Due parole sul “tramonto dell’Occidente” | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Apr 15, 2023 · 2 MIN

Due parole sul “tramonto dell’Occidente” | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Da più parti si sostiene, ormai da tempo, la tesi secondo la quale l’Occidente si starebbe trasformando in un circolo ristretto ed isolato di Paesi ricchi ai quali il resto del Pianeta - guidato soprattutto da economie emergenti come Cina, Brasile e India - non sarebbe più disposto a riconoscere alcun predominio politico, economico e militare. Nuovi equilibri multipolari starebbero inducendo la stragrande maggioranza delle nazioni della Terra a prendere definitivamente le distanze da quello status quo che, almeno dalla fine della Guerra Fredda, era parso affermarsi come immutabile. Tuttavia, se prendiamo, ad esempio, in considerazione l’atteggiamento prevalentemente assunto dalla maggioranza dei governi mondiali sulla questione ucraina, forse possiamo anche avanzare qualche dubbio circa l’effettiva fondatezza di questa “vulgata” che ci racconta di un rassegnato avviarsi dell’Occidente sul viale del tramonto. A ben vedere, infatti, non è stato soltanto il decrepito e rassegnato Occidente a condannare la guerra di Putin, ma, come è emerso chiaramente all’Assemblea delle Nazioni Unite, i voti che hanno sanzionato l’invasione russa (esprimendosi, quindi, a favore dell’integrità territoriale dell’Ucraina), sono risultati addirittura 143. Il tutto a fronte di 35 astensioni e di solo 5 voti contrari. Tra l’altro, se andiamo a vedere quali Paesi hanno votato contro, non possiamo che prendere atto del fatto che la bella compagnia è composta da un gruppetto di trasparenti democrazie come Corea del Nord, Siria, Nicaragua, Russia e Bielorussia... Persino la Cina, nonostante i frequenti e roboanti proclami che pure ribadiscono l’esistenza di un’amicizia “senza limiti” tra Mosca e Pechino, non ha ritenuto di potersi spingere oltre l’astensione. E sempre all’ONU, anche altre nazioni – come Brasile o Argentina – che pure ambiscono, certamente, a dare vita ad un mondo molto più multipolare di quello attuale, hanno, comunque, finito per accomunare i loro consensi a quelli degli Stati nei quali, per fortuna, si rispettano ancora fermamente i diritti politici e quelli civili, senza discriminazioni di sesso, cultura, religione o altro orientamento ideologico. In sostanza, ci pare che quella del multipolarismo sia oggi più che mai una questione estremamente complessa, nel senso che ci domandiamo se poi, in realtà, un mondo in cui gli Stati Uniti non fossero più la potenza egemone (perché magari prevalgono al loro stesso interno quelle pulsioni isolazioniste, da sempre così ben radicate nella tradizione americana) non finirebbe per cedere il passo ad uno scenario molto più pericolosamente anarchico, brutale e conflittuale.

A cura di Ferruccio Bovio Da più parti si sostiene, ormai da tempo, la tesi secondo la quale l’Occidente si starebbe trasformando in un circolo ristretto ed isolato di Paesi ricchi ai quali il resto del Pianeta - guidato soprattutto da economie emergenti come Cina, Brasile e India - non sarebbe più disposto a riconoscere alcun predominio politico, economico e militare. Nuovi equilibri multipolari starebbero inducendo la stragrande maggioranza delle nazioni della Terra a prendere definitivamente le distanze da quello status quo che, almeno dalla fine della Guerra Fredda, era parso affermarsi come immutabile. Tuttavia, se prendiamo, ad esempio, in considerazione l’atteggiamento prevalentemente assunto dalla maggioranza dei governi mondiali sulla questione ucraina, forse possiamo anche avanzare qualche dubbio circa l’effettiva fondatezza di questa “vulgata” che ci racconta di un rassegnato avviarsi dell’Occidente sul viale del tramonto. A ben vedere, infatti, non è stato soltanto il decrepito e rassegnato Occidente a condannare la guerra di Putin, ma, come è emerso chiaramente all’Assemblea delle Nazioni Unite, i voti che hanno sanzionato l’invasione russa (esprimendosi, quindi, a favore dell’integrità territoriale dell’Ucraina), sono risultati addirittura 143. Il tutto a fronte di 35 astensioni e di solo 5 voti contrari. Tra l’altro, se andiamo a vedere quali Paesi hanno votato contro, non possiamo che prendere atto del fatto che la bella compagnia è composta da un gruppetto di trasparenti democrazie come Corea del Nord, Siria, Nicaragua, Russia e Bielorussia... Persino la Cina, nonostante i frequenti e roboanti proclami che pure ribadiscono l’esistenza di un’amicizia “senza limiti” tra Mosca e Pechino, non ha ritenuto di potersi spingere oltre l’astensione. E sempre all’ONU, anche altre nazioni – come Brasile o Argentina – che pure ambiscono, certamente, a dare vita ad un mondo molto più multipolare di quello attuale, hanno, comunque, finito per accomunare i loro consensi a quelli degli Stati nei quali, per fortuna, si rispettano ancora fermamente i diritti politici e quelli civili, senza discriminazioni di sesso, cultura, religione o altro orientamento ideologico. In sostanza, ci pare che quella del multipolarismo sia oggi più che mai una questione estremamente complessa, nel senso che ci domandiamo se poi, in realtà, un mondo in cui gli Stati Uniti non fossero più la potenza egemone (perché magari prevalgono al loro stesso interno quelle pulsioni isolazioniste, da sempre così ben radicate nella tradizione americana) non finirebbe per cedere il passo ad uno scenario molto più pericolosamente anarchico, brutale e conflittuale.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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