetto"Carlo Levi e il Polesine"Arte politica cronache dalla terra dei grandi fiumiApogeo Editore / RemWebwww.remweb.itLa Cittadella della Cultura di Lendinara (RO), istituto custode dell’archivio del critico d’arte Giuseppe Marchiori, ha elaborato un progetto espositivo dedicato al rapporto che legò il pittore e scrittore Carlo Levi al Polesine: un vincolo non episodico, ma radicato e continuo per un ampio arco temporale.Il nucleo documentario centrale di questa vicenda è costituito dal fascicolo che raccoglie il dialogo epistolare fra Levi e Marchiori, composto complessivamente da sedici lettere. Un confronto di indubbio spessore, dipanatosi nel corso di circa due decenni, che ha tra i suoi momenti salienti i giorni dell’alluvione del 1951 — testimoniati da uno storico reportage di Levi — e le sue ripetute frequentazioni di Lendinara e del Polesine, legate anche alle prime occasioni espositive nel nostro territorio.Ai nomi che si affiancano a Levi nel dialogo con Marchiori appartengono, fra gli altri, quelli dello scrittore Gian Antonio Cibotto e del poeta e gallerista Livio Rizzi, anch’essi presenti con i propri carteggi nell’archivio lendinarese. Ne emerge un quadro d’insieme che delinea una stagione di particolare vivacità culturale nel Polesine del dopoguerra, di cui Carlo Levi fu presenza ricorrente.A questo mosaico di relazioni va aggiunto un ulteriore e non trascurabile tassello: nel 1958 Levi accolse nel suo studio l’artista adriese Giampaolo Berto, in veste di aiuto e assistente — una presenza che gli sarebbe rimasta a fianco fino all’ultima, sofferta stagione della sua vita, e la cui importanza fu ricordata dalla stessa compagna di Levi, Linuccia Saba, nella prefazione all’ultimo romanzo dello scrittore, Quaderno a cancelli.Nella presente pubblicazione, a cui affidiamo il compito di testimoniare e approfondire quanto la mostra ha delineato, trovano spazio — oltre alle opere esposte e ai testi più indicativi delle trame di amicizie intessute da Levi in Polesine — alcuni saggi tematici che abbiamo ritenuto fondamentali per restituire le molteplici vie, tra scrittura, arte e impegno civile, attraverso cui seppe lasciare memoria di sé anche nella terra dei grandi fiumi.---Catalogo della mostra (24 aprile-18 luglio 2026) presso la Cittadella della cultura di Lendinara. A cura di Nicola Gasparetto.Contributi di Daniela Fonti, Luciano Zerbinati, Nicola Gasparetto, Chiara Perin, Andrea Patergnani.53 riproduzioni a colori delle opere in mostra. Negli apparati: scritti di Carlo Levi, Gian Antonio Cibotto, Aldo Garosci, Giuseppe Marchiori. I protagonisti: Carlo Levi, Giuseppe Marchiori, Livio Rizzi, Giampaolo Berto. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  47. 954

    Cristina Guarnieri "Sull'Iliade" Festival Filosofia

    Cristina Guarnieri"Sull'Iliade"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaVenerdì 18 settembre 2026, ore 11:30Cristina GuarnieriSull'Iliadedi Rachel BespaloffPerché un classico antico continua a parlare alle epoche di crisi? Questa lezione ci condurrà nell’universo di Omero attraverso l’originale lettura di Rachel Bespaloff, dove l’Iliade non è il poema delle apoteosi, il trionfo della guerra e della violenza, ma l’esaltazione degli esseri umani nella loro vulnerabilità, il canto degli eroi epici che hanno sfidato con onore il proprio destino. Una lezione di etica che il passato consegna al nostro tempo, scavalcando i secoli.Cristina Guarnieri è direttrice editoriale di Castelvecchi. Traduttrice e curatrice di molti libri, il suo lavoro si concentra sull’intreccio tra filosofia, letteratura femminile e interpretazione dei testi del Novecento. Ha curato l’edizione critica dei volumi delle opere di Rachel Bespaloff, da cui ha tratto la serie Umanesimo contro la guerra andata in onda su Rai Radio 3 e ritradotto per una nuova edizione il suo saggio Sull’Iliade. A lei ha dedicato anche il suo ultimo libro: Rachel Bespaloff. Umanesimo contro la barbarie (Roma, 2026).Cristina Guarnieri"Rachel Bespaloff. L'umanesimo contro la barbarie"Castelvecchi Editorewww.castelvecchieditore.comLa giovinezza a Ginevra fra la musica e la danza, la vita nella Parigi degli anni Venti e Trenta e le coreografie all’Opéra Garnier, l’incontro con i grandi intellettuali del primo Novecento francese e le prime scritture filosofiche, la questione ebraica e l’esilio in America: questo libro ripercorre l’itinerario esistenziale della filosofa ebreo-ucraina Rachel Bespaloff che, tra musica e filosofia, attraversa gli anni roventi in cui l’Europa è infestata dalla follia di Hitler. Mentre la Francia è occupata dai nazisti, Bespaloff si aggrappa all’epica di Omero e scrive un intenso saggio sull’Iliade come «antidoto contro la barbarie». Oltreoceano, ormai in esilio, si confronta con i grandi scrittori e filosofi francesi quali Racine, Montaigne, Saint-Exupéry, Wahl e Péguy, Sartre e Camus: testimoni del coraggio che hanno saputo promuovere i valori dell’umanesimo europeo anche in mezzo alla barbarie. Elabora così un pensiero dell’istante capace di onorare la vita e contrastare ogni forma di inciviltà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  48. 953

