PODCAST · news
b2eyes today
by Fabiano Editore
Il primo quotidiano nel settore dell'ottica
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Ray-Ban: eyewear tra le galassie con Star Wars The Mandalorian and Grogu
In vista dell’uscita del film nelle sale il 22 maggio, l’house brand di EssilorLuxottica presenta i nuovi modelli sun ispirati ai due personaggi amatissimi della sagaRay-Ban lancia la nuova collezione Ray-Ban | Star Wars The Mandalorian and Grogu, una selezione di occhiali dalle montature avvolgenti in metallo alle silhouette più classiche in tonalità astrali. «Questa edizione speciale esprime l’energia dei protagonisti, per chi ha voglia di partire all’avventura, con montature da sole e da vista per tutte le età, e dettagli personalizzabili su alcune proposte - spiega una nota del brand - I modelli Mandalorian Olympian Deluxe e Grogu Mega Wayfarer II raccontano due anime in gioco nella galassia: l’abilità nel combattere e il richiamo dell’innocenza».Con finitura in canna di fucile, montatura avvolgente e lenti specchiate e una silhouette dalle linee decise, «Mandalorian Olympian Deluxe si ispira all’armatura del personaggio: tenacia, precisione, fiera originalità - sottolinea il comunicato - Grogu Mega Wayfarer II invece esprime la forza più silenziosa: morbida nelle linee, la montatura beige trasparente evoca lo spirito calmo e curioso di Grogu. Abbinata a lenti da sole verdi, rappresenta l’equilibrio tra dolcezza e carattere».Della collezione, disponibile in negozio e online presso retailer selezionati, fanno parte anche i Grogu Mini New Wayfarer, in taglia small, disponibili anche nella versione optical.
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Zaccagnini, verso nuove partnership con la Germania
L’istituto è membro della Rete Ottici promossa da ConnActions, progetto finanziato dalla Repubblica federale tedesca e gestito dalla Camera di Commercio Italo-Germanica: a fine aprile i suoi vertici sono stati a Karlsruhe e a Monaco per avviare un partenariato tra i due paesi nella formazione degli ottici optometristiIl presidente dell’Istituto Zaccagnini, Giorgio Righetti, e la direttrice della sede di Milano, Lucrezia Gilardoni, insieme ai partner italiani e tedeschi della Rete Ottici bilaterale, hanno recentemente compiuto il tour in Germania organizzato da ConnActions, tra Karlsruhe e Monaco di Baviera: l’obiettivo era un confronto dedicato alla collaborazione e alle prospettive future di partenariato, con visite a scuole e centri di formazione per ottici e optometristi. Erano presenti per l’Italia anche Anto Rossetti, per Sopti, e Monica Tabacchi, per l’Istituto Enrico Fermi di Pieve di Cadore.A Karlsruhe il 22 aprile la Rete Ottici ha visitato il centro di formazione e aggiornamento Aus-und Weiterbildugszentrum der Augenoptik, che accoglie circa 1.500 apprendisti all’anno. «I docenti hanno presentato i percorsi di studio, gli studenti hanno raccontato la loro esperienza e i partner hanno partecipato alle lezioni: l’incontro ha consentito di approfondire similitudini e differenze tra i due modelli formativi, evidenziando il valore dell’integrazione tra teoria, addestramento e pratica clinica», si legge in una nota dell’Istituto Zaccagnini, che ha tenuto un workshop sul proprio percorso formativo duale per ottici, offrendo spunti di confronto con l’iter duale tedesco.Il viaggio è proseguito il 23 aprile a Monaco di Baviera, con la visita al centro di formazione in ottica e optometria Bildungszentrum für Augenoptik und Optometrie con circa 1.000 studenti e 60 docenti. «Anche in questa occasione i partner presenti hanno assistito a lezioni e dimostrazioni pratiche, tra cui esperienze di ottica oftalmica realizzate dagli studenti - prosegue il comunicato - La giornata si è conclusa con un workshop in cui la Rete ha discusso sullo status attuale della collaborazione, sulle prospettive future di partenariato e sull’evento conclusivo del progetto ConnActions, previsto nel mese di luglio a Napoli: forte è emersa la volontà di dare continuità al lavoro avviato ma, allo stesso tempo, di concentrarsi su nuovi temi, rafforzando il dialogo tra Italia e Germania e confermando il grande valore della rete bilaterale come spazio di confronto capace di contribuire concretamente allo sviluppo della formazione professionale nel settore dell’ottica e optometria in Italia e in Germania».
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Alcon: un’indagine conferma il Dual Wear come leva strategica per il centro ottico
Una recente ricerca di mercato condotta da Ipsos per la filiale italiana dell’azienda di contattologia fotografa uno scenario ricco di opportunità per la categoria: se quasi tutti i consumatori con difetti visivi utilizzano occhiali da vista, solo una parte di loro ricorre anche alle lac, lasciando spazio a un potenziale importante di crescita per il mercato e per i punti vendita combinando entrambe le soluzioni visivePromuovere l’utilizzo combinato di occhiali e lenti a contatto rappresenta oggi una delle opportunità più interessanti per gli ottici che desiderano sviluppare il proprio business e rafforzare la relazione con i clienti: è il messaggio al centro del concetto di Dual Wear, l’approccio promosso da Alcon che incoraggia l’uso complementare di entrambe le soluzioni visive per rispondere alle diverse esigenze della vita quotidiana.Dai risultati dell’indagine Ipsos, condotta lo scorso luglio in Italia, «emerge come circa il 40% degli attuali portatori di occhiali sia interessato a provare le lenti a contatto, un dato che evidenzia quanto il dialogo e la proposta attiva dell’ottico possano fare la differenza nell’avvicinare nuovi utenti alla categoria - si legge in un comunicato di Alcon Italia - Allo stesso tempo, la ricerca evidenzia una forte stabilità tra gli utilizzatori: circa la metà dei portatori di lenti a contatto le usa da sei anni o più, segno di un elevato livello di soddisfazione e di fidelizzazione verso questa soluzione visiva».Il modello Dual Wear, ovvero la combinazione tra occhiali e lenti a contatto, promosso da Alcon, «non rappresenta solo un vantaggio per il consumatore, che può scegliere la soluzione più adatta alle diverse occasioni della giornata, ma anche un’importante leva di sviluppo per il centro ottico - prosegue la nota - Secondo l’analisi Ipsos, i portatori che utilizzano entrambe le soluzioni tendono infatti a sviluppare un rapporto più attivo con il proprio ottico: rispetto a chi utilizza solo occhiali, mostrano una maggiore frequenza di visita in negozio, una spesa media annua più elevata, una maggiore propensione all’acquisto di occhiali da sole e livelli di soddisfazione più alti».L’indagine sottolinea inoltre quanto sia determinante il ruolo dell’ottico nel favorire l’adozione delle lac: circa il 60% dei portatori dichiara di aver iniziato a utilizzarle grazie alla proattività del proprio ottico, a conferma di quanto il consiglio professionale sia centrale nel percorso di scoperta della categoria. «Il Dual Wear rappresenta una grande opportunità per migliorare l’esperienza visiva dei clienti e allo stesso tempo per creare maggiore valore per il punto vendita: per questo Alcon investe costantemente nella formazione dei professionisti della visione, supportandoli nello sviluppo di competenze e strumenti che permettano di proporre le lenti a contatto in modo efficace e integrato con gli occhiali - afferma nel comunicato Filippo Pau, franchise head vision care di Alcon Italia - Il nostro obiettivo è essere un partner concreto per gli ottici nel percorso di sviluppo del loro business. Siamo convinti che il Dual Wear rappresenti una grande opportunità per il settore: quando gli ottici propongono le lenti a contatto come complemento agli occhiali, possono rispondere in modo più completo alle esigenze dei clienti e allo stesso tempo rafforzare la relazione con loro».
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Chierichetti: nuova proprietà nel solco della tradizione
Cristian Scotti e Valentina Pangrazio, a lungo collaboratori del centro ottico milanese, lo hanno rilevato un anno fa: oggi che la conduzione è a pieno regime raccontano a b2eyes TODAY obiettivi e progetti per il futuroA un anno dal passaggio di proprietà, Ottica Chierichetti guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia. Cristian Scotti, ottico presente nel punto vendita di corso di Porta Romana a Milano da 26 anni, e Valentina Pangrazio, ottica optometrista e ortottista che vi lavora da 15 anni, hanno rilevato le quote della società dagli eredi di Elda Chierichetti, diventandone proprietari al 50% ciascuno. «Volevamo proseguire un’attività storica nella quale siamo cresciuti professionalmente – raccontano a b2eyes TODAY – Nonostante l’interesse di altre realtà del retail ottico, gli eredi hanno scelto noi: una decisione che ci riempie di orgoglio, pur consapevoli della responsabilità che ciò comporta».La firma definitiva è arrivata il 17 aprile 2025, giorno del compleanno di Elda Chierichetti: una coincidenza dal forte valore simbolico per i nuovi titolari. Inoltre, nei giorni scorsi è stato annunciato il bando per il premio, realizzato in collaborazione con il corso di laurea magistrale in Ottica e Optometria dell’Università di Milano-Bicocca, dedicato alla storica imprenditrice, «una ratifica del passaggio di proprietà e una promessa personale fatta a Elda», rivela Scotti al nostro quotidiano.Fondato nel 1914 da Arnaldo Chierichetti nel cuore di Milano, il negozio è diventato nel tempo una delle insegne simbolo dell’ottica cittadina. La figlia Elda, scomparsa nel 2022 a 94 anni, ne ha guidato l’evoluzione per decenni, contribuendo alla diffusione della professione in Italia e mantenendo viva la tradizione delle botteghe storiche milanesi.Oggi nel nuovo team lavora anche Gian Luca Verrenti, laureato in Ottica e Optometria presso l’Università di Milano-Bicocca, specializzato in contattologia e docente nello stesso ateneo. «È stato un anno impegnativo, ma ora possiamo concentrarci sullo sviluppo e continuare un’eredità storica conservando il nome Chierichetti - spiegano Scotti e Pangrazio - Il legame con il territorio è stato confermato anche dal Comune di Milano, che ci ha recentemente chiamato per inserire il negozio tra le 111 attività cittadine con oltre cent’anni di storia, da celebrare con un riconoscimento».La nuova gestione punta ora a un’evoluzione graduale nel segno della continuità. «Ci sarà un salto generazionale, mantenendo da un lato la tradizione e, dall’altro, offrendo gli standard qualitativi dell’ottica moderna, sia dal punto di vista professionale sia tecnologico: l’obiettivo è ampliare la proposta con montature di ricerca e d’avanguardia, riducendo il peso dei marchi più commerciali, senza però rinunciare alla qualità e alla funzionalità del prodotto – dicono ancora i due titolari - Anche l’area oftalmica continuerà a svilupparsi attraverso la partnership con le aziende di riferimento, come Hoya, Tokai e Zeiss, mentre proseguirà l’attività contattologica, compresa quella specialistica».Tra i progetti futuri rientra il rinnovamento degli interni. «Vorremmo mantenere lo stile della bottega, rendendolo funzionale alle esigenze di oggi, senza tuttavia eliminare gli oggetti che raccontano oltre un secolo di vita e la memoria di uno dei nomi storici dell’ottica milanese», concludono Scotti e Pangrazio.
