PODCAST · news
b2eyes today
by Fabiano Editore
Il primo quotidiano nel settore dell'ottica
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Nucci e il primo viaggio virtuale nell’occhio
Il video, realizzato dal noto oftalmologo e docente universitario, verrà presentato ufficialmente alla stampa il 5 ottobre a Milano: fa parte di un più ampio Progetto nazionale di educazione alla salute visiva nelle scuole primarie e rientra nel nuovo Osservatorio della vista, che sarà protagonista al Forum di Bari dell’8 e 9 novembrePromuovere la cultura della salute visiva e della prevenzione in età scolare attraverso uno strumento educativo innovativo, scientificamente validato e realizzato con il contributo di Paolo Nucci: è l’obiettivo del Progetto nazionale destinato alle scuole primarie, che ha il patrocinio di Commissione Difesa Vista, della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo, della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche e del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.«L'iniziativa intende sensibilizzare bambini, insegnanti e famiglie sull'importanza della vista, sui corretti comportamenti visivi e sulla prevenzione precoce dei principali disturbi oculari dell'età evolutiva e rientra nell’Osservatorio della vista – spiega una nota dei promotori - Il filmato “Viaggio nell’Apparato Visivo” è stato concepito non come un’iniziativa isolata, ma come il primo strumento di un progetto nazionale di educazione alla salute visiva rivolto alle scuole primarie. La distribuzione avverrà attraverso una rete di soggetti che operano sul territorio e che potranno organizzare incontri informativi dedicati agli studenti e alle famiglie: medici oculisti appartenenti alle società scientifiche coinvolte; centri ottici aderenti all’Osservatorio della vista interessati a promuovere attività di educazione visiva; associazioni di servizio, tra cui il Lions Club International; enti e istituzioni del mondo scolastico e della salute.Il 5 ottobre, alla presentazione ufficiale presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, moderata dalla giornalista di Radio 24, Nicoletta Carbone, interverranno, oltre a Nucci, Carla Tomasini, nota come Pediatra Carla, e circa 300 bambini dell’Istituto San Carlo e dell’Istituto delle Orsoline del capoluogo lombardo.«Il Progetto nazionale si basa su due percorsi: l’educazione nelle scuole attraverso gli oculisti e il coinvolgimento delle famiglie tramite gli ottici – precisano ancora i promotori nel comunicato - Durante gli incontri presso tre canali, scuole, centri ottici o associazioni, il filmato, realizzato con il contributo non condizionante di Hoya, verrà proiettato agli studenti come supporto educativo. Sarà inoltre distribuita una brochure informativa dedicata ai bambini e ai genitori, contenente indicazioni pratiche sulla salute visiva, sulla prevenzione e sui corretti stili di vita: includerà un Qr code che consentirà di accedere al filmato da casa, favorendo il coinvolgimento dell'intero nucleo familiare e ampliando ulteriormente la diffusione del messaggio educativo. Parallelamente il video sarà disponibile attraverso una piattaforma online dedicata, così da renderlo fruibile anche da parte degli insegnanti nell'ambito delle attività didattiche. Successivamente sarà collocato nell’area pubblica del portale Osservatorio della vista».L'obiettivo dell’iniziativa, che verrà supportata dalla comunicazione tramite le testate b2eyes e EyeSee, è costruire nel tempo una rete nazionale di educazione alla salute visiva che possa raggiungere un numero crescente di scuole, studenti e famiglie sull’intero territorio italiano. «In questo modo “Viaggio nell’Apparato Visivo” non rimane un contenuto da vedere una sola volta, ma diventa il fulcro di un progetto continuativo di educazione visiva», concludono i promotori (nella foto, Paolo Nucci in un frame del filmato).A cura della redazione
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Kering, nel primo semestre non cresce solo l’eyewear
La divisione dell’occhialeria ha fatto registrare ancora una volta un incremento del fatturato, pari al 5% a cambi correnti e dell’8% a cambi costanti rispetto a gennaio-giugno 2025. Per la prima volta dopo diversi trimestri anche il fatturato del gruppo torna in positivo: +2% tra aprile e giugno su base comparabile e +1% nel semestre, per 7,220 miliardi di euro complessiviNel secondo trimestre del 2026 i ricavi di Kering Eyewear hanno raggiunto i 476 milioni di euro, in aumento del 7% a cambi correnti e dell'8% a cambi costanti. «Tutte le principali aree geografiche hanno registrato una solida crescita. I risultati hanno beneficiato di una serie di iniziative di prodotto di grande rilievo, in particolare la capsule collection per il quarantesimo anniversario di Lindberg, il rilancio della linea di occhiali da vista Maui Jim e il debutto di successo della collezione eyewear di Valentino (nella foto, un modello), sostenuto da importanti eventi di lancio in Italia e negli Stati Uniti – si legge nella nota del gruppo sulla prima semestrale 2026, approvata dal board il 28 luglio scorso – Tra gennaio e giugno di quest’anno i ricavi di Kering Eyewear si sono attestati a 965 milioni di euro, facendo segnare un incremento del 5% a cambi correnti e dell'8% a cambi costanti. Il reddito operativo della divisione è stato pari a 222 milioni di euro nel semestre, con un margine operativo ricorrente del 23%, in aumento del 2,9% rispetto ai primi sei mesi del 2025».Oltre all’Eyewear, anche il segmento Jewelry ha fatto registrare nel primo semestre 2026 performance positive: +14% di fatturato a cambi correnti e +20% a cambi costanti rispetto all’esercizio precedente. Più in generale, con questa semestrale il gruppo di François-Henri Pinault mostra un’inversione di tendenza rispetto al recente passato. Il +1% su base comparabile dei ricavi nel primo semestre evidenzia un miglioramento sequenziale, con le vendite del secondo trimestre che sono state pari a 3,652 miliardi di euro (+2% su base comparabile). In evidenza il margine operativo ricorrente, pari tra gennaio e giugno al 12,8% dei ricavi (921 milioni di euro), 40 punti base in più rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. L’indebitamento netto del gruppo è stato di 3,3 miliardi di euro, in riduzione di 4,7 miliardi in confronto al 31 dicembre 2025.«Nel secondo trimestre Kering ha registrato un miglioramento delle performance, con un ritorno alla crescita dei ricavi. A livello di gruppo, osserviamo i primi segnali di progresso in termini di desiderabilità dei marchi, slancio commerciale e risultati operativi. Il trimestre ha inoltre evidenziato un’accelerazione sequenziale, anche per Gucci, grazie alle iniziative intraprese negli ultimi mesi – commenta nel comunicato Luca De Meo, ceo della società dal settembre 2025 - I risultati del primo semestre dimostrano l’impatto positivo delle misure decisive adottate per rafforzare l’unicità dei nostri marchi, semplificare l’organizzazione e accrescere l’efficacia dell’intero gruppo. Pur in un contesto di mercato ancora complesso, restiamo concentrati sull’attuazione della nostra strategia con disciplina e coerenza, gettando le basi per una crescita sostenibile e per la creazione di valore a lungo termine».A cura della redazione
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Forum della Vista 2026: diamo, insieme, una “spinta gentile” al mercato
L’evoluzione dell’evento, in programma a Bari l’8 e 9 novembre, sancisce un vero e proprio cambio di prospettiva, che ha come filo conduttore di questa edizione la visione lungo tutto l’arco della vita
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Eclissi solare: senza protezione adeguata si rischiano gravi danni oculari
In prossimità dell’evento atteso per il 12 agosto l’Irsoo lancia l’allarme: occorrono soluzioni protettive per gli occhi specifiche e certificate, se si vuole osservarlo. Ottici e optometristi possono quindi svolgere un’importante attività d’informazione nei confronti delle personeIl prossimo 12 agosto si verificherà un’eclissi solare totale visibile lungo una fascia che attraverserà la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna. In Italia l’evento sarà osservabile come eclissi parziale, con una copertura del disco solare che varierà sensibilmente da una zona all’altra del paese. L’oscuramento del Sole sarà massimo in Liguria e Piemonte, dove la Luna coprirà fino al 94,8% del disco solare. All’estremo opposto, la minore copertura interesserà le province della Calabria meridionale e della Sicilia orientale, con valori inferiori al 10%. L’evento si verificherà quasi al tramonto, con il Sole molto basso all’orizzonte: al momento della massima copertura, la sua altezza sarà di pochi gradi, rendendo essenziale scegliere un punto di osservazione con visuale completamente libera verso ovest. Alberi, edifici e rilievi potrebbero impedire di seguire le fasi finali del fenomeno. «Nonostante il Sole sia basso e fortemente oscurato, è molto pericoloso osservarlo direttamente a occhio nudo: durante tutta l’eclissi parziale sarà necessario utilizzare dispositivi specifici conformi alla norma ISO 12312-2 oppure sistemi di osservazione indiretta – si legge sul sito dell’Irsoo - Occhiali da sole tradizionali, filtri polarizzati incrociati, lastre affumicate, vetri da saldatore o altri metodi improvvisati non garantiscono una protezione adeguata e possono causare danni permanenti alla retina. Particolare attenzione dovrà essere posta all’utilizzo di binocoli, telescopi e fotocamere: senza filtri solari certificati applicati davanti all’obiettivo, tali strumenti possono concentrare la radiazione solare e provocare lesioni oculari gravissime in pochi istanti». Il rischio più frequente in tali casi, accertato dalla classe medica, è la cosiddetta maculopatia da eclissi solare. Secondo l’istituto di Vinci, l’evento del 12 agosto rappresenta quindi anche un’importante occasione di divulgazione tecnica da parte dei professionisti della visione. «Oltre a fornire occhiali per eclissi certificati, gli ottici e gli optometristi possono svolgere un ruolo fondamentale nell’informare correttamente la popolazione sui rischi legati all’osservazione diretta del Sole e nel contrastare la diffusione di pratiche non sicure – sottolinea il portale dell’Irsoo - La combinazione tra educazione scientifica e disponibilità di dispositivi adeguati contribuirà a permettere a migliaia di persone di osservare questo raro fenomeno in modo sicuro e consapevole» (nella foto, tratta dal sito dell'Irsoo, la mappa dell'eclissi solare del 12 agosto secondo timeanddate.com). A cura della redazione
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Ottico Solidale: la scommessa di due professioniste tra riuso e inclusione sociale
Laura Puglisi e Clara Todino, con oltre vent'anni di esperienza, hanno inaugurato nel quartiere Canovine di Bergamo un punto vendita ispirato a Occhialeria Sociale, il progetto partito da Genova, che unisce sostenibilità e solidarietà, implementando il modello dell'occhiale sospeso per supportare le fasce di popolazione più fragili attraverso un circolo virtuoso
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EssilorLuxottica, sei mesi vicini alla doppia cifra
Nel primo semestre 2026 il fatturato del gruppo ha superato i 14,8 miliardi di euro, in aumento del 5,7% a cambi correnti e del 9,7% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Il secondo trimestre, con quasi 7,7 miliardi di ricavi, ha fatto registrare un incremento rispettivamente del 7,2% e dell’8,7%, con una forte spinta da parte delle soluzioni per la gestione e della miopia e degli AI glasses. In crescita anche tutti gli indicatori della redditività
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Terre dell’occhiale, per esplorare il distretto bellunese fra virtuale e reale
La giornata di lancio del progetto, che si è tenuta il 25 luglio, ha svelato la nuova veste digitale del Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore alla quale si è affiancata una visita guidata che ha portato i visitatori direttamente nella culla della produzione dell’occhialeria italianaPresentato la scorsa primavera, prende ufficialmente il via il progetto “Terre dell’Occhiale-Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese”, che rende disponibile digitalmente il patrimonio industriale, economico e sociale delle valli del Cadore, dell'Alpago e dell'Agordino.Capofila dell'iniziativa è la Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, affiancata da una rete di partner pubblici e privati tra cui l’Università degli Studi di Padova, Confindustria Belluno Dolomiti, Anfao ed Ebo-Ente Bilaterale Occhialeria, con il sostegno di Fondazione Cariverona.«Il cuore del progetto è il Museo dell’Occhiale (nelle foto, gli interni), che per l'occasione si è trasformato in un vero e proprio hub digitale: grazie a una nuova piattaforma di catalogazione e a un virtual tour immersivo, i tesori della Storia universale della vista e dell’Identità cadorina saranno accessibili a curiosi ed esperti di tutto il mondo – si legge in una nota di Fondazione Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore - Ma l'Ecomuseo è soprattutto esperienza reale sul territorio: il progetto punta infatti a lanciare nuove forme di turismo “dolce” e d'impresa nelle Dolomiti, permettendo ai visitatori di scoprire da vicino la nascita di un occhiale d'eccellenza e il valore insostituibile delle mani esperte che creano il vero made in Italy».La giornata di lancio di “Terre dell’Occhiale-Ecomuseo dell’Occhialeria Bellunese”, che si è tenuta il 25 luglio scorso, ha visto innanzitutto la proiezione in anteprima del video promozionale realizzato con il contributo dell'Università di Padova e di Cortina Banca, alla presenza delle autorità, dei partner e delle tredici aziende pioniere. A seguire, taglio del nastro della mostra fotografica “Tra passato e futuro dell’Occhiale”, ospitata negli spazi del Museo dell'Occhiale fino al 25 settembre, che vede gli scatti del fotografo Simone Bramante, esposti all'interno di speciali mini-stand curati dal Museo, raccontare il lavoro e l'anima delle aziende partner.Successivamente si è tenuta una passeggiata nella storia, alle radici del distretto: a Calalzo di Cadore, località Le Piazze, è stato visitato il sito archeologico industriale che vide la nascita nel 1878 della prima storica fabbrica di occhiali del territorio per volontà di Angelo Frescura, Leone Frescura e Giovanni Lozza. Per chiudere, finissage dell'evento in un altro simbolo della storia locale, il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, accompagnato da una performance coreografica a cura di Asd Danza e Dintorni.«Terre dell'Occhiale non è solo la celebrazione di un primato industriale, ma è un ponte teso verso il futuro delle nostre comunità – dichiara nel comunicato Daniela Zambelli, direttrice della Fondazione Museo dell'Occhiale – Vogliamo che questo patrimonio diventi un volàno di sviluppo sostenibile, destagionalizzando l'offerta turistica dell'area dolomitica e offrendo ai giovani l'opportunità di sviluppare nuove competenze nello storytelling d'impresa, nell'heritage marketing e nelle nuove professioni culturali».A cura della redazione
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Modo amplia la collezione R1000 con quattro modelli vista