    Eleonora Mazzoni "Anatomia di un ritratto"

    Eleonora Mazzoni"Anatomia di un ritratto""Anatomia di un ritratto" (Anatomy of a Portrait) è il documentario firmato da Francesco Clerici e Mattia Colombo, presentato in anteprima alle Giornate degli Autori 2026, sezione autonoma della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, all'interno del programma "Notti Veneziane". Il film, una produzione Italia-Svizzera del 2026 della durata di 93 minuti, è firmato da RossoFilm e Rough Cat, in collaborazione con Cinecittà Luce, Lab80 Film e RSI Radiotelevisione Svizzera, con il sostegno del Ministero della Cultura e di Lombardia Film Commission.Al centro della narrazione c'è la figura di Fernanda Wittgens, la prima donna in Italia a dirigere un museo. Entrata alla Pinacoteca di Brera nel 1928, ne diventa direttrice in pochi anni. Durante la Seconda guerra mondiale mette in salvo le opere d'arte dai bombardamenti, aiuta perseguitati politici e famiglie ebree a fuggire dal regime fascista, e per il suo impegno antifascista finisce in carcere. Dopo la Liberazione si dedica alla ricostruzione di Brera, difendendo un'idea di museo aperto e accessibile a tutti.Il soggetto porta la firma di Eleonora Mazzoni e Laura Sudiro; la sceneggiatura è di Francesco Clerici, Mattia Colombo, Giulia Cosentino, Eleonora Mazzoni e Laura Sudiro.Nel cast, Sara Drago e Giovanna Ginex danno corpo e voce alla ricostruzione della vicenda di Wittgens. Il progetto, nato come racconto biografico, si trasforma progressivamente in una riflessione sul genere stesso del biopic: il materiale d'archivio e la ricostruzione storica lasciano via via spazio a un confronto diretto con le questioni del presente.Prima della tappa veneziana, "Anatomia di un ritratto" era già stato selezionato nelle anteprime di ParisDoc e del Biografilm Festival 2025. Le proiezioni al Lido sono in programma il 4 settembre alle 21:00 e il 5 settembre alle 13:00, entrambe in Sala Laguna, in versione originale con sottotitoli in inglese; alla prima serata seguirà un incontro con gli autori.Eleonora Mazzoni nasce a Forlì il 9 ottobre 1965. Dopo il liceo classico nella sua città, si trasferisce a Bologna, dove si laurea in Lettere moderne con il professor Ezio Raimondi e consegue il diploma di recitazione alla Scuola di Teatro diretta da Alessandra Galante Garrone. Fino al 2010 lavora come attrice tra cinema, teatro e televisione: debutta sul grande schermo in "Cronache del terzo millennio" di Francesco Maselli (Festival di Venezia 1996) e porta in scena spettacoli come "I due gemelli veneziani" con la regia di Franco Branciaroli, "Troilo e Cressida" diretto da Maurizio Panici e "La cuoca", che le vale il Premio Diego Fabbri nel 2005.Trasferitasi a Roma, si dedica interamente alla scrittura. Esordisce nel 2012 con "Le difettose" (Einaudi), romanzo arrivato a numerose ristampe, tradotto in Francia e portato in scena da Serena Sinigaglia al Festival della Mente di Sarzana. Seguono "Gli ipocriti" (Chiarelettere, 2015), "In becco alla cicogna!" (Biglia Blu, 2016), "La testa sul tuo petto. Sulle tracce di San Giovanni" (San Paolo, 2016) e, nel 2023 per Einaudi, "Il cuore è un guazzabuglio. Vita e capolavoro del rivoluzionario Manzoni", giunto a numerose edizioni e distribuito anche in allegato al Corriere della Sera.Accanto alla narrativa, scrive soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione: per "Anatomia di un ritratto", il documentario di Francesco Clerici e Mattia Colombo su Fernanda Wittgens, firma soggetto e sceneggiatura insieme a Laura Sudiro e ai due registi. Dal 2017 fa parte della giuria del Premio Malerba e dal 2022 è direttrice artistica del Festival culturale Caterina Sforza di Forlì.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  49. 952

