EPISODE · May 25, 2026 · 13 MIN
Connection - Intelligenza Artificiale: la rivolta dei laureati – Puntata di Lunedì 25 Maggio 2026
Se fino a ieri pensavamo che l'intelligenza artificiale fosse il giocattolo perfetto per svoltare la produttività, i dati e le piazze che arrivano dagli Stati Uniti raccontano tutta un'altra storia. La Generazione Z ha smesso di applaudire i guru del silicio. Anzi, ha iniziato a fischiare sonoramente. Siamo di fronte a un cambio di rotta netto, un "entusiasmo vario" che sta lasciando il posto a sentimenti ben più cupi. In un'epoca già complessa, dove la depressione e l'ansia teenager sono purtroppo una normalità con cui fare i conti — dinamiche che persino il cinema ha raccontato magistralmente in Inside Out 2 con il debutto del personaggio di Ansia — l'evoluzione tecnologica sta diventando benzina sul fuoco per lo stato emotivo dei più giovani. L'Entusiasmo è in Caduta Libera: I Numeri del Dissenso L'ultimo sondaggio condotto dall'asse Walton Family Foundation e Gallup ha fotografato un crollo verticale della fiducia. Non siamo più nella fase dell'IA vista come una "meraviglia tecnologica", ma in quella dell'IA percepita come una vera "minaccia esistenziale" per il futuro. I dati di questa ricerca certificano il dissenso: l'entusiasmo dei giovani verso l'intelligenza artificiale è calato del 14%, mentre la rabbia è cresciuta del 9%, toccando la quota preoccupante del 31%. L'ansia è ormai il pane quotidiano per questa generazione: ben il 42% dei ragazzi ammette di convivere con una preoccupazione costante causata dall'evoluzione di questi algoritmi. Non si tratta di una banale paura dell'ignoto, ma di una paura del conosciuto. Questi ragazzi usano i tool generativi ogni giorno, sanno esattamente cosa sono in grado di fare e temono che il loro valore sul mercato del lavoro venga svalutato prima ancora di poter iniziare la propria carriera. La Contestazione: Quando gli Atenei Diventano Piazze Le cerimonie di laurea americane, storicamente momenti di celebrazione solenne e ottimismo, si sono trasformate nelle ultime settimane nel palcoscenico ideale per la protesta aperta e la contestazione. Il caso di Eric Schmidt, l'ex CEO di Google pesantemente fischiato dagli studenti durante il suo discorso di fine anno alla University of Arizona, non è rimasto affatto un episodio isolato. È il simbolo plastico di una frattura insanabile: da un lato l'élite tech che predica l'inevitabilità del progresso, dall'altro una generazione che quel futuro lo deve vivere e teme solo di subirlo. Una dinamica quasi identica si è consumata alla University of Central Florida. L'oratrice della cerimonia di laurea, Gloria Caulfield, è stata travolta dai fischi della platea dell'8 maggio non appena ha provato a definire l'IA come "la prossima rivoluzione industriale". Eppure, subito dopo, si è assistito a un fenomeno di "nostalgia del futuro": quando la stessa Caulfield ha ammesso che fino a qualche anno fa l'IA non esisteva nel nostro quotidiano, la platea è esplosa in un applauso liberatorio. Non era un tributo alla tecnologia, ma un applauso alla nostalgia. La Gener
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