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EPISODE · Jan 17, 2026 · 7 MIN

Censura e repressione in Iran contro il cinema dissidente

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Il titolo del film si ispira a Dante e alla cultura italiana, lo stile a Nanni Moretti perché il regista iraniano Ali Asgari ha studiato cinema in Italia. “Sono sempre stato ispirato dal cinema italiano, sono cresciuto con questi film e mi piace Nanni Moretti.” In questi giorni Asgari doveva andare a Roma e in altre città italiane, per accompagnare Divine Comedy ma è stato bloccato a Teheran, senza contatti, solidale con le proteste e testimone del massacro che si sta consumando in Iran. Il suo film denuncia la difficoltà di fare cinema nel suo Paese, con un governo che controlla ogni movimento e perseguita chi si esprime contro la repressione e la censura. I due protagonisti di Divine Comedy cercano di mostrare al pubblico il loro film, attraverso piccoli cinema abbandonati o salette nascoste e sconosciute. “Noi registi indipendenti ci troviamo sempre limitati nel realizzare e distribuire i nostri film. Il film racconta la mia esperienza quotidiana. Simile a quella vissuta e raccontata spesso da Jafar Panahi”. La chiave è quella della commedia, ma la protesta culturale e politica è forte ed evidente. Ali Agari aveva presentato il film a Venezia 82 e in quell’occasione è stato possibile incontrarlo. Ascolta l'intervista al regista iraniano, a cura di Barbara Sorrentini.

Il titolo del film si ispira a Dante e alla cultura italiana, lo stile a Nanni Moretti perché il regista iraniano Ali Asgari ha studiato cinema in Italia. “Sono sempre stato ispirato dal cinema italiano, sono cresciuto con questi film e mi piace Nanni Moretti.” In questi giorni Asgari doveva andare a Roma e in altre città italiane, per accompagnare Divine Comedy ma è stato bloccato a Teheran, senza contatti, solidale con le proteste e testimone del massacro che si sta consumando in Iran. Il suo film denuncia la difficoltà di fare cinema nel suo Paese, con un governo che controlla ogni movimento e perseguita chi si esprime contro la repressione e la censura. I due protagonisti di Divine Comedy cercano di mostrare al pubblico il loro film, attraverso piccoli cinema abbandonati o salette nascoste e sconosciute. “Noi registi indipendenti ci troviamo sempre limitati nel realizzare e distribuire i nostri film. Il film racconta la mia esperienza quotidiana. Simile a quella vissuta e raccontata spesso da Jafar Panahi”. La chiave è quella della commedia, ma la protesta culturale e politica è forte ed evidente. Ali Agari aveva presentato il film a Venezia 82 e in quell’occasione è stato possibile incontrarlo. Ascolta l'intervista al regista iraniano, a cura di Barbara Sorrentini.

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