Come viene insegnato Dante nelle scuole? episode artwork

EPISODE · Feb 8, 2022 · 5 MIN

Come viene insegnato Dante nelle scuole?

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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6861COME VIENE INSEGNATO DANTE NELLE SCUOLE? di Rino Cammilleri«...non so se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito». Così cantava il cantore del Sessantotto scolastico, Venditti, e il verso la dice lunga sulla profondità dei sinistri di allora. «Tutto è politica. Il privato è politico» (Gramsci). Cioè, l'unica cosa che esiste è la politica. Infatti, a quelli non interessa altro. No, mi correggo. Il rigo seguente di Venditti recita: «Ma Paolo e Francesca, quelli me li ricordo bene».Eggià, la sola cosa che in tutto il triennio liceale passato a studiare (?) Dante rimane in testa a un adolescente politicamente orientato sono i due adulteri che non a caso Dante mostra in balìa dei venti della passione. Senza l'ancoraggio della ragione si finisce preda del ventre più o meno basso. Come un adolescente politicizzato: non ha cultura né esperienza, basta un pifferaio per plagiarlo. Dice un vecchio adagio: se a sedici anni non sei comunista non hai cuore, se a quaranta lo sei ancora non hai cervello. Va pur detto, a discolpa di Venditti, che l'insegnamento di Dante nei licei era, come tutte le cose obbligatorie, semplicemente insulso. Almeno a mia memoria (ma anch'io appartengo alla generazione di Venditti). L'insegnante leggeva i versi della Commedia e li traduceva in italiano corrente. Che il libro che Paolo e Francesca leggevano insieme fosse «galeotto» probabilmente non lo sapeva nemmeno lui, perciò appresi che si trattava di un cavaliere della Tavola Rotonda - Galeotto, signore delle Terre Lontane - solo da adulto e per conto mio.È vero, Umberto Eco diceva che la scuola non serve tanto a insegnarti cose, quanto a metterti in grado di trovare in tre minuti l'informazione che ti serve, quando ti serve. Ma è anche vero che l'interrogazione su Dante consisteva, pur'essa, nella traduzione in italiano corrente dei versi. Certo, pretendere che un insegnante laureato sia anche bravo è troppo. Anche i preti, non si può pretendere che siano degli oratori avvincenti. Però l'omelia devono farla lo stesso. Anche se il pubblico sbadiglia. O si distrae, come a scuola, e Dante rimane per sempre un ricordo fastidioso o distorto (se il pomeriggio qualcun altro me lo spiega in sezione).Mi si permetta un aneddoto personale (anche perché in questo settecentenario legioni più competenti di me si sono cimentate, perciò ci sarebbe poco da aggiungere). Per un breve periodo fui assistente agli esami di Storia degli Stati Uniti, materia appena introdotta in Facoltà. A una sessione si presentò una candidata che, invitata a un argomento a piacere, partì con una velocissima cantilena ovviamente memorizzata a pappagallo. A un tratto una parola fuori posto mi mise in allarme e interruppi: «Ma signorina, lei lo sa che cosa è il Congresso?». Silenzio attonito e sudato. Il titolare allora le fece cenno di continuare, e lei riprese con la stessa parola su cui era stata fermata. Ta-ta-ta-ta... All'ora del voto, il titolare scrisse 27. E io: «Ma come? Quella passerebbe a Storia degli Stati Uniti senza sapere che cosa è il Congresso? Si rende conto che sicuramente andrà a fare l'insegnante?». Risposta: «Se comincio a bocciare, gli studenti disertano il corso e me lo aboliscono per mancanza di utenza».Insomma, qualcuno inventi un modo nuovo per insegnare Dante nelle scuole, altrimenti dovremo adattarci ai comici come Benigni. Ma guardate i film americani e inglesi, se proprio non siete mai stati nei Paesi anglofoni. Il loro poeta nazionale è Shakespeare e lo citano continuamente, lo rappresentano, organizzano teatri nelle scuole, lo sanno a memoria, perfino nei saloon del west c'è chi lo recita. Moltissimi, se non tutti, attori inglesi sono «shakespeariani», nel senso che è sui testi del Bardo che si sono formati e hanno fatto carriera. Tanti sono diventati «sir» e parecchi sono Oscar. Non ce n'è uno che, cimentatosi alla regia, non abbia messo in scena un'opera di Shakespeare. Il nostro Zeffirelli, conoscendo bene il mercato internazionale, vi ha attinto più volte. Perfino il Capitano Picard di Star Trek viene da quelle esperienze. In Italia abbiamo Dante. E lo lasciamo a Benigni.