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Italia Independent: per l’estate lancia Acetate & Metal Combo
La nuova linea eyewear vuole unire innovazione materica, stile contemporaneo e creatività italiana in una collezione pensata per un pubblico che ricerca personalità, leggerezza e qualità premiumItalia Independent presenta la famiglia Acetate & Metal Combo, parte integrante della collezione primavera estate 2026: un progetto che punta a interpretare la visione distintiva del brand attraverso l’incontro tra innovazione dei materiali, stile contemporaneo e creatività italiana. «I nuovi modelli (nelle foto) celebrano lo spirito spensierato, la leggerezza e l’energia vibrante dell’estate, trasformando il colore in un elemento espressivo centrale - si legge in un comunicato del brand di proprietà di House of Modo - Pensata come un vero laboratorio creativo, l'intera collezione per la primavera estate 2026 combina cultura fashion e ricerca di prodotto, fondendo tradizione e innovazione con il prodotto sempre al centro del progetto stilistico». Al suo interno, la linea Acetate & Metal Combo si distingue per l’equilibrio tra contrasti materici e ricerca estetica. «I frontali in acetato, caratterizzati da profondità cromatica e calore visivo, si combinano con aste in metallo leggere e precise, dando vita a montature dal carattere deciso ma sofisticato - prosegue la nota - L’interazione tra i materiali valorizza sia l’estetica sia il comfort, offrendo una reinterpretazione moderna dell’occhiale da indossare ogni giorno».Le montature sono definite da combinazioni cromatiche ricercate, loghi in rilievo e finiture curate nei dettagli, in un dialogo continuo tra texture e superfici. «Il risultato è una proposta eyewear versatile ma distintiva, casual ma originale, in linea con uno stile di vita contemporaneo», conclude il comunicato.A cura della redazione
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EssilorLuxottica, nasce il Varilux Business Lab
È un roadshow in 18 tappe, in partenza il 18 maggio da Torino, che coprirà l’intero territorio nazionale, coinvolgendo circa 900 ottici: l’obiettivo è aiutare i professionisti a incrementare la quota di penetrazione delle progressive per il target over 45, lavorando soprattutto sugli aspetti psicologici del consumatore e sulle barriere che lo allontanano da questa soluzione visiva«Secondo una ricerca Infomarket del 2025 su scala globale, oggi in Italia solo il 27% degli over 45 utilizza lenti progressive, mentre il 65% dei portatori in questa fascia di età indossa ancora l'occhiale monofocale: si tratta di persone che si rivolgono al centro ottico e che quindi possono essere convertite al progressivo», hanno spiegato Jennifer Benedetti, senior business brand manager EssilorLuxottica, e Alessandro Mentesana, professional business specialist EssilorLuxottica wholesale Italia, il 14 maggio alla stampa trade a Milano. Da qui la decisione del gruppo di promuovere il concetto di visione avanzata da vicino, con il lancio delle nuove Varilux Immersia, lenti per vicino e intermedio, integrabili con Transitions, quindi utilizzabili sia indoor sia outdoor: sono presenti sul mercato italiano dal 5 maggio scorso, in contemporanea con Crizal Natural Look, il nuovo trattamento antiriflesso top di gamma. Nasce così un roadshow che si prefigge di aiutare gli ottici italiani a eliminare alcune delle barriere ancora presenti nei confronti delle progressive.«Con Varilux Business Lab vogliamo fornire degli strumenti concreti all'ottico e, di riflesso, al suo staff, attraverso role play e attività pratiche: non sarà la classica plenaria frontale in cui raccontiamo il prodotto, ma si andrà a creare un'interazione cognitiva e decisionale - ha detto Matteo Manigrasso, business brand manager di EssilorLuxottica - Affronteremo infatti il processo decisionale del consumatore, per far capire all'ottico come relazionarsi con il cliente finale: non si tratta solo di vendita o di prezzo, ma è proprio tutto un modo di pensare che va rivisto nella proposta agli over 45».La prima parte del roadshow si svolgerà tra maggio e giugno, per poi riprendere a settembre sino a fine novembre: per ogni tappa verranno coinvolti circa 50 ottici indipendenti, con un bilanciamento tra clienti nuovi e consolidati EssilorLuxottica. «Dopo una plenaria molto snella all'inizio, gli ottici verranno suddivisi in gruppi per partecipare ad attività esperienziali e sessioni pratiche con mystery client che interpreteranno profili diversi di potenziali portatori di progressive - ha rivelato Benedetti - Guidati dal nostro team professional e da quello di Francesco Pozzi, docente di Decision Making all’Università Iulm di Milano, già attivo con l’Advisory Board di Transitions Gen S, svolgeranno una serie di esercizi pensati per gestire eventuali barriere e opportunità nel percorso di consulenza al cliente».Gli ottici si ritroveranno poi in plenaria, dove verrà analizzato l’intero percorso effettuato. «Rivedremo tutto ciò che è emerso e presenteremo il protocollo che EssilorLuxottica ha sviluppato per i soggetti presbiti, con l’intera gamma Varilux a disposizione in base alle esigenze del portatore – ha affermato Benedetti - Il tutto poi si concluderà con una cena placée» (nella foto, da sinistra: Alessandro Mentesana, Jennifer Benedetti e Matteo Manigrasso durante l’incontro con la stampa trade del 14 maggio a Milano).Angelo Magri
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Crm? Prima una filosofia, poi un software
Quando si parla di questo strumento nel centro ottico, il primo errore è pensare a una piattaforma. Non si tratta soltanto di un programma che invia messaggi: è un modo di pensare il cliente quando non si trova in negozio. Una distinzione che non è un dettaglio, ma il punto di partenzaUn software senza visione invia comunicazioni, ma non costruisce legami. L'automazione senza metodo diventa rumore e il cliente lo percepisce. Prima va deciso quale rapporto si vuole creare con l’utente finale, poi si sceglie lo strumento che lo sostiene. Solo con una strategia chiara la tecnologia diventa memoria e regia della relazione.La piramide è semplice: alla base c'è proprio la relazione, poi il metodo, infine il software. Invertire quest'ordine, come spesso accade, significa trasformare il Crm in un elenco di nomi e numeri. E un database conserva dati, ma non attiva comportamenti.Il vero salto è passare dall'archivio alla regia relazionale. Un Crm efficace ricorda quando contattare il cliente, suggerisce perché farlo e aiuta a farlo con contenuti pertinenti, non casuali. Segmenta in base a bisogni e stili di vita, organizza tempi e motivi del contatto, misura ritorni e valore generato.Pensiamo al portatore di progressive: non va aspettato, va accompagnato. Il suo percorso dura mediamente 36 mesi, dal primo acquisto al rinnovo successivo. In questo arco di tempo il Crm coordina azioni di servizio, relazione e proposta commerciale, rendendo misurabile la crescita del rapporto.Il punto non è mai stato tecnologico. È culturale. Significa scegliere di mantenere viva una relazione anche quando il cliente non ha un bisogno immediato, presidiare i momenti giusti con il contenuto giusto, trasformare ogni contatto in un'occasione di valore reciproco.Non si tratta di sostituire la componente umana e professionale dell’ottico, ma di organizzarla e renderla costante. Il Crm, quello vero, non riempie un database: dà continuità al rapporto.E la continuità, nel nostro settore, è il primo fattore di crescita.Nicola Di Lernia
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Menicon Soleko: è di Ottica Ricci la vetrina più “gentile”
L’azienda di contattologia ha premiato il gruppo di Siena nell’ambito della campagna 2025 “Diffondiamo Gentilezza”, con cui ha chiamato gli ottici optometristi italiani a reinterpretare tale concetto all’interno dei propri spazi: un progetto capace di superare la dimensione commerciale per trasformarsi in relazione, cultura del servizio e attenzione alla personaCon la campagna “Diffondiamo Gentilezza”, lo scorso anno Menicon Soleko ha coinvolto i centri ottici italiani in un’iniziativa di comunicazione che «ha portato nel punto vendita un valore distintivo: la gentilezza come elemento attivo dell’esperienza cliente», spiega una nota dell’azienda. Evoluzione naturale del percorso “Coltiviamo Gentilezza”, avviato nel 2024 e che aveva visto i centri ottici Prospettiva interpretare al meglio la campagna, il progetto si inserisce nella visione del gruppo di contattologia, «storicamente orientato alla centralità delle persone, all’ascolto e alla costruzione di connessioni autentiche – precisa il comunicato - In questo contesto, materiali per il punto vendita, attività di visual merchandising e allestimenti vetrina sono stati ripensati come strumenti di comunicazione valoriale, in grado di integrare prodotto e dimensione relazionale».La nuova iniziativa era rivolta agli ottici optometristi italiani chiamati a reinterpretare il concept della gentilezza all’interno dei propri spazi, trasformando le vetrine in touch point esperienziali: non semplici esposizioni, ma dispositivi di dialogo con il territorio, capaci di valorizzare il ruolo delle lenti a contatto nel benessere visivo quotidiano.«A distinguersi per creatività e capacità interpretativa è stata Ottica Ricci di Siena, realtà storica fondata nel 1951 e oggi articolata in sei punti vendita – prosegue la nota - Il gruppo si sviluppa attraverso due insegne complementari: tre negozi a marchio Ricci, situati nel centro città, e tre negozi a insegna Stravedo, concepiti per offrire un modello di servizio accessibile e una proposta qualitativa estesa a diversi segmenti di clientela. Un posizionamento che consente all’azienda di presidiare il mercato in modo capillare, mantenendo al contempo elevati standard professionali».La capacità di Ottica Ricci di tradurre il concept della campagna (nella foto) in un’esperienza concreta e rilevante per il cliente finale ha determinato l’assegnazione del riconoscimento da parte di Menicon Soleko, evidenziando l’efficacia di un approccio che integra comunicazione, consulenza e cultura del servizio.«Questa non è stata solo un’iniziativa commerciale, ma un’occasione concreta per trasmettere un valore come quello della gentilezza - commenta nel comunicato Dario Ricci, uno dei soci dell'insegna - Abbiamo accolto con entusiasmo la sfida, cercando di trasformare le nostre vetrine in uno spazio che parlasse alle persone, non solo ai clienti. Perché ogni incontro, anche il più breve, può lasciare un segno positivo. Credo fermamente che anche una semplice campagna possa accendere qualcosa di più grande: la gentilezza è contagiosa, e quando viene comunicata con autenticità, diventa comportamento, relazione e cambiamento. Ringrazio Menicon Soleko per aver ideato questa iniziativa e per il supporto che continuerà con la pianificazione social: sarà per noi un ulteriore modo per diffondere consapevolezza sull’importanza delle lenti a contatto e sui benefici che possono offrire ai nostri clienti».
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Forum miopia: con l’AI si potrà prevedere l’evoluzione della vista fino a 5 anni
Lo ha affermato l’oftalmologo inglese James E. Neffendorf, intervenuto al congresso promosso da Vincenzo Orfeo, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli, tenutosi l’8 e 9 maggio nel capoluogo campanoLa crescita di questo difetto visivo nei bambini e negli adolescenti è stata al centro della prima edizione del Forum nazionale sulla miopia. «Si tratta di una delle problematiche di riferimento dell’oftalmologia del futuro - ha ricordato Vincenzo Orfeo (nella foto) - Si prevede che nel 2050 la metà della popolazione mondiale possa diventare miope e, purtroppo, non si tratta di una previsione allarmistica, poiché ci sono segnali evidenti di un aumento della miopia nei bambini e negli adolescenti. Questo accade anche perché nella nostra società siamo sempre più portati a guardare da vicino: lo stimolo visivo ravvicinato crea una tendenza alla miopia».Orfeo ha ricordato che non siamo di fronte soltanto a un problema refrattivo, ma a una condizione che può portare a molte complicazioni. «L’occhio si allunga, la sua anatomia cambia e il rischio è che si presentino problematiche rilevanti: è un messaggio che parte dagli specialisti e che deve essere diffuso anche nella popolazione», ha detto il promotore dell’evento che nelle due giornate di lavori ha inoltre richiamato l’attenzione sugli strumenti oggi disponibili per rallentare la progressione della miopia nei più piccoli: dai trattamenti farmacologici con atropina diluita alle soluzioni ottiche dedicate.Tra i momenti centrali del congresso, la lettura magistrale di James E. Neffendorf, dal titolo “Is AI the future of ophthalmology?”, incentrata sul futuro dell’oftalmologia e sul ruolo dell’intelligenza artificiale. «L’intelligenza artificiale applicata all’oculistica non riguarda solo l’innovazione tecnologica, ma il modo in cui questa può trasformare concretamente il percorso del paziente - ha spiegato Neffendorf, consultant ophthalmologist and vitreoretinal surgeon con incarichi a Londra al King’s College Hospital NHS Foundation Trust e alla London Lauriston Clinic - Oggi l’AI non offre più soltanto soluzioni puntuali in singole fasi della cura, ma può aiutare a raccogliere informazioni, migliorare la qualità della consultazione e supportare il medico nell’analisi dei dati e nell’individuazione delle opzioni terapeutiche più appropriate. L’aspetto più rilevante sarà la capacità predittiva: capire come potrà evolvere la vista del paziente tra tre o cinque anni, quali rischi prevenire e quali trattamenti considerare».A cura della redazione
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Ottica Demenego apre a Spresiano
L’insegna con sede a Calalzo di Cadore ha inaugurato un nuovo punto vendita nel Trevigiano ampliando ulteriormente la propria rete nel territorio della provincia e portando a 48 il numero degli store totali fra Triveneto, Lombardia ed Emillia RomagnaIl centro ottico Demenego di Spresiano, località di circa 12 mila abitanti a nord di Treviso, è situato in via Dante Alighieri, sulla strada statale Pontebbana, e si estende su una superficie di circa 800 metri quadrati (nelle foto), con spazi pensati per offrire al cliente un'esperienza fluida, accogliente e personalizzata.«Spresiano è per noi un nuovo capitolo nella provincia di Treviso, un territorio che sentiamo particolarmente vicino - afferma in un comunicato Alessandro Donadelli, amministratore delegato di Ottica Demenego - Ogni apertura è un'occasione per avvicinarci ancora di più alle persone e per mettere in pratica ciò in cui crediamo: che vedere bene significhi vivere bene. Con questo negozio vogliamo creare un ambiente in cui ognuno si senta accolto e guidato, con risposte precise alle proprie esigenze visive».Anche il nuovo punto vendita propone il laboratorio a vista Demenego Lab, il configuratore per la creazione di montature personalizzate e su misura Demenego Custom, un mobile espositivo interamente focalizzato sul mondo delle lenti, che guida il cliente attraverso le principali soluzioni disponibili. Il negozio ospita inoltre un corner dedicato all’occhiale che integra benessere visivo e uditivo. Completa l'offerta una smart glasses area per l'occhialeria tecnologica di nuova generazione, con soluzioni che integrano funzionalità smart e intelligenza artificiale, tra cui i modelli Ray-Ban Meta e Oakley Meta.Con la nuova apertura sale a 48 il numero dei negozi Demenego avviati tra Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, di cui 8 nel Trevigiano.A cura della redazione
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Il diavolo veste Prada 2 rende più “umani” anche gli occhiali
In poco più di dieci giorni di programmazione è largamente in testa al box office italiano, con oltre 3 milioni di spettatori e la soglia dei 25 milioni di euro di incassi superata: a vent’anni dal primo film racconta come è cambiata la moda e ciò che vi ruota intornoTutti lo vogliono vedere, code enormi, prenotazioni obbligatorie, piccoli cinema che cambiano programmazione per “ospitarlo”, vetrine della Rinascente a Milano (nella foto, in basso) dedicate e interni trasformati nella redazione di Runway, il magazine protagonista del film, successo e anche svariate critiche. Il diavolo veste Prada 2 è sicuramente tra le opere cinematografiche di cui si è parlato e si continua a parlare di più, degli ultimi anni. C’è chi ne è entusiasta, chi invece è deluso. Forse perché si aspettava un vero sequel.È un sequel certo, i protagonisti sono gli stessi, le location e gli ambienti pressoché identici, salvo le parti girate a Milano che comunque raccontano una Milano particolare, in linea con la New York dei film (cena al Cenacolo a parte). È il punto di vista da cui sono raccontate le situazioni che è diverso. Il mondo della moda è più realistico, più inquadrato nel periodo storico in cui si è. I protagonisti sono gli stessi, ma pensano e parlano di più, avvertono che il mondo intorno è cambiato, reagiscono. E il caricaturale non ha mai il sopravvento come nel primo film.Anche la scelta degli occhiali e il modo di portarli è diverso. Miranda (Meryl Streep) che nel numero 1 in pubblico non abbandonava mai i suoi spessi occhiali neri da sole, nel 2 ne sfoggia diversi, uno perfino con la montatura rosa, e anche da vista, che abbassa, alza di continuo, quasi un gesto iconico. Nigel (Stanley Tucci) ha scelto occhiali più spessi e più caratterizzanti, che diventano parte importante del look. Pure Andy (Anne Hathaway) indossa occhiali anche da vista e sceglie lenti colorate, non tanto per seguire le tendenze, quanto per una visione migliore con le luci (nelle foto, in alto, tratte da disney.it). L’eyewear più fashion, e più in linea con il film del 2006, è quello di Emily (Emily Blunt) che in qualità di importante dirigente Dior deve esserne una specie di testimonial o forse perché è l’unica che ha ancora difficoltà a vedere cosa c’è dietro quel mondo e come è cambiato.Luisa Espanet
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Giornate della Vista: a Torino il presidio diventa stabile
Fino al 22 maggio Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia torna con la propria iniziativa nel capoluogo piemontese, presso il Sermig: qui, attraverso la donazione di strumentazione oftalmologica e la fornitura continuativa di occhiali da vista, sosterrà inoltre il nuovo poliambulatorio sociale, la cui apertura è in programma a settembre e che includerà un servizio oculistico ampliato e permanenteDopo Catania (nelle foto), dove l’iniziativa si è svolta dal 22 gennaio scorso fino al 4 febbraio presso lo spazio messo a disposizione dal Comune, in via Transito, il programma solidale che offre visite oculistiche gratuite e occhiali da vista alle persone in condizioni di maggiore fragilità è attivo in questi giorni, fino al 22 maggio, a Torino presso la sede dell’associazione Sermig-Arsenale della Pace, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Regione Piemonte.Questa edizione segna un’importante evoluzione: la partnership con il Sermig-Arsenale della Pace si rafforza e si struttura in modo stabile in concomitanza con l’apertura del nuovo poliambulatorio sociale, prevista per settembre. «Dopo quattro anni di collaborazione, durante i quali il Sermig ha ospitato la clinica oculistica temporanea delle Giornate della Vista contribuendo all’individuazione dei beneficiari e ai percorsi di prevenzione, il nuovo presidio includerà un servizio oculistico ampliato - si legge in un comunicato di OneSight EssilorLuxottica Italia - La Fondazione sosterrà il progetto attraverso la donazione di strumentazione oftalmologica e la fornitura continuativa di occhiali da vista, resa possibile anche dal coinvolgimento della rete di negozi EssilorLuxottica sul territorio, garantendo così un accesso più stabile alle cure visive per le persone in condizioni di fragilità».«Nel quarto anno di presenza a Torino, il nostro impegno in città compie un passo fondamentale: da intervento temporaneo a presenza continuativa sul territorio - dichiara nella nota Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia - Le Giornate della Vista, realizzate in collaborazione con un’ampia rete di enti impegnati quotidianamente nel supporto alle fragilità sociali, nascono con questo obiettivo: raggiungere i territori, intercettare i bisogni e costruire soluzioni durature nel tempo».Al termine di ogni visita viene individuata la soluzione visiva più adatta alle esigenze della persona. All’iniziativa partecipano anche i volontari di EssilorLuxottica, che scelgono di dedicare una giornata di ferie per offrire il proprio contributo concreto.«Le porte dell’Arsenale della Pace sono sempre aperte alle persone in situazione di difficoltà e fragilità perché la trasformazione di questa storica fabbrica di armi in luogo di pace e solidarietà non è storia del passato, ma si rinnova nella vita di ogni giorno - sottolinea nella nota Rosanna Tabasso, presidente del Sermig – Ed è una trasformazione che coinvolge anche le sedi presenti in Brasile e Giordania e le centinaia di progetti di sviluppo e di pace nel mondo: dal 1989 l’Arsenale della Pace di Torino mette a disposizione dei più deboli e poveri competenze in campo medico-sanitario, attraverso il servizio gratuito di medici, odontoiatri, farmacisti e paramedici volontari. Le Giornate della Vista sono un fatto concreto che risponde a bisogni reali di tanta gente in condizioni di fragilità economica. Siamo felici che per il quarto anno consecutivo trovi la sua collocazione naturale in questo contesto di attenzione e di aiuto alla persona».