Il brand continua a far evolvere la famiglia di occhiali caratterizzata da materiali ispirati al settore aerospaziale, ingegneria di precisione e design contemporaneo, che incarna il suo impegno verso l'innovazione, il comfort quotidiano e il design minimalista, introducendo nuove montature dalle forme pulite e architettoniche e dalle silhouette più morbide e versatiliIl cuore della collezione è l'R1000, plastica memory ad alte prestazioni originariamente sviluppata per applicazioni tecniche impegnative e ampiamente utilizzata nell'industria aerospaziale per la sua combinazione di flessibilità, resistenza e leggerezza. «Ogni montatura abbina una parte frontale in R1000 ad aste in titanio ultraleggero - spiega una nota di Modo - Il risultato sono occhiali leggeri sul viso, pur mantenendo l'integrità strutturale necessaria per l'uso quotidiano».Per la stagione in corso, la collezione si amplia con quattro nuovi modelli da vista, ognuno dei quali riflette la filosofia Modo che coniuga design intelligente ed eleganza funzionale. Tra le novità, il modello 7082 (nella foto) si distingue per la sua raffinata silhouette a doppio ponte, una forma che vuole abbracciare le tendenze contemporanee pur rimanendo fedele all'estetica minimalista e senza tempo che contraddistingue il marchio.In tutta la collezione, la palette di colori bilancia la sofisticatezza classica con un'espressione moderna. Tonalità intramontabili come il nero, il grigio e il blu sono affiancate da accenti più intensi come il bordeaux, il viola, il rosso e il blu elettrico, con l’obiettivo di conferire profondità, carattere e individualità a ogni montatura, pur mantenendo un'identità visiva coerente.A cura della redazione
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Bellon: LinkedIn può risolvere tre sfide del centro ottico moderno
Ricerca di personale qualificato, aumento dei margini su prodotti ad alto valore e differenziazione dalla concorrenza: su tali temi verterà l’intervento della consulente aziendale, specializzata in questa piattaforma business, al Forum della Vista dell'8 e 9 novembre a Bari«Al Forum della Vista 2026 cercherò di dimostrare come utilizzare LinkedIn per risolvere queste tre grandi sfide del centro ottico moderno: il mio sarà un intervento pragmatico e orientato al Roi (il ritorno sull’investimento, ndr), privo di tecnicismi informatici e focalizzato sui reali bisogni di business dell'imprenditore ottico - anticipa a b2eyes TODAY Alessia Bellon (nella foto) - Voglio quindi offrire soprattutto numeri, soluzioni e visione».Una competenza profonda su questa piattaforma la sua, che si è trasformata in una vera e propria specializzazione. «LinkedIn è sempre stato il mio asso nella manica – afferma Bellon - L'ho usato per 15 anni prima di tutto per me stessa: per accedere a nuove opportunità lavorative, rimanere in contatto con imprenditori e manager e aggiornarmi sui trend di settore. Quando nel 2020 ho scelto la libera professione, è stato naturale inserirlo tra gli strumenti chiave per le aziende b2b. Dopo quattro anni di studio e applicazione sul campo, ho codificato un metodo di formazione dedicato a team e professionisti. Da tre anni è la mia unica verticalizzazione: oggi mi occupo principalmente di strategie di crescita organica per le pagine aziendali e di personal branding strategico per professionisti e figure chiave del business».Secondo l’esperta, l’utilizzo della piattaforma ha subìto un cambiamento proprio negli ultimi cinque anni. «Durante la pandemia circa 5 milioni di italiani hanno creato un profilo LinkedIn, portando oggi il conteggio intorno ai 25 milioni di utenti - continua Bellon - Nell'ultimo quinquennio l’approccio a LinkedIn dei professionisti italiani ha vissuto una vera e propria rivoluzione culturale e strategica. Siamo passati dall'era del curriculum online a quella dell'hub per la reputazione professionale e il networking b2b. Professionisti, consulenti e dirigenti italiani hanno compreso che l'autorevolezza sul mercato passa anche dalla costanza con cui presidiano la propria nicchia».Per Bellon attualmente tale network è diventato il luogo principale dove si costruisce la fiducia professionale, si generano opportunità commerciali b2b e si consolida la leadership di pensiero. «Negli ultimi mesi molti sono caduti nella trappola dell’intelligenza artificiale: un'ondata di post tutti uguali, scritti con lo stesso tono, ricchi di elenchi puntati vuoti ed emoji - precisa Bellon - Numerose realtà continuano a trattare la pagina aziendale come una vetrinetta promozionale. La sfida per il futuro non è più imparare come funziona la piattaforma, ma migliorare la qualità della propria voce e diventare una presenza autorevole e autentica».Cosa può offrire oggi LinkedIn a un ottico optometrista e a un imprenditore ottico italiano? «Per un ottico optometrista e per un imprenditore del settore LinkedIn oggi non è il luogo dove trovare, ad esempio, il cliente privato che cerca un paio di occhiali da vista economici, ma è la piattaforma decisiva per fare tre attività strategiche: posizionarsi come punto di riferimento del territorio, far crescere l'azienda (b2b, fornitori, talenti) e intercettare una clientela premium e corporate», conclude BellonA cura della redazione
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Monopoli 2026, un Convegno in sette sessioni
Quest’anno l’evento in programma nella località pugliese l’11 e 12 ottobre, giunto alla diciottesima edizione, si articolerà in più parti, per offrire una migliore comprensione delle singole tematiche e maggiori spunti ai partecipanti«Il Convegno 2026 su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica avrà il consueto taglio di analisi e approfondimento per quanto riguarda i lavori in plenaria, che verranno tuttavia articolati in sette sessioni, distinte ma complementari, e che avranno con minimo comun denominatore l'utilizzo dell'intelligenza artificiale - spiega a b2eyes TODAY Giancarlo Montani, responsabile scientifico dell’evento di Monopoli – L’obiettivo è offrire ai partecipanti il percorso più completo possibile sulle tematiche al centro di questa edizione».Nella prima sessione, in collaborazione con gli oculisti si parlerà di telerefertazione e di utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto nella gestione del cheratocono e dell’occhio secco, nell'individuazione di patologie oculari e nella chirurgia refrattiva. La seconda tratterà di lenti oftalmiche: progettazione data-driven di monofocali e progressive attraverso big data, simulazioni 3D e algoritmi di AI, dalla personalizzazione dello stile di vita digitale alla riduzione delle distorsioni visive e al miglioramento dell'adattamento. Nella terza, focus sulla gestione della miopia: strumenti digitali e modelli predittivi per identificare il rischio di progressione miopica, per integrare dati biometrici, refrazione e abitudini quotidiane e per guidare la scelta personalizzata del trattamento, in linea con le raccomandazioni dell’International Myopia Institute. La quarta sessione sarà incentrata sulle lenti a contatto: software di fitting basati sulla morfologia del segmento anteriore per lenti morbide, Rgp, orto-K e sclerali; la compensazione delle aberrazioni di alto ordine, le opportunità offerte dalla telerefertazione e dalle smart contact lenses. Quinta sessione, visual training: le piattaforme digitali e l’AI per il training neurovisivo, per le anomalie della visione binoculare e per lo sport vision, nonché l’analisi dei comportamenti visivi e l’eye-tracking per la gestione dei movimenti oculari. La sesta tratterà di ipovisione: gli smart glasses e le tecnologie assistive intelligenti, le app di intelligenza artificiale per la lettura e il riconoscimento di oggetti e banconote, gli assistenti vocali generativi per descrivere e interpretare gli ambienti visivi.«La settima e ultima sessione sarà dedicata a etica e regolamentazione: affronteremo tematiche come l’uso responsabile dell'AI, i limiti dell'autodiagnosi digitale, i requisiti regolatori degli ausili intelligenti e la ridefinizione del ruolo del professionista della visione – dice ancora Montani – Non è escluso che per questa specifica parte del programma di lavori in plenaria possa essere organizzata anche una tavola rotonda che coinvolga esperti e partecipanti su potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale, di fatto il tema portante della diciottesima edizione del Convegno (nella foto, la platea a una delle ultime edizioni del Convegno di Monopoli)».Angelo Magri
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Silmo Istanbul: un punto di riferimento per il mercato eurasiatico
È l’obiettivo del salone, che fa parte della Silmo Family, la cui tredicesima edizione si svolgerà dal 18 al 21 novembre, presso l’Expo Center della metropoli turcaRiconosciuta come punto d'incontro commerciale chiave per la regione, «la fiera offre un ambiente unico in cui le aziende possono consolidare la propria presenza, sviluppare nuove partnership ed espandersi in mercati ad alto potenziale in tutta l'Eurasia - recita una nota degli organizzatori - Per quattro giorni Silmo Istanbul riunirà ancora una volta i professionisti che guidano lo sviluppo del business nell'industria ottica eurasiatica: un'opportunità per costruire partnership, scoprire le tendenze emergenti e cogliere nuove opportunità in uno dei mercati eyewear più dinamici al mondo».L’anno scorso la manifestazione (nella foto), si legge in un comunicato, aveva accolto su 25 mila metri quadrati lordi di spazio espositivo oltre 700 fra marchi ed espositori e 11.700 presenze, provenienti da Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Asia centrale, con il 18% di visitatori internazionali.Confermati i punti di forza del salone turco. L'innovazione sarà ancora una volta al centro dell'esperienza dei visitatori con Silmo Next/Trend Forum. «Combinando stimolanti selezioni di tendenze, l'area Futurology ed esperienze immersive di intelligenza artificiale, il programma metterà in evidenza le tecnologie, i materiali e gli approcci di progettazione che guidano il settore ottico in avanti, offrendo allo stesso tempo ai professionisti una visione pratica delle opportunità future - aggiunge la nota - Nel corso della mostra, inoltre, Silmo Istanbul Akademik riunirà accademici, professionisti ed esperti del settore di fama internazionale per discutere le principali trasformazioni che stanno influenzando la professione: AI, trasformazione digitale, sostenibilità, aspettative dei consumatori in trasformazione e modelli di business emergenti saranno tra i temi esplorati, creando una preziosa piattaforma per la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo professionale. Infine, giunto alla sua quarta edizione, il Silmo Award Istanbul premierà i prodotti, i marchi e le aziende che contribuiscono al dinamismo dell'industria ottica turca attraverso innovazione, design e qualità».A cura della redazione
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Zeiss: un ponte sul futuro dei centri ottici
Prosegue il progetto dell’azienda oftalmica che offre percorsi formativi dedicati, strumenti innovativi e competenze strategiche per aiutare i giovani professionisti a valorizzare la propria identità imprenditoriale: un'iniziativa pensata per connettere l'esperienza e i valori della tradizione con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, favorendo una crescita sostenibile
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Torino: primo autotrapianto al mondo che coinvolge anche la retina
L'équipe della Clinica Oculistica universitaria dell'ospedale Molinette, guidata da Michele Reibaldi, nei giorni scorsi ha eseguito con successo un trapianto completo del segmento anteriore dell'occhio e della parte centrale della retina, da un occhio all'altro della stessa paziente, che torna a vedere dopo 5 anni di cecità totaleLa signora Elena, 67 anni, aveva completamente perduto la capacità visiva a causa di un grave incidente stradale: lo scontro, spiega una nota dell’ospedale Molinette, aveva provocato «una lesione irreversibile al nervo ottico dell'occhio sinistro, spegnendone la vista per l'impossibilità di trasmettere la luce al cervello, ma lasciando sane le strutture oculari. Al contrario, l'occhio destro, già affetto da maculopatia, aveva subìto traumi tali da compromettere irrimediabilmente la retina e la trasparenza della cornea. La distruzione totale della porzione contenente le cellule staminali rendeva del tutto impossibile un normale trapianto di cornea, condannando da anni la donna alla cecità».L'ostacolo, ritenuto a oggi insormontabile a livello internazionale, è stato superato grazie a un'intuizione di Michele Reibaldi, direttore della Clinica Oculistica universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (nella foto, tratta dal sito della struttura) ed esperto chirurgo retinico. «Sfruttando i tessuti sani ma non più funzionanti dell'occhio sinistro, i medici hanno prelevato e trasferito nell'occhio destro un intero blocco anatomico comprendente la cornea, la sclera, la congiuntiva e, per la prima volta al mondo, la porzione centrale della retina, la macula: questo "trasloco" biologico ha permesso di ricostruire un occhio vedente partendo dai due occhi compromessi», prosegue il comunicato.La vicenda si distingue anche per un profondo tocco di umanità, poiché la paziente era arrivata in reparto insieme alla sua inseparabile compagna di vita Joe, un cane da accompagnamento per persone non vedenti, e la direzione della struttura ospedaliera ne aveva autorizzato il ricovero insieme alla signora.«Questo intervento rappresenta una nuova frontiera nella chirurgia oculistica - dichiara Reibaldi nella nota - Fino a oggi il trapianto contemporaneo del segmento anteriore era stato eseguito una sola volta al mondo da Vincenzo Sarnicola e dal sottoscritto proprio qui alle Molinette, mentre mai era stato possibile trapiantare la zona centrale della retina. Adesso aspettiamo di vedere quanto la retina trapiantata sia in grado di funzionare, ma i primi riscontri sono incoraggianti. Una maratona chirurgica molto complessa, durata quasi 6 ore, che è stata possibile solo grazie a una collaborazione straordinaria tra oculisti, anestesisti, infermieri e direzione sanitaria».La paziente sta rispondendo molto bene all’operazione. I controlli clinici confermano il successo dell'attecchimento dei tessuti trasferiti e il progressivo recupero funzionale dell'occhio. «Un intervento ai limiti dell'impossibile senza precedenti – afferma nel comunicato Livio Tranchida, direttore generale della Città Della Salute - Un grazie ai nostri professionisti che si sono resi protagonisti di questo miracolo, ma che soprattutto hanno accolto ancora una volta le fragilità dei nostri pazienti, in particolare della signora Elena, che ora potrà tornare a vedere il mondo accompagnata dalla sua cagnolina Joe. Ancora una volta la dimostrazione del valore della sanità pubblica, in cui credo fermamente».A cura della redazione
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CertotticaGroup, bollino d'eccellenza per il progetto Disruption di Ablògos
