EPISODE · May 30, 2026 · 2 MIN
Castelbrando: Pmi, i perché della crisi
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Alla quattordicesima edizione di Filiera Produzione Occhiali, svoltasi il 25 maggio nella location di Cison di Valmarino, ampio spazio è stato dedicato dagli organizzatori alle difficoltà che da alcuni anni stanno attraversando le aziende terziste italiane, accentuate dall’attuale congiuntura e dallo scenario macroeconomico globalePrendiamo i laboratori: se in un recente passato quelli di subfornitura attivi erano più di mille, oggi sono meno di 150. O la componentistica: delle circa 150 aziende storiche nel 2026 ne sopravvivono appena 45, tra realtà inglobate da grandi aziende e chiusure prevalentemente per assenza di commesse o per il mancato passaggio generazionale. «E oltre ai numeri sono a rischio estinzione anche competenze come quelle per la verniciatura, la galvanica o la burattatura - ha detto alla platea dell’evento di Castelbrando Giovanni Susti, titolare di Eidos Communication, che lo organizza insieme ad Aio e che ha illustrato una serie di dati relativi al comparto dell’occhialeria, raccolti contattando in prima persona le imprese - La situazione della produzione artigianale nel settore è molto preoccupante: tutte le Pmi attive nell’acetato o nel metallo sono per la quasi totalità anche o soprattutto terzisti dei grandi gruppi dell’eyewear, che da un lato soffrono per la congiuntura negativa, alimentata dai dazi statunitensi e dalla guerra in Medio Oriente, e dall’altro hanno in buona parte internalizzato o delocalizzato altrove la produzione».Così oggi, sempre secondo le rilevazioni degli organizzatori del meeting di Castelbrando, sono attive circa 60 piccole e medie imprese specializzate in acetato di cellulosa, un numero stabile rispetto al recente passato, mentre quelle che fanno iniettato, una quindicina, hanno registrato una flessione e quelle focalizzate sul metallo, poco più di 25, hanno avuto un crollo. Marginali infine si mostrano le imprese che si dedicano al titanio, all’alluminio o al legno.All’appuntamento del 25 maggio è nato quindi un confronto tra imprenditori di diverse merceologie, nella tavola rotonda della mattinata in cui è emersa, tra i vari spunti, la necessità di puntare forte sull’identità territoriale: concetto ribadito dall’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan, già intervenuta all’edizione 2025, come possibile leva competitiva sul mercato. E dalla quale sono uscite case history di valore, come quella di Andrea Tranquillin di Llexan Italia, azienda di couvette e accessori per gli ottici, che negli ultimi tre anni ha rilevato due imprese fornitrici, per dare continuità alla sua produzione e salvaguardare posti di lavoro e know how.
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