Fabbrico: Massimiliano Loizzi racconta un piccolo borgo e la sua storia di antifascismo e impegno sociale episode artwork

EPISODE · May 4, 2026 · 12 MIN

Fabbrico: Massimiliano Loizzi racconta un piccolo borgo e la sua storia di antifascismo e impegno sociale

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Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, è una sorta di microcosmo della storia d’Italia: vite ordinarie, protagoniste di vicende straordinarie. Al Teatro della Cooperativa di Milano, Loizzi non mette in scena una ricostruzione storica classica, bensì uno spettacolo meta-teatrale, in cui l’autore appare come un narratore, in piena crisi personale e politica, che cerca di realizzare un film sulla storia dell'Italia antifascista: il racconto di quel film immaginario diventa lo spettacolo stesso, in un personale connubio di satira, teatro civile e narrazione. Il lavoro si è sviluppato attraverso vari soggiorni dell’autore nel paese, dove ha iniziato ad incontrare le persone e a raccogliere storie e documenti, con interviste e ricerche sul campo. Molti sono gli episodi di straordinaria importanza avvenuti a Fabbrico che attraversano la storia del Paese: dall’introduzione del primo motore a scoppio alla diffusione della scolarizzazione nei primi anni del secolo, dagli episodi di straordinario eroismo durante gli anni del fascismo alle case di latitanza che durante gli anni della resistenza nascosero antifascisti ed ebrei, fino alla leggendaria battaglia del 27 febbraio del 1945, che fece di Fabbrico il primo paese a liberarsi da solo al di sopra della linea gotica. Una storia di partecipazione, che prosegue nel dopoguerra con la costruzione del Teatro Pedrazzoli, edificato letteralmente dai cittadini, alla sua occupazione, insieme alla fabbrica, nel 1968, che divenne laboratorio nazionale con personaggi come Dario Fo, Franca Rame, Gian Maria Volontè, Gaber, e poi con le mobilitazioni degli anni successivi, la fondamentale esperienza dell’UDI, l’introduzione del primo asilo nido in Italia, fino alle riuscite esperienze di integrazione. E addirittura la comparsa dei misteriosi cerchi nel grano nel 2012, “chiaro indizio che forse anche gli alieni si sono interessati a Fabbrico”. L'intervista di Ira Rubini a Massimiliano Loizzi.

Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, è una sorta di microcosmo della storia d’Italia: vite ordinarie, protagoniste di vicende straordinarie. Al Teatro della Cooperativa di Milano, Loizzi non mette in scena una ricostruzione storica classica, bensì uno spettacolo meta-teatrale, in cui l’autore appare come un narratore, in piena crisi personale e politica, che cerca di realizzare un film sulla storia dell'Italia antifascista: il racconto di quel film immaginario diventa lo spettacolo stesso, in un personale connubio di satira, teatro civile e narrazione. Il lavoro si è sviluppato attraverso vari soggiorni dell’autore nel paese, dove ha iniziato ad incontrare le persone e a raccogliere storie e documenti, con interviste e ricerche sul campo. Molti sono gli episodi di straordinaria importanza avvenuti a Fabbrico che attraversano la storia del Paese: dall’introduzione del primo motore a scoppio alla diffusione della scolarizzazione nei primi anni del secolo, dagli episodi di straordinario eroismo durante gli anni del fascismo alle case di latitanza che durante gli anni della resistenza nascosero antifascisti ed ebrei, fino alla leggendaria battaglia del 27 febbraio del 1945, che fece di Fabbrico il primo paese a liberarsi da solo al di sopra della linea gotica. Una storia di partecipazione, che prosegue nel dopoguerra con la costruzione del Teatro Pedrazzoli, edificato letteralmente dai cittadini, alla sua occupazione, insieme alla fabbrica, nel 1968, che divenne laboratorio nazionale con personaggi come Dario Fo, Franca Rame, Gian Maria Volontè, Gaber, e poi con le mobilitazioni degli anni successivi, la fondamentale esperienza dell’UDI, l’introduzione del primo asilo nido in Italia, fino alle riuscite esperienze di integrazione. E addirittura la comparsa dei misteriosi cerchi nel grano nel 2012, “chiaro indizio che forse anche gli alieni si sono interessati a Fabbrico”. L'intervista di Ira Rubini a Massimiliano Loizzi.

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