EPISODE · Jun 30, 2025 · 8 MIN
Credi Nei Sogni (Live @Falò- jun 2017)-Remastered
from Silvio Vinci · host Silvio Vinci
“Credi nei sogni” (FACTORY – Mark I) “Credi nei sogni” è una ballad psichedelica sognante e dilatata, una composizione originale firmata da Fabrizio Cherubini, in cui i FACTORY – nella loro formazione Mark I – toccano uno dei vertici emotivi e visionari della loro produzione. Il brano è un vero viaggio astrale, sospeso tra le armonie solari dei Byrds, i riverberi lisergici dei Grateful Dead e le spirali cosmiche dei Pink Floyd di Live at Pompeii, con echi profondi dei Quicksilver Messenger Service. La voce di Cherubini guida con passione e delicatezza, mentre la band si apre in un flusso continuo, senza forzature, fluido e ipnotico. Davide Spanu è assolutamente straordinario: il suo fraseggio ritmico, preciso ma mai rigido, sorregge l’intero sviluppo del brano, mentre i suoi assoli dilatati esplodono in aperture siderali, richiamando le fughe cosmiche di David Gilmour più ispirato. Chris Pain al basso e Luca Monaco alla batteria non si limitano ad accompagnare: viaggiano nello spazio, respirano insieme e costruiscono un groove che ondeggia come un’onda lunga, profonda e morbida. E poi Silvio Vinci, architetto sonoro: cesella trame con il Wurlitzer, sporcandole di malinconia e dolcezza, fino a scatenare un assolo d’organo Hammond che è pura psichedelia liquida, una colata lisergica che chiude il brano lasciando l’ascoltatore sospeso. Con Credi nei sogni, i FACTORY si confermano al massimo della loro ispirazione visionaria: una band che sa costruire atmosfere, evocare mondi e, soprattutto, farci credere che sognare – in musica – sia ancora possibile.
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“Credi nei sogni” (FACTORY – Mark I) “Credi nei sogni” è una ballad psichedelica sognante e dilatata, una composizione originale firmata da Fabrizio Cherubini, in cui i FACTORY – nella loro formazione Mark I – toccano uno dei vertici emotivi e visionari della loro produzione. Il brano è un vero viaggio astrale, sospeso tra le armonie solari dei Byrds, i riverberi lisergici dei Grateful Dead e le spirali cosmiche dei Pink Floyd di Live at Pompeii, con echi profondi dei Quicksilver Messenger Service. La voce di Cherubini guida con passione e delicatezza, mentre la band si apre in un flusso continuo, senza forzature, fluido e ipnotico. Davide Spanu è assolutamente straordinario: il suo fraseggio ritmico, preciso ma mai rigido, sorregge l’intero sviluppo del brano, mentre i suoi assoli dilatati esplodono in aperture siderali, richiamando le fughe cosmiche di David Gilmour più ispirato. Chris Pain al basso e Luca Monaco alla batteria non si limitano ad accompagnare: viaggiano nello spazio, respirano insieme e costruiscono un groove che ondeggia come un’onda lunga, profonda e morbida. E poi Silvio Vinci, architetto sonoro: cesella trame con il Wurlitzer, sporcandole di malinconia e dolcezza, fino a scatenare un assolo d’organo Hammond che è pura psichedelia liquida, una colata lisergica che chiude il brano lasciando l’ascoltatore sospeso. Con Credi nei sogni, i FACTORY si confermano al massimo della loro ispirazione visionaria: una band che sa costruire atmosfere, evocare mondi e, soprattutto, farci credere che sognare – in musica – sia ancora possibile.
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