Una rete ampia e strutturata, un'unica governance condivisa su scala provinciale, welfare territoriale affrontato in modo sistemico, elemento significativo di innovazione istituzionale, unico rappresentante del Bellunese: queste le motivazioni che hanno portato all'assegnazione del riconoscimento "Buone pratiche in ambito di welfare locale e territoriale integrativo", alla sua seconda edizione, promosso da Veneto Welfare-Veneto Lavoro, in collaborazione con Anci Veneto e con il supporto scientifico del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare, all’iniziativa ideata dalla società che fa parte del gruppo di LongaroneIl progetto Disruption di Ablògos, società di CertotticaGroup dedicata allo sviluppo delle competenze umane necessario per affrontare le sfide del futuro, nasce con il Bando P.A.R.I-Progetti e Azioni di Rete Innovativi per la parità e l’equilibrio di genere della Regione Veneto: originariamente punta il suo obiettivo sulla parità di genere, ma presto allarga lo sguardo al welfare territoriale, coinvolgendo enti pubblici e realtà private. «Diventa uno dei 24 progetti finanziati in Veneto e porta, nel febbraio 2025, alla firma di un protocollo che vede coinvolti una ventina di attori del territorio, dalle associazioni di categoria ai sindacati, fino ai comuni e le loro Commissioni Pari Opportunità, passando per le Intese programmatiche d’area, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il mondo cooperativo, in un progetto di welfare territoriale integrato - si legge in un comunicato congiunto - Attraverso otto aree tematiche, individua le linee strategiche di intervento in ambiti come la residenzialità, la mobilità, le nuove generazioni, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la co-programmazione pubblico-privato e l'empowerment femminile. Dal protocollo, nominato “Strategie e Innovazione per un Welfare di Parità”, prende vita la Direzione Strategica che ancora oggi, nonostante il progetto sia ormai concluso, continua la sua operatività, coinvolgendo i protagonisti del protocollo e allargando la propria rete».«Quando si è più piccoli, in termini numerici, bisogna sempre essere più bravi, e credo proprio che con questo progetto abbiamo confermato tale teoria», commenta nella nota Michele Dal Farra (nella foto, a destra), direttore generale di Ablògos, alla notizia dell'aggiudicazione del riconoscimento.Fondamentale nel coordinamento dell'attività è stato il ruolo della Consigliera di Parità della Provincia di Belluno, Flavia Monego. «L'ottenimento di questo bollino (nella foto, a sinistra) è il riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto e che continuiamo a fare, è la certificazione dell'eccellenza dell'attività cui abbiamo dato vita coinvolgendo 1.500 destinatari e più di 80 interventi nel territorio provinciale», afferma Monego nel comunicato.«Il futuro del territorio bellunese passa anche da queste azioni che permettono di coordinare gli attori e di programmare servizi e iniziative realmente utili al tessuto sociale ed economico - conclude nel comunicato Luca Businaro, presidente di CertotticaGroup, che controlla il 60% di Ablògos - Accogliamo il riconoscimento con orgoglio e soddisfazione: è un attestato che dimostra, ancora una volta, come CertotticaGroup, attraverso tutte le sue realtà, sia in grado di dare risposte negli ambiti dell'innovazione, della certificazione e della formazione alle aziende, e allo stesso tempo di essere un partner di affidabilità e qualità garantita per le istituzioni del territorio».A cura della redazione
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Optocoop Italia: con Oxo Pratika un'evoluzione nella gestione delle assicurazioni
Il nuovo servizio del consorzio ottico, operativo dal gennaio scorso, completa un percorso avviato sei anni fa con i primi accordi nel welfare sanitario e proseguito con il portale unicoOxo ha dato vita nel 2020 alle prime convenzioni dedicate ai fondi Blue Assistance e Previmedical. Poi è stata la volta dell'accordo con Generali nel 2024, per arrivare al portale unico lanciato nella primavera dell’anno successivo, finalizzato a semplificare la gestione delle pratiche assicurative nei centri ottici aderenti. L'ultimo tassello di questa evoluzione è Oxo Pratika, la piattaforma presentata da Roberta Polimeni, in qualità di responsabile comunicazione e trade marketing di Optocoop Italia, al convegno “Let's Keep in Touch” svoltosi un paio di mesi fa al Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, in provincia di Monza e Brianza, e dedicato al sistema salute, con un intervento dal titolo “La gestione assicurativa in una realtà consortile territorialmente diffusa: problematiche e soluzioni” (nella foto a sinistra).«A metà gennaio abbiamo lanciato Oxo Pratika, un'interfaccia che racchiude alcune tra le aziende leader che gestiscono i fondi assicurativi e attraverso la quale i nostri soci possono gestire ancora meglio le pratiche dei loro clienti: si tratta dell'evoluzione del percorso avviato qualche anno fa dal consorzio nel campo delle assicurazioni, con evidenti benefici sia per gli associati Expert e Super Expert, circa 300 sui 450 complessivi, sia per i consumatori - spiega Polimeni a b2eyes TODAY - La partecipazione al convegno del maggio scorso è stata molto significativa: Oxo si è proposta come una realtà italiana dell’ottica particolarmente attenta a una tematica di grande interesse sia per i punti vendita sia per gli utenti finali. Questo tipo di pratiche possono infatti contenere la spesa per l’acquisto di un paio di occhiali o delle lenti a contatto e ridurre i tempi di rotazione, aspetti di grande importanza nel nostro mercato, ancora di più alla luce dell’attuale congiuntura economica» (nella foto a destra, da sinistra: Roberta Polimeni con Fabio Frisani, vicepresidente Oxo, con due componenti del team di Optocoop Italia al convegno di Seveso).Angelo Magri
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Stigliano: l’agentic commerce conosce il calendario del cliente, non la sua storia
In attesa dell’intervento che terrà al Forum della Vista 2026, in programma l’8 e 9 novembre a Bari, l’esperto internazionale di retail marketing offre a b2eyes TODAY alcune riflessioni sul presente e sul futuro dei centri ottici in Italia
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Tree Spectacles incontra gli ottici italiani in un campo di grano
Ispirandosi al giorno più lungo dell'anno, l’azienda di eyewear d’avanguardia con sede nel Bellunese ha dato vita il 22 giugno a The Solstice, primo appuntamento con cadenza annuale concepito come momento di pausa, riflessione e confronto autentico: vi hanno partecipato professionisti e gruppi indipendenti e si è aperto con la presentazione della nuova collezione presso lo showroom del marchioUn appuntamento stagionale ispirato alla luce, al paesaggio e alle relazioni umane. Al tramonto, lo scorso 22 giugno, gli ospiti sono stati accompagnati in una location segreta all’aperto, scelta appositamente per l'occasione. Raggiungibile attraverso un sentiero immerso nel paesaggio circostante, il luogo della cena ha svelato una suggestiva installazione temporanea: una lunga tavolata conviviale allestita nel cuore di un campo di grano (nelle foto). «The Solstice nasce con l'idea di diventare un appuntamento annuale - spiegano a b2eyes TODAY da Tree Spectacles - Quest'anno abbiamo scelto il Bellunese, partendo dalla sede e poi coinvolgendo le nostre zone, perché rappresentano le nostre radici. Guardando al futuro e alle prossime edizioni dell’evento non ci poniamo limiti geografici: Tree Spectacles è un brand internazionale, contemporaneo e in continua evoluzione, quindi anche The Solstice potrà crescere e assumere forme e luoghi diversi, mantenendo sempre intatto il suo spirito».Secondo quando riportano da Tree Spectacles, la presenza degli ottici italiani è stata importante, soprattutto durante la presentazione della nuova collezione, che verrà lanciata ufficialmente in occasione di Silmo 2026. «La maggior parte degli invitati apparteneva al mondo dell'ottica indipendente, che rappresenta da sempre il nostro interlocutore naturale - ricorda l'azienda al nostro quotidiano - Erano presenti anche alcuni gruppi, sempre indipendenti, in linea con il tipo di relazioni che Tree Spectacles costruisce e coltiva nel tempo: dirette, autentiche e basate su una visione condivisa del prodotto e del mercato».In Italia l'impresa di eyewear, fondata nel 2011 e con sede a Sospirolo, in provincia di Belluno, collabora con Vega per la commercializzazione sull'intero territorio nazionale. «Siamo presenti in tutte le principali aree del paese, sempre nel rispetto del posizionamento del brand - dicono ancora dall’azienda - Il nostro obiettivo non è essere ovunque, ma essere nei centri ottici giusti, mantenendo una distribuzione coerente con l'identità e i valori di Tree Spectacles».La realtà bellunese dichiara che lo sviluppo dei partner a livello nazionale è stato particolarmente significativo, «grazie all'evoluzione della collezione, al crescente riconoscimento del marchio e al lavoro svolto insieme a Vega - aggiungono - Per noi conta soprattutto costruire una rete di qualità, composta da un team particolarmente coinvolto e motivato, che si sente parte importante della famiglia Tree Spectacles, e relazioni con i clienti stabili e durature».A cura della redazione
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Benetti: con A riveder le Stelle unisce visione, inclusione e la meraviglia del cielo
Il progetto ideato dal gruppo, che conta tre centri ottici a Verona, quest’anno raggiunge il traguardo della sua quarta edizione, con un ciclo di due serate di osservazione astronomica, tra fine luglio e settembre: una formula capace di coniugare divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio locale e in grado di coinvolgere già oltre mille partecipantiL’iniziativa, che si inserisce all’interno della Benetti Ottica Academy, il programma attraverso il quale il gruppo promuove formazione, informazione e benessere visivo sul territorio, nasce dall’incontro tra la stessa Ottica Benetti e Continuando a crescere, realtà impegnata nella realizzazione di percorsi di inclusione sociale per bambini e ragazzi con disabilità. «Un sodalizio che ha dato vita a un progetto aperto a tutti, capace di abbattere barriere e rendere l’astronomia un linguaggio universale accessibile a ogni partecipante», sottolinea una nota dell’insegna. A confermare il valore dell’iniziativa, il patrocinio della Provincia di Verona e della Quarta Circoscrizione del Comune di Verona.«Questo progetto di osservazione astronomica è nato perché ci siamo resi conto che bambini e genitori trascorrono sempre più tempo concentrati su cellulari e computer – spiega in una nota Claudio Aldegheri (nella foto, in alto a destra), optometrista del Gruppo Ottica Benetti - Già il semplice gesto di distogliere lo sguardo dagli schermi per osservare le stelle rappresenta un momento prezioso, anche perché permette di affaticare meno gli occhi. A ciò abbiamo legato l’idea di renderlo aperto a tutti, senza distinzione, grazie alla collaborazione con la onlus Continuando a crescere. Perciò “A Riveder le Stelle” ci rende orgogliosi: si tratta di serate che pongono l’accento sull’inclusione sociale, un tema cui siamo molto sensibili, e poi ci fa particolarmente piacere vedere genitori e figli condividere tali serate». Quest’anno il pubblico, con un primo appuntamento già svoltosi il 22 luglio (nelle foto) e che sarà riproposto il 24 settembre, viene accompagnato in un viaggio alla scoperta del cielo e della Luna, mentre nelle passate edizioni i partecipanti, oltre allo stesso satellite, hanno potuto osservare Saturno, Giove, Venere e gli oggetti del profondo cielo. «A guidare le osservazioni Andrea Vanoni, astrofilo, astrofotografo e divulgatore scientifico di fama internazionale, per due volte selezionato dalla Nasa per l’Astronomy Picture of the Day e capace di conquistare il secondo posto al concorso mondiale promosso dall'Osservatorio di Greenwich con la sua “Moon Big Mosaic” – precisa il comunicato - Ad arricchire l’esperienza, una mostra fotografica con alcuni dei suoi migliori scatti: una selezione di dieci foto di grandi dimensioni dedicate al Sole e dieci alla Luna. Insieme a Vanoni, sono presenti Alessandro Biasia, divulgatore astronomico e astrofotografo, fondatore del progetto Astroavventura, dedicato alla divulgazione dell’astronomia sul web, e Federico Carollo, astrofotografo specializzato nella fotografia del profondo cielo, che gli ha permesso di scattare immagini di galassie, nebulose e ammassi stellari».A rendere ancora più suggestiva l’esperienza contribuisce la location scelta per i due appuntamenti: Forte Gisella, nel quartiere Santa Lucia di Verona, la fortificazione austriaca costruita tra il 1860 e il 1861 e intitolata a Gisella d’Asburgo, figlia dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, una cornice considerata particolarmente adatta all’osservazione astronomica.A cura della redazione
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Perugini: oggi un ottico deve saper comunicare al consumatore
Il premio che il professionista lombardo riceverà a metà novembre nell'ambito del Maestro Ottico celebra oltre sessant'anni di attività, caratterizzata da aggiornamento continuo, innovazione e attenzione alla relazione con il clienteIl prossimo 15 novembre a Franco Perugini (nelle foto, all'interno del suo centro ottico di Lissone, in provincia di Monza Brianza) andrà il nuovo riconoscimento istituito dagli organizzatori del Maestro Ottico per i professionisti che abbiano alle spalle almeno sessant'anni di attività dall'abilitazione in ottica. Il premio, rappresentato da una statuetta di Atlante che sorregge il mondo, si aggiunge a una serie di attestati già ottenuti: nel 2006 gli era stato conferito a Firenze il diploma di Maestro Ottico per i quarant'anni di professione, mentre nel 2016 aveva ricevuto sia la targa d'eccellenza, nell’ambito dello stesso evento, per il mezzo secolo di lavoro, sia il Salvino d'Argento come pioniere dell'optometria da parte di Federottica. «Non ho ancora deciso come festeggiare questo nuovo premio - racconta Perugini a b2eyes TODAY - Alcuni amici mi stanno incoraggiando a organizzare un momento aperto alla cittadinanza: dieci anni fa il sindaco mi scrisse una lettera nella quale riconosceva il ruolo sociale svolto dal nostro centro ottico e mi farebbe piacere condividere anche l'attuale riconoscimento con la comunità».L’insegna, oggi Gioielleria Ottica Sirtori, nasce a Lissone intorno alla metà degli anni Trenta del secolo scorso proprio come gioielleria, seguendo una tradizione familiare che aveva già portato all'apertura di altri punti vendita, a Cernusco sul Naviglio e a Gorgonzola, sempre nei pressi di Milano: il negozio di piazza Libertà viene infatti inaugurato circa novant’anni fa dalla madre di Perugini, Bice Sirtori. L'ottica entra nel 1966 grazie a Franco, che, dopo aver studiato dai Rosminiani a Stresa, sponda piemontese del Lago Maggiore, e aver cominciato il liceo classico a Domodossola, su suggerimento della madre passa al Galileo Galilei di Milano, allora in Porta Ticinese, si diploma nel ‘64 e inizia a lavorare accanto a Bice. «Pensavo di sapere tutto, ma appena entrato in negozio mi accorsi che non era così - ricordava sorridendo al nostro quotidiano in un’intervista del 2016 - Da allora non ho più smesso di studiare».Negli anni Settanta partecipa a Milano ai primi incontri dedicati all'optometria, prosegue la formazione a Vinci, dove ha l’opportunità di conoscere figure come Vasco Ronchi e Sergio Villani, e nel 1988, a 45 anni, consegue la laurea in Sociologia della comunicazione all'Università di Urbino. «Continuo ancora adesso a studiare, è un po’ come ricominciare sempre da capo per quanto riguarda l’optometria: seguo soprattutto webinar, nonostante stia cambiando lo stile di questo tipo di aggiornamento, spesso incentrato sulla app e sull’intelligenza artificiale - dice oggi Franco - La parte commerciale dell’attività e della vendita è gestita da mia moglie Bruna (nella foto, in basso a sinistra), che è ottica, coadiuvata da nostra figlia Beatrice, dalla commessa Rosella e saltuariamente da mia sorella Mariantilia, anche lei ottica».