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Adoo-Sopti: un congresso per aprire porte e consolidare ponti
È l’obiettivo del primo evento interassociativo organizzato dalle due realtà per il 17 e 18 maggio a Lazise, sul Lago di Garda: un appuntamento di elevato livello formativo per gli ottici optometristi italiani, nelle intenzioni dei promotoriIl punto di arrivo di un percorso nel quale i due organismi hanno collaborato per organizzare un evento destinato a diventare un riferimento per le realtà associative del mondo ottico optometrico: si presenta così la prima edizione del congresso interassociativo Adoo-Sopti, presso l’auditorium dell’Hotel Parchi del Garda (nella foto, tratta dal sito della struttura). «Abbiamo lavorato per rafforzare gli elementi comuni e ci siamo accorti che sono molti - dicono a b2eyes TODAY Stefano Panzeri, a nome dell’Albo degli Ottici Optometristi, e Gabriele Civiero, per conto della Società Optometrica Italiana - Allo stesso tempo abbiamo cercato di appianare le divergenze esistenti, rendendoci conto che, in fondo, sono di poca importanza: il nostro intento era consolidare i ponti già esistenti e aprire porte dove precedentemente c’erano muri. Guardando al lavoro svolto in questi mesi, siamo convinti di esserci riusciti e di questo dobbiamo essere soddisfatti».Il primo obiettivo del congresso è offrire un elevato livello formativo. «Adoo e Sopti hanno coinvolto relatori affermati e competenti che affronteranno temi di grande attualità e rilevanza professionale: molti i nomi già noti agli eventi delle due associazioni e che rappresentano una garanzia di qualità, mentre altri saranno presenti per la prima volta in quanto riconosciuti esperti del settore, capaci di portare contributi e conoscenze utili ad arricchire ulteriormente le due giornate di lavori - spiegano Panzeri e Civiero - Il tutto sarà supportato da numerose aziende sponsor, che da sempre contribuiscono alla buona riuscita di questi appuntamenti».Saranno quattro i workshop, suddivisi in due sessioni per consentire a ogni partecipante di assistere a due workshop differenti. Nella mattinata di lunedì 18 maggio si terrà inoltre la tavola rotonda “Dialoghi per optometristi confusi”, con la partecipazione di rappresentanti di entrambe le associazioni, tra cui Andrea Afragoli, Laura Boccardo, lo stesso Civiero, Laura Livi, Paolo Noli e Giuseppe Piazzolla. «Sarà un confronto a 360 gradi sugli aspetti legali, fiscali e professionali della nostra attività: un primo momento di discussione dedicato a temi molto diversi tra loro, ma di interesse per i colleghi – precisano i due professionisti - All’interno del programma sarà dedicato uno spazio alla presentazione della Rivista Italiana di Optometria, completamente rinnovata grazie a un nuovo coordinatore, Alberto Merlo, e a un nuovo comitato scientifico: l’obiettivo è proseguire il lavoro svolto da Adriana Cesana, che l’ha curata per circa quarant’anni, e successivamente da Anto Rossetti e Domenico Brigida, coordinatori negli ultimi anni. Questa rivista rappresenta infatti un’importante forma di collaborazione tra i membri delle due associazioni».Durante la cena conviviale di domenica 17 maggio verranno assegnati il Premio Federottica a chi si è distinto per l'impegno a favore dell’associazione, il Premio Ferrante a chi abbia apportato un contributo significativo all’optometria e i Salvini d’Argento-Pionieri dell’Optometria destinati ai colleghi che hanno conseguito il diploma di ottico da almeno 35 anni. Nella medesima occasione saranno inoltre premiati i vincitori della poster competition, che quest’anno avrà dieci partecipanti, valutati da una giuria composta da componenti di Adoo e di Sopti, e quelli del photo contest, i quali verranno scelti direttamente dai delegati del congresso.A cura della redazione
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Ital-Lenti: un ciclo di tavole rotonde tra ottici e oculisti per la gestione della miopia
L’azienda oftalmica ha ideato un progetto sul territorio per approfondire i principali aspetti legati alla progressione miopica e favorire una maggiore integrazione tra approccio clinico e soluzioni ottiche«Il dialogo tra industria ottica e classe medica rappresenta oggi uno degli elementi strategici nella gestione della progressione miopica - spiega in una nota Luca Ferrone, responsabile di prodotto di Ital-Lenti - In questo contesto diventa fondamentale costruire un linguaggio condiviso, capace di integrare evidenze scientifiche e applicazione pratica, per supportare in modo efficace il percorso visivo dei soggetti più giovani».È su queste basi che prende forma il ciclo di tavole rotonde, il cui calendario è in via di definizione, pensato per sviluppare un confronto continuativo tra ottici e oculisti sul territorio nazionale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di approfondire i principali aspetti legati alla progressione miopica e di favorire una maggiore integrazione tra approccio clinico e soluzioni ottiche. «La gestione della miopia non può essere affrontata come un intervento isolato, ma richiede un percorso strutturato, in cui la prescrizione rappresenta il punto di partenza di un processo più ampio che coinvolge scelta della soluzione, monitoraggio e adattamento nel tempo», prosegue nel comunicato Ferrone. Al centro del confronto anche Myopica (nella foto, l'immagine di campagna), la lente sviluppata dall’azienda per la gestione della progressione miopica nei bambini.Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che vede Ital-Lenti impegnata nello sviluppo di soluzioni dedicate all’età evolutiva, anche attraverso strumenti specifici per il professionista, come il catalogo interamente dedicato al mondo Kids. «L’obiettivo è creare momenti di confronto concreti e utili tra ottici e oculisti nella pratica clinica, portando contenuti aggiornati e favorendo una maggiore consapevolezza sulle opportunità offerte dalle soluzioni ottiche più evolute», aggiunge nella nota Ferrone.A cura della redazione
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Certottica: ambiente, energia, tecnologia e persone al centro della sede rinnovata
Dopo un intervento durato 18 mesi che ha visto un investimento complessivo di quasi tre milioni di euro, il gruppo di Longarone ha da poco inaugurato la struttura: un'operazione che ha messo al centro l'efficientamento energetico, la sostenibilità e l'innovazione, oltre che la qualità di vita e di lavoro degli oltre cinquanta dipendentiL’inaugurazione rappresenta «un momento di particolare valore per CertotticaGroup, per le imprese che accompagniamo e per il territorio in cui la nostra realtà è nata e continua a crescere - ha dichiarato il presidente Luca Businaro - Questo investimento non è soltanto un intervento sull’edificio: è una scelta di responsabilità che rafforza il ruolo del gruppo come competence hub al servizio della qualità, della sicurezza e dell’innovazione del made in Italy. Abbiamo voluto una sede (nelle foto) più efficiente, sostenibile e funzionale, capace di esprimere concretamente la visione di una realtà che guarda al futuro senza perdere il proprio legame con la filiera e con la comunità».Gli obiettivi del progetto, che ha preso il via nel 2024, erano chiari fin dall'inizio: superare le numerose criticità presenti, legate allo stato dell’immobile e all’organizzazione operativa, ristrutturando l'edificio sia da un punto di vista energetico sia tecnologico e gestionale e per le nuove logiche organizzative.Le aree interessate dai lavori di riqualificazione hanno sfiorato i 1.200 metri quadrati e la struttura ha visto un miglioramento in termini di classi energetiche, azzeramento del consumo di gas metano con l'installazione di nuovi sistemi ad alta efficienza in pompa di calore e calo dei consumi elettrici grazie alla realizzazione di un impianto solare fotovoltaico con potenza complessiva di circa 70 kWp. Le operazioni di efficientamento e di risparmio energetico porteranno a una riduzione di emissioni di Co2 in ambiente pari a circa 20 tonnellate all'anno.«La rinnovata sede è ora uno smart building dotato di sistemi per la gestione automatizzata degli impianti e per il controllo di temperatura, umidità e qualità dell’aria negli ambienti - spiega il comunicato - La Divisione Formazione, che da inizio 2026 ha dato vita alla neonata Ablògos, trova ora spazio a Villa Doglioni-Dalmas e a Palazzo Bembo, a Belluno».La riqualificazione dell’headquarter è uno dei tasselli di una piattaforma strategica più ampia, «che abbiamo costruito attorno a quattro pilastri: struttura, infrastruttura, organizzazione e innovazione - ha evidenziato l'amministratore delegato Corrado Facco - Investire sugli spazi significa creare le condizioni perché competenze, laboratori, tecnologie e persone possano interagire meglio insieme, generando valore per le imprese e per le filiere che serviamo. L’intervento rende visibile una traiettoria già avviata: rendere CertotticaGroup un’organizzazione più solida, integrata e capace di accompagnare il cambiamento, con uno sguardo orientato al cliente, alla performance, alla sostenibilità e allo sviluppo delle competenze».Il taglio del nastro della rinnovata struttura è avvenuto l’8 maggio alla presenza di numerose figure politiche e istituzionali, tra cui Lorraine Berton, presidente di Anfao e di Confindustria Belluno Dolomiti, l’europarlamentare Elena Donazzan, vicepresidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, e il senatore Luca De Carlo, presidente della nona Commissione Senato, dedicata a industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare.A cura della redazione
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EssilorLuxottica, il colore trionfa anche nelle lenti
Per i brand del gruppo, insieme a un’ampia gamma di forme e al ritorno dei loghi è una delle principali tendenze all’interno delle nuove collezioni, già nei centri otticiPer quanto ogni brand mantenga la sua identità, ci sono tendenze comuni che si rinnovano, non necessariamente legate alle stagioni. Una è il colore, presente sia nelle montature sia nelle lenti. Persol, oltre il classico nero, propone un blu Riviera ispirato al colore del mare e per i modelli metallici sceglie lenti verdi. Il nero è sempre presente ma per molti visi non è donante ed ecco da Prada, e non solo, il tartarugato a sostituirlo, anche accostato a lenti colorate. Da Miu Miu protagonista è la forma ovale in acetato e in metallo. L’acetato è sempre più bombato, tondeggiante. Così da Emporio Armani e da Giorgio Armani che si sbizzarrisce anche nelle tonalità delle lenti. Tra le novità il modello con il clip on, cui se ne può aggiungere un secondo di un altro colore. Brunello Cucinelli inventa la “lente aperitivo”, cioè una lente colorata da usare dalla mattina fino a sera, all’ora dell’aperitivo. Lenti colorate anche da Moncler, a volte specchiate, con modelli a maschera, per ricordare le origini. A maschera e con toni vivaci gli occhiali del marchio Bliz. In nylon riciclato sono leggerissimi e con le aste regolabili e personalizzabili.Per quanto la logomania sia quasi completamente tramontata, nell’eyewear c’è ancora qualche elemento identificativo del brand. Così il minuscolo JC da Jimmy Choo o da Tiffany la cerniera delle aste che richiama chiusure e fibbie dei gioielli o il famoso azzurro sia nelle montature in acetato sia nelle lenti. Nel mondo di Ray Ban e Oakley, accanto agli smart glasess ci sono occhiali tempestati di brillanti come quelli di Asap Rocky o gli zebrati del brand californiano (nelle foto, dall'alto a sinistra e in senso orario: Miu Miu, Emporio Armani, Jimmy Choo, Oakley, Tiffany e Bliz).Luisa Espanet
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Ottica Corci: per i 40 anni rivolge alla clientela un grazie “teatrale”
Il punto vendita di Novate Milanese, premium partner affiliato Vision Group, ha celebrato l’anniversario con un evento speciale organizzato il 24 aprile scorso presso il Teatro Cinema Nuovo della località lombarda, dedicato ai propri clienti più fidelizzati per ringraziarli concretamente per la fiducia e la continuità del rapporto costruito nel tempoOttica Corci ha avviato l’attività nel 1986, quando a Novate Milanese c’erano soltanto due centri ottici. «Allora la realtà del settore era molto diversa, era l’epoca in cui si stavano affermando le griffe in licenza: sulla scia di questa svolta ho deciso di aprire il mio negozio - racconta a b2eyes TODAY Marco Corci (nella foto, a destra, con Max Pisu), titolare e fondatore del punto vendita, recentemente riconosciuto da Regione Lombardia con il titolo di “Attività storiche e di tradizione”, destinato alle realtà che vantano almeno quarant’anni di esercizio continuativo sul territorio - Inizialmente, e per una decina di anni, la sede era più piccola e poco distante da qui, poi nel 1996 ci siamo trasferiti definitivamente in via della Repubblica, in una zona più centrale, ingrandendoci».Per buona parte del suo percorso Corci è stato affiancato dal padre, un ex rappresentate di prodotti fotografici: è stata un’intuizione lungimirante proprio di quest’ultimo a determinare il corso degli eventi successivi, portandolo ad abbracciare la professione. «Quando alla fine della terza media dovevo scegliere quale strada intraprendere, mi ha accompagnato a conoscere alcuni suoi clienti, che in quegli anni stavano introducendo l’ottica nelle loro attività: da lì ho cominciato ad appassionarmi e ho deciso di frequentare a Milano il Galileo Galilei e in seguito optometria in via Noale. Dopo gli studi ho iniziato a lavorare per dei centri ottici indipendenti, prima nel Biellese presso amici di famiglia, poi nel capoluogo lombardo, e a 25 anni ho aperto il mio punto vendita – prosegue il professionista - Da subito mi sono dedicato solo all’ottica e questo ci ha portato a diventare una realtà consolidata sul territorio: abbiamo una clientela molto vasta, fidelizzata e proveniente anche da fuori, che ci considera un punto di riferimento per le problematiche visive». Nel corso di tutti questi anni Corci è stato affiancato da collaboratori su cui ha contato molto, convinto com’è dell’importanza fondamentale dell’avere un team valido, che va valorizzato nel migliore dei modi e che sappia far sentire seguito adeguatamente il cliente, anche in assenza del titolare. Oggi con lui, nel negozio di circa 60 metri quadrati e due vetrine, suddiviso in area vendita e sala refrazione e contattologia, lavorano Gaia Schenoni, con la quale la collaborazione è quasi decennale, e da pochi mesi Patrizia Morone, entrambe ottiche optometriste.