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6861COME VIENE INSEGNATO DANTE NELLE SCUOLE? di Rino Cammilleri«...non so se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito». Così cantava il cantore del Sessantotto scolastico, Venditti, e il verso la dice lunga sulla profondità dei sinistri di allora. «Tutto è politica. Il privato è politico» (Gramsci). Cioè, l'unica cosa che esiste è la politica. Infatti, a quelli non interessa altro. No, mi correggo. Il rigo seguente di Venditti recita: «Ma Paolo e Francesca, quelli me li ricordo bene».Eggià, la sola cosa che in tutto il triennio liceale passato a studiare (?) Dante rimane in testa a un adolescente politicamente orientato sono i due adulteri che non a caso Dante mostra in balìa dei venti della passione. Senza l'ancoraggio della ragione si finisce preda del ventre più o meno basso. Come un adolescente politicizzato: non ha cultura né esperienza, basta un pifferaio per plagiarlo. Dice un vecchio adagio: se a sedici anni non sei comunista non hai cuore, se a quaranta lo sei ancora non hai cervello. Va pur detto, a discolpa di Venditti, che l'insegnamento di Dante nei licei era, come tutte le cose obbligatorie, semplicemente insulso. Almeno a mia memoria (ma anch'io appartengo alla generazione di Venditti). L'insegnante leggeva i versi della Commedia e li traduceva in italiano corrente. Che il libro che Paolo e Francesca leggevano insieme fosse «galeotto» probabilmente non lo sapeva nemmeno lui, perciò appresi che si trattava di un cavaliere della Tavola Rotonda - Galeotto, signore delle Terre Lontane - solo da adulto e per conto mio.È vero, Umberto Eco diceva che la scuola non serve tanto a insegnarti cose, quanto a metterti in grado di trovare in tre minuti l'informazione che ti serve, quando ti serve. Ma è anche vero che l'interrogazione su Dante consisteva, pur'essa, nella traduzione in italiano corrente dei versi. Certo, pretendere che un insegnante laureato sia anche bravo è troppo. Anche i preti, non si può pretendere che siano degli oratori avvincenti. Però l'omelia devono farla lo stesso. Anche se il pubblico sbadiglia. O si distrae, come a scuola, e Dante rimane per sempre un ricordo fastidioso o distorto (se il pomeriggio qualcun altro me lo spiega in sezione).Mi si permetta un aneddoto personale (anche perché in questo settecentenario legioni più competenti di me si sono cimentate, perciò ci sarebbe poco da aggiungere). Per un breve periodo fui assistente agli esami di Storia degli Stati Uniti, materia appena introdotta in Facoltà. A una sessione si presentò una candidata che, invitata a un argomento a piacere, partì con una velocissima cantilena ovviamente memorizzata a pappagallo. A un tratto una parola fuori posto mi mise in allarme e interruppi: «Ma signorina, lei lo sa che cosa è il Congresso?». Silenzio attonito e sudato. Il titolare allora le fece cenno di continuare, e lei riprese con la stessa parola su cui era stata fermata. Ta-ta-ta-ta... All'ora del voto, il titolare scrisse 27. E io: «Ma come? Quella passerebbe a Storia degli Stati Uniti senza sapere che cosa è il Congresso? Si rende conto che sicuramente andrà a fare l'insegnante?». Risposta: «Se comincio a bocciare, gli studenti disertano il corso e me lo aboliscono per mancanza di utenza».Insomma, qualcuno inventi un modo nuovo per insegnare Dante nelle scuole, altrimenti dovremo adattarci ai comici come Benigni. Ma guardate i film americani e inglesi, se proprio non siete mai stati nei Paesi anglofoni. Il loro poeta nazionale è Shakespeare e lo citano continuamente, lo rappresentano, organizzano teatri nelle scuole, lo sanno a memoria, perfino nei saloon del west c'è chi lo recita. Moltissimi, se non tutti, attori inglesi sono «shakespeariani», nel senso che è sui testi del Bardo che si sono formati e hanno fatto carriera. Tanti sono diventati «sir» e...

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Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. LIGHTS, CAMERA, SMILE! Creatives Club Media Lights, Camera, Smile, is a podcast for anyone with a dream to share something with the world, out of the overflow of themselves - be it their mind, their heart, their personalities, and much more. Each of us are alive in this moment in time, with an innate ability to have ideas and create various things to benefit both ourselves and the people around us for a reason, and here, you will find the encouragement, the inspiration, and the motivation to do just that. Hosted by Cicily, founder of Creatives Club, she dives into various topics surrounding creativity and business. Exploring entrepreneurship for creatives in a corporate reality, sharing tips and tricks in a media centered company, answering questions regarding what a creative actually is are just a few of the things discussed on this podcast. Be encouraged to create for yourself as Cicily gets vulnerable by pivoting the camera to herself for the first time.To submit questions for Cicily to answer, or have her address certain t Invictus by Greyana, A Tomione Podfic M+G Readings Sporadic uploads thanks to gallstones.Voldemort intended the object to be used by his most loyal follower in the event that his horcruxes were destroyed, but it ended up in Hermione’s possession instead.It sent her back to a time when he was much less the monster that she’d always known him to be. Nothing could have prepared her for the intelligence and charm of Tom Riddle.He isn’t who she thought he was.Hermione discovers that it’s a dark descent into the madness of the man she should hate, but can’t… a descent she will never emerge fr The Course Mentors Podcast The Course Mentors Hey there, future course creator!Ever feel like turning your know-how into an online course is like trying to solve a Rubik's cube blindfolded? Well, grab your headphones because "The Course Mentors Podcast" is here to be your secret weapon!Meet Aimee and Odette (that's us!), your new best friends in the course creation world. We've been in the trenches for over a decade, and for the last five years, we've been rocking the online course space. Now we're here to spill all our secrets in bite-sized, 15-20 minute episodes that'll fit perfectly in your coffee breaks.No fluff, no filler - just real, actionable advice that'll take you from "um, what's a landing page?" to "holy moly, I just hit six figures!". We're talking everything from crafting your course to marketing it like a pro and building a business that'll have you pinching yourself.Whether you're dreaming of ditching the 9-to-5 grind, adding a sweet extra income str

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This episode was published on February 8, 2022.

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