EPISODE · Jul 1, 2026 · 4 MIN
Certottica: gli smart glasses, da accessorio a strumento salvavita
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Aiutare i soccorritori sul campo, collegandoli in tempo reale con i medici specialisti: è la finalità del progetto usARe, Studio di usabilità e accettabilità di soluzioni AR per il supporto al soccorso in emergenza, ricerca applicata condotta dal Center for Digital Health and Wellbeing della Fondazione Bruno Kessler di Trento e dall'area Ricerca e Sviluppo del gruppo di Longarone, che si è conclusa nelle scorse settimaneL'idea del progetto è chiara: sfruttare le potenzialità degli smart glasses facendoli evolvere da accessorio tecnologico e di moda a vero e proprio strumento salvavita. UsARe ha proseguito infatti il lavoro di un altro progetto, S.O.S.-Smart Glasses a supporto della medicina d'emergenza e urgenza extraospedaliera nei contesti montani”, cofinanziato tramite Pnrr e che aveva visto impegnate Certottica Group ed EzLab sul tema. I risultati della precedente iniziativa sono stati approfonditi in questa nuova, che si è focalizzata su dispositivi provenienti direttamente dal mercato consumer per valutarne l’usabilità e la fruibilità in condizioni operative.«L'obiettivo primario è trasformare le tecnologie wearable da promettenti oggetti di laboratorio a strumenti concreti e salvavita - sottolinea in un comunicato di Certottica Group Oscar Mayora, capo dell’unità di ricerca sulla salute digitale presso la Fondazione Bruno Kessler, da tempo attiva nello studio della realtà aumentata per la riabilitazione e la cura - Il tele-soccorso permette infatti di annullare le distanze fisiche, mettendo l'esperienza del medico specialista letteralmente “negli occhi” di chi opera sul campo. Un supporto che si rivela determinante, ad esempio, per indirizzare correttamente il paziente verso le giuste strutture fin dai primissimi istanti, aumentando notevolmente le probabilità di successo nelle patologie tempo-dipendenti, la cosiddetta golden hour».Tra aprile e maggio scorsi, l'hangar del Soccorso Alpino di Belluno è diventato così il palcoscenico di simulazioni realistiche. Undici partecipanti, tra operatori e volontari del Soccorso Alpino, del Suem, il Servizio di urgenza ed emergenza medica, del servizio sanitario e delle associazioni Croce Rossa e Viola, si sono messi alla prova in scenari dinamici indoor e outdoor, ricreando interventi anche all'interno del vano di un'ambulanza. «La dinamica operativa testata è tanto semplice quanto rivoluzionaria: uno o due soccorritori operano sul paziente mantenendo le mani completamente libere indossando gli smart glasses - spiega la nota - Dall’altra parte un medico collegato dalla centrale operativa vede in tempo reale l'esatta prospettiva del volontario, guidandolo sulle azioni da compiere».I risultati delle misurazioni psicofisiologiche e dei focus group sono stati eccellenti: gli operatori hanno segnalato una forte facilità di utilizzo e un carico cognitivo estremamente basso. In altre parole, gli occhiali aiutano senza distrarre, risultando confortevoli anche in situazioni di forte stress emotivo, sebbene non siano mancate alcune criticità che hanno evidenziato le sfide da affrontare e superare.«Studio, innovazione, ricerca sono i fari che guidano la nostra azione: con lo sguardo al futuro, lavoriamo e collaboriamo insieme alle massime realtà nazionali ed europee, tanto in ambito aziendale quanto in campo universitario e di ricerca, affinché le nuove tecnologie ci possano aiutare ad affrontare le sfide del lavoro, della sicurezza e, in questo caso, della salute, con ricadute che per i territori montani spaziano dal turismo al sociale; allo stesso tempo, siamo in grado di restituire alle aziende produttrici un bagaglio di dati, ispirazioni e indicazioni fondamentali per progettare già oggi i dispositivi del domani», evidenzia nel comunicato l'amministratore delegato di CertotticaGroup, Corrado Facco (nella foto, una fase del progetto).
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