Daria Scolamacchia "Corpi reali, corpi immaginati" episode artwork

EPISODE · Feb 9, 2026 · 17 MIN

Daria Scolamacchia "Corpi reali, corpi immaginati"

from il posto delle parole · host livio partiti

Daria Scolamacchia"Corpi reali, corpi immaginati"Identità, appartenenza, costruzione di sensoFino al 29 giugno 2026Centro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.itAll’interno del neonato centro della Fotografia, ritroviamo uno spazio  dedicato ai linguaggi contemporanei: un osservatorio sul nostro tempo, un luogo di scoperta e  riflessione sui temi che attraversano la societa contemporanea. Un progetto curatoriale che invita a  guardare il presente con attenzione critica, mettendo in dialogo pratiche artistiche diverse e  prospettive plurali. Inaugura questo spazio il progetto espositivo CORPI REALI, CORPI IMMAGINATI  a cura di Daria Scolamacchia, docente di fotografia presso lo IED di Roma, che dichiara: “La mostra  intende proporre una riflessione su corpo e gesto attraverso materiali d’archivio, immagini documentarie  e installazioni tessili. All'interno ci sono questioni legate all’identità, a processi di emancipazione e alla  costruzione di senso. Nonostante la diversità di approccio e l'intenzione con cui nascono, i lavori  presentati condividono una tensione comune verso la contaminazione tra pratiche e linguaggi. Il corpo  diventa uno spazio di scoperta e sperimentazione".La fotografia supera i limiti della cornice tradizionale per assumere nuove dimensioni espositive,  capaci di scardinare prospettive consolidate e aprire a modalità inedite di fruizione. In questo contesto si inserisce Today’s Curiosity di Kensuke Koike, il primo artista presentato nello  spazio: un piccolo archivio in continua evoluzione che raccoglie ciò che, giorno dopo giorno, cattura la  sua attenzione. Le opere nascono da un processo di recupero e rivisitazione di materiali d’archivio e  cartoline vintage e sono spesso realizzate a poche ore dalla prima intuizione, per preservare  l’emozione originaria senza filtri o sovrastrutture. “Non si tratta tanto di documentare gli eventi, quanto  piuttosto di catturare i brevi movimenti della mia percezione”, afferma Koike. Ogni lavoro diventa così  una traccia minima ma significativa di uno sguardo che cambia, anche solo impercettibilmente, nel  rapporto quotidiano con il mondo.Seconda artista presente è Alix Marie, con due opere: Maman, un’installazione composta da cinque  immagini del busto della madre, stampate su un tessuto setoso e disposte lungo una struttura circolare  in metallo, cava, di due metri di diametro e due metri e mezzo di altezza. L’opera invita il visitatore a  entrare nel cerchio, offrendo un’esperienza intima all’interno dello spazio pubblico del museo:  dall’interno le immagini sono pienamente visibili, mentre dall’esterno si rivelano solo parzialmente,  lasciando intuire ciò che è nascosto. L’installazione si inserisce nelle ricerche di Alix Marie sullatopologia del corpo femminile e sulla materialità della fotografia, in dialogo con il tessuto e con la sua  storia. Ispirata al baldacchino — “letto” tradizionalmente utilizzato per proteggere dal freddo e dagli  sguardi indiscreti — l’opera riflette sulle ambivalenze della maternità: da un lato il desiderio di rifugio  e conforto, dall’altro il senso di confinamento legato a una protezione percepita come soffocante. Seconda opera in mostra è STRETCH, che ritrae l’amica di lunga data e modella Nina Boukhrief, performer, danzatrice e attrice, le cui immagini sono stampate su tessuto in lycra. La collaborazione  esplora le dinamiche dell’amicizia femminile e il rapporto di autonomia e potere sull’immagine tra  modella e fotografa, spesso condizionato da stereotipi di genere. In STRETCH la modella esegue posizioni yoga, offrendo uno sguardo critico sulla frenesia  contemporanea del fitness e del benessere, legata alle politiche del corpo. Le fotografie vengono fissate  e tirate fino ai limiti del materiale, generando una distorsione che richiama le immagini digitalmente alterate e, al tempo stesso, allude allo sforzo fisico, al gesto e alla sensazione stessa dello stiramento  muscolare. Entrambe le opere di Alix Marie sono una gentile concessione di Ncontemporary. Un ulteriore nucleo della mostra è dedicato al lavoro di Forough Alaei, che tra il 2019 e il 2024 ha  documentato la vita delle pescatrici dell’isola iraniana di Hengam, all’estremità meridionale del Golfo  Persico. Qui la pesca è praticata soprattutto dalle donne, conosciute come “le figlie del mare”.  