Chi è Igor Girkin e perché è finito in prigione | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jul 22, 2023 · 3 MIN

Chi è Igor Girkin e perché è finito in prigione | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio La notte dell’ammutinamento di Prigozhin, a Mosca era entrato in funzione un piano - denominato, non a caso, “Fortezza” – che predisponeva tutte le misure necessarie per impedire qualunque attacco alla Capitale. E’ difficile credere che la colonna di miliziani della Wagner che avanzava verso il Cremlino ne ignorasse l’esistenza, ciò nonostante procedeva imperterrita, probabilmente conscia di poter contare sull’appoggio di almeno una parte dell’esercito regolare e dei servizi segreti. Tra l’altro, in quelle stesse ore, i vertici delle istituzioni russe stavano dando a tutto il mondo la netta sensazione di preoccuparsi essenzialmente del proprio destino e della propria sopravvivenza politica, se non addirittura di quella biologica. E’, quindi, impossibile che, in quei tormentati frangenti, un uomo notoriamente freddo e diffidente come Vladimir Putin non abbia preso atto di quanto si stesse rivelando facile orchestrare e poi porre in atto un complotto militare contro il suo potere. Il tutto con tanto di proclami apertamente ostili ed alla luce del sole. Da qui nasce, evidentemente, l’esigenza - per lui ormai di vitale importanza - di circondarsi soltanto di elementi fedelissimi (a prescindere dalle loro reali capacità) e di reprimere in anticipo chiunque possa, anche solo eventualmente, pensare di poter ripercorrere la strada già tracciata da Prizoghin. Ecco perché è appena stato arrestato Igor Girkin, soprannominato “Strelkov”, cioè il “cecchino”: e stiamo parlando di un ex ufficiale dei servizi segreti, che ha comandato reparti di mercenari, che si vanta di aver sparato il primo colpo nella guerra del Donbass del 2014 e che è stato condannato all’ergastolo, come criminale di guerra, dal tribunale dell’Aja per l’abbattimento, nove anni fa, del Boeing malese, colpito nel cielo del Donbass da un missile russo che causò 298 vittime innocenti. Girkin è oggi un blogger, seguito da 900 mila follower da individuarsi, in larga misura, tra quegli ultra nazionalisti storici che danno vita a svariati gruppi di eternamente insoddisfatti che si definiscono “patrioti arrabbiati”. L’improvvisa carcerazione di questo popolare, ma scomodo personaggio ci segnala, quindi, che è in corso a Mosca una svolta profonda nella definizione di chi è amico e di chi non lo è. Dopo la rivolta dei Wagner, i nemici più insidiosi del presidente Putin non sembrano, infatti, più essere i liberali (che, tra l’altro, sono già stati quasi del tutto cancellati dalla scena politica moscovita), ma sono divenuti, invece, proprio quei sostenitori del suprematismo russo, dell’ortodossia religiosa e del militarismo nostalgico (non importa se sovietico o zarista) che, fino a pochi mesi fa, avevano, invece, sempre appoggiato - o addirittura sostenuto entusiasticamente - tutta la politica putiniana, con particolare enfasi sulle sue mire espansionistiche. In sostanza, con l’arresto di Girkin, l’autocrate che, sia pure traballando, comanda ancora al Cremlino pare volerci dire che, d’ora in poi, “si cambia musica” e che anche un vecchio “amico” come Girkin – sulla base dell’ormai famoso art.282 del codice penale – può oggi essere tranquillamente accusato di “estremismo” e magari prendersi anche lui una condanna a 20 anni di carcere, proprio come è successo, in settimana, al liberale Alexey Navalny.

A cura di Ferruccio Bovio La notte dell’ammutinamento di Prigozhin, a Mosca era entrato in funzione un piano - denominato, non a caso, “Fortezza” – che predisponeva tutte le misure necessarie per impedire qualunque attacco alla Capitale. E’ difficile credere che la colonna di miliziani della Wagner che avanzava verso il Cremlino ne ignorasse l’esistenza, ciò nonostante procedeva imperterrita, probabilmente conscia di poter contare sull’appoggio di almeno una parte dell’esercito regolare e dei servizi segreti. Tra l’altro, in quelle stesse ore, i vertici delle istituzioni russe stavano dando a tutto il mondo la netta sensazione di preoccuparsi essenzialmente del proprio destino e della propria sopravvivenza politica, se non addirittura di quella biologica. E’, quindi, impossibile che, in quei tormentati frangenti, un uomo notoriamente freddo e diffidente come Vladimir Putin non abbia preso atto di quanto si stesse rivelando facile orchestrare e poi porre in atto un complotto militare contro il suo potere. Il tutto con tanto di proclami apertamente ostili ed alla luce del sole. Da qui nasce, evidentemente, l’esigenza - per lui ormai di vitale importanza - di circondarsi soltanto di elementi fedelissimi (a prescindere dalle loro reali capacità) e di reprimere in anticipo chiunque possa, anche solo eventualmente, pensare di poter ripercorrere la strada già tracciata da Prizoghin. Ecco perché è appena stato arrestato Igor Girkin, soprannominato “Strelkov”, cioè il “cecchino”: e stiamo parlando di un ex ufficiale dei servizi segreti, che ha comandato reparti di mercenari, che si vanta di aver sparato il primo colpo nella guerra del Donbass del 2014 e che è stato condannato all’ergastolo, come criminale di guerra, dal tribunale dell’Aja per l’abbattimento, nove anni fa, del Boeing malese, colpito nel cielo del Donbass da un missile russo che causò 298 vittime innocenti. Girkin è oggi un blogger, seguito da 900 mila follower da individuarsi, in larga misura, tra quegli ultra nazionalisti storici che danno vita a svariati gruppi di eternamente insoddisfatti che si definiscono “patrioti arrabbiati”. L’improvvisa carcerazione di questo popolare, ma scomodo personaggio ci segnala, quindi, che è in corso a Mosca una svolta profonda nella definizione di chi è amico e di chi non lo è. Dopo la rivolta dei Wagner, i nemici più insidiosi del presidente Putin non sembrano, infatti, più essere i liberali (che, tra l’altro, sono già stati quasi del tutto cancellati dalla scena politica moscovita), ma sono divenuti, invece, proprio quei sostenitori del suprematismo russo, dell’ortodossia religiosa e del militarismo nostalgico (non importa se sovietico o zarista) che, fino a pochi mesi fa, avevano, invece, sempre appoggiato - o addirittura sostenuto entusiasticamente - tutta la politica putiniana, con particolare enfasi sulle sue mire espansionistiche. In sostanza, con l’arresto di Girkin, l’autocrate che, sia pure traballando, comanda ancora al Cremlino pare volerci dire che, d’ora in poi, “si cambia musica” e che anche un vecchio “amico” come Girkin – sulla base dell’ormai famoso art.282 del codice penale – può oggi essere tranquillamente accusato di “estremismo” e magari prendersi anche lui una condanna a 20 anni di carcere, proprio come è successo, in settimana, al liberale Alexey Navalny.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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