Gaza: appello per il rilascio del Professore Mahmoud Al-Najjar episode artwork

EPISODE · Jun 3, 2026 · 11 MIN

Gaza: appello per il rilascio del Professore Mahmoud Al-Najjar

from Radio Onda Rossa · host Radio Onda Rossa

Mahmoud Al-Najjar è l’unico sopravvissuto del suo nucleo familiare. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i suoi quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, a causa di un bombardamento israeliano. Atiya Al-Najjar, fratello di Mahmoud, ha dichiarato che la famiglia è venuta a conoscenza del suo arresto oggi tramite uno dei colleghi che lo accompagnavano nella missione. Quest’ultimo ha riferito che le forze israeliane hanno fermato Mahmoud al valico di frontiera e lo hanno condotto in una località sconosciuta, mentre una studentessa che era stata trattenuta insieme a lui è stata successivamente rilasciata. Ha inoltre spiegato che suo fratello era diretto all’Università di Roma Tor Vergata, che lo attendeva per l’inizio del suo programma accademico, dopo che era finalmente riuscito a ottenere il permesso di viaggio e tutte le autorizzazioni ufficiali necessarie, al termine di mesi di tentativi e procedure amministrative. La famiglia, ha aggiunto, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale riguardo al luogo di detenzione o ai motivi dell’arresto. Per questo motivo sta cercando di contattare diverse organizzazioni internazionali, tra cui il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Ambasciata d’Italia, per ottenere informazioni sul suo destino e lavorare per il suo rilascio. L’arresto di Mahmoud Al-Najjar assume una particolare dimensione umana, poiché egli è l’unico sopravvissuto della sua famiglia. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, in seguito a un bombardamento israeliano che ha colpito la loro abitazione nel campo profughi di Jabalia. Nonostante il dolore e la gravissima perdita subita, Mahmoud ha continuato il suo percorso accademico e di ricerca. Ha collaborato con diversi studiosi palestinesi a progetti riguardanti l’utilizzo di applicazioni di cloud computing e l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale per sostenere gli interventi di soccorso e la futura ricostruzione della Striscia di Gaza. Durante il conflitto, Mahmoud Al-Najjar ha completato tre libri nel campo dell’amministrazione aziendale, oltre a numerose ricerche accademiche. Ha inoltre proseguito lo sviluppo del suo progetto di ricerca dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto della gestione strategica della fase di ricostruzione della Striscia di Gaza. Secondo Atiya Al-Najjar, l’opportunità di studio in Italia rappresentava per Mahmoud un nuovo inizio dopo la tragedia vissuta, soprattutto perché aveva soddisfatto tutti i requisiti richiesti per il viaggio e ottenuto le necessarie autorizzazioni nell’ambito di un programma accademico ufficiale. Tuttavia, la famiglia è stata sorpresa dalla notizia del suo arresto durante l’attraversamento del valico. La famiglia Al-Najjar ha rivolto un appello urgente alle organizzazioni internazionali e alla missione diplomatica italiana affinché intervengano per chiarire il suo destino e garantire il suo rilascio. Ha inoltre sottolineato che Mahmoud aveva lasciato Gaza esclusivamente per proseguire il proprio percorso accademico nell’ambito di accordi ufficiali e che, fino a questo momento, non gli è stata fornita alcuna spiegazione riguardo alle ragioni del suo arresto.

Mahmoud Al-Najjar è l’unico sopravvissuto del suo nucleo familiare. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i suoi quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, a causa di un bombardamento israeliano. Atiya Al-Najjar, fratello di Mahmoud, ha dichiarato che la famiglia è venuta a conoscenza del suo arresto oggi tramite uno dei colleghi che lo accompagnavano nella missione. Quest’ultimo ha riferito che le forze israeliane hanno fermato Mahmoud al valico di frontiera e lo hanno condotto in una località sconosciuta, mentre una studentessa che era stata trattenuta insieme a lui è stata successivamente rilasciata. Ha inoltre spiegato che suo fratello era diretto all’Università di Roma Tor Vergata, che lo attendeva per l’inizio del suo programma accademico, dopo che era finalmente riuscito a ottenere il permesso di viaggio e tutte le autorizzazioni ufficiali necessarie, al termine di mesi di tentativi e procedure amministrative. La famiglia, ha aggiunto, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale riguardo al luogo di detenzione o ai motivi dell’arresto. Per questo motivo sta cercando di contattare diverse organizzazioni internazionali, tra cui il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Ambasciata d’Italia, per ottenere informazioni sul suo destino e lavorare per il suo rilascio. L’arresto di Mahmoud Al-Najjar assume una particolare dimensione umana, poiché egli è l’unico sopravvissuto della sua famiglia. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, in seguito a un bombardamento israeliano che ha colpito la loro abitazione nel campo profughi di Jabalia. Nonostante il dolore e la gravissima perdita subita, Mahmoud ha continuato il suo percorso accademico e di ricerca. Ha collaborato con diversi studiosi palestinesi a progetti riguardanti l’utilizzo di applicazioni di cloud computing e l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale per sostenere gli interventi di soccorso e la futura ricostruzione della Striscia di Gaza. Durante il conflitto, Mahmoud Al-Najjar ha completato tre libri nel campo dell’amministrazione aziendale, oltre a numerose ricerche accademiche. Ha inoltre proseguito lo sviluppo del suo progetto di ricerca dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale a supporto della gestione strategica della fase di ricostruzione della Striscia di Gaza. Secondo Atiya Al-Najjar, l’opportunità di studio in Italia rappresentava per Mahmoud un nuovo inizio dopo la tragedia vissuta, soprattutto perché aveva soddisfatto tutti i requisiti richiesti per il viaggio e ottenuto le necessarie autorizzazioni nell’ambito di un programma accademico ufficiale. Tuttavia, la famiglia è stata sorpresa dalla notizia del suo arresto durante l’attraversamento del valico. La famiglia Al-Najjar ha rivolto un appello urgente alle organizzazioni internazionali e alla missione diplomatica italiana affinché intervengano per chiarire il suo destino e garantire il suo rilascio. Ha inoltre sottolineato che Mahmoud aveva lasciato Gaza esclusivamente per proseguire il proprio percorso accademico nell’ambito di accordi ufficiali e che, fino a questo momento, non gli è stata fornita alcuna spiegazione riguardo alle ragioni del suo arresto.

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Mahmoud Al-Najjar è l’unico sopravvissuto del suo nucleo familiare. Durante la guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i suoi quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, a causa di un bombardamento israeliano. Atiya Al-Najjar, fratello...

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