Indossano veli e mascherine colorati, memoria di antiche occupazioni straniere, che le proteggono dal  sole e dagli sguardi indesiderati. Pescano nel rispetto dell’ecosistema, utilizzando esche fatte a ed  evitando reti e pesca a strascico. Il loro lavoro sostiene le famiglie e sfida leggi e convenzioni che per  decenni hanno limitato l’accesso femminile ai lavori più duri e rischiosi. Attraverso ritratti in mare, nei momenti di preparazione e durante la pesca, Alaei trasforma i gesti  quotidiani di queste donne in immagini vive e colorate di coraggio, resilienza e tradizione.Con Campo Visivo, il Centro della Fotografia conferma il proprio impegno nel promuovere una  riflessione aperta e contemporanea sull’immagine, intesa non solo come rappresentazione, ma come  spazio di pensiero, relazione e trasformazione. In questo senso Campo Visivo è al tempo stesso un  binocolo per guardare lontano e una lente d’ingrandimento su ciò che ci circonda: uno spazio in cui  osservare, interrogare e reinterpretare il reale.Le mostre sono promosse da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzate da Civita Mostre  e MuseiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Daria Scolamacchia"Corpi reali, corpi immaginati"Identità, appartenenza, costruzione di sensoFino al 29 giugno 2026Centro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.itAll’interno del neonato centro della Fotografia, ritroviamo uno spazio  dedicato ai linguaggi contemporanei: un osservatorio sul nostro tempo, un luogo di scoperta e  riflessione sui temi che attraversano la societa contemporanea. Un progetto curatoriale che invita a  guardare il presente con attenzione critica, mettendo in dialogo pratiche artistiche diverse e  prospettive plurali. Inaugura questo spazio il progetto espositivo CORPI REALI, CORPI IMMAGINATI  a cura di Daria Scolamacchia, docente di fotografia presso lo IED di Roma, che dichiara: “La mostra  intende proporre una riflessione su corpo e gesto attraverso materiali d’archivio, immagini documentarie  e installazioni tessili. All'interno ci sono questioni legate all’identità, a processi di emancipazione e alla  costruzione di senso. Nonostante la diversità di approccio e l'intenzione con cui nascono, i lavori  presentati condividono una tensione comune verso la contaminazione tra pratiche e linguaggi. Il corpo  diventa uno spazio di scoperta e sperimentazione".La fotografia supera i limiti della cornice tradizionale per assumere nuove dimensioni espositive,  capaci di scardinare prospettive consolidate e aprire a modalità inedite di fruizione. In questo contesto si inserisce Today’s Curiosity di Kensuke Koike, il primo artista presentato nello  spazio: un piccolo archivio in continua evoluzione che raccoglie ciò che, giorno dopo giorno, cattura la  sua attenzione. Le opere nascono da un processo di recupero e rivisitazione di materiali d’archivio e  cartoline vintage e sono spesso realizzate a poche ore dalla prima intuizione, per preservare  l’emozione originaria senza filtri o sovrastrutture. “Non si tratta tanto di documentare gli eventi, quanto  piuttosto di catturare i brevi movimenti della mia percezione”, afferma Koike. Ogni lavoro diventa così  una traccia minima ma significativa di uno sguardo che cambia, anche solo impercettibilmente, nel  rapporto quotidiano con il mondo.Seconda artista presente è Alix Marie, con due opere: Maman, un’installazione composta da cinque  immagini del busto della madre, stampate su un tessuto setoso e disposte lungo una struttura circolare  in metallo, cava, di due metri di diametro e due metri e mezzo di altezza. L’opera invita il visitatore a  entrare nel cerchio, offrendo un’esperienza intima all’interno dello spazio pubblico del museo:  dall’interno le immagini sono pienamente visibili, mentre dall’esterno si rivelano solo parzialmente,  lasciando intuire ciò che è nascosto. L’installazione si inserisce nelle ricerche di Alix Marie sullatopologia del corpo femminile e sulla materialità della fotografia, in dialogo con il tessuto e con la sua  storia. Ispirata al baldacchino — “letto” tradizionalmente utilizzato per proteggere dal freddo e dagli  sguardi indiscreti — l’opera riflette sulle ambivalenze della maternità: da un lato il desiderio di rifugio  e conforto, dall’altro il senso di confinamento legato a una protezione percepita come soffocante. Seconda opera in mostra è STRETCH, che ritrae l’amica di lunga data e modella Nina Boukhrief, performer, danzatrice e attrice, le cui immagini sono stampate su tessuto in lycra. La collaborazione  esplora le dinamiche dell’amicizia femminile e il rapporto di autonomia e potere sull’immagine tra  modella e fotografa, spesso condizionato da stereotipi di genere. In STRETCH la modella esegue posizioni yoga, offrendo uno sguardo critico sulla frenesia  contemporanea del fitness e del benessere, legata alle politiche del corpo. Le fotografie vengono fissate  e tirate fino ai limiti del materiale, generando una distorsione che richiama le...

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This episode is 17 minutes long.

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This episode was published on February 9, 2026.

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Daria Scolamacchia"Corpi reali, corpi immaginati"Identità, appartenenza, costruzione di sensoFino al 29 giugno 2026Centro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.itAll’interno del neonato centro della Fotografia, ritroviamo uno spazio...

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