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EssilorLuxottica: con One Ocean tutela la Posidonia oceanica nel Mar Ligure
Il gruppo ha annunciato una partnership con l’organizzazione internazionale non profit dedicata alla conservazione dell’oceano, con l’obiettivo di contribuire in maniera concreta alla salvaguardia degli ecosistemi marini e promuovere una cultura della sostenibilità fondata sulla responsabilità verso il patrimonio naturale e le generazioni future: in particolare supporterà il progetto Blue Forest per la riforestazione marina del Mediterraneo attraverso il ripristino di un’area di prateria della preziosa piantaIl contributo di EssilorLuxottica supporterà l’espansione dell’iniziativa che One Ocean Foundation promuove dal 2023 in diverse aree della Liguria, tra cui i siti pilota di Punta Pedale e Paraggi, nell’area di Portofino. «La costa di Portofino è uno dei tratti di mare più preziosi del Mediterraneo per la ricchezza dei suoi habitat e della biodiversità che custodisce, configurandosi come un laboratorio naturale di straordinario valore per la ricerca scientifica - spiega una nota congiunta - Il programma di ripristino e monitoraggio si sviluppa secondo una visione di lungo periodo, indispensabile per valutare l’efficacia degli interventi e controllare l’evoluzione degli ecosistemi marini nel tempo». I risultati raggiunti finora confermano il valore di un approccio fondato sulla continuità delle attività sul campo e sulla stretta collaborazione tra One Ocean Foundation e l’Università di Genova, una sinergia che coniuga ricerca scientifica e interventi mirati per la rigenerazione e tutela della biodiversità marina, con particolare attenzione alle praterie di Posidonia oceanica.«L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’obiettivo globale 30x30 delle Nazioni Unite, che punta a proteggere almeno il 30% delle aree terrestri e marine del pianeta entro il 2030 – prosegue il comunicato - In tale contesto la riforestazione di Posidonia oceanica assume un valore rilevante per l’assorbimento di anidride carbonica, la protezione delle coste dall’erosione e la conservazione della biodiversità». «In EssilorLuxottica crediamo che la responsabilità di un’azienda globale come la nostra sia anche quella di contribuire alla tutela del patrimonio naturale da cui dipende il futuro delle comunità - commenta nella nota Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato del gruppo - La partnership con One Ocean Foundation rafforza il nostro impegno nella protezione degli ecosistemi marini, a partire dal Mediterraneo. Attraverso la condivisione di competenze e risorse, e in linea con Eyes on the Planet, ci impegniamo a consolidare un modello di crescita in cui la cultura della sostenibilità sia pienamente integrata nelle nostre decisioni e nella creazione di valore nel lungo periodo».A sua volta Jan Pachner, segretario generale di One Ocean Foundation, ricorda nel comunicato il ruolo fondamentale delle aziende nel cambiamento necessario e che la collaborazione con EssilorLuxottica dimostra come la sostenibilità possa tradursi in azioni concrete e misurabili a favore degli ecosistemi marini (immagine tratta dal sito di One Ocean Foundation).A cura della redazione
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Monopoli, un evento per gli addetti alle vendite
Al debutto in occasione della diciottesima edizione del Convegno su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, in programma l’11 e 12 ottobre nella località pugliese, affiancherà la tradizionale plenaria: l'obiettivo è rafforzare le competenze organizzative e commerciali di una parte fondamentale dello staff all’interno di un centro otticoAccanto alle sessioni scientifiche dedicate all'intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie per la visione, tema portante del Convegno 2026 su Aggiornamenti in contattologia e ottica oftalmica, l'appuntamento in programma l’11 e 12 ottobre all'Hotel Porto Giardino di Capitolo, alle porte di Monopoli, introdurrà una novità: un evento rivolto agli addetti alle vendite dei centri ottici. L'iniziativa, ancora in fase di definizione, si svolgerà in parallelo alla plenaria.«L'obiettivo è fornire allo staff le competenze necessarie per sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione nel centro ottico, così da offrire un servizio sempre più al passo con le esigenze del consumatore moderno - rivela a b2eyes TODAY Giancarlo Montani, responsabile scientifico del Convegno - Gli argomenti spazieranno dall'uso efficace dei canali di promozione del punto vendita alle indicazioni per la scelta di montature e lenti oftalmiche, fino alla corretta gestione dei follow-up per i portatori di lenti a contatto. In sostanza, tutto ciò che deve essere fatto in un centro ottico moderno e virtuoso. È un esperimento, va testato, ma rappresenta un debutto assoluto per il nostro appuntamento, da sempre focalizzato sulla parte scientifica, che resta comunque il cuore delle due giornate di lavori».Secondo il professionista, oggi è indispensabile affiancare alla preparazione tecnico-scientifica una formazione dedicata alla gestione dell'attività e del cliente finale. «La complessità dell’organizzazione di uno store moderno non può più essere considerata un elemento secondario e, di conseguenza, anche la preparazione di chi si occupa delle vendite assume un ruolo fondamentale - sottolinea Montani - Non esistendo linee guida specifiche al riguardo, si rischia quindi di lasciare scoperta un'area che ha bisogno invece di essere costantemente aggiornata. A gestire la nuova proposta formativa saranno prevalentemente professionisti del settore che hanno sviluppato approcci innovativi nei rispettivi centri ottici».
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La sfida del centro ottico? Da negozio a hub di salvaguardia visiva
Mentre le catene fanno prezzo e i marketplace fanno volume, al retail indipendente resta una sola leva davvero difendibile: diventare un punto di riferimento per il suo territorio, non più un semplice negozio di occhiali. È un cambio di posizionamento d’impresa, prima ancora che di marketingCome ogni cambiamento vero, i risultati si vedono nei fatti, non negli slogan. Il cuore di questo posizionamento? Un'offerta professionale che il low cost non può copiare. Chi fa concorrenza attraverso il prezzo può decidere di abbassarlo, ma non sempre può offrire un controllo visivo evoluto, un percorso sulla miopia, una gestione delle dislacrimie o una consulenza personalizzata: occorrono competenza adeguata, formazione costante, tempo da dedicare e strumentazione all’altezza. E qui c’entrano anche gli investimenti: la tecnologia dei topografi corneali, la telerefertazione, i sistemi di monitoraggio della progressione miopica in stretta collaborazione con il mondo medico. Non sono strumenti da vetrina: sono ciò che permette di passare da “ti misuro la vista per fare l’occhiale” a “gestisco la tua vista nel tempo”. Il messaggio cambia perché cambia il servizio reale che c'è dietro. Il posizionamento quindi si scrive tutti i giorni, non si dichiara una volta sola. E funziona se la narrativa di marca è coerente con quello che succede realmente nel centro ottico. Tre parole guida fra tutte. Prevenzione: controlli regolari, non solo su richiesta; personalizzazione: percorsi di gestione della miopia, lenti su misura, soluzioni per chi lavora tutto il giorno al computer; continuità nella salvaguardia: richiami, follow-up, un dialogo che non si esaurisce alla vendita. Il cliente viene quindi seguito nel tempo e condiviso con il suo medico oculista. E un paziente-cliente di questo tipo parla bene dei professionisti che lo hanno preso in carico. Un esempio concreto di tale visione vuole offrirla “Innovazione Plus”, il convegno interdisciplinare che Accademia Derossi organizza su invito per gli ottici indipendenti il 5 ottobre presso H-Farm di Roncade, in provincia di Treviso, con la partecipazione di un esperto di intelligenza artificiale di questo campus all’avanguardia nell’AI a livello europeo.La formazione del settore sta dunque iniziando a intrecciare competenza clinica e tecnologia: lo stesso spostamento di baricentro che può ridisegnare il ruolo del centro ottico sul territorio. Perché la trasformazione da negozio a hub di salvaguardia visiva non è un rebranding, ma una decisione strategica. E chi la porta davvero a termine si costruisce un vantaggio che il prezzo, da solo, non può erodere.
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Hoya: in Abruzzo Bizzarri passa il testimone delle vendite a Fabrizi
Allo storico riferimento dell’azienda oftalmica per questa regione subentra un professionista con una consolidata esperienza nel mercato dell’ottica«Dopo una lunga e apprezzata carriera, Fausto Bizzarri ha raggiunto il traguardo della pensione, lasciando in eredità un patrimonio fatto di relazioni solide, fiducia e risultati - commenta in una nota Mario Veneroni, sales director di Hoya Vision Care Italia - Grazie al suo impegno e alla sua vicinanza ai clienti ha contribuito in maniera determinante a fare dell'Abruzzo una delle aree di maggiore forza per Hoya». Un percorso che oggi prosegue con Fabio Fabrizi in qualità di area sales manager, già pienamente operativo sul territorio e impegnato a consolidare ulteriormente il ruolo di Hoya come partner di riferimento per gli ottici abruzzesi. Con un’ampia esperienza come agente, Fabrizi ha iniziato la propria carriera nell’ambito assicurativo, per approdare successivamente nella contattologia, prima in Sauflon, per circa tre anni, e poi in CooperVision, dove è stato operativo per oltre dieci anni. «In un mercato in continua evoluzione, il compito degli area sales manager Hoya non è soltanto proporre soluzioni innovative, ma soprattutto supportare il centro ottico nello sviluppo del business, nell'aggiornamento professionale e nell'individuazione di nuove opportunità di crescita - prosegue il comunicato - Il passaggio tra Bizzarri e Fabrizi rappresenta quindi molto più di una semplice successione: è la conferma di un modello basato sulla continuità della relazione e sulla qualità della consulenza che da sempre contraddistingue Hoya».«A Bizzarri va il ringraziamento di tutta l'azienda per il contributo professionale e umano offerto in tanti anni di attività - conclude Veneroni - A Fabrizi l'augurio di continuare a valorizzare un territorio ricco di opportunità, accompagnando i professionisti della visione verso nuovi traguardi di crescita e successo».
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Galileo, due giornate ad Agordo e Sedico con gli ottici italiani
Nelle scorse settimane il brand oftalmico ha portato per la prima volta una ventina di partner nei due stabilimenti venetiIl 14 e 15 giugno Galileo ha accompagnato 19 ottici partner tra Agordo e Sedico, nei principali poli produttivi e logistici di EssilorLuxottica. L'iniziativa, intitolata “Nel cuore delle lenti Galileo”, voleva offrire l'opportunità di conoscere da vicino i luoghi, le persone e i processi che contribuiscono quotidianamente alla realizzazione delle lenti del brand, consolidando il legame tra il marchio e la propria rete di professionisti sul territorio: i partecipanti hanno visitato lo stabilimento di produzione, per poi approfondire il funzionamento della piattaforma logistica che supporta quotidianamente il servizio ai centri ottici. «Un percorso pensato per mostrare come dietro ogni lente Galileo vi siano una filiera organizzata, competenze specialistiche e una produzione prevalentemente italiana: si tratta di un patrimonio industriale e tecnologico che rappresenta uno degli elementi distintivi del brand e che contribuisce a rafforzarne il posizionamento vicino agli ottici, alle loro esigenze professionali e a quelle dei consumatori – spiega una nota di Galileo – L’esperienza ha inoltre permesso di valorizzare alcuni dei pilastri che da sempre lo caratterizzano: la prossimità al punto vendita, l'affidabilità di un portafoglio prodotti completo e la capacità di coniugare innovazione e tradizione».L’iniziativa fa parte delle attività dei Partnership Program 2026 di EssilorLuxottica. «Crediamo che conoscere direttamente le persone, i processi e i luoghi che danno vita alle lenti Galileo sia il modo migliore per rafforzare la fiducia reciproca e costruire relazioni solide: questa esperienza, la prima per il marchio, ha rappresentato un'occasione importante per condividere la nostra identità, profondamente legata all'Italia, alla qualità produttiva e alla vicinanza quotidiana ai centri ottici partner - afferma nel comunicato Alessandra Barzaghi, marketing director lenses EssilorLuxottica wholesale Italia - Abbiamo riscontrato un elevato coinvolgimento e molta curiosità, potrebbe quindi trasformarsi in un percorso strutturato per la seconda parte dell’anno e anche per il 2027».I promotori evidenziano come sia stata particolarmente interessante la visita al nuovo Sedico Experience Center, uno spazio inaugurato all'interno dell'hub strategico di EssilorLuxottica che «racconta la trasformazione dell’azienda verso un modello in cui eyewear, salute visiva e tecnologia convergono per offrire soluzioni sempre più avanzate per migliorare concretamente la vita delle persone – ricorda la nota - Attraverso aree dedicate alle tecnologie med-tech, alle lenti, ai dispositivi wearable e ai processi produttivi delle montature in acetato, gli ottici hanno potuto vivere un'esperienza immersiva che illustra l'intero percorso della visione, dalla prevenzione alla correzione visiva fino alle più recenti innovazioni del settore».