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Rodenstock debutta nella vela alla Regata Est 105
L’evento internazionale, alla sua 19esima edizione, segue una rotta di circa 105 miglia nautiche nell’Adriatico, da Bari, dove è partita il 22 aprile scorso, con arrivo il giorno successivo a Dubrovnik, in Croazia: l’azienda oftalmica vi ha partecipato in qualità di main sponsor entrando nel mondo delle attività praticate da una clientela premium. Con il Van on the Go ha inoltre portato al centro della manifestazione il tema del benessere visivo applicato alle alte performance, realizzando oltre 200 test visivi in collaborazione con sei centri ottici partner
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Galileo: con EasyWork Prog Renew rinnova le sue progressive indoor
Il brand oftalmico introduce il concetto della visione da vicino avanzata, che intende superare la tradizionale definizione di lente occupazionale, allargandone il perimetro d’uso: tali soluzioni sono infatti pensate non solo per l’ufficio, ma per tutte le situazioni della vita quotidiana che richiedono comfort e continuità visiva a distanza ravvicinata e intermedia
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Bicocca, prima edizione del premio Elda Chierichetti
Il nuovo riconoscimento, intitolato a una figura storica dell’ottica milanese e italiana, è destinato agli studenti iscritti nell’anno accademico 2025-26 al corso di laurea magistrale in Optometry and Vision ScienceIl premio Elda Chierichetti nasce con l’obiettivo di sostenere la formazione d’eccellenza nel campo dell’optometria: la sua istituzione è stata voluta sia da Cristian Scotti, uno degli attuali soci titolari dell’Ottica Arnaldo Chierichetti di Milano, che un anno fa l’hanno rilevata dagli eredi di Elda (nella foto), scomparsa nel 2022, sia dall’Università di Milano-Bicocca, che la professionista milanese «ha sempre sostenuto con convinzione, riconoscendo il valore della formazione universitaria per la crescita e l’affermazione della professione optometrica», si legge in un nota congiunta.Insignita nel 1988 del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana e nel 2002 della benemerenza civica del Comune di Milano, «con il suo spirito innovatore, la sua visione e il suo impegno costante, Elda contribuì in modo significativo alla crescita del settore ottico optometrico milanese - spiega ancora il comunicato - Entrò giovanissima nell’attività fondata nel 1914, in corso di Porta Romana 74, dal padre Arnaldo, che fu il primo presidente di Acofis Milano: a lui è intitolata la collezione di strumenti conservata ed esposta presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca nell’ambito del Museo Diffuso Bicocca».In particolare Scotti, che ne è stato collaboratore per oltre vent’anni, vuole rendere omaggio «alla professionalità, all’imprenditorialità e alle attitudini umane che da sempre hanno contraddistinto Elda Chierichetti e la sua famiglia», precisa la nota.L’apertura del bando è prevista per questo mese ed è rivolta alla sessantina di studenti del corso magistrale di Optometry and Vision Science, attivo dal 2024. La giuria, composta dallo stesso Scotti, da Silvia Tavazzi, presidente del Consiglio di coordinamento didattico dell’Università di Milano-Bicocca, e da Fabrizio Zeri, professore associato al corso di laurea triennale e a quello magistrale in Ottica e Optometria dell’ateneo milanese, entro l’estate selezionerà e premierà con un contributo economico un’idea progettuale di ricerca in ambito optometrico e ne favorirà la realizzazione, nei mesi successivi, presso la sede del centro di ricerca dell'Università.A cura della redazione
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Safilens: verso un biennio di prevenzione visiva e approccio multidisciplinare
Sono le direttrici lungo cui l’azienda di contattologia intende sviluppare la propria attività nel 2026 e nel 2027, consolidando i progetti già avviati negli ultimi anni sul territorio nazionale con le scuole e nel mondo dello sport«Le iniziative di prevenzione sviluppate negli ultimi anni hanno generato riscontri concreti su più livelli: da un lato, si è registrato un aumento significativo della consapevolezza, soprattutto tra i giovani e le famiglie, rispetto all’importanza della salute oculare e dell’uso corretto delle lenti a contatto; dall’altro, queste attività hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’ottico optometrista come primo presidio territoriale nella prevenzione visiva, in sinergia con oftalmologi e ortottisti», afferma a b2eyes TODAY Daniele Bazzocchi (nella foto, a destra), general manager di Safilens.Secondo Bazzocchi, resta tuttavia ancora elevata la percentuale di soggetti non adeguatamente corretti o che non effettuano controlli visivi regolari, aspetto che «evidenzia quanto il tema della prevenzione sia ancora centrale e richieda un approccio sistemico - precisa il manager – Cresce invece l’attenzione verso le lac in ambito sportivo e nelle attività dinamiche, dove vengono percepite sempre più come uno strumento funzionale e non esclusivamente correttivo». Per il 2026 e il 2027 Safilens punta quindi ad ampliare i programmi sviluppati attraverso la rete dei centri ottici partner e un network di oculisti sensibili a queste tematiche: l’obiettivo è integrare prevenzione, educazione digitale e collaborazione territoriale, con un focus specifico sulla gestione precoce dei difetti visivi e sulla progressione miopica.In tale ambito il coinvolgimento della classe medica viene considerato un elemento centrale, grazie a un dialogo sempre più strutturato tra ottici optometristi, ortottisti e oftalmologi. «Lo studio clinico sulla progressione miopica avviato un paio di anni fa ha costituito un passaggio rilevante in questo percorso: ha permesso infatti di collocare la nostra tecnologia in un contesto scientificamente validato, favorendo un’interazione più qualificata con gli oculisti – prosegue Bazzocchi - Ne è derivato un miglioramento tangibile del livello di confronto, oggi maggiormente orientato alla collaborazione, alla definizione di risultati clinici e allo sviluppo di protocolli condivisi».Il tema dell’approccio interdisciplinare è stato al centro anche di uno degli ultimi incontri promossi da Safilens a Villa Gens Camuria, a Camerano, in provincia di Ancona, dedicato all’impiego delle lenti a contatto come strumento clinico nell’analisi delle disarmonie posturali, occlusali e dei processi di apprendimento. L’evento, tenutosi nei mesi scorsi, ha coinvolto circa 70 professionisti tra oftalmologi, ortottisti, ottici optometristi, osteopati, odontoiatri e neuropsichiatri infantili. Tra i relatori, l’oftalmologo Nicola Molino (nella foto, a sinistra), ha evidenziato come una correzione refrattiva mirata possa influire sull’equilibrio funzionale complessivo, contribuendo anche ai percorsi di riprogrammazione visuo-posturale. A sua volta
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Versace, dalla Magna Grecia alla modernità
La maison in licenza a EssilorLuxottica presenta la campagna eyewear per la primavera estate 2026: un ritratto netto del glamour contemporaneo con richiami classici, immortalato da Frank LebonLe immagini (nelle foto) del fotografo inglese Frank Lebon restituiscono tutta l’intensità e l’intimità di Versace, riunendo la community che la rappresenta: un gruppo di figure, dalla presenza forte, tra cui la danzatrice e coreografa Lexee Smith, la modella Chu Wong, il musicista e poeta Chuquimamani-Condori e l’attore Kazuya Tanabe. «Insieme danno corpo a quel contrasto che definisce la maison, dove couture e strada si incontrano, facendo convivere classicismo raffinato e la forza ruvida dello sguardo di Lebon - si legge in un comunicato della maison - Un linguaggio che porta con sé l’ampiezza dell’eredità che si ispira alla Magna Grecia di Versace e che dà vita a modelli modernisti firmati dall’inconfondibile Medusa».La collezione eyewear primavera estate 2026 è disponibile nelle boutique del marchio e online, oltre ai negozi di proprietà di EssilorLuxottica e a centri ottici partner selezionati. VE4516, modello a mascherina semi-cerchiato, presenta una forma rettangolare stretta, ampie aste rastremate e il nuovo dettaglio metallico a forma di fermacravatta, caratterizzato da rientranze scurite e da una testa di Medusa in rilievo. VE2301è una rivisitazione contemporanea della Medusa: in metallo, viene proposto con lenti declinate in colori vivaci. «Il frontale stretto, dalla linea a mandorla, è abbinato ad aste importanti con design ispirato al fermacravatta del brand e Medusa oro lucido, mentre la testa di Medusa, ripensata con finitura spazzolata, mostra una costruzione più definita che ne valorizza i tratti iconici», spiega la nota. Anche VE1320 rivede l’iconico simbolo di Versace e richiama in chiave contemporanea l’esuberanza degli anni 80 attraverso una silhouette rotonda senza tempo, un dettaglio decorativo ben definito e finitura in metallo spazzolato. «La testa di Medusa impreziosisce un elemento metallico con base in iniettato color nero o havana, che accentua la profondità e il contrasto dell’emblema», sottolinea il comunicato.A cura della redazione
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ClipSystem 2.0: un webinar sull’evoluzione del progetto
Giovedì 14 maggio alle 14 si terrà un appuntamento online dedicato alle novità del metodo di proposta delle soluzioni oftalmiche ideato da Roberto Pregliasco, con un focus concreto su innovazione, prova reale delle lenti, alta redditività e nuove opportunità di crescita per i centri otticiRivolto agli imprenditori ottici e ai professionisti del settore, il webinar, al quale ci si può iscrivere dal sito di Clipsystem, presenterà le principali novità di un progetto che consente di testare, attraverso un kit modulare, composto da montature di prova, lenti pre-sagomate con diversi poteri, clip intercambiabili con varie tipologie di lente, adattatori per astigmatismo e prismi e strumenti per simulare condizioni reali di utilizzo, tutte le soluzioni proposte dalle aziende oftalmiche: progressive, office, relax, sole, trattamenti antiriflesso, spessori e colorazioni. A guidare l’incontro sarà l’ideatore di ClipSystem 2.0, Roberto Pregliasco (nella foto), ottico optometrista e coach.«ClipSystem 2.0 nasce con un obiettivo preciso: trasformare la vendita delle lenti oftalmiche da semplice proposta commerciale, basata su prezzo e caratteristiche, a vera esperienza di valore per il cliente finale, capace di generare consapevolezza, fiducia e risultati economici misurabili - spiega Pregliasco a b2eyes TODAY - Si tratta di una vera leva di business: i centri ottici che lo hanno introdotto registrano un incremento significativo nella vendita di lenti progressive, office e seconde coppie, con un forte impatto sullo scontrino medio e sulla redditività complessiva. Il claim “Una prova vale più di 1000 parole” rappresenta perfettamente la filosofia del progetto: permettere al consumatore di provare realmente il beneficio delle lenti prima dell’acquisto e, per il centro ottico, aumentare conversione, marginalità e multiequipaggiamento».Nel corso del webinar verranno approfondite le nuove partnership strategiche di ClipSystem 2.0 con aziende leader del settore, l’evoluzione del sistema prova lenti e dei supporti esperienziali, il ruolo di TryLenses e la novità assoluta di ReadyScreen per la valorizzazione delle lenti office e near. «ReadyScreen rappresenta uno strumento innovativo capace di replicare situazioni reali di visione, come il lavoro al computer, sia su postazioni a monitor singolo sia multi-monitor, consentendo al cliente di comprendere immediatamente il vantaggio della soluzione proposta di lente office da parte del professionista - precisa Pregliasco - Verranno inoltre illustrati i risultati economici ottenuti dai centri ottici che hanno già introdotto il metodo ClipSystem 2.0 e le concrete opportunità di crescita attraverso un nuovo approccio consulenziale alla vendita».ClipSystem 2.0, insieme a TryLenses e ReadyScreen, nasce quindi per permettere al cliente di provare concretamente il valore delle soluzioni ottiche proposte prima dell’acquisto. «Perché oggi il cliente non compra ciò che gli viene spiegato, ma ciò che riesce a percepire: il 14 maggio non parleremo quindi di lenti, ma di fatturato, di come trasformare una vendita basata su prezzo e sconti in una consulenza ad alto valore, capace di aumentare marginalità, multiequipaggiamento e fidelizzazione», conclude Pregliasco.A cura della redazione
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Safilo, nel primo trimestre aumentano redditività e generazione di cassa
Tra gennaio e marzo 2026 i ricavi risultano stabili, con una crescita dello 0,4% a cambi costanti, mentre i principali indicatori della marginalità evidenziano un ulteriore incremento su base tendenziale«Il primo trimestre del 2026 ha confermato la continuità e la forza della nostra performance operativa e finanziaria: la resilienza del nostro modello di business, sostenuta da un portafoglio marchi solido e da un’azione commerciale efficace, ha continuato a supportare l’andamento positivo delle vendite in Nord America e nei principali mercati europei - commenta Angelo Trocchia (nella foto), amministratore delegato di Safilo Group, nella nota sui principali indicatori di performance del periodo gennaio-marzo 2026, approvati dal Cda il 7 maggio scorso - L’avvio dell’anno ha, inoltre, visto il lancio promettente della nuova collezione eyewear Victoria Beckham, che testimonia l’evoluzione costante del nostro portafoglio e la sua capacità di intercettare segmenti di consumatori sempre nuovi».Trocchia ricorda anche come per la società di eyewear questo sia stato un altro trimestre di forte crescita dei margini e di solida generazione di cassa, «sostenuti dai miglioramenti strutturali realizzati nel corso degli ultimi anni in tutte le attività del gruppo – precisa nel comunicato - In un contesto ancora caratterizzato da incertezza e visibilità limitata, restiamo pienamente concentrati nel rafforzare i nostri risultati attraverso un’esecuzione disciplinata delle priorità strategiche».Nel primo trimestre 2026 Safilo ha archiviato vendite nette pari a 272,9 milioni di euro, in incremento dello 0,4% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. «A cambi correnti le vendite hanno registrato una flessione del 4,5%, soprattutto a causa della svalutazione del dollaro statunitense sull’euro avvenuta nel periodo – spiega la nota – I ricavi hanno evidenziato un andamento sostanzialmente in linea con la performance registrata nel quarto trimestre 2025, confermando una significativa continuità delle dinamiche di business per area geografica: la performance è stata guidata dal costante recupero del Nord America e dalla resilienza dei mercati europei di riferimento, mentre le vendite in Asia e Pacifico e in Medio Oriente hanno continuato a rappresentare i principali fattori di rallentamento della crescita complessiva». L’Europa, nello specifico, si è confermata la maggiore area di sbocco, con una quota del 47,6% sul fatturato complessivo del gruppo: qui si sono registrati ricavi pari a 129,9 milioni di euro, in aumento dell’1,4% a cambi costanti e dello 0,8% a cambi correnti. Prosegue la domanda positiva nei principali mercati «con Francia, Italia e Germania che hanno registrato trend solidi sia nel canale degli ottici indipendenti sia nei key account - sottolinea il comunicato - L’avvio dell’anno ha infine riflesso il lancio incoraggiante della nuova collezione eyewear Victoria Beckham, che ha in gran parte compensato l’impatto del deconsolidamento del business Lenti».
