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EPISODE · May 27, 2026 · 13 MIN

Caso Turra: una battaglia durata 30 anni

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Il comunicato della famiglia di Giacomo Turra: Il caso Il 3 settembre 1995, Giacomo Turra, cittadino italiano studente di filosofia e antropologia all'Università degli Studi di Padova, entrava in un ristorante cinese a Cartagena des Indias (Colombia) in stato di forte agitazione. La polizia nazionale colombiana chiamata dai gestori interviene bloccando a terra e percuotendo Giacomo Turra in modo estremamente violento. Giacomo Turra viene fermato e caricato su una camionetta, viene portato in ospedale dove viene visitato all'interno del veicolo e trattato con una iniezione. Dopo poche ore viene riportato all'ospedale morto. I familiari giunti dall'Italia non riescono a riconoscere il cadavere, completamente deformato dai traumi subiti, riconoscimento che avviene solo a seguito di una radiografia dentale. I familiari e le autorità italiane si mobilitano da subito per chiedere verità e giustizia a fronte delle iniziali difese da parte delle autorità colombiane che attribuiscono la morte del giovane italiano a overdose di cocaina o ad atti di autolesionismo. La pressione del governo italiano sulla spinta della Ministra degli Esteri Susanna Agnelli arriva a sospendere degli accordi bilaterali in ambito giudiziario. Il caso Turra diventa in Colombia un caso simbolo per le organizzazioni di difesa dei diritti umani sia a causa del livello della ingiustificata violenza subita da Giacomo che del forte supporto alla richiesta di verità e giustizia da parte di uno stato straniero. Il pronunciamento della CIDH Le successive vicende giudiziarie si concludono già nel 1998 con l'assoluzione dei poliziotti coinvolti nel caso da parte di un tribunale militare e successivi tentativi di riaprire il caso falliscono. Già nel 1996 il padre di Giacomo per tramite della Comisión Colombiana de Juristas solleva il caso presso la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) che nel 2001 ritiene il caso ammissibile. Nel 2024 la CIDH trasmette allo stato colombiano e ai ricorrenti un dettagliato rapporto di merito (ad oggi riservato) sul caso di Giacomo Turra nel quale rileva la violazione del diritto alla vita, all'integrità personale, alla libertà personale, alle garanzie giuridiche e alla salute. Sulla base di tali evidenze raccomanda allo stato colombiano: una riparazione morale e materiale nei confronti della vittima e della sua famiglia; che in futuro tali casi non siano trattati da tribunali militari; di stilare dei protocolli di azione per i funzionari di pubblica sicurezza relativi ai comportamento da tenere nei confronti di persone che soffrano di crisi acute di salute mentale. Il riconoscimento da parte della Colombia A quasi due anni di distanza le trattative fra la famiglia Turra, rappresentata dalla Comisión Colombiana de Juristas e lo Stato Colombiano, rappresentato dall'Agencia Nacional de Defensa Jurídica del Estado, ente governativo preposto alla soluzione di queste azioni extragiudiziarie, stanno giungendo ad un accordo che contemplerà:  la firma di un accordo nel quale lo Stato Colombiano, riconoscendo il dispositivo della CIDH che verrà quindi reso pubblico e si impegna a mettere in atto una parte importante delle richieste della commissione. La firma di tale accordo è prevista per il 20 maggio 2026 alle 9:00 a.m. (fuso orario colombiano, alle 16 p.m. ora italiana) alla presenza di rappresentanti della CIDH che saranno in visita in Colombia in quei giorni. Tale firma sarà trasmessa in diretta sul canale youtube della Agencia de Defensa (https://www.youtube.com/@DefensaJuridica_Estado/streams)  un atto di riconoscimento pubblico e riparazione previsto a Catagena des Indias fra giugno e luglio 2026 all'interno del quale verrà posta una targa in memoria di Giacomo Turra in un parco cittadino. La famiglia di Giacomo Turra che ha atteso per più di trent'anni verità e giustizia e accoglie questo riconoscimento pubblico come un atto di estrema rilevanza. Se la giustizia non è solo vendetta, questo atto è per noi più importante della condanna in tribunale degli esecutori materiali delle violenze che hanno deturpato il corpo di Giacomo privandolo della vita. Ripristinare la verità con un pubblico atto di riconoscimento della violazione dei diritti umani da parte di uno Stato cancella le infamie alla memoria di Giacomo che hanno in questi anni aggravato il dolore per la perdita del nostro congiunto e allontana per sempre i meccanismi privati e pubblici di colpevolizzazione della vittima, di cui abbiamo sofferto. Oltre a questo crediamo che questo atto vada valorizzato in questi anni nei quali fortissimi sono gli attacchi alle istituzioni sovranazionali, al diritto internazionale e al riconoscimento universale dei diritti dell'uomo che avevamo forse troppo presto ritenuto patrimonio universale dell'umanità. Speriamo che questo importante risultato sproni tutte le famiglie, le comunità e le istituzioni che lottano per il rispetto dei diritti dell'uomo a continuare a lottare per ottenere, anche a molti anni di distanza, più di trenta nel nostro caso, risultati importanti come questi. La famiglia vuole condividere con le istituzioni italiane e le organizzazioni di difesa dei diritti umani italiane e colombiane questi importanti appuntamenti e chiede a chi fosse interessato a contribuire alla valorizzazione di questi momenti o di essere informata degli eventi che si svolgeranno nelle prossime settimane o di avere informazioni più dettagliate sul caso Giacomo Turra di scrivere all'indirizzo email [email protected] Bologna 6 Maggio 2026 La famiglia di Giacomo Turra  