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DaTE 2026, un’edizione più internazionale
L’ingresso delle lenti, la scelta di Napoli e di una location dal forte carattere come il Salone Margherita, che rispecchia bene lo spirito della manifestazione, la variazione degli orari di apertura e la collaborazione con Agenzia Ice, la quale porterà decine di buyer dall’estero: il presidente Davide Degl’Incerti Tocci racconta a b2eyes TODAY le principali novità dell’evento in programma dal 12 al 14 settembreRafforzare il profilo internazionale della manifestazione senza perdere il carattere che lo rende un evento unico: è uno degli obiettivi che si sono prefissati gli organizzatori di DaTE per l’edizione 2026, la cui novità più eclatante è rappresentata dall’apertura alle aziende oftalmiche. «Riteniamo tale apertura un valore aggiunto importante e in linea con il percorso che DaTE sta portando avanti - commenta al nostro quotidiano il presidente del salone, Davide Degl’Incerti Tocci (nella foto) - Non si tratta di cambiare identità, ma di allargare lo sguardo e raccontare in modo più completo tutte le professionalità che contribuiscono a far crescere il settore. L’ingresso delle lenti rappresenta un’occasione per creare nuove connessioni e favorire il dialogo tra realtà diverse ma complementari: vogliamo offrire uno spazio di incontro tra competenze differenti, in cui buyer, designer, produttori e imprenditori possano confrontarsi e raccontare i propri progetti in modo autentico».L’edizione 2026 sarà caratterizzata da un altro elemento fondamentale: la collaborazione con Agenzia Ice, che porterà alcune decine di buyer provenienti dall’Europa e dall’area mediterranea. «Questa collaborazione è un passo importante nel percorso di crescita di DaTE e nel suo posizionamento internazionale. Per le aziende partecipanti significa avere l’opportunità di incontrare buyer selezionati, sviluppare nuove relazioni commerciali e aprire prospettive in mercati diversi - prosegue Degl’Incerti Tocci - Allo stesso tempo, contribuisce a rafforzare l’immagine di DaTE come appuntamento autorevole per chi cerca qualità, creatività e innovazione nell’occhialeria. Il progetto prevede infatti anche delle azioni di comunicazione mirate in alcuni paesi oggetto di scouting per l’incoming, al fine di promuovere la manifestazione e il made in Italy che potranno trovare. L’occhialeria italiana continua a essere apprezzata in tutto il mondo per queste caratteristiche e DaTE rappresenta il contesto ideale per valorizzarle in un ambiente raccolto, informale e orientato alle relazioni».Saranno inoltre rivisti gli orari di apertura per rendere la visita più agevole e favorire incontri di qualità tra gli operatori.Con queste premesse, DaTE si conferma quindi come occasione di business, in grado di offrire un’opportunità agli imprenditori ottici. «Oggi più che mai è importante distinguersi attraverso qualità, identità e capacità di proporre qualcosa di diverso - conclude il presidente della manifestazione - DaTE offre agli ottici la possibilità di entrare in contatto con brand indipendenti e aziende che investono in ricerca, innovazione e cultura del prodotto. In un mercato in cui i consumatori cercano sempre più autenticità e differenziazione, proporre prodotti innovativi e distintivi può diventare un elemento decisivo per rafforzare la propria competitività»A cura della redazione
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Accademia Derossi: un… plus d’innovazione con H-Farm
Una giornata di formazione e confronto riunirà il 5 ottobre presso l’hub in provincia di Treviso alcuni tra i più autorevoli esperti del mondo ottico optometrico e dell'intelligenza artificiale: il valore dei relatori, unito a una location prestigiosa, renderà l'appuntamento un’occasione per approfondire le sfide e le opportunità offerte dall’AISi terrà il 5 ottobre presso H-Farm di Roncade, nel Trevigiano, il nuovo appuntamento di Accademia Derossi, l’iter formativo dell’azienda di Marghera, in provincia di Venezia, dal titolo “Innovazione Plus” (nella foto, la locandina). Ad accrescere il valore dell'iniziativa, esclusivamente su invito, sarà innanzitutto il livello dei relatori, alcuni dei nomi più autorevoli dell'ottica e dell’optometria, dell'oftalmologia, della ricerca e della comunicazione in Italia: Laura Boccardo, Antonio Calossi, Fabio Frisani, Elena Gusson, Silvio Maffioletti, Diego Ponzin, Mattia Scarpa e Nicola Di Lernia, ai quali si aggiungerà un esperto di intelligenza artificiale di H-Farm, per quattro ore di confronto. Inaugurerà i lavori Cristiano De Rossi, general manager dell’impresa oftalmica e direttore di Accademia Derossi, che dopo una serie di attività formative in modalità digitale, ora punta su un evento in presenza. A renderlo ancora più esclusivo contribuirà proprio la sede scelta per ospitarlo. «H-Farm è uno dei più importanti campus per l'innovazione e incubatori d'impresa d'Europa, punto di riferimento nello sviluppo e nell'applicazione dell'intelligenza artificiale: proprio qui, oltre due anni fa, è iniziato un percorso di riflessione sull'impatto dell'AI sull'economia e sulla salute, che oggi vede H-Farm tra i principali interlocutori di aziende e multinazionali nell'ingresso al mercato dell'intelligenza artificiale - spiega a b2eyes TODAY Di Lernia, che cura i contenuti dell’iniziativa - Da questa realtà Accademia De Rossi intende trarre ispirazione per promuovere il concetto di “Innovazione Plus”, ovvero un'innovazione concreta, utile e immediatamente applicabile anche nel mondo dell'ottica, trasformando le nuove tecnologie in strumenti capaci di generare valore per i professionisti e per i loro clienti». A cura della redazione
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Italia Independent: il colore come strumento di identità e libertà creativa
Tonalità vivaci, contrasti cromatici e nuove texture caratterizzano la collezione primavera estate 2026 del brand di eyewearLe nuove montature (nelle foto, alcuni modelli), realizzate sia in acetato sia in acciaio inox, sperimentano trattamenti superficiali e finiture capaci di valorizzare la personalità di ciascun modello, alternando colori intensi, trasparenze raffinate e tonalità piene. «Alla base della proposta rimangono i valori che distinguono il marchio, dall'equilibrio tra artigianalità e innovazione alla costante attenzione per il design e la qualità del prodotto - si legge in un comunicato di Italia Independent, brand di proprietà di House of Modo - Ogni montatura è concepita come un'espressione di individualità, contribuendo a una collezione che interpreta il colore non solo come elemento estetico, ma come strumento di identità e libertà creativa: Italia Independent vuole consolidare così il proprio posizionamento nel panorama dell'occhialeria di design, confermando una visione che unisce sperimentazione, cultura progettuale e stile contemporaneo».A cura della redazione
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Zeiss: con Ci Vediamo in Classe ha coinvolto oltre 23 mila bambini
Si è conclusa a giugno la terza edizione della campagna educational promossa nelle scuole primarie italiane dall’azienda oftalmica, alla quale quest’anno hanno aderito mille classi. Inoltre, da un questionario online cui hanno risposto 800 alunni, è emerso che il 60% di loro afferma di avere difficoltà più o meno accentuate a vedere bene da lontano la lavagnaL’iniziativa, messa in campo da Zeiss Vision Care Italia a partire dal 2023, si prefigge di educare i giovani proprio al benessere visivo, dando loro indicazioni concrete per non affaticare eccessivamente gli occhi durante la giornata e suggerendo buone pratiche e consigli, come quello di trascorrere almeno due ore al giorno all’aperto. E, attraverso la conoscenza dell’occhio stesso, della vista e dei suoi principali difetti, stimolare in loro la capacità di segnalare a un adulto eventuali fastidi e difficoltà, in modo tale da prevenire o limitare l’avanzare di problematiche, quali ad esempio la miopia.«In particolare con la pandemia, che ha cambiato le abitudini visive di tutti, i bimbi hanno fatto un uso sempre più intensivo dei device digitali, passando poco tempo all’aperto: una combinazione che compromette in maniera importante la loro visione, cui si aggiunge il fatto che spesso giungono a un controllo visivo piuttosto tardi rispetto a quanto sarebbe opportuno: con Ci Vediamo in Classe cerchiamo perciò di sensibilizzare loro e le famiglie sul tema - spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Quest’anno la campagna ha raggiunto 1.000 classi appartenenti a 266 scuole primarie a livello nazionale, arrivando a coinvolgere oltre 23 mila alunni».Tutti gli istituti aderenti hanno ricevuto un kit didattico, realizzato dalla società specializzata Neways e da Zeiss, che comprende una locandina da appendere in classe, un libretto per i docenti con all’interno varie attività da svolgere insieme agli alunni (nella foto), righelli e segnalibri in cartone e attestati di partecipazione. Ma non solo: altre 47 classi si sono unite all’iniziativa grazie al kit didattico in formato digitale. A conclusione del progetto, le classi hanno preso parte a un contest a premi che prevedeva la realizzazione di un elaborato artistico sui temi trattati, scegliendo tra due tipologie: sono risultate vincitrici la classe quinta della scuola Rodari di Bergamo e la classe 4C della scuola Oberdan di Palermo, cui sono stati assegnati materiali didattici e ludici utili per allenare le abilità visive.«Oltre a ciò, quest’anno abbiamo anche approntato un questionario online, cui hanno risposto circa 800 alunni, con quesiti che riguardavano il tempo trascorso all’aperto, le difficoltà a vedere da vicino o da lontano, la tendenza a strizzare gli occhi o a inclinare la testa durante la scrittura e così via - conclude Abbate - Per ogni domanda veniva dato un suggerimento sull’opportunità di fare controlli visivi frequenti o sul fatto che la miopia è un tema da prevenire sin da subito con soluzioni visive adeguate. Dalle risposte è emerso che un 60% complessivo dei bambini ha dichiarato di avere difficoltà, talvolta o sempre, nel vedere bene da lontano la lavagna: è un alert significativo, che segnala come sia utile sottoporli a un accertamento. Ciò ci ha ulteriormente dimostrato l’importanza di proseguire con tale attività di sensibilizzazione, che Zeiss promuove a livello di sostenibilità e attenzione al sociale: per questo abbiamo già confermato il rinnovo dell’iniziativa per l’anno prossimo, coinvolgendo almeno altre mille classi per arrivare a circa 25 mila alunni».Nicoletta Tobia
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Aldegheri: Bagnoli, un uomo umile e perbene
Il Gruppo Benetti, storica insegna veronese di gioielleria e di ottica, ricorda l'allenatore dello scudetto dell'Hellas nel 1985, scomparso il 17 luglio scorso a 91 anniLa morte di Osvaldo Bagnoli (nella foto) ha riportato alla memoria una delle pagine più belle del calcio italiano: lo scudetto conquistato dall'Hellas Verona nella stagione 1984-1985, il primo e solo club di provincia a vincerlo nella storia della Serie A a girone unico. Allenatore schivo ma determinato e innovativo sul piano calcistico, stimato per il suo equilibrio umano e professionale, Bagnoli ha guidato anche Genoa e Inter, lasciando un ricordo profondo anche al di là dei risultati sportivi, che pure sono stati importanti: oltre allo scudetto dell’85 con il Verona, ha portato il Genoa al quarto posto in campionato e ne ha fatto la prima formazione italiana a vincere sul mitico campo di Liverpool, Anfield Road, nel ’92.Tra coloro che lo hanno conosciuto personalmente c'è Claudio Aldegheri che, insieme alla moglie Patrizia Benetti, è alla guida di Ottica Benetti: il Gruppo Benetti, che oggi detiene tre centri ottici in città, è stato a lungo legato alla squadra gialloblù, punta dell’iceberg di una più ampia attività di sostegno al calcio giovanile e ad altri sport sul territorio. «Siamo stati sponsor per molti anni, anche in quello dello scudetto, e siamo rimasti a lungo vicini all'Hellas - racconta Aldegheri a b2eyes TODAY - Mio suocero Antonio Benetti, fondatore dell'attività, era un tifoso appassionato che seguiva la squadra persino in trasferta e un grande estimatore di Bagnoli».Il ricordo dell'ex tecnico è soprattutto quello di una persona dai modi semplici. «L'ho conosciuto allo stadio e l'ho incontrato anche in altre occasioni: era un uomo umilissimo e perbene - dice ancora Aldegheri - Tra noi c'era un rapporto di stima reciproca, così come con le persone che aveva scelto di avere accanto, perché gli assomigliavano nei valori: penso, ad esempio, a Emiliano Mascetti, prima calciatore e poi direttore sportivo di quella squadra fantastica, e a suo figlio Matteo, che venivano spesso nei nostri centri ottici e ai quali da optometrista ho effettuato più volte il controllo visivo. E anche diversi giocatori dell'Hellas sono passati nei nostri punti vendita».Il legame tra il Gruppo Benetti, presente a Verona da 63 anni con la gioielleria e da 45 anni con l’ottica, e la società scaligera si è consolidato attraverso numerose iniziative di sponsorizzazione. «Siamo stati presenti a lungo con i cartelloni pubblicitari allo stadio e con campagne che molti tifosi ricordano ancora oggi: la frase “L'ora esatta è offerta da Gioielleria Ottica Benetti”, che riecheggiava tra le tribune del Bentegodi, è diventata quasi un mantra per intere generazioni di tifosi e ancora oggi molti, quando mi incontrano in negozio o per strada, se lo ricordano», conclude AldegheriAngelo Magri
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Camisani Calzolari: il rischio per l’occhiale è fare da montatura al software AI degli altri
L'intelligenza artificiale sta modificando il modo di lavorare, comunicare e relazionarsi con i consumatori, aprendo nuove opportunità ma anche interrogativi per tutti i settori, compreso quello dell'ottica. Tra i protagonisti del Forum della Vista 2026, l’esperto di trasformazione digitale, docente e divulgatore offrirà una lettura di tali cambiamenti alla luce della sua esperienza: a b2eyes TODAY anticipa alcune di queste tematiche
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Irsoo: un comitato a tutela dei partecipanti a studi clinici e ricerche
A partire dal 2025 l’istituto di Vinci si è dotato di un Internal Review Board, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica rispettando i massimi standard di qualità e seguendo le linee guida internazionali: tale organismo vuole offrire un supporto concreto ai ricercatori nel loro lavoro, garantendo al contempo la piena tutela delle persone coinvolte come soggetti delle indaginiL’Irb-Irsoo è un comitato indipendente istituito per proteggere i diritti, la sicurezza e il benessere dei partecipanti a studi clinici e ricerche il quale, prima dell'avvio di qualsiasi indagine, ha il compito di analizzare e approvare i protocolli scientifici, assicurando che i rischi per i soggetti coinvolti siano ridotti al minimo e che le persone siano pienamente e correttamente informate.Per garantire una valutazione rigorosa e multidisciplinare, tale organismo si avvale delle competenze di docenti e studiosi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani, quali Antonio Calossi dell'Università degli Studi di Firenze e Milano-Bicocca, Alessio Facchin dell'Università Mercatorum, Alessandro Farini dell'Istituto Nazionale di Ottica-Cnr e dell'Università degli Studi di Firenze, Silvio Maffioletti dell'Università degli Studi di Torino e Luciano Parenti dell'Università degli Studi di Firenze.«L’Irb-Irsoo valuta esclusivamente i protocolli di ricerca che comportano un rischio pari o inferiore al livello di “rischio minimo” - spiegano a b2eyes TODAY dall’istituto di Vinci - Facendo propria una definizione recentemente adottata dal National Research Council of the Academies of Science, con tale definizione si intende “la probabilità di conseguenze paragonabili a quelle incontrate normalmente nella vita quotidiana o nel corso di indagini di routine di tipo medico, psicologico, o di esami o test nel contesto educativo, nella popolazione generale”. Presentando un protocollo, il ricercatore dichiara, sotto la propria responsabilità, che lo studio ricade in questa categoria. Rimangono pertanto escluse dalla valutazione dell’Irb-Irsoo le indagini che coinvolgono soggetti sensibili, come minori o pazienti, o che impiegano metodi strumentali considerati invasivi».Le richieste pervenute sono state inerenti a diversi ambiti dell'ottica e dell'optometria, con un focus particolare sull'utilizzo di questionari psicometrici, strumenti ritenuti indispensabili per stabilire i segnali di fastidio oculare, il comfort degli occhiali da vista, la qualità visiva di diversi tipi di lenti oftalmiche, o per comprendere le aspettative o le attitudini dei portatori di lenti a contatto. «A poco tempo dalla sua istituzione, il lavoro dell’Irb-Irsoo sta già dimostrando il suo valore strategico per la comunità scientifica - concludono dall’Irsoo - A oggi il comitato ha esaminato e approvato sette richieste e da questi protocolli validati sono già scaturite due pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed: un risultato che conferma l'impegno dell'Irsoo nel promuovere e sostenere una ricerca scientifica che sia, al tempo stesso, innovativa, rigorosa e pienamente rispondente ai criteri di tutela» (immagine creata con l'AI).A cura della redazione
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Mestre: con “Bella Storia!” ingresso gratuito grazie ad Anfao