    Giuliano Boccali "Il caos nei miti di origine indiana" Festival Filosofia

    Giuliano Boccali"Il caos nei miti di origine indiana"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaDomenica 20 settembre 2026, ore 10:00Giuliano BoccaliIl caos nei miti di origine indianaRigenerazione o fine del mondo?In che modo le grandi tradizioni mitologiche hanno interpretato l’alternarsi di distruzione e rinascita quale principio universale? Seguendo un percorso dedicato alla concezione induista del tempo e del cosmo, questa lezione ricostruirà il significato dei cicli di dissoluzione e rigenerazione, illustrando come tali strutture abbiano plasmato non il pensiero religioso dell’India tanto quanto le culture dell’antica “indosfera”, in cui l’idea del mutamento perpetuo assume valore cosmologico e simbolico.Giuliano Boccali è presidente onorario dell’Associazione italiana di studi sanscriti ed è stato docente di Indologia e di Lingua e letteratura sanscrita presso l’Università di Milano, nonché di Filologia iranica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Al centro dei suoi studi spicca l’analisi delle grandi tradizioni religiose e letterarie dell’India antica, nelle quali la cosmologia mitica e il pensiero filosofico hanno elaborato una visione del tempo segnata dall’alternarsi generativo di distruzione e rinascita. Fra i suoi libri più recenti, Il dio dalle frecce fiorite. Miti e leggende dell’amore in India (Bologna, 2022) e Un mondo diverso per davvero. La letteratura classica indiana (Trezzano sul Naviglio, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

  50. 951

    Marta Bosca "BookFarm"

    Marta Bosca"BookFarm"Lunedì 7 settembre torna a Roma Bookfarm, la giornata di formazione e informazione promossa da Newmedi e dedicata a chi lavora ogni giorno con i libri per bambini e ragazzi. L'appuntamento, giunto alla sua seconda edizione dopo il debutto nel 2025, si tiene negli spazi della Libreria Erickson e riunisce librai, bibliotecari, insegnanti e professionisti del settore in un'unica giornata di confronto.Bookfarm nasce con un obiettivo preciso: offrire a chi media tra libri e giovani lettori strumenti concreti per leggere il presente dell'editoria per l'infanzia e l'adolescenza. Il programma alterna momenti di aggiornamento a masterclass pratiche, toccando temi come i gruppi di lettura sulle novità editoriali, gli albi illustrati e le tecniche di lettura ad alta voce, i progetti rivolti alle scuole e le strategie più efficaci per intercettare i bisogni dei nuovi lettori.Non è solo formazione, però: è anche occasione di incontro. La giornata è pensata per favorire lo scambio diretto tra colleghi che, pur lavorando in contesti diversi — librerie indipendenti, biblioteche pubbliche, istituti scolastici — condividono la stessa attenzione verso la crescita di lettrici e lettori fin dalla prima infanzia.La partecipazione a Bookfarm è gratuita e comprende coffee break e buffet per il pranzo; per chi arriva da fuori è previsto anche il pernottamento della notte precedente a carico dell'organizzazione. Ogni iscritto può inoltre invitare un collega insegnante o un altro professionista del settore, fino a esaurimento dei posti disponibili.L'iniziativa è promossa da Newmedi, la società di consulenza e marketing editoriale nata nel 2026 dalla fusione tra NW Consulenza e Marketing Editoriale e Promedi, che rappresenta in Italia il catalogo di numerosi editori indipendenti — tra cui Il Mulino, Sellerio, E/O, Erickson, Hoepli ed Emons. Bookfarm resta, in questo senso, un appuntamento pensato in primo luogo per gli editori della rete di promozione Newmedi e per chi, ogni giorno, mette i loro libri nelle mani dei più giovani.Marta Bosca è la coordinatrice della comunicazione di Newmedi, la società di consulenza e marketing editoriale che promuove in Italia i cataloghi di numerosi editori indipendenti per ragazzi e non solo. È lei a seguire l'ideazione e la comunicazione di Bookfarm, il progetto — nato nel 2025 — pensato per librai, bibliotecari, insegnanti e professionisti che lavorano ogni giorno con bambini e ragazzi, con l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra editoria e chi si occupa di promuovere la lettura tra i più giovani.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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