EPISODE · Oct 19, 2025 · 25 MIN
Di chi la responsabilità umana, se l’algoritmo è un criminale di guerra?
from Siamo già oltre? · host I Bastioni di Orione
Esiste certamente un elemento politico perché venga riconosciuto un atto criminale durante il “tempo di guerra”. Abbiamo invitato Eric Gobetti per tentare di circoscrivere una definizione il più oggettiva possibile, non inficiata da giudizi morali o politici, di cosa sia un “crimine di guerra”.Se vogliamo utilizzare questa analisi nel contesto palestinese, troviamo che in questo caso non si tratta di una guerra, perché non si contrappongono due eserciti e nemmeno è in corso una guerra partigiana; c’è solo un’aggressione che sta uccidendo non solo e non tanto miliziani armati, ma quasi esclusivamente civili inermi che non si possono difendere. In questo caso parliamo di “Crimini di guerra”.La retorica militare ha inventato il termine “effetti collaterali” per ripararsi dall’accusa, indicando con quella categoria i morti non ricercati dalla forza che li ha causati “senza espressamente volerlo” e qui si scivola su un terreno sdrucciolevole, perché fino a che punto Coventry e Guernica da un lato, o Dresda e Hiroshima dall’altro nella Seconda guerra mondiale non sono invece atti consumati per terrorizzare la popolazione civile? Che dire di Gaza o Sarajevo? Le guerre attuali sono “asimmetriche”, “ibride”… tutti termini inventati per giustapporre ostacoli al giudizio (morale? umano?), sottacendo la possibilità in mano agli eserciti di poter eliminare nemici senza nemmeno vederli, grazie a una tecnologia che non dà scampo agli insorti, ai quali è precluso il confronto ad armi pari, e consente anche di applicare algoritmi che autogiudicano la quantità di “effetti collaterali” tollerabile dal loro campo e questo per diventare “crimine di guerra” ha bisogno che ci si metta d’accordo tra umani sull’intenzionalità e la responsabilità di chi pigia il bottone, o di chi ha fatto la scelta politica di implementare quell’algoritmo?E qui la risposta non può che essere politica, non può essere super partes. Eric comunque considera eticamente più grave la posizione del politico rispetto all’esecutore… e forse anche noi. Ma a questo punto si oltrepassa un limite oltre il quale si superano i confini della realtà e si entra nel videogioco della “disumanizzazione”.
What this episode covers
Esiste certamente un elemento politico perché venga riconosciuto un atto criminale durante il “tempo di guerra”. Abbiamo invitato Eric Gobetti per tentare di circoscrivere una definizione il più oggettiva possibile, non inficiata da giudizi morali o politici, di cosa sia un “crimine di guerra”.Se vogliamo utilizzare questa analisi nel contesto palestinese, troviamo che in questo caso non si tratta di una guerra, perché non si contrappongono due eserciti e nemmeno è in corso una guerra partigiana; c’è solo un’aggressione che sta uccidendo non solo e non tanto miliziani armati, ma quasi esclusivamente civili inermi che non si possono difendere. In questo caso parliamo di “Crimini di guerra”.La retorica militare ha inventato il termine “effetti collaterali” per ripararsi dall’accusa, indicando con quella categoria i morti non ricercati dalla forza che li ha causati “senza espressamente volerlo” e qui si scivola su un terreno sdrucciolevole, perché fino a che punto Coventry e Guernica da un lato, o Dresda e Hiroshima dall’altro nella Seconda guerra mondiale non sono invece atti consumati per terrorizzare la popolazione civile? Che dire di Gaza o Sarajevo? Le guerre attuali sono “asimmetriche”, “ibride”… tutti termini inventati per giustapporre ostacoli al giudizio (morale? umano?), sottacendo la possibilità in mano agli eserciti di poter eliminare nemici senza nemmeno vederli, grazie a una tecnologia che non dà scampo agli insorti, ai quali è precluso il confronto ad armi pari, e consente anche di applicare algoritmi che autogiudicano la quantità di “effetti collaterali” tollerabile dal loro campo e questo per diventare “crimine di guerra” ha bisogno che ci si metta d’accordo tra umani sull’intenzionalità e la responsabilità di chi pigia il bottone, o di chi ha fatto la scelta politica di implementare quell’algoritmo?E qui la risposta non può che essere politica, non può essere super partes. Eric comunque considera eticamente più grave la posizione del politico rispetto all’esecutore… e forse anche noi. Ma a questo punto si oltrepassa un limite oltre il quale si superano i confini della realtà e si entra nel videogioco della “disumanizzazione”.
NOW PLAYING
Di chi la responsabilità umana, se l’algoritmo è un criminale di guerra?
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
Jul 10, 2026 ·28m
Jul 10, 2026 ·23m
Jul 10, 2026 ·27m
Jul 10, 2026 ·34m
Jul 10, 2026 ·3m
Jul 10, 2026 ·25m