Fatevene una ragione: il privato è privato… | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jan 28, 2024 · 3 MIN

Fatevene una ragione: il privato è privato… | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Mercoledì scorso, intervenendo alla Camera per rispondere alle domande del “question time”, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha perso l’occasione per ritornare su un tema che, negli ultimi tempi, sembra coinvolgerla particolarmente. E stiamo parlando dei rapporti piuttosto tesi che sussistono tra il suo Governo ed il Gruppo editoriale GEDI della famiglia Agnelli – Elkann, cui appartengono giornali come Repubblica e La Stampa i quali, di solito, non usano certamente i guanti di velluto quando parlano delle politiche di Palazzo Chigi. Nello specifico, la nostra premier se la prende con le critiche che – soprattutto da parte di Repubblica – le sono piovute addosso in merito alle privatizzazioni che l’esecutivo di destra - centro avrebbe in programma di attuare nei prossimi mesi. La Meloni non accetta, infatti, in questo campo, alcun rilievo alle sue intenzioni se ad avanzarlo è proprio chi ha “venduto ai Francesi” il conglomerato Fiat – Chrysler. E qui però, ci pare che il suo ragionamento non sia del tutto corretto, perché un conto sono le vendite che avvengono tra privati (e sulle quali nessuna forza politica può porre dei veti) ed un altro sono quelle che possono riguardare l’alienazione di beni pubblici (come ad esempio il 10% di Poste Italiane), sui quali i governi di qualsiasi colore sono, invece, tenuti a rendere conto. Pertanto, attaccando in maniera così esplicita la proprietà di Stellantis e le testate che, in qualche misura, fanno parte della sua galassia, Giorgia Meloni – a nostro parere - non ha solamente messo in discussione la libertà di stampa, ma anche quella di fare impresa. E pensare che le accuse di avere sacrificato, sull’altare delle opportunità fiscali o delle delocalizzazioni, l’italianità dell’impero creato dagli Agnelli nel Novecento, vengono controbattute, con fastidio, da non pochi ambienti d’Oltralpe, dove, al contrario,  si ritiene che la fusione con la Fiat  abbia comportato un chiaro ridimensionamento della francesità di PSA – Peugot…. E’ vero che - si argomenta sotto la Torre Eiffel - lo Stato francese (come, non a caso, lamenta Giorgia Meloni)  ha un suo rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di Stellantis, mentre l’Italia non lo ha... ma è altrettanto vero che ciò avviene perché la mano pubblica era entrata a far parte del board di Psa già dal 2012: da quando cioè, aveva rilevato una quota del 6,2% nell’azionariato della grande società automobilistica per far fronte ad alcune perdite accumulate allora dalla famiglia Peugeot. Questo per dire che la partecipazione di un consigliere di nomina statale alle riunioni del CDA di Stellantis non significa  affatto che il governo francese abbia poi tutta questa voce in capitolo sulla gestione del gigante dell’ automotive sorto, il 16 gennaio del 2021, dall’alleanza tra due delle principali  famiglie industriali europee. Tanto per fare un esempio, non troppo tempo fa il ministero dell’economia transalpino aveva esortato Stellantis a privilegiare l’interesse nazionale, riportando in Francia la produzione di piccole auto elettriche come la Peugeot 208: tuttavia, questo appello di natura patriottica a nulla è valso per smuovere i programmi aziendali, visto che lo stabilimento in cui si fabbrica quel tipo di veicolo è rimasto saldamente in territorio spagnolo, a Saragozza... E la cosa rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che Stellantis è essenzialmente un gruppo privato e che sarà, quindi, sempre molto improbabile che il signor Agnelli o  il signor Peugeot si lascino incantare dalle sirene dell’Eliseo o di Palazzo Chigi, anteponendo gli interessi pubblici a quelli del proprio portafoglio. 28 Gennaio 2024

A cura di Ferruccio Bovio Mercoledì scorso, intervenendo alla Camera per rispondere alle domande del “question time”, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha perso l’occasione per ritornare su un tema che, negli ultimi tempi, sembra coinvolgerla particolarmente. E stiamo parlando dei rapporti piuttosto tesi che sussistono tra il suo Governo ed il Gruppo editoriale GEDI della famiglia Agnelli – Elkann, cui appartengono giornali come Repubblica e La Stampa i quali, di solito, non usano certamente i guanti di velluto quando parlano delle politiche di Palazzo Chigi. Nello specifico, la nostra premier se la prende con le critiche che – soprattutto da parte di Repubblica – le sono piovute addosso in merito alle privatizzazioni che l’esecutivo di destra - centro avrebbe in programma di attuare nei prossimi mesi. La Meloni non accetta, infatti, in questo campo, alcun rilievo alle sue intenzioni se ad avanzarlo è proprio chi ha “venduto ai Francesi” il conglomerato Fiat – Chrysler. E qui però, ci pare che il suo ragionamento non sia del tutto corretto, perché un conto sono le vendite che avvengono tra privati (e sulle quali nessuna forza politica può porre dei veti) ed un altro sono quelle che possono riguardare l’alienazione di beni pubblici (come ad esempio il 10% di Poste Italiane), sui quali i governi di qualsiasi colore sono, invece, tenuti a rendere conto. Pertanto, attaccando in maniera così esplicita la proprietà di Stellantis e le testate che, in qualche misura, fanno parte della sua galassia, Giorgia Meloni – a nostro parere - non ha solamente messo in discussione la libertà di stampa, ma anche quella di fare impresa. E pensare che le accuse di avere sacrificato, sull’altare delle opportunità fiscali o delle delocalizzazioni, l’italianità dell’impero creato dagli Agnelli nel Novecento, vengono controbattute, con fastidio, da non pochi ambienti d’Oltralpe, dove, al contrario,  si ritiene che la fusione con la Fiat  abbia comportato un chiaro ridimensionamento della francesità di PSA – Peugot…. E’ vero che - si argomenta sotto la Torre Eiffel - lo Stato francese (come, non a caso, lamenta Giorgia Meloni)  ha un suo rappresentante nel Consiglio di Amministrazione di Stellantis, mentre l’Italia non lo ha... ma è altrettanto vero che ciò avviene perché la mano pubblica era entrata a far parte del board di Psa già dal 2012: da quando cioè, aveva rilevato una quota del 6,2% nell’azionariato della grande società automobilistica per far fronte ad alcune perdite accumulate allora dalla famiglia Peugeot. Questo per dire che la partecipazione di un consigliere di nomina statale alle riunioni del CDA di Stellantis non significa  affatto che il governo francese abbia poi tutta questa voce in capitolo sulla gestione del gigante dell’ automotive sorto, il 16 gennaio del 2021, dall’alleanza tra due delle principali  famiglie industriali europee. Tanto per fare un esempio, non troppo tempo fa il ministero dell’economia transalpino aveva esortato Stellantis a privilegiare l’interesse nazionale, riportando in Francia la produzione di piccole auto elettriche come la Peugeot 208: tuttavia, questo appello di natura patriottica a nulla è valso per smuovere i programmi aziendali, visto che lo stabilimento in cui si fabbrica quel tipo di veicolo è rimasto saldamente in territorio spagnolo, a Saragozza... E la cosa rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che Stellantis è essenzialmente un gruppo privato e che sarà, quindi, sempre molto improbabile che il signor Agnelli o  il signor Peugeot si lascino incantare dalle sirene dell’Eliseo o di Palazzo Chigi, anteponendo gli interessi pubblici a quelli del proprio portafoglio. 28 Gennaio 2024

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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