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EPISODE · Nov 12, 2025 · 13 MIN

Dopo la festa da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi

from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco

Così, le Olimpiadi sono finite, e anche Roma ritorna alla vita di ogni giorno, come tutte le città e i villaggi e le campagne, dove non c'è stata, dove non c'è mai vacanza dal lavoro e dal bisogno. I giochi sono stati uno spettacolo bellissimo da ogni punto di vista: colori di pace, bandiere, forza, giovinezza, affascinante misura della potenza ai limiti dell'uomo.Sono stati uno spettacolo così bello, che perfino i vecchi romani impenetrabili, queste tartarughe catafratte, queste lucertole sui loro muri incrostati di tempo, hanno finito per interessarsene.Uno di questi vecchi diceva, al caffè, il primo giorno, al principio dei giochi: «’Sta fiaccola, ma ‘sta fiaccola che è? Io vorrebbe essere Nerone, che ce ne avessi mille de ‘ste fiaccole pe da’ foco a tutto».Ma già un altro vecchio gli replicava che «’Sta fiaccola gli aveva fatto sentire ‘na cosa qui», a vedere quei giovani che «facevano puro 10 chilometri all'ora» e si davano il cambio, sul Corso, a portarla correndo come il vento.Luoghi narranti narrati o citati: Corso - Arco di Costantino - Via dell’Impero - Obelisco di Axun (era prospiciente il Circo Massimo ma fu restituito all'Etiopia) - Castel Sant’Angelo - Monte Mario - Albergo Hilton - Via Olimpica - Viadotto di Nervi - Villaggio Olimpico - Palazzo dello Sport - Palazzetto dello Sport - VelodromoSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Così, le Olimpiadi sono finite, e anche Roma ritorna alla vita di ogni giorno, come tutte le città e i villaggi e le campagne, dove non c'è stata, dove non c'è mai vacanza dal lavoro e dal bisogno. I giochi sono stati uno spettacolo bellissimo da ogni punto di vista: colori di pace, bandiere, forza, giovinezza, affascinante misura della potenza ai limiti dell'uomo.Sono stati uno spettacolo così bello, che perfino i vecchi romani impenetrabili, queste tartarughe catafratte, queste lucertole sui loro muri incrostati di tempo, hanno finito per interessarsene.Uno di questi vecchi diceva, al caffè, il primo giorno, al principio dei giochi: «’Sta fiaccola, ma ‘sta fiaccola che è? Io vorrebbe essere Nerone, che ce ne avessi mille de ‘ste fiaccole pe da’ foco a tutto».Ma già un altro vecchio gli replicava che «’Sta fiaccola gli aveva fatto sentire ‘na cosa qui», a vedere quei giovani che «facevano puro 10 chilometri all'ora» e si davano il cambio, sul Corso, a portarla correndo come il vento.Luoghi narranti narrati o citati: Corso - Arco di Costantino - Via dell’Impero - Obelisco di Axun (era prospiciente il Circo Massimo ma fu restituito all'Etiopia) - Castel Sant’Angelo - Monte Mario - Albergo Hilton - Via Olimpica - Viadotto di Nervi - Villaggio Olimpico - Palazzo dello Sport - Palazzetto dello Sport - VelodromoSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

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Dopo la festa da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi

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This episode was published on November 12, 2025.

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Così, le Olimpiadi sono finite, e anche Roma ritorna alla vita di ogni giorno, come tutte le città e i villaggi e le campagne, dove non c'è stata, dove non c'è mai vacanza dal lavoro e dal bisogno. I giochi sono stati uno spettacolo bellissimo da...

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