Il comunicato della famiglia di Giacomo Turra: Il caso Il 3 settembre 1995, Giacomo Turra, cittadino italiano studente di filosofia e antropologia all'Università degli Studi di Padova, entrava in un ristorante cinese a Cartagena des Indias (Colombia) in stato di forte agitazione. La polizia nazionale colombiana chiamata dai gestori interviene bloccando a terra e percuotendo Giacomo Turra in modo estremamente violento. Giacomo Turra viene fermato e caricato su una camionetta, viene portato in ospedale dove viene visitato all'interno del veicolo e trattato con una iniezione. Dopo poche ore viene riportato all'ospedale morto. I familiari giunti dall'Italia non riescono a riconoscere il cadavere, completamente deformato dai traumi subiti, riconoscimento che avviene solo a seguito di una radiografia dentale. I familiari e le autorità italiane si mobilitano da subito per chiedere verità e giustizia a fronte delle iniziali difese da parte delle autorità colombiane che attribuiscono la morte del giovane italiano a overdose di cocaina o ad atti di autolesionismo. La pressione del governo italiano sulla spinta della Ministra degli Esteri Susanna Agnelli arriva a sospendere degli accordi bilaterali in ambito giudiziario. Il caso Turra diventa in Colombia un caso simbolo per le organizzazioni di difesa dei diritti umani sia a causa del livello della ingiustificata violenza subita da Giacomo che del forte supporto alla richiesta di verità e giustizia da parte di uno stato straniero. Il pronunciamento della CIDH Le successive vicende giudiziarie si concludono già nel 1998 con l'assoluzione dei poliziotti coinvolti nel caso da parte di un tribunale militare e successivi tentativi di riaprire il caso falliscono. Già nel 1996 il padre di Giacomo per tramite della Comisión Colombiana de Juristas solleva il caso presso la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) che nel 2001 ritiene il caso ammissibile. Nel 2024 la CIDH trasmette allo stato colombiano e ai ricorrenti un dettagliato rapporto di merito (ad oggi riservato) sul caso di Giacomo Turra nel quale rileva la violazione del diritto alla vita, all'integrità personale, alla libertà personale, alle garanzie giuridiche e alla salute. Sulla base di tali evidenze raccomanda allo stato colombiano: una riparazione morale e materiale nei confronti della vittima e della sua famiglia; che in futuro tali casi non siano trattati da tribunali militari; di stilare dei protocolli di azione per i funzionari di pubblica sicurezza relativi ai comportamento da tenere nei confronti di persone che soffrano di crisi acute di salute mentale. Il riconoscimento da parte della Colombia A quasi due anni di distanza le trattative fra la famiglia Turra, rappresentata dalla Comisión Colombiana de Juristas e lo Stato Colombiano, rappresentato dall'Agencia Nacional de Defensa Jurídica del Estado, ente governativo preposto alla soluzione di queste azioni extragiudiziarie, stanno giungendo ad un accordo che contemplerà:  la firma di un accordo nel quale lo Stato Colombiano, riconoscendo il dispositivo della CIDH che verrà quindi reso pubblico e si impegna a mettere in atto una parte importante delle richieste della commissione. La firma di tale accordo è prevista per il 20 maggio 2026 alle 9:00 a.m. (fuso orario colombiano, alle 16 p.m. ora italiana) alla presenza di rappresentanti della CI

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