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Ray-Ban House, a New York un nuovo concetto di store
Ha aperto a Soho non come negozio tradizionale, ma come cambio di prospettiva: un luogo in cui la vendita al dettaglio si fonde con la cultura e dove i confini tra osservare, indossare, ascoltare e stare insieme iniziano a sfumareIl 4 maggio Ray-Ban House (nelle foto) ha aperto i battenti a New York con un evento che ne ha rispecchiato l’essenza. Il gruppo musicale Oscar and the Wolf si è esibito in una sala in cui il pubblico e l’atmosfera si fondevano, seguiti dalla musicista peruviana Daniela Lalita, in una serata che ha visto la presenza di Jennie Kim, global ambassador di Ray-Ban.Ideato dal team creativo interno del brand, il progetto si concretizza in un ambiente urbano che vuole essere in parte casa, in parte palcoscenico e in parte archivio vivente di oggetti e idee. All'angolo tra Prince e Lafayette, una villetta a schiera a due piani si trasforma quindi in qualcosa di fluido. «Di giorno, l'architettura riflette la città attraverso morbide distorsioni, mentre le superfici metalliche curve catturano i frammenti di luce che le sfiorano - si legge in un comunicato dell’house brand di EssilorLuxottica - Di notte, si rivolge verso l'interno e risplende verso l'esterno. All'interno, l'ambiente si dispiega senza gerarchie: curve in metallo satinato, soffitti a specchio, pavimenti rosso intenso». Gli occhiali in esposizione sono affiancati da vinili, libri e oggetti.Al centro di Ray-Ban House, la cucina ne diventa parte integrante. «Guidata dallo chef Pasquale Cozzolino, l'offerta gastronomica rispecchia la stratificazione culturale dello spazio stesso», prosegue la nota.L'universo Ray-Ban è presente in questo store, ma non si impone mai. «Le icone classiche convivono con le forme sperimentali dei Ray-Ban Studios, silhouette che ampliano il linguaggio del marchio rendendolo più incisivo, più istintivo», precisa il comunicato.Al piano superiore, dietro un ingresso nascosto, lo spazio si restringe. «La Vip Room offre un ritmo diverso, più tranquillo, più preciso: qui il Wayfarer Puffer Diamond diventa qualcosa di personale con materiali, pietre, colori assemblati in pezzi unici che si avvicinano più alla gioielleria che agli occhiali», conclude la nota.A cura della redazione
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Una presidente per Federottica Bari-Bat: è Anna Lucia Lauria
Ottica optometrista e ortottista, collabora con diversi oculisti pugliesi, oltre ad avere un proprio studio a Policoro, in provincia di Matera, sua terra d’origine: la professionista subentra a Michele Schirone, storico numero uno dell’associazione, che ha ricoperto l’incarico per 18 anniIl 13 dicembre, giorno di nascita di Anna Lucia Lauria, può essere considerato un particolare indizio di quello che sarà il suo destino professionale, già segnato da una forte tradizione familiare. «Fin dall’età di quindici anni sono stata immersa nel mondo dell’ottica nel centro di mio padre, Ottica Lauria, a Policoro, in provincia di Matera, che mi ha vista crescere tra lenti e montature, ereditandone la passione e l'esperienza», spiega a b2eyes TODAY Lauria (nella foto, con Michele Schirone).Si dedica quindi agli studi di ottica e optometria, ampliando poi le sue competenze specializzandosi in Ortottica, percorso che l'ha portata a laurearsi all'Università degli Studi di Milano, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Questa solida preparazione le ha consentito di assumere ruoli di crescente responsabilità all'interno di Federottica Bari-Bat. «Sono entrata nell’associazione circa quattro anni fa e sono stata responsabile della formazione, in quanto abilitata all’insegnamento per ottici e optometristi, contribuendo attivamente all'organizzazione del convegno annuale e ricoprendo anche un periodo di vicepresidenza», aggiunge Lauria, che svolge anche attività di volontariato per Commissione Difesa Vista. Il 23 aprile scorso, dopo un'assemblea seguita alle dimissioni di Michele Schirone, è stata eletta all'unanimità alla presidenza di Federottica Bari-Bat. Un passaggio di testimone che, pur nella continuità del lavoro svolto per 18 anni dal suo predecessore, promette di portare freschezza e maggiore spazio ai giovani. L’agenda di Lauria è infatti già ricca di impegni e obiettivi. «Uno degli scopi primari è consolidare il trait d’union tra le diverse figure: oculisti, ortottisti e ottici optometristi - sottolinea la professionista - Questa visione è già in essere attraverso collaborazioni attive con le cliniche oculistiche di Bari e di Foggia, che da sempre ci offrono il loro sostegno, e con l'associazione Prisma, guidata da Anna D'Ambrosio, che continueranno a supportare i nostri eventi. Inoltre, intendiamo rafforzare il legame con la sfera politica, considerata fondamentale per orientare il futuro della professione, come dimostrato dalla partecipazione di importanti esponenti istituzionali all’ultima edizione del convegno». La formazione degli associati rappresenta un altro pilastro centrale del programma della neopresidente. «Al prossimo consiglio direttivo, previsto per fine maggio, illustrerò un piano triennale che prevede numerose iniziative di aggiornamento sul territorio, con l'obiettivo di approfondire tematiche rilevanti per la nostra categoria - dice ancora Lauria - Contestualmente avverrà anche la nomina del vicepresidente e delle altre cariche che andranno a costituire il nostro consiglio direttivo». Un altro punto fondamentale è l'aumento delle iscrizioni a Federottica Bari Bat, con la finalità di coinvolgere attivamente pure le realtà territoriali vicine, come la Basilicata, per renderle più partecipi.
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A Bari il Forum allarga il campo visivo
Non sarà più solo della presbiopia, ma della vista: un cambio di paradigma per venire incontro alle esigenze di industria, retail e consumatori finaliSe il nuovo Forum della Vista fosse una canzone, sarebbe Una città per cantare di Ron. “E se ti fermi convinto che ti si può ricordare, hai davanti un altro viaggio e una città per cantare”. Ecco: il Forum non si è mai fermato, neppure con la pandemia.Dal 2019 ha toccato Firenze, Milano, Napoli e Bologna. L’8 e 9 novembre 2026 sarà Bari. Ma non cambia solo la location: cambia il perimetro. Il Forum Presbiopia ha concluso il suo ciclo giovanile portando sotto lo stesso tetto, nelle ultime tre edizioni, circa duemila addetti ai lavori. Ha fatto scuola. Ora cresce e diventa Forum della Vista.Il bilancio del percorso parla chiaro. Il trattamento della presbiopia nell’ottica dal 2019 non è più lo stesso: alla lente progressiva si è affiancato il segmento del supporto accomodativo per il neopresbite, qualche premontato lo abbiamo tolto dal mercato, diversi oculisti sono ora più informati sulle lenti oftalmiche, progressive in testa. E l’intelligenza artificiale, introdotta come tema al Forum 2024 di Napoli con l’intervento di Paolo Nucci, oggi grazie all'industria consente la costruzione di progressive ad altissima personalizzazione, il posizionamento premium che serve a compensare volumi flat.E come nei tour musicali, i protagonisti sul palco non sono sempre gli stessi, sono migliori. Il tempo è gentiluomo con chi ci mette la testa e soprattutto il cuore. La contaminazione tra il mondo oculistico e quello ottico optometrico, avviata nelle edizioni precedenti, prosegue e si rafforza. Ieri erano solo ottici e optometristi. Oggi, e domani ancora di più, classe medica e area tecnica lavorano fianco a fianco in un modello di dialogo e collaborazione che il Forum ha contribuito a costruire.A Bari il Forum allarga il campo visivo: integrare ai temi della presbiopia quelli dell’ipovisione, ad esempio, significa coprire quasi totalmente le esigenze del segmento maturo. Inoltre le tecniche di Crm e di Life Time Value permetteranno di gestire questo tipo di cliente in una logica moderna di percorso, non di scontrino: è un cambio di paradigma operativo che il Forum porterà sul palco con contenuti concreti e applicabili. E poi ci saranno la gestione della miopia, i trattamenti, la protezione e altro ancora. Per l’imprenditore ottico si apre una visione a 360 gradi del proprio futuro cammino: non è una promessa da poco.D’altro canto, la missione di questo evento, nato da un’idea visionaria di Fabiano Gruppo Editore, non è mai stata solo esporre: è fare in modo che qualcosa accada davvero.Nicola Di Lernia
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Cecità e ipovisione: ad Amgo i percorsi clinici, riabilitativi e tecnologici
Si terrà il 28 e 29 maggio all’Istituto Rittmeyer di Trieste la decima edizione dell’evento nazionale, organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e dall’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza Ets di Bologna e rivolto a classe medica e area ottico optometrica: preceduto da una breve plenaria, l’appuntamento affronterà la tematica scelta per quest’anno attraverso una serie di corsi dal taglio teorico pratico
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Libano: la guerra ha devastato anche i centri ottici
Quasi 2.700 morti, più di 8 mila feriti e oltre un milione di sfollati: è il bilancio di due mesi di conflitto tra le forze armate israeliane e i miliziani di Hezbollah. Daddi Fadel, libanese di nascita, trasferitasi successivamente in Italia dove ha svolto per molti anni la professione optometrica e ora attiva in Canada, ci descrive alcuni scenari del dramma umanitario che la popolazione locale sta vivendoDopo circa due mesi di guerra, qual è la situazione dei tuoi familiari e amici rimasti in Libano?La situazione in Libano è estremamente critica per tutti. Si respira un clima di forte tensione, paura e incertezza, ma anche una profonda frustrazione e un senso di abbandono. Molti libanesi vivono con dolore il silenzio della comunità internazionale, l’impunità percepita e la mancanza di una chiara condanna di quelli che vengono considerati evidenti crimini di guerra. C’è la sensazione diffusa di non essere protetti né dalle istituzioni internazionali né dalle leggi umanitarie che dovrebbero tutelare i civili e regolare i conflitti. Oltre un milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, pari a quasi un quarto della popolazione libanese. Gli sfollati sono ovunque: accolti da familiari, amici o sconosciuti quando possibile, oppure costretti a rifugiarsi in scuole, edifici pubblici, automobili o in sistemazioni di fortuna. Più di 186 mila persone vivono in rifugi temporanei, molti dei quali hanno ormai raggiunto la massima capienza. La situazione umanitaria è drammatica, con una crescente carenza di beni essenziali come acqua, cibo, medicinali e assistenza sanitaria. In un contesto già economicamente fragile, questa escalation sta mettendo in ginocchio l’intero paese. La crisi è aggravata dalla distruzione di massa e sistematica di interi villaggi e abitazioni nel sud del Libano. Inoltre, non c’è il diritto di ritorno per molti sfollati, il che alimenta il timore di una perdita permanente delle loro case e delle loro terre. Questo sta devastando ulteriormente un paese già piegato da anni di crisi economica e sociale.Sei a conoscenza di qualche collega optometrista che ha subìto gravi conseguenze da questa guerra o addirittura è morto?Al momento non risultano ottici optometristi deceduti. Tuttavia la devastazione che ha colpito i negozi di ottica e gli studi optometrici è enorme. Conosco personalmente colleghi che hanno perso tutto e altri che hanno subìto danni molto gravi alle proprie attività. In alcuni casi i danni sarebbero riparabili, ma solo se le condizioni economiche e di sicurezza lo consentissero.Sai se e come stanno lavorando i centri ottici a Beirut e nelle altre aree del paese?Con molta cautela. Purtroppo in Libano siamo abituati da anni a lavorare in condizioni precarie e in un costante stato di pericolo. Molti centri ottici e studi continuano ad aprire, cercando di garantire i servizi essenziali, ma ogni giornata viene affrontata con l’eventualità concreta di dover interrompere tutto e correre nei rifugi. E la fuga verso i rifugi è spesso parte della pianificazione quotidiana. In questo periodo i rifugi sono generalmente attrezzati con cibo, acqua e materiali essenziali per la sopravvivenza, ma la situazione resta estremamente difficile sia dal punto di vista pratico sia da quello psicologico. Per alcuni, soprattutto per la mia generazione, questa realtà è tristemente diventata parte della normalità. Ma nessuno dovrebbe crescere pensando che questa sia una vita normale.
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Stellest: a Casa Style Piccoli porta il benessere visivo delle famiglie in primo piano
Fino al 10 maggio, EssilorLuxottica sarà protagonista a Milano dell’iniziativa ideata dal family magazine di Corriere della Sera, che per una settimana trasformerà l’edicola di corso Venezia 51 in uno spazio di sensibilizzazione dedicato a bambini e genitori, coinvolgendo pediatri, oculisti e ottici optometristiLa pediatra Mariangela Bosoni, l’oculista Andrea Lembo, i manager di EssilorLuxottica Antonio Gadaleta e Raphaèle Thomas, la pediatra e nutrizionista infantile Pilar Nannini, l’ottica optometrista Isabella Beltramo, le fondatrici di GoMamiGo Maria Federica Passerini e Orsola Baggio e l’oftalmologo e docente universitario Paolo Nucci sono i protagonisti del progetto, che ha preso il via il 4 maggio: sono a disposizione del pubblico presso Casa Style Piccoli, fino al 10 maggio, dalle 17 alle 18, in base a un calendario giornaliero, con incontri curati da EssilorLuxottica per approfondire i principali temi legati alla salute visiva infantile. I genitori potranno così confrontarsi con gli specialisti, ricevere indicazioni pratiche e accedere a materiali informativi utili per riconoscere precocemente eventuali segnali di miopia. «L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso che vede EssilorLuxottica impegnata nel diffondere una maggiore cultura della prevenzione visiva, nella convinzione che informazione e diagnosi precoce rappresentino strumenti fondamentali per la salute futura dei bambini – spiega una nota di EssilorLuxottica - La miopia nei bimbi è infatti un fenomeno in costante crescita a livello globale: intervenire tempestivamente è essenziale per rallentarne la progressione e ridurre i rischi associati nel lungo periodo. Per questo EssilorLuxottica investe da anni in ricerca e innovazione, sviluppando soluzioni avanzate dedicate specificamente alla gestione della miopia infantile».Protagonista dell’iniziativa sarà la nuova generazione di lenti Essilor Stellest 2.0. «In uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e crossover controlaterale della durata di un anno, le lenti Essilor Stellest 2.0 hanno dimostrato un’efficacia significativamente superiore nel rallentare la crescita dell’occhio miope rispetto alla generazione precedente - aggiunge il comunicato - Il benessere visivo non riguarda solo la correzione della vista, ma è parte integrante della crescita, dell’apprendimento e della qualità della vita dei bambini: essere vicini alle famiglie, creare occasioni di confronto con gli esperti e mettere a disposizione innovazioni efficaci significa contribuire concretamente a costruire un futuro in cui ogni bambino possa vedere bene oggi e proteggere la propria vista domani».
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Friuli, il terremoto ha segnato anche il destino dell’ottica locale
Il 6 maggio 1976 la regione fu colpita da un violento sisma che devastò il territorio, causando quasi mille vittime e distruggendo interi centri abitati, in particolare nelle aree montane e pedemontane. A mezzo secolo di distanza il ricordo di quella notte resta vivido non solo nella memoria collettiva, ma pure nelle storie di imprenditori del nostro settore che vissero in prima persona quei momenti e contribuirono alla ricostruzione del tessuto economico locale«Avevamo un piccolo negozio: sopra l’ottica, sotto la vendita di occhiali e l'oreficeria. Il condominio era lesionato, ma il punto vendita è rimasto in piedi e abbiamo continuato a lavorare nei giorni e nelle settimane successive, nonostante tutte le difficoltà». Così Edi Celotti, oggi sessantacinquenne, ricorda a b2eyes TODAY come l’attività di famiglia riuscì a resistere a Majano, uno dei comuni più colpiti dal terremoto, con il 70% degli edifici distrutti. «L’insegna è stata fondata da nostro padre nel 1953 come negozio di orologi, mentre l’ottica è stata introdotta 22 anni più tardi grazie a mio fratello Claudio, diplomato all’Irsoo, scomparso nel 2008: il 6 maggio 1976 si trovava proprio a Vinci per studiare, aveva 21 anni, io 15. Dall’82 l’attività ha cambiato sede e oggi è guidata da mio figlio Luca, diplomatosi e specializzatosi in optometria allo Zaccagnini, in azienda da un decennio», dice ancora Celotti.All’epoca del sisma i centri ottici nella zona erano pochi e spesso affiancati da attività fotografiche. «A Gemona e San Daniele era tutto per aria, con realtà come Ottica Contessi, Ottica Bierti e Foto Ottica Dorlando, ad esempio, tra le più colpite - racconta Celotti - Quella sera pensavo di morire: non si stava in piedi e temevamo che la casa crollasse. Non si riusciva a comunicare, se non con i ricetrasmettitori CB. Abbiamo poi vissuto nelle tende e ricevuto aiuti anche da aziende del settore, soprattutto orafe, perché come ottica eravamo appena partiti e poco conosciuti. Da quell’esperienza però sono nati anche legami duraturi con molte persone e gemellaggi con altre località, come quello con Traversetolo, in provincia di Parma. Sono stati anni tormentati, ma poi c’è stata una rinascita, per ognuno di noi e per il Friuli, allora piuttosto povero, con una popolazione prevalentemente anziana o destinata all’emigrazione, che si è trasformato in una regione moderna e dinamica».A San Daniele del Friuli, Dino D’Orlando, entrato nel negozio di famiglia dopo il diploma a Genova nel 1962, aveva 34 anni al momento del sisma. «Il punto vendita era in via Garibaldi, la strada principale del paese, e divenne inagibile: per ripartire acquistai un prefabbricato di 50 metri quadrati, dove lavorai per 50 mesi sia nell’ottica, con lenti di prova e ottotipo, sia nella fotografia. Nel 1980 abbiamo inaugurato il punto vendita definitivo in viale Trento e Trieste, vicino all’ospedale, dove l’attività si trova ancora oggi», spiega al nostro quotidiano D’Orlando, ricordando sia quei terribili momenti sia la solidarietà ricevuta.«Vivevo con mia moglie, i miei due figli e i miei genitori: all’improvviso è diventato tutto buio, siamo scesi in strada e ci siamo ritrovati con tanta gente in una piazzetta, molti arrivavano da Majano - dice D’Orlando - Abbiamo passato diverse notti in auto e poi ci siamo trasferiti in una tenda a Tarcento, insieme ai nostri parenti che vivevano lì e con altre persone. Anfao, sotto la presidenza Trenti, mi scrisse e ricevemmo da loro un sostegno economico, oltre a tante lettere di conforto dai fornitori: uno di questi, del Cadore, venne proprio a Tarcento e mi mise addirittura dei soldi in tasca senza che me ne accorgessi. Ricordo che glieli dovetti restituire a forza, tanto da rompergli persino la tasca dei pantaloni: segno che avevamo subìto un colpo durissimo, come persone e come imprenditori, ma eravamo orgogliosi, in salute e abbiamo affrontato tutto con grande forza e coraggio».