L’iniziativa prenderà il via nelle giornate di mercoledì 22, venerdì 24 e sabato 25 luglio: in queste date, infatti, M9-Museo del ‘900 aprirà gratuitamente le proprie porte per l'intera giornata, con il sostegno dell’associazione dell’industria nazionale dell’eyewear, che ha aderito al progetto nell’ambito del suo impegno per la promozione e la diffusione della cultura. I visitatori avranno così l’accesso sia all’esposizione permanente sia alla mostra “Pertini. L’arte della democrazia”Rendere la cultura un’esperienza quotidiana e alla portata di tutti, abbattendo ogni barriera: con questo spirito prende vita il progetto di M9-Museo del ‘900 di Mestre, che propone un modello innovativo di collaborazione tra la struttura espositiva e il tessuto produttivo del territorio. Attraverso una formula di microsponsorizzazione le imprese locali scelgono di farsi promotrici attive dello sviluppo socioculturale della comunità, sostenendo direttamente la distribuzione di ingressi gratuiti e offrendo alla cittadinanza nuove occasioni per vivere il museo senza barriere economiche.«Con “Bella Storia!" (nella foto, la locandina) proponiamo una formula in cui il mecenatismo si fa quotidiano e vicino alle persone, permettendo al mondo produttivo di contribuire al benessere della collettività - dichiara in una nota di M9-Museo del ‘900 la direttrice Serena Bertolucci - Il supporto di Anfao per queste tre giornate rappresenta un esempio virtuoso di come le aziende possano prendersi cura del proprio tessuto sociale, regalando bellezza, conoscenza e inclusione a tutti i cittadini».“Bella Storia!” si propone dunque come una partnership strategica per lo sviluppo culturale, nella convinzione che il sostegno al patrimonio storico è un investimento fondamentale per la coesione sociale e per la costruzione di una comunità più consapevole.«L'occhialeria italiana è espressione di manifattura, creatività e cultura - commenta nel comunicato Lorraine Berton, presidente di Anfao - Per questo riteniamo che appoggiare iniziative capaci di avvicinare le persone al patrimonio del nostro paese sia un modo concreto per contribuire alla crescita e alla valorizzazione del made in Italy. Siamo quindi felici di aderire a "Bella Storia!", un progetto che rende la cultura più accessibile e testimonia come la collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo possa generare valore condiviso».A cura della redazione
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Vecchies: consulente tecnico d’ufficio, un’opportunità di crescita professionale
La ex presidente di Sopti, professionista sanitaria grazie alla laurea in Ortottica, ha recentemente ottenuto l’incarico presso il Tribunale di Pordenone
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Optovision: Destination Experience diventa un progetto continuativo
Dopo le tappe che a maggio hanno attraversato Lombardia, Lazio e Puglia, il format dell’azienda oftalmica evolve in un percorso strutturato, con eventi in store e materiali di comunicazione e formazione: l’obiettivo è mettere al centro la consulenza, la personalizzazione e l'affiancamento dei centri ottici partner attraverso il metodo Shape Your Vision«La formazione non si esaurisce in una giornata di evento: è da questa convinzione che nasce l’evoluzione di Destination Experience, il format ideato da optovision che, dopo aver coinvolto numerosi centri ottici, si arricchisce di nuovi strumenti e di un percorso pensato per trasformare la consulenza in un vero elemento distintivo», si legge in un comunicato di optovision.Protagonista del percorso Shape Your Vision (nella foto, l'immagine di campagna) è il ColorMatic Style Ritual, un metodo di consulenza strutturato che accompagna il professionista della visione in ogni fase della relazione con il cliente finale, dall'ascolto delle sue esigenze fino alla scelta della soluzione visiva più adatta al suo stile di vita. «Una consulenza che parte dall'analisi delle abitudini quotidiane e delle necessità visive, ma che va oltre l'aspetto funzionale: l'obiettivo è aiutare ogni persona a trovare una soluzione capace di migliorare anche il proprio stile e che al tempo stesso sia in grado di esprimere identità e personalità - prosegue la nota - Un approccio che valorizza la personalizzazione dell'esperienza d'acquisto e rafforza il ruolo del centro ottico come consulente della visione».Tra le principali novità, il progetto prevede un percorso continuativo dedicato ai centri ottici che hanno preso parte a Destination Experience. «Nel corso dell'anno verranno messi a disposizione contenuti social esclusivi, materiali di comunicazione, approfondimenti formativi e strumenti pratici per accompagnare l'implementazione del metodo Shape Your Vision all'interno del punto vendita», si legge ancora nel comunicato.Accanto a queste attività, optovision da settembre offrirà la possibilità ai centri ottici partecipanti di organizzare eventi personalizzati direttamente in store, sviluppati in base alle specifiche esigenze del singolo partner. «Occasioni di incontro e formazione pensate per coinvolgere il team del negozio e, dove previsto, anche il consumatore finale, trasformando la consulenza in un'esperienza ancora più coinvolgente e personalizzata - conclude il comunicato - Il percorso sarà inoltre supportato da un programma di comunicazione dedicato, con contenuti social, materiali digitali e iniziative studiate per aiutare il centro ottico a raccontare il valore della consulenza personalizzata anche attraverso i propri canali di comunicazione».A cura della redazione
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Bicocca, un workshop con imprenditori e manager per i 25 anni del corso di laurea
L'incontro, ospitato il 13 luglio scorso a Villa Monastero di Varenna, in provincia di Lecco, ha riunito una quarantina di esponenti dell’industria, del retail e del mondo accademico con l'obiettivo di raccogliere indicazioni utili per l'evoluzione della formazione optometricaIn occasione del venticinquesimo anniversario dell'istituzione del corso di laurea in Ottica e Optometria, attivato nel 2001, l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Società Italiana di Fisica hanno organizzato il 13 luglio scorso “Optometria@UniMiB 25+”, un momento di incontro con alcuni tra i principali stakeholder del settore, con l'obiettivo di raccogliere bisogni, aspettative e prospettive del mondo imprenditoriale.Al workshop hanno preso parte circa trenta tra imprenditori e manager di aziende dell’oftalmica, della contattologia, della strumentazione e delle montature, nonché del retail, che negli ultimi anni hanno collaborato a vario titolo con l’ateneo e con il centro di ricerca Comib: oltre a loro erano presenti alcuni esponenti del mondo universitario, tra cui una rappresentanza degli studenti del corso di laurea magistrale in Optometry and Vision Science. «La scelta di Villa Monastero, storica sede della Scuola Internazionale Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica, ha voluto sottolineare il valore simbolico dell'iniziativa quale luogo di formazione e confronto scientifico internazionale – si legge in un comunicato degli organizzatori - Dopo i saluti istituzionali della presidente della Società Italiana di Fisica, Angela Bracco, e del professore emerito dell'Università di Milano-Bicocca, Alessandro Borghesi (a sinistra, nella foto in basso a destra, con Silvia Tavazzi, Giulia Carlotta Rizzo e Fabrizio Zeri), si sono susseguiti gli interventi introduttivi, coordinati dall'esperta di comunicazione Luisa Redaelli, che hanno poi lasciato spazio a un confronto aperto tra tutti i partecipanti. Fabrizio Zeri (nella foto in alto a sinistra, con Erika Ponzini, a sinistra, e Anna Galli) professore associato presso il Dipartimento di Scienze dei materiali dell’Università Bicocca di Milano, ha illustrato il ruolo dell'optometria nei servizi di vision care in Italia e nel mondo, mentre Silvia Tavazzi, presidente del Consiglio di coordinamento didattico presso il medesimo dipartimento, ha presentato i contenuti dei corsi di laurea triennale e magistrale. A sua volta Paolo Giovanni Viola, presidente dell’Ordine Interprovinciale dei Chimici e dei Fisici della Lombardia, ha proposto una sintesi dei principali provvedimenti ministeriali emanati tra il 2018 e il 2026 di interesse per i laureati».
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Ferrario: perché mi piace andare ancora in bici dagli ottici
Sono cambiate le modalità di spostamento e di visita ai negozi, ma l’agente lombardo, oggi settantunenne, con quasi cinquant’anni di esperienza nel settore e ormai in pensione, continua a visitare i clienti su due ruotePer molti rappresentanti gli spostamenti sono prevalentemente in automobile, fra traffico, parcheggi e tangenziali. Per Marco Ferrario, invece, la giornata comincia sempre in bicicletta. Lo fa dagli anni Ottanta e non ha cambiato abitudine nemmeno oggi, con una lunga carriera negli strumenti e nell’oftalmica, tra Essilor e Tokai, alle spalle. «All’inizio della mia attività lavorativa parcheggiavo la bici lontano dal negozio perché mi imbarazzava presentarmi così a un cliente - racconta a b2eyes TODAY - Ora, invece, la lascio davanti all'ingresso e spesso gli ottici mi invitano a parcheggiarla all'interno». Sono tutti punti vendita indipendenti, alcuni dei quali sensibili al progetto Eticamente, di cui Tokai è stata la prima azienda partner.Ferrario parte di primo mattino da Inverigo, località della Brianza comasca, raggiunge Milano in treno con la bicicletta e dalle stazioni di arrivo cittadine si sposta pedalando tra un appuntamento e l'altro. Quando il collegamento ferroviario non è comodo, utilizza l'automobile fino alle zone periferiche e completa gli spostamenti urbani sulle due ruote. Una modalità di lavoro che offre vantaggi pratici, evitando il traffico cittadino, la ricerca del parcheggio e i relativi costi. «Pedalare mi diverte e mi consente di arrivare dal cliente con meno stress e più carica - spiega l’agente lombardo - La bicicletta serve soprattutto a me: se poi diventa anche uno spunto per iniziare una conversazione, tanto meglio. Sebbene il punto di forza resti comunque il prodotto che propongo». Non manca però una riflessione sulla sicurezza. «Oggi Milano è molto complicata in fatto di traffico, che è diventato asfissiante, e la convivenza tra auto, furgoni parcheggiati sulle piste ciclabili, biciclette, monopattini e altri mezzi richiede particolare attenzione. Questa città non è ancora Amsterdam, purtroppo».Nel tempo è cambiato anche il modo di lavorare. I cataloghi cartacei hanno quasi completamente lasciato il posto agli strumenti digitali, mentre nello zaino trovano spazio le couvette con le lenti necessarie durante le visite ai clienti. Ferrario ha inoltre aperto su Instagram il profilo Tokai.bike, dove pubblica fotografie della bicicletta in luoghi particolari, accompagnandole a riferimenti ai centri ottici incontrati lungo il percorso e condividendo anche contenuti inviati da professionisti di diverse regioni italiane.«Fino a quando andrà avanti? Finché starò bene - conclude il professionista - L'unico limite che avverto oggi è un lieve calo dell'udito, ma per il resto continuo a divertirmi. E il lunedì, quando non lavoro, mi butto nell’altra mia grande passione: la canoa» (nella foto, Marco Ferrario e la sua bicicletta all'interno di Ottica Chierichetti a Milano). Angelo Magri
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Lozza: con Galleria Italia esplora luce, forma e design
La collezione dell’house brand di De Rigo si sviluppa in tre capitoli, ciascuno dedicato a un elemento fondamentale della visione e del design dell’occhialeI nove modelli della capsule collection Galleria Italia di Lozza (nelle foto), che traggono ispirazione dalle gallerie italiane e dal loro ruolo di custodi di bellezza, cultura e ricerca estetica, sono interamente realizzati nel nostro paese e suddivisi in tre drop, andando a costruire una narrazione progressiva, come spiega una nota dell’house brand di De Rigo Vision. «Il primo capitolo, Frames of Light, introduce il tema della luce come origine della visione: le montature esplorano trasparenze, riflessi e cromie luminose attraverso un’estetica leggera ed eterea, raccontando l’occhiale come filtro percettivo e strumento attraverso cui osservare e interpretare il mondo – si legge nel comunicato - Il percorso prosegue con Frames of Shape, dedicato alla forma come elemento capace di definire identità e carattere: il linguaggio diventa più strutturato e architettonico, con linee nette e volumi controllati che trasformano l’occhiale in un segno riconoscibile, espressivo oltre la sua funzione».A chiudere la narrazione è Frames of Time, «un capitolo che celebra il valore della durata e della tradizione italiana: il design si riduce all’essenziale e richiama la capacità degli oggetti ben progettati di attraversare il tempo, evolvendo senza perdere la propria identità - conclude la nota - Con Galleria Italia, Lozza interpreta l’occhiale come una forma di espressione in cui tradizione italiana e contemporaneità dialogano».A cura della redazione
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Eyewear, nel primo trimestre export ancora penalizzato dagli Usa
Tra gennaio e marzo 2026 le vendite di occhiali italiani sui mercati esteri sono state pari a 1,34 miliardi di euro, con una flessione del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: soffre soprattutto il sole (-7,6%), mentre il vista evidenzia una maggiore tenuta (-3,8%)Secondo i dati Anfao, diffusi in occasione dell’assemblea generale del 14 luglio scorso (nella foto), particolarmente significativa nel periodo è risultata «la contrazione del mercato statunitense che, pur rimanendo strategico per il comparto, registra un'importante flessione, confermando la necessità di proseguire lungo un percorso di diversificazione geografica e di rafforzamento della presenza dell'occhialeria italiana nelle aree a maggiore potenziale – si legge in una nota dell’associazione delle aziende italiane di eyewear - Gli Stati Uniti, che in passato arrivavano ad assorbire circa il 30% dell’export del comparto, nel primo trimestre 2026 si attestano intorno al 12%, con una flessione significativa: -22,4% per le montature da vista e -33,8% per il totale vista e sole rispetto a gennaio-marzo 2025».Se gli Usa fanno segnare questa forte contrazione, tiene invece l’Europa occidentale. «La Francia rimane il secondo mercato di destinazione, mentre Germania, Spagna e Regno Unito mostrano segnali positivi, con un incremento, nel comparto montature e occhiali da sole, rispettivamente del 6,8%, del 3,6% e del 3% - precisa il comunicato - Un altro elemento interessante è l’espansione verso l’Europa centro-orientale, con la Polonia che registra una crescita del 28,6% nell’export complessivo, mentre anche Ungheria e Croazia presentano variazioni positive».Sul fronte extraeuropeo si segnala il recupero di Hong Kong (+26,9% nel vista e +15% in totale), che secondo Anfao torna così a rappresentare un hub importante per l’area asiatica. L’incremento generale del 2,5% per il Brasile sarebbe invece la conferma dell’interesse per il made in Italy nei mercati dell’America Latina anche grazie all’accordo Mercosur. «Questi dati delineano una geografia dell'export sempre più diversificata rispetto al passato», conclude la nota dell’associazione di categoria.A cura della redazione
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Anfao: senza il talento delle persone non c’è futuro per il settore
È il messaggio di fondo emerso dall’assemblea generale dell’associazione che rappresenta le aziende italiane di occhialeria e lenti oftalmiche, tenutasi il 14 luglio scorso presso Palazzo Flangini a VeneziaDurante il tradizionale momento annuale di confronto e condivisione degli obiettivi e dei progetti tra le imprese associate la presidente Lorraine Berton, insieme alla squadra dell’associazione (nella foto), ne ha illustrato la visione strategica, per sostenere il settore in una fase di profonde trasformazioni, caratterizzata da nuovi equilibri economici, innovazione tecnologica e cambiamenti nelle dinamiche globali. «In uno scenario in cui il cambiamento è diventato la normalità, il compito di Anfao non è soltanto rappresentare le imprese, ma accompagnarle nella costruzione del futuro - ha dichiarato Berton - Oggi la competitività non dipende solo dalla capacità di reagire alla trasformazione, ma da quella di anticiparla aiutando le aziende a leggere i segnali contingenti, creando opportunità e condizioni affinché il nostro settore continui a essere protagonista sui mercati internazionali. Ed è proprio con questo obiettivo che dobbiamo prima di tutto dare valore alle persone e ai talenti: sono loro il vero motore di ogni impresa. Possiamo acquistare nuove tecnologie, aprire nuovi mercati, costruire nuovi stabilimenti, ma senza persone preparate, motivate e capaci di innovare, nessuna impresa può crescere».Nel corso della giornata è stata illustrata una panoramica delle principali attività e dei progetti che guideranno l'associazione nei prossimi mesi, costruiti attorno a cinque direttrici strategiche: persone, innovazione, mercati, cultura e visione, per accompagnare le imprese nell'affrontare le sfide di un contesto in continua evoluzione.Talent Bridging è il nuovo percorso promosso da Anfao per supportare le aziende dell'occhialeria nell'attrarre, sviluppare e trattenere i talenti, rispondendo alle attuali sfide del mercato del lavoro. Il programma prenderà il via il 15 settembre con il workshop Talent Magnet, dedicato all'attrattività delle imprese, all'analisi delle aspettative delle nuove generazioni e alle strategie di employer branding, con la testimonianza di Max Maiorino, calzolaio di Saronno che, grazie ai video su TikTok e Instagram, ha trasformato il suo antico mestiere in un'attività di successo. Il 27 ottobre si terrà Talent Sustain, incentrato sulle strategie per valorizzare le competenze, preservare il know how aziendale e fidelizzare i talenti. Seguirà il follow-up per accompagnare le aziende stesse nella messa a terra dei piani d'azione e condividere i risultati. L’iter si concluderà con un evento finale, alla presenza di uno special guest, durante Mido 2027 e un attestato dell'esperienza e delle competenze acquisite.
