EPISODE · Feb 4, 2019 · 28 MIN
Daughters of Jerusalem
from Musiche dal mondo
Giusto qualche settimana fa siamo tornati ad occuparci dell'etichetta norvegese KKV (vedi podcast del 14 gennaio), e torniamo di nuovo a farlo per un altro album appena uscito. Una delle maggiori direzioni di interesse della KKV è la Palestina: l'etichetta ha per esempio sostenuto la presenza discografica della compianta Rim Banna. Qualche anno fa inoltre la KKV ha pubblicato un album del Gaza Youth Choir, sormontando fra l'altro non poche difficoltà, perché le apparecchiature dovettero passare attraverso il tunnel dall'Egitto, e il produttore norvegese Erik Hillestad e il tecnico del suono dovettero fare richiesta tre volte e aspettare per un anno prima che gli israeliani finalmente concedessero l'autorizzazione per il loro ingresso nella striscia. Adesso l'etichetta ha pubblicato un altro coro palestinese, quaesta volta tutto femminile: il titolo è Daughters of Jerusalem, traduzione del nome che il coro ha in arabo, Banat al Quds, cioè appunto "figlie di Gerusalemme". Le ragazze hanno antiche radici familiari nella città, vivono tutte a Gerusalemme Est, e studiano al Conservatorio Nazionale palestinese intitolato ad Edward Said. La maggior parte dei brani dell'album parlano proprio di Gerusalemme, e raccontano il contrasto tra l'ideale di Gerusalemme - nella Bibbia definita "madre della pace" - e la sua realtà attuale, dove dominano muri, checkpoint e ingiustizia. In un incontro molto significativo, in due brani le giovani palestinesi sono affiancate dalle ragazze americane del Princeton Girlchoir.
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Giusto qualche settimana fa siamo tornati ad occuparci dell'etichetta norvegese KKV (vedi podcast del 14 gennaio), e torniamo di nuovo a farlo per un altro album appena uscito. Una delle maggiori direzioni di interesse della KKV è la Palestina: l'etichetta ha per esempio sostenuto la presenza discografica della compianta Rim Banna. Qualche anno fa inoltre la KKV ha pubblicato un album del Gaza Youth Choir, sormontando fra l'altro non poche difficoltà, perché le apparecchiature dovettero passare attraverso il tunnel dall'Egitto, e il produttore norvegese Erik Hillestad e il tecnico del suono dovettero fare richiesta tre volte e aspettare per un anno prima che gli israeliani finalmente concedessero l'autorizzazione per il loro ingresso nella striscia. Adesso l'etichetta ha pubblicato un altro coro palestinese, quaesta volta tutto femminile: il titolo è Daughters of Jerusalem, traduzione del nome che il coro ha in arabo, Banat al Quds, cioè appunto "figlie di Gerusalemme". Le ragazze hanno antiche radici familiari nella città, vivono tutte a Gerusalemme Est, e studiano al Conservatorio Nazionale palestinese intitolato ad Edward Said. La maggior parte dei brani dell'album parlano proprio di Gerusalemme, e raccontano il contrasto tra l'ideale di Gerusalemme - nella Bibbia definita "madre della pace" - e la sua realtà attuale, dove dominano muri, checkpoint e ingiustizia. In un incontro molto significativo, in due brani le giovani palestinesi sono affiancate dalle ragazze americane del Princeton Girlchoir.
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