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Miopia: a Napoli un evento per sensibilizzare professionisti e popolazione
L’8 e 9 maggio, presso l’Hotel Royal Continental, è in programma un appuntamento interdisciplinare organizzato da Vincenzo Orfeo, responsabile dell’Unità Operativa alla Clinica Oculistica Mediterranea del capoluogo campanoSensibilizzare oculisti, ortottisti e ottici optometristi, oltre alla popolazione, su un difetto refrattivo la cui gestione oggi va ben oltre la semplice correzione: nasce con questo obiettivo il Forum nazionale sulla miopia. «La miopia comporta anche problematiche di tipo patologico ed è quindi necessario sensibilizzare tutto il mondo sanitario che ruota attorno a tale ambito: un cambio di paradigma reso ancora più urgente dal fatto che oggi, rispetto al passato, sono disponibili strumenti concreti per intervenire sulla sua evoluzione - spiega Vincenzo Orfeo a b2eyes TODAY - Tra questi figurano le lenti per il controllo del defocus, uno dei fattori che contribuiscono al peggioramento nei soggetti più giovani, e le soluzioni farmacologiche, come l’atropina diluita allo 0,01%, attualmente disponibile sul mercato».Secondo l’oftalmologo campano siamo dunque di fronte a un momento di svolta nella gestione di questa problematica visiva, per cui il nuovo appuntamento congressuale cercherà di dare risposte per quanto riguarda le strategie di prevenzione, gestione e trattamento chirurgico. «L’evento si preannuncia partecipato, con circa 600 preregistrati, e un respiro non solo nazionale, con alcuni tra i massimi esperti in ambito oculistico, nonché specificatamente sulla materia, ma anche con contributi internazionali - dice ancora Orfeo - Ampio spazio sarà dedicato al mondo ottico optometrico, con relatori di prestigio e interventi tecnici da parte di aziende come EssilorLuxottica, Hoya e Zeiss. Il programma tratterà, tra i vari argomenti, le principali complicanze legate alla miopia, dall’intolleranza alle lenti a contatto, spesso legata a un loro uso non corretto, fino alle patologie associate, come cataratta precoce, glaucoma e alterazioni vitreo-retiniche, comprese maculopatie e distacco di retina, nonché i temi della motilità oculare e delle modificazioni dell’orbita nelle miopie elevate».Nelle intenzioni di Orfeo, l’evento di Napoli vuole essere «un excursus a 360 gradi su che cos’è la miopia: perché nasce, perché peggiora e cosa possiamo fare, a livello comportamentale, farmacologico e ottico, per contenerne l’evoluzione, oltre a tutti gli aspetti delle patologie che possono essere collegati a questa problematica visiva», conclude l’oculista partenopeo.
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Optovista: una serie di incontri per raccontare il catalogo 2026
L’azienda oftalmica ha avviato un percorso di eventi online e in presenza dedicato al lancio del nuovo listino: l’obiettivo non è solo presentare le novità di prodotto, ma offrire ai centri ottici mezzi concreti per trasformare tale strumento in un vero supporto alla relazione con il cliente e alla consulenza quotidianaIl calendario di Optovista ha preso avvio con l’evento in presenza del 13 aprile a Catania, ospitato dallo Yachting Club, che ha visto la partecipazione di circa 40 professionisti del settore in un primo momento di confronto diretto. Il percorso è proseguito con i webinar del 16 e 23 aprile, pensati per approfondire in modo mirato i contenuti del nuovo catalogo lenti e seguiti complessivamente da un centinaio di ottici partner.Il prossimo appuntamento sarà il 28 maggio a Zola Predosa, in provincia di Bologna (nella foto, la locandina), «confermando la volontà dell’azienda di affiancare i propri partner non solo sul piano tecnico, ma anche su quello comunicativo e strategico - spiega una nota di Optovista - Al centro degli incontri, i temi che oggi guidano l’evoluzione del settore: l’innovazione applicata alle lenti progressive, il rapporto tra tecnologia e progettazione, le nuove risposte per esigenze visive sempre più articolate e il valore di una consulenza realmente personalizzata».Accanto ai contenuti di prodotto, ampio spazio è dedicato al ruolo della comunicazione nel punto vendita: come trasformare la complessità tecnica in messaggi chiari, rendere immediatamente comprensibili i benefici delle diverse soluzioni e rafforzare il posizionamento consulenziale del centro ottico. In questa direzione, il listino 2026 è stato concepito, nelle intenzioni di Optovista, anche come strumento evoluto di relazione, arricchito da contenuti digitali integrati per una consultazione più interattiva, che vogliono favorire il dialogo con il consumatore e supportare una presentazione più coinvolgente ed efficace delle proposte visive.«Nel mercato di oggi il valore non sta solo nelle soluzioni che offriamo, ma nella capacità di renderle comprensibili, utili e rilevanti per il cliente finale – afferma nel comunicato Tiziana Signore, responsabile marketing di Optovista - Il catalogo nasce anche con questo obiettivo: diventare uno strumento concreto, capace di sostenere il lavoro quotidiano del centro ottico e valorizzarne la professionalità»A cura della redazione
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Fluxus Eyewear consolida la licenza di Arena Eyewear
Il ramo dell’occhialeria di Lar Group rafforza il made in Italy come elemento distintivo della propria identità industriale e della partnership con lo storico brand sportivoForte di una storia di oltre 85 anni, Lar Group ha avviato nel 2025 la collaborazione con Arena partendo da un percorso industriale preciso: il reshoring in Italia della produzione dell’occhialino da nuoto The One Plus, prodotto complesso precedentemente realizzato in Cina. Questo passaggio ha rappresentato il punto di partenza della partnership, dando concreta esecuzione a una strategia di integrazione verticale dei processi, rafforzando il controllo della supply chain e valorizzando il know how manifatturiero italiano.Su queste basi si è sviluppato un accordo strategico che ha portato Lar Group a diventare licenziatario ufficiale di Arena Eyewear attraverso la propria divisione dedicata, Fluxus Eyewear, che gestisce il portafoglio licenze che comprende anche Elite World Group.Il progetto eyewear nasce quindi come naturale evoluzione di questo percorso industriale ed è interamente realizzato in Italia, consolidando il made in Italy non solo come elemento produttivo, ma come leva chiave di posizionamento e valore distintivo del brand.Quali sono dunque i vantaggi competitivi del made in Italy? «Il made in Italy non indica solo un luogo di produzione, è un posizionamento strategico - commenta a b2eyes TODAY Andrea Montorsi (nella foto), vicepresidente di Lar Group - Anche per una realtà con una supply chain internazionale, i vantaggi sono chiari. Innanzitutto, rappresenta un elemento di brand equity e differenziazione: in mercati saturi è uno dei pochi asset realmente distintivi e difficilmente replicabili. Inoltre, aumenta la rilevanza nel segmento alto, rafforzando l’appeal verso clienti, buyer e partner che cercano autenticità e heritage. Allo stesso tempo consente un maggiore controllo e valore percepito, perché progettazione, sviluppo prodotto e direzione creativa in Italia permettono di guidare la narrativa e garantire standard elevati. Infine, costituisce una leva commerciale globale: il made in Italy è riconosciuto e apprezzato ovunque, contribuendo a ridurre le barriere all’ingresso nei nuovi mercati. In sintesi, è un acceleratore di valore, non un vincolo operativo: consente di competere sulla qualità percepita e sul brand, non solo sul costo».All’interno dell’ecosistema è Lem Optical a presidiare la capability manifatturiera eyewear di Lar Group. «La società integra know how artigianale e tecnologie avanzate, operando su diverse famiglie di materiali e processi produttivi, dall’acetato all’iniettato - spiegano ancora al nostro quotidiano da Fluxus Eyewear - Lem Optical supporta lo sviluppo di progetti eyewear destinati a marchi internazionali, assicurando qualità, affidabilità e scalabilità industriale».A cura della redazione
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Il Forum della Vista debutta a Bari
Il format dell’evento ideato da Ferdinando Fabiano, nato per la gestione del soggetto presbite, ora si amplia alle altre problematiche visive: si terrà l’8 e 9 novembre presso The Nicolaus Hotel, nel cuore del capoluogo puglieseUn appuntamento itinerante e interdisciplinare, con il forte coinvolgimento della classe medica, per un confronto con l’area ottico optometrica e l’industria, non solo oftalmica ma anche contattologica e della strumentazione: saranno i tratti salienti del primo Forum della Vista, che nasce sulla scia del Progressive Business Forum e del Forum Presbiopia, nomi diversi per un unico percorso, in atto da sette anni.Così, dopo le tappe di Firenze, Milano, Napoli e Bologna, il prossimo 8 e 9 novembre ottici optometristi, oculisti ed esponenti delle aziende di maggiore rilievo della filiera si ritroveranno a Bari per discutere delle principali problematiche ed esigenze visive: dalla presbiopia alla miopia, dai trattamenti alla protezione, dalla visione in età adulta alla contattologia specialistica, per citarne alcune.Sempre sotto l’egida di Fabiano Editore, tramite le sue testate specializzate b2eyes ed EyeSee, e con il supporto di Nicola Di Lernia sulle tematiche e nella conduzione, il Forum della Vista 2026 conta di offrire all’intera filiera due giornate di approfondimenti, confronto e analisi sul mercato, sul dialogo interprofessionale, sulle nuove opportunità e sulle prospettive per il retail e per il consumatore finale (nelle foto, l’esterno e l’auditorium di The Nicolaus Hotel di Bari, in occasione di uno degli eventi ospitati nella struttura).A cura della redazione
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Miyosmart iQ: uno studio a 12 mesi conferma in media nessuna progressione della miopia
Il lavoro è stato presentato nei giorni scorsi da Hoya al congresso annuale Arvo di Denver, negli Stati UnitiSecondo questo studio, il nuovo design di Miyosmart iQ (nella foto, l'immagine di campagna), disponibile sul canale ottico italiano a partire da questo mese, è in grado di arrestare l’evoluzione clinicamente rilevante di questo difetto visivo in 9 giovani su 10 nel primo anno di utilizzo. «La progressione miopica clinicamente rilevante è definita come una variazione dell’equivalente sferico strettamente superiore a -0,50 D in un periodo di 12 mesi di utilizzo», precisa una nota di Hoya Vision Care.
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Special Olympics Italia: 25 anni a tutela della salute visiva degli atleti
Il 21 e 22 maggio il programma Opening Eyes celebrerà l’importante traguardo ai Giochi nazionali estivi di Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine: in tale occasione un team di 40 volontari, tra oculisti, ottici e optometristi, offrirà screening e fornirà occhiali a centinaia di partecipantiL’iniziativa Opening Eyes, di origine americana, è stata introdotta in Italia nel 2001 a Fiuggi da Giulio Velati, insieme a Rossella Fonte, dopo una formazione specifica negli Stati Uniti. Da allora si è affermata come un pilastro fondamentale del più ampio Programma Salute di Special Olympics, che include dentisti, podologi, audiometristi, fisioterapisti e nutrizionisti. L'Italia, in particolare, è riconosciuta a livello globale per aver sviluppato in modo esemplare tale servizio.Renzo Velati ne ha raccolto il testimone insieme a Simone Santacatterina e ricopre il ruolo di direttore clinico e referente internazionale. «Il nostro scopo è offrire agli atleti con disabilità un servizio pari, se non migliore, di quello che possono trovare nella quotidianità», spiega a b2eyes TODAY il professionista di Gallarate. Gli screening completi comprendono valutazione della refrazione, della visione binoculare e della salute oculare, in collaborazione con gli oftalmologi.L'attività di Opening Eyes (nelle foto) risponde dunque a una necessità cruciale. «Molti atleti con disabilità intellettiva, come quelli con sindrome di Down o autismo, non sempre riescono a esprimere i propri problemi visivi o non ne percepiscono la gravità - dice ancora Velati - Non si lamentano di avere delle difficoltà, non comunicano di non vedere o non sentire bene: grazie agli screening, vengono identificate problematiche che altrimenti rimarrebbero sconosciute, garantendo un accesso a cure e supporti spesso limitati da barriere professionali, economiche e sociali».Durante i Giochi di Lignano Sabbiadoro, Opening Eyes prevede di sottoporre a controlli tra i 350 e i 400 atleti, con la fornitura stimata di 100-150 montature da vista, oltre a occhiali da sole, da piscina o protettivi per lo sport. Questo è reso possibile grazie al supporto di sponsor globali come Safilo, Fondazione OneSight EssilorLuxottica e CooperVision, che forniscono gratuitamente lenti e montature, TopCon e Centro Style, che mettono a disposizione la strumentazione.Oltre agli screening, il programma si impegna nella formazione continua dei professionisti. «Una giornata dedicata, che precede gli eventi principali, permette a ottici e optometristi, studenti di Ottica e Optometria e oculisti di confrontarsi e apprendere le procedure standardizzate a livello internazionale, essenziali per lavorare efficacemente con questa popolazione speciale», precisa Velati.I Giochi nazionali di Lignano si inseriscono in un calendario più ampio del format Special Olympics, che include competizioni regionali, europee e mondiali, sia estive sia invernali. L'anno scorso, Torino ha ospitato per la prima volta in Italia i Giochi Mondiali invernali, mentre i prossimi Giochi mondiali estivi si terranno in Cile nel 2027Francesca Tirozzi
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Zanardi: per il suo centro ottico è stato un onore e un privilegio seguirlo
La scomparsa dell’ex pilota automobilistico e campione paralimpico, avvenuta a 59 anni il 1° maggio a Noventa Padovana, dove risiedeva da vent’anni con la famiglia, ha suscitato grande commozione in Italia e in tutto il mondo: segno di affetto e gratitudine verso un atleta e un uomo che con il suo coraggio e la sua determinazione è stato di esempio e di ispirazione per molte personeNoventa Padovana è una località di poco più di 11 mila abitanti, una manciata di chilometri a est del capoluogo di provincia. Il luogo ideale dopo l'incidente del 2001 sulla pista di Lausitzring non solo per vivere in serenità e dedicarsi all’attività che ha fatto diventare Alex Zanardi (nella foto, tratta da romasette.it) un campione paralimpico, con 4 ori e 2 argenti olimpici, oltre a 12 titoli mondiali, in handbike, ma anche per stringere rapporti e legami sinceri. Come quello con il suo centro ottico di fiducia.Una persona semplice, con un grande carisma, sempre con il sorriso e con la battuta pronta: così lo ricorda a b2eyes TODAY la titolare del negozio di ottica che, per rispetto, chiede di mantenere l’anonimato. Lo ha seguito dal punto di vista professionale per almeno una decina anni, dopo che Zanardi si era trasferito nella località veneta e fino al momento del secondo tragico incidente del 2020. Alex portava le lenti a contatto, ritenute particolarmente adatte all’attività agonistica, protette da occhiali tecnici. Già quando entrava in negozio dava una sensazione di serenità, oltre a mostrarsi disponibile anche con gli altri clienti che lo riconoscevano, gli chiedevano un selfie oppure un autografo, nonché a lasciarsi consigliare sulla soluzione visiva migliore. Cosa significa, quindi, essere stata l’ottica di Zanardi? Semplicemente un onore e un privilegio.Angelo Magri
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Gara nazionale scuole di ottica: a uno studente di Varese la palma della vittoria
Si è svolta a fine aprile a Modica, in provincia di Ragusa, la competizione che ogni anno vede sfidarsi gli alunni delle classi quarte degli istituti ottici pubblici italiani: tra gli allievi delle 18 realtà che vi hanno preso parte è risultato vincitore Marco Paulato dell’Ips lombardo Luigi EinaudiPer la prima volta nella sua storia, Modica ha ospitato la Gara Nazionale di Ottica 2026, dedicata agli istituti professionali con indirizzo “Arti ausiliarie delle professioni sanitarie-Ottico”. «Un evento di rilievo nazionale che, nelle giornate del 28 e 29 aprile, ha trasformato l’Ips Principi Grimaldi, guidato dalla dirigente scolastica Claudia Terranova, il quale aveva vinto l’edizione dello scorso anno con lo studente Antonio Rivarolo, in un punto di riferimento italiano per la formazione ottica professionale», si legge in un comunicato della struttura siciliana.L’istituto ha così accolto delegazioni provenienti da 18 scuole di 11 regioni italiane. La competizione si è articolata in due fasi: nel pomeriggio di martedì 28 aprile si è svolta la prova scritta multidisciplinare, composta da 40 quesiti, 32 a risposta chiusa e 8 a risposta aperta, riguardanti discipline sanitarie, ottica applicata, optometria e contattologia. La parte pratica, tenutasi nella mattinata del 29 aprile, ha invece testato le competenze tecnico-professionali dei concorrenti: gli studenti hanno realizzato un montaggio di occhiale in metallo monofocale utilizzando sia mola automatica sia mola manuale, completando anche una scheda tecnica predisposta dalla commissione. Parallelamente allo svolgimento delle prove, i docenti accompagnatori hanno avuto modo di conoscere alcune delle principali bellezze del territorio. Non sono mancate poi le occasioni conviviali, pensate per accogliere gli sfidanti ed entrare nel clima della competizione. «Abbiamo voluto favorire la conoscenza e la socializzazione all’interno di questa gara che come ogni anno non è un momento di rivalità tra le scuole ma di confronto, di crescita e di formazione», commenta a b2eyes TODAY Alex Cannella, referente dell’iniziativa per gli aspetti pratici, didattici e logistici, che ha organizzato la manifestazione coadiuvato dai docenti Giovanna La Rosa e Gianluca Marchi e dall’assistente tecnico Cristina Rizza.L’appuntamento si è concluso con la cerimonia di premiazione e la cena di gala presso il Pietre Nere Resort-Spirito Mediterraneo. Nel corso della serata sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a tutti gli studenti concorrenti e delle caratteristiche piastrelle stilizzate incorniciate, donate alle scuole in gara come ricordo della manifestazione e del territorio modicano. Sul gradino più alto del podio è salito Marco Paulato dell’Ips Luigi Einaudi di Varese (nella foto, al centro), istituto che dunque ospiterà la prossima edizione, seguito da Gaia Minuzzo dell’Iis Enrico Fermi di Pieve di Cadore (nella foto, a destra) al secondo posto e da Giuseppe Gallo dell’Iis Bernini-De Sanctis di Napoli al terzo (nella foto, a sinistra).