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Padova: il corso di alta formazione nella gestione miopica alza l’asticella
La terza edizione del percorso multidisciplinare proposto dall'Università patavina, al via a metà ottobre, punterà su un format più agile, composto da sei incontri bisettimanali, e su un programma aggiornato alle più recenti evidenze scientifiche e innovazioni tecnologicheA due anni di distanza dall’ultima edizione il Corso di alta formazione in gestione della progressione miopica dell’Università di Padova si rinnova, con una formula più agile, per venire incontro alle esigenze dei partecipanti: l’iter è stato infatti riorganizzato in 48 ore complessive, articolate in sei incontri di otto ore ciascuno con cadenza bisettimanale. «Questa edizione introduce un format rinnovato, pensato per conciliare al meglio la formazione con l'attività lavorativa dei partecipanti - spiega a b2eyes TODAY Gianluca Ruffato, presidente del corso di laurea in Ottica e Optometria dell'Università di Padova – È stata mantenuta la solida impostazione multidisciplinare del passato e il programma è stato aggiornato per recepire le più recenti evidenze scientifiche e le innovazioni tecnologiche nel controllo della miopia, con un maggiore focus sull'integrazione delle diverse strategie di trattamento e monitoraggio. Il corpo docente è stato inoltre ampliato e in parte rinnovato, con il coinvolgimento di esperti provenienti sia dal mondo accademico sia dalla pratica clinica, così da offrire ai partecipanti una panoramica ancora più completa e aggiornata delle competenze richieste in questo settore in continua evoluzione».Le principali tematiche riguarderanno la moderna gestione della progressione miopica, dalla fisiopatologia e dai fattori di rischio alle metodologie diagnostiche e alle strategie di intervento supportate dall'evidenza scientifica, comprese le soluzioni ottiche, l'ortocheratologia, la contattologia specialistica, gli approcci farmacologici e le terapie luminose. Verranno alternate lezioni teoriche, discussioni di casi clinici e dimostrazioni pratiche. «Ci aspettiamo la partecipazione di ottici optometristi e ortottisti, tra i quali giovani neolaureati e professionisti interessati ad acquisire competenze avanzate in un ambito di estrema attualità - aggiunge Ruffato - Puntiamo a offrire al mondo ottico optometrico un percorso formativo avanzato in un ambito di crescente rilevanza nella pratica clinica: l’approccio multidisciplinare e il confronto con esperti del settore consentono di ampliare le competenze professionali e di rispondere in modo più efficace alle nuove esigenze degli utenti finali e del mercato dell'eyecare».La collaborazione con la classe medica rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa. «Oculisti e altri specialisti contribuiscono con competenze fisiopatologiche, diagnostiche e terapeutiche, favorendo un approccio che integra il ruolo dell’ottico optometrista con quello del medico nella gestione del soggetto miope – dice ancora Ruffato - Il corso promuove così un modello di collaborazione professionale, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, oggi ritenuto essenziale per un'efficace gestione della progressione miopica».Anche Renzo Colombo, ideatore del progetto insieme a Marino Formenti, ne sottolinea l'evoluzione. «Ci aspettiamo professionisti realmente interessati a questa problematica visiva: si può partire anche da conoscenze di base, ma l'obiettivo è approfondire gli aspetti più utili per l'attività quotidiana - sottolinea Colombo a b2eyes TODAY.
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Roma: Fluxus Eyewear all’Elite Model Look World Final
L’azienda parteciperà, insieme ad altri partner, alla 41esima edizione dell’evento che cerca nuovi volti da lanciare sulle passerelle internazionali: la serata finale del 17 luglio è in programma nella cornice delle Corsie Sistine dell'Arcispedale di Santo Spirito in Sassia nella Capitale. Le location dell’evento e alcuni dei finalisti saranno protagonisti della nuova campagna dell’omonimo brand, in licenza per l’occhialeria alla società modeneseCinquanta giovani talenti provenienti da ogni angolo del pianeta, finalisti selezionati tra migliaia di aspiranti, hanno vissuto un percorso di formazione presso il model bootcamp di Villa Cornetto-Bourlot, all’interno della Tenuta Sant'Antonio di Tivoli, prima del loro debutto ufficiale sulla passerella capitolina.In occasione di questo appuntamento di rilievo mondiale Fluxus Eyewear ha scelto le location romane dell’evento per realizzare la nuova campagna di Elite Eyewear, marchio in licenza alla realtà modenese, scattata dalla fotografa di origine norvegese Turi LØvik Kirknes, specializzata nella fotografia di alta gioielleria, beauty e fashion. «I protagonisti degli scatti saranno gli occhiali Biggie e Lizzo (nelle foto, a sinistra), realizzati in collaborazione con lo studio Frank Stephenson Design, e i modelli da sole di Elite Eyewear, indossati da una selezione esclusiva di alcuni finalisti del concorso - si legge in un comunicato di Fluxus Eyewear - Questa iniziativa sottolinea l’impegno del brand nel sostenere i volti nuovi del fashion system, seguendo le orme di leggende scoperte proprio da Elite, come Gisele Bündchen, Cindy Crawford e Vittoria Ceretti».«Essere partner della Elite Model Look World Final a Roma rappresenta per Fluxus un'importante occasione per raccontare la nostra visione dell'eyewear: unire design, innovazione e talento in un contesto internazionale - dichiara nella nota Laura Martellino (nella foto, a destra), fondatrice di Fluxus Eyewear - Coinvolgere i protagonisti della 41esima edizione nella nostra nuova campagna significa dare voce a una generazione che interpreta con naturalezza uno stile autentico, dinamico e contemporaneo».La serata del 17 luglio vede i finalisti sfilare davanti a una giuria di esperti e a 300 ospiti selezionati per decretare i vincitori che entreranno nel network globale di Elite.A cura della redazione
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Hoya: in autunno una nuova campagna tv sulle progressive
Da ottobre la comunicazione consumer dell'azienda oftalmica punterà su un claim rinnovato e sulla musica associata alle immagini: l’obiettivo è continuare a sostenere lo sviluppo della categoria e orientare il pubblico verso i centri ottici partnerDa ottobre Hoya darà il via a una nuova campagna dedicata alle lenti progressive, confermando il proprio impegno nel promuovere il valore di una visione di qualità in ogni fase della vita. «Negli ultimi anni abbiamo contribuito a sostenere la crescita del mercato italiano delle progressive anche attraverso un'importante attività di comunicazione consumer, capace di avvicinare un numero sempre maggiore di persone ai benefici di queste soluzioni visive, orientandole verso i centri ottici - si legge in una nota dell’azienda oftalmica - In quella precedente il claim “Lenti così confortevoli che non ti accorgi di indossarle” puntava a valorizzare uno degli aspetti più apprezzati dai portatori delle soluzioni Hoya: il comfort visivo nella quotidianità. Oggi siamo pronti ad aprire un nuovo capitolo della nostra comunicazione».Il prossimo spot sarà infatti accompagnato dal claim “Vivi la vita con lenti progressive Hoya” (nella foto), che vuole essere immediato ed emozionale, «per elevare il comfort derivato dall'esperienza con le lenti progressive a ciò che una visione nitida e naturale a tutte le distanze rende possibile ogni giorno: vivere pienamente i momenti, le relazioni, le passioni e le attività che arricchiscono la quotidianità di ognuno di noi – prosegue il comunicato - Un altro importante elemento di novità sarà la colonna sonora, che contribuirà a esaltarne il messaggio, amplificandone l’impatto emotivo e favorendone la memorabilità. L’associazione tra immagini e musica renderà infatti lo spot più distintivo, facilitandone il ricordo da parte del pubblico anche nel tempo».Con questa nuova campagna Hoya vuole celebrare il valore di vedere bene in linea con “Improve Life through Vision”, la missione globale dell'azienda, «condivisa con i suoi partner, per garantire insieme la migliore visione possibile e migliorare concretamente la vita delle persone», conclude la nota.A cura della redazione
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Oakley, con Infiniloop l’infinito si indossa
La più recente creazione dell’house brand di EssilorLuxottica vuole sfruttare la geometria della linea continua per vincere una vera e propria sfida progettuale, ovvero sostenere una lente sul volto utilizzando il minor numero possibile di lineeOakley ha cercato di rendere tangibile il concetto di infinito trasformandolo in un accessorio da indossare. «Frutto di una continua ricerca sperimentale, Infiniloop (nelle foto, alcune immagini di campagna) segna un passo significativo nello sviluppo dei prototipi - spiega una nota dell’house brand di EssilorLuxottica - La montatura nasce dal connubio di due materiali: titanio per la linea superiore, O Matter per quella inferiore, con pochi e delicati punti di contatto. Per effetto dell’uso intenzionale del vuoto, le lenti sembrano fluttuare nella struttura, con i bordi esterni lasciati a vista. L’occhiale appare così come una straordinaria opera architettonica da indossare».Proposto in quantità limitate nelle varianti Polished Chrome e Matte Black con lenti Prizm Black, Infiniloop mira a unire design d’avanguardia, appeal collezionistico e tecnologia di punta. L’ispirazione nasce dalla saga Future Genesis, la piattaforma creativa del marchio che ne alimenta sia lo storytelling sia le innovazioni di prodotto. Il lancio di Infiniloop è accompagnato da un cofanetto di fumetti da collezione dedicato a Future Genesis-Chapter 2, in cui ritroviamo Maxine Fearlight, eroina del brand, alla vigilia di un viaggio ribelle verso il mondo esterno destinato a cambiarle la vita per sempre.A oggi Infiniloop è disponibile esclusivamente nei monomarca Oakley.A cura della redazione
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Vassalli, valvassori, valvassini
Nel Medioevo l'Italia si è cristallizzata in un reticolo di feudi: ogni livello aveva qualcuno sopra e un obiettivo tutto suo, nessuno guardava all'insieme. Uno scenario simile all’ottica di oggi?Nell’Italia medievale il re dipendeva dai vassalli, i vassalli dai valvassori, i valvassori dai valvassini. La Francia ha risolto il nodo in un colpo solo: Luigi XIV ha portato i grandi nobili a Versailles, li ha resi dipendenti dai suoi favori e ha costruito una struttura amministrativa con una sola regia, «L'État, c'est moi», lo Stato sono io. Decisioni più lente, forse, ma una direzione sola.L'Italia quel passaggio non l'ha mai fatto. Comuni, signorie, campanili, corporazioni: il potere è rimasto frammentato. E l’impronta della frammentazione è rimasta fino a oggi, nelle categorie, negli ordini, nelle associazioni di settore, che parlano lingue diverse e difendono ciascuna il proprio feudo. L'ottica del nostro paese non sembra fare eccezione. Mi viene in mente questa metafora. Ci sono i vassalli: i grandi gruppi industriali e le catene che dettano condizioni a fornitori, partner e listini. Ci sono i valvassori: i centri ottici indipendenti, che ricevono il “feudo” - marchio, fornitura, formazione - e restano fedeli a chi glielo concede. E ci sono i valvassini: il negozio di quartiere, ultimo anello della catena, che subisce condizioni decise altrove e non ha pressoché voce nella strategia del settore. Il risultato? Tanti feudi che competono tra loro invece di far crescere congiuntamente il business. Mentre la domanda di salute visiva esplode, con la popolazione che invecchia, le ore davanti agli schermi che si moltiplicano, la miopia in crescita tra i più giovani, la filiera continua a litigare su prezzo e territorio invece di investire insieme in prevenzione e cultura della vista e della visione. Ogni feudo difende il proprio orto e il mercato interno resta piccolo rispetto al suo potenziale demografico.Non serve tuttavia un Re Sole che accentri tutto, si perderebbe l'autonomia che fa vivere i territori: occorre un direttore d'orchestra, qualcuno che non suona al posto degli altri ma offra una linea comune. Finché in Italia l’ottica resterà un arcipelago di feudi, il mercato continuerà a svilupparsi a fatica, un negozio alla volta, mai come sistema. Spero di sbagliarmi, ma i segnali paiono inequivocabiliNicola Di Lernia
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Rizzieri e Vagge nel consiglio dell’European Myopia Network
I due professionisti italiani fanno parte del direttivo dell’organismo multidisciplinare creato poco più di un anno fa per affrontare le sfide imposte da questa problematica visiva: è presieduto da Andrzej Grzybowski, oculista e professore di Oftalmologia presso l’Università di Warmia e Masuria di Olsztyn, in PoloniaL’European Myopia Network nasce nel 2025 come iniziativa paneuropea finalizzata ad affrontare la crescente diffusione della miopia: la rete riunisce ricercatori, accademici, esponenti della classe medica e del mondo ottico optometrico, con l’obiettivo di favorire la collaborazione scientifica internazionale, armonizzare le linee guida cliniche, promuovere la ricerca e sviluppare strategie sempre più efficaci per la prevenzione e la gestione miopica in Europa.La governance scientifica è affidata a un consiglio composto da una trentina di professionisti ed esperti del nostro continente, presieduto dall’oftalmologo polacco Andrzej Grzybowski. Tra i nuovi membri del consiglio figura Nicola Rizzieri (nella foto, a destra), laureato magistrale in Optometria clinica e docente presso l’Università della Lettonia, dove sta attualmente conseguendo il dottorato di ricerca in Fisica medica con specializzazione in Optometria. Nello stesso direttivo è già presente Aldo Vagge (nella foto, a sinistra), professore associato di Oftalmologia presso l’Università di Genova e segretario della European Myopia Society, società scientifica europea impegnata nel campo della miopia.«La presenza di due professionisti italiani testimonia il crescente contributo che il nostro paese sta offrendo alla ricerca e alla pratica clinica in questo ambito: la collaborazione interdisciplinare rappresenta oggi un elemento imprescindibile per affrontare efficacemente una condizione destinata a interessare un numero sempre maggiore di persone nei prossimi decenni, favorendo il dialogo e la condivisione delle best practice – dice Rizzieri a b2eyes TODAY - Il coinvolgimento dell’Italia nei progetti dedicati alla prevenzione e al controllo della progressione miopica contribuisce inoltre a rafforzarne il ruolo nello sviluppo delle future strategie di gestione di tale problematica visiva. L'auspicio è che tutto ciò possa consolidare ulteriormente la collaborazione multidisciplinare tra area ottico optometrica, classe medica, ricercatori e istituzioni accademiche anche nel nostro paese, per una sempre maggiore integrazione delle competenze nella prevenzione, nella ricerca e nel controllo miopico».Rizzieri ricorda inoltre il motivo per cui è nato l’European Myopia Network. «Nel nostro continente non mancano altri organismi che si occupano con professionalità e competenza di miopia e della sua gestione, ma si sentiva il bisogno di crearne uno con una forte impronta istituzionale e interdisciplinare e, soprattutto, totalmente a matrice europea, così da avvicinare ancora di più le figure professionali di quest’area geografica attive su tale problematica visiva», precisa RizzieriA cura della redazione
