EPISODE · Dec 9, 2022 · 8 MIN
Elly Schlein, la nuova stella della sinistra fucsia neoliberale
from Controvento di Diego Fusaro · host Media Pluralisti Europei SpA
Elly Schlein rappresenta la nuova stella del firmamento delle sinistre fucsia, neoliberali e postmoderne. Non tanto perché sia gradita al popolo della sinistra, quanto perché incarna al meglio lo spirito del tempo, nonché lo spirito della nuova new left liberista organica alla visione ultracapitalistica egemonica. Nei discorsi di Elly Schlein, come è ormai proprio della sinistra post-comunista, non compaiono mai nemmeno per sbaglio i lavoratori e le classi popolari: si parla solo di patriarcato e di sessismo, di asterischi e di minoranze elette a nuove avanguardie della storia. Il capitalismo non è nemmeno più nominato, perché viene vissuto come unico orizzonte possibile, quando non direttamente come il migliore dei mondi possibili: alla domanda se si sentisse comunista, Elly Schlein non ha risposto coerentemente "no, non sono comunista, e anzi mi ritengo pienamente neo-liberale". Ha invece preferito dire di essere nata nel 1985: un modo obliquo e trasversale per sostenere che il comunismo è ormai impraticabile, perché con il 1989 Marx e l'idea di liberazione delle classi lavoratrici dalla prosa del capitale sono definitivamente tramontate. Un modo cioè di riconoscere apertamente la propria adesione all'ordine neoliberale, allo sguardo di chi ci odia e ci comanda, vale a dire allo sguardo della plutocrazia neoliberale dominante. A sentir parlare Elly Schlein, pare che il massimo problema da affrontare sia quello del patriarcato: ve la immaginate mentre prova a spiegare agli operai di Fiat Mirafiori e alle classi lavoratrici suppliziate dai processi di globalizzazione che il patriarcato è il vero problema da risolvere? La verità è che la sinistra ha ormai da tempo divorziato dalle classi lavoratrici, concorrendo anzi attivamente a smantellarne i diritti ogni volta che è stata al potere. Per questo, la new left di cui Elly Schlein è simbolo fa come se le classi lavoratrici non esistessero, le ha anzi rimpiazzate con minoranze selezionate ad hoc, occupandosi delle quali può non occuparsi più dei lavoratori. Da circa trent'anni, ogni vittoria della sinistra neoliberale coincide con una sconfitta delle classi lavoratrici. Per questo, la sinistra non può rappresentare in alcun caso la soluzione: essa è il problema, non meno della destra.
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Elly Schlein rappresenta la nuova stella del firmamento delle sinistre fucsia, neoliberali e postmoderne. Non tanto perché sia gradita al popolo della sinistra, quanto perché incarna al meglio lo spirito del tempo, nonché lo spirito della nuova new left liberista organica alla visione ultracapitalistica egemonica. Nei discorsi di Elly Schlein, come è ormai proprio della sinistra post-comunista, non compaiono mai nemmeno per sbaglio i lavoratori e le classi popolari: si parla solo di patriarcato e di sessismo, di asterischi e di minoranze elette a nuove avanguardie della storia. Il capitalismo non è nemmeno più nominato, perché viene vissuto come unico orizzonte possibile, quando non direttamente come il migliore dei mondi possibili: alla domanda se si sentisse comunista, Elly Schlein non ha risposto coerentemente "no, non sono comunista, e anzi mi ritengo pienamente neo-liberale". Ha invece preferito dire di essere nata nel 1985: un modo obliquo e trasversale per sostenere che il comunismo è ormai impraticabile, perché con il 1989 Marx e l'idea di liberazione delle classi lavoratrici dalla prosa del capitale sono definitivamente tramontate. Un modo cioè di riconoscere apertamente la propria adesione all'ordine neoliberale, allo sguardo di chi ci odia e ci comanda, vale a dire allo sguardo della plutocrazia neoliberale dominante. A sentir parlare Elly Schlein, pare che il massimo problema da affrontare sia quello del patriarcato: ve la immaginate mentre prova a spiegare agli operai di Fiat Mirafiori e alle classi lavoratrici suppliziate dai processi di globalizzazione che il patriarcato è il vero problema da risolvere? La verità è che la sinistra ha ormai da tempo divorziato dalle classi lavoratrici, concorrendo anzi attivamente a smantellarne i diritti ogni volta che è stata al potere. Per questo, la new left di cui Elly Schlein è simbolo fa come se le classi lavoratrici non esistessero, le ha anzi rimpiazzate con minoranze selezionate ad hoc, occupandosi delle quali può non occuparsi più dei lavoratori. Da circa trent'anni, ogni vittoria della sinistra neoliberale coincide con una sconfitta delle classi lavoratrici. Per questo, la sinistra non può rappresentare in alcun caso la soluzione: essa è il problema, non meno della destra.
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