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Vogue Eyewear: per la primavera estate 2026 lo stile non è un punto di arrivo
Forme decise ma versatili, equilibrio tra volumi importanti e linee essenziali, ampia ricerca cromatica che alterna tonalità classiche e trasparenze contemporanee e una forte attenzione alla portabilità, con modelli pensati per adattarsi a diversi stili e personalità: la nuova collezione dell’house brand di EssilorLuxottica riflette un percorso in continua evoluzione, fatto di sperimentazione e libertàLe montature da sole da donna di Vogue Eyewear giocano con geometrie e volumi ben definiti. Le silhouette rettangolari strette, abbinate ad aste spesse e affusolate, creano look audaci e contemporanei, disponibili sia nelle varianti intramontabili nero e havana sia in tonalità più vivaci come magenta, verde opalino e avorio. Accanto a queste trovano spazio modelli ovali in acetato dalle linee più morbide, che uniscono comfort e stile in nuance come milky vanilla e moka. Non manca un richiamo agli anni 90, reinterpretato attraverso montature in metallo dal design angolare, leggere ma distintive, proposte in finiture classiche o in colori più decisi come verde, marrone e oro rosa.La collezione vista del brand punta su profili sottili ma d’impatto. Le montature in acetato spesso, con linee basse e slanciate, aggiungono carattere anche agli outfit quotidiani, mentre i modelli cat-eye rivisitati in chiave contemporanea combinano eleganza senza tempo e dettagli moderni, come aste regolabili e finiture lucide. Le palette spaziano dai toni classici fino a varianti trasparenti e delicate, come il rosa cipria o il verde. La proposta si amplia con modelli dal design più giovane e versatile, ideali anche per chi cerca vestibilità più compatte. Qui emergono anche occhiali da sole geometrici con aste in fibra di nylon, dal forte impatto visivo, e montature pilot in metallo, leggere e senza tempo, caratterizzate da doppio ponte e linee essenziali.Per l’uomo, la collezione rielabora i codici vintage con uno sguardo attuale. Le montature in acetato con ponte a chiave reinterpretano la tradizione con pulizia formale e nuance trasparenti, mentre i modelli con doppio ponte alleggeriscono l’estetica classica grazie a linee sottili e design minimal, pensati per un utilizzo quotidiano (nelle foto, alcune immagini di campagna della collezione Vogue Eyewear per la primavera estate 2026).A cura della redazione
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Menicon: 75 anni tra artigianalità giapponese e ambizione globale
La celebrazione dell’importante anniversario rappresenta non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio per il gruppo che, con un portafoglio completo di lenti a contatto disposable, una capacità produttiva rafforzata grazie a un nuovo impianto in Malesia dedicato alle lac giornaliere, tecnologie avanzate e un’organizzazione sempre più strutturata, si prepara alla prossima fase di evoluzioneNel celebrare il suo 75esimo anniversario (nella foto, il logo), Menicon si trova in quello che il management aziendale definisce un “punto di svolta” nel proprio percorso globale. «Dall’invenzione della prima lac corneale in Giappone nel 1951 fino al lancio di uno dei più grandi impianti produttivi al mondo per lenti giornaliere in Malesia, il percorso dell’azienda riflette una filosofia coerente, ispirata dal fondatore Kyoichi Tanaka: “Non imitare gli altri” - spiega una nota della società nipponica - Oggi, grazie a una capacità produttiva ampliata, a un portafoglio completo di disposable e a un forte impegno nell’innovazione per la salute visiva, Menicon si posiziona non solo come un marchio giapponese riconosciuto, ma come un protagonista emergente a livello globale nella gestione della visione».Al centro delle celebrazioni vi è l’apertura del nuovo stabilimento in Malesia, che non è solo una fabbrica, ma una vera e propria vetrina della storia e della filosofia tecnologica di Menicon: i visitatori vengono accompagnati attraverso i 75 anni di storia aziendale prima di osservare robot che trasportano le lac dalle linee produttive ai magazzini. Progettato come l’impianto più avanzato e orientato al futuro di Menicon, opera come una smart factory completamente integrata, dove l’automazione consente alla lente di attraversare il processo di produzione con un intervento umano quasi nullo prima di arrivare al consumatore finale. Per il presidente e ceo Koji Kawaura, la capacità produttiva così raggiunta consente a Menicon di competere alla pari con i principali player globali. «Il sito produce lenti giornaliere in silicone idrogel, il segmento a più rapida crescita a livello mondiale - prosegue il comunicato - Permette all’azienda di rispondere alle esigenze delle grandi catene retail, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria per soddisfare richieste personalizzate dei professionisti della visione indipendenti».Come sottolinea Remco Engelhart, senior executive officer dell’International business head office, il made in Japan rappresenta un valore riconosciuto e i prodotti giapponesi sono sinonimo di artigianalità, qualità e precisione, non solo nel settore delle lac ma in molteplici ambiti industriali. «La forza di Menicon affonda le radici proprio in questa tradizione - afferma il comunicato - Dalle lenti giornaliere ai prodotti su misura, fino alle soluzioni per la gestione della miopia, l’azienda offre oggi uno dei portafogli più ampi del settore. Ciò che la distingue però non è solo la varietà dell’offerta, ma la filosofia che la guida, improntata a una cultura dell’innovazione che la vede non seguire i trend ma ridefinirli. Con numerosi primati a livello nazionale e globale, il progresso tecnologico è diventato parte integrante del dna aziendale: l’innovazione ha guidato in modo costante la ricerca, lo sviluppo prodotto e la strategia di
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Milleri: sempre più med-tech grazie a scienza, dati e AI
«La nuova categoria di occhiali con intelligenza artificiale che abbiamo creato è al centro del processo di sviluppo di EssilorLuxottica». Lo ha dichiarato il numero uno del gruppo italo-francese all’assemblea dei soci, tenutasi il 28 aprile a ParigiIl 2025 ha segnato un anno di forte accelerazione per EssilorLuxottica, che ha portato avanti la sua trasformazione da azienda ottica tradizionale a gruppo leader nel settore del med-tech e basato sui dati: è quanto affermato alla platea di azionisti da Francesco Milleri (nella foto, il secondo da destra, durante l’assemblea), rilanciando di fatto gli spunti e le tematiche emerse durante il recente evento internazionale Switch.«Lo scorso anno abbiamo raggiunto importanti traguardi nel nostro ambizioso percorso verso le tecnologie mediche – sono le parole del presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica diffuse dalle agenzie e riprese dai media - Abbiamo ampliato il nostro raggio d’azione oltre la correzione della vista, sfruttando il campo emergente dell’“oculonomics” e degli strumenti di medicina predittiva per consentire la diagnosi precoce di patologie metaboliche, neurologiche e cardiovascolari e migliorare gli esiti per le persone».Attraverso gli investimenti in tecnologie avanzate, device diagnostici, competenze cliniche e capacità chirurgiche il gruppo punta, quindi, a essere leader nella medicina preventiva, trasformando la cura della vista in una porta d'accesso a una vita più sana. «L'economia della longevità che ci attende rappresenta una vera opportunità per EssilorLuxottica», ha sottolineato ancora Milleri. Un’opportunità che, secondo il gruppo, si estende all’intero settore, chiamato a rispondere ai nuovi bisogni di una popolazione sempre più longeva.A cura della redazione
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Zeiss Vision Care acquisisce gli asset della svizzera Vivior
L’operazione rientra in una più ampia strategia volta a migliorare la comprensione del comportamento visivo e l’offerta di lenti da vista sempre più personalizzatePromuovere ulteriormente soluzioni visive personalizzate e migliorare il benessere partendo dalla raccolta delle informazioni, dall’osservazione della realtà, dalla ricerca: in linea con questi obiettivi, Zeiss Vision Care ha recentemente acquisito gli asset di Vivior, società svizzera specializzata nello sviluppo di innovative tecnologie digitali che consentono di comprendere meglio la visione. «Questa operazione rafforza ulteriormente le capacità di ricerca di Zeiss e ne amplia il potenziale di innovazione in un settore in rapida trasformazione», sottolinea un comunicato del gruppo.Le tecnologie sviluppate da Vivior sono focalizzate nel monitoraggio e nell’analisi del comportamento visivo e «consentono di acquisire dati fondamentali che permettono ai professionisti della visione di offrire soluzioni altamente personalizzate - prosegue la nota - Attraverso l’integrazione della proprietà intellettuale, delle piattaforme e delle capacità di analisi dei dati di Vivior, Zeiss accelererà lo sviluppo di strumenti avanzati per l’analisi della visione e la progettazione di nuovi design di lenti, sempre più in linea con le esigenze dei moderni portatori, includendo il controllo della miopia e la riduzione dell’affaticamento visivo digitale».A cura della redazione
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Kering, trimestre record per l’eyewear
Segnali di recupero tra gennaio e marzo 2026 per il gruppo di François-Henri Pinault, con la divisione dell’occhialeria che ha fatto registrare un fatturato pari a 489 milioni di euro, in aumento del 3% a cambi correnti e del 7% su base comparabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedenteNei primi tre mesi dell’anno Kering Eyewear ha messo a segno «il miglior risultato trimestrale della propria storia, sostenuto dalla domanda solida su tutto il portafoglio e da lanci di rilievo, tra cui la prima collezione di Valentino Eyewear sviluppata internamente, oltre che da campagne commerciali e iniziative di marketing particolarmente efficaci», si legge in un comunicato della multinazionale.A livello di gruppo Kering ha fatto registrare un fatturato pari a quasi 3,6 miliardi di euro, in calo del 6% a cambi correnti ma stabile su base comparabile rispetto allo stesso periodo del 2025. «Nel primo trimestre del 2026 i ricavi del gruppo si sono stabilizzati, segnando un importante primo passo nella ripresa e un ulteriore miglioramento rispetto al trimestre precedente», commenta nella nota Luca de Meo, dal settembre scorso ceo della società, sottolineando i primi effetti concreti delle azioni intraprese, pur in un contesto geopolitico che resta complesso. «Quasi tutte le maison hanno avuto una crescita, con un contributo particolarmente forte della gioielleria», aggiunge De Meo.Per quanto riguarda i canali, il retail diretto, inclusa la componente e-commerce, segna una flessione del 2% su base comparabile, con performance ancora disomogenee tra aree geografiche e brand. Il wholesale cresce invece del 6%, «in particolare con una dinamica positiva che continua nel segmento eyewear», precisa la nota.Al primo posto nella lista delle priorità rimane Gucci (nella foto, alcune immagini della campagna eyewear primavera estate 2026), per il quale «è in corso un rilancio complessivo, con azioni incisive su clienti, distribuzione e, soprattutto, l’offerta: abbiamo ridefinito l’architettura di prodotto e rafforzato il focus sulle categorie, con nuove collezioni che arriveranno progressivamente nei negozi», spiega nel comunicato De Meo, che nel frattempo ha semplificato la ripartizione societaria delle divisioni. A un paio di giorni dall’uscita della trimestrale, il 16 aprile il ceo di Kering ha presentato il nuovo piano industriale, in occasione del Capital Markets Day tenutosi alla Stazione Leopolda di Firenze, con la roadmap “ReconKering” che guiderà la prossima fase della trasformazione di Kering.«In un contesto geopolitico e macroeconomico ancora incerto il gruppo pone una forte enfasi sull’agilità e su un’esecuzione impeccabile, dotando ciascuna maison di strategie di marca più mirate e sostenibili, nonché del supporto operativo necessario per accelerare i progressi – conclude la nota in merito alle prospettive di mercato - Nel corso del 2026 Kering mantiene come obiettivo il ritorno alla crescita e il miglioramento dei margini».A cura della redazione
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Castelbrando 2026: innovazione, premi e futuro del settore
Riconoscimenti all’eccellenza, dibattiti su digitalizzazione, tutela del made in Italy e confronto tra professionisti: oltre 200 operatori sono attesi per l’evento in programma il 24 e 25 maggio nella località veneta, organizzato da Eidos Communication e CegekaLa suggestiva cornice di Castelbrando a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, ospiterà il tradizionale appuntamento Filiera Produzione Occhiali, che vuole mettere al centro eccellenza professionale, imprenditorialità e visione strategica del settore, con una partecipazione prevista di oltre 200 operatori provenienti da tutta Italia. Si parte domenica 24 maggio con Top Optician Italia 2026, prima edizione del riconoscimento promosso dall’Associazione Italiana Ottici e organizzato dalla stessa Eidos Communication, che «premierà i migliori store italiani selezionati da una giuria di esperti e realtà formative sulla base di criteri come competenza tecnica, qualità del servizio, capacità di innovazione e gestione del business», spiegano gli organizzatori a b2eyes TODAY, distinguendosi dal Maestro Ottico, anch’esso realizzato dagli stessi promotori ma dedicato ai professionisti con oltre trent’anni di abilitazione e in programma a novembre a Firenze. La giornata vedrà un momento di confronto sui temi più attuali legati al futuro dei punti vendita, con protagonisti gli ottici optometristi premiati, e un dibattito moderato da Roberto Pregliasco, seguito dalla cerimonia ufficiale con consegna dei trofei, delle vetrofanie e presentazione della guida cartacea dedicata all’award, contenente interviste a professionisti italiani selezionati. Lunedì 25 maggio entrerà nel vivo con due tavole rotonde di Filiera Produzione Occhiali, incentrate su digitalizzazione, intelligenza artificiale, smart glasses, nuovi sistemi gestionali e sulla tutela del made in Italy. La chiusura della due giorni sarà affidata agli FPO Excellence Awards, che celebreranno le aziende con oltre trent’anni di attività, riconoscendone il ruolo di pilastri storici del comparto in un contesto che, giunto alla quattordicesima edizione, punta a confermarsi occasione di networking e confronto per l’intera filiera.