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Eco Eyewear, tre nuovi modelli per la gamma Biobased
Lewa, Barton e Kendrick arricchiscono la collezione primavera estate 2026 del marchio di House of Modo con nuove proposte caratterizzate da materiali di origine biologica, design contemporaneo e clip solare magnetica, confermando l'impegno del brand verso un'occhialeria sempre più sostenibileRealizzati con materiali di origine biologica che contribuiscono a ridurre l’uso di risorse fossili, Lewa, Barton e Kendrick (nelle foto, dal basso, in senso antiorario) della collezione Biobased vogliono coniugare design contemporaneo, comfort e resistenza senza rinunciare allo stile. «Lewa si distingue per un’estetica femminile dalle linee morbide e da una palette raffinata che comprende Plum, Blue, Black e Pink Tortoise, mentre Barton e Kendrick interpretano un gusto più deciso con silhouette strutturate e tonalità come Olive Gradient, Teal e Smoke Crystal - si legge in un comunicato di Eco Eyewear - Tutti i modelli sono dotati di clip solare magnetica, soluzione che permette di trasformare rapidamente gli occhiali da vista in occhiali da sole. L'ampliamento della collezione conferma la strategia di Eco Eyewear di sviluppare prodotti responsabili senza compromessi sul piano estetico e funzionale». L'impegno del marchio si estende inoltre al progetto One Frame, One Tree, «grazie al quale sono stati piantati oltre quattro milioni di alberi nel mondo, un risultato che ha consentito all'azienda di raggiungere lo status di brand carbon negative e di rafforzare la propria missione a favore di un futuro più sostenibile», conclude la nota. A cura della redazione
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Sel Optical: 250 tipologie di filtri solari per i centri ottici
Con il nuovo catalogo dedicato alle lenti da sole l'azienda oftalmica mette a disposizione del retail oltre 4 milioni di pezzi in pronta consegna direttamente dai magazzini centralizzati di Codigoro, in provincia di FerraraIn CR39, in nylon, in policarbonato, polarizzati e in vetro minerale: il nuovo Catalogo Filtri Solari 2026 di Sel Optical propone oltre 250 tipologie di filtri solari (nella foto), in molteplici combinazioni di colori e specchiature per soddisfare le esigenze più trendy richieste dal mercato, mettendo così a disposizione dei centri ottici oltre 4 milioni di pezzi in pronta consegna direttamente dai magazzini centralizzati di Codigoro, una delle sedi dell’azienda. Tutto questo grazie all’expertise di una divisione interamente dedicata alla produzione di lenti solari, che dal 1983 lavora con alcuni dei più rinomati brand di occhialeria nazionali e interazionali.La realtà ferrarese esegue dunque nei propri laboratori interni colorazioni intere, degradanti e bi-degradanti, con sfumature fashion di tendenza, oltre a specchiature tradizionali o “infrared” con iridescenze che rendono particolare l’effetto estetico. «Ogni filtro solare può essere personalizzato con trattamenti antiriflesso di superficie di ultima generazione, che possono essere richiesti e applicati su entrambe le superfici o solamente su quella interna della lente, indispensabili per eliminare le immagini fantasma generate dalla luce laterale - spiega un comunicato di Sel Optical - Un’ulteriore dimostrazione dell'impegno nell'innovazione è rappresentata da tecnologie dinamiche come i filtri fotocromatici: queste soluzioni si adattano in pochi istanti ai mutamenti della luce ambientale, scurendosi rapidamente sotto l’azione dei raggi UV e tornando chiare in interni o all’ombra». I filtri fotocromatici di Sel Optical sono disponibili in 6 colorazioni: grigio, marrone, verde, blu, rosa e viola e offrono un elevato comfort quotidiano.«Attraverso i suoi 12 centri servizi dislocati sul territorio nazionale, oltre alla sede produttiva e al polo logistico di Codigoro, la Divisione Filtri Solari di Sel Optical supporta i professionisti della visione con un servizio di consegna veloce e flessibile - prosegue la nota - L'azienda garantisce spedizioni tempestive che permettono ai centri ottici di ricevere lenti oftalmiche e filtri solari pronti al montaggio in tempi molto rapidi, offrendo al cliente finale un prodotto interamente made in Italy. Anche i filtri solari, come le lenti oftalmiche, possono essere richiesti in telesagomatura ed essere recapitati nel punto vendita pronti per essere adattati sulle montature prescelte».A cura della redazione
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Occhialeria Sociale si amplia: da Milano a Torino, fino a Busto Arsizio
Gino Repetto punta a “riqualificare” le periferie italiane, offrendo montature a prezzi agevolati per persone in difficoltà: partito da Genova, da via Prè, zona popolare del capoluogo ligure, e arrivato a Pavia e Vigevano, il format, che unisce etica e impresa, ora si espande con una nuova apertura nella città in provincia di VareseIl 2026 segna un punto di svolta per Occhialeria Sociale, il progetto imprenditoriale guidato da Gino Repetto che, partito da Genova, ha saputo trasformare il centro ottico in un presidio in zone periferiche. A distanza dalla prima inaugurazione, avvenuta nel 2022, la realtà si presenta oggi come una rete in piena espansione, in quartieri che lui definisce di frontiera, aree spesso trascurate dal business tradizionale. L’esempio di Torino (nella foto, in alto, a sinistra), con l’avvio in Piazza della Repubblica, in zona Porta Palazzo, nel 2024, e di Milano (nella foto, in basso, a sinistra), con il punto vendita nel quartiere Corvetto inaugurato a settembre dello scorso anno, ne sono la prova. «A Corvetto, in particolare, l’apertura ha colmato un vuoto clamoroso: in un quartiere di circa 40 mila abitanti non esisteva alcun centro ottico, evidenziando uno scollamento profondo tra le logiche di mercato e i bisogni reali della cittadinanza - spiega a b2eyes TODAY Repetto - Proprio per questa reale necessità, il negozio di Torino inserirà a breve il quarto ottico in organico, a testimonianza di una domanda crescente e di un servizio che risponde a un’esigenza primaria».La formula di Occhialeria Sociale è flessibile e si adatta al contesto locale. «Se a Genova il modello è di proprietà diretta e a Pavia, Bologna (nella foto, a destra) e Vigevano in franchising, a Milano ho optato per una partnership strategica con l’Antica Farmacia dell’Abbazia di Chiaravalle, un’alleanza nata sia per rispondere a un bisogno concreto del territorio sia per ottimizzare i costi di gestione in un mercato dagli affitti elevati», precisa Repetto. La rete ora si prepara a un nuovo tassello: l’apertura di Busto Arsizio, prevista per ottobre. «Il modello resta lo stesso: prezzi calmierati per tutti e gratuità totale per chi ha un Isee inferiore ai 10 mila euro o per chi viene segnalato da enti del terzo settore, associazioni di volontariato e cooperative sociali», dice ancora l’imprenditore genovese.L’impatto del format ha superato i confini dell’azienda. Grazie a un podcast dedicato, che pubblica ogni settimana, Repetto ha ispirato altri professionisti, come accaduto a Bergamo, dove due ottiche hanno recentemente aperto Ottica Solidale, un progetto indipendente che riprende la filosofia della formula originale. Inoltre, la visione di Repetto si è estesa anche al comparto food. «A Genova, a soli cento metri dal centro ottico, nei giorni scorsi è stata inaugurata una focacceria in un locale precedentemente chiuso, riqualificato per evitare che diventasse base per attività illecite - afferma l’imprenditore - Anche qui, la logica è quella dell’impatto sociale: per ogni caffè consumato, viene offerto un pasto a un’associazione che supporta persone in difficoltà, creando un circolo virtuoso di solidarietà».L’impegno non si ferma ai confini nazionali. «Occhialeria Sociale è attiva in iniziative di controlli visivi nelle scuole, interventi nelle carceri e, soprattutto, in una missione stabile in Malawi, dove gruppi di nostri ottici si recano ogni sei mesi per garantire il diritto alla vista in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio, ad esempio», conclude Repetto, che sta ricevendo manifestazioni di interesse da parte di colleghi di Taranto, Cagliari, Roma e Padova, per l’avvio del progetto a livello nazionale.Francesca Tirozzi
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Occhiali con intelligenza artificiale: un alleato per le persone ipo e non vedenti?
Uno studio pilota pubblicato su Jama Ophthalmology ha analizzato le prestazioni dei Ray-Ban Meta AI di seconda generazione: gli smart glasses si sono dimostrati molto efficaci nella distinzione degli oggetti, nella lettura di libri per bambini e nell’identificazione delle banconote, mentre restano margini di miglioramento nell’analisi di testi standard o nel riconoscimento delle moneteGli occhiali intelligenti dotati di intelligenza artificiale potrebbero rappresentare un nuovo alleato per le persone con ipovisione o cecità, offrendo un supporto nell'identificazione degli oggetti e nell'interpretazione dell'ambiente circostante. È questa la principale evidenza di uno studio pilota pubblicato su Jama Ophthalmology, che ha valutato le prestazioni dei Ray-Ban Meta AI di seconda generazione in una serie di prove dedicate al riconoscimento e alla descrizione di elementi statici. I ricercatori hanno sottoposto il dispositivo a test relativi all'individuazione di oggetti di uso quotidiano, alla discriminazione dei colori e della posizione degli elementi nello spazio, al conteggio di oggetti, alla lettura di differenti tipologie di testo e all'identificazione di banconote e monete. I risultati mostrano un'elevata affidabilità nella distinzione degli oggetti, con un'accuratezza del 99%, confermando il potenziale della tecnologia nelle attività quotidiane. Le prestazioni diminuiscono invece quando le richieste diventano più articolate: il rilevamento dei colori raggiunge il 64% di accuratezza, il riconoscimento della posizione degli oggetti l'83% e il conteggio di più elementi il 50%. Anche la lettura evidenzia risultati differenti a seconda del materiale esaminato. Gli smart glasses ottengono le performance migliori con i libri per bambini, con una precisione media del 93%, mentre scende al 59% nella lettura di testi standard. Più elevata, pari all'88%, è invece quella nella lettura della scrittura manuale. Il dispositivo si è inoltre dimostrato affidabile nell'identificazione delle banconote, riconosciute correttamente nel 91% dei casi, ma non delle monete, per le quali l'accuratezza si è fermata al 2%. Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati ottenuti in uno studio preliminare di fattibilità e non ancora su persone con deficit visivo, gli occhiali intelligenti basati sull'AI potrebbero ampliare in futuro gli strumenti disponibili per favorire l'autonomia dei pazienti. Prima di un impiego più diffuso saranno però necessari ulteriori studi clinici per valutarne efficacia e affidabilità nelle reali condizioni di utilizzo e per definire con maggiore precisione potenzialità e limiti di questa tecnologia (immagine tratta da Magnific).A cura della redazione
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Silhouette: Nova Shades raddoppia le vendite del sole
A un anno e mezzo dal lancio, la collezione composta da quattro modelli ha superato i 5 mila pezzi già acquistati dai centri ottici italiani: per l’azienda austriaca si tratta di un risultato significativo in un segmento tradizionalmente marginale del proprio businessLanciata nel gennaio 2025 con quattro modelli, Rincon, Cabrillo, Escondido e Terranea, Nova Shades (nelle foto) di Silhouette «ha superato i 5 mila pezzi venduti nel primo anno di commercializzazione, contribuendo a raddoppiare il volume delle vendite in Italia degli occhiali da sole dell’azienda, un segmento che rappresenta una quota contenuta della sua attività, il cui core business rimane il vista», rivelano a b2eyes TODAY dalla filiale italiana della società con casa madre a Linz.In attesa della presentazione dei nuovi modelli, previsti per il 2027, Nova Shades si configura come una proposta rivolta a una nuova generazione di consumatori attenti al design e all'innovazione, con montature rimless base 2, lenti quasi piatte e dettagli in titanio, materiale che caratterizza da sempre la produzione dell'azienda. «Il risultato è un'estetica minimalista ma d'impatto, capace di unire leggerezza estrema e forte personalità - si legge in un comunicato di Silhouette - Ideata per chi vive la città come uno spazio di espressione creativa, Nova Shades trae ispirazione dall'universo cyber-tech e dallo street style della West Coast americana. Le forme geometriche e i profili scolpiti evocano un immaginario contemporaneo che guarda avanti, mantenendo al centro comfort e funzionalità».Tra gli elementi distintivi della collezione figurano le aste in titanio opaco, progettate per garantire resistenza e comfort, e la cerniera “pin-cision”, ispirata all'orologeria di precisione. La gamma comprende inoltre tonalità come Mint Green e Space Blue, insieme a sfumature degradé nei toni del verde, del grigio e del marrone. Completa la proposta la tecnologia Silhouette Light Management, sviluppata per assicurare una protezione completa dalle radiazioni ultraviolette.A cura della redazione
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