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“Gli occhi e la visione”, prima edizione a Milano
Dopo le tre esperienze torinesi, il progetto promosso dal marchio di eyewear indipendente Vanni approda nel capoluogo lombardo: il 21 aprile all’Accademia di Belle Arti di Brera si è tenuta una lezione multidisciplinare, realizzata in collaborazione con il corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, alla quale verrà donata un’opera d’arteL’incontro del 21 aprile ha visto la presenza in aula di futuri esponenti del mondo dell’arte e di quello optometrico: circa settanta studenti coinvolti tra il corso di Illustrazione scientifica e tecniche extramediali e quello universitario di Ottica e Optometria: al centro dell’iniziativa, l’approfondimento dei temi della vista, della percezione e dei difetti visivi, che gli studenti dell’Accademia sono chiamati a reinterpretare secondo una propria lente espressiva. La sfida consiste nella realizzazione di un bozzetto pittorico ispirato a questi contenuti: tra i lavori verrà selezionato un vincitore che, grazie al contributo economico di Vanni Società Benefit, creerà l’opera su grande scala per poi donarla al corso di laurea della Bicocca, dove sarà esposta. Il progetto si avvale della collaborazione di Silvio Maffioletti, docente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Torino, di Giulia Carlotta Rizzo, docente al medesimo iter accademico presso l’ateneo milanese, e di Giuliana Storino, artista e docente all’Accademia di Brera, già vincitrice del premio Vanni Autofocus. Sulla scia di quanto realizzato un anno fa a Torino, la lezione congiunta ha affrontato, anche con una sessione pratica di test visivi somministrati dagli studenti di optometria ai colleghi dell’Accademia, temi che spaziano dalla percezione del colore all’anatomia dell’occhio, dalla fisiologia della visione ai principali difetti refrattivi. «Abbiamo esaminato questi contenuti dal punto di vista sia teorico sia pratico, mostrando come si misurano e si interpretano funzioni quali la percezione cromatica e la stereopsi: il valore aggiunto è proprio il confronto con il mondo artistico, poiché gli allievi rielaborano concetti scientifici in chiave visiva e creativa – spiega Maffioletti in una nota - Si tratta di un’esperienza che dimostra come arte e optometria possano dialogare concretamente, trovando un terreno comune». Storino ha proposto un percorso sulla rappresentazione dell’occhio nell’arte, con riferimenti al surrealismo: emblematica la scena di Un chien andalou di Luis Buñuel con Salvador Dalí; nonché ad artisti contemporanei come Paolo Gioli e Giuseppe Penone, fino al caso di Edvard Munch, segnato da importanti problematiche visive.«Il premio “gli occhi e la visione” approda a Milano dopo tre edizioni di successo realizzate a Torino insieme all’Accademia Albertina e al corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Torino, con cui la collaborazione sta continuando anche quest’anno – precisa un comunicato di Vanni Società Benefit - Nel 2023 l’opera del vincitore Cesare Goria Gatti era stata donata all’ateneo cittadino presso il Dipartimento di Fisica, che ospita il corso di Ottica e Optometria. Nel 2024 il lavoro di Antonio Marotta è stato invece collocato all’interno del centro medico del Sermig-Arsenale della pace, mentre per il 2025 l’installazione di Giorgia Allisio, in fase di completamento, verrà consegnata al reparto oculistico dell’Ospedale Mauriziano di Torino».
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VisionOttica entra in Payback
Vision Group, con la rete di oltre 400 punti vendita tra diretti e affiliati della sua insegna, è il nuovo partner esclusivo nella categoria retail ottica del programma fedeltà sul territorio italianoPayback conta oltre 350 aziende aderenti e una presenza capillare sul territorio, offrendo alle insegne partner un’importante leva per generare traffico e sviluppare il valore della relazione con i consumatori. «L’accordo rappresenta un passo strategico per VisionOttica, con l’obiettivo di rafforzare il legame con i clienti e supportare la rete nell’acquisizione di nuovi consumatori, incentivando al contempo la frequenza di visita attraverso iniziative dedicate - si legge in una nota di Vision Group - L’ingresso nel network consente inoltre di attivare campagne mirate e aumentare la visibilità dell’insegna a livello nazionale».La partnership è stata annunciata anche alla convention degli affiliati VisionOttica, svoltasi nei giorni scorsi a Stresa. «L’adesione alla quinta edizione di Payback è per Vision Group un passo importante a supporto dei nostri affiliati e dei punti vendita diretti: ci permette infatti di intercettare nuovi clienti, incrementare le occasioni di visita e lavorare in modo più mirato sulle attività di ingaggio, offrendo allo stesso tempo un vantaggio concreto ai consumatori - dichiara nel comunicato Valentina Rocco, marketing & omnichannel strategy director di Vision Group - L’esclusiva nel settore ottico è un elemento distintivo che rafforza il posizionamento di VisionOttica e crea nuove opportunità per tutta la rete».Con questa iniziativa il network intende proseguire nel proprio percorso di sviluppo, «mettendo a disposizione strumenti evoluti di marketing e fidelizzazione per sostenere la crescita del gruppo e la competitività dei centri VisionOttica», conclude la nota.
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Benetti Ottica Academy: la cultura visiva… va di corsa
Quasi mille persone incontrate con il percorso di aggiornamento dell’insegna, che conta tre punti vendita a Verona, a due anni dal suo avvio: pone al centro, oltre al classico approfondimento tecnico, anche un tema sempre più strategico per il settore, il benessere visivo, che promuove sul proprio territorio attraverso diverse attività, tra cui la partecipazione a eventi sportivi, come il Bike Festival di Riva del Garda e la Straverona, entrambi in programma nelle prime settimane di maggioCompie due anni uno dei principali progetti nel percorso evolutivo del Gruppo Benetti. Nata nel 2024, in occasione dei quarant’anni dell’area ottica, l’Academy rappresenta un hub strutturato dedicato ad aggiornamento, divulgazione e sviluppo culturale e si articola su più livelli: da un lato la formazione interna, con percorsi di approfondimento tecnico e consulenziale per i collaboratori; dall’altro, un calendario di iniziative rivolte al territorio, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sul ruolo della visione nella qualità della vita. Una cultura che il gruppo continua a divulgare al pubblico anche attraverso numerose iniziative via social, ad esempio.Test visivi nelle scuole in collaborazione con i Lions, attività educative per le famiglie, eventi esperienziali come le serate di osservazione astronomica “A Riveder le Stelle” e progetti che mettono in relazione visione e fotografia rappresentano alcune delle principali aree di intervento. A queste si affiancano collaborazioni con manifestazioni sportive, in cui il tema della performance si intreccia con quello della qualità visiva, e The photo show di Nshot Academy, contest cui partecipano fotografi da tutta Italia.I prossimi appuntamenti che rientrano all’interno dell’Academy sono le partnership con il Bike Festival di Riva del Garda, in calendario l’1 e il 2 maggio, uno dei più rilevanti in Europa per il mondo bike e outdoor, e con la Straverona, in programma il 16 e 17 maggio, una delle manifestazioni podistiche non competitive più partecipate della città di Verona. «All’interno dei circa 15 mila pacchi gara sarà inserita una cartolina dedicata ai Nuance Audio Glasses – precisa una nota dell’insegna - Per la Straverona Junior, invece, è stata realizzata una cartolina specifica con indicazioni sulle buone pratiche per una corretta postura, accompagnata da un buono sconto utilizzabile in negozio».«La Benetti Ottica Academy rappresenta un passaggio fondamentale nel nostro percorso - commenta nella nota Claudio Aldegheri, che assieme a Patrizia Benetti guida l’insegna - Abbiamo scelto di investire in formazione e cultura visiva per rafforzare il ruolo dell’ottico nel territorio, mettendo sempre al centro il benessere visivo. Crediamo che la consapevolezza sia il primo passo verso la prevenzione. L’Academy è lo strumento con cui vogliamo generare valore per i nostri collaboratori e per la comunità».
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VisionOttica: ascoltare meglio i clienti e anticiparne i bisogni
È uno dei messaggi lanciati dalla convention dell’insegna di Vision Group, svoltasi il 19 e 20 aprile presso il Grand Hotel Des Iles Borromées & Regina Palace Hotel di Stresa: in questa occasione è stata annunciata ufficialmente la partnership con il programma fedeltà Payback Italia«VisionOttica esprime un posizionamento professionale e glocal, capace di coniugare la forza e i servizi di una grande insegna nazionale con la prossimità e la relazione tipica dell’ottico di fiducia - commenta in un nota Marco Procacciante, ceo di Vision Group - Questi momenti di incontro rappresentano un passaggio fondamentale per condividere strategie e visione con chi ogni giorno opera sul territorio e per continuare a costruire, insieme, un percorso di crescita solido e sostenibile». VisionOttica oggi conta oltre 400 punti vendita tra diretti e in affiliazione nel nostro paese: nelle due giornate di lavori a Stresa gli ottici hanno approfondito i servizi esclusivi e le novità sviluppate dal gruppo per affrontare un mercato in costante evoluzione, alternando momenti di carattere professionale a occasioni di relazione, networking e intrattenimento.«La convention VisionOttica (nella foto) si inserisce nell’ambito di Futures, il format di incontri avviato da Vision Group nel 2026 per favorire confronto e allineamento tra le diverse componenti della rete - precisa il comunicato - Il percorso ha preso avvio in gennaio a Roma con il coinvolgimento di oltre 220 store manager dei centri ottici diretti VisionOttica e VistaSì provenienti da tutta Italia: il concept creativo, ispirato al mondo degli scacchi e dei colori, rappresenta in chiave simbolica la natura del gruppo, un sistema in cui realtà diverse si muovono in modo coordinato verso obiettivi comuni».Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse all’appuntamento del 19 e 20 aprile c’è l’ingresso di VisionOttica nel programma fedeltà multipartner Payback Italia, che nelle intenzioni dell’insegna è un’importante leva per rafforzare il rapporto con il consumatore e generare traffico qualificato in negozio. «Inoltre, è stata data grande attenzione agli sviluppi del Crm, sempre più orientato a un ascolto evoluto dei clienti, con l’obiettivo di anticiparne i bisogni e supportare gli affiliati nella gestione della relazione in ottica omnicanale - spiegano dal gruppo a b2eyes TODAY - Luca Leoni, amministratore delegato di Payback Italia, ha approfondito il valore strategico del programma loyalty, e Margherita Limido, manager di Ipsos, si è focalizzata sui trend di consumo e sull’evoluzione delle aspettative degli utenti finali. A loro volta Stefania Morrone e Valentina Rocco, rispettivamente franchising director e marketing & omnichannel strategy director di Vision Group, sono entrate nel merito delle strategie e degli strumenti a supporto della rete».Sia a Stresa sia a Roma si è parlato delle linee esclusive e degli house brand. «Abbiamo una serie di marchi e collezioni, tra cui Contemporary Heroes, Cafè Noir e Romeo Gigli, pensati per rispondere a esigenze diverse in termini di stile, posizionamento e target», ricordano al nostro quotidiano dal gruppo, che proseguirà lungo il percorso tracciato da Futures. «Per il 2026 non sono previsti ulteriori appuntamenti - dicono ancora da Vision Group - Tuttavia l’obiettivo è garantire continuità agli incontri in presenza, sia con la rete diretta sia con quella affiliata, rendendoli momenti ricorrenti di confronto e allineamento».A cura della redazione
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Fuorisalone: su misura, fatto a mano e prezioso, l’occhiale si fa guardare
Grande fermento nei centri ottici milanesi durante la manifestazione, che per una settimana ha animato la città di Milano: dalle collezioni speciali agli allestimenti delle vetrine, sono stati protagonisti modelli dalle caratteristiche particolari, fatti in materiali pregiati o lavorati come pezzi di alta gioielleriaSono sempre di più i negozi di ottica che partecipano, ufficialmente e non, al Fuorisalone milanese, che si è concluso il 26 aprile. Un’occasione per esporre una nuova collezione o per creare una vetrina particolare e d’appeal. Punto Ottico Humaneyes in piazza Meda è stato un pioniere. Questa volta protagonista è la collezione di Ale Giorgini x Jacques Durand. Un unico modello, in acetato sette millimetri, declinato in quattro varianti, dedicate ognuna a una città “simbolo”, e di ciascuna di esse solo 100 pezzi numerati. Per ogni luogo un colore: tartarugato per Milano, verde per New York, nero per Tokyo e rosso per Vicenza, città natale di Giorgini. L’elemento che differenzia i modelli, però, non è solo la tonalità ma è lo skyline di ogni città disegnato all’interno del frontale e delle aste “che può essere visto solo da chi lo indossa”. E proprio gli skyline fanno da sfondo agli occhiali esposti in vetrina.Meno scenografiche, ma di design le proposte del vicino Oonconventional, aperto da Marco Annibali, che realizza eyewear su misura. In vetrina, tra le montature, un corno, uno dei materiali pregiati più usato.È in legno di betulla l’eyewear del marchio spagnolo Nina Mur, nelle vetrine di 58 Ettore Ponti. Svariate le forme, così come i colori e soprattutto di grande leggerezza. La leggerezza, ma con un design minimalista, è il punto forte degli occhiali Lool, altro brand spagnolo creato da Etnia Barcelona, scelti per la vetrina da Ottica Velasca.La storica Ottica Chierichetti in corso di Porta Romana conferma il suo rapporto con il design esponendo una delle lampade icona di Artemide. Dedica mezza vetrina agli occhiali Movitra l’Ottica Cavour, la prima a venderli a Milano. Sono dotati di un sistema di chiusura brevettato per ruotare la montatura su sé stessa e far sì che le aste proteggano le lenti.Come piano di esposizione per i suoi modelli fatti a mano, Mafalda 86 in via Tortona, centro nevralgico del Fuorisalone, sceglie un muretto di mattoni. Pochi pezzi scelti nelle vetrine a tutta altezza di Lipari Eyestore, recentemente aperto all’angolo fra via Garibaldi e via Palermo. Ottica Quercetti in via San Raffaele presenta una capsule collection realizzata con John Dalia, brand parigino che lavora gli occhiali come pezzi di alta gioielleria.Come sempre uno spazio è dedicato all’eyewear da Kartell, che nel negozio ricrea tutte le stanze di una casa, giardino e bagno degli ospiti compresi. Tra le sorprese nelle vetrine del nuovo monomarca Dior, appena aperto in corso Venezia, due montature in acetato sono posate sopra e accanto a una torta di ceramica. Come altri accessori della maison (nelle foto, in alto, da sinistra e in senso orario: Oonconventional, Kartell, Mafalda 86, 58 Ettore Ponti, Ottica Velasca, Punto Ottico Humaneyes e Lipari Eyestore; al centro, Ottica Cavour).Luisa Espanet
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